giovedì 11 luglio 2013

Monte La Queglia - Via Cristiano truvete na fatie

Illuminati dal Mascherone, Carlo, Angelo ed il sottoscritto, decidiamo di affrontare una salita un po' insolita e sicuramente poco frequentata: Cristiano truvete na fatie al Monte La Queglia.
La Queglia è il monte che sovrasta il paese di Pescosansonesco Nuovo e presenta sul lato est una parete veramente interessante dal punto di vista alpinistico. Sono state aperte tre vie tutte abbastanza sostenute su roccia non sempre eccellente.
Quella scelta da Carlo per la giornata di oggi, manco a dirlo, era la più dura delle tre: "Cristiano truvete na fatie". La via risale l’evidente fessura che solca netta la parte alta della parete.
Cinque tiri di cui gli ultimi tre veramente in parete con uno sviluppo di circa 130 m valutata TD e, a posteriori, le difficoltà ci sono tutte con due passaggi di VI+.
La via presenta tutte soste ben attrezzate a spit e le protezioni sono abbastanza ravvicinate anche se, a volte, è meglio utilizzare anche qualche friend.
Effettivamente il penultino ed ultino tiro sono stati aperti senza la sosta intermedia da Carlo in quanto sarebbe stato troppo banale e pertanto ha deciso di tirare su dritto 


così da cercare di stancarsi un pochino, ma, nonostante tutto, non ci è riuscito. Infatti quando io ed Angelo siamo usciti in vetta alquanto affaticati, lui era fresco e sorridente come un fanciullo a cui era stato regalato un nuovo giocattolo. Bah!
Tre doppie ci hanno ricollocato al punto di partenza e da lì, per "comodo" sentiero, siamo tornati all'auto.
Alla fine della "giostra" abbiamo ritrovato il Mascherone, anzi i Mascheroni, che ci avevano illuminato durante l'intera giornata.


Dimenticavo: un particolare ringraziamento a Cristiano Iurisci che ha aperto, attrezzata e pulita la via e che il nome stesso fa capire quanto tempo ci abbia impiegato.

lunedì 24 giugno 2013

9h30m1sec: Andrea Daprai e la sua ultima impresa (Il multi-atleta trentino stabilisce un nuovo record in terra d’ Abruzzo)





Con 9 ore 30min 1sec Andrea Daprai, multi-atleta trentino di fama mondiale, compie la sua ultima impresa. È da settimane che si allena per portare a termine l’obiettivo: record di ascesa in tecnica mista del Corno Grande del Gran Sasso d’Italia, nel tempo limite di 10 ore Lo scalatore dei giganti e il gigante della carità” è il titolo dell’evento organizzato dal Bike Team di Bucchianico in occasione dell'apertura a Bucchianico dell'anno Giubilare per il IV centenario della "Nascita in cielo" di San Camillo de Lellis, patrono della sanità italiana.
Partenza  da Bucchianico (CH) 375 m slm domenica 23 giugno 2013 ore 9:30.  Daprai parte in bici e arriva a Campo Imperatore (AQ) 2145m slm, coprendo il  primo tratto di circa 100 km, successivamente prosegue a piedi per scalare la vetta occidentale del Corno Grande (2912 m slm). L’ascesa per la via direttissima occidentale non è semplice e la fatica inizia a farsi sentire… Andrea ha i crampi, ma bisogna andare avanti e arrivare in cima!

Alle 15:00 l’elicottero comunica ai tifosi presenti ai piedi del Corno “Andrea è in vetta!” Qui ai piedi del crocefisso, appone una targa commemorativa intitolata a San Camillo de Lellis.
Ma non è finita qui! Daprai deve compiere il tragitto al contrario e riuscire a tornare a Bucchianico entro le 19:30. Quando scende alle 15:40 Andrea  ha un'altra espressione in volto! Ci dirà in serata “prima di arrivare in cima stavo male, ma grazie al supporto del mio staff prima e poi degli amici bucchianichesi presenti in vetta a sostenermi, ho trovato quella forza mentale che fa passare qualsiasi dolore!”
Montato sulla bici restano gli ultimi 100 km. Ad aspettarlo in Piazza a Bucchianico decine di tifosi che incrociano le dita per l’atleta trentino.
Mancano pochi minuti alle 19:00, ultimo strappo del 15% e Andrea sbuca in piazza San Camillo tagliando il traguardo in 9 ore 30 min 1 sec. Ed è subito gran festa per l’impresa riuscita con ben mezz’ora in meno rispetto alle previsioni. La commozione sul volto di Andrea è palese così come quella delle decine di persone che lo hanno seguito lungo tutto il percorso, in questa meravigliosa giornata di sport e di amicizia.
“San Camillo e Bucchianico mi hanno dato nuove energie” ci dice Andrea …E già si pensa all’anno prossimo, con nuovi progetti e record da stabilire. 

E a Bucchianico tanti appassionati vogliono tentare di eguagliare e/o migliorare il record di Andrea Daprai: la sfida è aperta!

articolo a cura di Francesco Lazzarin


Non posso mancare di ringraziare tutti gli amici che hanno potuto e voluto onorare questo evento, che noi, del Bike Team Bucchianico, abbiamo organizzato e cercato di curare nei minimi dettagli. Per ringrazio di cuore i cavalieri Fausto e suoi amici, Walter O., Antonio T., Vincenzo O., Antonio C. e Marco.

Angelo

questo il filmato realizzato da Walter:

giovedì 20 giugno 2013

Il Gigante della Carità e "lo scalatore dei giganti"

"Apporre una targa sul gran Sasso d 'Italia non è roba da poco, perché la più alta vetta degli Appenini è una montagna simbolo!" Con queste parole confidategli da Mondinelli, uno dei pochi italiani a scalare tutti gli 8000 m, ANDREA DAPRAI, ha aperto la conferenza stampa dell'evento "lo scalatore dei giganti e il gigante dalla carità" Infatti in occasione dell'apertura a Bucchianico dell'anno Giubilare per il IV centenario della "nascita in cielo" di San Camillo de Lellis, il recordman di fama internazionale, Andrea Daprai, proverà a stabilire uno dei suoi record proprio all'interno del Territorio abruzzese. Il 23 giugno 2013 partendo in bici da Bucchianico (CH) 375 m slm, Daprai arriverà a Campo Imperatore (AQ) coprendo una distanza di circa 100 km (60 km di salita e 4000 m di dislivello), successivamente proseguirà a piedi per scalare la vetta occidentale del Corno Grande (2912 m slm) dove, giungendo ai piedi del crocefisso, apporrà una targa commemorativa intitolata a San Camillo de Lellis. Successivamente l'atleta ripercorrerà all'indietro il medesimo percorso per tornare a Bucchianico, il tutto entro un tempo massimo complessivo di 10 ore. Tutto scaturisce grazie all'amicizia nata tra Andrea Daprai e il Bike Team di Bucchianico che un anno fa aveva invitato l'atleta trentino come testimonial di un convegno intitolato " lo sport è vita" :la bellezza del paesaggio abruzzese e la figura di San Camillo De Lellis, hanno fatto il resto! San Camillo nativo di Bucchianico definito Gigante della carità, per essere stato promotore nel 1600 di una nuova scuola di carità verso i malati, innovatore e fautore di un nuovo modello di assistenza ospedaliera, è oggi patrono della sanità civile e militare e dell'Abruzzo, l'ordine camilliano, da lui fondato, assiste oggi i malati in tutti e cinque i continenti e Bucchianico, con il Santuario e la sua casa Natale è la culla spirituale di questo Gigante. "essere qui e sentirsi come a casa è per me già un record" ha ammesso Daprai, "perchè all' aldilà del record sportivo, la vittoria più bella è l'affetto e l'amicizia di persone semplici che mi hanno valorizzato e sostenuto come non mai, all'ombra di un personaggio, come San Camillo che sono sicuro mi proteggerà in questa impresa" 

Gli amici ski-alper, alpinisti ed escursionisti sono invitati a partecipare, facendo sentire la loro presenza lungo il sentiero di avvicinamento o sulla vetta occidentale del Corno Grande, così da mostrare lo spirito di ospitalità che distingue da sempre gli abruzzesi.

Programma della giornata:
ore 09:00 ritrovo in piazza San Camillo de Lellis a Bucchianico, dalla quale alle successive 09:30 è prevista la partenza di Andrea Daprai che percorrerrà in bicicletta gli oltre 100 km e parecchio dislivello che lo separano da Campo Imperatore. Qui, dove l'arrivo è previsto dopo le ore 13:30, l'atleta effettuerà il cambio di assetto e inizierà la salita al Corno Grande percorrendo la c.d. "direttissima" per poi scendere nuovamente a Campo Imperatore per un nuovo cambio di assetto e rientro in bicicletta fino a Bucchianico. 

domenica 2 giugno 2013

CRIVELLARO e...CHIUDO 02.06.13

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Con il cavalier Marco ovvero Frederick der Roten, avevamo ipotizzato circa 2 settimane fa, salendo sul Sivitilli, di poter ancora "colpire" sul Vallone del Crivellaro al M.Corvo, visto che in lontananza si vedeva ancora "ben messo" !




Dopo un week end forzatamente saltato per via del maltempo e qualche ulteriore nevicata di fine maggio ...anche di buon apporto... il 2 giugno, abbiamo deciso di festeggiare la Repubblica effettuando questa uscita,   a questo punto conclusiva della stagione skialpinistica !


Considerando che anche il 2 giugno le meteo sono state sull'incerto (e dalle foto si evince...) si è trattato di una bella uscita, gratificante in tutti i suoi aspetti: dislivello discreto, attorno ai 1200 metri, ambiente splendido  con favolosi contrasti tra una primavera che sa ancora di inverno ...in verità ancora in attesa dell'ormai prossima estate.... (ma sopra i 1500 n'putess nevicà tutto l'anno ??!!,,,,) e discesa su buon fondo, fino alla fine del vallone, tranne una breve interruzione in corrispondenza del rimpiano.



 In verità sul crinale che unisce la vetta Occidentale e Orientale le meteo sono repentinamente peggiorate, azzerando la visibilità e rendendo un pò problematica la primissima parte della discesa, complice anche la massa di neve recente, pesante e gessosa....



 La solita "titubanza", ma poi un raggio di sole ha aperto lo scenario sottostante ed è iniziata la discesa...
Marco e il sottoscritto abbiamo percorso il canale di salita (rappresenta la discesa classica) mentre Gianni, amico di Marco e terzo compagno nella giornata, scendendo ha optato per portarsi verso sinistra , attraversando in alto una fascia rocciosa, che con la nebbia ....poco ci ispirava !




 La pendenza nel canale è attorno ai 30° e la consistenza della neve, dura sotto, ma con un leggero riporto delle ultime nevicate era piacevole e "tranquilla" da sciare !




 Per la salita, da Prato Selva, per Colle Abetone, abbiamo impiegato circa 4 ore (gli sci sono stati in spalla per tutto il tragitto ) ed un paio per scendere; la quota neve iniziava attorno ai 1800 metri e considerando che la quota di arrivo sulla cresta è oltre 2500 metri ...in fondo in fondo "lo smazzo" è stato quasi giustificato !




 La vetta orientale, a 10 minuti e scarsi 100 metri di ulteriore dislivello, l'abbiamo lasciata andare, per via del tempo che non volevamo sottovalutare.

 La parte finale della discesa si è svolta "accompagnati" dai "Biker che si scapicollano in discesa" assidui frequentatori del Bike Park Prato Selva ...MAH... CHE STRANI SPORT CI STANNO !!!

lunedì 27 maggio 2013

Il Cusna il 26 maggio - Appennino Emiliano

Per la prima volta e con un po' di emozione scrivo su questo splendido blog che mi ha fatto scoprire ed amare l'Appennino Abruzzese.
Per descrivere questa gita inaspettata userò le parole dell'amico Fabrizio e qualche foto.
Oggi (domenica 26 maggio) avviene l'incredibile: sciata in appennino su ottima neve, a pochi giorni dalla fine di maggio. 
Il paesaggio è incredibile: verde, bianco, e blu unici e intensi colori presenti . 

                                         Salendo col Cimone sullo sfondo


Con Gianluca e Alessandra arriviamo all'appuntamento del giorno unico con un po di ritardo:  almeno 4-5 scialpinisti ci precedono e altri escursionisti salgono la montagna sui suoi fianchi , gli accessi più comodi.
La nostra scelta cade sulla cresta N.E e dal guado del torrente del fosso Prassordo si sale sci ai piedi fino alla cima. 



                                         La Pietra di Bismantova

Certo durerà poco ma lo spettacolo dell'appennino candido e il verde dei faggi è impagabile. Sulla vetta incontriamo altri escursionisti e sciatori: in quota poco vento e temperature percepite intorno allo zero. 

                                          Dalla vetta: il Prado e la conca della Bargetana


                                         Di fronte le Apuane. Da destra: Tambura,

                                         Cavallo e Pisanino   

 

                                       Vetta del Cusna: 2121 m. Fabrizio, Ale, Gianluca

La discesa  è nel fosso di Prassordo: la sorpresa è grande con  molta nuova neve, portata anche dal vento e fondo ancora ottimo. 














Il problema arriva in fondo: lo strato di ghiaccio che copre l'impetuoso torrente presenta grossi buchi e è poco sicuro. Preferiamo uscire dal fosso rimontando il pendio laterale che ci riporta sulla via di salita. Di qui a al guado e poi a piedi, sul  sentiero che la mattina era innevato e ora è un ruscello,  fino all'auto. Condizioni eccezionali ma l'estate avanza.  Un saluto ai ragazzi locali con i quali abbiamo condiviso il rientro lungo i sentieri tra gli ormai verdissimi faggi. 
E un altro saluto agli amici che abbiamo incontrato sulle montagne d'Abruzzo: un arrivederci alla prossima stagione. 

giovedì 23 maggio 2013

18 maggio 2013 Monte Cornacchia

Sabato 18  maggio 2013 è stata una giornata memorabile. Molti eventi  sono occorsi…
E molti hanno partecipato: il Cavaliere Nero, i Cavalieri Vincenzo, Simona e sottoscritto; i Gransassisti Fabiola, Massimo e Mimmo; le Cavaliere&Gransassiste Giovanna e Catia; il Libero Alpinista Vittorio.
Abbiamo raggiunto la cima del Monte Cornacchia, montagna sacra e  universalmente amata, cantata da poeti, aedi, rapsodi, cantori, cantanti, pittori e tornitori.
I Cavalieri della Polvere si sono gemellati solennemente col Gruppo Gran Sasso del CAI di Pescara.
Le Cavaliere Giovanna e Simona  sono guarite. Guarito pure il Cavalier Mascherone Vincenzo.
Si è unito a noi il Cavaliere Nero…avuta notizia dell’ascensione al  Cornacchia è accorso dalla Francia. Venuto, asceso, conquistato, ripartito il giorno dopo.

Scusate se corro… è l’emozione. Cerco ora di andare per ordine.
Intanto le Cavaliere:


La Cavaliera Simona ora deve solo risolvere un paio di problemini e poi siamo a posto. Ha giurato vendetta ai canali, e non vuole salire nulla che superi il 15% di pendenza.  Nelle ultime settimane avevo cercato di convincerla che la montagna d’inverno è fatta di canali. Purtroppo il Monte Cornacchia  le ha ricordato che esistono anche salite senza canali. E comunque non c’è dubbio che la Cavaliera in questione supererà a stretto giro questo disturbo clinometrico con accessi panici, perché normalmente dimostra, ad esempio, un’eccezionale sprezzo del pericolo stradale:

E’ tornato il Cavalier Prodigo:

L’incontro con i simpatici amici del Gruppo Gran Sasso  è stato piacevolissimo oltre che solenne. Ci siamo divertiti, abbiamo discettato di geografia, religione (il Pontifex), teologia (il Pontifex), i  2000 (il Pontifex), l’alimentazione e molto altro.
Parlando e osservando abbiamo poi capito alcune cose dei nostri amici gransassisti.
E’ scritto nella Regola  del Gruppo che si esce in non più di  9, e non si va al ristorante dopo l’uscita…
Questo gruppo inoltre è dilaniato al suo interno… diviso fra Naturalisti e Neo-Chimici. Ad esempio mentre il resto della compagnia trangugia birre chiare, weiss e rosse, patatine di ogni tipo, anche gialle e blu, il Naturalista si somministra una bio-mela.

Le inquietanti patatine gialle e blu divorate dai Neo-Chimici (ma pure dai Cavalieri tutti!) nel pub marsicano in cui la compagnia ha celebrato gli accadimenti del giorno
Oppure quando si tratti curare una piaghetta al tallone un Neo-Chimico  predilige il Nastro telato Saratoga, convinto soprattutto degli effetti benefici del collante!

Si tratta di Alpinisti un pò  superstiziosi:

Ma anche molto previdenti! Muniscono gli zaini di galleggianti per i casi di acqua alta:

Naturalmente non potevamo evitare di confrontarci sul Pontifex. Abbiamo cercato di far capire che Lui è Autorità Universale, e non certo ristretta ai Cavalieri della Polvere. Per tutta risposta ci hanno detto che andrebbe psicanalizzato! Alla nostra indignazione è seguito un serrato confronto.
Magno cum gaudio nuntio vobis, è con grande soddisfazione che annuncio  di aver ottenuto  che se qualcuno dovrà psicanalizzare Pontifex quello dovrà  essere un Teologo!
 Il nostro Esimio è invitato quindi a prendere contatto con urgenza  col teologo di fiducia del Gruppo Gran Sasso.

La relazione
Dalla A25 si esce al casello di Avezzano (non è quello che abbiamo fatto, ma questa è l’indicazione migliore), quindi direzione Luco dei Marsi, Trasacco, Collelongo, Villavallelonga, ed infine  Madonna della Lanna (quota 1100 mt). Si prosegue in auto verso i Prati d’Angro, fino a superare la Fontana di Valle Fossato e incrociare sulla destra, una sterrata con  indicazioni Fonte Astuni-Valle Fossato-Coppo dell’Orso. Qui si lascia l’auto e si segue la sterrata.
Poco dopo ci si lascia sulla sinistra la strada principale, proseguendo dritti, fino a Fonte Astuni 1250 mt.
Dopo la  fonte si imbocca un sentiero segnato che sale sul pendio boscoso. Usciti dal bosco si arriva al rifugio Coppo dell’Orso, 1860 mt.


 Proseguendo verso Sud sulla cresta si incrocia poco più in alto la vetta Tre Confini 1992 mt. Da qui si piega a Sud-Ovest e per saliscendi  si raggiunge il Monte Cornacchia 2003 mt. 

mercoledì 22 maggio 2013

NORD DEL C.NO PICCOLO CANALE SIVITILLI E CAMINO DI MEZZO 18.05.13



Eccoci quà... a narrare di un altra bella esperienza montana, al solito diversa da come spesso te l'aspetti ! Quando Gabriele... NON IL PONTIFEX...ma GABRIELE ...DI FALCO ... quello che scherzosamente Federico chiama "ALPINISTA" mi ha telefonato in settimana proponendomi l'uscita, dato che era una "ripetizione", visto che l'avevamo già salita e proprio con lui e l'amico Massimiliano il 17 marzo 2002 , mi era quasi sembrata "banale" ....



E invece di banale non c'è nulla... di ALPINISTI ce ne sono pochi .... e di AMICI ...

Infatti la salita, per via delle condizioni della neve, non ghiacciata, ma dura al punto di far entrare solo la punta degli scarponi, si è dimostrata subito "abbastanza impegnativa"...



Chiarisco che tali condizioni, nel contesto di una giornata, metereologicamente parlando, ottima, hanno alzato il livello di questa ascensione, compiuta tra l'altro in compagnia di un gruppo di 4 alpinisti tra i quali il noto Massimo Marcheggiani (http://www.insaneclimbingteam.it/cv/).



A Gabriele, anche lui con una "onorata carriera alpinistica" durante la quale qualche soddisfazione se l'è tolta,      non è parso vero potersi accompagnare, oltre che a Nicola e a me, con un personaggio di tale spessore,non trovandosi e non facendo trovare neanche noi in situazione di disagio,

La via è stata percorsa in sicurezza con dei tiri di corda e raggiunta la comba nevosa proprio sotto la cima , si è optato per scendere dal Camino di mezzo.



Nonostante l'orario ed il relativo rialzo termico anche in discesa la neve non "ha mollato" ed anzi nel tratto intermedio del canale, ci si è avvalsi di una "corda doppia" per scendere più tranquillamente un tratto abbastanza ripido ed al limite del ghiaccio !

Nei dettagli posso aggiungere che, vista la chiusura dell'impianto dei Prati di Tivo (Strano !!!)  siamo saliti a piedi dall'Arapietra,, che il giro è durato complessivamente circa 8 ore, che il cavalier Frederick ci ha accompagnato, sci in spalla, fin sotto all'imbocco del canale e che gli AMICI sono quelli che ti propongono di condividere insieme una bella esperienza come questa !



Forse c'era anche Vincenzo ...ma ha deciso di salire e scendere in solitaria...






mercoledì 15 maggio 2013

12 maggio 2013, Canale Maiori

E’ con trepidazione che sabato mattina 12 maggio,all’alba, ci siamo avviati alla volta del Canale Maiori. Presenti i Cavalieri Fausto, Velluto e sottoscritto, e le Cavaliere Simona e Giovanna.
Trepidazione…perché era capitato il 1 maggio, con i Cavalieri Angelo e Luca, che ci fossimo presi gioco del Pontifex: in un’uscita di pochi giorni prima il Sommo andava per il Maiori , si smarriva, e sbarcava in Valle Lupara.
Mentre così allegramente si dileggiava il Pontifex andavamo di nuovo verso il Maiori per i boschi del Sirente. E un’ora e mezza dopo…avevamo smesso da un po’ di motteggiare ed avevamo iniziato da un po’ a vagare…Angelo, Luca ed io ci ritrovavamo, potenza d’un Pontifex, in Valle Lupara!

Pur pentito, e riconoscendo d’aver peccato di Lesa Maestà, o meglio di Leso Pontifex, sabato rimaneva il dubbio se il suddetto Leso non volesse ancora vendicarsi e se fosse ancora attiva la sua Fatwa. E invece no, nessuna Fatwa, siamo arrivati dritti al Maiori…il Pontifex non è più quello di una volta! Più che Leso ora pare un Pontifex Lesso. Ma niente paura, di certo tornerà presto in tutto il suo sfolgorìo pontificale…

Per i posteri, e perché il Pontifex non vi induca in errore:
Dallo chalet sulla strada si imbocca la sterrata alle sue spalle. Al primo bivio, con paline segnaletiche di legno, si svolta a destra. Di lì a poco si incrocia una sterrata, e si gira a destra. Appena dopo si dipartono a sinistra, subito inerpicandosi nel bosco, due sentieri, entrambi segnati bianco/rossi. Con Angelo e Luca abbiamo imboccato, sbagliando, il primo. Quello giusto, a pochi metri, è il secondo. Anch’esso segnato bianco-rosso, ma di tanto in tanto contrassegnato con la M, o proprio con la scritta Maiori.

Siamo saliti variamente chiacchierando, intersecandoci e scambiandoci tracce con un gruppo di simpatici ski e snowboard alper, di Roseto e Chieti.

Succede che le Cavaliere Simona e Giovanna appena si vedono, come avessero sempre in sospeso un discorso infinito, ingaggino all’istante una discussione fitta fitta. Al principio parlano e camminano, poi però qualcosa si inceppa. Ed erompe un grave disturbo neuro-motorio, per curare il quale i Cavalieri stanno consultando i migliori specialisti. Ad un certo punto le Cavaliere non riescono a fare entrambe le cose: o parlano o camminano. Nel bosco è andato tutto bene, le Cavaliere conversavano amabilmente con Cavalieri e passanti, e …non si fermavano. Evidentemente le cure hanno cominciato a sortire effetto. Ma no invece…appena imboccato il Canale, Simona e Giovanna si sono riagganciate, e il disturbo si è ripresentato più virulento che mai. Beh…noi, in attesa di trattamenti più efficaci, abbiamo continuato la salita.

Già ai limiti del bosco c’era una buona neve compatta, che ci ha accompagnato fino all’uscita del Canale.

Con i neo-amici ci siamo presentati compiutamente una volta usciti dal Maiori. Loro postano video su You Tube sotto lo psedonimo “Barone Rosso”. E conoscono i Cavalieri della Polvere, la loro mitologia, gli ometti gonfiabili, il Pontifex…

Forte ormai della sbocciata amicizia ho fatto notare che sarebbe stato maleducato da parte loro non scendere a piedi, per solidarietà con quanti fra noi scendevano appiedati…“Manco morti!” mi hanno risposto in coro…

Vista la grave offesa…ma faceva pure un po’ freddino…ho protestato ma pur salutato i Baroni rossi, e ci siamo gettati in discesa. Fra l’altro ci siamo precipitati alla ricerca delle Cavaliere, ormai scomparse da tempo, evidentemente paralizzate dal disturbo neuro-motorio.

Ad un tratto s’è udito un richiamo: “Cavalieeeri!” . E chi si staglia sul ripido pendio di fronte ? Il condottiero Annibale.
Lo saluto all’orizzonte, lui mi saluta così: “E’ la url che devo copiare per postare un video sul blog? Oppure qual è il codice da copiare ?” .
Il Cavalier Fausto lo saluta a sua volta e gli chiede: “Annì, dove ti stai ficcando?”. E lui: “Io veramente mi ficcherei sempre nello stesso posto!” (ndr deve trattarsi di qualche bellissimo canale sul Gran Sasso)
Ed è Annibale a fornirci le prime notizie sulle Cavaliere. Proseguiamo quindi la discesa, e le scorgiamo appollaiate su un piccolo arcipelago di pietre, con neve ripida tutt’intorno, alla base di una parete rocciosa a bordo canale.




Ai primi contatti facciamo una scoperta sensazionale: come il Cavalier Annibale conduca l’approccio al gentil sesso. Fa così…
Alla Cavaliera Simona ha chiesto: “ Tu sei iscritta al CAI?”
Ecco… “Tu sei iscritta al CAI?”, questo è l’attacco del Condottiero. Ora le donne sanno quanto sia periglioso chiarire i propri legami col CAI.
Al no di Simona, ha incalzato: “Ma di quale associazione fai parte?”. Simona ha esitato un po’, poi: “I Cavalieri della Polvere!”
Insomma, benché della stessa associazione Annibale non ha rinunciato alla sua tecnica di abbordaggio standard.
Traiamo quindi in salvo le Cavaliere (da Annibale! Però forse erano già fuori pericolo…lui era ormai lontano). Le scortiamo mentre scendono faccia a monte. E fino a quando il terreno non è perfettamente orizzontale la Cavaliera Simona non vuol saperne di voltare la faccia a valle.

Concludiamo la bella giornata in un bar di Castelvecchio, birra e tagliere per Baroni Rossi, Cavalieri della Polvere e altri amici incontrati sulla via.
Ci ripromettiamo di non perderci di vista con i simpatici Baroni Rossi.

E poiché in queste occasioni oltre che disinteressata amicizia a volte si ricavano contatti utili…i Cavalieri che abbiano in programma feste di qualsiasi genere sappiano che Stefano da Roseto è un grande organizzatore di party di ogni ordine e grado.
L’ultima sua invenzione è stato il “Primo raduno dei depressi, ansiolitici e spostati” (cito testualmente), che a Roseto ha avuto un grande successo.

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