martedì 14 ottobre 2014

IL PONTIFEX E LA CULTURA

IN OCCASIONE DEL FESTIVAL DELLA MONTAGNA A L'AQUILA IL PONTIFEX HA INCONTRATO LA FUORICLASSE FRANCESE CATERINE DESTIVELLE ALLA QUALE HA  POSTO DELLE DOMANDE SULLA SUA ATTIVITA' ALPINISTICA. INOLTRE, IN OCCASIONE DI UNA ESCURSIONE AL MONTE BRANCASTELLO FATTA DI RECENTE

, HA CONOSCIUTO PAOLO COCCIA, QUELLO DELLO SPIGOLO DI PAOLETTO, LA VIA SALITA ULTIMAMENTE DA ALCUNI CAVALIERI. IL PADRE PIERGIORGIO COCCIA, DAL PONTIFEX CONOSCIUTO TANTI ANNI FA, GLI HA DEDICATO LA VIA QUANDO ERA ANCORA IN FASCE.QUANTE COSE VI DEVO INSEGNARE E NON IMPARATE; PER DI PIU' VI DEVO ANCHE RAPPRESENTARE!!POVERO ME!!! TEMPO PERSO!!!PAZIENZA!!

lunedì 6 ottobre 2014

El Yelmo

El Yelmo al centro

El Yelmo, conosciuto anche come la Peña del Diezmo, è una vetta della Sierra di Guadarrama (appartenente al Sistema Centrale Spagnolo). E 'il più importante della Pedriza, una zona particolare di questo gruppo, e uno dei più alti della Pedriza Anteriore con una altezza di 1.717 metri. E’ un’ enorme cupola di granito rosa ed è il centro di attrazione di molti alpinisti. Questa vetta si eleva 150 metri sopra la sua base a sud, e 95 metri svetta a nord. El Yelmo è una cupola, vale a dire è un dorso arrotondato. E 'il più vistoso di tutta la Pedriza osservato da sud ed è a forma di elmo medievale. Il suo nome è dovuto al fatto di essere simile al casco indossato dai cavalieri medievali, ed appare sotto questo nome già nel libro di caccia di Alfonso XI nel 1350. Il suo primo nome è "Peña del Diezmo" La "Via Normale" attraversa la gran fessura (un camino in due sezioni) della parete nord, anche se è considerato come tale anche la via “Valentina” percorso che sale sul lato ovest del crinale. Il lato sud del Monte Elmo è un enorme muro di granito in cui ci sono diverse vie di arrampicata. L'inizio è nel parcheggio di Canto Cochino. Si attraversa il fiume su un sentiero che costeggia gli chalet della zona , in direzione S-SE. Si segue il sentiero che attraversa dei boschetti. Il sentiero ci porta ad una radura che attraversa un torrente. Al bivio,si va a dx , proseguendo la salita in direzione della Peña Sirio fino a raggiungere al Belvedere del Tranco ,il sentiero della Gran Cañada. Qui ad un altro bivio si prende a sinistra il ripido pendio che porta mediante la salita Carboneras al Col de la Encina. Il sentiero inizia a salire tra boschetti e massi, indirizzandosi tra le rocce. Il sentiero è ben marcato e segnalato con vernice bianco e gialla. Seguendo il sentiero che scende un po 'e arriva al Prato del Yelmo.Qui possiamo godere di questo splendido luogo, dove domina su tutto la maestosità di questa grande moledi pietra. Si continua aggirando el Yelmo e prendendo un sentiero a destra che sale leggermente sul retro.Si sale per sentiero verso il lato nord dello stesso fino a quota 1652 mt, da qui si può provarea salire in vetta. Nel versante Nord del Yelmo, c'è una piccola valletta che arriva dritto a un luogo sopraelevato, da dove si può salire. Ora, da qui si ha un camino fino al vertice. Lungo il camino ci sono due grandi rocce,la prima è da superare sulla parte superiore muovendosi come una lucertola per la ristrettezza dello spazio; la seconda più facile, si supera sul fondo; il camino può avere circa 25 m di lunghezza. Si tratta di una fessura alta 3 metri in cui si entra, le difficoltà maggiori sono nel muoversi attraverso la fessura, in cui vi è un punto in cui è difficile muovere anche un piccolo passo perché non c’è quasi nessuno spazio di manovra (II° -III°). Questa fessura attraversa la parte superiore del Yelmo, per uscire sul versante Sud molto vicino alla cima.Appena usciti dalla fessura, si gira a destra, e si avanza tra grandi massi con attenzione, in quanto molto scivolosi; 10 metri più avanti, si vede il segnale geodetico. Salendo ancora un pò tra alcune rocce si raggiunge il cippo che indica che siamo sulla cima. Dalla cima si può individuare la Cuerda Larga, dominata dalla Bola del Mundo, Cabezas de Hierro e Asomate Hoyos. Salire in vetta vale la pena anche solo per vedere da un certo punto di vista la Pedriza e Manzanares el Real, diversi dal resto della Sierra de Guadarrama. Si riscende per la fessura di nuovo. La discesa è stata più facile, e ancora una volta ci si ritrova nella piattaforma alla base del camino. Dopo un po 'siamo scesi al Prato del Yelmo dove abbiamo fatto molte foto con l'enorme cupola della parete Sud . Da lì abbiamo iniziato a scendere lungo il sentiero verso SW per completare un percorso circolare. Siamo scesi poi nel vicino Hueco de las Hoces , molto piùselvaggio, dove si arrampica, disarrampica ,striscia e salta tra grandi blocchi. El Hueco de las Hoces è un sentiero molto lungo e un po 'ripido, divertente e talvolta difficoltoso , che corre lungo le pendici di granito del Yelmo. Scendendo giù la sua maggioredifficoltà è quella di evitare di scivolare sulle pietre per l'umidità. Alla fine si lascia El Hueco de las Hoces uscendo a sinistra nel Barranco de los Huertos e in pochi minuti si raggiunge il punto di partenza di Canto Cochino.



Lago di Santillana

il Camino




Vetta




Parete Sud

Capre iberiche

Buitres

Hueco de los Hoces


sabato 20 settembre 2014

cima Tauffi in MTB ,una lunga cavalcata appenninica






Tra le vette dell'appennino Tosco Emiliano è sicuramente una delle meno belle,
 tozza , bassettina ,e senza una roccia ; e pure un po difficile da individuare nel lungo crinale appenninico.... Eppure  è una cima che regala tante soddisfazioni in inverno e anche in estate.
ed eccola questa amata cima e questa immagine parla già di come ci siamo arrivati
                                             cima         TAUFFI         1799m

già , pare non arrivi nemmeno a 1800 nel suo punto più alto, al termine di un lungo crinale che fa da spartiacque tra la valle di Fellicarolo e la valle di Ospitale. un Crinale che si alza dai 600 metri di Fanano e che percorrendo il sentiero 425 cai  con i suoi 14 km regala una discesa emozionante , lunghissima  tra praterie mughi e boschi di faggi
Ma cominciamo dall'inizio.......... 
                                     
si parte dalla località Due Ponti sotto Fanano ed è li che ci troviamo con lo Sherpa, alpinista e biker di altri tempi, L'OTZI degli appennini. e poi c'è Luca mio nipote, che  lo portavo con me a sciare quando era piccolo e ora di nuovo assieme tra i monti ...
                                                                                  lo "sherpa"

e così eccoci in tre e belli carichi ,si parte  per i 12 km che ci dividono da Capanna Tassoni , antico e famoso rifugio dell appennino, da qui per strada bianca carrabile ( purtoppo anche per le auto) si raggiunge il  Passo della Croce Arcana a quota 1500 circa
                                                   Passo Croce Arcana
da qui solo trecento metri di dislivello ci separano dalla cima .. ma il crinale è lungo e i saliscendi sono tre e i metri di dislivello sarannoa lla fine altri 600 ma pedalare ,spingere e portare in spalla la bici sarà una piacevole fatica, perchè ci terrà ancora del tempo lassù , a cavallo tra Emilia e Toscana  .......
                             Luca nella prima salita alla Vista del Paradiso
                              sul sentiero OO GEA
                                    sentiero di crinale
                                sulla cima dei Balzoni , sullo sfondo il Cimone e la cima Tauff  discesa dai Balzoni verso il colle 
dell'Acqua Marcia

 Luca risale l'ultimo pendio che sempre più ripido costringerà a mettere la bici in spalla, il colle dell'Acqua Marcia ospita spesso animali al pascolo......

             lunga e faticosa risalita
       e poi è di nuovo sella


 e la senzazione è proprio di sentirsi Cavalieri , le praterie ,il vento i silenzi accompagnati dal respiro, a volte trattenuto dall'emozione, gli occhi incollati a quel terreno che sparisce tra gli alti ciuffi d'erba , ed ecco che il sentiero ci scarica e che ci riunisce sulla cima ...........

                                                   ultimi metri per Luca
                                              giochi di nuvole sulle nostre teste
                                              ora si può solo scendere.........







il sentiero 425 del Cai ci regala una discesa sempre emozionante , con splendide vedute sulle valli sottostanti , e guardano la Pianura lontana il pensiero corre all'intenso brulichio umano che quassù è solo un lontano ricordo , stiamo scendendo da pochi minuti e la velocità a tratti inebria ,tutto sembra finto , guardo mio nipote davanti a me correre tra le praterie e sembra tutto un film.
un gradone di roccie ci ferma e finalmente i nostri occhi si incrociano , smarriti da tanta bellezza che ci avvolge, ora lo sguardo si posa su una rupe dove centinaia di rondini portano cibo ai piccoli.  questo è il mio mondo ,questo è ciò che amo e scendere mi porta via.....



la cavalcata sulla cresta è lunga e faticosa , a tratti pericolosa .......


ma il desiderio di una megabirra nella piazza di Fanano solo e naturalmente per reintegrare i sali perduti
è talmente grande che il rientro alla civiltà risulta comunque  ben tollerabile, ma con la promessa di tornare per goderci i colori dell'autunno che stanno per arrivare e poi ci sarà la Tauffi con la neve
           ma questa è un'altra storia ........ una grande storia, da scrivere con i cavalieri della Polvere


Archivio blog