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mercoledì 17 novembre 2010

13 Novembre 2010 Petroso e sua Anticima Nord

Sabato abbiamo organizzato il secondo tentativo di conquista dell’anticima nord del Petroso.
Giusto per non ripetere per la quarta volta in un mese Valle di Rose abbiamo deciso di “attaccare” da Valle Iannanghera.
Il sentiero si imbocca sull’ultimo tornante della strada da Alfedena a Barrea, a 1 chilometro dalle prime case di Barrea.
La compagnia è composita: alcuni antichissimi Cavalieri (Angelo, Marco Vicentino e sottoscritto), e alcuni cadetti della Scuola Cavalieri: la Cadetta mia sorella, il Cadetto mio cugino, e un Cadetto amico mio e degli anzidetti.
I Cadetti avrebbero superato a pieni voti la prova, se non fosse che li abbiamo bocciati prima della partenza per manifesta indisciplina e inosservanza delle norme sulla divisa.
La Cadetta Sorella indossava pantaloni da sci ( “Sono pesanti!” gli avevano detto gli antichi Cavalieri) che gli hanno procurato durante la salita surriscaldamento e leggere ustioni agli arti inferiori.


Il Cadetto mio cugino esibiva una rilassata ed elegante “mise” casual, con giubbottone in pelle marrone (peso stimato di 3 kg), maglione nero, camicia beige, scarpette metropolitane travestite da trekking. Alla fine della salita questo elegante Cadetto pesava almeno 2 o 3 chili di sudore in più.


Il Cadetto amico degli anzidetti portava una giacca da sci ed ha riportato danni simili alla Cadetta Sorella.
Dal tornante si prosegue in auto su una sterrata in direzione est, per qualche centinaio di metri, fino ad un divieto di accesso. Lì, a quota 1150, ci si incammina. Un paio di chilometri in piano sul sentiero K6, quindi si piega a sinistra, entrando nella Valle Iannanghera.
Il percorso è piacevole, in una bella faggeta, costeggiando a tratti il torrente di fondo valle, e scorgendo di tanto in tanto le pareti verticali del Monte Jamiccio.
Ha solo il difetto di essere lunga, e di serbare buona parte del dislivello nell’ultima parte.
Segnaletica sovrabbondante dove non serve e carente nei punti critici. Nella prima parte del cammino si attraversa un ponte in legno. Non è mai indicato prima, ma quando già lo si intravede ecco un cartello: “PONTE”! Sulla carenza avranno molto da dire i Cadetti, come vedremo fra un po’.






Arriviamo a quota 1952 al Rifugio di Forca Resuni.









I Cadetti felici, ma nelle condizioni anzidette.
























I Cavalieri Stagionati decisi a raggiungere Petroso e sua anticima nord.
Lasciamo i Cadetti al Rifugio e raggiungiamo quella che avevo scambiato per anticima alcune settimane fa. In realtà era l’anticima dell’anticima dell’anticima.


L’ultima parte della salita, su neve a tratti ghiacciata, è un pendio ripido che ci sembra fin troppo impegnativo.
Siamo indecisi se continuare dritto per dritto, o aggirare traversando a destra (ma non sappiamo che ci aspetta dietro quello che è un apparente filo di cresta).












Traversiamo un pendio ripido, e fortunatamente dietro il “filo di cresta” rimpiana, e possiamo tranquillamente completare la salita fino all’ Anticima Nord.







A quel punto io torno indietro per raggiungere i Cadetti. Angelo e Marco proseguono, raggiungendo in breve la cima del Petroso.
Scendo di corsa. I Cadetti non sono al Rifugio, si sono incamminati. Corro per raggiungerli sul sentiero. Correndo correndo arrivo all’auto ma i Cadetti non ci sono (e il mio telefono è scarico)! Ricaricato il telefono arriva una telefonata del Cadetto Elegante…sono scesi ben oltre il sentiero, e sono sotto il paese, vicino il lago.
Li recupero con l’auto, e conveniamo tutti che sono troppo piccoli per andare da soli! Però un po’ di colpa ce l’ha anche la segnaletica del sentiero, che proprio nel punto in cui si incrociano i sentieri K6, I4 e J2, a quota 1300, si fa confusa.


Detto fra noi, e senza che lo andiate a raccontare ai Cadetti…a me era successa esattamente la stessa cosa un paio di anni fa!

venerdì 5 novembre 2010

30 ottobre 2010 - Balzo della Chiesa e anticima nord dell'anticima nord del Monte Petroso

Il 30 ottobre 2010 molti Cavalieri si sono svegliati in piena notte…
Gabriele, il Mascherone, Polveronzola ed io ci siamo dati convegno al Ponte dei Cavalieri di Villareia alle 5.00.
Partiamo al buio, e arriviamo a Civitella Alfedena che non albeggia ancora.

Il programma e' d'accompagnare Albrizio,Carusi e Rolle (fondatori del Club dei 2000) sulla cima del Balzo della Chiesa… ma non prima d'aver raggiunto l'anticima nord del Petroso!
Qualche giorno fa Giuseppe Albrizio aveva rilevato la nostra recente uscita sul Balzo, ne è seguito uno scambio di mail, ed e' maturata l'idea di un' uscita sul Balzo della Chiesa guidata dai Cavalieri.
Detto fra noi, e scusate se scrivo sottovoce, a Giuseppe non ho mai rivelato la nostra carta vincente nella conquista di questa cima.
Noi ci siamo avvalsi della guida del Cavalier Fausto, il più temuto avversario del Pino Mugo. L'uomo che sconfisse il Pino Mugo in due solitarie, sul Pizzone e sul Balzo. Lo stesso uomo che teorizzo' " il ritorno di mugo", quella frustata che un Pino Mugo, se provocato, può infliggere al suo sfidante.


Dicevamo quindi…siamo a Civitella. Albrizio ci smssa: lui sarà sulla cima del Capraro come convenuto, ma i suoi compagni hanno rinunciato.
Iniziamo il cammino a quota 1100 sul sentiero I1 che parte dalla strada che cinge lato monte Civitella Alfedena, ed entra nella Valle di Rose.
Già alti sul lago, io e il Mascherone tributiamo il solito omaggio rituale al sole.


La luce che ormai svela il paesaggio ispira invece a Gabriele una più prosaica illuminazione:
"Hanno sciampato lu laghe !" (in inglese, per chi non abbia compreso: " They emptied Barrea Lake!"). Intorno a quota 1800 usciamo dal bosco, in questo periodo fiammeggiante di rosso, giallo e arancio, e godiamo dello scenario ormai familiare dell'anfiteatro terminale di Valle di Rose.Ci accoglie un branco di cerve, e più in alto grandi comitive di camosci.
Raggiunto Passo Cavuto a quota 1942 pieghiamo verso sud-est sul sentiero che porta al Rifugio di Forca Resuni (mt 1952), dove arriviamo in 20 minuti. Il Pontifex già dal Passo devia invece sul Capraro. Dal rifugio in ulteriori 20 minuti ci portiamo sulla presunta anticima nord del Petroso (scopriremo poco dopo trattarsi dell'anticima dell' anticima...mea culpa!).
Il Mascherone arriva sulla presunta cima in stato di forte agitazione ludica. Con Polveronzola meditiamo una richiesta di TSO al 118. E comunque non riusciamo ad impedirgli la sua ormai tradizionale azione di disturbo della fauna locale, con un suo speciale pifferino.
E per un po’ si mette a fare versi ornitologici vari…
Non lo tranquillizza neanche la salita "dritto per dritto" sul Capraro. Tanto che un tratto sottile della cresta lo sorprende che ancora va spifferando. D'un colpo torna allora in se', borbotta, smadonna, barcolla... E' a quel punto che abbiamo la visione del Pontifex benedicente sopra di noi, sulla cima del Capraro, circonfuso di apposite nuvole.

Sulla Cima del Capraro (mt 2100) avviene lo storico incontro fra Cavalieri e Giuseppe Albrizio, e ci avviamo quindi verso la nostra meta.

Beh...mò questa c'ho di foto. Se se ne trova un'altra con più Cavalieri ce la metto!

Dalla cima del Capraro, rispetto alla retta che unisce le due cime, ci spostiamo un po’ a sinistra per aggirare una prima macchia di pini, e un salto di roccia. Si scende per qualche saltino,facilmente superabile.
Si arriva quindi in una zona "pini free". Poi si aggira un secondo roccione, anche questo a sinistra. Anche lì qualche saltino, senza particolari difficoltà. E subito dopo c'è "LA" macchia di pini da superare, che è poi l'unica vera difficoltà del percorso. Superata questa macchia si è sulla sella fra Capraro e Balzo della Chiesa. Da lì risalendo ci siamo tenuti sul lato destro del pendio, e poi abbiamo zigzagato a vista fra pini mughi, che però non sono fitti come sul pendio della discesa, guadagnando in breve la cima (mt 2073).

Tornati alla cima del Capraro Giuseppe Albrizio eleva un nobile discorso di ringraziamento:
" Devo ringraziarvi Cavalieri non solo per la guida sicura al Balzo, ma anche per aver avuto l'onore di conoscere il Pontifex, che e' stato per me una guida spirituale ed un Guru".
Bisogna ora fare un passo indietro...
Pochi minuti prima il Mascherone, non visto, aveva origliato Gabriele che chiedeva a Giuseppe di inscenare il ringraziamento.
Quando abbiamo visto un divertito Albrizio mettere puntualmente in scena il tutto gli abbiamo dovuto spiegare che il Pontifex ne aveva fatta una delle sue, e che queste scene si ripetono puntualmente… perché abbiamo un Pontifex un po' vanitoso...
Ma neanche l' evidenza piega Gabriele :" Vabbe' Albri'...ma tu non sei un bravo attore!".

Mentre scendiamo il Pontifex, avendoci raccolti tutti intorno a se', si dispone per la quotidiana Parabola. Spiega: " Le relazioni più belle sono quelle dopolavoristiche".
Fra i presenti, emozionati per la Rivelazione, sorge una domanda: " Ma le mogli, oh Pontifex, sono relazioni dopolavoristiche?".
Il Pontifex non risponde.


Il percorso comunque è duro, il dislivello è sensibile, e lo sviluppo notevole. Qualcuno purtroppo non ce la fa:
Giungiamo infine all' auto.
Le immagini che seguono potrebbero ferire gli animi più sensibili, e se ne sconsiglia la visione ai minori. Si tratta tuttavia di un evento importante, l' incontro fra due noti alpinisti, occorso appena giunti all' auto: Concludiamo l' uscita con una birra fresca, presenti i Cavalieri, i Noti Alpinisti e il nostro Giuseppe.
Poi in auto sulla via del ritorno anche discorsi impegnati. Ad esempio di come sia profondo il senso dello stato in Francia, Germania, Gran Bretagna e quanto di contro sia spiccato il senso del "bunga bunga" in Italia.

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