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lunedì 7 febbraio 2011

5 febbraio 2011 Punta di Prato Pulito, Cima del Lago, Cima del Redentore

Obiettivo Pizzo del Diavolo. Si parte anche prima del solito. Capeggia il Pontifex, lo scortiamo in quattro: con noi Velluto, Marco medievale, una Cavaliera Cadetta ( nome d’arte in via di definizione).
L’avvicinamento è noto, ormai siamo quasi dei pendolari dei Sibillini: A14 uscita Ascoli/ sosta ad Acquasanta Terme/ irruzione nel “Bar del Corso” del Pontifex che chiede alla titolare notizie sull’innevamento, ma che lo fa con più entusiasmo se c’è la figlia/ visita nella macelleria a fianco per acquisto olive ascolane (un raro caso di macelleria notturna: è aperta a qualsiasi ora passiamo)/abbinamento olfattivo caffè-croissant-carne cruda-acque termali sulfuree/si prosegue per Arquata e lì si inizia a salire : Piedilama, Pretare, bivio per Forca di Presta.
Questa volta ci fermiamo a poco più di un chilometro da Forca di Presta, per salire dal Canale dei Mezzi Litri.
L’imbocco del sentiero è segnato sulla strada da frecce in legno con segnale bianco/rosso (l’imbocco è a circa 1 km a sud-ovest rispetto all’asse del canale).
Il canale è a vista, ed a vista è il Rifugio Zilioli. Si parte a circa 1400 metri. Si traversa a nord-est per raggiungere il canale vero e proprio. Poi il canale è una divertente direttissima per il Zilioli, con una pendenza massima di 45°. A 2000 metri si incrocia Fonte delle Ciaule, e un piccolo fabbricato (credo una captazione d’acqua). A 2230 metri si è al Rifugio Zilioli.

Io e Marco arriviamo per primi. Il drappello con il Pontifex in testa appare, scompare… Il Pontifex impartisce ai Cadetti almeno 15 o 20 lezioni di vita e una decina di montagna.
Insomma la nostra attesa è stata ben ripagata dall’elevazione spirituale dei cadetti.

Dal Zilioli iniziamo a salire per la cresta che porta in breve su Punta di Prato Pulito (quota 2373).



I Cadetti sono alle prese con la prima cresta della loro carriera, e sono molto circospetti. Ma se la cavano bene. E siamo in breve sulla cima. Poi si scende e risale un po’, sempre in cresta , e si guadagna in 10 minuti Cima del Lago (2422).
Per proseguire verso Cima del Redentore c’è un saltino di roccia. I cadetti decidono di fermarsi lì.

Ed è stato a questo punto che il Pontifex ha pronunciato il memorabile “Discorso di Cima di Lago”, che più o meno ha suonato così:
“ RAGAZZI,ASPETTATECI QUI E NON MUOVETEVI”.
Direte: “Embè…perché è memorabile?”
Beh…intanto perché l’ha proferito il Pontifex in persona. E poi...poi anche alla cena di qualche giorno or sono il Pontifex si è levato come per proferire un discorso memorabile e solenne…poi non ha detto nulla.
Insomma i discorsi memorabili del Pontifex sono così…

Proseguiamo quindi in tre fino alla Cima del Redentore (2448), ma ormai s’è fatto tardi… i Cadetti li abbiamo lasciati su una cima con obbligo di immobilità…insomma è meglio tornare indietro, e rinunciare al Pizzo del Diavolo.

Tornati su Cima del Lago, con nostra somma sorpresa, non troviamo traccia alcuna di cadetti.
I cadetti se ne sono tranquillamente infischiati del comando espresso in forma solenne dal Pontifex, e si sono incamminati da soli in discesa.
Più tardi ci invieranno un sms:

Bisogna sapere che il Valico di Pretare non esiste. Esiste Pretare ma è parecchio lontano. Insomma però…niente paura. In realtà i cadetti conoscono un solo posto da quelle parti: Forca di Presta. E poi io conosco uno dei superpoteri del nuovo Cavaliere, Velluto: se non ricorda una cosa o un nome non perde un attimo: inventa su due piedi un sostituto.

Arriviamo al Zilioli. Il Pontifex è molto impegnato nella sua consueta attività di pubbliche relazioni:
Ferma ogni viandante, a ognuno dispensa istruzioni, raccomandazioni, ordini e divieti:

“VOLETE SALIRE PER IL CANALE XY? NON E' PER DIRE...MA E' TROPPO TARDI. NIENTE CANALE: FATE LA CRESTA”

“ E VOI DA DOVE VENITE? DA ROMA? NOI DA PESCARA, ED IO SONO IL PONTIFEX!"


“ DA DOVE VENITE? DA RIETI? E VABBE' CHE CI POSSIAMO FARE...? IO VENGO DA PESCARA E SONO IL PONTIFEX"

“ LEI PERCHE' VA VESTITO COSI'? MA LO SA CHE QUI FA FREDDO?"


"SIGNORA, SUO MARITO DOV'E'? LEI COSA FA QUI? DOVE ABITA? AH...A TRISUNGO! IO A TRISUNGO CONOSCO MARIO, NINO, FILIPPO, ECC."

Visti gli impegni della nostra illustre guida, io e Marco decidiamo di anticiparci un po’, e in una mezzora scendiamo per il Canale dei Mezzi Litri, anche per preparare adeguatamente il rientro trionfale del Pontifex a Forca di Presta, dal sentiero normale.
Ci si ritrova infine tutti al Valico di Pretare…Forca di Presta!

Ora il Pontifex si esibisce in una delle cerimonie di vestizione/rivestizione più straordinarie che ci sia mai capitata. Il terreno è un po’ infangato e innevato, quindi LUI decide di allungarsi sull’asfalto asciutto, praticamente in mezzo alla strada. Si allunga, e si contorce, si cambia, stando un po’ seduto, un po’ allungato, un po’ divincolandosi, e poi d’improvviso fermo. Biancheria varia, micropile, calzette roteano e s’ammatassano tutt’intorno.


Arriva una prima macchina. Si ferma a 20 metri dal Pontifex e non osa proseguire. Probabilmente riflettono se sia il caso di avvertire le Autorità sulla presenza a Forca di Presta di un “tarantolato”.
Poi però il Pontifex d’un tratto si erge, tutto riassettato e solenne come non mai. E il traffico riprende a scorrere, ma il ricordo degli attoniti spettatori, quello no, non trascorrerà mai.

sabato 23 ottobre 2010

Monte Vettore - Sol invictus





































...e ieri ha parlato, con il suo Silenzio,

sul Vettore...

L'onere e l'onore di relazionare l'uscita odierna al Cavalier Silvio o al Pontifex, se vogliono proseguendo questo.


Sono Silvio. Accolgo con piacere l'invito del Cavalier Mascherone e relaziono l'uscita.

Uscita sul Vettore, iniziata all’alba, come ha rappresentato benissimo il Mascherone, sotto il segno del Sol Invictus.

Forca di Presta è una terrazza aperta verso est che regala sempre viste suggestive e un po’ metafisiche. Che siano al sorgere del sole, o successioni di rilievi che si abbassano gradatamente e affondano nella nebbia verso est, hanno sempre una profondità e una suggestione speciale.

Hanno partecipato oltre al sottoscritto il Mascherone, Il Pontifex, e un’aspirante Cavaliera, nonché sorella del sottoscritto.
La sorellina, come già era successo per un fratello, aveva l’aspetto di un’ alpinista… curda. Colbacco (un po’ pesantino per la circostanza), pantaloni da tuta (un po’ leggerini, poi rafforzati da altra tuta prestata al volo e indossata sopra, e sigillati in basso infilandoli nei calzini)… però ha marciato alla grande, e senza alcun segno di stanchezza!


Dalla terrazza metafisica di Forca di Presta (quota 1534) si imbocca il battutissimo sentiero 101 (tanto battuto che è in corso un progetto di “ridisegno” della traccia, per limitare il passaggio al sentiero “maestro” e vietarlo sulle 1000 diramazioni che si sono formate). Cammino agevolissimo verso nord, con pendenza regolare, e solo pochi “strappi”, passando per la Croce Zilioli (1920), di cui dirò di seguito, il Monte Vettoretto (2052) e infine arrivando a quota 2240 al Rifugio Zilioli.
Al Zilioli il Mascherone non ha trovato la porta:

Da lì si arriva rapidamente, in poco più di 200 metri di dislivello, sempre su sentiero comodo, alla cima del Vettore. Nostro obiettivo era la Cima di Pretare ( sulla carta “Il Pizzo”). Era solo una cimetta da collezione…invece ci ha piacevolmente sorpreso il bellissimo percorso per raggiungerla.
Dalla grande croce che si trova poco più in basso della cima del Vettore, si piega verso est. Noi abbiamo raggiunto a vista la cresta che termina con “Il Pizzo” (ma c’è il sentiero 131 che arriva sulla cresta). Il paesaggio è molto suggestivo e sprofonda verso il “Grande Imbuto del Vettore” , anfiteatro ampio e profondissimo, una classica sci-alpinistica. E poi i pendii erano infiocchettati in modo un po’ bizzarro da “rose” di ghiaccio:

Abbiamo fatto rilevazioni precise sulle ripercussioni che la presenza di Cavalieri di sesso femminile producono sulla fisiologia del Pontifex: in salita accelera di 50 mt/ora, in discesa di 100 mt/ora; inoltre taglia molti sentieri e aggredisce a vista i pendii. Quando gli è stato fatto notare il Pontifex ha osservato: “Che ci posso fare se piaccio alle donne!”
La cresta si snoda in tre balzi. Eravamo indecisi se il secondo fosse la cima. Consultata la carta abbiamo proseguito, avendo individuato come cima la sommità all’estremità est della cresta. La cresta si fa a tratti stretta e si proceda su roccia un po’ marcia e pietrisco.
Siamo tornati a valle felici per questo tour, con viste vertiginose nel cuore dei Sibillini, dopo aver percorso circa 12 chilometri e 1200 metri di dislivello.

Torno un attimo alla Croce Zilioli.
Si trova ad una quota relativamente bassa, 1900 metri, praticamente a vista di Forca di Presta. Eppure lì morì Tito Zilioli. Ho letto qualcosa su questa tragedia.
Il 30 marzo 1958 Tito compie con Pinetta Teodori, Claudio Perini e Francesco Saladini, la prima ripetizione invernale della via del canalino al Vettore. Procedono in due cordate in una giornata freddissima. Comincia a nevicare e tira vento forte. Vengono sfiorati da un paio di slavine. Tito ha qualche esitazione e “blocco” già in salita, ma nulla che faccia a pensare alla tragedia che seguirà. Alle diciassette sono in vetta. Ma già all’uscita della via sono sferzati da un vento furioso e ghiacciato. La discesa è un calvario. Tito risponde sempre meno alle sollecitazioni, è sempre meno presente. Infine deve essere portato a braccia. Ma non c’è nulla da fare. Tito Zilioli muore alle venti, il suo corpo sarà recuperato il giorno successivo. I compagni raggiungono Pretare alle 22.30.

domenica 23 maggio 2010

Cavalieri sul Vettore

Il 22 maggio 2010, alle 6.00, alcuni Cavalieri partivano alla conquista del Vettore.
Le previsioni meteo del 21 maggio non lasciavano presagire nulla di buono. Ma in più, implacabile, era arrivato l’sms delle 17.00 di Gabriele. Come sempre in questi casi minacciava l’apocalisse meteo.
Ma partiamo:



Ci incamminiamo infine, da quota 1530, Forca di Presta. Si imbocca il segnatissimo sentiero 101, che zigzaga intorno al filo della larga cresta per il Vettoretto. Segnato che sia, prendiamo una diramazione che piega un po’ più a valle, fino ad un abbeveratoio dismesso.
Nessun problema, riguadagniamo subito il sentiero più a monte.
Superata la Croce Zilioli (croce di ferro a lato del sentiero) raggiungiamo la cima del Vettoretto.
La montagna è perfettamente pulita, ma a 2000 metri improvvisamente la neve: 20 o 30 centimetri, di cui 10 o 15 sembrano quelli caduti in settimana.




Il sentiero fa l’ultimo traverso e siamo al Zilioli, quota 2233. Vento e nebbia sconsigliano di proseguire.



Chiudiamo quindi in anticipo l’impresa, e torniamo a valle freschi come rose:

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