sabato 23 luglio 2011

Dal Bernina alle Dolomiti (e dintorni...)!

Come è noto ad alcuni Cavalieri, avevo programmato di tornare sul Bernina con il Cavaliere Lorenzo. Una recente "uscita" sul Corno Grande, partendo dai Prati Alti e passando per il Calderone (finalmente....), mi ha convinto a rimandare il bellissimo 4.000 e a "ripiegare" su una settimana in Alta Val Pusteria. La speranza era quella di una "vacanza" più adatta al mio inarrestabile declino; non avevo però fatti i conti con l'esuberanza incontenibile del 14enne mio compagno di viaggio. Durante il viaggio ho percepito aspettative abbastanza preoccupanti per il mio ginocchio e quindi ho pensato di "fiaccarlo" subito con una bella uscita su una vetta alpina in territorio austriaco. Abbiamo percorso in auto la Valle di Anterselva (a proposito, il lago omonimo è davvero stupendo) e giunti a Passo Stalle (confine italo-austriaco) ci siamo diretti verso l'Alemrhorn, cima di qualche metro sotto i 3.000. Circa 950 metri di dislivello con qualche "passaggetto" impegnativo per raggiungere la rocciosa forcella che consente di avvicinarsi alla cima (ovviamente le ripide e infide roccette hanno impegnato solo il sottoscritto mentre Lorenzo mi guardava perplesso....).



Tornati in albergo ci siamo goduti il meritato riposo e ci siamo dedicati ad attività (idromassaggio, sauna e bagno turco e relax vari) che dovrebbero ripugnare ad un vero Cavaliere.....Intanto Lorenzo non nascondeva un pò di delusione per l'uscita poco emozionante (in realtà io avevo patito non poco le "facili" roccette...) e mi stimolava traguardi più ambiziosi. Il giorno dopo è scoccata la scintilla!!! Amore a prima vista.....Lorenzo e le ferrate e, soprattutto, le "scalette". Siamo andati sul Monte Cristallo e abbiamo percorso la ferrata "Ivano Dibona". Dopo aver raggiunto il rifugio Lorenzi utilizzando i colorati e traballanti bidoncini biposto (davvero preoccupanti...), ci siamo lanciati sulla ferrata ed è stato davvero divertente. So che non dovrei ammetterlo e so che i veri alpinisti ripudiano le salite "dopate". Ma io non sono più un alpinista o meglio non lo sono mai stato. Ci ho solo provato....e quindi mi sono appeso alla grande ai mancorrenti, alle scalette, ai pioli!!! Perdonatemi ma è stato divertente. Fantastico ed emozionate è stato l'attraversamento del Ponte Cristallo, un ponte sospeso e traballante di 27 metri che unisce due guglie...Puro divertimento. Tornati al Rifugio avremmo voluto salire anche la ferrata "Marino Bianchi" ma perduranti tratti esposti di neve ci hanno fatto desistere (le condizioni erano davvero insidiose). Lorenzo, comunque, adora le scale e, soprattutto, ama fare foto e filmini mentre le sale e le scende; tale attitudine comporta l'utilizzo di entrambe le mani e la giustificazione era sempre la stessa: "tanto sono assicurato con il kit!". Beato lui! Io naturalmente ero abbracciato alle scale....







Il giorno successivo, con il parere contrario dell'erede, ho deciso di fare una piccola pausa e di dedicarci al cicloturismo percorrendo la mitica pista ciclabile "San Candido - Lienz" (46 km). Bella e consigliabile, è il sigillo della nostra arretratezza culturale. Le nostre piste ciclabili sono ridicole. Posti di ristoro, stazioni di soccorso, bagni ed altro caratterizzano la "loro" pista ciclabile. Le nostre?? Evitiamo insulti.....La menziono con enfasi perchè pochi chilometri prima di arrivare a Lienz si incontra una gola caratterizzata da una cascata. Risalendo il santiero che costeggia la cascata abbiamo notato un pò di gente appesa qua e là e abbiamo scoperto che è una delle ferrate più difficili, peraltro nota nel settore!! E' classificata come "estrema" e non vi nascondo che mi sarebbe piaciuto almeno provarci ma non avevamo nulla al seguito. Ve la consiglio, però. Davvero incredibile.....



Il giorno dopo il tempo ha fatto un pò di capricci ed abbiamo fatto una escursione storico-culturale sui Monti della guerra: Monte Piano e Monte Piana. Come potete intuire si tratta di cime alpinisticamente deprimenti ma sono un vero e proprio museo della guerra all'aperto. Trincee, gallerie e cunicoli impressionanti, residui bellici. Nulla però riusciva a distrarlo dal vero obiettivo: qualcosa a cui assicurare il suo kit!! E così ho dovuto trovargli qualcosa di simpatico per il giorno successivo. Vuoi soffrire?? Avrai pane per i tuoi denti. La Croda Rossa di Sesto percorrendo un paio di ferrate concatenate!! 1.050 metri di dislivello con tempo in peggioramento e privi di assicurazioni in tratti dove era vietato perdersi d'animo. Un percorso impegnativo in ambiente severo. Ovviamente l'unico che ha rischiato di perdersi d'animo sulle "facili roccette" sono stato io......Sulla cima abbiamo portato il nome dei "cavalieri della polvere" anche se le scrittura malferma testimonia stanchezza e precario equilibrio!! La discesa è stata travolgente. Nuvole nerissime e tuoni sempre più vicini hanno indotto Lorenzo a temere di rimanere incenerito sulle sue adorabili scalette e ha tentato più volte di poggiare il suo piacevole 46 sulla mia testa!!! Scendeva dalle scalette con una velocità direttamente proporzionale al panico.....Bella salita, comunque.




L'ultimo giorno volevo chiudere in bellezza e avevo scelto la "ferrata delle scalette" che sale alla Torre di Toblin. Credo vi sia evidente il motivo della scelta.....Abbiamo percorso la strada a pagamento (22 euro!) che sale al Rifugio Auronzo e abbiamo cercato di percorrere il sentiero che unisce i rifugi sottostanti le 3 cime di Lavaredo il più in fretta possibile. Troppa gente, di tutti i tipi, giapponesi compresi.....Volevamo salvaguardare la nostra identità di Cavalieri!!! Ci siamo poi diretti sotto la Torre, un vero monumento. Il tempo ha iniziato a cambiare così come il mio umore. Siamo giunti all'attacco della ferrata sotto una spaventosa parete verticale dove pendeva sinuoso un bel mancorrente che precedeva una fila interminabile di scalette (ben 17). Stanchezza, tempo instabile e qualche fantasma mi hanno indotto alla prudenza e ho deciso di rinunciare. Lo ammetto: il tempo ha poi tenuto fino alle 15 e ci siamo dovuto accontentare di vedere cordate varie salire sulle 3 cime percorrendo vie davvero dure. Ho sbaglato e Lorenzo forse non mi ha ancora perdonato. Sa che il prossimo anno sarà la prima ferrata in programma!!! Promesso. Se qualcuno vuole aggregarsi sarà il benvenuto.......

giovedì 7 luglio 2011

25 giugno 2011 Salita al Monte Amaro e secondo cinquantesimo della nascita del Cavalier Fausto

Sabato 25 giugno 2011 grandiosi festeggiamenti in occasione del secondo cinquantesimo della nascita di un esimio Cavaliere .
Mi spiego. Il festeggiato era il Cavalier Fausto. Egli ama moltissimo festeggiare il compleanno per i suoi 50 anni. Già un anno fa su questo blog annunciò il primo festeggiamento. E sabato ci ha invitato al secondo (giornata conclusiva di dodici mesi di festeggiamenti…).
Ben lieti i Cavalieri hanno partecipato in forza. Il programma comprendeva una salita al Monte Amaro, che i cavalieri Fausto, Marco medievale e Marco vicentino, Velluto, Claudio contadino e sottoscritto hanno diligentemente compiuto. Invece il Pontifex molto contrariato che il meteo non si fosse adeguato alle Sue Auguste Disposizioni non è partito ed è rimasto di guardia alla base della Rava. La Cavaliera Polveronzola, anch’ella contrariata dall’infuriare degli elementi (a dire il vero al nostro arrivo pioveva…i due cavalieri contrariati non avevano tutti i torti) è rimasta per dispetto a dormire in auto.
Benchè i Cavalieri conoscano a memoria il percorso mi pare opportuno relazionarne a beneficio dei lettori.
Da Sant’Eufemia a Maiella si procede sulla Statale verso Passo S. Leonardo. A circa 3 km dal Passo si imbocca un bivio sulla sinistra con indicazione “Riserva Lama Bianca”. Si percorrono circa 5 km fino al termine della strada. Si è quindi esattamente alla base della Rava del Ferro, a quota 1500. Il primo tratto, incassato fra due pareti di roccia ben evidenti dal piazzale d’arrivo, è una pietraia un po’ ripida e infida e si può bypassare imboccando un sentiero che fa un ampio aggiramento (cosa che abbiamo fatto ma che tutto sommato si può anche evitare). Il sentiero è in parte su pietraie e la progressione spesso faticosa per il fondo instabile. Si sale in questo bellissimo canale, che fra zig zag, strozzature e allargamenti porta ad un’ampia sella a quota 2600 circa. Da lì, piegando verso sud sempre sul sentiero, si rimonta il pendio finale per giungere, dopo aver attraversato una bella porzione dei pianori sommitali del Monte Amaro, alla cima (mt 2793) ed al contiguo Bivacco Pelino.
Il bivacco, che negli anni passati aveva raggiunto un notevole livello di degrado (sporcizia, infiltrazioni) è stato ristrutturato: pavimento, pannelli di coibentazione, brande…è stato tutto rinnovato. Il rifugio rimane spartano…ma frequentabile.


Reso omaggio alla croce della cima abbiamo in fretta riguadagnato le posizioni dei due Cavalieri contrariati ed al Rifugio di Lama Bianca abbiamo iniziato i festeggiamenti, mentre altri Cavalieri affluivano da ogni parte del mondo:Grande lo stupore del Pontifex dinanzi al Gran Buffet offerto dal Cavalier Fausto:




Nel mezzo delle celebrazioni il Pontifex si è assiso, ha richiamato la nostra attenzione e ci ha narrato alcune parabole. Ne ricordo una. La parabola verteva sul fatto che in doppia non si scende mai assicurati da un solo chiodo, ma la sosta deve essere fatta come Cristo comanda. Fatta eccezione per il caso in cui il chiodo sia proprio super-sicuro. E credo di aver capito che questo si desuma dal rumore che Esso (il chiodo) fa nella roccia:





Le parabole del Pontifex hanno esaltato la solennità del momento. Il Cavalier Fausto era davvero commosso ed evidentemente assorbito da elevatissimi pensieri:



Anche una locale volpe ha apprezzato il buffet:



Ed anche a lei il Pontifex ha raccontato una parabola:



mercoledì 6 luglio 2011

ANTICIMA DELLA VETTA ORIENTALE (Via Alletto-Cravino).






MENTRE I CICLOCAVALIERI VANNO IN GIRO PER LE CONTRADE E LA COSTA DEI TRABOCCHI A FARE RADUNI CICLOGASTRONOMICI, IL "CACCIATORE DEI DUEMILA" VA VAGANDO SUGLI ALTIPIANI DELLA MAIELLA ALLA RICERCA DI CIME DI "QUASI DUEMILA" DA INSERIRE NELL'ELENCO UFFICIALE AL PUNTO DA CHIEDERE UNA REVISIONE ED UN AGGIORNAMENTO PERSONALE DELLO STESSO, IL PONTIFEX CHE FA?ARRAMPICATA SU PARETI SERIE ED A TORTO TRASCURATE PER MANTENERE IL BLOG AD UN CERTO LIVELLO E NON FARLO "SCADERE" A BLOGGHETTO!!QUESTA VOLTA LA SCELTA CADE SULLA VIA ALLETTO-CRAVINO CHE CORRE SULLA PARETE OVEST DELL'ANTICIMA DELLA VETTA ORIENTALE DIETRO IL RIFUGIO FRANCHETTI.UNA VIA BELLISSIMA CHE AVEVO GIA' PERCORSO UNA TRENTINA D'ANNI ORSONO CON IL FAMOSO BARITONO RENATO CALDARALE DI CHIETI.UNA VIA CHE MI HA INTRODOTTO NEL MONDO DEL 5° AVENDO ALCUNI TRATTI DI TALE GRADO.PRESENTA UN'ARRAMPICATA VARIA ED UN TRAVERSO DI 25 MT.SU PARETE VERTICALE ED ESPOSTISSIMA TIPICO DELL'ARRAMPICATA DOLOMITICA.COMPAGNI DI GITA QUESTA VOLTA SONO STATI IL MIO CARO AMICO ATTILIO CON IL QUALE HO CONDIVISO TANTE AVVENTURE ED ANDREA (DI DONATO GUIDA ALPINA)CHE NON AVEVA MAI FATTO LA VIA RIMANENDO COLPITO DALLA SUA BELLEZZA.ALLA PROSSIMA!!!!

mercoledì 22 giugno 2011

Una corrispondenza con gli amici del Club dei 2000

Il mio ultimo post ha suscitato, una piccola,leggera e divertente "polemica" con gli amici del Club dei 2000, che riporto integralmente.
E con l'occasione li saluto con stima, e invito a condividere con i Cavalieri qualche cima..."minore" naturalmente.


Da: club2000m@libero.it [mailto:club2000m@libero.it]
Inviato: mercoledì 22 giugno 2011 08:07
A: Silvio ; giusalbrizio@libero.it; alberto osti; LIVIO ROLLE
Cc: Vincenzo
Oggetto: INTERVENGO ANCHE IO SULLE VENE

CIAO A TUTTI E SOPRATTUTTO AGLI AMICI DEI CAVALIERI DELLA POLVERE
vorrei precisare alcune cose:
1) intanto le relazioni dei cavalieri sono bellissime quanto c'è di meglio on line sull'appennino, hanno un senso dell'umorismo spiccato e veramente le loro relazioni si leggono;
2) poi abbiamo a che fare con un reverendissimo cavalier maresca a quota 22o, il quale può anche prendere in giro i cocuzzoli fatti;
3) la risposta di silvio mi sembra esauriente e chiarissima...forse leggendo la ralazione non si capiva al volo che continuava l'auto-ironia e sembrava proprio che NO NON ANDATE LA;
4) ANCHE LA RISPOSTA DI GIUSEPPE E' PERFETTA - INFATTI ANCHE IO AVREI LASCIATO COLLE SENARICA CHE E' UN COLLE O CIMALE MA TOPONOMASTICAMENTE STA LI SULLA CARTA!
5) una impressione personale: ve lo dico davvero raggiungere queste cime minori per me è una gioia, domenica ho fatto la cipollara che proprio minore non è
e domenica prox mi farò il mezzo del sevo
ma attenzione e lo dico pure a silvio...se il mezzo del sevo lo si raggiunge da nord est forse anche lui non è minore;
6) in ogni caso ripeto la conoscenza del territorio è la prima spinta dei collezionisti di cime, la seconda è il collezionismo. La terza essere grandissimo appenninista e i signori giuseppe e silvio lo stanno proprio diventando;
7) da quando c'è il club io ho trovato mille nuovi motivi per andare in montagna - ve lo dico de core - il club sta allargando gli orizzonti escursionistici in centro italia ;
8) un saluto particolare al cavalier le vene---ops maresca
ciao claudio

Da: silvio
Data: 22/06/2011 7.10
A: , , "alberto osti", "LIVIO ROLLE"
Cc: "Vincenzo Odoardi"
Ogg: R: DOBBIAMO RISPONDERE?

Cari Giuseppe, Alberto e Livio,
ma potrei mai seriamente sconsigliare io il raggiungimento delle cime minori!? Io che fra i “Cavalieri” ne ho fatto una bandiera?
Come potete immaginare amo profondamente la montagna in tutti i suoi aspetti.
Ma come avrete notato la nostra cifra è spesso l’autoironia. C’è un nostro gioco che attiene appunto alle cime minori, ed alle tante cime “sfigate” che andiamo raggiungendo… mi prendono e mi prendo in giro…
Ma non cambierei una cima sfigata per la ripetizione di una cima nobile per nessun motivo!
Lo sconsiglio, chiaramente, faceva parte di questo gioco.
Anche se poi lo possiamo leggere anche in altro senso…”se non vi interessa collezionare 2000, e sposare quello spirito di esplorazione e scoperta che a tale collezione è intrinseco, se delle montagna preferite altri aspetti- la difficoltà tecnica, il paesaggio “aspro” e sublime- queste due cime non fanno per voi, ce ne sono altre vicine che fanno meglio allo scopo”.
D’altra parte non si può negare che le due cime in questione sono proprio sfigate…
Con affetto
Silvio

Da: giusalbrizio@libero.it [mailto:giusalbrizio@libero.it]
Inviato: mercoledì 22 giugno 2011 0.50
A: club2000m@libero.it; alberto osti; LIVIO ROLLE
Cc: Silvio; Vincenzo
Oggetto: R: DOBBIAMO RISPONDERE?

Ciao,
tu Claudio hai indovinato esattamente quello che deve essere lo spirito del collezionista di cime appenniniche, E' LA CONOSCENZA CAPILLARE DEL TERRENO, (ecco il motivo per il quale io non avrei tolto neanche le altre cime o meglio "luoghi di passaggio" nominati sulla cartina IGM come Cime o Cimali, del tipo Colle Senarica ecc...ecc.. per intenderci.)
Comunque i cavalieri della polvere sono molto spiritosi e io mi sono fatto, leggendo quello che hanno scritto (del resto hanno in parte ragione), una sonora risata……….Sono anche escursionisti e alpinisti molto FORTI e AFFABILI.
Ripeto, loro sono stati spiritosi ma sanno benissimo che la collezione di cime è difficile e bisogna sacrificare anche dei giorni per raggiungere vette dall’apparenza insignificanti, bisogna pur sudarselo il titolo di Grandissimo Alpinista.
Vi prego per tanto, cari Cavalieri, di non sconsigliare la salita delle cime minori, sono sempre delle mete che richiedono molto tempo per raggiungerle e sacrificio.
x Silvio e Vincenzo....per favore fate girare questo messaggio a tutti i Cavalieri della Polvere
A presto
Giuseppe Albrizio

Da: club2000m@libero.it
Data: 21/06/2011 12.50
A: "alberto osti", "GIUSALBRIZIO", "LIVIO ROLLE"
Ogg: SECONDO VOI DOBBIAMO RISPONDERE?
VEDERE IN PARTICOLARE L'EVIDENZIATO IN GIALLO
LORO STANNO GIOCANDO LO SI LEGGE DAL TESTO CHIARAMENTE
PERò IO COGLIEREI L'OCCASIONE PER SOTTOLINEARE ANCORA UNA VOLTA CHE LO SPIRITO NON è SOLO IL COLLEZIONISMO FINE A SE
MA LA CONOSCENZA CAPILLARE DEL TERRITORIO.

PIZZO INTERMESOLI (3° PILASTRO Via Sindarin + Amighetti )








COME DI CONSUETO APRO IL BLOG E LEGGO L'ULTIMO POST DAL TITOLO:"RISERVA NATURALE DI PUNTA ADERCI (MT)" A FIRMA DEL NOSTRO CARO ANNIBALE.SUSSURRO TRA ME E ME...E' IMPOSSIBILE!!!!IL GRANDE ANNIBALE E' SCESO TUTTO D'UN COLPO DI COSI' BASSO LIVELLO AL PUNTO DI FARE GITE IN MOUNTAINBIKE LUNGO IL MARE?MI RIFIUTO DI PENSARLO, MA E' LA CRUDA REALTA'!!QUALCHE GIORNO DOPO RIAPRENDO IL BLOG LEGGO:" 18 GIUGNO 2011 MONTE DI MEZZO DI SEVO E MONTE LE VENE" A FIRMA DEL CAVALIER SILVIO.COME, "IL CACCIATORE DEI 2000" SI AUTOCOMMISERA PER LE DUE CIME RAGGIUNTE AL PUNTO DI SCONSIGLIARLE AGLI ALTRI!!NO!!FORSE E' STANCO PER IL TROPPO LAVORO E SMINUISCE IL SUO PRINCIPALE AGOGNATO OBIETTIVO CHE E' QUELLO DI RAGGIUNGERE TUTTI I DUEMILA DELL'APPENNINO PRIMA DEL PONTIFEX!!MI RIBELLO!!C'E' BISOGNO DI UNA SCOSSA ALL'AMBIENTE!!TELEFONO AD ANDREA (DI DONATO GUIDA ALPINA) E GLI PROPONGO UN GITA AL 3° PILASTRO D'INTERMESOLI.LUNEDI MATTINA, DI BUON ORA, SIAMO ALL'ATTACCO DEL PILASTRO E TRA UNA RISATA E L'ALTRA SUPERIAMO VELOCEMENTE I CIRCA 500 MT. DI DISLIVELLO (SVILUPPO MOLTO DI PIU').CHE DIRE DELLA VIA:DIFFICOLTA' CLASSICHE DI 3°4° E 5°SU ROCCIA ECCEZIONALE IN UN AMBIENTE SUPER.IL RIENTRO AI PRATI DI TIVO E LUNGO!!!CARI ANNIBALE E SILVIO NON VI DEPRIMETE, PRENDETE ESEMPIO DAL PONTIFEX!!!

domenica 19 giugno 2011

18 giugno 2011 Monte di Mezzo del Sevo e Monte Le Vene

Secondo tentativo di conquista di due fra le più eminenti cime del panorama appenninico.
Il primo tentativo si era perso fra le nebbie tre settimane orsono, nonostante la guida del Reverendissimo Pontifex.
Chiedo quindi perdono al Reverendissimo per il secondo tentativo andato a buon fine in sua assenza.
Partiti in tre: con me il Cavalier Velluto ed il Cavalier Massimo.
La partenza è da Passo Il Chino (provenendo dalla Statale da Acquasanta Terme verso Arquata del Tronto, quasi arrivati ad Arquata si imbocca a sinistra il bivio per Spelonga). Si oltrepassa Spelonga e proseguendo per Colle per meno di un chilometro, si imbocca un bivio a sinistro su cui è segnalato il Passo. Ci sono parecchi chilometri di sterrata (7/8), si possono fare anche con autovetture normali, ma procedendo adagio (come la volta scorsa ha fatto il nostro Velluto con BMW…nei giorni successivi regolarmente ricoverata al meccanico…ma forse è un caso!).
Si parcheggia a quota 1650, sotto il Monte Comunitore. Ci si abbassa a piedi di un centinaio di metri di dislivello (chi si vuole abbassare in fuoristrada faccia pure, purchè poi non voglia anche tornare indietro…). La prima parte del sentiero (n 301 sulla carta CAI “Monti della Laga”) si snoda nel bosco. Prima di uscire dal bosco si incontra un fuoristrada fossile. Si fanno foto (questa è durante la salita di qualche settimana fà) :


Si inizia quindi a salire un facile sentiero (badino bene i Cavalieri bikers: in verità è una vera e propria sterrata!) in direzione sud per Macera della Morte, dove si arriva in poco più di un’ora (di passo veloce).
Da Macera della Morte (che si può aggirare su un sentiero basso) si procede verso il “Pizzitello” (quota 2221). A quota 2020, proprio sotto la cima di “Macera della Morte” ci si imbatte in un cippo di pietra, segnato come “Termine” sulla carta.
Il Monte Le Vene (quota 2020) è visibile in direzione ovest. Lo si può raggiungere abbassandosi un po’ e percorrendo il sentiero Italia, che comunque noi non abbiamo individuato e neanche ci pareva comoda come “rotta”. Oppure , come abbiamo fatto , raggiungendo un po’ più in alto la cresta che congiunge Pizzitello a questo monte, distante poco meno di due chilometri .
Sul percorso il Cavalier Velluto ha riscosso un grande apprezzamento fra le bovine locali:



La cima del Monte Le Vene era di quelle leggendarie, quindi abbiamo fatto molte foto:






Si torna quindi sul Pizzitello e lo si oltrepassa tenendosi sulla cresta, in direzione Pizzo di Sevo.
Fatti una cinquantina di metri (di dislivello) si evidenzia sulla sinistra (fino ad allora la cresta bordava una fascia rocciosa verticale o quasi) un costone che porta dritto al Monte di Mezzo del Sevo (150 metri più in basso, quota 2138), l’unico rilievo in direzione est nel raggio di 500 metri.
Anche questa è una cima dai profili epici. Ero molto emozionato, ed in mancanza d’altro mi sono fotografato l’ombra (ero solo, perché i due Cavalieri che erano con me hanno saggiamente accolto il mio consiglio di arrivare al più nobile Pizzo di Sevo):



Il tour è lungo: una ventina di chilometri complessivi e 900-1000 metri di dislivello fra saliscendi vari.
Beh…insomma, la Laga è bella. Ma queste due cime non sono da consigliare neanche al peggior Cavaliere (a parte il fatto che i Cavalieri sono tutti migliori). Sono alture appena accennate, e ok, io le ho fatte per collezionismo, ma al contempo elevo qui una supplica ai non collezionisti: non ci andate!
Nella stessa zona Macera della Morte, Pizzitello e Pizzo di Sevo rappresentano più degnamente le bellezze di questa zona.

giovedì 16 giugno 2011

RISERVA NATURALE PUNTA ADERCI (MTB)












Due percorsi:uno più breve (andata e ritorno sullo stesso tracciato),uno più lungo ad anello.
L'itinerarrio breve (circa 10 Km.) segue lo stesso tracciato del Sentiero Natura Ginestra.E' su sterrata abbastanza agevole salvo un piccolo dislivello dietro Punta Aderci.E' un sentiero semplice per chiunque abbia un minimo di esperienza in Mountain Bike.
Il Sentiero ad Anello (16 Km.) è un lungo percorso che attraversa quasi tutta la Riserva.Il sentiero ad anello è adatto a Bikers esperti.Nel punto di inizio/fine dei due percorsi si possono noleggiare le Mountain-Bike.
descrizione:
Itinerario breve (Sentiero natura Ginestra):
l'itinerario parte dall'inizio della strada sterrata che conduce a Punta Aderci,prosegue attraverso il percorso dell'ex tracciato ferroviario fino ad arrivare al fiume Sinello.Da qui si può deviare per la sovrastante pinetina.Due le deviazioni possibili:la prima sul punto panoramico del promontorio di P.Aderci,la seconda per la spiaggia di Mottagrossa.
Itinerario lungo (Sentiero ad anello della Riserva Naturale di Punta Aderci):
Il primo tratto, fino alla deviazione per la spiaggia di Mottagrossa, coincide con il percorso breve.Da qui si devia a sinistra per una sterrata che termina sulla strada asfaltata.Si svolta a dx fino a superare la Casa Circondariale.Poco oltre si devia a sx e dopo qualche centinaio di metri,a dx.Una ripida strada in discesa (un pò deteriorata) conduce,costeggiando dei vigneti,alla sterrata lungo la dx orografica del fiume Sinello.In prossimità della foce,si sale con un paio di tornanti, sull'ex tracciato ferroviario per il ritorno

lunedì 6 giugno 2011

Il Corno Grande e "Il Grande Assente"







L’uscita di domenica ha avuto almeno un paio di colpi di scena, complici le pessime previsioni meteo che alcuni Cavalieri, come da tradizione, hanno puntualmente ignorato.


Iscritti alla gita erano i Cavalieri Silvio, Velluto, Massimo, Polveronzola (quando cambi nome?), Alain, il Grande Silente, Lorenzo figlio del Grande Silente ed il sottoscritto. Bisognava recuperare la debacle di quest'inverno quando un subdolo virus intestinale rese impossibile la presenza del Grande Silente e, conseguentemente e con suo forte rammarico, del cavalier Lorenzo in una gita che aveva la stessa meta.


Non avvezzo alla costumanza dei Cavalieri di recarsi in montagna con qualsiasi tempo secondo la filosofia che in montagna quello che si trova si prende, una serie di sms e qualche telefonata del Grande Silente hanno tentato di dirottare i piedi dei Cavalieri sotto qualche tavolo domenicale, ma tutto era stato preparato per “condurre” il giovane Cavaliere Lorenzo fin sul Monte Corno Grande passando per il ghiacciaio del Calderone. Un’uscita facile, ma di grande respiro per la suggestiva atmosfera del luogo, e tappa necessaria di acclimazione in vista della performance su un 4.000 che il giovane Cavaliere ha programmato per ripercorrere le orme dei genitori.




Il Grande Silente, edotto della costumanza, si è presentato puntuale all’appuntamento…ma…colpo di scena…senza il giovane Lorenzo, The Great Absent Two!



Lo stupore non ha gettato nello sconforto i Cavalieri ai quali per l’occasione si era unito, giunto appositamente da oltr’alpe, un caro e simpatico aspirante Cavaliere di nome Alain. Pranzi, famiglie, compleanni…tutto era stato spostato per non mancare all’appuntamento fissato…ma Lorenzo non c’era!




L’unica pecca di una, tutto sommato, bella giornata è stato il mancato panorama dalla vetta.



















Qualche goccia di pioggia hanno accelerato il passo dei Cavalieri verso la fine della discesa, ma ormai tutto era compiuto nel migliore dei modi e secondo tradizione.


Per ultimo abbiamo incontrato un insolito passeggero non pagante, "ispettore di funi" anche lui??








Cavalier Lorenzo…ti aspettiamo, alla prossima!!



" CHI FA LI CHIACCHIERE E CHI LI FAT' "





SILVIO MONDINELLI, SCALATORE DI TUTTI I QUATTORDICI OTTOMILA DELLA TERRA SENZA L'AUSILIO DELL'OSSIGENO, DI PASSAGGIO A PESCARA, HA VOLUTO SALUTARE IL PONTIFEX RECANDOSI ADDIRITTTUA NELL'UFFICIO IN CUI LAVORA.E PENSARE CHE CI SONO CAVALIERI CHE METTONO ANCORA IN DISCUSSIONE LA LEADERSHEAP DEL PONTIFEX!!!UNA SOBRIA CENA HA CONCLUSO UNA MAGNIFICA GIORNATA.IL REGISTA DELL'INCONTRO E' STATO MIMMO DI BARTOLOMEO LEGATO DA PROFONDA AMICIZIA CON ENTRAMBI I PERSONAGGI!!!!

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