martedì 13 marzo 2012

POLVERE ROSA 2 (Balma e Vallone d'Olen)

BALMA


nel vallone della Balma


nel Vallone delle Pisse



Raf


al Rifugio Pastore



Vallone D'Olen


Col d'Olen


ai Rifugi Guglielmina e Vigevano


Tutta polvere



Raf sotto il Canale Ischechette o Canyon Foric


Tutta polvere


Tutta polvere


Tutta polvere


al ponticello presso l'Alpe Weng


Tutto il Vallone d'Olen

POLVERE ROSA (Canale dell'Aquila e Canyon Leisch)

4 giorni magnifici ad Im Land (Alagna Valsesia) in compagnia di Pupetta,Mauro e Raf Toro.

Raf Toro è una Guida Alpina superlativa:bravo,preparato,scrupoloso,simpatico.
Eccezionalmente versato per lo sci ed il Free-Ride in particolare.
Chi volesse divertirsi nel Free Ride in questo autentico Paradiso (M.Rosa Paradise),non può far altro che interpellarlo.
Parola di Annibale!


CANALE DELL'AQUILA

Il canale dell’Aquila (che ha una pendenza di 35° nel tratto più ripido) non è un itinerario per tutti. Solitamente suggestivo, può essere molto impegnativo e divenire un incubo con neve ghiacciata.


Dall’arrivo del Funifour a Punta Indren scendere subito a sx l’ampio pendio che costeggia il ghiacciaio di Indren tenendosi sulla sx fino al suo termine nei pressi di un caratteristico masso tondeggiante.
Continuare per la linea naturale della valletta fino all’inizio del canale dell’Aquila. Percorrerlo nei suoi punti migliori fino al pendio che si apre nuovamente.
Costeggiare il versante opposto e giungere all’Alpe Endre.
Attraversare il pianoro,seguire la linea del torrente Moos fino ad un ponticello da dove un ultimo tratto costeggiante verso sx porta all’Alpe Gabiet .


Pupetta ed il canale dell'Aquila





CANYON LEISCH

Itinerario molto difficile,poco frequentato,lontano dalle piste.
Il Canyon è stretto e ripido.Solo per esperti.
È uno degli itinerarii più scenografici della zona;percorre un profondo canyon incassato tra alte pareti.
Ambiente da favola. Eccezionale nelle ore del tramonto quando il sole entra di taglio nel canyon.
Necessita di buon innevamento ed è da affrontare con neve fortemente assestata.
Va assolutamente evitato dopo le nevicate per il rischio di valanghe provenienti dai pendii di M.Telcio.
La sciata di questo park naturale solitamente si compie tra grandi gobbe e curve in contropendenza spesso obbligate, data la scarsa larghezza del canyon..

Dall’arrivo del Funifour a Punta Indren scendere subito a sx l’ampio pendio che costeggia il ghiacciaio di Indren tenendosi sulla sx fino al suo termine nei pressi di un caratteristico masso tondeggiante.
Continuare per la linea naturale della valletta fino all’inizio del canale dell’Aquila o al Canale Grande.
Percorrere uno dei due canali e giungere all’Alpe Endre.
Dall’Alpe Endre percorrere la traccia di rientro verso l’Alpe Gabiet.
Di fronte alle baite dell’Alpe Lavetz scendere i pendii a sx di un’evidente cascata di ghiaccio.Seguire la valletta fino all’ingresso del canyon.Percorrerlo nei punti migliori fino al bosco che in breve si ricollega alla pista di rientro del vallone Mos




il canyon dall'alto


Pupetta e la cascata di ghiaccio


trappole nel Canyon


Mauro e Pupetta


il Canyon Leisch dal basso

lunedì 12 marzo 2012

10 marzo 2012 Monte Sirente per Canale Maiori


Sabato scorso bellissima classica: il Canale Maiori del Sirente.

Partiamo un pò mesti perchè il Cavalier Fausto ci ha bocciato la meta “perché tipicamente si fa in tarda primavera”.


Alla partenza, secondo orario standard ISO ben noto, si adunano i Cavalieri Marco da Teramo, Velluto, Massimo ed il sottoscritto. Poco discosto dai Cavalieri Semplici s’aduna invece da Solo, ed in Tutta la sua Beltà s’erge, il Pontifex.


A Raiano facciamo esperienza del ben noto fenomeno dell’ “Upgrade erotico dell’alba e dell’alta quota”, per il quale ogni barista all’alba e ogni donna sopra quota 1500 (in qualsiasi orario) diventa una Beatrice, e l’uomo che la incontra il suo Dante.
Al bar della piazza di Raiano la barista era per tutti noi una Madonna: il Pontifex si è messo in agitazione, noi Cavalieri sospirando abbiamo distrattamente consumato croissant e cappuccini...
Io non so se questo fenomeno è simmetrico per le donne. Non so se, ad esempio, una donna trasformerebbe in visione celestiale quei villici che incontriamo all’alba (ieri ne abbiamo incontrato uno), alti fino al volante delle loro Uno grigio-metallizzate, con cappellini agricoli stinto-azzurrini con visiera e paraorecchie, che occupano la carreggiata opposta a quella giusta, seguendo pecore nei vicini prati.


Superato Secinaro i Cavalieri Massimo e Velluto hanno cominciato a rievocare flash di una loro oscura giornata in zona Sirente. Non sanno per quale canale sono saliti, non sanno dove sono scesi, non sanno su quale cima sono arrivati e se sono arrivati su una cima. Riferiscono che, giunti su una non meglio definita cresta, hanno interrogato un conoscitori dei luoghi che passeggiava da quelle parti, e costui li avrebbe ingannati sulla posizione del Canale Maiori. Sabato scorso il Cavalier Velluto ha esordito sull'episodio chiedendo al Cavalier Massimo: “Ricordi quando abbiamo provato a salire sul Sirente?” . “Si, certo” ha risposto Massimo, “quella volta partimmo da Castel del Monte!”. Gli storici non troveranno facili risposte alla domanda che li sta arrovellando : “Cosa fecero quel giorno, ammesso che fecero qualcosa, i Cavalieri Velluto e Massimo?”


Appena dopo la partenza dall’ex-chalet bruciato (ora grande rifugio in stile alpino, benché inutilizzato!) incrociamo due ski-alp. E se se la cavano con un semplice “Ciao” di tutti noi, non scampano invece all’ Alto Interrogatorio Pontificale: “ CHI SIETE, COME VI CHIAMATE, DA DOVE VENITE, DOVE ANDATE, PERCHE’ ANDATE, E’LA PRIMA VOLTA, LA SECONDA, LA TERZA…?”. Gli ski-alp si fanno piccoli piccoli mentre il Pontifex giganteggia. Mormorano qualcosa, e fra i mormorii si distingue “…Padova…”. Il Pontifex è entusiasta e infligge l’affondo finale: “AH...ORA IL VOSTRO VICEQUESTORE E' DI PESCARA! SALUTATEMI MASTROMATTEI”. Gli ski-alp ora sono in grave stato confusionale. Si guardano, guardano il vuoto, si capisce che si sono dati l’istintiva consegna di non guardare il Pontifex, e per precauzione di non guardare neanche noi…e muti tirano avanti.


All’attacco del Maiori il Cavalier Velluto fa un errore. Chiede al Pontifex: “Ehi Pontifex che facciamo , ci teniamo sulla sinistra?”. E il Pontifex : “SALI PIEGANDO DI 45°, FAI 5 METRI, POI CAMBIA DIREZIONE, 45° E DI NUOVO 5 METRI”. Velluto comincia a salire. Piega di 47°, poi avanza di 6 o 7 metri, poi di nuovo meno di 40°…Insomma Velluto comincia a fare le prime cose che gli passano per la testa. Ed io non ho potuto fare a meno di redarguirlo… come avrei potuto tollerare tanta impertinente imprecisione dinanzi ad un comando così inequivocabile del Pontifex?


Io e Marco, unici con gli sci, decidiamo di salire sci in spalla, ma si poteva decisamente farlo anche sci ai piedi.
Ora però faccio un passo indietro e relaziono diligentemente:
Dal nuovo rifugio (1180) nei pressi della fonte , si prende il sentiero che sale subito a destra del rifugio. Dopo un primo tratto in lieve salita si giunge ad primo un bivio (1228 ) segnato da paletti segnaletici di legno. Lì si svolta a destra arrivando dopo poco ad un secondo incrocio segnato dallo stesso tipo di paletti segnaletici. Si svolta a destra, per poi deviare dopo pochi metri a sinistra, sul sentiero segnato bianco/rosso che piega decisamente in salita. Da qui si sale regolarmente dentro il bosco di faggi, di tanto in tanto scorgendo segnali di sentiero ed “M” segnate sugli alberi.Quando già si giunge in vista del Canale fra i faggi si può cercare di traversare verso sinistra, scendendo per uscire dal bosco e raggiungere il fondo del canale. Gli ski-alper che salivano vicini a noi l’hanno fatto. Ma ci siamo ritrovati insieme alla base del Maiori, noi avendo proseguito sul sentiero che senza perdere quota e da destra si immette alla base del Maiori.
Il Canale è poi una via obbligata salvo nel tratto finale.Si risale il canale che, verso la fine obliqua verso sinistra e termina su una sella che divide la valle Inserrata con la valle Lupara (2300 circa). Da qui la cima (2348)si raggiunge seguendo il crinale che sale verso destra.
Noi ci siamo fermati sulla sella, per il gran vento a raffiche e il freddo. In alternativa la cima si può raggiungere piegando a destra circa 100 metri più in basso: salendo prima un ramo di canale e poi per roccette si svalica più prossimi alla cima.



Il Canale ci si è presentato sicuro, senza grandi accumuli di neve, e comunque anche “congelato” dalla temperatura rigida. Insomma in condizioni molto più fauste rispetto agli infausti ammonimenti del Cavalier Fausto. La neve era a tratti un po’ gessosa, nella parte bassa molto dura e ghiacciata. Ma per buona parte del canale c’era qualche centimetro di neve morbida su un fondo duro.
A fine escursione il Pontifex si è diligentemente apparecchiato per la sua vestizione e rivestizione rituale, le abluzioni, le complesse manovre fra vari borsoni e zaini. E’ stato allora che abbiamo deciso che il Pontifex verrà trasportato in futuro con apposita Roulotte. Essa disporrà di ogni Comfort , di Trono, di Spogliatoio Pontificale e sarà rivestita di paramenti pontificali. A beneficio dei lettori più distratti ricordo che i paramenti sono questi: E la Sacra Roulotte recherà un apposito avviso:

mercoledì 7 marzo 2012

3 marzo 2012 Monte Rotella. E un appendice sul Vallone Rosso




Volevo innanzitutto notificare al Cavalier Pastarella che lo standard ISO.SILVIO 2000 è superato.
Sabato 3 marzo l’appuntamento con Marco da Teramo, ed i Cavalieri Velluto e Massimo era alle 5.30 (tanto ho insistito con tutti che era opportuno partire presto che ho dimenticato di partire presto anch’io, e mi sono presentato in ritardo all’appuntamento).
Abbiamo deciso di iniziare la salita al Rotella dal Piano delle Cinque Miglia. Appena superata la galleria che da Rocca Pia immette sul Piano delle Cinque Miglia abbiamo parcheggiato sulla stradina asfaltata a sinistra della Statale, a quota 1277. Poi abbiamo puntato in direzione ovest-nord-ovest, attaccando il colle che dopo la prima gobba si scopre a sinistra di un fosso che taglia il pendio. Superato il colle a quota 2000 circa, si raggiunge una valletta sottostante la cresta sommitale. Di lì in breve e piegando verso ovest si coprono i circa 100 metri di dislivello che separano dalla cima (2129).
Neve perfetta per la salita dei due sciatori (il sottoscritto e Marco da Teramo), e invece abbastanza faticosa per i due appiedati, che sfondavano alquanto.


Ed in ogni caso la giornata era splendida, lo scenario bello e siamo arrivati tutti spediti alla cima.In discesa abbiamo trovato un terzo di neve dura, un terzo con 5 centimetri di neve morbida su fondo duro, ed un terzo decisamente più pesante, con neve bagnata, e mica così piacevole da sciare.
Al rientro abbiamo deciso di consumare a Rocca Pia la tradizionale birra dei Cavalieri. Usciti dall’auto siamo stati tutti presi da un ardente desiderio di visitare il borgo antico, e invece che verso il bar abbiamo cominciato a risalire il corso del centro storico. Ad un tratto l’ardente desiderio è cessato…
Una sommaria indagine è stata sufficiente per ricostruire l’accaduto: la signora che stavamo tutti segretamente seguendo aveva svoltato in una stradina!
Siamo quindi tornati alla birra… e tutti abbiamo bevuto felici e contenti.
Ora una piccola appendice sulla già relazionata uscita del Vallone Rosso dello scorso sabato 25 febbraio.
Per la prima volta ho dovuto interrompere la salita perché colpito da inusitato morbo! Nausea e debolezza mi hanno costretto al ritiro appena ad un’ora dalla partenza, e devo dire che l’appoggio di un masso è stato provvidenziale …
Peccato perché la salita si profilava gratificante e bella.
L’equipaggiamento dei partecipanti impeccabile:
Il Cavalier Velluto che ha il vezzo di agganciare ad uno zaino alto 30 cm una picozza alta 60, aveva dispiegato alta tecnologia per non attentare alla vita dei Cavalieri come ha fatto finora:
Il Cavalier Fausto aveva calzato scarponcini tecnici:
Faunisticamente poi non si poteva chiedere di meglio. Infatti appena tornati a valle abbiamo incrociato un Pick-up autoctono, il cui autoctono titolare ci ha chiesto se ci eravamo imbattuti per caso in 17 lupi, 1 orso e molti cervi. “Beh, no…” ci siamo scusati. E ci siamo mangiati le mani per le inaudite meraviglie che avevamo perso e che non abbiamo potuto fare a meno di immaginare:

Il Pick-up era appena partito, ed ecco che un altro “local” ci chiedeva se avevamo visto miriadi di cervi vicino alla pineta…“Beh, no…” ci siamo di nuovo scusati. Ha incalzato: “Ma almeno 3 cervi morti vicino alla fontana?” “Beh, neanche…”
Fortunatamente non abbiamo perso però il finale di questa sagra dei cervi. In un bar del paese ci hanno invitato ad affacciarci dalla terrazza. Ed ecco i cervi…in mezzo al paese.

venerdì 2 marzo 2012

M. Camicia

In considerazione del rialzo termico degli ultimi giorni siamo stati costretti ad adeguarci allo standard "ISO-SILVIO.2000" dandoci appuntamento alle ore 06.00, ma la levataccia è stata ampiamente ripagata.

Le pelli sono state calzate da subito, scegliendo il vallone di Vradda come via di salita.


I salti sono ancora abbondantemente coperti ma di buon ora la progressione potrebbe essere facilitata dall'uso dei coltelli o ramponi.



Una volta superati i salti la progressione è avvenuta nel vallone ove il sole "picchiava!".

In vetta un vero spettacolo!



Con vista mare!!!!









Per alcune foto qui

M.Macellaro (Vallone di TARANTA)


in vetta al Macellaro


verso il Vallone di Taranta


nel vallone


Raffaella e l'Altare dello Stincone


la strettoia


la grotta del Cavallone


la parte bassa

mercoledì 29 febbraio 2012

Albigna

E arrivato il caldo....ed in questi periodi di scaldone dove si va se non in Albigna???
L'albigna è una catena montuosa che si trova dopo le piu famose vette del Cengalo e Badile salendo verso il passo Maloja in svizzera.Nella sua piana c'è una diga artificiale da cui prende il nome e sulla sua muraglia in inverno si creano delle strutture ghiacciate di uno splendore fantastico che rimangono fino a stagione inoltrata.Quindi la nostra scelta ricade proprio su di loro visto il rialzo un pò pazzesco di questi ultimi giorni....mannaia la zappa..



Questo è un luogo un pò magico,dove ho sempre sentito storie di tutti i tipi soprattutto per l'avvicinamento.Si deve percorre il letto del fiume fino alla base delle evidenti cascate.Nelle stagioni normali infatti in questo posto fa una quantità di neve allucinante che rende l'avvicinamento quasi come arrivare in cima ad un 4000....gente che ha impiegato 4h a battere traccia senza arrivare a toccare ghiaccio....gente che nella nebbia si persa....insomma un posto da andarci con le cautele precauzioni.
Del resto questo inverno amaro di neve rende tutto molto piu semplice di tuuto quello scritto su...ed in 1h20m siamo alla base del muro.
Valutiamo attentamente quale fare visto che al di sopra di noi incombono frangie di ghiaccio di un certo peso.
Scegliamo per la diretta,una classica della zona per il suo ghiaccio stupendo anche se io l'avevo gia percorsa.
Parto per il primo tiro egia dalle prime spiccozzate capisco che oggi saran cavoli amari...crosta da morire da rigelo su base probabilmente vuota al di sotto che crea degli stridolii da rabbrividire...piano piano mi faccio aanti fino ad un punto buono per recuperare il socio.
Mamma mia,mi sa tanto che sto caldo ha fatto peggio di quello che pensavamo...la parte alta rimane scollata dalla roccia e l'acqua scorre con una certa voga.
Decidiamo di farci gli affari nostri e grazie ad una vecchia sosta posta su di uno sperone a destra riusciamo a calarci e valutare quella affianco che è piu facile e piu appoggiata.
Qui il ghiaccio passa da zone come quella precedente a bagnato.
Seguiamo fedelmente tutta la linea bagnata fino alla fine delle difficolta per attraversare ad un albero dove iniziamo le nostre doppie...
Almeno non abbiamo fatto tutta sta strada per un cavolo....
Ah dimenticavo,foto unica con il cell visto che ho rivenduto la mia macchina e sono in atesa del nuovo acquisto...

Monte Rotella.

Le previsioni meteo non lasciavano dubbi. Oggi o mai più. E così è stato.
Partiti con gli sci ai piedi dal ponticello adiacente alla cabina dell'Enel sita a poche decine di metri dalla piazza di Rocca Pia siamo saliti su un tappeto di neve dura con un piccolo strato di "polvere".



Saliti i vari terrazzamenti e giunti al rifugetto si è deciso di risalire per la dorsale che sovrasta il rifugio (invece di aggirare a mezza costa come solitamente si fa).


Giunti nell'ampia conca sottostante il filo di vetta si raggiungeva la croce su neve dura.
In vetta il vento dei giorni prima aveva pulito un po, ma la sosta è stata piacevolissima a causa dell'assenza totale di qualsiasi movimento d'aria.


In discesa inizialmente si è trovata neve dura ma, dopo tanta crosta, meno male!!!

Dal rifugio è iniziata una lunga sciata su neve dura con qualche centimetro di splendida polvere che ci ha accompagnato fino alla cabina dell'Enel. Ultima curva in corrispondenza del ponticello di ferro.

Giornata a dir poco eccezionale. Alcune foto qui e qui.

Punta di Elles (EllesSpitze)

alla GrubenAlm





nell'AufGarden


sulla dorsale per l'anticima


la croce dell'anticima


la vetta vera e propria

tutta la valle

il Tribulaun di Fleres

M.Muro e WetterSpitze




SchapfKamm e WeissWand

Punta Elles, Val di Fleres, Alto Adige.
Bella, mediamente impegnativa, escursione scialpinistica alla Punta Elles in Val di Fleres, poco nota rispetto alle più frequentate salite alla Cima dell’Accla o al Monte Muro. Ha uno sviluppo abbastanza contenuto ed un dislivello medio-alto e quindi offre alta sciabilità su pendii regolari ed esposti a nord, condizione favorevole per trovare la neve in buone condizioni anche nei mesi primaverili. Il percorso presuppone condizioni di neve sicure.
Itinerario: la prima parte dell’itinerario coincide con la salita al Monte Muro sino poco sopra la Malga Grubenalm dove bisogna piegare a destra, ovest. Dal parcheggio si percorre la comoda forestale che porta a Malga dei Buoi o Ochsenalm, m.1675, circa 45 minuti dalla partenza. Al ponte prima della malga, dei Buoi si gira a sinistra e si sale per comoda forestale sopravanzando la Grubenalm. La Punta Elles è davanti a noi , in secondo piano, in direzione sud. Si procede per moderati pendii per circa 500 metri per poi in prossimità di un avvallamento con una contropendenza puntare ad ovest destra per un ripido e lungo costolone,delimitato da una cresta rocciosa sulla sinistra. Lo si risale a lungo per almeno 30 minuti per immettersi infine in una valletta (Aufgarden sulla Cartina Kompass) meno inclinata che si risale tenendosi sulla destra oltrepassando un oblungo dosso roccioso. Dinanzi a noi in direzione sud est la mole rocciosa della Maratschpitze, più a destra verso sud il Monte Muro.Risalita questa valletta davanti a noi, verso sud est, si notano due alture unite da una evidente selletta, quella a destra è Punta Elles. Ci si dirige in quella direzione attraversando la valle con alcune lievi contropendenze. La salita alla sella è piuttosto impervia ma abbastanza breve e comoda data la sua ampiezza. Dopo circa tre ore dalla partenza abbiamo raggiunto la dorsale nord est di punta Elles. Si procede aggirando la Cima da est con pendenze meno sostenute sino a portarsi sul crinale che congiunge una cima a sinistra con una croce al di là della quale, assai vicino, si nota il Monte Muro con la sua caratteristica cresta a gobbe. La punta Elles invece si trova, sulla destra, verso ovest, si percorre con attenzione l’affilata cresta, con gli sci ai piedi o senza, e si raggiunge la cima in pochi minuti. Circa 4 ore dala partenza.
Nota: il percorso per Punta Elles prevede alcune varianti che presuppongono la risalita non dalla Grubenalm, ma da un costolone che si imbocca qualche centinaio di metri dopo la Malga dei Buoi deviando sulla sinistra dal classico percorso della Cima dell’Accla.

Discesa: lungo l'itinerario di salita, ma con la possibilità, in condizioni di neve assestata, di tuffarsi nei numerosi ripidi canaloni che caratterizzano la destra orografica della valle.
Percorso Stradale: dall’uscita autostradale di Vipiteno si imbocca la SS12 del Brennero in direzione nord sino a Colle Isarco dove si gira a sinistra per la Val di Fleres percorrendola sino a Hinterstein. Qui si oltrepassa il ponte sulla sinistra, (indicazioni Rifugio Cremona o Ochsenalm). Si arriva ad un primo parcheggio libero, dove una sbarra preclude l’accesso. Pagando un ticket si può proseguire e parcheggiare circa un Km più avanti nella valle. Circa 14 km dal Brennero.

Dati salienti itinerario:
Destinazione: Punta Elles
Valle principale: Val di Fleres
Gruppo Montuoso: Stubaier Alpen

Paese di partenza: Maso Hinterstein, Fleres di Dentro
località di parcheggio: prima del Ponte per gli Steinhoefe. (il parcheggio più in alto è a pagamento)


quota partenza: 1375
quota arrivo: 2661
dislivello salita: 1290 circa
dislivello discesa: come la salita
quota massima: m.2661
esposizione prevalente: nord.
Distanza: Km 13,1 andata e ritorno.
tempo medio di salita: ore 3,30 - 4
difficoltà sciistiche: BS
difficoltà alpinistiche: assenti
punti critici per slavine :Necessita di neve assestata.
attrezzatura necessaria :normale attrezzatura da sci alpinismo.
periodo effettuazione Dicembre - aprile
Cartine: Kompass foglio 058

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