Imbocchiamo la strada per Prati Alti, che riusciamo a percorrere in auto per tre quarti. E partiamo da quota 1500 circa: quindi Albergo Diruto, Madonnina, Passo delle Scalette e salita al Rifugio Franchetti.
Gran caldo, neve marcia per lunghi tratti. Sole e riverberi. Avanziamo imperterriti, ma un po’ svaporati dal caldo e dal bagliore. Arrivati al Franchetti la situazione sulla Via Ricci non si presenta incoraggiante. Se ne vedono ampi tratti al sole, investiti da scariche recenti, e se ne intuisce la neve pesante e poco compatta.
Allo scoramento che ci assale trova rimedio, e non poteva essere altrimenti, il Pontifex. La trovata pontificale è semplice quanto luminosa: la cresta nord del Corno Grande.
Ci avviamo quindi dal Franchetti esattamente verso sud, diciamo in direzione intermedia fra la Sella dei Due Corni e la Via Ricci.
La via vera e propria inizia circa 200 metri più in alto.
Si sono intanto aggregati a noi due occasionali e simpatici compagni di ascensione, uno di Giulianova e l'altro di S.Benedetto.
La cresta nord è una bella ascensione, con una pendenza media di 35°/40°, ma con tratti a 55, forse 60°. La progressione è stata tutta su neve abbastanza compatta, salvo qualche piccolo traverso su roccia o misto.

Si svalica sulla cresta a quota 2850 circa; percorrendone un breve tratto a semiarco, in direzione sud, si è in breve sulla Cima Occidentale.
Scendendo il Pontifex benedicente sosta al Franchetti. Dove naturalmente trova amici (oltre a farsene di nuovi). Non avendo più acqua, intima ad un amico di dargliene. Il Pontifex tira fuori una bottiglia vuota, l’amico porta la sua bottiglia piena. Il Pontifex comincia a versare un po’ dell’acqua dell’amico nella sua bottiglia. Ne versa un altro po’. Ancora un po’. Alla fine la versa tutta e restituisce all’amico la bottiglia vuota.
Faccio notare al Sommo che i suoi amici devono bivaccare al Rifugio, e noi invece siamo a un’ora dall’auto. Niente da fare. Il Pontifex incamera l’acqua , restituisce pure il vuoto, e l’amico è anche contento…
Tornati in auto sentiamo al telefono il gruppo di skyalp-cavalieri.
A loro è capitato che mentre chiacchieravano sulle stravaganze di Gabriele, opss…mentre discettavano e rendevano grazie alla Santità del Pontifex, un gruppo di skyalper bolognesi che li ascoltavano li hanno fermati: “Ma siete i Cavalieri della Polvere? E dov’è il Pontifex?”
Insomma da Bologna seguono le gesta pontificali! Ormai non bisogna leggere in una sfera di cristallo per indovinare il futuro della saga del Sommo: il Pontifex sta diventando il Patrono degli Alpinisti d’Italia, Il Protettore dei Camminatori, la Musa degli Escursionisti, anzi soprattutto il Muso delle Escursioniste!








