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lunedì 20 luglio 2015

Intermesoli - settore Strutture - Torre John Wayne


La via scelta oggi, domenica 19.07.2015, per forza di cose, essendo giorno festivo, doveva essere in un posto poco affollato. Cosa c'è di meglio delle pareti del Pizzo Intermesoli? Nulla La via si sviluppa nel settore Strutture, a destra della Grotta dell'Oro in Val Maone. Via molto bella con difficoltà continue su tutti i tiri. La parete è sempre verticale, mai appoggiata e presenta due piccoli tetti da superare con passaggi atletici ed è caratterizzata da un lunghissimo diedro di circa 50 m. Le difficoltà su tutti i tiri sono sempre intorno al VI / VI+. La roccia è buona, peccato per qualche presenza erbosa che però non è eccessivamente fastidiosa. Le soste sono tutte a fix e lungo la via vi sono numerosi spit nei punti chiave e qualche chiodo. Carlo non ha mai integrato con altre protezioni !!
 
 
 
 
RELAZIONE.
 
L1 - Si sale dritti su una breve placca appoggiata con pochissimi appigli (ma si può sfruttare anche il suo bordo destro) fino a raggoiungere un terrazzino erboso dove si sosta (15 m). Noi abbiamo proseguito direttamente alla seconda sosta concatenando i primi due tiri.
 
L2 - Ci si sposta leggermente a destra e si sale dritti sulla placca sovrastante fino ad arrivare sotto al tetto dove si sosta (30 m).
 
 
 
L3 - Si attacca il tetto a destra della sosta (presenza di un cordone) e con passaggio atletico lo si rimonta. Ora si prosegue leggermente sulla sinistra fino ad arrivare all'evidente lunghissimo diedro dove si sosta (25 m).
 
L4 - Dritti su nel diedro mai banale (30 m)

 
 
L5 - Continuare nel diedro per altri 10/15 m fino ad arrivare ad un tetto che lo chiude. Qui rimontare il tetto sulla sinistra (presenza di cordone) e con altro passaggio atletico uscirne fuori. Poi si tenderà leggermente a sinistra fino ad un terrazzino erboso dove si sosta (30 m).
 
L6 - Rimontare la placca appena sopra la sosta e dopo pochi metri traversare a sinistra per placca delicata. Successivamente riprendere un piccolo diedro sulla destra e dopo pochi metri obliquare nuovamente verso sinistra fino a raggiungere la cresta della struttura dove si sosta (30 m). Sosta molto aerea da cui si può apprezzare una magnifica vista sulla gola nascosta !!!

DISCESA In doppia lungo la via di salita. Noi abbiamo optato per la discesa sulle soste S6 - S5 - S3 perchè sono sicuramente da consigliare rispetto a quelle indicate nella foto. Infatti la sosta S4 è molto scomoda e dalla S3 si arriva direttamente a terra scendendo sulla verticale.

venerdì 29 agosto 2014

Spigolo di Paoletto - Corno Piccolo - Parete Nord

LO SPIGOLO


Mercoled' 27 Agosto. La via che decidiamo io e Carlo di salire oggi è lo Spigolo di Paoletto sulla Nord del Corno Piccolo. Ci accompagna Simone che oggi compie, beato lui, 35 anni e si vuole regalare una bella giornata in ambiente. Lo Spigolo di Paoletto è una bella via con grado massimo di V° che risale lo spigolo appena a destra della fessura di Iskra ed appena a sinistra del Camino

Primo tiro
  
Partenza del secondo tiro


Partenza del secondo tiro



di Mezzo. All'attacco, come al solito quest'anno, c'è già una cordata appena partita, ma decidiamo comunque di percorrere lo stesso itinerario avendo inteso che gli stessi, dopo il primo tiro prenderanno la variante di sinistra. C'era già un po' di vento, ma nulla lasciava intuire quello che ci saremmo trovati sullo spigolo in alto. Primo tiro parte Simone che con tranquillità arriva in sosta dopo 40 metri dritti per placche e fessure con grado intorno al IV°. Ma siamo ancora un po' riparati dalla furia del vento. Mentre la cordata che ci precede dalla sosta prende la variante a sinistra, noi seguiamo la via originale. Appena a destra della sosta si supera uno strapiombetto delicato (V°) e si esce sullo spigolo vero e proprio. Simone, che procedeva da primo, quasi viene alzato dalla roccia dal vento violentissimo. Capita la situazione procede molto lentamente e in maniera circospetta al fine di essere preparato alle folate che lo staccano dalla roccia. Partiamo anche io e Carlo ed effettivamente, una volta sbucati sullo spigolo, il vento è terrificante e lo si può apprezzare dallo stralcio di video che ho inserito nel post. Comunque, con un po' di attenzione continuiamo la scalata che, dal punto di vista alpinistico, non presenta grosse difficoltà, tutt'altro dal punto di vista ambientale. Unica altra difficoltà all'attacco del quarto tiro, altro piccolo strapiombo (V°). Discesa in doppia lungo la Via Iskra ed una buona birra al piazzale dove il vento aveva tutt'altre caratteristiche.

Placca del terzo tiro







Uscita del quarto tiro sotto al massone
 

mercoledì 13 agosto 2014

Corno Piccolo - Il Vecchiaccio

Martedì 12 Agosto. La via scelta da Carlo era Aquilotti 75, ma con opera di convincimento da parte mia, decidiamo di affrontare Il Vecchiaccio. Infatti Aquilotti 75 l’avevo percorsa l’anno scorso con Angelo e Guido. Con noi c’è anche il forte Simone, non molto esperto in montagna, ma comunque con un buon grado in falesia. In poco più di 45 minuti siamo all’attacco della via, che, anche se a distanza di 10 anni, riconosco immediatamente. Infatti una decina di anni addietro la stessa l’avevo scalata con Angelo (sempre lui) e Fabio.



Attacchiamo Il Vecchiaccio. La via si sviluppa sulla parete SO della Seconda Spalla alternando placche, fessure e diedri spettacolari. La roccia è perfetta. Si alternano ai tiri Carlo e Simone che se la cava molto bene. Arrivati all’ultimo tiro, dove decidere se fare il traverso basso originale di Bini o quello alto della Aquilotti ’72, ancora una volta impongo il mio volere: Aquilotti ’72. In effetti Carlo ci è rimasto un po’ male in quanto era partito per scalare la via originale, ma il sottoscritto, in maniera un po’ egoistica, ha deciso per la variante. Le motivazioni che mi hanno portato alla scelta della placca chiodata sono state due: una che, una volta rivisto il traverso di Bini, mi sono un po’ agitato (ammetto) e l’altra in quanto non avevo mai percorso la Aquilotti ’72 che invece mi intrigava dai racconti del traverso del Mascherone. Così è andata. Carlo è salito su per la placca come se camminasse ed ha traversato sotto il tetto in maniera del tutto naturale. Anche io e Simone siamo andati abbastanza sciolti (forse io un po’ meno). Comunque una via sempre spettacolare in un ambiente fantastico.
Dopo averla salita il commento di Carlo è stato: LA IMMAGINAVO UN PO' PIU' IMPEGNATIVA

lunedì 27 agosto 2012

Via Saladini Florio - Parete Nord Corno Piccolo 26.08.2012




Dopo tanto tempo, sicuramente troppo, si torna ad affrontare una via di roccia. La spinta e’ venuta dal sottoscritto, ma certamente devo ringraziare il Mascherone, che mi ha riportato quest’anno a contatto con la vera roccia ed il buon Carlo che dal punto di vista alpinistico è una vera forza.
 
Scegliamo un itinerario classico, facile ma comunque non banale anche perché in montagna nulla è banale: la Saladini-Florio sulla parete Nord del Corno Piccolo.
 
L’itinerario si svolge nella parte destra della parete nord, quasi nella verticale dell’anticima del Corno Piccolo.
 
Primo tiro: l’attacco è alla base di un canalino facilmente individuabile che va da destra verso sinistra al cui inizio vi è un cordino in una clessidra e dopo circa tre metri un chiodo. Si risale il canalino facilmente per circa 50 metri (II) fino ad uno slargo dove si biforca in due canalini. Vi e’ un chiodo per la sosta e bisogna attrezzare un altro ancoraggio (masso incastrato o friend).
Secondo tiro: si prende il canalino che tende a sinistra, lo si risale attraverso un camino (ci sono due chiodi ed il secondo è un po’ nascosto) e proseguendo sulla sinistra si arriva ad un terrazzino comodo con due spit per la sosta dove il canalino si riallarga verso destra (III). Questo tratto e’ di circa 40 metri.
 
 
 
 
Terzo tiro: si piega sulla destra attraverso un canale che punta dritto verso un grande tetto giallo che e’ visibile lungo tutta la via. Si passa tramite uno scomodo camino con un chiodo (IV-) e si prosegue fin sotto il tetto (III) dove si sosta scomodamente su due chiodi piantati proprio sotto la sinistra del tetto.
 
 
Quarto tiro: si risale a sinistra del tetto con difficoltà che vanno man mano diminuendo (III) fino ad una comoda sosta con due chiodi dopo circa 30 metri.
 
 
Quinto tiro: si prosegue verso l’anticima (III) ed in circa cinquanta metri si esce a sinistra della comba ghiaiosa che occupa la parte bassa della vetta del Corno Piccolo.
 
Bella giornata trascorsa sul Gran Sasso attaccato dai Cavalieri della Polvere in vari settori: noi sulla Nord del Corno Piccolo, Guido sulla Prima Spalla e Silvio, Annibale e Velluto sulla Vetta Centrale.

martedì 17 luglio 2012

Corno Piccolo - Via del Canalone

Nuovo video relativo all'uscita dei Cavalieri al Corno Piccolo sulla Parete Nord lungo la Via del Canalone.
Un'uscita all'insegna della sicurezza in montagna.

http://youtu.be/03KXpW8bPxw

lunedì 14 maggio 2012

12 maggio 2012 Vallone di Fossaceca e Monte Infornace

Sabato scorso uscita in un ambiente straordinario. Hanno partecipato il Cavalier Velluto, l'amico Fabio e il sottoscritto.
Il Vallone di Fossaceca offre  uno dei più bei scenari della zona del Gran Sasso.
E il bilancio della giornata è stato largamente positivo:

- Avvistata a quota 1100 una donnola, 9 camosci a quota 1400, e un noto Cavaliere a quota 2250

- Fatti 1700 metri di dislivello, e oltre 4 ore di salita

- Registrate visioni mistiche del Cavalier Nicola a quota 2200, dopo quasi 1500 metri di salita

- A quota 2250 registrata anche una mia visione, solo un po’ meno mistica: a cavallo di una costola rocciosa in lontananza stava il Cavalier Annibale con due amiche e un amico.
 L’ascensione è stata quindi allietata nella parte finale dal gradito incontro con il Cavalier Annibale, riconosciuto in lontananza non tanto per l’aspetto-era troppo lontano- quanto per la voce inconfondibile.
 

Entrati in contatto con Annibale e compagni siamo saliti insieme in cima. I discorsi non potevano eludere l’ingombrante assenza del Pontifex, di cui notoriamente il Cavalier Annibale è il più fiero avversario politico.
In cima il Cavalier Annibale ha spiegato alle due Donzelle che facciamo parte dei Cavalieri della Polvere, “gruppo alpinistico di ispirazione massonico-cavalleresca”, sul quale incombe il Pontifex, che peraltro vorrebbe vantare una sorta di Ius Primae Noctis sulle neo-iscritte…e così via. “Ma cos’è questa roba? Ad ogni modo io sono allergica alle sette…”, ha osservato una delle donzelle. Insomma non so se l’abbiamo convinta…D'altra parte non c'era il Pontifex e abbiamo fatto quello che abbiamo potuto.

Relazione


Traccia GPS
   
Si esce al casello A24 "San Gabriele - Colledara", poi direzione Isola del Gran Sasso quindi Pretara. Di qui si seguono le indicazioni per il Castello di Pagliara. Dopo circa 5 km imboccare a destra, a quota 810, una strada asfaltata e percorrerla per circa 500 metri. A quel punto si troverà una carrareccia che si diparte a sinistra, circa a quota 840. Da qui ci si incammina (in realtà 100 o 150 mt di ulteriore dislivello si potrebbero percorrere in fuoristrada, e c’è chi in passato ha raggiunto in auto Fonte del Peschio: oggi è impossibile per ostacoli vari). Si segue la carrareccia facendo attenzione a non imboccare il “sentiero dei 4 vadi” (“4V”, segnavia rosso-gialli): al secondo tornante il 4V prosegue a destra e noi dobbiamo girare a sinistra; al III tornante prosegue a sinistra e noi dobbiamo svoltare a destra. Dopo aver raggiunto un taglio nella roccia si continua a salire girando verso sinistra per giungere, a quota 1378, alla Fonte del Peschio.





Dalla fonte si prosegue sul sentiero 9 verso ovest. Il sentiero traversa il pendio ripido, ed è tagliato in molti punti da piccoli fossi e corsi d’acqua. Con temperature basse, ghiaccio e neve, può essere delicato. Noi lo abbiamo trovato solo molto…bagnato. Dopo meno di un chilometro si supera il Colle di Malanotte e si entra nel Vallone di Fossaceca. Si sale quindi verso sud su un costone a destra del fosso, inizialmente per pendii erbosi ripidi. Il sentiero è davvero poco marcato, ed segnato male con bolli giallo rossi. Si prosegue a vista verso la testata del vallone, apparentemente chiusa da quinte rocciose impenetrabili. Da quota 1500 /1600 abbiamo trovato lingue di neve, e poi un innevamento uniforme (di neve non sempre dura!).



Prime Visioni del Cavalier Velluto
    

Quinte rocciose sulla testata del Vallone
 Arrivati dinanzi alla cortina rocciosa, a quota 2150 si può iniziare un lungo traverso verso est (sinistra), che ha l’unico inconveniente di tagliare pendii un po’ ripidi e sovrastare alti salti di roccia. In ogni caso nelle condizioni in cui l’abbiamo trovato l’unica difficoltà era la fatica di pestare neve a tratti marcia. Si superano alcune costole rocciose appena in risalto e si entra ai margini dell’ampia comba a nord di Infornace e Prena. Abbiamo quindi piegato a destra, verso sud, puntando a vista ad una selletta fra le rocce, e risalendo un canalino: 
 


 

                                                                                                                                                 

E guadagnando la cresta esattamente in corrispondenza della cima del Monte Infornace.

Certificato di raggiungimento cima over-2000 (Infornace) del Cavalier Velluto

Discesa per la via di salita.  

Dopo 1700 metri di salita finalmente Fabio scia per 300 metri in discesa



venerdì 4 maggio 2012

28 aprile 2012, Cresta Nord del Corno Grande

Sono le 5.30 del giorno 28 aprile 2012 : effettuo con somma cura il prelevamento del Pontifex  in contrada Santa Filomena.
Lo trovo che si staglia già nell’alba, con una specie di pantacollant blu.
EGLI sistema nel bagagliaio, con circospezione e movimenti misurati , zaini, attrezzi e grappoli di accessori metallici variopinti. Ed io con movimenti misurati sistemo LUI nel posto anteriore, l’unico che gli sia consono.
Al Casello Pescara Nord effettuo il prelevamento del terzo e ultimo Cavaliere, Fausto.

Ci aspetta la “Ricci”, bella via alla Cima Orientale del Corno Grande; ora in condizioni piuttosto invernali.

Le nebbie del sonno che ancora incalza non ci impediscono di lanciare discorsi di una certa levatura.
E’ il Cavalier Fausto che spiega che in un momento così drammatico anche i giovani rischiano lo scoramento. E che lui, forte anche dell’esperienza di Cavaliere, cerca di instillare ottimismo…
Io mi oppongo.
I Cavalieri non hanno nulla da essere ottimisti:
-ogni Cavaliere dispera che possa mai finire la tirannia del Pontifex;
-il pantalone del Cavalier Velluto, che peraltro gli ha dato il nome, continua a strapparsi. Presto dovrà rinunciare al Cavalierato;
- lo zaino del Cavalier Fausto è sempre più pesante;
-Il Grande Assente è stato solo un po’ di nuovo presente, poi è di nuovo sparito;
-la Cavaliera Polveronzola ci ha tradito per Zermatt.
E così via. Cosa c’è da essere ottimisti?
Abbiamo proseguito il viaggio in silenzio (anche perché la barista del bar sulla Teramo Mare non è stata pari alle aspettative del Pontifex).

Arrivati al piazzale degli impianti di risalita di Prati di Tivo andiamo a salutare l’altro gruppo di Cavalieri che si accinge ad un lungo tour sci alpinistico sull’Intermesoli: Angelo, Polveronzola, l’Aspirante Cavaliere Marco da Teramo, e altri loro amici.

Prima della partenza il Pontifex, conscio della Sua esposizione mediatica, tira fuori unguenti dalla sua trousse de beautè, e se ne cosparge:


Imbocchiamo la strada per Prati Alti, che riusciamo a percorrere in auto per tre quarti. E partiamo da quota 1500 circa: quindi Albergo Diruto, Madonnina, Passo delle Scalette e salita al Rifugio Franchetti.
Gran caldo, neve marcia per lunghi tratti. Sole e riverberi. Avanziamo imperterriti, ma un po’ svaporati dal caldo e dal bagliore. Arrivati al Franchetti la situazione sulla Via Ricci non si presenta incoraggiante. Se ne vedono ampi tratti al sole, investiti da scariche recenti, e se ne intuisce la neve pesante e poco compatta.
Allo scoramento che ci assale trova rimedio, e non poteva essere altrimenti, il Pontifex. La trovata pontificale è semplice quanto luminosa: la cresta nord del Corno Grande.

Ci avviamo quindi dal Franchetti esattamente verso sud, diciamo in direzione intermedia fra la Sella dei Due Corni e la Via Ricci.
La via vera e propria inizia circa 200 metri più in alto.
Dopo un quarto d’ora di cammino dal rifugio il Cavalier Fausto mi fa notare che ho un rampone solo! Ho perso un rampone e non me ne sono accorto…E’ così che ho fatto un’importante scoperta scientifica: il rampone è uno strumento psicologico: la convinzione di calzarlo produce gli stessi effetti che il calzarlo! Non divulgo la scoperta per timore delle ricadute occupazionali sul settore. Per lo stesso motivo ho deciso di recuperare il rampone. Sono fortunato: due camminatori che stavano utilizzando la nostra traccia lo rinvengono proprio mentre mi accingo a ridiscendere…
Si sono intanto aggregati a noi due occasionali e simpatici compagni di ascensione, uno di Giulianova e l'altro di S.Benedetto.
La cresta nord è una bella ascensione, con una pendenza media di 35°/40°, ma con tratti a 55, forse 60°. La progressione è stata tutta su neve abbastanza compatta, salvo qualche piccolo traverso su roccia o misto.







Si svalica sulla cresta a quota 2850 circa; percorrendone un breve tratto a semiarco, in direzione sud, si è in breve sulla Cima Occidentale.

Scendendo il Pontifex benedicente sosta al Franchetti. Dove naturalmente trova amici (oltre a farsene di nuovi). Non avendo più acqua, intima ad un amico di dargliene. Il Pontifex tira fuori una bottiglia vuota, l’amico porta la sua bottiglia piena. Il Pontifex comincia a versare un po’ dell’acqua dell’amico nella sua bottiglia. Ne versa un altro po’. Ancora un po’. Alla fine la versa tutta e restituisce all’amico la bottiglia vuota.
Faccio notare al Sommo che i suoi amici devono bivaccare al Rifugio, e noi invece siamo a un’ora dall’auto. Niente da fare. Il Pontifex incamera l’acqua , restituisce pure il vuoto, e l’amico è anche contento…

Tornati in auto sentiamo al telefono il gruppo di skyalp-cavalieri.
A loro è capitato che mentre chiacchieravano sulle stravaganze di Gabriele, opss…mentre discettavano e rendevano grazie alla Santità del Pontifex, un gruppo di skyalper bolognesi che li ascoltavano li hanno fermati: “Ma siete i Cavalieri della Polvere? E dov’è il Pontifex?”
Insomma da Bologna seguono le gesta pontificali! Ormai non bisogna leggere in una sfera di cristallo per indovinare il futuro della saga del Sommo: il Pontifex sta diventando il Patrono degli Alpinisti d’Italia, Il Protettore dei Camminatori, la Musa degli Escursionisti, anzi soprattutto il Muso delle Escursioniste!

martedì 10 aprile 2012

Corno Grande Vetta Occidentale

Oggi con un gruppo di amici di Mondovì.

in salita al Passo delle Scalette

Condizioni invernali

vento

alla morena del Calderone

Vale Vale

verso la sella

ultimi metri a piedi

polvere!
al passo delle Scalette


sotto la Nord del Corno Piccolo


ai Prati

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