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mercoledì 16 aprile 2008

Monte S.Angelo

Io e Demonik avevamo un conto da regolare…con la Maiella.E l’abbiamo regolato.Oggi Grand Tour della Maiella:Rava del Ferro,Monte S.Angelo,Cima Pomilio,Monte Rotondo.E’ una lunga cavalcata nel cuore della Maiella,nelle sue contrade più selvagge e meno battute.Il tutto in una giornata ideale: sole;aria limpida,pulita dalle precipitazioni di ieri;neve dura ,ma mai vetrato.C’era un velo di neve fresca (fino a 15 centimetri,o poco più,nelle zone più alte).D’altra parte le condizioni dovevano essere simili a quelle descritte oggi dai “Cavalieri della Tavola Rotonda”.Noi però a 2500/2600 metri (e il Tour si snodava per qualche ora a quelle quote) abbiamo trovato un vento teso da Nord,comunque sopportabile.Solo un piccolo inconveniente: i ramponi di Demonik facevano zoccoli giganteschi…il Dimonio si trovava di tanto in tanto a camminare su trampoli di neve (ora,Cavalieri,lui dice di no…ma anche questo,insieme a quelli recenti e ben noti,è un indizio della perdita dei suoi super-poteri).


Vengo alla relazione.
Partiti a 1275 metri, poco al di sotto del Rifugio,percorsa la strada di Lama Bianca ancora abbondantemente innevata,abbiamo quindi “attaccato” la Rava del Ferro a quota 1500 circa.Sulla Rava progressione comoda,sempre con ramponi.Superata la sella fra Pescofalcone e Monte Amaro a quota 2400 abbiamo proseguito verso est imboccando una valletta che poi si apre su un ampio anfiteatro delimitato a quota 2600 dalla cresta Pescofalcone-Monte Amaro.Arrivati al ciglio dell’anfiteatro ho visto apparire ,e per la prima volta ho visto da vicino,una bell’aquila.Si devia quindi verso sud-est seguendo il filo di cresta fino ad incrociare la cresta di Tre Portoni.
Tre Portoni è una bella cresta con panorama su tutta la Maiella: Monte Amaro,Bivacco Pelino,Rifugio Manzini a sud-ovest ,Monte Rotondo,Focalone,Monte Cavallo a nord,nord-est e a ovest Cima Pomilio e Monte S.Angelo.Il filo di cresta è interrotto da gendarmi in molti punti : necessari vari aggiramenti ed un lungo traverso.
Alla fine di Tre Portoni (si perde un centinaio di metri di quota)ci si trova a sinistra Monte Rotondo(2656),e di fronte ,alle due estremità di un ampio piano inclinato,Cima Pomilio(2656)e Monte S.Angelo(2669).
Abbiamo raggiunto prima quest’ultimo,montagna tranquilla che ha per cima un isolato torrione roccioso (che richiede qualche passaggio facile di misto).Poi ,seguendo la cresta che li unisce, Cima Pomilio.
Infine ,scesi a 2560,sono risalito sui 2656 di Monte Rotondo (che per la verità sulla carta ha due cime…una 2 metri più alta di quella da me raggiunta e distante in linea d’aria una cinquantina di metri…a me parevano alte uguali.Insomma mi appello alla clemenza di Gabriel Dimonio e della corte).
Dislivello complessivo,con Monte Rotondo ,1700 metri.

domenica 13 aprile 2008

Cavalieri delle Intemperie

Ieri una delle mie rare solitarie.Fra impegni e saggi rinvii alla domenica non c’erano “Cavalieri delle Intemperie” disponibili.
Meta: Rava del Ferro.Partenza a circa quota 1250,un po’ più in basso del Rifugio di Lama Bianca.La strada da lì è quasi tutta innevata,fino all’attacco della Rava,a 1500 metri.All’andata la Rava è in buone condizioni nella parte centrale (si sfonda 5 centimetri o poco più;qualche tratto di neve dura);un po’ meno buone sul primo strappo,quello ripido;molto meno buone fra 2200 e 2400 metri dove si sfonda 15 centimetri e più.Al ritorno si sfonda su tutta la Rava.
Meteo proibitivo,come previsto: pioggia fino a 1800-1900 metri,poi nevischio e dai 2000 metri una grande nevicata “natalizia” con molta nebbia.
L’idea era di arrivare a Monte S. Angelo,ma sulla sella fra Pescofalcone e Monte Amaro,a 2400 metri, la visibilità era nulla.Ho provato ad aspettare un po’,memore delle previsioni di miglioramento.Ma lassù,tutto zuppo,con neve e vento,più di qualche minuto non puoi stare fermo…Ed infatti sono ripartito dopo dieci minuti.
Inaspettatamente dalla sella vedo comparire uno sci-alpinista,il che in quello scenario mi ha confortato non poco ( “allora ci sono altri “Cavalieri Fuori di Testa”…).
La spiegazione delle avversità mi è giunta nel pomeriggio: in una telefonata Demonik mi chiedeva ragguagli sulla mia uscita,si accertava sulla tenuta della neve e sulla presenza di traccia adeguata…infine annunciava per oggi una sua uscita alla volta di Monte S.Angelo! HOMO HOMINI LUPUS,SED EQUES PULVERIS EQUITI PULVERIS LETALIS EST...

domenica 30 marzo 2008

Aneddoti dal Terminillo

Ieri Terminillo.Diversamente dal Camicia una spessa coltre di neve fresca (almeno 60-70 cm) copriva l’area.
Per espresso divieto di Demonik (osservare sulla foto il nuovo taglio capelli del Dimonio,evidentemente ispirato al marito di Eva Kant) non posso fare relazioni sull’uscita (e già non so se ci saranno sanzioni per quella pubblicata su Picasa): spettano all’Innominabile!
Posso solo,cari Cavalieri,alludere,accennare,verseggiare,magari raccontare aneddoti…
Ebbene,dicevo,tanta neve.Saliti al Terminilletto,e rinunciato ad affrontare la cresta per il Terminillo un po’ di scoramento c’è stato.Ma poi siamo tornati a valle e affrontato con successo il Terminillo.
Giornata splendida.Le difficoltà derivanti dalla neve fresca sono state limitate dal fatto d’aver percorso per lo più costoni e creste (salvo discesa).I fianchi della montagna erano coperti da scariche di neve,abbiamo visto uno dei fronti di scarica muoversi lentamente.
Ma non era di questo che volevo parlarvi (non posso!).

Devo parlarvi delle conferme di soprannaturale Malignità di Demonik.
1.Erano anni che non mi bruciavo così (e non solo io).Labbra gonfie,orecchie abbrustolite…Demonik è rimasto fresco come una rosa…lui, abituato a ben altre fiamme.
2.Marco riempie sulla strada due bottiglie ad una fonte d’acqua sulfurea.Quando di tanto in tanto le apriva,io e Fausto,trattenendo i conati,pregavamo di richiuderle immediatamente.Demonik,al contrario,inalava i miasmi con evidente piacere…lui,abituato a ben altri zolfi.
3.Per stupirci con effetti speciali,e non immaginando che a qualcuno la cosa avrebbe fatto pensare non a lui ma ad un altro condottiero minore che ha operato alcuni decenni or sono,ecco che Demonik fa comparire un bosco dedicato a se stesso su una montagna fra Rieti e Antrodoco:

Poi però ci siamo stupiti di un dettaglio.
Seduti a consumare pizza e birra,il Maligno non attacca immediatamente un tavolo con quattro Donzelle di grossa taglia,lui il Grande Seduttore…che stia perdendo colpi?
Poi però abbiamo capito.Le Donzelle erano scafatissime,forse anche di più.Demonik nella sua infinita saggezza sa che un Diavolo non ha chance alcuna contro una Diavola,figuriamoci contro quattro Diavole di taglia grande…

sabato 15 marzo 2008

Magnola:la via Di Falco-Maresca-Sborgia

Rubo il mestiere a Gabriele,e relaziono sul Magnola (il Gabry oggi è impegnato).
Si parte dalla base delle piste di sci del Magnola a pochi chilometri da Ovindoli.Il cammino inizia a 1455 mt.Si risalgono le piste fino alla Capanna Brin,arrivo della cabinovia,a 1800 metri.Di lì si segue la seggiovia che piega più a destra.Arrivati alla stazione d’arrivo (1940 metri) si può optare per la via normale o per la Di Falco-Maresca-Sborgia.
La prima piega a nord-ovest,costeggia per 1.5 km i pianori “Campi della Magnola”in parallelo alla cresta del Magnola,per poi piegare ad ovest su un ripido pendio che porta in cresta,quindi tornare in direzione opposta (sud-est) verso la cima (2220 metri).
La Di Falco-Maresca-Sborgia invece non si perde in chiacchiere, e se ne frega dei “Campi della Magnola”, e dall’arrivo della seggiovia punta direttamente a ovest,sulla cresta del Magnola.
Superati alcuni colli ci si trova a circa 2050 metri,all’attacco del ripido pendio finale.
Qui si può scegliere fra un paio di valloni di 30/35° (su uno dei quali vediamo scendere degli sci-alpinisti).
La Di Falco-Maresca-Sborgia se ne frega anche del paio di valloni e punta direttamente sullo sperone roccioso che li divide.
Qui la sapienza alpinistica del Gabriele,è lui che ci ha orientati sullo sperone, è stata decisiva,ed ha trasformato un’ascensione altrimenti banale dal punto di vista tecnico (paesaggisticamente invece la cresta è comunque molto bella,se si astrae un po’ dagli impianti di sci sottostanti) in una salita molto divertente.
Lo sperone è una salita su misto,con pendenza fino a 40/45°,cresta a tratti molto affilata ed esposta (sulla foto ci si può ammirare che gattoniamo nei punti più aerei),qualche aggiramento su neve di piccoli gendarmi,qualche “gulottina”: insomma,da solo lo sperone è valsa l’uscita.
Rispetto alla via normale lo sperone della Di Falco-Maresca-Sborgia ci ha portato molto più vicini alla cima,all’altezza del Rifugio Panei.Arrivati in cima si può completare verso sud l’anello di cresta …ma su questo deve relazionare Gabriele,perché io ero con gli sci e sono sceso da uno dei valloni di cui dicevo.

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