lunedì 16 marzo 2009

Siamo stati sul Monte Ninna?


In questo blog di montagna, relazioni & affini uno normalmente cerca risposte… "Voglio andare sul Monte Ninna…vediamo un po’ se i Cavalieri della Polvere hanno consigli utili…”.
Beh,questa volta,no.Siamo noi questa volta che domandiamo ai gentili lettori,Cavalieri e non,se siamo stati sul Ninna…"Se non lo sapete voi!”…già mi par di udire il coro di proteste.
Scusate,però,non liquidiamo sbrigativamente una vicenda così delicata.
Procediamo con calma,e vediamo se qualcuno riesce a sciogliere questo dubbio che attanaglia alcuni Cavalieri smarriti.
Sabato scorso splendida uscita sci-alpinistica in zona Monte Marsicano.Sole,neve, non polverosa ma buona,belli i paesaggi,soprattutto in quota.
Arrivati sulla cima del Marsicano ,Angelo,Marco ed io proseguiamo fino al Forcone.Qui Marco (al solito senza sci) decide di tornare indietro e ci annuncia che ha lasciato nello zaino, sulla cima del Marsicano, la cartina a lui affidata.Vabbè, io e Angelo ci diciamo che tanto vale salire tutto ciò che di salibile c’è lì intorno…ci sarà pure il Ninna!
E così facciamo,mentre Marco,Paolo e Guido dal non lontano Marsicano ci osservano perplessi ma pazienti disegnare ghirigori sulla neve vergine delle poche cime e cimette vicine al Forcone.
Ora però…ehmm,ecco…non sappiamo dove siamo saliti…e il punto è: siamo stati sul Monte Ninna?
A disposizione di chi voglia sciogliere l’enigma gli album Picasa mio e di Angelo.

I CAVALIERI DEI TIPPONI !!!!!!!

CON TUTTA LA NEVE CHE C'E' IN GIRO SCEGLIETE GLI ITINERARI DOVE BISOGNA "INCOLLARE" GLI SCI ED ANCHE PER UN BEL PEZZO DEL PERCORSO TRA, L'ALTRO, SITUATO META' NEL BOSCO ED ANCHE SENZA NEVE!!!!PER QUESTA VOLTA L'AMMONIZIONE, LA PROSSIMA LA RADIAZIONE DALL'ORDINE!!!!DA ULTIME NOTIZIE APPURATE SEMBRA CHE IL CAVALIER SILVIO QUESTA VOLTA VOGLIA STABILIRE UN PRIMATO INSUPERABILE:SALIRE I DUEMILA DELL'APPENNINO CON GLI SCI IN SPALLA!!!!

domenica 8 marzo 2009

Piccoli cavalieri crescono


Presidio CAI al rifugio P.Barrasso al M.Rapina ed ottima occasione per regalare ad un cavaliere in "quasi erba" la possibilità di vivere una 2 giorni in ambiente invernale.

Non è mancato niente di quanto ci si possa aspettare da una tale esperienza: ambiente invernale con nevicata tra venerdì e sabato, "tempo da lupi" alla partenza , con nevischio, temperatura attorno allo zero e cielo plumbeo. Pernotto al rifugio, con giusta cena davanti a prezioso camino acceso. Notte in sacco a pelo con temperatura esterno sui -4 ed all'interno attorno ai 5.

Sveglia all'alba, e condizioni meteo favolose dopo la notte di ulteriore vento e neve, colazione e salita con ciaspole (parlo del cavalierino) fino in cima al Rapina (ore 08:45 si era su !).

Discesa (prima della "carriera") su neve fresca su ottimo fondo.....(da parole di Federico: "come si fa a scendere male su una neve così ! ")

Infine "lavoro"al rifugio, per fornire ospitalità con una tazza di thè fumante ai numerosissimi escursionisti e sci-alpinisti che hanno affollato la montagna in una giornata ottimale per il tempo e per la qualità della neve !Pranzo e discesa alle 14:30 su neve in ottimo stato di trasformazione con tanto di zaino sulle spalle (come in salita, d'altronde) e con discreto stile....(atr che lu padr..)

Che dire ?! Grande entusiasmo da parte sua ed ancor di più per me! Credo e spero di aver costruito insieme un bel ricordo di vita !

Entusiasmo che ho voluto condividere con Voi Cavalieri, dato l'amore comune per la montagna, la neve, lo sci....la VITA !

E' stato nostro gradito compagno Claudio, amico da sempre.

Alle prossime.















sabato 7 marzo 2009

Pizzalto senza pelli ... di foca!

Questa mattina non avevo voglia di andare al lavoro, ma neanche di andare in montagna, visto gli elementi atmosferici in azione. Comunque, avendo ormai la mattinata libera, mi sono avviato di buon ora verso il mio solito bar (tanto per perdere un po' di tempo) quando ho ricevuto la telefonata di Marco S. e, subito dopo, concordiamo di vederci direttamente nei pressi dl "Bosco di Sant'Antonio".
Durante il tragitto mi sono pure beccato una "cazziata" da un certo Eiger il quale, invano, aveva cercato di attirare la mia attenzione nei pressi di Cansano.
Arrivati sul posto constatiamo che la neve era caduta abbondante e continuava a cadere copiosamente, riducendo la visibilità a poche decine di metri. Perciò decidiamo di raggiunger Pescocostanzo per un caffè e per perdere ancora del tempo, in attesa di un miglioramento della meteo che però non ci è stato.
Alla fine decidiamo!! Ormai alle 10 passate ci avviamo verso il Pizzalto, dopo aver evitato l'assalto dei soliti pastori abruzzesi che popolano il luogo. Ma saliti i primi 100 metri, Marco scopre di non aver messo le pelli sotto i propri sci, quindi inevitabilmente sarebbe dovuto tornare indietro. Invece no!! Marco tenta l'impossibile: con uno zoccolo di una decina di centimetri sotto i piedi, percorre tutta la salita senza le pelli.
Ovviamente la discesa è stata un apocalisse. Io adirittura, con gli attrezzi ultra leggeri (?), ho fatto diversi tonfi e, adirittura, mi sono perso uno sci che Marco ha prontamente recuperato molto più a valle. Da ciò ne consegue che un pezzo di discesa l'ho fatta a piedi. Beh, tutta esperienza.

sabato 28 febbraio 2009

Traversata della Maiella

da Fonte Romana per...
Fondo di Maiella per...
il Monte Macellaro per...
l'Altare dello Stincone (fortemente voluta da Silvio) e....
...discesa per la valle di Taranta

La traversata era nell'aria dall'ultima nevicata....
alle ore 08.00 inizano i primi passi nel bosco di Fonte Romana; in realtà si sarebbe dovuto partire da Fonte di Nunzio ma chi aveva provveduto a pulire la strada non aveva previsto che noi avremmo voluto parcheggiato l'auto nei pressi e quindi non ha ricavato, negli accumuli di neve a bordo strada, degli slarghi ove parcheggiare l'auto, poco importa, l'alternativa era quella di scavare noi una rientranza, quindi.....
Una volta raggiunto l'ampio anfiteatro la salita diventa più tecnica al punto che solo Angelo è riuscito a guadagnare Forchetta Maiella calzando gli sci, gli altri, chi saggiamante prima, chi dopo essere scivolati, hanno calzato i ramponi. La neve non era delle migliori, fondo ghiacciato con sopra uno strato di neve "molle e non portante".
Una volta sulla forchetta, percorrendo il vallone di Femmina Morta, si è guadagnata la cima del monte Macellaro anche se il programma originario prevedeva di toccare il Monte Amaro. Ma un po per il ritardo accumulato (di cui mi assumo la piena responsabilità), un po per la stanchezza avvertita nessuno ha contestato per il cambio di programma.
Silvio, non pago della cima raggiunta, rappresenta che vorrebbe raggiungere l'Altare dello Stincone. Questo ci porta a vincere l'istinto di buttaresi nei bei pendii che guardano la valle di Taranta e fare una deviazione, pattinando un po, per raggiungere l'ometto sull'Altare dello Stincone dove siamo rimasti tutti senza fiato per il panorama e ci siamo accorti che qualora fossimo scesi dal Macellaro (senza assecondare la richiesta di Silvio) saremmo rimasti imbrigliati in alcuni sali scendi e molto probabilmente avrenno dovuto ripellare (cosa notoriamente antipatica agli ski-alp). Bisogna mantenersi fortemente a destra per non correre questo rischio.
Dopo la deviazione ci siamo immersi nella stupenda valle di Taranta che tra panorami eccezzionali chi ha portati, non senza alcuni problemi legati alla qualità della neve, fino agli impianti per la grotta del Cavallone. Poi un piccolo tratto a piedi con sci in spalla. Fatta.
Al termine della gita, per fortuna, un grande sostenitore dei "Cavalieri", il simpatico Leonardo, ci aspettava con la sua macchina all'inizio della strada che conduce agli impianti di risalita per la grotta del Cavallone (Taranta Peligna) e da li ci ha riportato, non prima di fermarci per una biretta, a recuperare le auto.
PS: penso che siamo debitori verso Leonardo di un accurato lavaggio interno della sua auto e di una fornitura per un anno di "arbre Magique"

dislivello in salita: 1448 mt
dislivello in discesa: 1915 mt
tempo totale: circa 7 ore (con molte pause "panorama")
cielo sereno, assenza di vento.


Relazione

Vallone di Taranta: traversata da Fonte Romana (1250 m) a Pian di Valle (730 m) stazione inferiore funivia Grotta del Cavallone

Salita: sfruttando una classica scialpinistica sul versante occidentale del massiccio della Majella, Fondo di Maiella, si parte dalla strada chiusa con catena nei pressi del rifugio di Fonte Romana, che si raggiunge dopo pochi minuti. Da qui si segue la segnaletica del sentiero estivo, lungo il valloncello dove scorre un piccolo ruscello, fino a raggiungere il colle nei pressi della Fonte dell'Orso.

Solitamente si parte dal ponticello nei pressi di Fonte di Nunzio, percorrendo una sterrata normalmente chiusa da una catena, che dirama verso monte che si segue nel bosco per poi lasciarla e piegare verso destra (segnavia del sentiero estivo nella faggeta), raggiungendo Fonte dell'Orso a m 1706 (1 ora circa), ma in occasione della nostra gita in tale luogo non era possibile lasciare in sosta l'autovettura, come ha già spiegato pastarella.

Una volta sul colle, proseguire traversando a mezza costa verso nord est per entrare nel canalone nel quale termina l'ampia valle glaciale di Fondo Maiella. Una volta nella valle, risalirla fino a raggiungere alcune roccette, quindi salire a destra (ripido) per uscire in una selletta, sull'importante valico di Forchetta Majella a m 2390. Nel nostro caso, dovendo proseguire per il Vallone di Femmina Morta, abbiamo preferito risalire il canale più a sinistra della Forchetta Maiella, raggiungendo il margine a nord ovest del Fondo di Femmina Morta. Da qui, senza perdere quota, si prosegue in direzione Nord entrando nella Valle di Femmina Morta, ben visibile fra il Monte Macellaro a destra ed il largo crestone che precipita nel versante occidentale della Maiella. Si risale la valle per circa 20-30 minuti, quindi si piega decisamente a destra per raggiungere la cresta del Monte Macellaro (m 2646) appena a Nord della vetta.

Discesa: Dalla cresta del M. Macellaro si scende in direzione Est verso l'imbocco del Valle di Taranta che si vede 200 metri più in basso. Entrati nella valle, dal ramo sinistro della "Y" formata dalla sua testata, si attraversa un ripido pendio fino a raggiungere la biforcazione alla base dell'Altare dello Stincone, per poi proseguire sul fondo del vallone fino alla stazione inferiore della funivia Grotta del Cavallone in località Pian di Valle a quota 732 m nel comune di Taranta Peligna.

Nel nostro caso, per soddisfare l'esigenza di "collezione" di cime appeniniche di un membro del gruppo, dal Monte Macellaro abbiamo aggirato tutta la testata del Vallone di Taranta senza perdere quota fino a raggiungere il costone al cui termine si trova proprio l'Altare dello Stincone. Da qui, prima in direzione nord e poi verso ovest, siamo scesi direttamente nel ramo sinistro della "Y" alla testata della Valle di Taranta.

Una grande traversata, panorami splendidi ed un ambiente selvaggio ed isolato del vallone.

domenica 22 febbraio 2009

ancora powder...... Monte Rotella 2129 m


Beh, ora inizio a vergognarmi! Anzi, no ...non mi vergogno affatto, al contrario condivido con Antonio la gioia di aver trascorso tre giorni consecutivi sulla coltre di neve fresca che ha coperto gran parte della nostra splendida Regione.
La stanchezza si sente nelle mie gambe, ma non intendo rinunciare. Alcune telefonate la sera prima, una delle quali ad Antonio che pure non ha inteso rinunciare, ed ecco formato il gruppo di oggi con Marco (il serfista) e Luca comparso con un nuovo attrezzo "infernale", un paio di palettoni da telemark.
Dopo una breve consultazione sotto al solito ponte, partiamo in direzione Rocca Pia raggiunta la quale, dalla piazza antistante il Municipio, ci mettiamo subito in movimento in direzione SE sui terrazzamenti alle spalle della cabina Enel. Superata "l'Esa del Gatto" si attraversa l'ampia radura fino a raggiungere il rifugio a quota 1688 m, tenendoci sempre alla destra (salendo) del Vallone di Rotella. Dal rifugio sempre in direzione SE, senza traccia obbligata si guadagna quota fino a raggiungere la depressione alla testata del Vallone di Rotella, per poi risalire l'ultimo pendio che ci separa dalla cresta del Monte Rotella sulla cui vetta è posizionata una croce metallica e, a poca distanza, un monumento agli alpini.
Durante tutta la salita, disturbata persino da una decina di ragazzotti scaricati sulla vetta da un elicottero (...), non ho fatto altro che osservare il terreno per capire dove dovevamo scendere per evitare le tracce lasciate dagli skialp del giorno prima e le croste che si erano ormai formate in alcuni tratti esposti a SO nella parte bassa della montagna. Che dire ... ad eccezione del tratto iniziale della discesa che presentava neve ventata, polvere fino alle spalle delle nuove palazzine in costruzione a ridosso della strada provinciale che conduce al Paese di Rocca Pia dove eravamo nuovamente alle 11,30, in tempo per pranzare a casa con le rispettive famiglie.

sabato 21 febbraio 2009

Tavola Rotonda

Nel post che precede non vi ho raccontato che ieri, una volta risaliti in auto per fare ritorno a casa, ci siamo dati appuntamento per la mattina seguente allo scopo di onorare anche la discesa a "maiella 1", così come la chiamano i local.
Difatti alle 7 di questa mattina, un numero ancora più consistente di partecipanti - Silvio, Fausto, Marco, Matteo, Antonio ed il sottoscritto, mentre Marco di Avezzano si è ricongiunto al gruppo a Pratola Peligna - erano presso il noto focal point diretti nuovamente a Campo di Giove. Arrivati alla base degli impianti di risalita, ultimati gli ultimi preparativi, iniziamo subito a risalire la pista da sci fino a Guado di Coccia, facendoci "beccare" ancora una volta da Nicola a bordo del suo gatto delle nevi. Mentre Marco ha lasciato il gruppo a causa di un malanno fisico, da Guado di Coccia abbiamo proseguito in direzione N fino a raggiungere la struttura in cemento presso lo ski-lift poco al di sotto di Tavola Rotonda.Dopo una sosta ristoratrice, nel corso della quale tutti noi abbiamo consumato i famosi biscotti (quelli che danno la dipendenza) prodotti dalla mamma di Marco S., il gruppo si è diviso: Silvio e Marco S. hanno deciso di tornare sulla via percorsa in salita, mentre noi (Matteo, Antonio, Fausto ed il sottoscritto) ci siamo diretti in direzione O sulla cresta dalla quale abbiamo iniziato la discesa verso Macchia di Secina.
Superati i primi 150 m su neve ventata e ghiacciata, eccoci nuovamente sulla magnifica polvere dell'ampio pendio e quella ancora più profonda del canale attraverso il quale si raggiunge il pianoro di Macchia di Secina. Poi attraverso i boschi e radure, giù fino al parcheggio alle spalle della caserma dei Carabinieri di Campo di Giove.
Beh, che dire, anche oggi una MAGNIFICA giornata di scialpinismo in buona compagnia.

venerdì 20 febbraio 2009

Serra Carracino e la "Pescia di Baccalà"

Ieri mattina, mentre ero di "guardia" ai miei figli a casa a causa della neve, ho ricevuto un SMS tanto inaspettato, quanto gradito: Matteo, mantenendo fede ad una promessa fatta l'estate scorsa, mi invitava a fare "la Pescia di Baccalà" il giorno seguente. Beh, considerata la presenza di tanta polvere da solcare e la garanzia che offre una "guida" d'eccezione (si ricorda a tutti, come ebbe a scrivere Silvio qualche tempo fà, che Matteo è il "titolare" di Tavola Rotonda, quindi grande conoscitore di quei luoghi) ho subito accettato l'invito.
Oggi ai piedi dell'impianto di risalita a Campo di Giove (quota 1150 m) eravamo in quattro: Matteo, Antonio, Marco (di Avezzano) ed il sottoscritto. Iniziamo subito a risalire la pista da sci (per fortuna battuta) fino a Guado di Coccia dove abbiamo scambiato una breve conversazione con l'altro "titolare" del luogo, Nicola ancora alle prese con il suo gatto delle nevi, per poi proseguire battendo traccia a turno fino a Serra Carracino a quota 2050 circa.Il tempo di scattare due foto di rito ed eravamo tutti pronti per l'ambita discesa per la "Pescia di Baccalà", con il primo tratto, il più difficile, su neve ventata e ghiacciata per poi immergerci letteralmente in neve profonda e soffice del canale. Semplicemente MAGNIFICO!!

Per il beneficio di tutti riporto integralmente il testo della guida "Scialpinismo nel Parco Nazionale della Maiella" di Antonio Tansella e Roberto Tonelli:
Discesa. - La discesa ha inizionda un punto pianeggiante sulla cresta che prosegue dalle rocce verso Monte Tavola Rotonda (NO). Scendere verso un costone a sinistra (riconoscibile da un roccione che lo limita in basso), che fa da spartiacque tra la Pescia di Baccalà (toponimo locale, che prende origine dalla forma della radura) ed un invitante, ma pericoloso canale (da evitare), a destra. Raggiunto il costone, scendere traversando ancora (a sin.) per entrare nella Pescia di Baccalà, che qui si presente come un ripido vallone che si stringe in basso in una gola. Superata la gola, il pendio si allarga e senza traccia obbligata si raggiunge la strada a km 1,5 dalla base degli impianti di risalita.
Periodo Consigliato: per l'esposizoone a mezzogiorno e la quota non elevata, l'itinerario non è sempre ben innevato; il periodo nel quale si possono trovare le condizioni migliori è normalmente gennaio - marzo. Possibilità di valanghe dopo forti nevicate. Esposizione Ovest. Valutazioone OSA.
In effetti Matteo nel corso della giornata di ieri mi faceva notare come le condizioni odierne difficilmente si sarebbero ripresentate nuovamente in questa stagione. E per questo motivo che ho subito invitato Antonio all'adunata di questa mattina, facendogli presente che avevamo a disposizione la guida per la "Pescia di Baccalà".
Naturalmente al termine di questa entusiasmante discesa il nostro umore era a livelli altissimi, ma eravamo anche affamati di altra polvere, perciò abbiamo arrestato la nostra discesa a quota 1200 metri circa per riprendere, una volta rimesso le pelli, un sentiero che a mezza costa in direzione S risale fino a quota 1500 metri sulla pista da sci, poco al di sotto di Guado di Coccia, che abbiamo raggiunto con una certa fatica a causa del manto nevoso piuttosto profondo. Da qui, sulla pista battuta, abbiamo raggiunto la Serra Campanile a quota 1789 per poi scendere alla sella del Monte Porrara. Senza perdere quota e tagliando il costone in direzione SO, abbiamo raggiunto la base della piramide rocciosa del Porrara e qui nuovamente in discesa sul ripido brecciaio coperto da una magnifica polvere bianca fino alla sottostante Valle di Quartarana ed in breve la base degli impianti di risalita.
Nonostante la stanchezza per i 1500 metri circa di dislivello in salita, molti dei quali su neve profonda sulla quale abbiamo battuto traccia, al termine di questa seconda discesa si sono registrate molte manifestazioni di affetto tra i partecipanti alla gita, con tanti abbracci e strette di mano, ammirando i ricami che avevamo lasciato sul pendio appena disceso.
Tanto per far comprendere quale fosse il nostro stato d'animo, vi racconto solo quello che Antonio ci ha chiesto subito dopo il nostro arrivo alla base degli impianti. Antonio: voi sapete cos'è il sesso? Gli altri, perplessi, non hanno saputo fornire alcuna risposta, quindi Antonio spiega: il sesso è quella cosa che si pratica quando non c'è la polvere!!
Un grande ringraziamento allo straordinario Matteo che ci ha condotti magnificamente in questa avventura di oggi.

martedì 17 febbraio 2009

Vacanzetta Dolomitica









Con un pò di fortuna dopo un paio di week andati a male per il cattivo tempo sono riuscito ad andare a trovare il mio feltrino super appassionato di montagna e non solo.....li si beve da far paura....hi hi hi magari sono anche io che non reggo molto il vino.....
Comunque almeno ci ho provato....a stargli dietro....il personaggio appartiene ad un gruppetto di ragazzi variopinti ma di una bravura alquanto al di fuori della norma. Tutti con mezzi al di fuori del normale sia per dimensioni che per difficoltà nel guidarli....cosi mi hanno fornito anche a me un paio di oggetti non identificati.... punta 125 centro 95 coda 115 con attacchi naxo.... proveniendo da un paio di sci che insieme forse non raggiungono il peso di uno solo di essi mi sono ritrovato un pò in difficoltà all'inizio ma dopo poco tutto diventa più facile e divertente al punto che devo contenermi perchè questi corrono come pazzi.....!!!! credo che non ho mai sciato cosi tanto in tutta la mia vita come domenica passata.... effettuato 14 risalite con altrettante discese annesse....peccato che tutto il manto nevoso in giro fosse ventato è quindi fuori dalle piste il divertimento non era propio assicurato...ma per gustarci almeno una discesa fuori dalle piste ci siamo diretti verso la val di Mesdi dal passo Pordoi guardando il fantastio muraglione del sella....
Valle fantastica,un ambiente al di fuori della norma con un manto ormai tirato a pista per la quantità esagerta di persone passate di li....beh!! che dire.... giornata incredibile in un posto che non per altro viene invidiato da tutto il mondo per la diversità dei panorami....

venerdì 13 febbraio 2009

non siamo ad Agosto, ma noi abbiamo ARATO

Si, avete letto bene.
Noi, Io e Angelo, nonostante non siamo ancora (per fortuna!) nel mese di Agosto abbiamo fatto quello che si fa in questo mese: abbiamo arato.

I "campi", ovviamente, sono i boschi nelle pertinenze degli impianti di PassoLanciano che oggi si trovavano ricoperti di "polvere" (circa 20 cm su fondo duro).
Solo dopo 3 ore di incessante attività (aiutati, nostro malgrado, da qualche tavolaro!) tutto il bosco era letteralmente ARATO.

Poi,
poco prima della pausa pranzo (lo sdiuno) il generoso Fester (KING-LINE) ci ha dato i mezzi per fare anche lo "scassato".
Un palettone che opportunamente utilizzato dimezza, a parità di are (l'ara, per voi "urban peoples" è un'unità di misura equivalente alla superficie di un quadrato di lato 10m, ovvero 100mq) la fatica, ma aumenta l'euforia.

Purtroppo, causa l'estrema volatilità della polvere, manca una prova documentale di quanto detto. Vi dovete fidare.

Poichè mai, come in questi casi, è vera la frase di un noto Cavaliere che ebbe a dirmi, dopo averlo immortalato in una foto a dir poco da Oscar, che non aveva tempo in quanto la neve gli si sconciava!

Carpe Powder




martedì 10 febbraio 2009

BLOCK HAUS MT.2050.





ABBIAMO APPROFITTATO DEL BRUTTO TEMPO PER EFFETTUARE L'ESCURSIONE CHE DA PIANAGRANDE CONDUCE AL BLOCK HAUS.DOPO ALCUNI GIORNI DI VENTO LA STRADA CHE DA DECONTRA CONDUCE A PIANAGRANDE ERA PRATICAMENTE PRIVA DI NEVE QUASI FINO ALL'INIZIO DEL BOSCO ED ALLORA IL SOTTOSCRITTO, UNITAMENTE AL CAVALIER POLO, HA AVUTO L'IDEA DI ANDARE SULLA VETTA DEL BLOCK HAUS PASSANDO PRIMA PER IL RIFUGIO MARCELLO DI MARCO SITO NELLO STAZZO DI CARAMANICO. DALLA FONTANA ABBIAMO SEGUITO FEDELMENTE LE TRACCE DI SKI ALP FINO IN VETTA.ABBIAMO FATTO UNA BELLA SOSTA RISTORATRICE AL RIFUGIO E, DOPO AVER LASCIATO GLI ZAINI, ABBIAMO APPROFITTATO DI UNA BELLA FINESTRA DI BEL TEMPO PROSEGUENDO FINO IN CIMA DOVE SOFFIAVA UN FORTE VENTO PATAGANICO CHE PROVOCAVA TURBINI DI NEVE ED IMPEDIVANO OGNI COMUNICAZIONE.NONOSTANTE CIO', ABBIAMO FATTO DELLE BELLE FOTO.IL CAVALIER POLO, COME AL SOLITO, SI E' RIVELATO SPLENDIDO APRIPISTA NONOSTATE IN BASSO, SPECIALMENTE AL RITORNO, LA NEVE NON TENEVA UN GRAN CHE.LA GIORNATA,NONOSTANTE LE PREVISIONI NON FOSSERO DELLE MIGLIORI, E' STATA REMUNERATIVA PERCHE' ABBIAMO AVUTO UNA PIOGGERELLINA,LA NEVE,IL VENTO ED IL SOLE, MA SOPRATUTTO, LA QUALITA' DELLA NEVE, IN BARBA AI CAVALIERI SKI ALP, ERA OTTIMA PER SCIARE E BUONA PER CAMMINARE.COMUNQUE UNA NOTA NEGATIVA DA SEGNALARE CHE AVEVO GIA' PREANNUNCIATO AL CAVALIER ANGELO GIA' NELLA SCORSA SETTIMANA:ATTENZIONE ALLE VALANGHE DI FONDO NONOSTANTE NON SIAMO NEL PERIODO IN CUI ESSE SI DOVREBBERO FORMARE, COME POTETE OSSERVARE DALLE FOTO.

venerdì 6 febbraio 2009

dopo tanto....








E' si...questo è un periodo roseo per il nord italia per quanto riguarda la quantità di neve scesa...ma allo stesso tempo con l'imperversare del mal tempo obbliga a risalire le varie piste in giro nelle valli orobiche....ma oggi almeno un tentativo su di un percorso completamente outdoor sono riuscito a farlo prendendo la finestra di bel tempo di questa settimana grigia e buia....
Cosi parto verso la meta della Corna Piana sita in Val Canale di fronte al più imponente monte Arera... Dal parcheggio dove finisce la strada dell'omonimo paese si prosegue sulla carrozzabile che in breve porta al bivio che a destra va al rifugio Alpe Corte,mentre noi andiamo a sinistra che in poco tempo ci porta a dei impianti abbandonati. Attraversiamo il ruscello alla meglio,risaliamo il pendio che ci porta ad un pianoro,seguendo verso il nord/ovest raggiungiamo la baita inferiore che a dir poco stracarica di neve sul tetto...da qui vediamo il pendio che poi scenderemo in discesa e possiamo anche valutare la sua pericolosità valanghiva....continuando sulla traccia ben battuta ci spostiamo verso destra per portarci all'ultimo troncone della seggiovia abbandonata...altro piccolo pendio che ci porta ad un colletto e traversando verso sinistra riprendiamo la strada che con un paio di tornanti ci porta alla cosi detta baita superiore....e qui le traccie finiscono....qui incontro un signore con cui dopo un breve briefing decidiamo di provare la ravanata per arrivare almeno al colle della corna piana....è cosi incominciamo a battere traccia su neve pesante sprofondando fino allo scarpone....risalendo il pendio ripido e da dove si è già scaricata una valanga....raggiungiamo il canale che porta al pianoro sommitale....e con sorpresa vediamo che ci sono due ragazzi che stanno gia battendo traccia...ci immettiamo sulla loro traccia con un sospiro di solievo...che passa subito perchè l'inconsistenza della neve e umida fa formare un gran bel zoccolo sotto le pelli...ma continuiamo fino all'inbocco del pianoro....qui i ragazzi si fermano e decidono di scendere....il signore anche....e quindi io...giro le punte e mi butto in discesa perchè va bene far fatica ma non alla morte...prima parte di discesa fantastica....per poi passare a neve umida ma ancora sciabile...poi crosta a non finire e per finire su manto duro....nel complesso bella gita in un posto isolato....!!!!

mercoledì 4 febbraio 2009

IL MORRONE: MONTE LE MUCCHIA MT.1986.


gentile omaggio degli ski Alp

IL PUNTO DI PARTENZA E' LA NOTA FRAZIONE DI ROCCACARAMANICO MT.878 SITO NEL COMUNE DI SANT'EUFEMIA MAIELLA.RACCACARAMANICO HA UN RECORD INSUPERABILE: NEL 1929 E' STATO SEPOLTO DA PIU' DI DIECI METRI DI NEVE E NEL 1961, IN UN SOLO GIORNO, E' CADUTA PIU' DI TRE METRI DI NEVE.L'ITINERARIO SI SVOLGE LUNGO UN BEL CRINALE ORIENTATO AD EST - DENOMINATO COSTE DEL SOLE - CHE PARTE DIRETTAMENTE DALLA VETTA E VA A RICONGIUNGERSI IN BASSO CON IL SENTIERO CHE CONDUCE AL RIFUGIO CAPOPOSTO.SI PARTE DAL CIMITERO DEL PAESE E SEGUENDO IL PERCORSO DEL SENTIERO ESTIVO, OTTIMAMENTE SEGNALATO CON PALETTI IN LEGNO,SI ARRIVA SOTTO IL CRINALE CHE INDIVIDUA LA DIRETTRICE DI SALITA.PRIMA DI IMMETTERSI NEL BOSCO SI IMBOCCA SULLA DESTRA, SENZA ESITAZIONI E POSSIBILITA' DI SBAGLIARE, UN VALLONCELLO CHE DOPO UN CENTINAIO DI METRI DIVENTA UN PICCOLO CANYON.OLTREPASSATO IL CANYON IL BOSCO SI INPENNA AUMENTANDO LA PENDENZA E, DOPO AVERLO PERCORSO PER UN CENTINAIO DI METRI, SI DEVE INIZIARE A DIRIGERSI VERSO DESTRA A 45° ARRIVANDO AD UNA BELLA RADURA.DA QUI PARTE UN BEL CRINALE CHE ALL'INIZIO E' UNA VERA E PROPRIA CRESTA E, MAN MANO CHE SI SALE, DIVENTA PIU' DOLCE FINO AD ARRIVARE DIRETTAMENTE IN VETTA.LA DISCESA PER LA VIA DI SALITA.E' UNA ASCENSIONE COMPLETA PERCHE' HA UN BEL DISLIVELLO ( SUPERIORE AI MILLE METRI),E' MOLTO DIRETTA, LA PENDENZA E' COSTANTE ED HA POCHISSIMO BOSCO DA ATTRAVERSARE.INOLTRE E' PRIVA DI RILEVANTI PERICOLI OGGETTIVI. PER I PREDETTI MOTIVI E' ANCHE UNA CLASSICA DELLO SCIALPINISMO DA EFFETTUARE IN QUESTO PERIODO IN QUANTO C'E' UN ABBONDANTE INNEVAMENTO. SPERO CHE QUESTA MIA "GRANDIOSA" RELAZIONE (COME PREANNUNCIATO DAL CAVALIER SILVIO NEL SUO POST) SIA ESAURIENTE PER UNA VOSTRA RIPETIZIONE DELLA GITA.

lunedì 2 febbraio 2009

Monte Mucchia

Sabato scorso bellissima uscita sul Monte Mucchia.Monte a portata di mano,e come direbbe il popolare santo,a torto trascurato.
Buona parte dell’uscita al sole,e su un manto di neve fresca e polverosa (che se è una gioia per gli occhi e per gli sciatori,per i camminatori ha qualche controindicazione…).
Tutto comunque documentato sull’album Picasa e dall’imminente uscita su questi schermi di una grandiosa relazione di Gabriele delle Rupi.
Dicevo neve fresca…ma su questo la presenza di Giuseppe, un neofita, molto forte,collega di S.Gabriele, e di un non-neofita molto forte pure lui, Marco, hanno evitato il peggio.
Devo dire che in particolare il neofita ha fatto gran parte della traccia…e non posso non accostare all’entusiasmo di Giuseppe l’ entusiasmo mio… quando alle prime uscite con Il Grande Assente facevo senza fiatare la traccia per tutto il Canale Maiori…
Ricordate l’episodio di qualche tempo fa del S.Gabriele fermato dai militi per atti “impropri” in luogo pubblico?Chi di noi non ha istintivamente dato ragione al Gabriele e pensato ad un eccesso di zelo dei tutori dell'ordine? Ebbene…avevano ragione i carabinieri:


Rocca Caramanico, 31 gennaio 2009, nuovi atti “impropri” in luogo pubblico

L’uscita di sabato è stata anche molto istruttiva per altri versi.Proprio all’entrata del paese abbiamo infatti avuto una visione illuminante….se prima avevamo dei sospetti,ora abbiamo capito qual è il vero contenuto dei progetti finanziati dalla Comunità Europea:

CAVALIERI FILOSOFI.

DOPO I CAVALIERI POETI, FOTOGRAFI, FOTOMONTATORI, ABBIAMO ANCHE I CAVALIERI FILOSOFI.UN BLOG DI ARTISTI.

domenica 1 febbraio 2009

Serra della Terratta (2122 m) per il Vallone del Monte

Quando venerdì pomeriggio mi sono sentito con Antonio, avevamo concordato che il giorno seguente saremmo andati a Scanno per fare la gita alla Serra della Terratta, ma evidentemente io sabato 31 u.s. non ero presente, ancora una volta per problemi di salute (questa volta virale e non aggiungo altro).
Questa gita però ormai era nella mia mente e oggi non potevo mancare, nostante la meteo prometteva pioggia e precipitazioni nevose. Ma Scanno si sta rivelando il "miracolo" degli ski-alp, dove compare il solo anche quando le previsioni promettono il contrario: oggi non c'era proprio il sole, che ha fatto capolino di tanto in tanto, ma la visibilità era abbastanza buona.
Beh, come detto, non potevo mancare, quindi mi sono goduto la gita in totale solititudine.

A tal proposito solo ieri un amico mi ricordava quanto fosse importante condividere un'escursione con gli amici. Conosco molto bene questo sentimento e l'importanza di condividere la soddisfazione di una bella gita con gli amici di sempre, ma conosco molto bene anche la "solitudine" del contatto intenso e viscerale con l'ambiente che ci circonda, avendo provato queste sensazioni molte volte. Un giorno, quando sarà più "maturo" (alpinisticamente parlando), auguro al mio amico di poter provare queste sensazioni, di poter battere traccia in totale solitudine, di salire ascoltando solo il fruscio delle tue pelli a contatto con la neve (meglio se polverosa, anche se più faticoso) e niente altro, poi ... la vicinanza con la natura, intensa, al punto di sentirti parte di essa e non un semplice visitatore.
Serra della Terratta 2122 m per il Vallone del Monte

Località di Partenza: Valle del tasso 1221 m; dislivello 900 m; tempo di salita 2,30/3,00 ore; difficoltà MS; esposizione nord/est

Accesso: si percorre la SS 479 della Valle del Sagittario (uscita A25 Cocullo) da Anversa degli Abruzzi a Scanno. Superato il centro abitato di Scanno e proseguendo verso passo Godi, dopo circa 3 chilometri in corrispondenza del ponte sul torrente Tasso, svoltare a destra per una strada asfaltata dove è ubicato l'agriturismo "Le Prata" che si supera di 300 metri circa. Posteggiare l'auto in corrispondenza di una carrozzabile all nostra destra, poco dopo il centro ippico il "Ranch".

Relazione della salita: dal luogo dove abbiamo lasciato l'auto, si inizia a risalire la carrozzabile della Valle del Ciaccariello, oltreppassando la sbarra metallica e tralasciando alla nostra destra una strada che risale a Colle Rotondo (impianti di risalita). Si percorre il fondo della Valle fino a quota 1426 m, seguendo la segnaletica per lo Stazzo del Monte (segni bianco rossi sugli alberi ben visibili) che si raggiunge in 30 minuti circa continuando a risalire il bosco di faggi a quota 1619 m. Dello stazzo, posizionato in bella radura circondata da una costola rocciosa ed un pendio con faggi secolari, non resta che un rudere per cui non offre alcun riparo.

Si rientra nel bosco in direzione nord/ovest e si inizia a risalire il ripido pendio tenendo alla nostra sinistra il fosso principale che scende sotto la costola rocciosa, fino a uscire dal bosco a quota 1700 m circa. Una volta superato i faggi più in alto, si entra nel fondo della Valle del Monte passando sotto il pendio piuttosto valanghivo alla nostra desta della Serra del Monte. Si continua per il Vallone del Monte per poi risalire anfiteatro davanti a noi fino a raggiungere l'ampia sella a quota 2072 m, per poi percorrere la cresta verso la nostra sinistra (sud/est) fino ad arrivare sulla cima a quota 2122 m, senza nome sulla carta.

La discesa per l'intinerario di salita; con buona visibilità si può percorrere anche un variante di discesa lungo una canale che dalla vetta scende in direzione nord, fino ad una conca dalla quale si continua l'intinerario di salita.

sabato 31 gennaio 2009

M.Sirente da Val D'Arano



Neve tanta....polvere solo iniziale, perchè poi si è un pò appesantita con accenno di crosta dai 1800 in su. Ma va bene lo stesso e poi il problema principale....è lo sciatore !

Sole a palla inizialmente, mentre verso le 12:00 hanno iniziato a fare capolino le prime nuvole foriere del nuovo cambiamento di tempo.

Tipicamente si sale al Sirente da questo "lato" per fare la traversata da Ovindoli con discesa per il canale Maiori... tipicamente si arriva con l'automobile tramite una carrareccia al "valico del prato del popolo" a quota m. 1600...tipicamente a primavera quando poi il Maiori è sciabile (ieri credo che se si fosse sceso da lì.... si sarebbe finiti in prima pagina con il titolo "Valanga al Sirente !")

Invece Giorgio, Antonella ed il sottoscritto hanno deciso di farsi uno "smazzo" partendo, sci ai piedi, dalla fine della strada raggiunta da Ovindoli, li dove inizia la carrareccia (m. 1335) nei pressi di un ponticello dove, a destra si va verso le Gole di Celano ed a sinistra si sale verso gli stazzi di "Prato del Popolo". Abbiamo proseguito poi in direzione Nord-NordOvest passando per "Vallette della terra" e "Valle della Paura" in un susseguirsi di valloncelli e saliscendi, cercando di trovare sempre la via ottimale per non perdere quota.
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Alle 13:15 (dopo 3 ore e mezza di salita.... è lunghissima !!! ) stop a m.2200 ad una ventina di minuti dalla vetta, per necessità di orario improcrastinabili (e nebbia al varco...).

La discesa "non malvagia" ci ha portato velocemente al punto di partenza alle ore 15:00.

Alla prossima, e salute a tutti, cavalieri e simpatizzanti degli stessi !
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PS.: la galleria foto, come mia consuetudine, è raggiungibile cliccando sul titolo.

Serra della Terratta per il vallone di Ciaccariello

Anche oggi ci siamo regalati una sana giornata immersi nella.....polvere. Nessuno di noi l'avrebbe mai immagginato.
La meta: inizialmete Serra della Terratta per il vallone del Monte, in corso d'opera c'è stato un cambiamento dovuto alla fretta di alcuni ski-alp che per la foga di salire, non hanno visto una segnaletica e hanno tirato diritto.....
Poco importa, meta secondaria: Serra della Terratta per il vallone di Ciaccariello.

Itinerario molto suggestivo, immerso in parte in una faggeta stupenda e poi in un vallone altrettando stupendo, il tutto condito con un neve fresca tendente al polveroso (all'attacco della via la temperatura era di -4 al sole!).
Numerose foto sono state fatte, ma non da me. Appena riuscirò ad averle provvederò alla pubblicazione.


La gita:
Punto di partenza: Scanno. Nel percorrere la S.S. 479 della Valle del Sagittario, circa 3 Km dopo aver attraversato il centro di Scanno, immediatamente prima del ponte sul fiume Tasso si gira a destra seguendo le indicazioni per l'agriturismo LE PRATA. Appena oltrepassato il centro ippico IL RANCH, alla nostra destra, inizia una strada forestale che volge verso il vallone Ciaccariello. L'itinerario inizia da qui. Se l'innevamento lo permette guadagnare quota con l'auto tenedo presente che oltre ad essere molto dissestata la strada, poco più avanti, è bloccata da una sbarra metallica raggiunta la quale si procederà verso il vallone di Ciaccariello (sinistra orografica) seguendo la comoda strada forestale nel bosco che, dopo poco, incontra lo stazzo di Ciaccariello.Si continua seguendo il profilo del vallone fino a quando non sareno nella conca terminale ove punteremo a sinistra e risaliremo il poco ripido crinale che ci porterà sul filo di cresta e da qui alla sommità della cima senza nome che sovrasta il vallone di Ciaccariello. Sul filo di cresta prestare attenzione all'eventuale formazioni di cornici.

martedì 27 gennaio 2009

...GIPIESSOPOLI DOG


...Mai, mai e poi mai ci saremmo aspettati un così veloce smascheramento, ma per il bene del blog ci dichiariamo "... prigionieri politici..."
Un grazie va al fidato Dik, il cane dei Cavalieri, che tanto ci ha aiutato. Ora sarà costretto a fare volontariato durante la stagione estiva portando bibite fresca ai bagnati o a quallche Cavaliere che pianta ombrelloni in pseudo vette.
Ma non finisce qui.............

lunedì 26 gennaio 2009

GIPIESSEOPOLI !!!!

ALTRO CHE DUEMILOPOLI. STIAMO PER ESSERE INVESTITI DA UNO SCANDALO CHE NON HA PRECEDENTI.UN ISPETTORE MINISTERIALE MI HA INFORMATO SULLE CIRCOSTANZIATE RELAZIONI DEL DUO FORMATO DAI CAVALIERI ANGELO E PASTARELLA.IN PARTICOLARE, PARE, CHE GLI STESSI NON FANNO LE GITE E CHE HANNO ADDESTRATO UN CANE CHE MUNISCONO DI VOLTA IN VOLTA DI APPARECCHIO GPS PER RILEVARE I DATI.SE LE INDAGINI IN CORSO RIESCONO A DIMOSTRARE CIO' LA CONDANNA SARA'L'OSCURAMENTO DEL BLOG.HANNO DETTO CHE OLTRE AD ESSERE DEI FANNULLONI SIAMO ANCHE DEI BUGIARDI NONCHE' NOTI CONTRAFFATTORI DI FOTO ED OMETTI DI VETTA.IL NOTO CONQUISTATORE DEI DUEMILA DA QUANDO HA ULTIMATO LA COLLEZIONE PER NON SOTTOPORSI AD ULTERIORI ISPEZIONI MANDA DI CONTINUO I CERTIFICATI MEDICI CHE ATTESTANO UN PRESUNTO BLOCCO LOMBOSACRALE CHE A QUANTO PARE TARDA A GUARIRE.SE PERSEVERA CON QUESTO COMPORTAMENTO I TITOLI DI "BARONETTO" E "LEGION D'ONORE" SE LI PUO' PROPRIO SCORDARE. I VIAGGI EFFETTUATI A PARIGI E LONDRA SONO STATI VANI.

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