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giovedì 21 ottobre 2010

Serra della Terratta e Serra del Carapalle

Dopo diversi tentativi abortiti per avverse condizioni meteo finalmente la Serra della Terratta è stata conquistata. Le escursioni autunnali regalano profumi e colori che difficilmente si riprovano durante le altre stagioni. Progredire su soffici tappeti di foglie è paragonabile, come dice Angelo, a sciare.
Veniamo alla relazione: itinerario arcinoto ai frequentatori del blog, ma essendo stato assente per tutta l'estate mi eserciterò nel riproporlo: dal centro del paese, dopo aver consumao un dolcetto tipico, ci si dirige verso gli impienti (dismessi) della seggiovia. Attaversato l'ampio piazzale si può lasciare l' auto nella piazzola situata in prossimità di un tornante destrorso proprio sotto i cavi della seggiovi (quota 1110 circa). Calzati gli scarponi si segue l'evidente carrareccia che sale costeggiando inizialmete i tralicci dell'impianto di risalita. Poco dopo si incontra, a sinistra, la pista da sci, e a destra inizia il sentiero (tabella in legno) contrasegnato con bandierine rosso-bianco. Il sentiero è sempre ben segnato (spesso con paletti esageratamente grandi) nonch'è evidente. Dopo circa 1 ora e 30 (o poco più) di salita si incontra lo stazzo del Carapale (mt. 1642).
Si procede sempre nel bosco fino a quota 1750 circa ove la vegetazione inizia ad allentare. Proprio intorno a questa quota io e l'amico Angelo abbiamo udito uno stranissimo verso. Forse lo starnuto di un orso, forse il segnale di allarme di un orso da noi disturbato, comunque ci siamo convinti che ad emettere quello strano verso era stato un Orso. Purtroppo non siamo riusciti a vedere nulla. Angelo è convinto che in caso di attacco l'orso avrebbe puntato su di me in quanto, a suo dire, più in-carne! Io non ne sono sicuro. E se all'animale gli piacesse rosicchiare le ossa? voi che ne dite? Andiamo avanti.
Guadagnato il pendio sono evidenti due gendarmi in pietra (le Ciminiere, 2061 mt) che ci indicano che dobbiao proseguire veso la nostra destra per comodi saliscendi percorrendo il filo di cresta verso l'anticima sud della Terratta (2163 mt), nel proseguire si guadagna la cima della Terratta (2208 mt).
Dopo una piccola pausa contemplativa sul panorama che cia siamo immaginati ricoperti di bianco, abbiamo puntato a sud-sud-est per la Serra del Carapalle. Una volta tornati verso l'anticima sud (2163 mt), nel tagliare a mezza costa (senza perdere eccessivamente quota) si raggiunge il costone della Serra del Carapale e dopo l'anticima (2102 mt) si guadagna la vetta a quota 2126 mt.
Per il ritorno, anzichè risalire, siamo scesi direttamente per l'evidente vallone a sud (mughi e ghiaia) che guarda il sentiero che, percorso in precedenza, ci ricondurà alla macchina.
Dopo una lunga convalescenza sembra che le cose stiano andando verso la direzione giusta anche se l'ascesa mi ha provocato l'ulteriore tumefazione delle ungie degli alluci. Che vogliamo fare!

lunedì 1 febbraio 2010

Scrivere dopo quello che è successo domenica sul Gran Sanno non è facile. Non è facile perchè io e Angelo (in realtà anche altri amici) abbiamo subito un evento analogo, ma ben più furtunoso, durante l'uscita.
Va precisato che si era deciso che domenica saremmo andati alla ricerca di neve, neve da sciare all'interno del PNL. Giornata intera, di quelle lunghe.
Durante il viaggio si decide di provare sulla Serra della Terratta (v. Ciccarello e del v. Monte). Li dovrebbe esserci neve (avevamo supposto).
Neve dalla macchina (poca, quanto basta). Si sale, la neve è abbondante. La speranza di fare una grande sciata in powder è reale. Ma così non sarà.
Appena usciti dal bosco la pendenza diminuisce notelvolmente, ci si presenta davanti una conchetta oltre la quale, mi dicono (-dopo-), si attraversa un tratto quasi in piano. Angelo, come al solito, ha l'eclusiva di battere traccia (nessuno di noi in realtà ha mai rivendicato eventuali diritti di "battitore"!). Piccola pausa per riprendere fiato quando nel silenzio si ode la voce a me familiare di Angelo che urla "...valanga!....valanga!...."
Alzo lo sguardo verso l'alto e vedo Angelo (pochi metri avanti a me) che accellerando il passo si sposta verso la destra orografica liberandomi la visuale. A questo punto il tempo assume una dimensione rallentata, (si, capita proprio così), la mia vista nota una massa informa di lastroni che scende (tipo youtube per capirci). Riesco a realizzare che da li a poco sarò investito dalla neve. Mi ritornano in mente alcune nozioni lette velocemente e con poca attenzione su riviste e manualetti scaricatti da internet che suggeriscono, in caso di previsione di travolgimento, che bisogna togliersi sci e buttare i bastoncini. Con una mossa fulminea (che per chi mi conosce sa non appartenermi) riesco a togliermi gli sci e a liberarmi dei bastoncini. Ovviamente sprofondo fino alle ginocchia e penso che devo cercare di galleggiare (?). Per fortuna la neve si ferma poco distante da me. Stop. Il tempo torna a scorrere normale.
Dopo alcuni secondi di normalità, come se nulla fosse successo o che tali eventi siano all'ordine del giorno, comprendiamo che ci è andata veramente bene, ma veramente bene.
E' verosimile ritenere che Angelo abbia rotto la tensione del lastrone che ricopriva la conchetta che è venuta giù lavorata ben bene dal vento.
In realtà una valutazione del rischio era stata fatta, avevamo previsto che l'attraversamento di quel preciso punto (si, proprio quel punto!) poteva registrare degli obbiettivi pericoli atteso il costone sulla destra bello carico. Mai avremmo previsto una valanga (a bocce ferme potremmo chiamarla anche distacco) di superfice. Per fortuna la frattura non si è propagata sul lato destro altrimenti, ......meglio non pensarci.

Avremmo voluto fare un reportage fotografico del luogo, per capire e studiare, ma un colpo fortissimo di vento ci ha suggerito di togliere le pelli e scendere a dir poco rapidamente alla macchina.
Durante la salita abbiamo incontrato tre rispettabilissimi veterano delle montagne abbruzzesi, nientechepopodimeno dei mitici Fabrizio e Achille. Anche loro sono rimasti senza parole davanti al distacco e alle circostanze spazio-temporali.

Questa è una foto della location, l'uomo sulla destra è Achille (omone altro circa 1,80 mt se non di più). Per darvi un'idea, i punti A, B,C D delimitano la linea di rottura che avrà una profondità media di 50 cm per un fronte di 20, 25 mt (io dico anche 30). La linea ondulata rossa delimita la zono dove ero io, mentre Angelo era sulla destra dopo l'albero che si intravede.





Per vedere meglio la foto andate sull'album di Angelo.

domenica 29 novembre 2009

Ancora un’ uscita come le altre

“In verità, in verità vi dico…questa non sarà un’uscita come le altre. Attenti a voi! Io non vengo, e a voi non conviene andare. Sareste vittime di tuoni, fulmini, pericoli, e perché no…anche qualche pestilenza”.

Così dixit il Pontifex, lanciando un’anatema sull’uscita di ieri.

Non è capitato niente di tutto questo invece.Abbiamo solo vagato un po’: Castel di Sangro, Villetta Barrea, Barrea, Camosciara, Passo Godi, Scanno…in attesa che il meteo si placasse. E poi è andato tutto liscio, ci siamo inerpicati per raggiungere Serra della Terratta, e l’uscita è stata come le altre, normale.

Solo il Mascherone ha avuto qualche difficoltà per entrare nel rifugio:

E perché vi riparavate nel rifugio…direte…non sarà che l’anatema del Pontifex aveva avuto qualche effetto?Macchè…il meteo era perfetto :

Concludendo, e qui mi rivolgo al Pontifex…i tuoi annunci di disgrazia non sono serviti a nulla. C’era il sole, e abbiamo preso anche un bel colorito…è stata un’uscita normale:

A parte tutto…vabbè dobbiamo riconoscere che abbiamo preso un po’ di pioggia, e intorno ai 2000 metri anche neve. Ma è stata un’uscita “regalata” e ancora più bella di altre. Siamo tornati alla macchina un pochino bagnati, ma felici. E dobbiamo rendere merito al Mascherone d’averci ricordato, quando ormai stavamo per ripiegare verso casa…che in montagna si va comunque, e si viene sempre ripagati della fatica…

lunedì 30 marzo 2009

Cavalieri,ora abbiamo delle responsabilità

Il nostro blog ha ormai una posizione di rilievo nel web su molti e vitali temi.
Innanzitutto siamo esperti indiscussi di alcune montagne.
Consultando Google siamo i primi esperti al mondo sul Monte Ninna e sul Monte Costognillo: per entrambi siamo non solo in prima pagina,ma occupiamo la I e II posizione della pagina.Da tutto il mondo chi vuol andare sul Costognillo non potrà rinunciare ad un consulto dei Cavalieri della Polvere.Medesimo consulto per i tanti che vorranno raggiungere il Monte Ninna (a chi importa che nessun Cavaliere della Polvere in fondo è sicuro di dove sia?).
Ma naturalmente non è tutto.I “Cavalieri” condividono con altri esimii specialisti la prima pagina di Google su alcune delle grandi montagne della terra:Terratta,Metuccia,Rotella,Cornacchia…Cavalieri,non stupitevi se nei prossimi giorni un americano o un norvegese o un giapponese dovesse fermarvi per strada,e, abbagliato dall’adesivo dell’Ordine dei Cavalieri in bella vista sulla vostra auto, vi chiedesse “Ehi,Man…You are a Dust Rider,aren’t you? Where is Cornacchia Peack,please?”
Da non trascurare neanche la seconda pagina di Google per la Rava della Vespa,Pizzo.S.Gabriele ed il Monte Elefante.
I Cavalieri della Polvere sono poi autorità mondiali nel campo della polvere sulle montagne dell’Appenino,ma pure sul Monte Rosa e sul Gran Paradiso.Associate una montagna alla “polvere” sulla ricerca di Google (polvere sulla Maiella,polvere sulla Metuccia,ecc.) e finirete invariabilmente per imbattervi in questi celebri studiosi della polvere che sono gli omonimi Cavalieri.
Passando poi dal campo tecnico-alpinistico a quello più ampiamente culturale scopriamo che i Cavalieri della Polvere rivestono una posizione di primo piano fra gli studiosi dei rapporti fra montagne e Cavalieri:eccoli ad esempio in prima pagina nella ricerca “cavalieri sulla maiella” (un tema dibattuto da sempre) .
E’ evidente poi che i Cavalieri hanno dedicato molte energie ad alcuni cavalieri in particolare:di certo al Cavalier Pastarella (I e II posto),al Cavalier Mascherone (I e II posto),al Cavalier S.Gabriele (II e III posto).
A proposito di quest’ultimo i Cavalieri sembrano aver approfondito soprattutto i momenti di difficoltà del santo: se si clicca “S.Gabriele nella polvere” i Cavalieri della Polvere figurano al III e IV posto. Cavalieri,non stupitevi se nei prossimi giorni un prete venisse a chiedervi di illuminarlo sui momenti più difficili della vita di S.Gabriele.
Per niente apprezzati invece gli studi sul “Cavalier Silvio”…se si clicca su Google ci sono migliaia di pagine su un altro Cavalier Silvio,che nulla ha a che fare con i Cavalieri della Polvere.
In compenso i “Cavalieri della Polvere” sono i primi al mondo sul tema “cavalieri,natale e polvere” che notoriamente arrovella l’umanità da sempre.

domenica 1 febbraio 2009

Serra della Terratta (2122 m) per il Vallone del Monte

Quando venerdì pomeriggio mi sono sentito con Antonio, avevamo concordato che il giorno seguente saremmo andati a Scanno per fare la gita alla Serra della Terratta, ma evidentemente io sabato 31 u.s. non ero presente, ancora una volta per problemi di salute (questa volta virale e non aggiungo altro).
Questa gita però ormai era nella mia mente e oggi non potevo mancare, nostante la meteo prometteva pioggia e precipitazioni nevose. Ma Scanno si sta rivelando il "miracolo" degli ski-alp, dove compare il solo anche quando le previsioni promettono il contrario: oggi non c'era proprio il sole, che ha fatto capolino di tanto in tanto, ma la visibilità era abbastanza buona.
Beh, come detto, non potevo mancare, quindi mi sono goduto la gita in totale solititudine.

A tal proposito solo ieri un amico mi ricordava quanto fosse importante condividere un'escursione con gli amici. Conosco molto bene questo sentimento e l'importanza di condividere la soddisfazione di una bella gita con gli amici di sempre, ma conosco molto bene anche la "solitudine" del contatto intenso e viscerale con l'ambiente che ci circonda, avendo provato queste sensazioni molte volte. Un giorno, quando sarà più "maturo" (alpinisticamente parlando), auguro al mio amico di poter provare queste sensazioni, di poter battere traccia in totale solitudine, di salire ascoltando solo il fruscio delle tue pelli a contatto con la neve (meglio se polverosa, anche se più faticoso) e niente altro, poi ... la vicinanza con la natura, intensa, al punto di sentirti parte di essa e non un semplice visitatore.
Serra della Terratta 2122 m per il Vallone del Monte

Località di Partenza: Valle del tasso 1221 m; dislivello 900 m; tempo di salita 2,30/3,00 ore; difficoltà MS; esposizione nord/est

Accesso: si percorre la SS 479 della Valle del Sagittario (uscita A25 Cocullo) da Anversa degli Abruzzi a Scanno. Superato il centro abitato di Scanno e proseguendo verso passo Godi, dopo circa 3 chilometri in corrispondenza del ponte sul torrente Tasso, svoltare a destra per una strada asfaltata dove è ubicato l'agriturismo "Le Prata" che si supera di 300 metri circa. Posteggiare l'auto in corrispondenza di una carrozzabile all nostra destra, poco dopo il centro ippico il "Ranch".

Relazione della salita: dal luogo dove abbiamo lasciato l'auto, si inizia a risalire la carrozzabile della Valle del Ciaccariello, oltreppassando la sbarra metallica e tralasciando alla nostra destra una strada che risale a Colle Rotondo (impianti di risalita). Si percorre il fondo della Valle fino a quota 1426 m, seguendo la segnaletica per lo Stazzo del Monte (segni bianco rossi sugli alberi ben visibili) che si raggiunge in 30 minuti circa continuando a risalire il bosco di faggi a quota 1619 m. Dello stazzo, posizionato in bella radura circondata da una costola rocciosa ed un pendio con faggi secolari, non resta che un rudere per cui non offre alcun riparo.

Si rientra nel bosco in direzione nord/ovest e si inizia a risalire il ripido pendio tenendo alla nostra sinistra il fosso principale che scende sotto la costola rocciosa, fino a uscire dal bosco a quota 1700 m circa. Una volta superato i faggi più in alto, si entra nel fondo della Valle del Monte passando sotto il pendio piuttosto valanghivo alla nostra desta della Serra del Monte. Si continua per il Vallone del Monte per poi risalire anfiteatro davanti a noi fino a raggiungere l'ampia sella a quota 2072 m, per poi percorrere la cresta verso la nostra sinistra (sud/est) fino ad arrivare sulla cima a quota 2122 m, senza nome sulla carta.

La discesa per l'intinerario di salita; con buona visibilità si può percorrere anche un variante di discesa lungo una canale che dalla vetta scende in direzione nord, fino ad una conca dalla quale si continua l'intinerario di salita.

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