Ci sono anche però la via Maestri e la Moulin Rouge.


Le vie delle difficoltà che indichi tu ,invece,non esistono in assoluto!
Tanto per chiarirci meglio,queste sono le pareti della zona Ovest di Vaèl.








Poteva essere una tranquilla passeggiata sul fiume Vomano in sandali e pantaloncini corti. Partenza comoda alle 7,30 e camminata br
Possiamo certamente affermare che si tratta di una delle cime dell'Appennino che presenta le maggiori difficoltà ambientali, per cui l'ascensione alla vetta risulta piuttosto impegnativa ed occorre conoscere molto bene il terreno per non correre il rischio di trovarsi in guai seri. Per questa ragione ci siamo fatti accompagnare dalla Guida Alpina Andrea Di Donato, che quella parte dell'Appennino la conosce molto bene, il quale ha saputo individuare l'itinerario di salita che presenta le minori difficoltà tecniche, sebbene il terreno si presenta sempre infido e con grande rischio di caduta massi.
L'ambiente severo di questo versante della montagna è superlativo! L'alpinista che vi si trova, come è accaduto a noi, sente di trovarsi dentro la montagna a contatto diretto con essa, quasi inghiottito al suo interno; il panorama sulla vicina parete nord del Monte Camicia accresce questa sensazione di isolamento e di straordinaria bellezza.
Dalla sella, aggirando sulla destra il contrafforte roccioso che caratterizza la cresta, in leggera discesa verso destra e poi piegando a sinistra sul pendio erboso, si perviene alla "forchetta Castelli" dalla quale, oltre ad una vista magnifica sul sottostante Gravone e l'intero versante nord del Monte Tremoggia, si può ammirare finalmente la vetta del Dente del Lupo. Dalla Sella, anziche proseguire sulla cresta, si scende sul pendio erboso alla nostra sinistra (versante Gravone) in leggera diagonale verso destra, fino ad intercettare un evidente canale sulla nostra destra, risalito il quale (II grado) si perviene ad un forcellino che separa la vetta dall'anticima nord del Dente del Lupo. Pochi metri più in alto del forcellino si sosta (attrezzata) alla base della placca attraverso la quale con altri 40 metri ca. si perviene in vetta (sosta con chiodo e spit). Fatta questa dovuta premessa, l’articolo in questione fa riferimento all’uscita effettuata sabato 10 settembre scorso sul sentiero del “Centenario” in compagnia di “amici di quartiere” e amanti della montagna con i quali si era accennato a qualcosa da fare insieme di “un certo spessore”….
Credo che Alessandro, Donato e Daniele
abbiano gradito tale uscita perché ha tutte le componenti per essere definita una delle escursioni più interessanti in Abruzzo ! c’è un po’ di tutto… 20 Km di sviluppo, 1400 mt. Di dislivello in salita e 1600 mt in discesa, tratti di I e II Grado, anche se spesso attrezzati, splendide vedute e panorami di ampio respiro.
E poi inanellare tutte insieme le cime : Brancastello, Torri Casanova, Infornace, Prena e Camicia non è male….
Il percorso è stato coperto nel tempo di 10,5 ore, tempi regolari per cercare di finire il percorso senza problemi …con il giusto passo, le giuste soste, senza “strafare”: partiti alle 07:00 da “Vado di Corno” e arrivati a “F.te Vetica” alle 17:30… ”Provati” quanto basta, ma sicuramente entusiasti (soprattutto gli amici, visto che per loro era la prima ).
Alle prossime… in attesa della “polvere” !