sabato 20 settembre 2014

cima Tauffi in MTB ,una lunga cavalcata appenninica






Tra le vette dell'appennino Tosco Emiliano è sicuramente una delle meno belle,
 tozza , bassettina ,e senza una roccia ; e pure un po difficile da individuare nel lungo crinale appenninico.... Eppure  è una cima che regala tante soddisfazioni in inverno e anche in estate.
ed eccola questa amata cima e questa immagine parla già di come ci siamo arrivati
                                             cima         TAUFFI         1799m

già , pare non arrivi nemmeno a 1800 nel suo punto più alto, al termine di un lungo crinale che fa da spartiacque tra la valle di Fellicarolo e la valle di Ospitale. un Crinale che si alza dai 600 metri di Fanano e che percorrendo il sentiero 425 cai  con i suoi 14 km regala una discesa emozionante , lunghissima  tra praterie mughi e boschi di faggi
Ma cominciamo dall'inizio.......... 
                                     
si parte dalla località Due Ponti sotto Fanano ed è li che ci troviamo con lo Sherpa, alpinista e biker di altri tempi, L'OTZI degli appennini. e poi c'è Luca mio nipote, che  lo portavo con me a sciare quando era piccolo e ora di nuovo assieme tra i monti ...
                                                                                  lo "sherpa"

e così eccoci in tre e belli carichi ,si parte  per i 12 km che ci dividono da Capanna Tassoni , antico e famoso rifugio dell appennino, da qui per strada bianca carrabile ( purtoppo anche per le auto) si raggiunge il  Passo della Croce Arcana a quota 1500 circa
                                                   Passo Croce Arcana
da qui solo trecento metri di dislivello ci separano dalla cima .. ma il crinale è lungo e i saliscendi sono tre e i metri di dislivello sarannoa lla fine altri 600 ma pedalare ,spingere e portare in spalla la bici sarà una piacevole fatica, perchè ci terrà ancora del tempo lassù , a cavallo tra Emilia e Toscana  .......
                             Luca nella prima salita alla Vista del Paradiso
                              sul sentiero OO GEA
                                    sentiero di crinale
                                sulla cima dei Balzoni , sullo sfondo il Cimone e la cima Tauff  discesa dai Balzoni verso il colle 
dell'Acqua Marcia

 Luca risale l'ultimo pendio che sempre più ripido costringerà a mettere la bici in spalla, il colle dell'Acqua Marcia ospita spesso animali al pascolo......

             lunga e faticosa risalita
       e poi è di nuovo sella


 e la senzazione è proprio di sentirsi Cavalieri , le praterie ,il vento i silenzi accompagnati dal respiro, a volte trattenuto dall'emozione, gli occhi incollati a quel terreno che sparisce tra gli alti ciuffi d'erba , ed ecco che il sentiero ci scarica e che ci riunisce sulla cima ...........

                                                   ultimi metri per Luca
                                              giochi di nuvole sulle nostre teste
                                              ora si può solo scendere.........







il sentiero 425 del Cai ci regala una discesa sempre emozionante , con splendide vedute sulle valli sottostanti , e guardano la Pianura lontana il pensiero corre all'intenso brulichio umano che quassù è solo un lontano ricordo , stiamo scendendo da pochi minuti e la velocità a tratti inebria ,tutto sembra finto , guardo mio nipote davanti a me correre tra le praterie e sembra tutto un film.
un gradone di roccie ci ferma e finalmente i nostri occhi si incrociano , smarriti da tanta bellezza che ci avvolge, ora lo sguardo si posa su una rupe dove centinaia di rondini portano cibo ai piccoli.  questo è il mio mondo ,questo è ciò che amo e scendere mi porta via.....



la cavalcata sulla cresta è lunga e faticosa , a tratti pericolosa .......


ma il desiderio di una megabirra nella piazza di Fanano solo e naturalmente per reintegrare i sali perduti
è talmente grande che il rientro alla civiltà risulta comunque  ben tollerabile, ma con la promessa di tornare per goderci i colori dell'autunno che stanno per arrivare e poi ci sarà la Tauffi con la neve
           ma questa è un'altra storia ........ una grande storia, da scrivere con i cavalieri della Polvere


mercoledì 3 settembre 2014

GAMBERO D'ORO

DOPO UNA LUNGA PAUSA DEL TEAM CINEMATOGRAFICO "MONTAGNE SOMMERSE"


CHE NON HA OPERATO NEL MESE DI AGOSTO PER CONSENTIRE UN MERITATO RIPOSO AI SUOI COMPONENTI, L'ATTIVITA' E' RIPRESA ALLA GRANDE CON UNA BELLA USCITA ALLA TERZA SPALLA DEL CORNO PICCOLO COMBINANDO  TESE DI CORDA DELLA VIA STORICA E DELLA VIA DELLE PLACCHE, COME SI EVINCE DAL FILM NELL'OCCASIONE GIRATO E VISIBILE NEL MEDESIMO BLOG. INTANTO IL PONTIFEX,  PER NON PERDERE L'ABITUDINE, DURANTE LE FERIE HA EFFETTUATO UNA BELLA COMBINAZIONE DI VIE ALLA PARETE NORD DELLA SECONDA SPALLA (ANTONIO BENEDETTI E SUA MOLLOSA GROSSEZZA) ED IL RELATIVO SERVIZIO FOTOGRAFICO E' STATO PUBBLICATO NELLA GALLERIA DEL SOMMO. ANCHE ALTRI CAVALIERI, RISPETTIVAMENTE ANGELO E SILVIO UNITAMENTE A VELLUTO, SI SON DATI DA FARE RIPERCORRENDO PER L'ENNESIMA VOLTA LA SALITA DEL CANALE DI MEZZO AL CORNO PICCOLO LE CUI FOTO SONO  "INGUARDABILI" NELLE GALLERIE FOTOGRAFICHE DEGLI STESSI, A DIMOSTRAZIONE DI QUANTO ASSERITO TEMPO FA DAL PONTIFEX, OSSIA LA RIPETIZIONE DA PARTE DEL CAVALIER SILVIO DI TUTTI GLI ITINERARI PERCORSI PRIMA DELLA CACCIA AI DUEMILA. PURTROPPO IN QUESTA NUOVA "AVVENTURA" SI SONO FATTI COINVOLGERE IL CAVALIER ANGELO E VELLUTO CHE SOTTO SOTTO AMBISCONO ANCHE LORO A PRIMATI E DISTINTIVI. MI SPIEGO MEGLIO: DA FONTI AUTOREVOLI PARE CHE OLTRE AL CLUB DEI DUEMILA SIA STATO COSTITUITO IL CLUB DEI GAMBERI ED IL CAVALIER SILVIO, PER NON ESSERE SECONDO A NESSUNO, DATA LA SUA NATURA COMPETITIVA, E SOPRATUTTO PER ESSERE IN CLASSIFICA IN ENTRAMBI I SODALIZI, HA INTRAPRESO DA SUBITO  LA RINCORSA PER PERCORRERE A RITROSO GLI ITINERARI GIA' RIPETUTAMENTE FATTI. AL CONTRARIO DELLA CORSA DEI DUEMILA QUESTA VOLTA VUOLE FARE PRIMO PER AGGIUDICARSI IL "GAMBERO D'ORO" E IL CAVALIER ANGELO  E' GIA' RASSEGNATO AL SECONDO POSTO PER IL QUALE SPETTA   IL "GAMBERETTO D'ORO" PERCHE' IL CAVALIER SILVIO VUOLE FARE PRIMO A QUALUNQUE COSTO. IN BOCCA AL LUPO!!!

venerdì 29 agosto 2014

Spigolo di Paoletto - Corno Piccolo - Parete Nord

LO SPIGOLO


Mercoled' 27 Agosto. La via che decidiamo io e Carlo di salire oggi è lo Spigolo di Paoletto sulla Nord del Corno Piccolo. Ci accompagna Simone che oggi compie, beato lui, 35 anni e si vuole regalare una bella giornata in ambiente. Lo Spigolo di Paoletto è una bella via con grado massimo di V° che risale lo spigolo appena a destra della fessura di Iskra ed appena a sinistra del Camino

Primo tiro
  
Partenza del secondo tiro


Partenza del secondo tiro



di Mezzo. All'attacco, come al solito quest'anno, c'è già una cordata appena partita, ma decidiamo comunque di percorrere lo stesso itinerario avendo inteso che gli stessi, dopo il primo tiro prenderanno la variante di sinistra. C'era già un po' di vento, ma nulla lasciava intuire quello che ci saremmo trovati sullo spigolo in alto. Primo tiro parte Simone che con tranquillità arriva in sosta dopo 40 metri dritti per placche e fessure con grado intorno al IV°. Ma siamo ancora un po' riparati dalla furia del vento. Mentre la cordata che ci precede dalla sosta prende la variante a sinistra, noi seguiamo la via originale. Appena a destra della sosta si supera uno strapiombetto delicato (V°) e si esce sullo spigolo vero e proprio. Simone, che procedeva da primo, quasi viene alzato dalla roccia dal vento violentissimo. Capita la situazione procede molto lentamente e in maniera circospetta al fine di essere preparato alle folate che lo staccano dalla roccia. Partiamo anche io e Carlo ed effettivamente, una volta sbucati sullo spigolo, il vento è terrificante e lo si può apprezzare dallo stralcio di video che ho inserito nel post. Comunque, con un po' di attenzione continuiamo la scalata che, dal punto di vista alpinistico, non presenta grosse difficoltà, tutt'altro dal punto di vista ambientale. Unica altra difficoltà all'attacco del quarto tiro, altro piccolo strapiombo (V°). Discesa in doppia lungo la Via Iskra ed una buona birra al piazzale dove il vento aveva tutt'altre caratteristiche.

Placca del terzo tiro







Uscita del quarto tiro sotto al massone
 

mercoledì 13 agosto 2014

Corno Piccolo - Il Vecchiaccio

Martedì 12 Agosto. La via scelta da Carlo era Aquilotti 75, ma con opera di convincimento da parte mia, decidiamo di affrontare Il Vecchiaccio. Infatti Aquilotti 75 l’avevo percorsa l’anno scorso con Angelo e Guido. Con noi c’è anche il forte Simone, non molto esperto in montagna, ma comunque con un buon grado in falesia. In poco più di 45 minuti siamo all’attacco della via, che, anche se a distanza di 10 anni, riconosco immediatamente. Infatti una decina di anni addietro la stessa l’avevo scalata con Angelo (sempre lui) e Fabio.



Attacchiamo Il Vecchiaccio. La via si sviluppa sulla parete SO della Seconda Spalla alternando placche, fessure e diedri spettacolari. La roccia è perfetta. Si alternano ai tiri Carlo e Simone che se la cava molto bene. Arrivati all’ultimo tiro, dove decidere se fare il traverso basso originale di Bini o quello alto della Aquilotti ’72, ancora una volta impongo il mio volere: Aquilotti ’72. In effetti Carlo ci è rimasto un po’ male in quanto era partito per scalare la via originale, ma il sottoscritto, in maniera un po’ egoistica, ha deciso per la variante. Le motivazioni che mi hanno portato alla scelta della placca chiodata sono state due: una che, una volta rivisto il traverso di Bini, mi sono un po’ agitato (ammetto) e l’altra in quanto non avevo mai percorso la Aquilotti ’72 che invece mi intrigava dai racconti del traverso del Mascherone. Così è andata. Carlo è salito su per la placca come se camminasse ed ha traversato sotto il tetto in maniera del tutto naturale. Anche io e Simone siamo andati abbastanza sciolti (forse io un po’ meno). Comunque una via sempre spettacolare in un ambiente fantastico.
Dopo averla salita il commento di Carlo è stato: LA IMMAGINAVO UN PO' PIU' IMPEGNATIVA

lunedì 4 agosto 2014

Sua Mollosa Grossezza - Corno Piccolo - Parete N Seconda Spalla




Sabato 02.08.2014, dopo vari tentativi di trovare un terzo di cordata tra Cavalieri e non, vista l’inoperatività generale, decidiamo di andare soli e quindi, mio malgrado, dover rinunciare ad effettuare riprese degne di essere chiamate tali. A dire il vero qual cosina sono riuscito a registrare. Decidiamo di fare una via di nuova generazione sulla Parete Nord della Seconda Spalla del Corno Piccolo: Sua Mollosa Grossezza via con difficoltà continue fino al 6b (VII-). Via aperta da Andrea Imbrosciano, classe 64 nativo di Sora, che nel 1997 decide di chiodare questa via quasi completamente su placca altrimenti improteggibile.
Carlo, come sempre, è molto carico, ma quando vede la presenza di spit arriva quasi all’eccitazione. Una cordata è appena partita sulla stessa via e quasi stiamo rinunciando quando decide di partire dietro al secondo della cordata che ci precede. Giunto al sesto rinvio e visto che chi lo precede è in seria difficoltà decide di traversare sulla destra andando a collegarsi, con un traverso sprotetto su una placca compattissima, alla Via Sorseggiando Una China.

Quello che becchiamo è il tiro più duro di Sorseggiando Una China, il primo, con passaggio di VII pieno. Carlo fa impressione vederlo, non un punto in cui azzera il passaggio e con calma serafica passa senza grossi problemi fino ad attrezzare una sosta intermedia.
L’ho visto salire talmente facile che mi sono illuso che la placca fosse fattibile. Arrivo dove iniziano le difficoltà vere. Per le mani ridicoli svasi, i piedi viaggiano nel verticale alla ricerca di qualche micro tacchetta ……. sono riuscito a passare con enormi sforzi tirandomi da un rinvio ad un altro. Non è per me ma ormai ci sono. Il secondo tiro o quello che così potremmo chiamare, in quanto la sosta Carlo l’ha attrezzata su due fix vicini, inizia con un muro che solo a staccarsi dalla sosta è un problema di non poco conto. Comunque dopo altri enormi sforzi sempre su per una placca verticale, mai appoggiata, arrivo alla seconda sosta in comune con Sua Mollosa Grossezza a cui ci riagganciamo.
Carlo parte per il terzo tiro, che inizia con un bellissimo traverso sulla destra per poi prendere un canale/fessura che tende a sinistra ed arriva comodamente alla terza sosta. Intanto, disgraziatamente, mi scivola la corda rimanente che va ad incastrarsi intorno ad uno spuntone posto una decina di metri sotto di me, proprio sotto la terribile placca verticale appena superata. Provo in tutte le maniere ma la corda non viene. Unica soluzione riscendere in doppia fino allo spuntone e rifarsi la placca, questa volta senza rinvii e quindi senza possibilità di alcun aiuto. Solo con la forza della disperazione risalgo per poi continuare fino alla terza sosta.
Quarto tiro: su dritti per placca ….. poi un po’ appoggia e Carlo scompare alla vista. E’ in sosta e mi chiama. Vado. La placca verticale è sempre dura ma poi appoggia un po’ e …. scompare dietro un tetto sotto la sosta che ricordavo nelle doppie della Seconda Spalla. E chi lo risale questo? Sembra un po’ il tetto di Montabruzzo a Roccamorice ma con prese meno decise. Carlo mi tira tipo salame appeso. Ormai sono esausto e visto che gli ultimi due tiri sono i più “facili” propongo (impongo) di riscendere in doppia. Le forze sono davvero finite!

Comunque una via veramente bella, ma troppo dura per le mie possibilità soprattutto per la continuità. Non hai tre metri di riposo in cui il grado scende un pochino …. poi con la variante !!!

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