Invito tutti i futuri compagni di cordata ad adottare le nuove tecniche di progressione, utilizzabile in qualsiasi ambiente. Fidatevi!!!



Infatti il Cimone è la più alta cima dell'Appenino settentrionale. E' una montagna dalle forme massicce e imponenti, la cui sommità è pesantemente invasa da impianti militari e trasmissioni radio, oltre che dai numerosi impianti di risalita. L'unica ragione per la quale vale la pena raggiungere la vetta del Cimone è il panorama di cui si può godere in una giornata con buona visbilità.
Salita: da Sestola si raggiunge il Lago Ninfa attraverso una comoda strada asfaltata e si parcheggia l'auto nelle immediate vicinanze dell'omonimo rifugio. Transitando davanti all'edificio del rifugio Ninfa si prende il sentiero turistico n. 449 che attraverso la faggeta risale verso la cresta del Gallo, sul versante nord della montagna. Guardando la cima della montagna, si continua sul sentiero piuttosto ripido nell'ultima parte e, con una certa fatica, si raggiunge la vetta del Monte Cimone.
partecipanti alla gita: Silvio, Angelo e Marco
Relazione: alle spalle dell'hotel ristorante "Cerreto" (sul lato sx della strada provenendo da La Spezia) a quota m 1261 inizia il sentiero (segnavia bianco-rossi) che nella prima parte attraversa un boschetto di abeti e ci dirige verso nord attraversando a mezza costa la faggeta del cocuzzolo immediatamente a nord del passo. Incirca 20/30 minuti si giunge alla sella erbosa del passo dell'ospedalaccio, dove dalla sinistra ariva una sterrata che si segue verso destra per alcune decine di metri, fino a giungere in corrispondenza di un cartello di legno del parco (di fronte si trova un cippo in pietra confinale dell'impero francese), accanto al quale riprende in salita il sentiero. Percorso un primo tratto in salita, in corripsondenza della segnaletica in legno, si piega a destra in piano seguent le indicazioni delle sorgenti del fiume Secchia, dove si arriva dopo altri 30/40 minuti seguendo sempre il sentiero molto evidente e ben segnato. Giunti nell'ampia conca delle sorgenti, in direzione nord si segue il sentiero per il passo del cerretano (sentiero 671) che nella prima parta risale il costone sotto al bosco di faggi, poi sugli ampi pratoni sottostanti l'Alpe di Succiso, traversando a mezza costa verso est, perviene sulla cresta nord dell'Alpe (dove troviamo ancora la segnaletica in legno) che seguiamo verso nord-ovest (sx) giungendo in breve sulla vetta dell'Ape di Succiso.
Partcepanti alla gita: Silvio M., Angelo D. e Marco S.; partenza ore 06.10 ca. da Passo del Cerreto, arrico in vetta ore 08,20 del 9 novembre 2008
Come arrivare: da Modena si raggiunge il paese di Villa Minozzo, da qui si raggiunge Febbio, quindi la stazione sciistica "Febbio 2000"; si prosegue per la strada asfaltata che porta a Pian Vallese e si parcheggia dove questa finisce nei pressi di una staccionata in legno (parcheggio) e la segnaletica del sentiero 615 per il rif. Battisti.
Relazione: dal parcheggio a quota 1280 m si prende il sentiero n. 615 (segnavia bianco-rosso), inizialmente una larga sterrata utilizzata per il taglio della legna. Alla biforcazione, dopo pochi metri, si prende a sinistra, si supera un terrentello (ponte di legno) e si continua a salire in direzione sud nella faggeta fino a costeggiare un altro torrente sulla sua sinistra orografica. Arrivati al livello del torrente, lo si attraversa e si risale brevemente la sponda opposta, poi prendere a destra sugli ampi pratoni del versante nord del Cusna, risalendo in direzione verso sud-ovest. Seguire sempre la traccia di sentiero, molto evidente, che più avanti piega sinistra per aggirare una fascia rocciosa, superata la quale si piega a destra ed in breve si perviene sulla dorsale del Passone (m. 1847 e croce metallica). Continuare in piano verso sud-ovest fino a giungere in prossimità di un piccolo laghetto, dove si piega decisamente a destra in direzione nord-ovest in corrispondenza di una palina segnaletica. Continuando nelle medesima direzione si risalgono i pratoni sulla evidente traccia di sentiero, fino a guadagnare l'ampia e lunga cresta del Monte Cusna. Ora si prosegue sempre sul filo di cresta, incontrando la costruzione della stazione di monte di un impianto di risalita, fino a giungere ad un ampia sella sotto la rocciosa anticima est del Monte Cusna, dove è possibile salire direttamente per rocce rotte piuttosto esposto (da evitare se bagnato o ghiacciato). Aggirare a destra l'anticima, traversando a mezza costa fino ad incrociare una biforcazione. Qui piegare decisamente a sinistra in direzione sud-est, risalendo l'ultimo tratto di pratoni fino alla vetta dove è installata una grossa croce metallica e la statua di una madonna.
Si ripercorre a ritroso il percoso sulla cresta fino a giungere nuovamente al Passone, dove prendiamo a destra (sud-ovest) seguendo le indicazioni per il rifugio Cesare Battisti che in breve avvistiamo dal colle soprastante. Arrivati al rifugio si prende il sentiero per il Prado (indicato con "00") che attraversa una conca erbosa per poi sbucare sulla sterrata che si segue brevemente verso destra fino alle indicazioni per il lago Bargetana. Lasciata la sterrata e piegando a sinistra si raggiunge in breve il lago, posizionato al centro di un circo glaciale, che si costeggia a destra in direzione sud. Attraversato un piccolo ponte in legno, si prosegue sulla traccia di sentiero molto evidente fino a raggiungere la cresta ovest del Prado. Piegando a sinistra, si segue il sentiero sul cresta sommitale raggiungendo in breve la vetta del Monte Prado.
picasaweb.google.it/angelo.climb/MontiCusnaPradoAlpeDiSuccisoECimone8E9Nov2008#
Dopo essere tornati al punto di partenza, fatto un breve spuntino condito con ottimo olio e vino novelli di Cepagatti (chiedere a Marco), ci siamo rimessi in macchina ed abbiamo raggiunto Passo del Cerreto. Partecipanti alla gita: Silvio, Angelo e Marco.







