





Ci ha accompagnato il sole ed un po’ di vento in quota.
Dalla Capanna si piega a destra (sud-est) per risalire il Monte di Sevice. Il sentiero estivo affronta direttamente per la massima pendenza il pendio che porta alla cima, il percorso sci-alpinistico lo aggira a sinistra. Il Monte di Sevice si raggiunge a quota 2335, e richiede una breve deviazione a destra (sud-ovest) dal percorso che punta al Monte Velino. Circa 500 metri più avanti altra breve deviazione nella stessa direzione ci porta sulla cima del Costognillo,scavalcando il ciglio di una cornice nevosa.
Si torna quindi sul percorso verso il Velino,e con qualche saliscendi si arriva alla sella su cui arriva la Valle dei Briganti (a nord-est). Una breve salita su cresta (Angelo con sci,io con ramponi) ci porta alla cima del Velino (mt 2486)..jpg)
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da Fonte Romana per...
Vallone di Taranta: traversata da Fonte Romana (1250 m) a Pian di Valle (730 m) stazione inferiore funivia Grotta del Cavallone
Salita: sfruttando una classica scialpinistica sul versante occidentale del massiccio della Majella, Fondo di Maiella, si parte dalla strada chiusa con catena nei pressi del rifugio di Fonte Romana, che si raggiunge dopo pochi minuti. Da qui si segue la segnaletica del sentiero estivo, lungo il valloncello dove scorre un piccolo ruscello, fino a raggiungere il colle nei pressi della Fonte dell'Orso.
Solitamente si parte dal ponticello nei pressi di Fonte di Nunzio, percorrendo una sterrata normalmente chiusa da una catena, che dirama verso monte che si segue nel bosco per poi lasciarla e piegare verso destra (segnavia del sentiero estivo nella faggeta), raggiungendo Fonte dell'Orso a m 1706 (1 ora circa), ma in occasione della nostra gita in tale luogo non era possibile lasciare in sosta l'autovettura, come ha già spiegato pastarella.
Una volta sul colle, proseguire traversando a mezza costa verso nord est per entrare nel canalone nel quale termina l'ampia valle glaciale di Fondo Maiella. Una volta nella valle, risalirla fino a raggiungere alcune roccette, quindi salire a destra (ripido) per uscire in una selletta, sull'importante valico di Forchetta Majella a m 2390. Nel nostro caso, dovendo proseguire per il Vallone di Femmina Morta, abbiamo preferito risalire il canale più a sinistra della Forchetta Maiella, raggiungendo il margine a nord ovest del Fondo di Femmina Morta. Da qui, senza perdere quota, si prosegue in direzione Nord entrando nella Valle di Femmina Morta, ben visibile fra il Monte Macellaro a destra ed il largo crestone che precipita nel versante occidentale della Maiella. Si risale la valle per circa 20-30 minuti, quindi si piega decisamente a destra per raggiungere la cresta del Monte Macellaro (m 2646) appena a Nord della vetta.
Discesa: Dalla cresta del M. Macellaro si scende in direzione Est verso l'imbocco del Valle di Taranta che si vede 200 metri più in basso. Entrati nella valle, dal ramo sinistro della "Y" formata dalla sua testata, si attraversa un ripido pendio fino a raggiungere la biforcazione alla base dell'Altare dello Stincone, per poi proseguire sul fondo del vallone fino alla stazione inferiore della funivia Grotta del Cavallone in località Pian di Valle a quota 732 m nel comune di Taranta Peligna.
Nel nostro caso, per soddisfare l'esigenza di "collezione" di cime appeniniche di un membro del gruppo, dal Monte Macellaro abbiamo aggirato tutta la testata del Vallone di Taranta senza perdere quota fino a raggiungere il costone al cui termine si trova proprio l'Altare dello Stincone. Da qui, prima in direzione nord e poi verso ovest, siamo scesi direttamente nel ramo sinistro della "Y" alla testata della Valle di Taranta.
Una grande traversata, panorami splendidi ed un ambiente selvaggio ed isolato del vallone.


Dopo una sosta ristoratrice, nel corso della quale tutti noi abbiamo consumato i famosi biscotti (quelli che danno la dipendenza) prodotti dalla mamma di Marco S., il gruppo si è diviso: Silvio e Marco S. hanno deciso di tornare sulla via percorsa in salita, mentre noi (Matteo, Antonio, Fausto ed il sottoscritto) ci siamo diretti in direzione O sulla cresta dalla quale abbiamo iniziato la discesa verso Macchia di Secina.
Ieri mattina, mentre ero di "guardia" ai miei figli a casa a causa della neve, ho ricevuto un SMS tanto inaspettato, quanto gradito: Matteo, mantenendo fede ad una promessa fatta l'estate scorsa, mi invitava a fare "la Pescia di Baccalà" il giorno seguente. Beh, considerata la presenza di tanta polvere da solcare e la garanzia che offre una "guida" d'eccezione (si ricorda a tutti, come ebbe a scrivere Silvio qualche tempo fà, che Matteo è il "titolare" di Tavola Rotonda, quindi grande conoscitore di quei luoghi) ho subito accettato l'invito.
Il tempo di scattare due foto di rito ed eravamo tutti pronti per l'ambita discesa per la "Pescia di Baccalà", con il primo tratto, il più difficile, su neve ventata e ghiacciata per poi immergerci letteralmente in neve profonda e soffice del canale. Semplicemente MAGNIFICO!!
In effetti Matteo nel corso della giornata di ieri mi faceva notare come le condizioni odierne difficilmente si sarebbero ripresentate nuovamente in questa stagione. E per questo motivo che ho subito invitato Antonio all'adunata di questa mattina, facendogli presente che avevamo a disposizione la guida per la "Pescia di Baccalà".
Un grande ringraziamento allo straordinario Matteo che ci ha condotti magnificamente in questa avventura di oggi.


