sabato 31 gennaio 2009

M.Sirente da Val D'Arano



Neve tanta....polvere solo iniziale, perchè poi si è un pò appesantita con accenno di crosta dai 1800 in su. Ma va bene lo stesso e poi il problema principale....è lo sciatore !

Sole a palla inizialmente, mentre verso le 12:00 hanno iniziato a fare capolino le prime nuvole foriere del nuovo cambiamento di tempo.

Tipicamente si sale al Sirente da questo "lato" per fare la traversata da Ovindoli con discesa per il canale Maiori... tipicamente si arriva con l'automobile tramite una carrareccia al "valico del prato del popolo" a quota m. 1600...tipicamente a primavera quando poi il Maiori è sciabile (ieri credo che se si fosse sceso da lì.... si sarebbe finiti in prima pagina con il titolo "Valanga al Sirente !")

Invece Giorgio, Antonella ed il sottoscritto hanno deciso di farsi uno "smazzo" partendo, sci ai piedi, dalla fine della strada raggiunta da Ovindoli, li dove inizia la carrareccia (m. 1335) nei pressi di un ponticello dove, a destra si va verso le Gole di Celano ed a sinistra si sale verso gli stazzi di "Prato del Popolo". Abbiamo proseguito poi in direzione Nord-NordOvest passando per "Vallette della terra" e "Valle della Paura" in un susseguirsi di valloncelli e saliscendi, cercando di trovare sempre la via ottimale per non perdere quota.
.

Alle 13:15 (dopo 3 ore e mezza di salita.... è lunghissima !!! ) stop a m.2200 ad una ventina di minuti dalla vetta, per necessità di orario improcrastinabili (e nebbia al varco...).

La discesa "non malvagia" ci ha portato velocemente al punto di partenza alle ore 15:00.

Alla prossima, e salute a tutti, cavalieri e simpatizzanti degli stessi !
.
PS.: la galleria foto, come mia consuetudine, è raggiungibile cliccando sul titolo.

Serra della Terratta per il vallone di Ciaccariello

Anche oggi ci siamo regalati una sana giornata immersi nella.....polvere. Nessuno di noi l'avrebbe mai immagginato.
La meta: inizialmete Serra della Terratta per il vallone del Monte, in corso d'opera c'è stato un cambiamento dovuto alla fretta di alcuni ski-alp che per la foga di salire, non hanno visto una segnaletica e hanno tirato diritto.....
Poco importa, meta secondaria: Serra della Terratta per il vallone di Ciaccariello.

Itinerario molto suggestivo, immerso in parte in una faggeta stupenda e poi in un vallone altrettando stupendo, il tutto condito con un neve fresca tendente al polveroso (all'attacco della via la temperatura era di -4 al sole!).
Numerose foto sono state fatte, ma non da me. Appena riuscirò ad averle provvederò alla pubblicazione.


La gita:
Punto di partenza: Scanno. Nel percorrere la S.S. 479 della Valle del Sagittario, circa 3 Km dopo aver attraversato il centro di Scanno, immediatamente prima del ponte sul fiume Tasso si gira a destra seguendo le indicazioni per l'agriturismo LE PRATA. Appena oltrepassato il centro ippico IL RANCH, alla nostra destra, inizia una strada forestale che volge verso il vallone Ciaccariello. L'itinerario inizia da qui. Se l'innevamento lo permette guadagnare quota con l'auto tenedo presente che oltre ad essere molto dissestata la strada, poco più avanti, è bloccata da una sbarra metallica raggiunta la quale si procederà verso il vallone di Ciaccariello (sinistra orografica) seguendo la comoda strada forestale nel bosco che, dopo poco, incontra lo stazzo di Ciaccariello.Si continua seguendo il profilo del vallone fino a quando non sareno nella conca terminale ove punteremo a sinistra e risaliremo il poco ripido crinale che ci porterà sul filo di cresta e da qui alla sommità della cima senza nome che sovrasta il vallone di Ciaccariello. Sul filo di cresta prestare attenzione all'eventuale formazioni di cornici.

martedì 27 gennaio 2009

...GIPIESSOPOLI DOG


...Mai, mai e poi mai ci saremmo aspettati un così veloce smascheramento, ma per il bene del blog ci dichiariamo "... prigionieri politici..."
Un grazie va al fidato Dik, il cane dei Cavalieri, che tanto ci ha aiutato. Ora sarà costretto a fare volontariato durante la stagione estiva portando bibite fresca ai bagnati o a quallche Cavaliere che pianta ombrelloni in pseudo vette.
Ma non finisce qui.............

lunedì 26 gennaio 2009

GIPIESSEOPOLI !!!!

ALTRO CHE DUEMILOPOLI. STIAMO PER ESSERE INVESTITI DA UNO SCANDALO CHE NON HA PRECEDENTI.UN ISPETTORE MINISTERIALE MI HA INFORMATO SULLE CIRCOSTANZIATE RELAZIONI DEL DUO FORMATO DAI CAVALIERI ANGELO E PASTARELLA.IN PARTICOLARE, PARE, CHE GLI STESSI NON FANNO LE GITE E CHE HANNO ADDESTRATO UN CANE CHE MUNISCONO DI VOLTA IN VOLTA DI APPARECCHIO GPS PER RILEVARE I DATI.SE LE INDAGINI IN CORSO RIESCONO A DIMOSTRARE CIO' LA CONDANNA SARA'L'OSCURAMENTO DEL BLOG.HANNO DETTO CHE OLTRE AD ESSERE DEI FANNULLONI SIAMO ANCHE DEI BUGIARDI NONCHE' NOTI CONTRAFFATTORI DI FOTO ED OMETTI DI VETTA.IL NOTO CONQUISTATORE DEI DUEMILA DA QUANDO HA ULTIMATO LA COLLEZIONE PER NON SOTTOPORSI AD ULTERIORI ISPEZIONI MANDA DI CONTINUO I CERTIFICATI MEDICI CHE ATTESTANO UN PRESUNTO BLOCCO LOMBOSACRALE CHE A QUANTO PARE TARDA A GUARIRE.SE PERSEVERA CON QUESTO COMPORTAMENTO I TITOLI DI "BARONETTO" E "LEGION D'ONORE" SE LI PUO' PROPRIO SCORDARE. I VIAGGI EFFETTUATI A PARIGI E LONDRA SONO STATI VANI.

venerdì 23 gennaio 2009

... FANNULLONI? ...no grazie

In seguito ad un recente post in cui San Gabriele delle Rupi accusava alcuni Cavalieri adi essere divenuti "fannulloni di rango DOC, DOP, certificati ISO 9001" .... e quant'altro, la risposta non si è fatta attendere.
Oggi, due dei citati "Cavalieri Fannulloni", hanno raggiunto la cima del monte Rognone (mt. 2089) utilizzando come via di salita la più lunga e con il maggior dislivello possibile, risalendo interamente il Vallone di Sant'Antonio (Angelo ha inteso onorarmi in questo modo),. Come detto, il dislivello superato non è banale (circa 1350 m) se aggiungiamo che l'uscità è avvenuta in neve fresca e polverosa, che dico! polverosissima. In vetta abbiamo avuto anche la presenza di Eolo (forse gli giravano).
La discesa è stata fantastica, polvere, polvere e poi ancora polvere.

Dato il dislivello questo itinerario è consigliato solo dopo una nevicata.
Bisogna raggiungere Introdacqua (sulla statale per Roccaraso, passando per la frazione di Vallelarga, così si evita il notorio traffico caotico di Sulmona!). In uno degli ultimi incorci prima del paese si impegna un incrocio (lo si riconosce che è quello giusto in quanto si entra in un viale alberato), prendere a destra (a sinistra, in salita, si va verso il centro del paese). Dopo circa 100 mt svoltare a sinistra in leggera salita e puntare in una carrozzabile che va percorsa fino a quanto è possibile. Allorquando ci si imbatte in una sbarra metallica seguire la strada verso sinistra oltrepassando la chiesa di sant'Antonio che da il nome al vallone. Da questo punto tutto quello che riuscirete a fare in macchina ve lo risparmierete a piedi: noi abbiamo "preferito" lasciare l'auto a quota 750 m, praticamente in paese, tanto per fare esercizio di gambe e per evitare di essere chiamati fannulloni in futuro.
Inizialmente si segue l'evidente carrareccia che porta al primo rifugio e successivamente al secondo (in alternativa seguire indicazioni sentiero estivo n. 2, segni rossi) . Durante la progressione non dimenticate di ammirare il fantastico panorama che man mano che ci si alza cambia continuamente. Dopo il secondo rifugio, nell'impegare un piccolo strappetto vi accorgerte di essere arrivati ad una selletta dalla quale, olprepassato il rifugio di Forca Ristoppia, vi si aprirà una cresta (molto larga) che vi porterà sulla vetta del Monte Rognone; oppure attraversare a mezza costa in modo da avvicinare la vetta. Attenzione a non abbassarsi troppo per non entrare in un imbuto in prossimità della vetta.

La discesa può avvenire o per l'itinerario percorso in salita o, come nel nostro caso, per l'evidente vallone che guarda verso Nord per poi ricollegarsi, dopo aver attraversato delle macchie di vegetazione apparentemente fitte, alla strada percorsa in salita. Da li in poi, se l'innevamento lo permette, per campi aperti.

mercoledì 21 gennaio 2009

PROVA ANTIFANNULLONERIA.

GLI ISPETTORI DEL MINISTERO PARE SIANO INTENZIONATI AD INCRIMINARE DIVERSI CAVALIERI PER "FANNULLONERIA" IN QUANTO NON PARTECIPANO ALLE DISCUSSIONI E NON VANNO IN MONTAGNA.ALCUNI HANNO ABBASSATO IL LORO LIVELLO TECNICO PERCHE' HANNO ABBANDONATO L'ARRAMPICATA PER DEDICARSI ALLA MOUNTABIKE ED ALTRI FANNO SOLO USCITE CON BIRRA E SALSICCIA.ALTRI ANCORA HANNO VELLEITA' POETICHE' E SI DEDICANO ANCHE AI FOTOMONTAGGI.SICCOME C'E' SEMPRE TEMPO PER LA REDENZIONE I "FANNULLONI" SONO INVITATI ALLA CONFERENZA DELL'ALPINISTA DONNA NIVES MEROI (N.11 OTTOMILA ALL'ATTIVO) CHE SI TERRA' SABATO 24.01.2009 - ORE 18,00 - PRESSO IL SALONE DEI RITRATTI SITO IN PIAZZA DEL POPOLO A FERMO (MC). IL MAESTRO D'OZIO CAVALIER GABRIELE NONCHE' PONTIFEX MAXIMUS E TANTI ALTRI TITOLI GUADAGNATI SUL CAMPO.

domenica 18 gennaio 2009

Con che fa rima M.Argatone ??!!...con ventalone !!!



E' proprio così ! giornata inizialmente splendida, guastata verso tarda mattinata da un vento impetuoso alzatosi da sud, sud-ovest.... quindi non freddissimo ma in quota capace di fare comunque grossi danni.

Arrivati in cima, infatti, non è stato possibile assolutamente fermarsi per togliere le pelli e scendere con gli sci... io sono arrivato su con i ramponi e sono sceso velocissimamente con gli stessi fino a quasi il margine del bosco, per levarmi quanto prima dalla furia del vento !

Percorso che parte dalla strada proprio nel centro di Bisegna m. 1225 (punto di accesso V) sale subito in una "piccola gola a gradoni" per uscire poi in ampio pianoro all'imbocco di "valle di fonte d'appia". Si prosegue in direzione est lasciandosi a destra la Valle e proseguendo addentrandosi nel bosco ed iniziando a salire nello stesso. Dal pianoro il costone di salita lo si vede proprio di fronte.

Usciti dal bosco attorno ai m. 1800 la direzione diventa Sud su ampio crinale. lo stesso si presentava in condizioni di neve dura (crosta ghiacciata dall'azione di scoglimento neve e vento "caldo"). per non soffire troppo infatti ho preferito togliere gli sci, che avevamo messo sin dal pianoro e calzare i ramponi. Poi man mano che salivamo verso la vetta è iniziato a soffiare il vento di cui ho già parlato....


La discesa purtroppo non è stata granchè, ma la nostra birra ce la siamo meritata !

Saluti.

sabato 17 gennaio 2009

Monte Cafornia

Forse oggi mi sono scelto un "brutto cliente", considerando la deabilitazione fisica postuma dell'influenza che mi aveva tenuto un'intera settimana al letto. Difatti non sono riuscito a coprire interamente i 1400 metri di dislivello che mi separavano dalla vetta, fermandomi a quota 2160 circa dove sono arrivato praticamente in agonia respiratoria.

Tuttavia non mi posso lamentare, visto che non ero mai stato su questa montagna (a torto trascurata dal sottoscritto!!!), così come in passato avevo sempre ignorato l'intero gruppo del Velino che ora mi ha affascinato, dopo averlo visto più da vicino da due versanti differenti.

Anche in questa occasione, i miei passi sono stati accompagnati dal costante "veleggiare" dei grossi Grifoni che risiedono nel parco Regionale "Velino - Sirente", i quali, non lo nascondo, generano in me un certo disagio visto che sono soliti abbassare la quota di volo quando sotto di loro si presenta una probabile vittima: ho assistito al tentativo di cattura di una grossa lepre che, per sua fortuna, è sfuggita alla cattura proprio grazie alla mia presenza.

Monte Cafornia per la costa di cafornia

Dal casello A25 di Magliano dei Marsi raggiungere Massa d'Albe (fraz. Corona) e nella parte alta dell'abitato, alle spalle della chiesa e adiacente ad una fonte, si prende una strada sterrata che si percorre fin dove la vostra auto lo permette (la mia a quota 1050 ca., ma con un fuoristrada si può arrivare tranquillamente a quota 1200 m). Lasciata l'auto, si continua sulla sterrata fino a Fonte Canale a quota 1202 m, alle cui spalle in direzione nord, lasciando alla vostra destra un piccolo rimboschimento recintato, si segue il sentiero n. 7 e 7A del CAI ben segnalato e, con un lungo traverso in direzione nord-est, si guadagna quota e si rimonta sulla Costa di Cafornia che si risale in direzione nord-ovest (sentiero 7A del CAI) mantenendosi poco più in basso del crinale fino ad una piccola sella (segnaletica in legno), dove l'intinerario diviene molto più ripido e risale l'ampia cresta che conduce direttamente in vetta.

N.B.: la traccia GPS arriva fino a quota 2160 m ca. (causa malanno), ma la vetta è facilmente raggiungibile a vista.

La discesa per la via di salita.

venerdì 16 gennaio 2009

FANNULLONI CERCASI.

IL MINISTRO BRUNETTA PARE ABBIA ESTESO IL PROPRIO RAGGIO D'AZIONE, ALLARGANDO LE INDAGINI NON SOLO ALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, AL FINE DI SCOVARE IL FAMOSO "FANNULLONE" COSI' DEFINITO DAL VOCABOLARIO DELLA LINGUA ITALIANA:"CHI PASSA IL TEMPO IN OZIO, PER SCARSA VOGLIA DI LAVORARE".PURTROPPO IL NOSTRO BLOG E' STATO SCELTO GIUSTAMENTE A CAMPIONE PER ESSERE SOTTOPOSTO AD ISPEZIONE ANCHE SE SI TRATTA DI UNA COMBRICCOLA DI AMICI CON GLI STESSI HOBBIES ED INTERESSI.QUANDO SONO STATO CONVOCATO DAGLI ISPETTORI PER ESSERE INFORMATO DELLA QUESTIONE MI HANNO CHIESTO DI NOMINARE UN AUTOREVOLE RAPPRESENTATE A CUI FAR RIFERIMENTO PER COMUNICARE LE DOVUTE INFORMAZIONI SULL'ANDAMENTO DELL'ISPEZIONE STESSA.LA SCELTA NON POTEVA NON CADERE SU "IL MASCHERONE" CHE, OLTRE ALLA PIGRIZIA FISICA SUBENTRATA,ALLA VETUSTA',AL RISPETTO CHE TUTTI GLI DOBBIAMO,ULTIMAMENTE NON E' PIU' AUTOREVOLE RIFERIMENTO DELLE DISCUSSIONI FACENDO MANCARE AL BLOG IL SUO APPORTO.CARO "IL MASCHERONE" MI AUGURO CHE QUESTO NUOVO INCARICO TI SIA DA SPRONO PENA L'ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DEL MINISTRO CON LA CONSEGUENTE FIGURACCIA ALLA QUALE MI ESPONI NOMINANDO PROPRIO UN FANNULLONE QUALE RAPPRESENTANTE.

martedì 13 gennaio 2009

ULTIME NEWS.

CARI CAVALIERI PER USCIRE DALL'IMMOBILISMO EPISTOLARE DEL BLOG DOVUTO DALLE FESTIVITA' NATALIZIE, CHE COME DI CONSUETO E' UN PERIODO DI RELAX IN CUI SI ABBONDA IN PANETTONI, FRITTI, SPUMANTI, CON POCA VOGLIA DI ANDARE PER MONTI, VI COMUNICO UNA NOTIZIA SENSAZIONALE DELL'ULTIMA ORA.IL CAVALIER SILVIO, MENTRE LA MAGGIOR PARTE DELLE PERSONE ERA IMPEGNATA IN PRANZI E BISBOCCE VARIE, INCURANTE DELLE DIFFICOLTA' DOVUTE DAL PERIODO STAGIONALE E DALLE MAREGGIATE DEL CANALE DELLA MANICA, IN OSSEQUIO ALLA SUA SPARTANITA',HA PORTATO A TERMINE LA TRAVERSATA AUTOMOBILISTICA PESCARA-LONDRA. SECONDA MIA SUPPOSIZIONE, CONOSCENDO IL TIPO, AVRA' STABILITO IL RECORD DELLA TRAVERSATA EFFETTUANDO IL MINOR NUMERO DI SOSTE POSSIBILI.POVERI MALCAPITATI COMPAGNI D'AVVENTURA!!!NON CONOSCO LE MODALITA' DEL VIAGGIO DI RITORNO SE E' STATO EFFETTUATO CON LO STESSO MEZZO O CON UN HERCULES DELL'AVIAZIONE MILITARE DECOLLATO CON L'OCCASIONE, DATA L'IMPORTANZA DELL'IMPRESA.COMUNQUE COMPLIMENTI!!PARE CHE PER EFFETTUARE LA TRAVERSATA ABBIA PAGATO UN DAZIO FISICO CONSISTENTE NEL BLOCCAGGIO DELLA COLONNA VERTEBRALE CHE, SOLO DOPO VARIE CURE DI BORSE DI ACQUA CALDA E OSTEOPATI VARI, E' IN VIA DI GUARIGIONE.CARO CAVALIER SILVIO, UNA VOLTA GUARITO, VOGLIAMO CONOSCERE LA RELAZIONE DEL VIAGGIO ANCHE SE ESULA DALLE ATTIVITA' CONTEMPLATE NEL BLOG. DA OGGI INSERIAMO ANCHE I RAID AUTOMOBILISTI.

lunedì 5 gennaio 2009

Monte San Franco 2132 m



Dopo aver inaugurato il nuovo anno con una "bella" giornata di pioggia, riuscendo comunque a fare una gita sul monte Mileto dove inaspettatamente abbiamo trovato una neve sciabile che ci ha permesso di soddisfare le nostre esigenze, e dopo aver trascorso alcune giornate sugli impianti di Passolanciano, eccoci nuovamente con una bella giornata di sole da sfruttare per una bella gita scialpinistica.
Fatta eccezione che per la splendida discesa sulla polvere della valle del Paradiso, a dire il vero io non mi sono divertito molto, poichè fin dal mattino avvertivo un certo malessere fisico che in serata si è rivelata essere una brutta influenza. Insomma questo 2009 non sembra essere iniziato molto bene, almeno per quanto mi riguarda!!

Monte San Franco 2132 m: salita per la cresta ovest e discesa per la valle del Paradiso

Località di Partenza SS 80 al km 25,800 in corrispondenza di un vecchio casotto ANAS a quota 1280 m; dislivello 900 m ca.; difficoltà MS.

Descrizione: Dal km 25,800 della SS 80 inizia una strada brecciata che sale ad una cava, raggiunta la quale si guadagna direttamente la cresta ovest del Monte San Franco che, dopo aver superato un piccolo rimboschimento, si percorre interamente fino a raggiungere la vetta a quota 2132 m (croce metallica e ometto di pietra). In discesa si segue la larga cresta est, si supera la testata della valle dell'inferno e ci si affaccia dalla cresta di Rotigliano sulla larga valle del Paradiso. Dalla cresta si cala direttamente nel pendio che chiude la valle del Paradiso, scendendo fino a quota 1700 m circa. Ora con taglio verso sinistra si guadagna la evidente sella sulla quale è alloggiato il rifugio Antonella Alessandri dal CAI dell'Aquila, continuando a scendere lungo la traccia di una carrozzabile fino a raggiungere la strada asfaltata che si riesce a percorre sci ai piedi, tranne che in due tratti leggermente in salita, fino a raggiungere nuovamente la SS 80 poco più a valle del luogo ove abbiamo parcheggiato l'auto all'inizio della gita.

martedì 30 dicembre 2008

Serra del Campitello



descrizione: Si risale la Valle del Tasso fino alla testata, dove sono le sorgenti dell'omonimo torrente che dà anche il nome alla valle. Si segue la forestale di dx che entra nel bosco verso Ovest, dirigendosi verso CampoRotondo.
Prima di arrivare nella piana di Campo Rotondo, quando alla nostra destra avvistiamo la Serra di Capramorta, si incontra una vasta radura, suprata la quale si perviene alla sella dalla quale si accede alla piana di Campo Rotondo. Qui si piega in direzione sud-ovest, superando l'arrotondato crinale per immeterci nel fosso di una stretta valletta orientata verso ovest, che si segue fin dove si allarga in piccola conca. Da qui, sempre in direzione ovest, risaliamo il vallone fino a giungere sulla Serra del Campitello.



quota di partenza: 1226 m
dislivello complessivo: 788 m
difficoltà: MS
località partenza: carrozzabile Valle del Tasso, Scanno (L'Aquila)


domenica 28 dicembre 2008

Una domenica "Particolare"....

Domenica 28 dicembre 2008,



Una escursione "leggera" nel bosco da Bocca di Valle in località "Pian delle mele".....verso il m.Campanaro.

molto suggestiva per il bosco innevato e dedicata da parte mia ad una cara persona che la notte stessa della domenica ha iniziato un altro percorso !


martedì 23 dicembre 2008

Buon Natale

Il Natale e' ormai alla porte, la polvere sulla Maiella tarda ad arrivare
mi vedo cosi costretto ad immigrare e al nord la neve cercare !!! nello sciare auguro a tutti un buon Natale.
Il Cavalier Marco

lunedì 22 dicembre 2008

Coste della Tavola OK !


Domenica 21 dicembre 2008, quota neve 1500 più o meno, giornata non eccessivamente fredda, sole, obiettivo raggiunto nel contesto di uno scenario spettacolare e per me ancora fortunatamente nuovo in parte.

Aggiungo qualche dettaglio a questa sintesi di presentazione: con l'auto da Rocca di Mezzo (indicazione x piani di pezza) su strada asfaltata e pulita fino a Vado di Pezza, nei pressi di una piccola baita (ed una grossa in costruzione !!!) . Qui si pratica lo sci da fondo e da qui siamo partiti io e l'amico Claudio con destinazione "Coste della tavola" di mt.2182 ....l'ennesimo 2000 !

In realtà la relazione che avevo letto, dava la partenza dell'itinerario da Capo Pezza, irragiungibile con l'auto.

Abbiamo invece seguito una traccia che portava (come consigliato da Claudio) verso il bosco in direzione Sud fino al "Piano del Ceraso" raggiunto il quale si volta decisamente ad Ovest. Qui parte il sentiero (ben evidente nella segnaletica) 10A che attraversando un bosco, porta poi alla quota di m.2030, con il 10B su "Costone della Cerasa" su ampio crinale verso il punto più alto rappresentato da "Coste della tavola" a m.2182.

Di qui la visuale è completa su gran parte del Parco Velino Sirente con quasi tutte le cime principali.... tutte rigorosamente imbiancate !

Le condizioni ritenute non ottimali del versante vero e proprio di "Coste della tavola" (Cornici in cresta e nessuna traccia di "scaricamento", unite al pensiero di dover percorrere un lungo tragitto in piano per tornare verso l'auto se si fose sceso da lì, hanno indotto a farci sciare al ritorno sulla traccia della salita.

Discesa di buona fattura, su neve non polverosa, ma direi remunerativa ! il tratto nel bosco all'ombra ci ha fatto un pò penare, tra rami e strettoie, ma dopo 6 ore circa il giro è finito !

cliccando sul titolo si va in galleria immagini.


Illustri Cavalieri, approfitto di questo momento per formularVi i miei più fervidi e sinceri....



... Auguri di Buon Natale !







E la neve continua......
















Beh!!! che dire... quest'anno ne ha fatta veramente na cifra di neve.... sabato 20 altro giro scialpinistico tra lo spartiacque della valtellina-orobie.... cima di 2350m chiamata Pizzo Meriggio.





Gita nel contesto molto sicura per le condizioni di neve che stiamo vivendo in questo periodo cosi valanghivo....partiti da molto piu basso di dove potevamo lasciare la macchina per il manto della strada a tratti ghiacciato..e propio quel tratto ghiacciato maledetto che ci ha bloccati a quota 900m obbligando alle nostre gambucce altri 400m di dislivello da fare, ripagati una volta in cima sia dalla giornata fantastica che per la qualita' della neve...quasi polverosa allo stato puro per gran parte dell'itinerario.....mentre la parte finale e'stata per me un calvario incredibile per il manto ghiacciato all'ennesima potenza....credevamo che mollasse un po' invece un caiser.... cosi mi sono sparato un paio di belle cadute con botta annessa al culo....mannaggia la zappa...!!!!





che dire buona natale a tutti e polvere per tutti....!!! yeah!!!





venerdì 19 dicembre 2008

RACCONTO DI NATALE

C’era una volta un santo,molto noto ,amato dal popolo e stimato in capitaneria di porto.
Se si dovesse spiegarne il perché,beh…nessuno lo saprebbe.Miracoli non ne faceva,non praticava la carità,tanto meno la castità,non onorava le festività…però andava forte con la vanità.
Impossibile,direte: “Un santo che non pratichi la castità!”…no,per Gabriele non era impossibile.Era un santo sui generis e si guadagnava sul campo molte licenze precluse ad illustri colleghi.
Un giorno il vescovo lo mandò a chiamare e gli disse:” Gabriele,Gabriele…raccontano che l’osservanza del sesto comandamento non sia il tuo forte.Come posso aiutarti?Quando intendi adempiere agli ideali di purezza che siamo chiamati a incarnare?”
S.Gabriele rispose: “Ho un buco sul tetto di casa.La riparazione costa cara.Quando mi manda un operaio,Eccellenza?”
Così finì il primo incontro…: un tetto riparato gratis,e un comandamento sospeso.
Spesso il santo veniva sorpreso in occupazioni non consone ad un’autentica autorità della chiesa qual’era…ma che il popolo gli perdonava tranquillamente,anzi gliene menava vanto:

S.Gabriele aveva una bella famigliola,sua figlia aveva ultimato i migliori studi,ed ormai era tempo di maritarla.
Marco,suo vecchio amico, da tempo aspirava alla mano di sua figlia…ma S.Gabriele era terrorizzato dalla prospettiva di vederselo insediato a casa...già se lo immaginava Marco sul divano,piedi sul tavolinetto,cicche di sigarette e bucce di noccioline dappertutto…
Per non dirgli di no così lo affrontò: “Cavalier Marco,tu avrai mia figlia in sposa se supererai questa prova…dovrai conquistare tutti i monti dell’Appennino più alti di 2000 metri.Potrai sempre chiedere aiuto al vecchio saggio e eremita “Il Mascherone”: ogni volta che ne avrai bisogno potrai bussare alla porta della sua grotta.Se sarai di ritorno per Natale del prossimo anno io benedirò le tue nozze con mia figlia”.
Marco provò a obiettare,ma S.Gabriele gli chiese in quale ristorante la bisnonna di parte materna avesse festeggiato la cresima…e l’obiezione finì lì.
Disperato Marco si precipitò all’eremo del Mascherone,e bussò.E ribussò.E bussò ancora.Dopo mezzora finalmente : “Chi cacchio è?”. Marco non si lasciò intimorire,spiegò la sua situazione e chiese un consiglio. E di rimando il Mascherone,senza aprire la porta: “Questa cosa dei 2000 è una vera c…ta”.E il consiglio finì lì.
Alla sua prima uscita Marco incontrò i Tre Cavalieri.Per motivi che Marco non capirà fino alla fine della storia i Tre portavano impressa un po’ ovunque la sigla MTBSKIALP… avevano capi d’abbigliamento supertecnici marchiati con un logo raffigurante uno strano e sfortunato cavaliere: era un tipo in armatura medievale, in chiarissima difficoltà perché,per qualche scherzo del destino,era armato solo di sci e di una picozza,e doveva scontrarsi con ferocissimi avversari corredati di smisurati spadoni,alabarde,mazze con palle chiodate.Come se non bastasse era stato disarcionato (giustamente)dal cavallo al primo tentativo di spronarlo con scarponi da sci ai piedi.

Cavaliere della Polvere alle prese con Cavalieri meno scherzosi

I Tre Cavalieri si presentarono (“Angelo,Fabio,Pastarella..piacere”),si dichiararono Cavalieri della Polvere,e venuti a conoscenza dell’ardua missione di Marco promisero il loro sostegno e declamarono :
“Cavaliere,tu che sei un martire di S.Gabriele
da oggi sei sotto le nostre tutele.
Ti nominiamo Cavaliere della Polvere e per te scacceremo ogni male,
inginocchiati ora : ti battezziamo “Alpinista Medievale”.
Potrai tre volte ,ovunque tu sia,chiedere il nostro aiuto
uno di noi accorrerà,e mai ti opporrà rifiuto …”
Visto che non si inginocchiava, il più pesante fra i tre ,lo chiamavano Pastarella,gli saltò addosso per convincerlo con le buone : quindi officiarono una complessa cerimonia,con gran parata di piccozze,ramponi,frontali,cospargendolo di neve polverosa …
Aggiunsero infine : “Attenzione,non dimenticare mai la formula magica per invocare il nostro aiuto: “I tre Cavalieri,aiutami tu!”
Marco provò a fare obiezioni di tipo grammaticale,ma i Tre Cavalieri lo zittirono,gli diedero uno schiaffone (uno schiaffone ciascuno)e gli dissero di farsi i fatti suoi e bofonchiarono che sì,erano tre,ma facevano i turni per la reperibilità,e insomma,la formula magica era frutto di una serrata trattativa col sindacato dei Cavalieri,e andava bene così.
Marco partì alla grande.Correva su e giù per le cime,ne conquistava anche 3 o 4 al giorno.Andava un po’ a vista,spesso non sapeva cosa aveva conquistato,ma insomma,al principio le cime erano tante e qualcosa da conquistare c’era sempre,e poi incontrava sempre qualcuno che gli spiegava dove fosse stato…Nella sua inarrestabile corsa incontrò due tipi che gli confessarono di avere lo stesso obiettivo,e gli proposero d’andare avanti insieme.A Fausto e Silvio,così si chiamavano i due,Marco disse: “Ma voi dovete essere proprio fuori di zucca…io almeno lo fò per amore….Però ,d’accordo: si va insieme”.
Rimanevano le cime più sperdute.Per Marco non c’era nulla di più difficile che trovare la strada.Silvio non l’aiutava granchè,e quanto a Fausto si scoprì che aveva un suo elenco privato di cime diverse da quelle prescritte da S.Gabriele.
Ad esempio il Monte Cotento proprio non riusciva a trovarlo,allora Marco decise di tornare alla grotta del Mascherone.Bussò e ribussò.Infine il saggio aprì: “Senti,saggio,io questo monte Cotento proprio non lo trovo.Puoi aiutarmi?” implorò Marco.
“Senti Cavaliere,a me del Monte Cotento non me ne può fregà di meno.Piuttosto,perché non andiamo a fare una bella cena con tutti i Cavalieri a Lama Bianca?” e il secondo consiglio del saggio finì lì.
Il Monte Cotento in qualche modo poi lo trovò,ma un giorno gli capitò un guaio peggiore.
Si trovava a Castel del Monte,e lì fece l’errore che qualsiasi alpinista avveduto mai farebbe: entrò nella locanda dell’Orchessa.Enorme,testa smisurata,l’Orchessa era ghiotta di giovani uomini vergini o semi-vergini.Fra coloro che da anni passavano nella locanda Marco era la prima persona che rispondesse ai requisiti,e presto l’Orchessa gli fu sopra.Ma prima di essere sommerso dalla sua massa fremente fece in tempo a dire “I tre Cavalieri,aiutami tu!”.
Accorse il Cavaliere di turno: Pastarella.Mai formula magica funzionò peggio.Pastarella,sebbene sprovvisto dei requisiti,era da sempre follemente innamorato dell’Orchessa.Come tutti i Cavalieri della Polvere sanno,già una volta aveva sfidato un altro Cavalier a singolar tenzone per amore della “Donzella”.

Un innamorato Pastarella fa coccole ad una giovane Orchessa (coccola preferita dall’Orchessa: sniffare calzini usati per ore in montagna)
Marco non dovette difendersi solo dall’Orchessa.Pastarella (sottovalutando il regolamento dei Cavalieri della Polvere,in particolare alla voce “Solidarietà fra Cavalieri”) suggerì all’Orchessa,che accettò con entusiasmo,di arrostire il giovane.
A Marco non rimase che spendere il secondo bonus…”I Tre Cavalieri,aiutami tu!”.
Angelo-Mandrake intervenne a fuoco già acceso:


Salvato Marco, Angelo-Mandrake dovette poi salvare Pastarella dall’Orchessa affamata,che già si preparava a grigliare Pastarella..ma alla fine tutti vissero crudi e contenti.

Marco proseguì a spron battuto nella sua campagna di conquiste…certo qualche problemino qua e la non mancava.A volte dimenticava l’acqua.A volte i guanti.A volte un guanto solo.A volte gli occhiali.A volte una sola lente degli occhiali.

A volte dimenticava i viveri.Un giorno,a corto di viveri,si cacciò nei guai appropriandosi di un anguria caduta da un Ape…ma su questo può raccontarvi,o meglio,cantarvi,l’infuriato proprietario dell’anguria:

Marco aveva poi una strana attrazione per certi funghetti ,a suo dire allucinogeni,che si vedevano nei boschi di faggi.Silvio lo aveva già dissuaso più di una volta dall’assaggiarli.Ma una volta,era solo,cedette alla tentazione…Meno male che quella volta S.Gabriele,cui già non mancavano perplessità sul conto del pretendente alla mano di sua figlia,non lo vide:

Spesso Marco si perdeva.Una volta,smarritosi,dovette consumare il terzo bonus de “I Tre Cavalieri”: intervenne immediatamente in suo aiuto Fabio…e si persero insieme.
Un’ultima volta dovette ricorrere ai preziosi servigi del Mascherone.Ma questa volta la situazione era disperata.La cima da raggiungere era lontanissima,ed era il 24 dicembre…
Bussò all’eremo.Aspettò la solita mezzora.L’eremita infine aprì e subito chiese: “Si va a Lama Bianca?”
“No,Mascherone.Ma ho un problema.A guardia della Cima c’è un signore che non ti fa passare se non gli commenti correttamente il quadrato magico (sator arepo tenet…etc etc) di S.Pietro ad Oratorium e non gli riferisci cosa fecero esattamente gli Italici nel 90 a.c. presso il tempio di Pescosansonesco…
Mi accompagneresti?”
“Presente!Quando e dove?”
“Domani alle 6.00 può andar bene?”
“Benissimo,a domani!”
Quella sera il Mascherone inviò 3 sms a Marco:
1.”Perché non andiamo invece a Lama Bianca?”
2.”Perché non partiamo invece alle 6.10?”
3.”Perché non andiamo invece sul Rapina?”
Un altro sms invece arrivò a Marco alle 5.50 :”Non vengo.Ho da fare”.
Marco disperato decise di affrontare da solo la Guardia della Cima.Poco prima di incontrarlo ebbe un’illuminazione…Lo vide infine,e ancor prima di salutarlo gli disse: “Lama Bianca”.
Quello gli rispose “Sempre!” e si scostò…era fatta!
Marco arrivò a mezzanotte meno cinque a casa di Gabriele per ritirare il premio e sposarselo.Bussò.
Il Santo aprì,e rimanendo sull’uscio,disse soltanto:”Ragazzo,tu non capisci gli scherzi.Ti pare concepibile che io ti conceda la mano di mia figlia?Ahh…benedetto iddio…c’è chi va a hertz e chi a megahertz!” e chiuse la porta.
Marco non ebbe tempo di disperarsi…l’Orchessa lo pedinava da tempo…
Qui finisce la storia…ma cosa ne fu dei nostri personaggi?
Il Mascherone aprì un eremo con suite e ristorante a Pescosansonesco,e diventò un apprezzato guru:

Marco e l’ingentilita Orchessa fecero fortuna con un parco psichedelico per famiglie, specialità funghi naturalmente…:

S.Gabriele fondò un santuario per celebrarsi: ingresso e miracoli a pagamento,ed una linea di gadget e abbigliamento “Gabriele delle Rupi”
Pastarella, mentre S.Gabriele era distratto con la storia di Marco ,sposò sua figlia.
Di Angelo,Fausto e Silvio si potrebbero raccontare cose anche più mirabolanti, ma non hanno acconsentito al trattamento dei dati personali ai sensi del D.Lgs.196/03(Privacy).

giovedì 18 dicembre 2008

ULTIMA PROVA!!!!



L'ESPERTO INTERNAZIONALE HA ASPETTATO LA NEVE PER FARE L'ULTIMA VERIFICA AL CAVALIER SILVIO E, COME SI PUO' NOTARE DALLA FOTO, PARE CHE LA STESSA ABBIA AVUTO ESITO POSITIVO. NON CI RESTA CHE ASPETTARE LE DECISIONI DEL GOVERNO FRANCESE.

martedì 16 dicembre 2008

SUPPLEMENTO DI INDAGINI.


L'AMBASCIATA FRANCESE A SEGUITO DELLA RELAZIONE LACUNOSA PRESENTATA DA "IL MASCHERONE" HA RITENUTO DI ESPLETARE UN SUPPLEMENTO DI INDAGINI AFFIANCANDOGLI UN ESPERTO INTERNAZIONALE. NEL CORSO DELL'ULTIMA GITA DI VERIFICA IL CAVALIER SILVIO SI E' STACCATO, QUESTA VOLTA IN SALITA, AL PUNTO DA ESSER PERSO DI VISTA.COME POTETE OSSERVARE DALLA FOTO "IL MASCHERONE",MOLTO PREOCCUPATO, HA DOVUTO PRENDERE IL BINOCOLO DALLO ZAINO PER INDIVIDUARE IL CAVALIER SILVIO, MENTRE L'ESPERTO INTERNAZIONALE, SBALORDITO PER IL RITARDO, E' DOVUTO RICORRERE AL CRONOMETRO PER ACCERTARE CHE NON FINISSE FUORI TEMPO MASSIMO.ALLA FINE TUTTO SI E' RISOLTO PER IL MEGLIO E IL CAVALIER SILVIO, SEPPUR CON UN RILEVANTE RITARDO, E' ARRIVATO IN VETTA AL MONTE IENCA.NOTATE COME IL PONTIFEX MAXIMUS OSSERVA, CON DISTACCO, LO SVOLGERSI DELLE OPERAZIONI COME SE GIA' CONOSCESSE L'ESITO.

domenica 14 dicembre 2008

... dove sono gli impianti?...

Il neteo prometteva bene e ci siamo regalati una giornata di montagna...ventosa.
Itinerario arcinoto, verso le nove eravamo nel parcheggio della Vetica tutti indaffarati per i soliti preparativi, al punto che nessuno di noi si è accorto del sopraggiungere di una macchina dal quale, un ragazzo ci chiedeva "... scusa ... gli impianti?..."
Io e Angelo, senza guardarci, abbiamo pensato la stessa cosa: "... e moh! quss che vo!..", in realtà si trattavano di due simpatici ragazzi di Ortona che avevano le idee confuse su come raggiungere gli impianti di Campo Imperatore. Anche in assenza del Gabriele delle Rupi abbiamo indirizzati i ragazzi su come raggiungere gli impianti.
Ve la immaginate la Vetica con un impianto???


La salita sul Tremoggia è diventata, almeno per me, subito difficoltosa in quanto le pelli non tenevano e ho dovuto ricorrere ai rampant. Una volta usciti sulla selletta un forte vento ci ha accompagnato sin quasi alla vetta, dico quasi perchè abbiamo dovuto battere in ritirata per un forte vento.
La discesa si è articolata su neve difficile (non fidatevi del parere di Fabio), ma alla fine siamo scesi...


E PENSARE CHE DICONO CHE IL FUORIPISTA SIA PERICOLOSO!

Ieri a Città Sant'Angelo si festaggiava la ricorrenza di Santa Lucia. La tradizione impone che vi sia il c.d. "sparo della Pupa". Personalemente non sono attratto da queste cose, ma poichè mio figlio voleva vederla mi sono dovuto fermare (per fortuna).
Il video è stato fatto con il telefonino quindi la qualità non è delle migliori ma si capisce bene cosa sia accaduto.
Per la cronaca, un ragazzo colpito da un razzo alla testa (3 punti) e una donna ferita e tanta paura tra la folla.
Il video termina in maniera brusca in quanto io stesso sono stato colpito da un razzo, e pensare che dicono che lo ski-alp è pericoloso....



Archivio blog