giovedì 1 luglio 2010

PLACCHE DEL TOTEM





L'APPETITO VIEN MANGIANDO" RECITA UN FAMOSO DETTO. DOPO AVER ESORDITO CON META' VIA DEL VECCHIACCIO E META' VIA AQUILOTTI 74 HO COLTO AL VOLO L'OPPORTUNITA' DI RIPERCORRERE LA VIA DELLE PLACCHE DEL TOTEM SITUATA SULLA PARETE OVEST DELLA 2° SPALLA AL CORNO PICCOLO.ERAVAMO PARTITI, IO E ANTONIO, PER FARE LA VIA DEL VECCHIACCIO, QUESTA VOLTA PER INTERO, MA CONSIDERATO L'AFFOLLAMENTO SULLA STESSA ABBIAMO "RIPIEGATO" SULLA VICINA VIA DELLE PLACCHE DEL TOTEM.GRANDIOSA VIA, CHE HO RIPERCORSO PER LA SETTIMA VOLTA (PER IL MASCHERONE AMANTE DELLE MIE STATISTICHE!!), APERTA DAL FUORICLASSE DELL'ARRAMPICATA PIERLUIGI BINI.VIA DI 200 METRI DI DISLIVELLO CON DIFFICOLTA' DI 5 E 6 GRADO. VIA SU PLACCA APPOGGIATA E VERTICALE CHE COMPORTA UN'ARRAMPICATA DELICATA ED IN UN PAIO DI TRATTI ESTREMA.LA PARTICOLARITA' DELLA VIA E' CHE IN LOCO CI SONO SOLO TRE PROTEZIONI E LA POSSIBILITA' DI SFRUTTARE DUE CLESSIDRE E, QUINDI, E' MOLTO PSICOLOGICA E RICHIEDE ALL'ARRAMPICATORE SICUREZZA ESTREMA SUL GRADO.L'APRITORE HA UTILIZZATO UN SOLO CHIODO!!!PENSAV0 DI FARE UN PAIO DI "APPESE" PRIMA DEI TRATTI ESTREMI,INVECE NON NE HO AVUTO BISOGNO.ALLA PROSSIMA!!!

domenica 27 giugno 2010

Serra delle Ciavole, Pollino

Sabato calabrese per il sottoscritto e il Mascherone. Meta: il gruppo del Pollino. Partiamo da Sibari, diretti a Civita.
Con sorpresa ci rendiamo conto che Civita ha la particolarità di essere una sorta di enclave albanese. Espone tabelle segnaletiche bilingue, e conserva lingua e tradizioni albanesi.

Il paese è carino, un nido d’aquile come la madre patria, che fronteggia le pareti vertiginose del canyon del Raganello. E’ una delle porte naturali al Pollino.
Quando alle 7.00 facciamo irruzione nel paese il Mascherone è in stato di forte agitazione. Non finisco di parcheggiare che si slancia fuori dall’auto, si avventa su un netturbino, e gli chiede dove può trovare una pasticceria ( ancora oggi non ho capito perché). Il netturbino è un po’ stranetto, per usare un eufemismo. Ma prende molto a cuore la situazione del Mascherone. Si agita, si sbraccia, gli spiega cose di cui il Mascherone non capisce una parola. Poi leggermente rassegnato si rivolge a tutti gli altri occupanti della piazza (malgrado l’orario ce ne sono), e capiamo che sta illustrando le esigenze del Mascherone a tutti gli abitanti di Civita raggiungibili al momento .
Lasciamo la piazza in fibrillazione (la piazza non noi) e ripariamo in un bar. La barista è un’attempata e normale signora, che ci serve caffè (di cui il Mascherone non rimane soddisfatto) e brioche.
Disponendo solo di una carta scritta in topografico arcaico, ne cerchiamo una più aggiornata e leggibile. In un altro bar ne troviamo un’altra, ma è molto molto più arcaica della prima.
Ci spiegano che il percorso di avvicinamento è solo per 10 km percorribile senza un fuoristrada. Non ci preoccupiamo perché ho sempre considerato la mia FIAT Ulysse un fuoristrada.
Da Civita la strada verso il Casale Toscano (mt 1659) si snoda verso nord, nord-ovest parallelamente alle gole del Raganello. Una decina di km di asfalto, poi, dopo Colle Marcione (un passo con tanto di rifugio), sterrata.
Il mio fuoristrada arriva a quota 1400. Da lì ci incamminiamo.
Si prosegue a piedi sulla sterrata per un paio di km. Poi si comincia a salire nel bosco e a zigzagare su corsi d’acqua, che su questa montagna troviamo un po’ dappertutto. Arriviamo al sinistro Casale del Toscano. Credo che il Toscano in persona lo abbiamo incrociato un po’ più in basso. Non sembrava per niente toscano, non era tanto elegante, ed aveva in mano un’accetta con un lungo manico. Al saluto rispondeva con cenno (nessun problema, se il cenno non l’avesse fatto con l’accetta).
Dal Casale Toscano si prosegue nei boschi fino alla Grande Porta, a quota 1947, passo che immette sulla Piana del Pollino (un altopiano tutto coronato dai monti del Pollino). Decidiamo di piegare verso Serra delle Ciavole. Ci portiamo alla base della Serra piegando a sud. Quindi risaliamo a vista il fianco della serra, tutto coperto da bellissimi pini loricati. La cima (mt 2130) è all’estremità sud della serra, che raggiungiamo rimanendo sulla cresta. Questi pini, seppure secchi in gran numero, sono proprio belli e imponenti.

Molto rugosi, con una corteccia che pare una pelle di dinosauro. Oppure quasi bianchi, quando sono secchi e senza corteccia.


Ritorno per la via di salita. Sosta a Civita per panino e birra.
Troviamo un alimentare aperto, e la titolare, mentre per 7 euro ci prepara due ragguardevoli panini soppressata e pecorino, due birre, ed una focaccia, ci racconta buona parte della sua vita.


Quando usciamo ci vede da lontano il netturbino, che ormai è in borghese. Si avvicina e riattacca il discorso pasticceria. Il Mascherone si gira e comincia a parlare per finta al cellulare, e a me tocca intrattenere il netturbino di Civita.
Concludiamo questa bella uscita con un piccolo tour di Civita, cercando di sfuggire al netturbino.

lunedì 14 giugno 2010

1/2 VIA DEL VECCHIACCIO + 1/2 AQUILOTTI 74






UN PO' DI TEMPO FA HO CONOSCIUTO UN GIOVANE DI PESCARA,DI NOME FABIO, CHE ARRAMPICA AD OTTIMI LIVELLI E, NELL'OCCASIONE, ABBIAMO ESPRESSO LA VOLONTA' DI EFFETTUARE INSIEME QUALCHE BELLA ARRAMPICATA NONOSTANTE LA NOTEVOLE DIFFERENZA DI ETA' (32 ANNI!!!!)ED IL DIVARIO TECNICO.QUESTI DUE FATTORI ANZICHE' ESSERE DISCRIMINANTI SONO STATI COLLANTI AL PUNTO CHE CI SIAMO RIPROMESSI DI INCONTRARCI NUOVAMENTE PER EFFETTUARE DELLA ALTRE SALITE.CONSIDERATO IL MIO ATTUALE ALLENAMENTO SPECIFICO IN ARRAMPICATA ABBIAMO SCELTO LA VIA DEL VECCHIACCIO ALLA 2° SPALLA COME PRIMA USCITA ED ANCHE PERCHE' QUELLA VIA, FABIO, NON L'AVEVA MAI FATTA.ARRIVATI ALL'ATTACCO, DOPO AVER PERCORSO IL SENTIERO VENTRICINI, ABBIAMO INIZIATO AD ARRAMPICARE(FABIO DA CAPOCORDATA) CON UN TEMPO SPLENDIDO, PERO' CON UNA LEGGERA BREZZOLINA PROVENIENTE DA SUD-OVEST CHE AL MOMENTO NON DESTAVA NESSUNA PREOCCUPAZIONE E, CON IL PASSSARE DEL TEMPO, SI E' RIVELATA CONTROPRODUCENTE AL PUNTO CHE, DOVE LA VIA INCROCIA LA AQUILOTTI 72 (PER CHI CONOSCE LA PARETE),ABBIAMO DOVUTO FARE UNA RITIRATA IN CORDA DOPPIA CON UN VENTO PATAGONICO E CON UNA PIOGGIA CHE IN POCHISSIMO TEMPO HA BAGNATO COMPLETAMENTE LA PARETE.ARRIVATI ALL'ULTIMA DOPPIA, IMPROVVISAMENTE, C'E' STATA UNA INVERSIONE DELLA DIREZIONE DEL VENTO (NORD-OVEST)CHE IN POCHISSIMO TEMPO HA SGOMBERATO IL CIELO DALLA NUVOLE FACENDO RISPLENDERE IL SOLE, PERO' SEMPRE CON UN PO' DI VENTO CHE CREAVA DIFFICOLTA' NELLA PROGRESSIONE ED ANCHE NELLA COMUNICAZIONE DEI COMANDI DELLA CORDATA.ABBIAMO, ALLORA, DECISO DI ANDARE SULLA PARETE NORD DELLA STESSA SPALLA, RIPARATA DAL VENTO, PER PERCORRERE LA VIA AQUILOTTI 74 E DOPO AVER EFFETTUATO I PRIMI DUE TIRI ( I PIU' IMPEGNATIVI) ABBIAMO OPTATO PER LA DISCESA PER NON PERDERE L'ULTIMA CORSA DELLA FUNIVIA.PER CONCLUDERE, QUESTA E' STATA LA PRIMA VOLTA, IN TANTI ANNI, CHE HO DOVUTO EFFETTUARE UMA RITIRATA PER MALTEMPO DA UNA VIA DI ROCCIA, MA QUELLO CHE MIA HA PIU' COLPITO E' STATO IL REPENTINO CAMBIAMENTO DEL TEMPO CHE IN PASSATO NON AVEVO MAI RISCONTRATO.

giovedì 10 giugno 2010

Un altro compleanno a M.Amaro...con un grande Amico !

Ebbene sì... anche i 49 sono riuscito a festeggiarli in vetta, per quella che ormai per me è una "piccola grande sfida" all'età che avanza ! la "difficoltà" è insita nel nome dell'itinerario "M.Amaro da Fara San Martino".

Quest'anno ho iniziato a passare il testimone..."forse"... ad un grande Amico: Federico.
Ed è stato il regalo più bello, perchè ci "abbiamo creduto in due" e non abbiamo sbagliato !

Qualche dubbio l'ho avuto...in verità... ma poi conoscendo lo stato di allenamento e la caparbietà del "bamboccio" , nonostante (o per fortuna) i suoi 14 anni, gli ho buttato l'esca...e lui è stato felice di "abboccare" !

L'itinerario è noto ai conoscitori della montagna, e quindi non mi dilungo nei dettagli "tecnici"... questa volta ho cercato di passare le emozioni, le immagini, le sensazioni che si provano nel percorso anche a Lui...affinchè vivesse un giorno di "ordinaria follia montana"... ma uno di quei giorni che si ricordano per la vita !



Federico è mio figlio, ma anche un Amico, con il quale a volte litigare, scontrarsi, discutere, confrontarsi, condividere momenti "particolari" ...rispetto alla quotidianità, che ci vede percorrere "itinerari diversi ", ma con la stessa tenacia e volontà che si "adoperano" in montagna !

E poi quale luogo migliore per parlare un pò, fare il genitore, provare ad insegnare qualcosa sulle basi della vita... per le "cose serie" ci sono i professori... i maestri... gli allenatori...


Relazione:
Sveglia alle 04:30, partenza da Pescara alle 05:30, inizio escursione da Fara (mt.500) alle 07:15 (sorpresa negativa l'imponente crollo che ha interessato l'imbocco della valle di S.Spirito, proprio all'inizio prima della strettoia). Dopo quasi 3 ore eravamo all'ultima fonte (purtroppo quasi asciutta questa volta) in prossimità di uno stazzo, poco prima della biforcazione per "Piano della Casa". Il bosco aiuta molto nel primo tratto, praticamente fino a 1800 mt (...che non è poco...). Lasciata quindi Valle di Macchialunga, la parte "terminale" della salita in Valle Cannella è stata effettuata sugli ancora abbondanti nevai (sciabili !!!) , fino al rif.Manzini (mt.2.550) raggiunto dopo 6 ore, per poi essere in cima (mt.2.793) e al "derelitto" bivacco Pelino alle 14:00 !!!

Congratulazioni ed auguri di rito con tonno e fagioli e spumante: per la serie... "me ne frego delle barrette" !

Partenza per il ritorno alle 14:30 e alle 18:45 eravamo alla macchina, provati ma contenti ! Tempo splendido (non una nuvola !!!).

Alle prossime... e grazie della compagnia Chicco !

SCUSE.

IN NOME DELL'ORDINE DEI CAVALIERI DELLA POLVERE!!IL PONTIFEX SENTE IL DOVERE DI SCUSARSI NEI CONFRONTI DEL GRANDE ASSENTE E COMPAGNA PER LA "SOLA COLLETTIVA" PERPETRATA IN OCCASIONE DELL'INVITO PER IL MONTE ARGATONE ANCHE SE, PENSO, NON SI E' TRATTATA DI UNA SOLA, DOPO AVER SENTITO I VARI CAVALIERI.PER CONCLUDERE LE INDAGINI MI MANCA SOLO LA DEPOSIZIONE DEL MASCHERONE, MA CONSIDERATO L'AMICIZIA PLURIENNALE CHE LO LEGA AL GRANDE ASSENTE E, SOPRATTUTTO, L'ANSIA CON LA QUALE ASPETTAVA L'EVENTO, RITENGO SUPERFLUO SENTIRLO E, QUINDI, LO GIUSTIFICO D'UFFICIO.

sabato 5 giugno 2010

C.no Grande vetta Occ.le dal Calderone 05.06.10


Salita classica alla vetta occ.le dai Prati di Tivo, per il rif.Franchetti ed il ghiacciaio del Calderone.

Ascensione dallo stampo ancora "invernale" data la progressione dal vallone delle Cornacchie in poi, con ramponi e piccozza (la tipologia di neve, soprattutto nella parte bassa, lo giustificava !)

Causa chiusura strada per Cima Alta (ordinanza del comune di Pietracamela...!!!), si è dovuto prendere la nuova cabinovia per raggiungere la Madonnina...tant'è !

Il tempo non è stato un granchè ed anzi... le meteo erano buone e non si prevedeva pioggia, ma l'umidità, relativa alla primavera sicuramente non asciutta, ha fatto sì che dal Franchetti in su, si sia proceduto in mezzo ad un nebbione della...

La principale conseguenza di ciò è stata rappresentata dal "grossolano errore", una volta raggiunto il ghiacciaio, di procedere per un lungo diagonale, tenendosi a dx le rocce e a sx il fondo dello stesso... "ma non finisce mai stu travers..??!!"... "ma dobbiamo iniziare a salire adesso...??!!"

Il trovarsi di fronte ai bollini rossi e bianchi, identificativi della normale alla vetta Or.le... ci ha riportati tutti alla realtà..."MA DDO STEM A I ...??!!" eravamo in sei...ed io ero in testa al gruppo...per la serie "DOPO 25 ANNI DI ONORATA MONTAGNA"...non si finisce mai di sbagliare !

Se ce n'era bisogno, ancora una volta la nebbia ha dimostrato che con la stessa si prendono clamorose cantonate !

Il tanto atteso sole ha accompagnato il ritorno dell'uscita con questi amici del Gruppo Gran Sasso del Cai Pescara.

giovedì 3 giugno 2010

Monte Argatone

Per domenica 6 giugno, ho finalmente organizzato la tanto pubblicizzata "uscita" sul Monte Argatone da Villalago. Io vado a Villalago da sabato mentre il Mascherone e la consorte partono da Pescara alle ore 8.00 (orario da gita e pic-nic ma legato ad inconfutabili esigenze familiari). E' necessario un veicolo "adeguato" a percorrere un lungo tratto di carrozzabile con pendenze significative..Si arriva in alto con il veicolo e poi circa 1 ora e mezza di cammino per la vetta. Vi aspetto!!!

IL "MASCHERONE STEP"





NELLA STORIA DELL'ALPINISMO CI SONO I COSIDDETTI ITINERARI "CLASSICI" CHE, VUOI PER LA LORO BELLEZZA ESTETICA, PER LE LORO DIFFICOLTA' TECNICHE ED, IN PARTICOLARE, PER LA LORO IMPORTANZA NEL CONTESTO STORICO IN CUI SONO STATI TRACCIATI, NON PASSANO MAI DI MODA E L'ALPINISTA NON SI STANCA MAI DI RIPETERLI.IN GENERE QUESTI ITINERARI, AL CONTRARIO DEGLI ALTRI, CONTENGONO DEI NOMI PARTICOLARI PER SPECIFICARE UN SINGOLO PASSAGGIO O UNA STRUTTURA CHE CARATTERIZZA LA MORFOLOGIA DEL TERRENO O DELLA ROCCIA.ESEMPI PIU' NOTI:"LA CHANDELLE DEL PILONE CENTRALE DEL FRENEY";"L'OBELISCO DELLO SPIGOLO A DESTRA DELLA CREPA DEL CORNO PICCOLO";"HILLARY STEP SULLA CIMA DELL'EVEREST".ANCHE NOI SUL NOSTRO GRAN SASSO ABBIAMO DEGLI ITINERARI DI QUESTO TIPO E TRA QUESTI INSERISCO ANCHE IL CANALONE DI FONTE RIONNE AL MONTE INFORNACE.SABATO SCORSO, 29 MAGGIO, ABBIAMO EFFETTUATO UNA RIPETIZIONE DELL'ITINERARIO CHE, COME DI CONSUETO, E' BELLISSIMO.CHI CONOSCE L'ITINERARIO SA CHE A PRIMAVERA INOLTRATA SI FORMANO SEMPRE DUE SALTI CHE POSSONO CREARE NON POCHE DIFFICOLTA' PER IL LORO SUPERAMENTO.IL SECONDO SALTO, QUELLO DELLA CASCATA, PUO' ESSERE AGGIRATO COMODAMENTE SULLA SINISTRA, MENTRE IL PRIMO DEVE ESSERE SUPERATO DIRETTAMENTE E LE DIFFICOLTA' SI CREANO A SECONDA DELLE CONDIZIONI.NEL NOSTRO CASO ABBIAMO SUPERATO DIFFICOLTA' DI MISTO DI 2° GRADO SU ROCCIA E 50° SU NEVE.IL CAVALIER SILVIO, GIUSTAMENTE,IN VIRTU' DELLA LORO PLURIENNALE AMICIZIA,HA DECISO DI NOMINARE QUEST'ULTIMO "IL MASCHERONE STEEP", COME RISULTA DAL POST PRECEDENTE, PERCHE'INNANZITUTTO HA PERCORSO L'ITINERARIO DECINA DI VOLTE ED IN DISCESA L'ESIMIO CAVALIERE, PER SUPERARE IL SALTO, AL CONTRARIO DEGLI ALTRI CHE SONO SCESI ARRAMPICANDO, SI E' ESIBITO IN UN SALTO "DA CIRCO" CON UNA DISINVOLTURA TALE DA FARMI RICREDERE SULLE SUE REALI POSSIBILITA' TECNICHE INESPRESSE AL PUNTO CHE GLI HO SUSSURRATO:"VINCE', TU SEI UN MISSILE INTERCONTINENTALE E TI UTILIZZI PER LE GUERRE DI POSIZIONE!!".LUI MI HA RISPOSTO:" MI SONO IMPOSTO DI NON SUPERARE CERTI LIMITI".CARI CAVALIERI. IN QUALITA' DI MASSIMA AUTORITA' DELL'ORDINE DISPONGO CHE A FAR DATA 29.05.2010 IL PRIMO SALTO DEL CANALONE DI FONTE RIONNE VENGA CHIAMATO "IL MASCHERONE STEP" IN ONORE DEL NOSTRO OMONIMO CAVALIERE E DALLA STESSA DATA VENGA' INSERITO NELLA LETTERATURA APPENNINICA.UNA DELLE FOTO PUBBLICATE RITRAE IL CAVALIER SILVIO MENTRE SUPERA "IL MASCHERONE STEP".

mercoledì 2 giugno 2010

Fonte Rionne

Siamo in quattro sabato mattina 29 maggio, e con le idee chiare: si va a Piani di Pezza, e da lì alla conquista di un grappolo di duemila. Incontro alle 6 in punto. Alle 6.10 la meta è diventata il Canale di Fonte Rionne.



A Castel del Monte decidiamo di prendere una scorciatoia. Subito sopra il paese , si gira a sinistra su una sterrata (indicazione “Campo Imperatore” su tabella di legno). Bel percorso, adatto a fuoristrada (ma io per colpa del Mascherone l’ho fatto recentemente con un Ulysse ! Con una certa soddisfazione devo dire…), che costeggia a sud la Costa di Bolza, e alla Sella di S. Cristoforo svalica su Campo Imperatore, accorciando non poco per chi vada in zona Prena.
Dalla strada che attraversa Campo Imperatore all’attacco di Fonte Rionne c’è da fare un lungo attraversamento della piana, per 4 o 5 chilometri .
A quota 1700 metri, proprio alla base del monte, si attraversa un corso d’acqua (ma ormai il canale di Fonte Rionne è attraversato sotterraneamente da canalizzazioni, e qua e la si rilevano le opere di captazione) e si inizia a salire un costone che porta alla base del canale vero e proprio (in realtà il sentiero è ben segnato, ed è sulla sinistra del costone che noi rimontiamo a vista).
A poco più di quota 1900 incontriamo la neve, che ci accompagnerà compatta e omogenea fino alla cima del Monte Infornace.

Il Canale di Fonte Rionne è una delle più belle uscite di montagna che si possa fare dalle nostre parti, oltre a essere un luogo mitico per molti Cavalieri. Per il Mascherone poi lo è di più, e capirete perché. Il Canale è fortemente incassato fra imponenti rocce grige, scolpite da tutta la storia di queste montagne. E’ una neviera praticamente perenne. E il modellarsi della neve nelle varie stagioni gli conferisce aspetti sempre diversi.

Intorno a quota 2100 si trovano le due tipiche difficoltà della salita del Canale. Prima un gradone del “letto” di neve, il “Mascherone Step”, che si può aggirare a sinistra, arrampicando 2 metri su un saltino di roccia. Sotto lo Step scorre abbondante l’acqua, che scava un grande tunnel di cui si intravedono le…fauci.
Subito dopo un vero e proprio salto di roccia, che si può evitare aggirando ampiamente a sinistra il canale. Si deve far attenzione a mantenersi alti, altrimenti si finisce sull’orlo di salti di roccia.

Si rientra quindi nel canale, e da lì si prosegue senza ostacoli fino alla cima del Monte Infornace (2469), incontrando anche varie chiazze di neve fresca.

La discesa è divertente, ma il Mascherone ha un problema con i suoi ramponi. Tutti noi abbiamo l’anti-zoccolo. Lui invece ha dei ramponi filo-zoccolo. Pertanto brevetta lì per lì una progressione anti-zoccolo:





I guai arrivano dopo, al Mascherone Step, che si può scendere saltando o ri-arrampicando come in salita. Dovete sapere che il Mascherone lo sogna da quand’era piccolo. Ed il sogno, o meglio, l’incubo si svolge invariabilmente così: la neve sul Mascherone Step è un ingannevole ponte, che sotto è tutto scavato e traforato dall’acqua impetuosa. Il Mascherone salta il Mascherone Step, e atterra su questo finto ponte eroso dall’acqua. Precipita nel tunnel gelido, e viene trascinato giù… Potete immaginare lo stato d’animo del Mascherone sul ciglio del Mascherone Step :

sabato 29 maggio 2010

M.Focalone, Anfiteatro delle Murelle 29.05.10… ultima sci alpinistica e….PARI E PATTA !!!

Esimi e illustri Cavalieri Erranti e aggiungo non a torto…ultimamente , almen per me, mancanti !

Sono qui a narrare le ultime gesta di 2 membri di così onorato gruppo… cercando di far questo nella miglior maniera… onde evitar stilettate e bacchettate di qualsivoglia genere e per ricondurre, come credo giusto, l’attenzione su aspetti montani…. e non “villani”, ma con garbo e gusto !

Ma vengo al dunque e quindi espongo, con baldanza… l’uscita, a volte ripetuta, in quel della Maiella, cosiddetta madre… in quanto sempre pronta ad accogliere i suoi figli, quando costoro hanno della stessa la mancanza!

L’anfiTEATRO delle Murelle, quale luogo miglior per recitar la parte… che induce gli avventori a spegnere gli ardori, ultimi della stagione seppur breve, nella nostra amata neve…

Qualcuno in non remoto tempo, agittossi nel vedere… che spesso l’amato attrezzo, usato con le pelli e con cui poter poi sciare… non sempre al nostro seguito è portato e folli proporzioni propose… per essere nell’onorata cerchia sempre accettato !

Ebbene, fatti i dovuti calcoli, per la gratificante ultima discesa … tanto onerosa e maggiormente ardita è stata con zaino e sci in spalla… la salita !
La stessa, la possiamo annoverare per poter tutti i conti pareggiare ?!?!

Quattro quinti ??.... otto decimi ??... a voi la matematica… ed anche l’italiano… io preferisco i monti, l’amicizia e un buon bicchier di vino !



Relazione:

Partenza dal rif.Pomilio alle ore 08:30. In vetta al M.Focalone alle 11:00e iniziata discesa per l’anfiteatro 15 minuti dopo. Neve trasformata, ma con uno strato superficiale di una decina di centimetri non coeso e causa di piccoli svalangamenti. Risalita al bivacco Fusco (purtroppo danneggiata la porta d’ingresso !) e successiva discesa per la lingua in neve trasformata e compatta fino al raggiungimento del sentiero basso delle Murelle. Da qui alla fontanina (senz’acqua !) e ritorno all’auto alle 14:30. Non usate pelli di foca; tempo come promesso dalle meteo con sole fino a verso le 12:00 per poi progressivamente peggiorare, ma senza pioggia.

Partecipanti : Claudio (contadino) e Fausto2000.


martedì 25 maggio 2010

A ZONZO SUL VETTORE!!!





POTREBBE ESSERE IL TITOLO DEL POST PRECEDENTE A FIRMA DEL NOTO CAVALIER SILVIO CHE, PUR DI ARRICCHIERE IL SUO GIA' RICCO PANIERE DI 2000, IN BARBA ALLE PREVISIONI METEO, PARTE CON QUALSIASI SITUAZIONE METEOROLOGICA E, ARRIVATO SUL POSTO, A SIMILITUDINE DELLE SPEDIZIONI HIMALAIANE, ASPETTA LA FINESTRA DI BEL TEMPO, CHE ULTIMAMENTE NON ARRIVA MAI, PER L'ASSALTO FINALE ALLA VETTA. COMUNQUE NON BUTTA MAI VIA LA GIORNATA PERCHE' SI ESERCITA A GIRARE LUNGOMETRAGGI CON CAVALIERI ATTORI ALLE PRIME ARMI PER PO GIRARE DEI VERI E PROPRI FILM CON QUELLI PROFESSIONISTI CHE, NEL CONTEMPO, SI ALLENANO DURAMENTE SULLE PARETI DI ROCCAMORICE.

domenica 23 maggio 2010

Cavalieri sul Vettore

Il 22 maggio 2010, alle 6.00, alcuni Cavalieri partivano alla conquista del Vettore.
Le previsioni meteo del 21 maggio non lasciavano presagire nulla di buono. Ma in più, implacabile, era arrivato l’sms delle 17.00 di Gabriele. Come sempre in questi casi minacciava l’apocalisse meteo.
Ma partiamo:



Ci incamminiamo infine, da quota 1530, Forca di Presta. Si imbocca il segnatissimo sentiero 101, che zigzaga intorno al filo della larga cresta per il Vettoretto. Segnato che sia, prendiamo una diramazione che piega un po’ più a valle, fino ad un abbeveratoio dismesso.
Nessun problema, riguadagniamo subito il sentiero più a monte.
Superata la Croce Zilioli (croce di ferro a lato del sentiero) raggiungiamo la cima del Vettoretto.
La montagna è perfettamente pulita, ma a 2000 metri improvvisamente la neve: 20 o 30 centimetri, di cui 10 o 15 sembrano quelli caduti in settimana.




Il sentiero fa l’ultimo traverso e siamo al Zilioli, quota 2233. Vento e nebbia sconsigliano di proseguire.



Chiudiamo quindi in anticipo l’impresa, e torniamo a valle freschi come rose:

lunedì 17 maggio 2010

L'UNIVERSALITA'!!!!!




IL PONTIFEX, PERSONAGGIO CHE NON CONOSCE CONFINI, PER RIBADIRE LA SUA UNIVERSALITA',OLTRE AD ESSERE MENZIONATO DA PERSONAGGI CHE HANNO FATTO LA STORIA DELL'UMANITA', COME SPECIFICATO NEL PRECEDENTE POST,NON DISDEGNA DI PARTECIPARE, IN QUALITA' DI OSPITE D'ONORE, A FESTE POPOLARI E DI FARSI FOTOGRAFARE CON PERSONAGGI CARATTERISTICI COME IN OCCASIONE DELLA FESTA DEL BANDERESE 2008.

venerdì 14 maggio 2010

IL RUOLO MONDIALE DEL PONTIFEX

Qualcuno si è chiesto se il Pontifex ultimamente non stia un pizzichino esagerando. Ebbene, quel qualcuno non sa quale ruolo ha giocato il Pontifex Gabriele nella religione, nell’arte, nella scienza, nello spettacolo e nella storia del mondo.
Di lui diceva Einstein:



E ancora prima un cittadino di Nazareth:



La Gioconda:



Un contemporaneo:



E Naomi :

giovedì 13 maggio 2010

Festa dei Banderesi 2010


Come ogni anno nella Città di Bucchianico nel mese di maggio avranno luogo i festeggiamenti in onore di S. Urbano I Papa e Martire, santo protettore del paese, nell'ambito dei quali avrà luogo anche la rievocazione storica di una battaglia che i bucchianichesi ingaggiarono con i vicini teatini che, secondo la leggenda, si concluse senza alcun spargimento di sangue grazie proprio all'intercessione del santo che in sogno suggerì al Sergentiere, capo della milizia, uno stratagemma per spaventare il nemico.
Un breve cenno storico e l'articolazione della rievocazione potrete leggerlo al seguente link

Quest'anno la parte principale della rievocazione storica, nota come la "Festa dei Banderesi" dal nome attribuito ai contadini che presero parte alla battaglia vestiti con "bande" e "pennacchi", si terrà domenica 16 maggio a partire dalle ore 15,30 circa quando tutte le contrade si riuniranno presso il campo sportivo per poi sfilare nelle strade del paese fino a giungere nella piazza Roma, luogo dove si svolge la suggestiva e multicolore "ciammaichella".
Noi bucchianichesi indichiamo questa giornata come quella in cui "si riportano i carri", nel senso che rappresenta il momento in cui la popolazione contadina residente fuori le mura del nucleo principale della Città, capeggiati dal "Banderese" e richiamati dal Sergentiere, si radunano portando al seguito vettovaglie e cibo per poter resistere all'assedio dell'esercito nemico. Nei giorni seguenti, fino al 26 maggio, i "banderesi" continuano a sfilare per i vicoli del paese proprio per rievocare lo stratagemma posto in essere per spaventare il nemico e farlo desistere dall'assedio.

Questa manifestazione meriterebbe di essere vissuta direttamente per comprenderne a pieno il significato, come qualche Cavaliere può testimoniare, ma ci si può accontentare anche di una semplice visita ed assistere alla sfilata del 16 maggio.

Vi aspetto!

mercoledì 12 maggio 2010

PONTIFEX: il mito del web!



Mi sembrava doveroso riportare quanto pubblicato dall'amico Federico sullo storico incontro Pontifex (Cavalieri della Polvere) - Federico di Monte-Prestanza (Mountain-Fitness) uscito sul sito di Federico.

“Si avvicina un tipo con baffi, chiaramente dalle sembianze, avvezzo all’aver macinato e consumato anni e anni di montagna…Con la sua macchina digitale, ci chiede che giro facevamo, da dove siamo saliti e dove scenderemo. La cosa mi ha insospettito positivamente, tanto da farmi subito pensare, alle domande di rito del Pontifex. Poi associo le domande con i folti baffi, mi ricordo del suo profilo sul blog dei Cavalieri e alla terza domanda consecutiva mi blocco, guardo il mio amico Diego, sperando di non sbagliarmi, e esclamo…lo sai chi e’ questo…?? e’ il Pontifex dei Cavalieri!! Ho subito notato l’espressione incredula del sommo, ma poi svelata anche la mia identita’, l’esultanza e la gioia hanno fatto il resto. Bell’incontro, nel luogo piu’ simbolico del nostro amato abruzzo. Forse e’ un segno…”

Quanto avrei pagato per vedere l'espressione del Sommo!!
Complimenti a Federico per il suo sito!

lunedì 10 maggio 2010

I POTERI SOVRANNATURALI DEL PONTIFEX!!!



TERZA VOLTA IN UN MESE SULLA CIMA DEL CORNO GRANDE. QUESTA VOLTA DA CIMA ALTA(QUASI 1500 MT. DI DISLIVELLO!!.VE LO DO' IO LE GOBBETTE!!DALLA MORENA DEL CALDERONE FINO IN VETTA 20/30 CM. DI NEVE FRESCA!!IL PONTIFEX IN UN PRIMO MOMENTO ERA INTENZIONATO AD ANDARE SULLA VETTA ORIENTALE, MA NON HA RESISTITO ALLA TENTAZIONE DI SALIRE IL CORNO GRANDE IN QUELLE STUPENDE CONDIZIONI E,PERTANTO,IN SOLITARIA HA "SVERGINATO" QUELLO STUPENDO MANTO NEVOSO!!!VERSO LE ORE 12.00 LA VETTA ERA PIENA DI SKI-ALP ED IL PONTIFEX, IN OSSEQUIO AL FAMOSO POST (LI FRIGN'VA NCHI' LI FRIGN' E LI STUPIDE NCHI...),COLPITO DAL PORTAMENTO DI UNO SKI-ALP, DOPO AVERLO DEBITAMENTE INTERVISTATO LO HA ANCHE FOTOGRAFATO.LO SKI-ALP, SEMPRE IN OSSEQUIO AL PREDETTO POST, HA RICONOSCIUTO IL PONTIFEX ESCLAMANDO A COLPO SICURO AL SUO SOCIO:"SAI CHI E' QUESTO? IL PONTIFEX DEI CAVALIERI DELLA POLVERE"!!INDOVINATE CHI ERA LO SKI-ALP?

domenica 9 maggio 2010

La lezione

Personaggi: Il Grande Assente, Il Mascherone. Sullo sfondo il sottoscritto, mogli e compagne

La scena: davanti al Rifugio Monte Corvo - Popoli

Atto 1° Attirare l’interesse dell’allievo



Atto 2° La lezione



Atto 3° La soddisfazione di aver trasmesso l’arte

sabato 1 maggio 2010

...la fiera del Monte Sirente per Valle Inserrata

si decide per una classica, il Maiori.
Giunti di buon ora nei pressi dei ruderi dello schalet bruciato ci siamo subito resi conto che non sarebbe stata una solitaria. Il pacheggio era pieno di autovetture di skialper. Effetto 1 maggio.
Raggiunti l'attacco dopo il fitto e sempre suggestivo bosco la condizione della neve non appare quella che ci sapettava, dopo pochi metrii di dislivello decidiamo, viste le continue aperture di sci, di calziare i ramponi. Neve molle, solo dopo il primo balzo si fa dura e la proiezone ne guadagna. Molto caldo!
Sulla sommità del canale una morgia di ski-alper aveva organizzato una fiera dell'attrezzatura da montagna. Vi erano sci di tutti i tipi e dimensioni. Pur non essendo stati i primi a raggiungere la vetta, io in realtà mi sono pigramente fermato poco prima (sottolineo poco prima), sulla via del ritorno, giunti all'imbocco ove vi erano numerosi ski-alper, in meno che si possa immaginare io e Angelo calziano gli sci in assetto da discesa e via...... giù per primi!
La discsa è stata molto meglio delle aspettative, la neve aveva "mollato".
Gran bella giornata.
Per le foto, si veda l'abum di Angelo.

giovedì 29 aprile 2010

Gravone al M.Camicia 29.04.10

Per chi va in montagna è un esperienza che non può mancare... UNA CLASSICA D'ALTRI TEMPI !
C'è tutto quello che fa di un'escursione, quella che ti rimane e che ricorderai con intensità.
Ambiente severo, impegno fisico, bellezza del paesaggio, difficoltà contenute... ma da non sottovalutare, tempo ottimo e il gusto di uscire sulla cresta finale e affacciarsi di fronte alle balconate del M.Camicia e sulla impressionante parete Nord !
Breve sunto della scalata: Sveglia alle 03:00, passo da Gabriele alle 04:00 e partenza per Rigopiano; sulla strada che porta a Castelli dopo circa 3 Km, si ferma l'auto e si parte alle 05:45 (mt. 1.220).
Subito "dritto x dritto" dentro il bosco (segni evidenti di svalangamenti) seguendo una traccia di sentiero fino ad incontrare la prima neve in corrispondenza del primo sole dietro di noi.
Il nevaio (conoide finale) è raggiunto, e praticamente su questo ci attrezziamo per la salita in stile invernale (Ramponi, piccozza, casco). la pendenza è sui 30° ed aggiriamo il primo salto (10 metri senza neve ma sporco e umido) a Sx per canalino e per balze erbose fino a riguadagnare il canale, che dopo breve pausa ripercorriamo . La progressione è ottima per la consistenza perfetta della neve, dovuta anche ad una temperatura abbastanza fresca. Risaliamo adesso verso Dx su una pendenza leggermente più sostenuta (40° ) per aggirare un altro salto (mt. 1.900) dove lo scioglimento della neve causa una piccola cascatella. La neve termina momentaneamente su balze rocciose con erba, dove è divertentissimo "arrampichicchiare" (almeno per me....!)

Finalmente si ricalpesta la neve per risalire, passando per il cosiddetto "anfiteatro" (mt. 2.000) altri 250 metri su pendenza sempre attorno ai 40° fino a raggiungere, dopo una breve ultima impennata, la Forchetta di Penne (mt. 2.245).






Il Dente del Lupo è di fronte a noi, su questo valico dal quale si aprono diversi scenari: La profondità del canale appena salito con le sue impressionanti pareti che lo delimitano, la vastità dei pendii, ancora abbondantemente innevati, sottostanti il M.Tremoggia....e giù...molto piu giù sul versante opposto del canale le colline verso Castelli.

Seconda piccola sosta e poi si riparte per l'ennesimo canale a Sx della Forchetta, per uno sviluppo di un altro centinaio di metri attorno ai 40/45°. Si esce in cresta ed in parte su questa, in parte su ulteriori pendii si raggiunge l'ultimo tratto di cresta che esce proprio all'inizio delle "balconate" (mt. 2.470).

...Ultimo tratto spettacolare, con visione diretta della parete nord e con dei "passaggetti delicati" anche se non difficili ("quand mi sò affacciat sulla cresta di neve ed ho guardato di fronte a me e poi giù, ho esclamato tra me e me: E MO...???!!! ")





Raggiunte le balconate dopo le congratulazioni di rito con il "MITICO PONTIFEX" abbiamo percorso la traccia di sentiero, in parte innevato, passando per il Tremoggia fino alla sella di F.te Fredda. Qui ci siamo divisi e mentre Gabriele è sceso giu a Dx (S) verso la Vetica, io sono andato a Sx(E), ho percorso parte del sentiero dei IV vadi passando per uno stazzo e F.te Torricella (mt. 1.740) e poi per sterrata fino a raggiungere la strada, quasi nei pressi del bivio di Rigopiano.



Gli ultimi 2,5 Km. su asfalto sono serviti ...come defaticamento (!!!)... e per farmi arrivare all'Octavia alle 17:30 abbastanza cotto, ma riguardando in alto dove eravamo stati, sicuramente appagato "dell'impresa".


Il Pontifex.....???!!!! NO non l'ho lasciato a F.te Vetica....Birra a Castel del Monte e a casa !!!

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