venerdì 20 febbraio 2009

Serra Carracino e la "Pescia di Baccalà"

Ieri mattina, mentre ero di "guardia" ai miei figli a casa a causa della neve, ho ricevuto un SMS tanto inaspettato, quanto gradito: Matteo, mantenendo fede ad una promessa fatta l'estate scorsa, mi invitava a fare "la Pescia di Baccalà" il giorno seguente. Beh, considerata la presenza di tanta polvere da solcare e la garanzia che offre una "guida" d'eccezione (si ricorda a tutti, come ebbe a scrivere Silvio qualche tempo fà, che Matteo è il "titolare" di Tavola Rotonda, quindi grande conoscitore di quei luoghi) ho subito accettato l'invito.
Oggi ai piedi dell'impianto di risalita a Campo di Giove (quota 1150 m) eravamo in quattro: Matteo, Antonio, Marco (di Avezzano) ed il sottoscritto. Iniziamo subito a risalire la pista da sci (per fortuna battuta) fino a Guado di Coccia dove abbiamo scambiato una breve conversazione con l'altro "titolare" del luogo, Nicola ancora alle prese con il suo gatto delle nevi, per poi proseguire battendo traccia a turno fino a Serra Carracino a quota 2050 circa.Il tempo di scattare due foto di rito ed eravamo tutti pronti per l'ambita discesa per la "Pescia di Baccalà", con il primo tratto, il più difficile, su neve ventata e ghiacciata per poi immergerci letteralmente in neve profonda e soffice del canale. Semplicemente MAGNIFICO!!

Per il beneficio di tutti riporto integralmente il testo della guida "Scialpinismo nel Parco Nazionale della Maiella" di Antonio Tansella e Roberto Tonelli:
Discesa. - La discesa ha inizionda un punto pianeggiante sulla cresta che prosegue dalle rocce verso Monte Tavola Rotonda (NO). Scendere verso un costone a sinistra (riconoscibile da un roccione che lo limita in basso), che fa da spartiacque tra la Pescia di Baccalà (toponimo locale, che prende origine dalla forma della radura) ed un invitante, ma pericoloso canale (da evitare), a destra. Raggiunto il costone, scendere traversando ancora (a sin.) per entrare nella Pescia di Baccalà, che qui si presente come un ripido vallone che si stringe in basso in una gola. Superata la gola, il pendio si allarga e senza traccia obbligata si raggiunge la strada a km 1,5 dalla base degli impianti di risalita.
Periodo Consigliato: per l'esposizoone a mezzogiorno e la quota non elevata, l'itinerario non è sempre ben innevato; il periodo nel quale si possono trovare le condizioni migliori è normalmente gennaio - marzo. Possibilità di valanghe dopo forti nevicate. Esposizione Ovest. Valutazioone OSA.
In effetti Matteo nel corso della giornata di ieri mi faceva notare come le condizioni odierne difficilmente si sarebbero ripresentate nuovamente in questa stagione. E per questo motivo che ho subito invitato Antonio all'adunata di questa mattina, facendogli presente che avevamo a disposizione la guida per la "Pescia di Baccalà".
Naturalmente al termine di questa entusiasmante discesa il nostro umore era a livelli altissimi, ma eravamo anche affamati di altra polvere, perciò abbiamo arrestato la nostra discesa a quota 1200 metri circa per riprendere, una volta rimesso le pelli, un sentiero che a mezza costa in direzione S risale fino a quota 1500 metri sulla pista da sci, poco al di sotto di Guado di Coccia, che abbiamo raggiunto con una certa fatica a causa del manto nevoso piuttosto profondo. Da qui, sulla pista battuta, abbiamo raggiunto la Serra Campanile a quota 1789 per poi scendere alla sella del Monte Porrara. Senza perdere quota e tagliando il costone in direzione SO, abbiamo raggiunto la base della piramide rocciosa del Porrara e qui nuovamente in discesa sul ripido brecciaio coperto da una magnifica polvere bianca fino alla sottostante Valle di Quartarana ed in breve la base degli impianti di risalita.
Nonostante la stanchezza per i 1500 metri circa di dislivello in salita, molti dei quali su neve profonda sulla quale abbiamo battuto traccia, al termine di questa seconda discesa si sono registrate molte manifestazioni di affetto tra i partecipanti alla gita, con tanti abbracci e strette di mano, ammirando i ricami che avevamo lasciato sul pendio appena disceso.
Tanto per far comprendere quale fosse il nostro stato d'animo, vi racconto solo quello che Antonio ci ha chiesto subito dopo il nostro arrivo alla base degli impianti. Antonio: voi sapete cos'è il sesso? Gli altri, perplessi, non hanno saputo fornire alcuna risposta, quindi Antonio spiega: il sesso è quella cosa che si pratica quando non c'è la polvere!!
Un grande ringraziamento allo straordinario Matteo che ci ha condotti magnificamente in questa avventura di oggi.

martedì 17 febbraio 2009

Vacanzetta Dolomitica









Con un pò di fortuna dopo un paio di week andati a male per il cattivo tempo sono riuscito ad andare a trovare il mio feltrino super appassionato di montagna e non solo.....li si beve da far paura....hi hi hi magari sono anche io che non reggo molto il vino.....
Comunque almeno ci ho provato....a stargli dietro....il personaggio appartiene ad un gruppetto di ragazzi variopinti ma di una bravura alquanto al di fuori della norma. Tutti con mezzi al di fuori del normale sia per dimensioni che per difficoltà nel guidarli....cosi mi hanno fornito anche a me un paio di oggetti non identificati.... punta 125 centro 95 coda 115 con attacchi naxo.... proveniendo da un paio di sci che insieme forse non raggiungono il peso di uno solo di essi mi sono ritrovato un pò in difficoltà all'inizio ma dopo poco tutto diventa più facile e divertente al punto che devo contenermi perchè questi corrono come pazzi.....!!!! credo che non ho mai sciato cosi tanto in tutta la mia vita come domenica passata.... effettuato 14 risalite con altrettante discese annesse....peccato che tutto il manto nevoso in giro fosse ventato è quindi fuori dalle piste il divertimento non era propio assicurato...ma per gustarci almeno una discesa fuori dalle piste ci siamo diretti verso la val di Mesdi dal passo Pordoi guardando il fantastio muraglione del sella....
Valle fantastica,un ambiente al di fuori della norma con un manto ormai tirato a pista per la quantità esagerta di persone passate di li....beh!! che dire.... giornata incredibile in un posto che non per altro viene invidiato da tutto il mondo per la diversità dei panorami....

venerdì 13 febbraio 2009

non siamo ad Agosto, ma noi abbiamo ARATO

Si, avete letto bene.
Noi, Io e Angelo, nonostante non siamo ancora (per fortuna!) nel mese di Agosto abbiamo fatto quello che si fa in questo mese: abbiamo arato.

I "campi", ovviamente, sono i boschi nelle pertinenze degli impianti di PassoLanciano che oggi si trovavano ricoperti di "polvere" (circa 20 cm su fondo duro).
Solo dopo 3 ore di incessante attività (aiutati, nostro malgrado, da qualche tavolaro!) tutto il bosco era letteralmente ARATO.

Poi,
poco prima della pausa pranzo (lo sdiuno) il generoso Fester (KING-LINE) ci ha dato i mezzi per fare anche lo "scassato".
Un palettone che opportunamente utilizzato dimezza, a parità di are (l'ara, per voi "urban peoples" è un'unità di misura equivalente alla superficie di un quadrato di lato 10m, ovvero 100mq) la fatica, ma aumenta l'euforia.

Purtroppo, causa l'estrema volatilità della polvere, manca una prova documentale di quanto detto. Vi dovete fidare.

Poichè mai, come in questi casi, è vera la frase di un noto Cavaliere che ebbe a dirmi, dopo averlo immortalato in una foto a dir poco da Oscar, che non aveva tempo in quanto la neve gli si sconciava!

Carpe Powder




martedì 10 febbraio 2009

BLOCK HAUS MT.2050.





ABBIAMO APPROFITTATO DEL BRUTTO TEMPO PER EFFETTUARE L'ESCURSIONE CHE DA PIANAGRANDE CONDUCE AL BLOCK HAUS.DOPO ALCUNI GIORNI DI VENTO LA STRADA CHE DA DECONTRA CONDUCE A PIANAGRANDE ERA PRATICAMENTE PRIVA DI NEVE QUASI FINO ALL'INIZIO DEL BOSCO ED ALLORA IL SOTTOSCRITTO, UNITAMENTE AL CAVALIER POLO, HA AVUTO L'IDEA DI ANDARE SULLA VETTA DEL BLOCK HAUS PASSANDO PRIMA PER IL RIFUGIO MARCELLO DI MARCO SITO NELLO STAZZO DI CARAMANICO. DALLA FONTANA ABBIAMO SEGUITO FEDELMENTE LE TRACCE DI SKI ALP FINO IN VETTA.ABBIAMO FATTO UNA BELLA SOSTA RISTORATRICE AL RIFUGIO E, DOPO AVER LASCIATO GLI ZAINI, ABBIAMO APPROFITTATO DI UNA BELLA FINESTRA DI BEL TEMPO PROSEGUENDO FINO IN CIMA DOVE SOFFIAVA UN FORTE VENTO PATAGANICO CHE PROVOCAVA TURBINI DI NEVE ED IMPEDIVANO OGNI COMUNICAZIONE.NONOSTANTE CIO', ABBIAMO FATTO DELLE BELLE FOTO.IL CAVALIER POLO, COME AL SOLITO, SI E' RIVELATO SPLENDIDO APRIPISTA NONOSTATE IN BASSO, SPECIALMENTE AL RITORNO, LA NEVE NON TENEVA UN GRAN CHE.LA GIORNATA,NONOSTANTE LE PREVISIONI NON FOSSERO DELLE MIGLIORI, E' STATA REMUNERATIVA PERCHE' ABBIAMO AVUTO UNA PIOGGERELLINA,LA NEVE,IL VENTO ED IL SOLE, MA SOPRATUTTO, LA QUALITA' DELLA NEVE, IN BARBA AI CAVALIERI SKI ALP, ERA OTTIMA PER SCIARE E BUONA PER CAMMINARE.COMUNQUE UNA NOTA NEGATIVA DA SEGNALARE CHE AVEVO GIA' PREANNUNCIATO AL CAVALIER ANGELO GIA' NELLA SCORSA SETTIMANA:ATTENZIONE ALLE VALANGHE DI FONDO NONOSTANTE NON SIAMO NEL PERIODO IN CUI ESSE SI DOVREBBERO FORMARE, COME POTETE OSSERVARE DALLE FOTO.

venerdì 6 febbraio 2009

dopo tanto....








E' si...questo è un periodo roseo per il nord italia per quanto riguarda la quantità di neve scesa...ma allo stesso tempo con l'imperversare del mal tempo obbliga a risalire le varie piste in giro nelle valli orobiche....ma oggi almeno un tentativo su di un percorso completamente outdoor sono riuscito a farlo prendendo la finestra di bel tempo di questa settimana grigia e buia....
Cosi parto verso la meta della Corna Piana sita in Val Canale di fronte al più imponente monte Arera... Dal parcheggio dove finisce la strada dell'omonimo paese si prosegue sulla carrozzabile che in breve porta al bivio che a destra va al rifugio Alpe Corte,mentre noi andiamo a sinistra che in poco tempo ci porta a dei impianti abbandonati. Attraversiamo il ruscello alla meglio,risaliamo il pendio che ci porta ad un pianoro,seguendo verso il nord/ovest raggiungiamo la baita inferiore che a dir poco stracarica di neve sul tetto...da qui vediamo il pendio che poi scenderemo in discesa e possiamo anche valutare la sua pericolosità valanghiva....continuando sulla traccia ben battuta ci spostiamo verso destra per portarci all'ultimo troncone della seggiovia abbandonata...altro piccolo pendio che ci porta ad un colletto e traversando verso sinistra riprendiamo la strada che con un paio di tornanti ci porta alla cosi detta baita superiore....e qui le traccie finiscono....qui incontro un signore con cui dopo un breve briefing decidiamo di provare la ravanata per arrivare almeno al colle della corna piana....è cosi incominciamo a battere traccia su neve pesante sprofondando fino allo scarpone....risalendo il pendio ripido e da dove si è già scaricata una valanga....raggiungiamo il canale che porta al pianoro sommitale....e con sorpresa vediamo che ci sono due ragazzi che stanno gia battendo traccia...ci immettiamo sulla loro traccia con un sospiro di solievo...che passa subito perchè l'inconsistenza della neve e umida fa formare un gran bel zoccolo sotto le pelli...ma continuiamo fino all'inbocco del pianoro....qui i ragazzi si fermano e decidono di scendere....il signore anche....e quindi io...giro le punte e mi butto in discesa perchè va bene far fatica ma non alla morte...prima parte di discesa fantastica....per poi passare a neve umida ma ancora sciabile...poi crosta a non finire e per finire su manto duro....nel complesso bella gita in un posto isolato....!!!!

mercoledì 4 febbraio 2009

IL MORRONE: MONTE LE MUCCHIA MT.1986.


gentile omaggio degli ski Alp

IL PUNTO DI PARTENZA E' LA NOTA FRAZIONE DI ROCCACARAMANICO MT.878 SITO NEL COMUNE DI SANT'EUFEMIA MAIELLA.RACCACARAMANICO HA UN RECORD INSUPERABILE: NEL 1929 E' STATO SEPOLTO DA PIU' DI DIECI METRI DI NEVE E NEL 1961, IN UN SOLO GIORNO, E' CADUTA PIU' DI TRE METRI DI NEVE.L'ITINERARIO SI SVOLGE LUNGO UN BEL CRINALE ORIENTATO AD EST - DENOMINATO COSTE DEL SOLE - CHE PARTE DIRETTAMENTE DALLA VETTA E VA A RICONGIUNGERSI IN BASSO CON IL SENTIERO CHE CONDUCE AL RIFUGIO CAPOPOSTO.SI PARTE DAL CIMITERO DEL PAESE E SEGUENDO IL PERCORSO DEL SENTIERO ESTIVO, OTTIMAMENTE SEGNALATO CON PALETTI IN LEGNO,SI ARRIVA SOTTO IL CRINALE CHE INDIVIDUA LA DIRETTRICE DI SALITA.PRIMA DI IMMETTERSI NEL BOSCO SI IMBOCCA SULLA DESTRA, SENZA ESITAZIONI E POSSIBILITA' DI SBAGLIARE, UN VALLONCELLO CHE DOPO UN CENTINAIO DI METRI DIVENTA UN PICCOLO CANYON.OLTREPASSATO IL CANYON IL BOSCO SI INPENNA AUMENTANDO LA PENDENZA E, DOPO AVERLO PERCORSO PER UN CENTINAIO DI METRI, SI DEVE INIZIARE A DIRIGERSI VERSO DESTRA A 45° ARRIVANDO AD UNA BELLA RADURA.DA QUI PARTE UN BEL CRINALE CHE ALL'INIZIO E' UNA VERA E PROPRIA CRESTA E, MAN MANO CHE SI SALE, DIVENTA PIU' DOLCE FINO AD ARRIVARE DIRETTAMENTE IN VETTA.LA DISCESA PER LA VIA DI SALITA.E' UNA ASCENSIONE COMPLETA PERCHE' HA UN BEL DISLIVELLO ( SUPERIORE AI MILLE METRI),E' MOLTO DIRETTA, LA PENDENZA E' COSTANTE ED HA POCHISSIMO BOSCO DA ATTRAVERSARE.INOLTRE E' PRIVA DI RILEVANTI PERICOLI OGGETTIVI. PER I PREDETTI MOTIVI E' ANCHE UNA CLASSICA DELLO SCIALPINISMO DA EFFETTUARE IN QUESTO PERIODO IN QUANTO C'E' UN ABBONDANTE INNEVAMENTO. SPERO CHE QUESTA MIA "GRANDIOSA" RELAZIONE (COME PREANNUNCIATO DAL CAVALIER SILVIO NEL SUO POST) SIA ESAURIENTE PER UNA VOSTRA RIPETIZIONE DELLA GITA.

lunedì 2 febbraio 2009

Monte Mucchia

Sabato scorso bellissima uscita sul Monte Mucchia.Monte a portata di mano,e come direbbe il popolare santo,a torto trascurato.
Buona parte dell’uscita al sole,e su un manto di neve fresca e polverosa (che se è una gioia per gli occhi e per gli sciatori,per i camminatori ha qualche controindicazione…).
Tutto comunque documentato sull’album Picasa e dall’imminente uscita su questi schermi di una grandiosa relazione di Gabriele delle Rupi.
Dicevo neve fresca…ma su questo la presenza di Giuseppe, un neofita, molto forte,collega di S.Gabriele, e di un non-neofita molto forte pure lui, Marco, hanno evitato il peggio.
Devo dire che in particolare il neofita ha fatto gran parte della traccia…e non posso non accostare all’entusiasmo di Giuseppe l’ entusiasmo mio… quando alle prime uscite con Il Grande Assente facevo senza fiatare la traccia per tutto il Canale Maiori…
Ricordate l’episodio di qualche tempo fa del S.Gabriele fermato dai militi per atti “impropri” in luogo pubblico?Chi di noi non ha istintivamente dato ragione al Gabriele e pensato ad un eccesso di zelo dei tutori dell'ordine? Ebbene…avevano ragione i carabinieri:


Rocca Caramanico, 31 gennaio 2009, nuovi atti “impropri” in luogo pubblico

L’uscita di sabato è stata anche molto istruttiva per altri versi.Proprio all’entrata del paese abbiamo infatti avuto una visione illuminante….se prima avevamo dei sospetti,ora abbiamo capito qual è il vero contenuto dei progetti finanziati dalla Comunità Europea:

CAVALIERI FILOSOFI.

DOPO I CAVALIERI POETI, FOTOGRAFI, FOTOMONTATORI, ABBIAMO ANCHE I CAVALIERI FILOSOFI.UN BLOG DI ARTISTI.

domenica 1 febbraio 2009

Serra della Terratta (2122 m) per il Vallone del Monte

Quando venerdì pomeriggio mi sono sentito con Antonio, avevamo concordato che il giorno seguente saremmo andati a Scanno per fare la gita alla Serra della Terratta, ma evidentemente io sabato 31 u.s. non ero presente, ancora una volta per problemi di salute (questa volta virale e non aggiungo altro).
Questa gita però ormai era nella mia mente e oggi non potevo mancare, nostante la meteo prometteva pioggia e precipitazioni nevose. Ma Scanno si sta rivelando il "miracolo" degli ski-alp, dove compare il solo anche quando le previsioni promettono il contrario: oggi non c'era proprio il sole, che ha fatto capolino di tanto in tanto, ma la visibilità era abbastanza buona.
Beh, come detto, non potevo mancare, quindi mi sono goduto la gita in totale solititudine.

A tal proposito solo ieri un amico mi ricordava quanto fosse importante condividere un'escursione con gli amici. Conosco molto bene questo sentimento e l'importanza di condividere la soddisfazione di una bella gita con gli amici di sempre, ma conosco molto bene anche la "solitudine" del contatto intenso e viscerale con l'ambiente che ci circonda, avendo provato queste sensazioni molte volte. Un giorno, quando sarà più "maturo" (alpinisticamente parlando), auguro al mio amico di poter provare queste sensazioni, di poter battere traccia in totale solitudine, di salire ascoltando solo il fruscio delle tue pelli a contatto con la neve (meglio se polverosa, anche se più faticoso) e niente altro, poi ... la vicinanza con la natura, intensa, al punto di sentirti parte di essa e non un semplice visitatore.
Serra della Terratta 2122 m per il Vallone del Monte

Località di Partenza: Valle del tasso 1221 m; dislivello 900 m; tempo di salita 2,30/3,00 ore; difficoltà MS; esposizione nord/est

Accesso: si percorre la SS 479 della Valle del Sagittario (uscita A25 Cocullo) da Anversa degli Abruzzi a Scanno. Superato il centro abitato di Scanno e proseguendo verso passo Godi, dopo circa 3 chilometri in corrispondenza del ponte sul torrente Tasso, svoltare a destra per una strada asfaltata dove è ubicato l'agriturismo "Le Prata" che si supera di 300 metri circa. Posteggiare l'auto in corrispondenza di una carrozzabile all nostra destra, poco dopo il centro ippico il "Ranch".

Relazione della salita: dal luogo dove abbiamo lasciato l'auto, si inizia a risalire la carrozzabile della Valle del Ciaccariello, oltreppassando la sbarra metallica e tralasciando alla nostra destra una strada che risale a Colle Rotondo (impianti di risalita). Si percorre il fondo della Valle fino a quota 1426 m, seguendo la segnaletica per lo Stazzo del Monte (segni bianco rossi sugli alberi ben visibili) che si raggiunge in 30 minuti circa continuando a risalire il bosco di faggi a quota 1619 m. Dello stazzo, posizionato in bella radura circondata da una costola rocciosa ed un pendio con faggi secolari, non resta che un rudere per cui non offre alcun riparo.

Si rientra nel bosco in direzione nord/ovest e si inizia a risalire il ripido pendio tenendo alla nostra sinistra il fosso principale che scende sotto la costola rocciosa, fino a uscire dal bosco a quota 1700 m circa. Una volta superato i faggi più in alto, si entra nel fondo della Valle del Monte passando sotto il pendio piuttosto valanghivo alla nostra desta della Serra del Monte. Si continua per il Vallone del Monte per poi risalire anfiteatro davanti a noi fino a raggiungere l'ampia sella a quota 2072 m, per poi percorrere la cresta verso la nostra sinistra (sud/est) fino ad arrivare sulla cima a quota 2122 m, senza nome sulla carta.

La discesa per l'intinerario di salita; con buona visibilità si può percorrere anche un variante di discesa lungo una canale che dalla vetta scende in direzione nord, fino ad una conca dalla quale si continua l'intinerario di salita.

sabato 31 gennaio 2009

M.Sirente da Val D'Arano



Neve tanta....polvere solo iniziale, perchè poi si è un pò appesantita con accenno di crosta dai 1800 in su. Ma va bene lo stesso e poi il problema principale....è lo sciatore !

Sole a palla inizialmente, mentre verso le 12:00 hanno iniziato a fare capolino le prime nuvole foriere del nuovo cambiamento di tempo.

Tipicamente si sale al Sirente da questo "lato" per fare la traversata da Ovindoli con discesa per il canale Maiori... tipicamente si arriva con l'automobile tramite una carrareccia al "valico del prato del popolo" a quota m. 1600...tipicamente a primavera quando poi il Maiori è sciabile (ieri credo che se si fosse sceso da lì.... si sarebbe finiti in prima pagina con il titolo "Valanga al Sirente !")

Invece Giorgio, Antonella ed il sottoscritto hanno deciso di farsi uno "smazzo" partendo, sci ai piedi, dalla fine della strada raggiunta da Ovindoli, li dove inizia la carrareccia (m. 1335) nei pressi di un ponticello dove, a destra si va verso le Gole di Celano ed a sinistra si sale verso gli stazzi di "Prato del Popolo". Abbiamo proseguito poi in direzione Nord-NordOvest passando per "Vallette della terra" e "Valle della Paura" in un susseguirsi di valloncelli e saliscendi, cercando di trovare sempre la via ottimale per non perdere quota.
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Alle 13:15 (dopo 3 ore e mezza di salita.... è lunghissima !!! ) stop a m.2200 ad una ventina di minuti dalla vetta, per necessità di orario improcrastinabili (e nebbia al varco...).

La discesa "non malvagia" ci ha portato velocemente al punto di partenza alle ore 15:00.

Alla prossima, e salute a tutti, cavalieri e simpatizzanti degli stessi !
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PS.: la galleria foto, come mia consuetudine, è raggiungibile cliccando sul titolo.

Serra della Terratta per il vallone di Ciaccariello

Anche oggi ci siamo regalati una sana giornata immersi nella.....polvere. Nessuno di noi l'avrebbe mai immagginato.
La meta: inizialmete Serra della Terratta per il vallone del Monte, in corso d'opera c'è stato un cambiamento dovuto alla fretta di alcuni ski-alp che per la foga di salire, non hanno visto una segnaletica e hanno tirato diritto.....
Poco importa, meta secondaria: Serra della Terratta per il vallone di Ciaccariello.

Itinerario molto suggestivo, immerso in parte in una faggeta stupenda e poi in un vallone altrettando stupendo, il tutto condito con un neve fresca tendente al polveroso (all'attacco della via la temperatura era di -4 al sole!).
Numerose foto sono state fatte, ma non da me. Appena riuscirò ad averle provvederò alla pubblicazione.


La gita:
Punto di partenza: Scanno. Nel percorrere la S.S. 479 della Valle del Sagittario, circa 3 Km dopo aver attraversato il centro di Scanno, immediatamente prima del ponte sul fiume Tasso si gira a destra seguendo le indicazioni per l'agriturismo LE PRATA. Appena oltrepassato il centro ippico IL RANCH, alla nostra destra, inizia una strada forestale che volge verso il vallone Ciaccariello. L'itinerario inizia da qui. Se l'innevamento lo permette guadagnare quota con l'auto tenedo presente che oltre ad essere molto dissestata la strada, poco più avanti, è bloccata da una sbarra metallica raggiunta la quale si procederà verso il vallone di Ciaccariello (sinistra orografica) seguendo la comoda strada forestale nel bosco che, dopo poco, incontra lo stazzo di Ciaccariello.Si continua seguendo il profilo del vallone fino a quando non sareno nella conca terminale ove punteremo a sinistra e risaliremo il poco ripido crinale che ci porterà sul filo di cresta e da qui alla sommità della cima senza nome che sovrasta il vallone di Ciaccariello. Sul filo di cresta prestare attenzione all'eventuale formazioni di cornici.

martedì 27 gennaio 2009

...GIPIESSOPOLI DOG


...Mai, mai e poi mai ci saremmo aspettati un così veloce smascheramento, ma per il bene del blog ci dichiariamo "... prigionieri politici..."
Un grazie va al fidato Dik, il cane dei Cavalieri, che tanto ci ha aiutato. Ora sarà costretto a fare volontariato durante la stagione estiva portando bibite fresca ai bagnati o a quallche Cavaliere che pianta ombrelloni in pseudo vette.
Ma non finisce qui.............

lunedì 26 gennaio 2009

GIPIESSEOPOLI !!!!

ALTRO CHE DUEMILOPOLI. STIAMO PER ESSERE INVESTITI DA UNO SCANDALO CHE NON HA PRECEDENTI.UN ISPETTORE MINISTERIALE MI HA INFORMATO SULLE CIRCOSTANZIATE RELAZIONI DEL DUO FORMATO DAI CAVALIERI ANGELO E PASTARELLA.IN PARTICOLARE, PARE, CHE GLI STESSI NON FANNO LE GITE E CHE HANNO ADDESTRATO UN CANE CHE MUNISCONO DI VOLTA IN VOLTA DI APPARECCHIO GPS PER RILEVARE I DATI.SE LE INDAGINI IN CORSO RIESCONO A DIMOSTRARE CIO' LA CONDANNA SARA'L'OSCURAMENTO DEL BLOG.HANNO DETTO CHE OLTRE AD ESSERE DEI FANNULLONI SIAMO ANCHE DEI BUGIARDI NONCHE' NOTI CONTRAFFATTORI DI FOTO ED OMETTI DI VETTA.IL NOTO CONQUISTATORE DEI DUEMILA DA QUANDO HA ULTIMATO LA COLLEZIONE PER NON SOTTOPORSI AD ULTERIORI ISPEZIONI MANDA DI CONTINUO I CERTIFICATI MEDICI CHE ATTESTANO UN PRESUNTO BLOCCO LOMBOSACRALE CHE A QUANTO PARE TARDA A GUARIRE.SE PERSEVERA CON QUESTO COMPORTAMENTO I TITOLI DI "BARONETTO" E "LEGION D'ONORE" SE LI PUO' PROPRIO SCORDARE. I VIAGGI EFFETTUATI A PARIGI E LONDRA SONO STATI VANI.

venerdì 23 gennaio 2009

... FANNULLONI? ...no grazie

In seguito ad un recente post in cui San Gabriele delle Rupi accusava alcuni Cavalieri adi essere divenuti "fannulloni di rango DOC, DOP, certificati ISO 9001" .... e quant'altro, la risposta non si è fatta attendere.
Oggi, due dei citati "Cavalieri Fannulloni", hanno raggiunto la cima del monte Rognone (mt. 2089) utilizzando come via di salita la più lunga e con il maggior dislivello possibile, risalendo interamente il Vallone di Sant'Antonio (Angelo ha inteso onorarmi in questo modo),. Come detto, il dislivello superato non è banale (circa 1350 m) se aggiungiamo che l'uscità è avvenuta in neve fresca e polverosa, che dico! polverosissima. In vetta abbiamo avuto anche la presenza di Eolo (forse gli giravano).
La discesa è stata fantastica, polvere, polvere e poi ancora polvere.

Dato il dislivello questo itinerario è consigliato solo dopo una nevicata.
Bisogna raggiungere Introdacqua (sulla statale per Roccaraso, passando per la frazione di Vallelarga, così si evita il notorio traffico caotico di Sulmona!). In uno degli ultimi incorci prima del paese si impegna un incrocio (lo si riconosce che è quello giusto in quanto si entra in un viale alberato), prendere a destra (a sinistra, in salita, si va verso il centro del paese). Dopo circa 100 mt svoltare a sinistra in leggera salita e puntare in una carrozzabile che va percorsa fino a quanto è possibile. Allorquando ci si imbatte in una sbarra metallica seguire la strada verso sinistra oltrepassando la chiesa di sant'Antonio che da il nome al vallone. Da questo punto tutto quello che riuscirete a fare in macchina ve lo risparmierete a piedi: noi abbiamo "preferito" lasciare l'auto a quota 750 m, praticamente in paese, tanto per fare esercizio di gambe e per evitare di essere chiamati fannulloni in futuro.
Inizialmente si segue l'evidente carrareccia che porta al primo rifugio e successivamente al secondo (in alternativa seguire indicazioni sentiero estivo n. 2, segni rossi) . Durante la progressione non dimenticate di ammirare il fantastico panorama che man mano che ci si alza cambia continuamente. Dopo il secondo rifugio, nell'impegare un piccolo strappetto vi accorgerte di essere arrivati ad una selletta dalla quale, olprepassato il rifugio di Forca Ristoppia, vi si aprirà una cresta (molto larga) che vi porterà sulla vetta del Monte Rognone; oppure attraversare a mezza costa in modo da avvicinare la vetta. Attenzione a non abbassarsi troppo per non entrare in un imbuto in prossimità della vetta.

La discesa può avvenire o per l'itinerario percorso in salita o, come nel nostro caso, per l'evidente vallone che guarda verso Nord per poi ricollegarsi, dopo aver attraversato delle macchie di vegetazione apparentemente fitte, alla strada percorsa in salita. Da li in poi, se l'innevamento lo permette, per campi aperti.

mercoledì 21 gennaio 2009

PROVA ANTIFANNULLONERIA.

GLI ISPETTORI DEL MINISTERO PARE SIANO INTENZIONATI AD INCRIMINARE DIVERSI CAVALIERI PER "FANNULLONERIA" IN QUANTO NON PARTECIPANO ALLE DISCUSSIONI E NON VANNO IN MONTAGNA.ALCUNI HANNO ABBASSATO IL LORO LIVELLO TECNICO PERCHE' HANNO ABBANDONATO L'ARRAMPICATA PER DEDICARSI ALLA MOUNTABIKE ED ALTRI FANNO SOLO USCITE CON BIRRA E SALSICCIA.ALTRI ANCORA HANNO VELLEITA' POETICHE' E SI DEDICANO ANCHE AI FOTOMONTAGGI.SICCOME C'E' SEMPRE TEMPO PER LA REDENZIONE I "FANNULLONI" SONO INVITATI ALLA CONFERENZA DELL'ALPINISTA DONNA NIVES MEROI (N.11 OTTOMILA ALL'ATTIVO) CHE SI TERRA' SABATO 24.01.2009 - ORE 18,00 - PRESSO IL SALONE DEI RITRATTI SITO IN PIAZZA DEL POPOLO A FERMO (MC). IL MAESTRO D'OZIO CAVALIER GABRIELE NONCHE' PONTIFEX MAXIMUS E TANTI ALTRI TITOLI GUADAGNATI SUL CAMPO.

domenica 18 gennaio 2009

Con che fa rima M.Argatone ??!!...con ventalone !!!



E' proprio così ! giornata inizialmente splendida, guastata verso tarda mattinata da un vento impetuoso alzatosi da sud, sud-ovest.... quindi non freddissimo ma in quota capace di fare comunque grossi danni.

Arrivati in cima, infatti, non è stato possibile assolutamente fermarsi per togliere le pelli e scendere con gli sci... io sono arrivato su con i ramponi e sono sceso velocissimamente con gli stessi fino a quasi il margine del bosco, per levarmi quanto prima dalla furia del vento !

Percorso che parte dalla strada proprio nel centro di Bisegna m. 1225 (punto di accesso V) sale subito in una "piccola gola a gradoni" per uscire poi in ampio pianoro all'imbocco di "valle di fonte d'appia". Si prosegue in direzione est lasciandosi a destra la Valle e proseguendo addentrandosi nel bosco ed iniziando a salire nello stesso. Dal pianoro il costone di salita lo si vede proprio di fronte.

Usciti dal bosco attorno ai m. 1800 la direzione diventa Sud su ampio crinale. lo stesso si presentava in condizioni di neve dura (crosta ghiacciata dall'azione di scoglimento neve e vento "caldo"). per non soffire troppo infatti ho preferito togliere gli sci, che avevamo messo sin dal pianoro e calzare i ramponi. Poi man mano che salivamo verso la vetta è iniziato a soffiare il vento di cui ho già parlato....


La discesa purtroppo non è stata granchè, ma la nostra birra ce la siamo meritata !

Saluti.

sabato 17 gennaio 2009

Monte Cafornia

Forse oggi mi sono scelto un "brutto cliente", considerando la deabilitazione fisica postuma dell'influenza che mi aveva tenuto un'intera settimana al letto. Difatti non sono riuscito a coprire interamente i 1400 metri di dislivello che mi separavano dalla vetta, fermandomi a quota 2160 circa dove sono arrivato praticamente in agonia respiratoria.

Tuttavia non mi posso lamentare, visto che non ero mai stato su questa montagna (a torto trascurata dal sottoscritto!!!), così come in passato avevo sempre ignorato l'intero gruppo del Velino che ora mi ha affascinato, dopo averlo visto più da vicino da due versanti differenti.

Anche in questa occasione, i miei passi sono stati accompagnati dal costante "veleggiare" dei grossi Grifoni che risiedono nel parco Regionale "Velino - Sirente", i quali, non lo nascondo, generano in me un certo disagio visto che sono soliti abbassare la quota di volo quando sotto di loro si presenta una probabile vittima: ho assistito al tentativo di cattura di una grossa lepre che, per sua fortuna, è sfuggita alla cattura proprio grazie alla mia presenza.

Monte Cafornia per la costa di cafornia

Dal casello A25 di Magliano dei Marsi raggiungere Massa d'Albe (fraz. Corona) e nella parte alta dell'abitato, alle spalle della chiesa e adiacente ad una fonte, si prende una strada sterrata che si percorre fin dove la vostra auto lo permette (la mia a quota 1050 ca., ma con un fuoristrada si può arrivare tranquillamente a quota 1200 m). Lasciata l'auto, si continua sulla sterrata fino a Fonte Canale a quota 1202 m, alle cui spalle in direzione nord, lasciando alla vostra destra un piccolo rimboschimento recintato, si segue il sentiero n. 7 e 7A del CAI ben segnalato e, con un lungo traverso in direzione nord-est, si guadagna quota e si rimonta sulla Costa di Cafornia che si risale in direzione nord-ovest (sentiero 7A del CAI) mantenendosi poco più in basso del crinale fino ad una piccola sella (segnaletica in legno), dove l'intinerario diviene molto più ripido e risale l'ampia cresta che conduce direttamente in vetta.

N.B.: la traccia GPS arriva fino a quota 2160 m ca. (causa malanno), ma la vetta è facilmente raggiungibile a vista.

La discesa per la via di salita.

venerdì 16 gennaio 2009

FANNULLONI CERCASI.

IL MINISTRO BRUNETTA PARE ABBIA ESTESO IL PROPRIO RAGGIO D'AZIONE, ALLARGANDO LE INDAGINI NON SOLO ALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, AL FINE DI SCOVARE IL FAMOSO "FANNULLONE" COSI' DEFINITO DAL VOCABOLARIO DELLA LINGUA ITALIANA:"CHI PASSA IL TEMPO IN OZIO, PER SCARSA VOGLIA DI LAVORARE".PURTROPPO IL NOSTRO BLOG E' STATO SCELTO GIUSTAMENTE A CAMPIONE PER ESSERE SOTTOPOSTO AD ISPEZIONE ANCHE SE SI TRATTA DI UNA COMBRICCOLA DI AMICI CON GLI STESSI HOBBIES ED INTERESSI.QUANDO SONO STATO CONVOCATO DAGLI ISPETTORI PER ESSERE INFORMATO DELLA QUESTIONE MI HANNO CHIESTO DI NOMINARE UN AUTOREVOLE RAPPRESENTATE A CUI FAR RIFERIMENTO PER COMUNICARE LE DOVUTE INFORMAZIONI SULL'ANDAMENTO DELL'ISPEZIONE STESSA.LA SCELTA NON POTEVA NON CADERE SU "IL MASCHERONE" CHE, OLTRE ALLA PIGRIZIA FISICA SUBENTRATA,ALLA VETUSTA',AL RISPETTO CHE TUTTI GLI DOBBIAMO,ULTIMAMENTE NON E' PIU' AUTOREVOLE RIFERIMENTO DELLE DISCUSSIONI FACENDO MANCARE AL BLOG IL SUO APPORTO.CARO "IL MASCHERONE" MI AUGURO CHE QUESTO NUOVO INCARICO TI SIA DA SPRONO PENA L'ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DEL MINISTRO CON LA CONSEGUENTE FIGURACCIA ALLA QUALE MI ESPONI NOMINANDO PROPRIO UN FANNULLONE QUALE RAPPRESENTANTE.

martedì 13 gennaio 2009

ULTIME NEWS.

CARI CAVALIERI PER USCIRE DALL'IMMOBILISMO EPISTOLARE DEL BLOG DOVUTO DALLE FESTIVITA' NATALIZIE, CHE COME DI CONSUETO E' UN PERIODO DI RELAX IN CUI SI ABBONDA IN PANETTONI, FRITTI, SPUMANTI, CON POCA VOGLIA DI ANDARE PER MONTI, VI COMUNICO UNA NOTIZIA SENSAZIONALE DELL'ULTIMA ORA.IL CAVALIER SILVIO, MENTRE LA MAGGIOR PARTE DELLE PERSONE ERA IMPEGNATA IN PRANZI E BISBOCCE VARIE, INCURANTE DELLE DIFFICOLTA' DOVUTE DAL PERIODO STAGIONALE E DALLE MAREGGIATE DEL CANALE DELLA MANICA, IN OSSEQUIO ALLA SUA SPARTANITA',HA PORTATO A TERMINE LA TRAVERSATA AUTOMOBILISTICA PESCARA-LONDRA. SECONDA MIA SUPPOSIZIONE, CONOSCENDO IL TIPO, AVRA' STABILITO IL RECORD DELLA TRAVERSATA EFFETTUANDO IL MINOR NUMERO DI SOSTE POSSIBILI.POVERI MALCAPITATI COMPAGNI D'AVVENTURA!!!NON CONOSCO LE MODALITA' DEL VIAGGIO DI RITORNO SE E' STATO EFFETTUATO CON LO STESSO MEZZO O CON UN HERCULES DELL'AVIAZIONE MILITARE DECOLLATO CON L'OCCASIONE, DATA L'IMPORTANZA DELL'IMPRESA.COMUNQUE COMPLIMENTI!!PARE CHE PER EFFETTUARE LA TRAVERSATA ABBIA PAGATO UN DAZIO FISICO CONSISTENTE NEL BLOCCAGGIO DELLA COLONNA VERTEBRALE CHE, SOLO DOPO VARIE CURE DI BORSE DI ACQUA CALDA E OSTEOPATI VARI, E' IN VIA DI GUARIGIONE.CARO CAVALIER SILVIO, UNA VOLTA GUARITO, VOGLIAMO CONOSCERE LA RELAZIONE DEL VIAGGIO ANCHE SE ESULA DALLE ATTIVITA' CONTEMPLATE NEL BLOG. DA OGGI INSERIAMO ANCHE I RAID AUTOMOBILISTI.

lunedì 5 gennaio 2009

Monte San Franco 2132 m



Dopo aver inaugurato il nuovo anno con una "bella" giornata di pioggia, riuscendo comunque a fare una gita sul monte Mileto dove inaspettatamente abbiamo trovato una neve sciabile che ci ha permesso di soddisfare le nostre esigenze, e dopo aver trascorso alcune giornate sugli impianti di Passolanciano, eccoci nuovamente con una bella giornata di sole da sfruttare per una bella gita scialpinistica.
Fatta eccezione che per la splendida discesa sulla polvere della valle del Paradiso, a dire il vero io non mi sono divertito molto, poichè fin dal mattino avvertivo un certo malessere fisico che in serata si è rivelata essere una brutta influenza. Insomma questo 2009 non sembra essere iniziato molto bene, almeno per quanto mi riguarda!!

Monte San Franco 2132 m: salita per la cresta ovest e discesa per la valle del Paradiso

Località di Partenza SS 80 al km 25,800 in corrispondenza di un vecchio casotto ANAS a quota 1280 m; dislivello 900 m ca.; difficoltà MS.

Descrizione: Dal km 25,800 della SS 80 inizia una strada brecciata che sale ad una cava, raggiunta la quale si guadagna direttamente la cresta ovest del Monte San Franco che, dopo aver superato un piccolo rimboschimento, si percorre interamente fino a raggiungere la vetta a quota 2132 m (croce metallica e ometto di pietra). In discesa si segue la larga cresta est, si supera la testata della valle dell'inferno e ci si affaccia dalla cresta di Rotigliano sulla larga valle del Paradiso. Dalla cresta si cala direttamente nel pendio che chiude la valle del Paradiso, scendendo fino a quota 1700 m circa. Ora con taglio verso sinistra si guadagna la evidente sella sulla quale è alloggiato il rifugio Antonella Alessandri dal CAI dell'Aquila, continuando a scendere lungo la traccia di una carrozzabile fino a raggiungere la strada asfaltata che si riesce a percorre sci ai piedi, tranne che in due tratti leggermente in salita, fino a raggiungere nuovamente la SS 80 poco più a valle del luogo ove abbiamo parcheggiato l'auto all'inizio della gita.

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