lunedì 8 febbraio 2010
VERSO....VERSO....VERSO...NON C'E' VERSO DI ARRIVARE IN CIMA!!!
martedì 2 febbraio 2010
Forcella Rossa alle Tofane
Come giustamente dice Silvio, nel commento al post precedente, bisogna rivalutare il coefficiente di rischio delle varie uscite dei Cavalieri.
E' per questo che vi invito la prossima volta a seguirmi sulle piu' belle NERE delle Dolomiti.
Vi assicuro che questa, perlomeno per il sottoscritto, non era per niente tranquilla!
lunedì 1 febbraio 2010

Per vedere meglio la foto andate sull'album di Angelo.
Monte Rotondo
In auto, appena superato Popoli, il “Mascherone” sbigottisce, strabuzza gli occhi…ha una visione…vede il …“Cristo-Bar”!
Lo tranquillizziamo…”Guarda che l’insegna è “Risto-Bar”.
Ma forse non si riprende completamente…
Sul cammino c’è poca neve, a tratti qualche goccia di pioggia. Chiedo ad un certo punto al “Mascherone” di ripormi per cortesia la macchinetta fotografica nello zaino.
Nel farlo il "Mascherone" mi da una sonora picozzata in testa (nel senso : la mia picozza, come al solito sistemata sul retro dello zaino, sulla mia testa).
Vabbè…succede.
Il bello però è che il “Mascherone” sembra davvero entusiasta dell’impresa. Comincia a ridere a crepapelle, e parlando e ridendo spiega che l’attrezzo ha fatto sulla mia testa un rumore “fesso”!
E da quel momento scende, ride, poi si ferma perché se cammina non può ridere abbastanza, poi si lamenta perché se ride abbastanza gli fa male lo stomaco…
Vabbè…scendendo e ridendo siamo infine sulla sterrata, vicini ormai alla Forestale.
Vediamo venirci incontro due ragazze carine in divisa verde, e tre cavalli molto belli e grandi, in livrea grigia (due dei cavalli sono sotto le forestali).
Quasi davanti a noi l’anzidetto gruppo dei cinque si scompone: il cavallo che non ha sopra forestali scarta all’indietro, bloccando tutto il gruppo.
Comincia una sorta di balletto a otto. Loro vanno avanti e indietro, in ordine sparso. Noi ci spostiamo, in ordine almeno altrettanto sparso, ora a destra ora a sinistra, avanti, indietro…
Dall’alto della sua autorità,del suo cavallo grigio, e dei suoi occhi verdi ( questo lo ha detto il Cavalier Marco, io non li ho visti) una delle ragazze forestali interviene per riportare un po’ d’ordine, e dopo aver fluidificato il traffico, spiega al Cavalier Marco, che a quel punto sembra essere diventato la causa del trambusto : ” Il cavallo si è spaventato perché non ti ha riconosciuto come un essere umano”.
Superfluo rappresentarvi la prostrazione dell’Alpinista Medievale dinanzi a cotanto imperioso e inatteso declassamento.
La mattinata si conclude al “Cristo-Bar”…
venerdì 29 gennaio 2010
Ci risiamo....... ora sono Sonia
Fondo Majella express

Non ero certo di trovare le condizioni favorevoli, ma questa mattina ho comunque diretto la mia autovettura alle pendici del versante orientale della Majella, fino a raggiungere Fonte di Nunzio a quota 1250 m per effettuare la salita per la classica al Fondo Majella. Già durante il tragitto avevo constatato che il manto nevoso, almeno alle quote intermedie, non era molto abbondante per cui ero preoccupato di sfasciare i miei delicati attrezzi (si graffiano solo a guardarli), ma ormai non potevo cambiare la mia meta non avendo che solo poche ore a disposizione e decido di salire ugualmente.
Nel momento della rituale vestizione, ecco la sorpresa della giornata: non avevo portato le calze, ma non mi arrendo e decido di andare con i magnifici calzini da running (fino alla caviglia) che portavo ai piedi constatando che si potrebbe andare anche scalzi all'occorrenza, come se si dovesse compiere una penitenza o un pellegrinaggio.
Finalmente alla Fonte dell'Orso (1701 m) che non avevo mai visto prima (causa neve), dove giungo dopo 45 minuti di marcia serrata, il manto nevoso appare più consistente e polveroso, quindi cerco di accelerare il passo in vista di una bella sciata su polvere. Continuando la salita, però, ho dovuto constatare che la crosta aveva preso il posto della morbida polvere al punto che poco sotto la cresta sono dovuto uscire sulle roccette a destra del solito canale a nord-est del vallone, dove la neve era più morbida ed omogenea. E questa è stata la seconda sorpresa della giornata: addio bella sciata, ma solo poche decendi curve e parecchie esercizi di equilibrio fino alla citata Fonte dell'Orso dove, alla seconda strusciata ho tolto subito gli sci dai piedi e alle 11,15 ero di nuovo alla macchina.
Concludo ricordando a coloro i quali non erano presenti (grazie!!), che non bisogna "gufare" quando gli altri vanno in montagna. In effetti non mi era mai capitato, prima di oggi, di dimenticare le calze.
mercoledì 27 gennaio 2010
Il sogno
Dopo aver salito prima di natale una cascata a Cogne con non poca fatica nelle braccia ed aver passato tutto il periodo natalizio e buona parte di questo mese ad oziare, questa domenica mi propongono una salita di un certo ceto sociale che mi fa pensare seriamente se saro’ in grado di salirla o meno. La cascata e’ situata in quel della valle di Daone dove pochi giorni fa si e’anche svolto la solita manifestazione dell’ice climbing a livelli mondiali. Non sono mai stato in quella valle e la curiosita’e’molto alta ma anche il timore di dover rimanere appeso come un salame alla corda pure….ma alla fine cedo alla tentazione e mi faccio convincere dal socio che e’ di level superiore. Cosi dopo una sveglia ad un’ora inaccettabile per una persona normale ed esserci sparati un bel pezzo di strada, siamo ai piedi del Sogno Del Gran Scozzese.
Certo che da sotto incute un po’di timore : 300m con la parte finale su di un muro dritto come una spada che svetta nel cielo. Dopo i soliti convenienti di preparazione si parte a tiri alterni fino alla base degli ultimi due tiri finali piu’impegnativi dove cedo volentieri il passo al socio che di esperienza ne ha vendere….
A vederlo scalare non sembra neanche che stia facendo fatica ma quando tocca a me la fatica si fa sentire bella e come….Certo che sto tipo e proprio un animale mi dico…
Cosi senza accorgerci siamo alla sua fine contenti e soddisfatti della salita appena percorsa con un tempo stupendo. Una volta tornati in macchina si parte per la seconda avventura…trovare un posto dove stuzzicare qualcosa da mangiare e questa volta la fortuna e’ dalla nostra parte.. infatti troviamo in uno dei paesini sottostanti una trattoria bar dall’aspetto poco invitante ma al contrario offriva dei taglieri stupendi di salumi e formaggi con cui ci rimpizziamo alla grande…..e come al solito ci tocca tornare verso casa….
Alla prossima
domenica 24 gennaio 2010
Monte Capraro - stupenda val di Rose -
Fatta questa dovuta premessa oggi finalmente ho visitato la stupenda val "Di Rose" che, strano a dirsi, era sempre saltata dalle varie programmazioni di escursioni. Stessa cosa penso valga per Marco. Per il resto della compagnia è stata una replica (piacevole).
Primo episodio.
Poco prima della partenza i Cavalieri Silvio, Marco e Angelo hanno condiviso un rito magico. Di quelli di altri tempi! Il significato è al momento sconosciuto ai più. Esiste solo questa prova documentale:
secondo episodio: sulla strada del ritorno Marco è stato preso da un rapsus di "curva saltata stretta", solo accidentalmente ripresa:
Giudicate voi.
La difficoltà sta tutta nel raggiungere Civitella Alfedena (alle ore 08.30 il termometro segnava un bel -4, mentre sull'altopiano delle cinque miglia alle 7,30 circa il termometro ha registrato -11). Una volta al paese seguire le indicazioni per la val di Rose e lasciare l'auto in un comodo parcheggio posto a ridosso dell'attacco della mulattiera ben segnata con bollini rossi. Si risale il bosco fino a quota 1700 mt ove la faggeta lascia spazio all'ampio vallone glaciale. Si iniza a salire per intuito fino a raggiungere il passo Cavuti a quota 1942 mt. Una volta svalicato il panorama è da bellissimo. Riprese le forze si scende per la selletta (pochi metri) e si inizia a salire per la facile cresta del Monte Capraro. Nella nostra uscita non è stato necessario calzare i ramponi o i rampant ma una volta in vetta la situazione non era delle più banali. La discesa avviene per la via di salita fino a che l'innevamento lo permette.
Le foto della gita:
1) album di Pastarella; 2) album di Silvio; 3) album di Angelo
venerdì 22 gennaio 2010
giovedì 21 gennaio 2010
Referendum
Vorrei fare una piccola osservazione: Polveronzolo mi piace tantissimo, quindi se per favore volete aggiungerlo alla lista, mi fate un grosso piacere.
Grazie!
mercoledì 20 gennaio 2010
monti Meta e Tartaro

Beh, oggi finalmente abbiamo potuto scorazzare per monti senza dove affrontare le intemperie, senza fretta di ritornare a casa per i soliti impegni ed in totale tranquillità, come non accadeva da tempo.
Il focal point, come al solito, alle ore 6,30 sotto al ponte che ormai potrà essere rinominato come "ponte dei Cavalieri" con destinazione già prefissata nella mia mente da alcuni giorni: Monte Meta e monte Tartaro, così da implementare la mia "collezione" dei 2000 dell'Appennino, anche se il caro Pastarella non era esattamente d'accordo con tale idea.
La salita al monte Meta per il canale nord-est non è stato privo di rischi, al punto che abbiamo preferito salire con i ramponi subito dopo aver superato i primi pilastri rocciosi che caratterizzano il citato canale, con l'uscita in cresta su ghiaccio vivo durissimo. Al contrario la discesa è stata entusiasmante, con alcuni tratti su neve ormai trasformata ed altri, nelle parti più in ombra, ancora polverosi fino giù al catino alla base del canale Da qui, traversando i Biscurri in direzione nord-ovest, abbiamo risalito la dorsale che conduce alla cresta nord-est del monte Tartaro a quota 2132 m ca. Anche se le condizioni della neve e l'attrezzattura al seguito sconsigliavano di proseguire, in perfetto stile "collezionista di 2000", ho tentato di raggiungere la vetta con piccozza e ramponi percorrendo la citata cresta in direzione sud-ovest, ma mi sono dovuto arrendere negli ultimi metri sotto un enorme fungo di ghiaccio posto a guardia della cima, per superare la quale avrei dovuto piantare viti da ghiaccio ed avere un bel paio di piccozze tra le mani. Non nascondo che per tornare indietro ho dovuto fare una bella sudata, con Pastarella che se la rideva per aver avuto la saggezza di rinunciare alla prima evidente difficoltà del terreno.

Relazione: Da Alfeda si raggiunge il rifugio Campitelli a quota 1445 m dove, in direzione nord-ovest si imbocca una larga pista che si inoltra nel bosco fino a raggiungere, dopo una breve discesa, una selletta dalla quale si seguono i segnali del sentiero estivo fino ad uscire in campo aoperto nella larga valle glaciale. Risalendo il lato sinistro della valle si incontrano, su di un dosso, i ruderi di un vecchio fortino, punto dal quale si gode di un ottima vista sull'intera valle, sui Biscurri e sulla Meta e sul Tartaro.
Continuano a risalire la valle sul lato sinistro in breve si raggiunge la base del canale nord-est del monte Meta che si risale direttamente fino ad uscire a destra sulla cresta, dalla quale in direzione sud-est si raggiunge la vetta (due crici e punto trinometrico) a quota 2242 m. Per la discesa si utilizza il percorso della salita o, in alternativa, uno stretto e ripido canale parallelo al precedente il cui imbocco è posto poco più a nord.
Per il Monte Tartato, come già descritto.
Partecipanti alla gita: Marco, Antonio (Pastarella) e Angelo.
Per vedere le foto clicca sul titolo del post.
martedì 19 gennaio 2010
Eccomi qua
eccomi qua a scrivere, come avevo promesso, nonstante sia reduce da due esami (spero di averli passati) e sia provata nel fisico e nella mente.
Innanzi tutto vorrei ringraziare tutti quanti voi per il caloroso benvenuto, devo ammettere che non me l'aspettavo. Credo di dovere delle scuse al cavalier Pastarella? per aver fatto pensare che si trattasse di uno scherzo e che il colpevole fosse lui. Io mi sono impegnata nel tentativo di convincerli della mia esistenza ma, visto i trascorsi, gli altri cavalieri si sono dimostrati degli ossi duri. Un grazie particolare al cavalier Silvio per avermi dedicato le foto della vostra uscita: sono mervigliose! Tanto che mi avete convinta ad uscire con voi il prima possibile: il Gran Sasso e la Laga cominciano ad andarmi stretti e sento il bisogno di ampliare i miei orizzonti.
Vorrei fare una piccolissima precisazione: con gli sci me la cavo, mi hanno detto che ho stile, ma so che tecnicamente lascio molto a desiderare. Quindi grazie al cavalier Il Mascherone per il complimento ma "bravissima scialpinista" è probabilmente un tantino troppo.
Poi c'è la questione del nome d'arte. Come ho già scritto in un commento, vorrei mettere il mio ai voti se per voi non è un problema. Gradirei sapere quale di quelli che propongo vi sembra il migliore. Alcuni sono venuti in mente a me, altri mi sono stati affibiati da alcuni compagni di montagna, altri ancora sono il frutto della mente creativa di mia sorella.
"Biancaneve" e "Raperonzolo" richiamano il tema cavalleresco (Biancaneve anche "polveroso") e sono spiritosi, ma fanno molto "donzella che ha bisogno di essere salvata" e, mi dispiace se ciò ferisce il vostro orgoglio di cavalieri, ma non sono io, visto che ho la tendenza a cavarmela da sola. Però mi piacciono e se mi consigliate uno di questi mi adopererò per mettere su un'aria da damigella in pericolo...
Il terzo candidato è "Snow Wild" che forse in inglese non dice niente, quindi propongo la versione italiana "Neve Selvaggia" che ha poco a che fare con i cavalieri ma mi descrive abbastanza bene. Altro nome "Pesce Azzurro" che non c'entra niente con neve o cavalieri ma sta per alice, acciuga o aringa...
La burlona di mia sorella se ne è uscita con "aspirapolvere" e "folletto" (la marca di aspirapolvere) che ritengo siano sono molto in tema.
Se avete delle idee originali siete caldamente invitati a farvi avanti o, in ogni caso, ad esprimere un parere, alrimenti ne sceglierò uno da sola (non fatemi questo, per favore!).
Scusate se sono stata poco chiara o contorta ma il mio cervello è fuso e chiede riposo a gran voce.
Buonanotte a tutti.
Damigella Ali (almeno per il momento)
LA MATRICOLA
Inizialmente ero spinto nelle uscite dal pensiero che in vetta avrei trovato i" mitici tarallucci"(che tanto hanno fatto scrivere) della madre del cavaliere medioevale,invece poi il fascino della "polvere "ha preso il sopravvento(in effetti Sir Angelo me lo aveva detto)
Un saluto speciale al sommo P O N T I F E X !!!!
Ma soprattutto Buona Neve a tutti !!
lunedì 18 gennaio 2010
Habemus Listam
Oggi c'è un elenco adottato dagli organizzatori del "Club dei 2000" (www.club2000m.it), condiviso con Alberto Osti, autore del libro "I 2000 dell'Appennino" (Edizioni Il Lupo), e che ha ricevuto il nulla osta dalla Società Geografica Italiana SGI e dalla Federazione Italiana Escursionimo FIE - Comintato Lazio.
I 2000 ivi censiti sono 241, ne trovate l'elenco completo su http://www.club2000m.it/
Chi vuol iscriversi al Club dei 2000 potrà accedere al sito e compilare la scheda di adesione.
Vi comunico inoltre che uscirà prossimamente la seconda edizione del libro di Alberto Osti I 2000 dell'Appennino che conterrà l'elenco sopra detto delle 241 cime, frutto della collaborazione tra Osti e il Club 2000m.
Io credo che i Cavalieri, compatibilmente con gli impegni in materia di polvere, e di tutte le altre nobili arti e passioni coltivate, meritino ormai di guadagnare la parte alta della classifica dei duemilisti italiani (esiste una classifica in base al numero di cime raggiunte, consultabile sullo stesso sito)!
CARA ALICE.....
domenica 17 gennaio 2010
Serra di Rocca Chiarano
Le condizioni non erano esattamente "stupende" così come le aveva descritte il citato ski-alper, ma tutto sommato abbiamo rimediato una bella sciata su neve ancora polverosa al punto da essere invogliati a risalire una parte dell'itinerario per una seconda volta. Insomma, niente di simile alla missione "stealth" del 20 dicembre scorso, ma non ci possiamo lamentare anche se sulla cresta abbiamo patito una certa frescura e ghiaccio vivo sotto le pelli.
Relazione: da Passo Godi si prosegue in direzione Villetta Barrea fino a giungere a quota 1520 m. ca in corrispondenza della stazione Meteomont del Corpo Forestale dello Stato (a dx della strada)in località Anatuccio, dove sulla nostra sinistra inizia una carrozzabile indicata sulla carta come itinerario Y3, il cui accesso è chiuso da una sbarra. Si percorre la citata carrozzabile fino a superare il secondo tornante, per poi risalire decisamente alla nostra sinistra il sentiero (segni rossi su albero) che risale la faggeta di Selva Bella. Si risale lungo una valletta ai cui lati si trovano grossi massi fino ad uscire dal bosco a quota 1950 m, continuando in campo aperto attraversando il pendio in direzione Sud-Est superando un'anticima fino a raggiungere la vetta di quota 2262 m.
In discesa puntare verso la radura di Pratello (dalla quale siamo poi risaliti nuovamente in cresta per la seconda discesa), per poi tagliare verso la destra orografica ed immettersi nuovamente per il valloncello dal quale si è saliti.
Cartografia: Monti Marsicani - Mainarde - Valle del Giovenco e Monti della Meta; edizioni Il Lupo.
Annuntio vobis gaudium magnum habemus Alice!
Si tratta di una graziosa ragazza bionda abruzzese bravissima scialpinista, e credo non solo!
Ogni dubbio è stato fugato ed il Cavaliere Angelo è testimone oculare.
La saluto pubblicamente a nome di tutti.
Ciao Alice, vieni a "trovarci" quando vuoi.
p.s. per i Cavalieri: "mò deteve nà calmata!"
sabato 16 gennaio 2010
La Neviera del Sirente

Non eravamo neanche sicuri di dover portare gli sci al seguito (figuriamoci arva, pala e sonda) una volta arrivati al parcheggio presso lo chalet dei Prati del Sirente a quota 1175 m. dove il manto nevoso era appena sufficiente a coprire le foglie, ma neanche ci aspettavamo di non poter sciare a causa di un evidente pericolo valanghe stante il notevole accumulo di neve nella parte alta del canale.
Solitamente sono poco propenso alla rinuncia, ma in questo caso non me la sono proprio sentita di tentare la discesa con gli sci, considerato anche la scarsa visibilità che non permettevano una più accurata valutazione delle condizioni.
In ogni caso questa gita può essere certamente classificata tra le migliori di sempre, anche per la suggestione generata dall'oceano di nubi che copriva almeno le quattro regioni del centro Italia fino a quota 2000 m ca, come testimonia l'ampio reportage fotografico di Silvio (clicca sul titolo del post per vedere l'album picasa). Insomma, dopo aver percorso gran parte dell'itinerario praticamente al buio (non eravamo neanche sicuri di essere presso la Neviera), poco sotto la cresta del Sirente a quota 2221 m siamo stati abbagliati da autentici gioielli della natura, illuminati da una limpida luce solare incorniciati in un cielo blu e terso.

Devo precisare, però, che a tenere banco oggi c'era un solo argomento: la questione Alice. Esiste, non esiste, è uno scherzo, ma chi è il colpevole? I sospetti sono caduti subito sull'ignaro Pastarella, non mancando di prendere in considerazione la posizione del Grande Assente e persono di Walter. In serata tutti i dubbi ed i sospetti sono stati spazzati dalla stessa Alice, che ci inviato una mail con tanto di foto che, oltre a provare le sue capacità di ski-alper, provano la sua stessa esistenza. Benvenuta!!
Relazione: Dall'uscita autostradale di Pratola Peligna si prosegue verso Raiano, Castelveccio Subequo e Secinaro sulla ss 5 bis, fno a raggiungere il rudere dello chalet dei Prati del Sirente a quota 1175 m. Seguendo la segnaletica del CAI (itinerario 15, bianco/rosso), si percorre la sterrata ignorando, dopo pochi minuti, il sentiero alla nostra destra che conduce all'attacco del Majori; ad un secondo bivio a quota 1305 m si prosegue seguendo ancora l'itinerario n. 15, ignorando la carrozzabile a sinistra (it. n. 18), in direzione della Valle Lupara.
Vista la rinnovata segnaletica presente sugli alberi e sui massi, senza dificoltà si raggiunge l'ampia e bella radura a quota 1600 m, al limite del bosco e alla base dello spalto roccioso che divide la Valle Lupara dall'anfiteatro della Neviera. Si lascia il sentiero che sale a destra e si prosegue a sinistra, uscendo dal bosco nella conca della Neviera a quota 1800 m circa dove convergono tre canali ben distinti. Si risale il canale centrale, il più agevole e diretto per arrivare sulla cresta a quota 2221 m. Da qui seguendo il largo crinale in direzione nord-ovest alla nostra destra, si raggiungono prima l'imbocco della Valle Lupara e poi del canale Majori, quindi la vetta del Sirente a 2348 m dove è posizionata una grossa croce metallica.
mercoledì 13 gennaio 2010
ATTIVITA' CULTURALI.
a benefecio dei "pigri" internauti, riporto la bella pubblicazione su montagna.org
Traversata dei monti della Laga
Inserito da Redazione il 12 Gennaio, 2010 - 17:22"Quante volte arrampicando sul Corno Piccolo del Gran Sasso mi sono domandato che montagne fossero quelle 'gobbe' erbose situate tra il gruppo montuoso del Gran Sasso e quello dei Sibillini! La traversata integrale dei monti della Laga offre all’escursionista la possibilità di ammirare e spaziare sui versanti che dominano le tre regioni (Marche, Abruzzo e Lazio), separate tra loro da questo gruppo montuoso". Questa l'escursione che il lettore Gabriele Di Falco ci ha raccontato, anche attraverso la galleria di foto "Dall’alba al tramonto: la grande traversata dei monti della Laga".
"Solo una proiezione di diapositive del compianto alpinista ascolano Marco Florio, agli inizi degli anni 80, mi ha fatto conoscere i Monti della Laga con le possibilità (escursionismo, scialpinismo e cascate di ghiaccio) offerte all’appassionato di montagna.
Sono le prime cime ad imbiancarsi di neve, mantenendo sempre un colore bianco uniforme fino a primavera inoltrata, quando il disgelo dà luogo a veri e propri fiumi d’acqua con la formazione di numerose cascate. Cio’ dovuto al fatto che la natura del terreno, costituito prettamente da argilla e marna, non consente l’infiltrazione dell’acqua, facendola scorrere in superficie e dando luogo, nel tempo, a fossi e a strette valli incassate.
Non e’ difficile imbattersi, nell’ambito di una escursione giornaliera, nel cambiamento della portata d’acqua di un fosso creando, al ritorno, non pochi problemi per il guado. Schiacciati dalla notorietà dei due predetti gruppi montuosi, piano piano, i Monti della Laga hanno acquisito una propria identita’ che, con l’istituzione del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, e’ stata resa visibile e nota.
Le lotte ambientaliste degli anno 70 hanno avuto il loro successo, salvaguardando questo gruppo montuoso da attacchi speculativi che potevano comprometterne la sua integrità. La traversata integrale del gruppo, che comprende l’ascensione delle principali cime, partendo da Passo il Chino fino al Lago di Campotosto, offre all’escursionista, oltre all’aspetto puramente sportivo, la possibilità di ammirare e spaziare sui versanti che dominano le tre regioni (Marche, Abruzzo e Lazio), separate tra loro da questo gruppo montuoso.
Il percorso si svolge sempre sopra i duemila metri e la peculiarita’ consiste nel camminare solo su erba e tracce di sentiero terroso che alleviano in modo considerevole la fatica, in modo da consentire, a chi ne avesse voglia, di percorrerlo in giornata, come fatto dal sottoscritto insieme all’amico Silvio Maresca in una bellissima giornata di settembre, impiegando circa dodici ore con andatura normale".
lunedì 11 gennaio 2010
ULTIME NEWS.
2) IL CAVALIER SILVIO VUOLE AGGIUNGERE UN ALTRO PRIMATO AL SUO GIA' RICCO PALMARES.HA DICHIARATO CHE VUOLE RIPETERE I 2000 IN COMPAGNIA, QUESTA VOLTA,DI ALAIN (IL COMPAGNO DI COLORE FRANCESE CHE APPARE NEI SERVIZI FOTOGRAFICI).CON QUESTO PROSSIMO OBIETTIVO IL NOSTRO VUOLE DARE UN SEGNALE FORTE PER L'INTEGRAZIONE DEI POPOLI E PUNTARE AL PREMIO PIU' AMBITO: NOBEL PER LA PACE (ANCHE SE PER NATURA E'LITIGIOSO E "QUERELATORE" AL PUNTO CHE HA PROMESSO UNA DENUNCIA PURE AL SOTTOSCRITTO PER FUTILI MOTIVI).DOPO LE NOTE VICENDE DEGLI OMETTI E CROCI GONFIABILI L'ACCADEMIA DI STOCCOLMA, NON FIDANDOSI, GLI HA AFFIANCATO UN GARANTE: IL NOTO CAVALIER "IL MASCHERONE" PERSONA AFFIDABILE E SOPRATTUTTO SUPER PARTES.E' SUPERFLUO
SPECIFICARE CHE IL NOME E' STATO SEGNALATO DAL SOTTOSCRITTO DOPO ESSERE STATO INTERPELLATO DALLA PREDETTA ACCADEMIA VENUTA A CONOSCENZA DELLA MIA NOTORIETA',
Le foto delle nostre gite
- Album fotografico di Frederick Der Roten
- Album fotografico del Pontifex
- Album fotografico del "Mascherone" Vincenzo Odoardi
- Album fotografico di Polveronzola
- Album fotografico di Claudio
- Album fotografico di Bambi
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