lunedì 27 agosto 2012

Via Saladini Florio - Parete Nord Corno Piccolo 26.08.2012




Dopo tanto tempo, sicuramente troppo, si torna ad affrontare una via di roccia. La spinta e’ venuta dal sottoscritto, ma certamente devo ringraziare il Mascherone, che mi ha riportato quest’anno a contatto con la vera roccia ed il buon Carlo che dal punto di vista alpinistico è una vera forza.
 
Scegliamo un itinerario classico, facile ma comunque non banale anche perché in montagna nulla è banale: la Saladini-Florio sulla parete Nord del Corno Piccolo.
 
L’itinerario si svolge nella parte destra della parete nord, quasi nella verticale dell’anticima del Corno Piccolo.
 
Primo tiro: l’attacco è alla base di un canalino facilmente individuabile che va da destra verso sinistra al cui inizio vi è un cordino in una clessidra e dopo circa tre metri un chiodo. Si risale il canalino facilmente per circa 50 metri (II) fino ad uno slargo dove si biforca in due canalini. Vi e’ un chiodo per la sosta e bisogna attrezzare un altro ancoraggio (masso incastrato o friend).
Secondo tiro: si prende il canalino che tende a sinistra, lo si risale attraverso un camino (ci sono due chiodi ed il secondo è un po’ nascosto) e proseguendo sulla sinistra si arriva ad un terrazzino comodo con due spit per la sosta dove il canalino si riallarga verso destra (III). Questo tratto e’ di circa 40 metri.
 
 
 
 
Terzo tiro: si piega sulla destra attraverso un canale che punta dritto verso un grande tetto giallo che e’ visibile lungo tutta la via. Si passa tramite uno scomodo camino con un chiodo (IV-) e si prosegue fin sotto il tetto (III) dove si sosta scomodamente su due chiodi piantati proprio sotto la sinistra del tetto.
 
 
Quarto tiro: si risale a sinistra del tetto con difficoltà che vanno man mano diminuendo (III) fino ad una comoda sosta con due chiodi dopo circa 30 metri.
 
 
Quinto tiro: si prosegue verso l’anticima (III) ed in circa cinquanta metri si esce a sinistra della comba ghiaiosa che occupa la parte bassa della vetta del Corno Piccolo.
 
Bella giornata trascorsa sul Gran Sasso attaccato dai Cavalieri della Polvere in vari settori: noi sulla Nord del Corno Piccolo, Guido sulla Prima Spalla e Silvio, Annibale e Velluto sulla Vetta Centrale.

mercoledì 22 agosto 2012

MARMOLADA-P.Penia. Traversata:salita:ferrata Ovest;discesa:via normale sul ghiacciaio

Marmolada - Punta Penia (cresta W) - 3343 m
Regione: Trentino Alto Adige Dolomiti - Alpi Dolomitiche - Gruppo Marmolada
Provincia: Trento
Punto di partenza: Rifugio Pian dei Fiacconi (2625 m)

Versante di salita: W
Dislivello di salita: 800 m
Dislivello totale: 1518 m
Tempo di salita: 4,00 h
Tempo totale: 5,30 h
Difficoltà: EEA - AR - III- - PD+
(scala difficoltà)

Periodo consigliato: estate



Il percorso di salita
Punti di appoggio: Cap. P. Penia (q 3343 m) - Rif. Pian dei Fiacconi (q 2625 m)
Tipo di salita: Sentiero e traccia, via ferrata

Attrezzatura:
Introduzione:
Interessantissima e classica ascensione alpinistica alla “Regina delle Dolomiti”. L’itinerario riassume in sé le principali caratteristiche di una buona, divertente e non difficile via alpinistica: avvicinamento su sentiero e facile ghiacciaio, via di roccia (ferrata) e, a seconda delle condizioni di raffreddamento climatico, di misto; vetta e discesa su ghiacciaio crepacciato. La compresenza di elementi così spiccatamente alpinistici richiede una ovvia preparazione tecnica e un ottimo allenamento fisico, così da rendere la bellissima via sconsigliata ai neofiti se non accompagnati da una buona guida, ma assai consigliata invece a coloro che in possesso di discrete abilità desiderino cimentarsi in una ascesa di sicure soddisfazioni. Il percorso permette di osservare da “dentro” il magnifico articolarsi di questo massiccio spiccatamente disomogeneo: ai ghiacciati pendii del versante nordico infatti si oppongono i vertiginosi precipizi della parete meridionale (osservabili in alcuni tratti dalla via ferrata). I rilievi più importanti (da Ovest a Est) sono: Gran Vernel (3210 m.), Piccolo Vernel (3098 m.), Punta di Penìa (3343 m.), Punta di Rocca (3309 m.), Piz Serauta (3035 m.).
Accesso:
Verso il passo di Fedaia, da Canazei (1450 m.), passando per Penia; in prossimità del lago Fedaia (2053 m.) attraversare la diga e parcheggiare presso la cabinovia Ciampac (2074 m.). Oppure da Caprile passando da Malga Ciapela, sempre verso il passo di Fedaia.
Descrizione della salita:
Prima parte, alla Forcella della Marmolada.
Partenza: 2625 m., Rifugio Pian dei Fiacconi. Arrivo: 2896 m., Forcella della Marmolada.
Profilo Altimetrico: 350 m. circa (perdita di quota dal Rifugio Pian dei Fiacconi).
Tempo effettivo: 1 ora e 45 minuti.
Difficoltà: EE la prima parte, F l’ascesa sul ghiacciaio del Vernèl, PD– la risalita alla forcella (AD in caso di ghiaccio).
Segnaletica: sentiero n. 606, bolli rossi, scritte a vernice nella prima porzione.

Seguendo le indicazioni dell’itinerario n. 606 ed alcune scritte a vernice (“via ferrata” – “Klettersteig”), si prosegue a mezza costa attraverso le pietraie in direzione ovest, perdendo lentamente quota ed entrando nel Vallone di Sot Vernèl. Si contorna la base dello sperone che dalla vetta discende verso nord e, piegando leggermente a sinistra, si risale faticosamente una pietraia morenica, riguadagnando quota, sino a scoprire il ghiacciaio del Vernèl che sale alla Forcella della Marmolada. Indossati i ramponi si risale il pendio ghiacciato puntando verso il canalino roccioso ai piedi della forcella e, aggirati sulla destra due stretti crepacci, si raggiunge la base delle rocce che danno sbocco al canalino roccioso.
Si risale con fatica lo stretto canalino (corde metalliche, attenzione in caso di ghiaccio o vetrato che qui può essere presente anche a stagione inoltrata) e si perviene alla Forcella della Marmolada, alla quale dall’altro lato sopraggiunge anche l’itinerario che conduce dal rifugio Contrin.
Osservati i resti di una postazione austriaca si percorre con l’ausilio di pioli un marcato traverso a sinistra (di solito ghiacciato) e si giunge all’inizio vero e proprio della via ferrata.

Seconda parte, la via Ferrata Cresta Ovest.
Partenza: 2896 m., Forcella della Marmolada.
Termine: 3343 m., Punta Penia, Vetta Marmolada.
Dislivello: 450 m.
Tipo ambiente: cresta.
Difficoltà: MD (alcuni brevi passaggi D in presenza di vetrato).
Possibilità di uscita: nessuna.
Tempo medio di percorrenza della via: 2 ore.
Struttura degli infissi: pioli, corda metallica, staffe.

Dalla Forcella della Marmolada (2896 m.) si traversa a sinistra pervenendo alla prima paretina, che si vince grazie ad una serie di gradini metallici e si giunge alla cresta rocciosa, attrezzata con corda metallica e pioli in ferro. Si prosegue lungo la cresta, con ampie svolte a destra e sinistra, si traversa nuovamente a sinistra aiutati da gradini metallici e si giunge ad una nuova paretina molto ripida, risalibile sempre grazie a fittoni e staffe.
Un ulteriore semplice passaggio in cresta conduce ad una lunga, ripida e liscia parete, affrontabile grazie ad una lunga serie di pioli metallici (alcuni ritorti).
Si perviene a questo punto ad un ballatoio (1 ora e 20’) con vista sulla incredibile parete sud e si prosegue a mezza costa sulla cresta sul lato settentrionale, risalendo alcuni tratti con l’ausilio di pioli e costeggiando altrove la corda metallica a mo’ di ringhiera.
Dopo un ennesimo traverso a sinistra e vinta una ulteriore porzione di cresta si raggiungono i pendii ghiaiosi ed il firn di vetta in corrispondenza di una marcata forcella alla nostra destra (1 ora e 45’).
Prestando attenzione all’erto pendio ghiacciato alla nostra sinistra si risale faticosamente in direzione della croce di vetta (traccia su neve o ghiaia) che ormai si rende visibile, ed oltrepassata la capanna di Punta Penia (gestita sino a metà settembre) si raggiunge la sommità della Marmolada (3343 m).
Discesa:
Terza parte, discesa lungo la Via Normale.
Partenza: 3343 m., Punta Penia.
Arrivo: 2625 m., Rifugio Pian dei Fiacconi.
Profilo Altimetrico: discesa con dislivello complessivo di 720 m.
Tempo effettivo: 1 ora e 30´ circa.
Difficoltà: PD (passaggi di I-II° nel canalino roccioso verso il ghiacciaio).
Segnaletica: traccia su ghiacciaio.

Dalla croce di vetta si scende verso nord lungo la “Schiena del Mulo” (Schena del Mul), per circa 20’, prestando attenzione ai pendii alla nostra sinistra che precipitano verso la parete nord ed a eventuali cornici di neve a destra (seguire la marcata traccia). Giunti ad una forcella sulla destra, evidenziata dalla presenza di una corda metallica, si abbandona il tracciato per ridiscendere il canale roccioso, lungo circa 100 metri, verso il ghiacciaio sottostante. Il percorso è interamente attrezzato con corde fisse che rendono più sicura la discesa; è comunque necessario prestare adeguata attenzione, evitando di smuovere sassi ed eventualmente assicurandosi con il kit da ferrata (passaggi di II° nella prima porzione e di I° nella seconda).
Legati in cordata, ramponi ai piedi e piccozza alla mano, attraversare la crepaccia terminale e contornare l’anfiteatro glaciale aggirando i primi crepacci. Eseguire un ampio cerchio verso la nostra destra, per ridiscendere zigzagando intorno ai numerosi, profondi ed aperti crepacci, sempre seguendo la traccia su neve. In taluni casi ed a seconda delle condizioni del ghiacciaio si renderà necessario l’attraversamento su ponti di neve: effettuarli sempre velocemente, un alpinista alla volta, assicurati dai colleghi. Puntare in direzione della Capanna del Ghiacciaio e del Rifugio Pian dei Fiacconi, sempre seguendo la traccia e giungendo nella parte terminale del ghiacciaio, incontrando infine le prime rocce montonate ove sarà possibile slegarsi e riporre negli zaini la propria preziosa attrezzatura.
Ridiscendere lungo le rocce levigate, su percorso non obbligato (alcuni omini in pietra), in direzione del Rifugio Pian dei Fiacconi (non è necessario transitare dalla Capanna del Ghiacciaio).
Note:
Il tempo totale dell’itinerario, escludendo pause e fotografie è di circa 6 ore, 6 ore e 30’. Evitare in caso di maltempo o condizioni climatiche incerte: la Marmolada è sovente “incappucciata” da densi vapori, perlopiù nelle ore pomeridiane, ed il cambiamento repentino di clima può far precipitare le temperature sotto zero, ghiacciando tratti di percorso, o sviluppando temibili temporali! Prestate la massima e dovuta attenzione!
la basca Azucena

Azucena (di Bilbao) e Julia (di Vitoria)

lungo la ferrata

Azucena

ferrata della cresta Ovest

vetta

io tra le due basche

ghiacciaio

discesa

Corda doppia per passare dalle rocce al ghiacciaio

salto di crepacci

parete Nord

discesasul ghiacciaio 

fine ghiacciaio

al Rifugio Pian dei Fiacconi

venerdì 17 agosto 2012

SASSO di VALFREDDA

Regione: Veneto

Provincia: BL

Gruppo: Marmolada

Quota: 3009 m

Versante di salita: SW-S

Tipo di salita: traccia e roccette passaggi su roccia

Dislivello di salita: 1160 m

Tempo di salita: 5,00 h

Difficoltà: PD- max II+

Punti di appoggio: Rif. Fociade


Notevole cima che domina la vallata di Fuchiade e forma uno splendido quadro panoramico delle Dolomiti, insieme alle adiacenti Cima e Torre Formenton e i più discosti M. La Banca e P.zo le Crene. La cima è in effetti doppia e la vicina vetta sud est è poco più bassa, quotata 3002 m. Il nome si origina dalla sottostante Val Fredda che ha la peculiarità di essere meno calda rispetto alle zone circostanti anche quando è battuta dal sole.
Salita lunga e di un certo impegno: alla notevole  fatica della risalita dei ghiaioni fino alla forcella del pulpito di Fuchiade seguono infatti traversate e salite su terreno roccioso non difficile ma piuttosto friabile, a tratti esposto, in ambiente integro con percorso da ricercare, scarsità di ancoraggi naturali ed un breve tratto di arrampicata per accedere alla cresta finale. Una via normale che richiede buon allenamento ed esperienza su terreni friabili ed impervi.
Accesso:
Dal parcheggio seguire la strada sterrata con segnavia n. 607 che porta al Rif. Fociade (30'). Dal rifugio proseguire per il sent. 607 che costituisce una variante dell'Alta Via delle Dolomiti n. 2 e risale dei prati, si attraversa un torrente e si segue ancora il sentiero in piano fino ad un bivio con indicazione a sinistra per il P.so Cirelle. Al bivio seguire il sentiero verso destra che risale il prato sul fondo della Val Fredda, fino al ghiaione che scende dal P.so del Bachet. Risalire il ghiaione con un lungo traverso verso destra, fin dove si svolta a sinistra fino al suo margine superiore che racchiude una conca di massi crollati. Seguire verso destra il margine di erba e ghiaie per pochi metri fino ad un ometto di sassi e da qui entrare a sinistra nella conca di massi (ometti) e seguire la traccia che risale direttamente il ghiaione al centro. Risalire il faticoso ghiaione fin quando si incontra sul lato destro una traccia che ne risale il margine destro: invece di restare al centro del ghiaione conviene seguire tale traccia sulla destra per terreno più stabile. Raggiunta di nuovo la traccia iniziale in una svolta verso sinistra proseguire ancora verso destra, risalendo poi un costone di roccette e ghiaie e quindi ancora per ghiaie, fino a raggiungere la conca superiore con grossi massi crollati, ormai in vista della forcella con il pulpito di Fuchiade, grossa e tozza punta squadrata a destra della forcella.

Attraversare la conca di massi e risalire direttamente il ripido ghiaione di grosso pietrame che scende dalla forcella, senza percorso obbligatorio e con minore fatica rispetto alla traccia che ne risale il margine sinistro (destra orografica), da utilizzare invece per la discesa. Solo nella parte alta tenersi a sinistra, raggiungendo la traccia di discesa, e traversando verso destra si raggiunge la larga forcella sotto il pulpito.
Descrizione della salita:
Dalla forcella traversare verso sinistra (ometti) il pendio di ghiaie, restando a destra della cresta, e risalire verso sinistra il friabile pendio con pendenza via via crescente, seguendo qualche traccia e piccoli ometti, puntando ad un intaglio della breve cresta ben visibile di fronte in alto. Giunti sotto l'intaglio traversare verso destra per stretta cornice un po' esposta, puntando ad un ometto di sassi presso l'intaglio stesso, raggiungerlo e scavalcare verso sinistra scendendo di poco sul versante opposto. Proseguire verso destra traversando con un obliquo in leggera salita il friabile e ripido pendio di ghiaie, roccette, strette cornici rocciose e cengette, facendo attenzione a seguire le poche tracce e piccoli ometti presenti. A metà pendio, subito oltre una costola di roccia, si trova un vecchio chiodo, utile per una eventuale assicurazione in discesa. Si prosegue oltre per terreno sempre friabile ma più agevole, puntando ad un ometto su una spalletta di ghiaie, oltre il quale si entra nel canalone ghiaioso che scende da sinistra. Risalire tutto il canale fino alla sua sommità dove è sbarrato da una parete fessurata (possibile neve e ghiaccio fino a metà luglio) e qui traversare verso destra per ghiaie e più comoda traccia, fino ad incontrare un altro canale di ghiaie marroni che scende da un intaglio di cresta. Risalire il faticoso canale fino all'intaglio, facendo attenzione a non provocare cadute di sassi. Dalla forcella si apre una bella vista sulla parete sud della Marmolada e sulla sottostante Cima Ombrettola. Volgere a destra della forcella (ometti) e traversare per ghiaie raggiungendo subito una rampa-paretina rocciosa che sale verso sinistra. Risalirla verso sinistra fino ad un ometto sulla cresta (II-) e quindi traversare verso destra, puntando ad una nicchia. Risalire direttamente il salto roccioso della nicchia per roccia ben appigliata e un po' esposta (4m, II+), uscendo sulla cresta sommitale. Seguire la cresta ghiaiosa senza difficoltà e raggiungere in breve la piccola croce di vetta .

Discesa:
Come per la salita. Dalla forcella del pulpito di Fuchiade scendere lungo la traccia all'estremità destra (orografica) del ghiaione, vicino ad una parete, su ghieie fini e veloci, fino alla conca di massi. Traversarla e raggiungere il centro del vallone, da cui si scende velocemente direttamente per il ghiaione fino alla conca di massi inferiore. Da qui seguire il sentiero di salita.


Note:
Salita molto faticosa che richiede buon allenamento ed esperienza. A seconda delle capacità personali la salita può essere effettuata anche senza l'utilizzo della corda, sebbene questa possa tornare utile per assicurare alcuni passaggi all'inizio della salita e sul tratto roccioso di accesso alla cresta finale, soprattutto in discesa e con compagni con poca esperienza. E' per altro necessario tenere presente la scarsità di ancoraggi naturali, data la friabilità della roccia, per cui possono tornare utili chiodi da roccia e martello per attrezzare eventuali soste. La cima, nonostante la fatica necessaria per raggiungerla, regala la soddisfazione della salita ad una vetta poco frequentata e con un panorama spettacolare su tutto il gruppo della Marmolada


salendo verso il Pulpito di Fuchiade

                                                 lato B di Suffi

                                         Suffi e Lu

                                         arrivano in vetta Lu e Denali


                                        tra Lu e Denali,Cima Uomo

                                        inizio discesa (II+)

                                          discesa

                                         ripidi traversi

                                         Denali disarrampicando

                                         Sasso di Valfredda al centro

mercoledì 15 agosto 2012

IL PONTIFEX BAGNATO.....

Dormiva beato ripensando all'ultima impresa sull'Intermesoli e alle numerose bariste collezionate nei suoi viaggi di avvicinamento alla meta....la palma ombreggiava il suo corpo scultoreo....digeriva a stento il pranzo ferragostano....la "Lampara" sonnecchiava....bisognava dare il via al delirio tipico del ferragosto, condito di gavettoni e gesta eclatanti e scomposte, balli e tanto altro....il gavettone al Pontifex era come lo sparo dello starter dei 100 metri olimpici....non ho resistito!!! Ho assoldato 4 ragazze munendole di secchielli capienti e ho spiegato loro l'importanza di ciò che si accingevano a fare. Le loro gesta sono diventate solenni e tutti hanno trattenuto il fiato mentre si avvivinavano al Sommo....all'unisono lo hanno destato dal sonno e lui ha reagito da Pontifex confermando la Sua caratura indiscussa!! Resosi conto di essere stato pesantemente "gavettonato" da 4 fanciulle si è alzato con eleganza e ha addirittura espresso gratitudine per tanta attenzione....quando poi ha verificato che il Suo gavettone ha dato il via al delirio e che molti ne hanno elogiato la condotta autorevole e composta....potete immaginare! E' Lui il leader....ora che partecipo e osservo le Sue gesta non ho più dubbi....il gavettone mi ha convinto!

giovedì 9 agosto 2012

ASTERIX AL TORRIONE CAMBI





COSA FANNO I CAVALIERI DELLA POLVERE DURANTE L'ESTATE? GUARDARE IL BLOG PER RENDERSI CONTO! DA  PETTEGOLEZZI SOTTO L'OMBRELLONE PARE CHE LA STRAGRANTE MAGGIORANZA VA AL FIUME IN BARBA AI CAVALIERI IMPRENDITORI TURISTICI, UNA PICCOLA PARTE IN MONTAGNA PER FARE PIC-NIC E LA RESTANTE  IN LUOGHI VARI.SOLO  DUE, DICONSI  DUE, CONTINUANO INPERTERRITI LA LORO ATTIVITA' E SONO RISPETTIVAMENTE"IL GRANDE ASSENTE" PER MODO DI DIRE PERCHE' E' ONNIPRESENTE SOTTO LA PALMA DEL LIDO "LA LAMPARA" E TIENE SEMPRE INFORMATO IL PONTIFEX SULLE QUESTIONI DELL'ORDINE E IL SOMMO CHE CONTINUA LA SUA ATTIVITA' NONOSTANTE IL CALDO. ATTENZIONE!ANCHE IL GRANDE ANNIBALE HA TIRATO I REMI IN BARCA, ANZI IN CANOA, PERCHE' TRA LE SUE MOLTEPLICI ATTIVITA C'E' ANCHE LA DISCESA DEI FIUMI, PRIVI RAPIDE, CON LA CANOA. IL PONTIFEX ANCHE QUESTA VOLTA SI E' DIVERTITO ANDANDO AD ARRAMPICARE AL TORRIONE CAMBI PER PERCORRERE LA VIA ASTERIX SULLA PARETE SUD, L'UNICA ABBORDABILE COMUNQUE SEMPRE SUL 5+ DEI FRATELLI BARBERI APRITORI DELLA VIA NEL 1981.PER ANDARE ALL'ATTACCO BISOGNA SALIRE VERSO LA FORCHETTA DEL CALDERONE CON IL SENTIERO N.4. ABBIAMO EFFETTUATO UNA VARIANTE D'ATTACCO FACENDO LA PRIMA PARTE DELLA VIA "FARABUNDO MARTI" COSTITUITA DA UNA BELLA  FESSURA DI 60 MT. DI 5° CON UNA BELLA USCITA STRAPIOMBANTE. POI SI VA DRITTI IN PLACCA SU DIFFICOLTA' SEMPRE DI 5° PER PRENDERE LA RAMPA TRAVERSO CHE CARATTERIZZA LA VIA. ALL'INIZIO E A META' TRAVERSO CI SONO DUE TRATTI  IMPEGNATIVI  DI 5+. CON UN TIRO DI 4 E 4+  SU PARETE APERTA. SI E' FUORI DALLE DIFFICOLTA'.LA DISCESA SPLENDIDA LUNGO LA PLACCONATA DI SALITA. COMPAGNI DI GITA IL SOLITO ANDREA (DI DONATO GUIDA ALPINA) ED IL CARO ATTILIO (CHIRURGO DI SUCCESSO ED ALL'OCCORRENZA) ANCHE ARRAMPICATORE DI SUCCESSO.AMPIO SERVIZIO FOTOGRAFICO NELLA GALLERIA DEL PONTIFEX  E NEL SITO WWW.WILDWORLD.IT DI ANDREA DI DONATO.

martedì 24 luglio 2012

M.Fraiteve e Pitre de l'Aigle

Punta Rognosa di Sestriere

Grand Roc

Pic de Rochebrune (credo)

verso m. Albergian

in vetta (sullo sfondo M. Fraiteve)


panorama verso Sestriere

nel vallon Croux (sulla dx il Sentiero Gelindo Bordin)

il vallon Croux (in alto a sx il Fraiteve)
Lasciata l'auto nei pressi dello stadio di atletica, si cercano le indicazioni in legno per il Monte Fraiteve, che portano su una strada di servizio degli impianti sciistici.
Si segue la strada che sale tagliando con tornanti il versante sud-est della montagna: giunti ad un bivio, si può scegliere se seguire il tratto più recente sulla sinistra, a servizio degli ultimi impianti realizzati in occasione delle Olimpiadi verso Roccia Freida e Rocca Rotonda, oppure continuare sul vecchio tracciato. La strada si trasforma in sentiero e segue la cresta che separa dal vallone Croux e conduce alla cima (2701 m).
Dalla vetta si segue in discesa la dorsale Nord-Est fino al Col Basset (2424 m).
Da qui si sale a Sud-Est lungo la Costa Treceira raggiungendo un primo rilievo (ometto).
Si scende al colletto successivo Col della Vachera (2473 m.) dal quale si sale infine alla vetta del Pitre de L’Aigle 2529 m.
In discesa direttamente lungo i pendii meridionali del Pitre de l’Aigle fino a raggiungere la strada bianca che sale da Sestriere lungo il Vallon Croux in direzione del Col Basset.
Si segue la strada bianca in discesa fino al tornante di q. 2220.
Da qui si continua in discesa lungo il Sentiero dei Forestali che conduce al parcheggio dei Camper a q.2045 o in alternativa si segue il Sentiero Gelindo Bordin che traversa a mezza costa tutto il versante meridionale del Fraiteve fino a raggiungere di nuovo la strada di servizio agli impianti.Lungo questa si torna al punto di partenza.

mercoledì 18 luglio 2012

VIA "DIRETTA CONSIGLIO" ALLA PARETE EST DELLA VETTA OCCIDENTALE DEL CORNO GRANDE

Dedicata ad Angelo con l’augurio di una pronta guarigione (...forse sarebbe venuto anche lui.)
E SI!!! ERA ORA!!!  LA TANTA AGOGNATA DIRETTA CONSIGLIO L’HO AGGIUNTA AL MIO CARNET DI SALITE. CHE PECCATO SE NON L’AVESSI FATTA!! SOGNATA DA GIOVANE E POI PASSATA NEL DIMENTICATOIO PERCHE’ OFFUSCATA DALLE MODERNE PLACCHE DEL TOTEM, MANITU’, ECC.. DOPO AVERLA SALITA MI RENDO CONTO DEL PERCHE’ DI TANTA NOTORIETA’: E’ FANTASTICA. MAI ESTREMA, MA CONTINUA NELLE DIFICOLTA’ SEMPRE SUL 5° E 5+, CON QUALCHE TRATTO VICINO AL 6°. UNA VIA CHE HA PRECORSO I TEMPI PER CONCEZIONE (DIFFICOLTA’ E LINEE) NEL GRUPPO DEL GRAN SASSO AL PUNTO DA NON TEMERE IL PARAGONE CON UNA VIA DOLOMITICA. UNICO NEO LA ROCCIA NON ECCEZIONALE DOVE BISOGNA ARRAMPICARE CON ATTENZIONE E CON LA QUALE BISOGNA AVERE DIMISTICHEZZA. IL TUTTO E’ NATO DUE ESTATI FA IN OCCASIONE DI UNA ESCURSIONE ALLA FORCHETTA DEL CALDERONE. MENTRE RIPOSAVO COME DI CONSUETO AL BELVEDERE (NOTO TIPICO BALCONE DI FRONTE ALLA PARETE EST), HO AVUTO UN MOMENTO DI NOSTALGIA E MI SONO RATTRISTATO RIPENSANDO AGLI ANNI GIOVANILI IN CUI MI RECAVO IN QUESTI LUOGHI E STUDIAVO LA VIA, CONSIDERATA A QUEI TEMPI UN MITO. RECITA UNA BELLA CANZONE CANTATA DA FIORELLA MANNOIA”NOOO…IL TEMPO NON TORNA PIUUU’…”. STRADA FACENDO LA MALINCONIA E’ STATA SOPRAFFATTA DALL’OTTIMISMO E L’ENTUSIASMO  AL PUNTO CHE MI SONO POSTO L’OBIETTIVO DI FARE LA VIA ENTRO DUE ANNI E, CON MOLTO PIACERE, RACCONTO DI UN FATTO CHE  FINO A NON MOLTO TEMPO FA NON AVREI NEANCHE IMMAGINATO. PUNTUALMENTE ARRIVA LA TELEFONATA DI ANDREA (DI DONATO GUIDA ALPINA) CHE MI PREANNUNCIA IL SUO RIENTRO DALLE ALPI. ERAVAMO D’ACCORDO PER FARE LA “ STEFANO TRIBIOLI” (CAPOLAVORO DI PIERLUIGI BINI) ALLA PRIMA SPALLA DEL CORNO PICCOLO, MA ABBIAMO OPTATO PER LA VIA IN DISCORSO. ANDREA L’AVEVA GIA’ FATTA UNA VOLTA ALCUNI ANNI FA, MA COME SE LA CONOSCESSE A MEMORIA PER LA SICUREZZA E TRANQUILLITA’ CON LA QUALE HA ARRAMPICATO. ABBIAMO IMPIEGATO 3 ORE E 10 MINUTI , ATTACCANDO ALLE 10,30 ED USCENDO ALLE 13,40, A DIMOSTRAZIONE DEL FATTO CHE SIAMO ORMAI UNA CORDATA VERA PROPRIA, VELOCE E SICURA. UNA CORDATA DI FINANZIERI, INCROCIATA SULLA VIA SUCAI, SI E’ COMPLIMENTATA PER LA NOSTRA SPEDITEZZA. IL PRIMO TIRO E’ IL PIU’ IMPEGNATIVO PERCHE’ LE DIFFICOLTA’ SONO PIU’ CONCENTRATE E CONTINUE 5 5+ 6- E ALL’APERTURA E’ STATO PERCORSO CON MOLTA ARTIFICIALE; INVECE, OGGI, SI FA COMPLETAMENTE IN LIBERA ANCHE SE CI SONO IN LOCO MOLTE PROTEZIONI CHE CONSENTONO DI AZZERARE. ONESTAMENTE UN AIUTINO CON IL CHIODO POSTO NEL TRATTO DI 6- NON MI HA FATTO MALE!! UN TIRO MOLTO BELLO E’ IL SECONDO DOVE SI SUPERA UNA FESSURA STRAPIOMBANTE COMPLETAMENTE IN SPACCATA. ECCEZIONALE E’ LA FESSURA DEL QUINTO TIRO CON USCITA STRAPIOMBANTE CHE, GIUSTAMENTE, FINO A NON MOLTO TEMPO FA, ERA CONSIDERATA DI SESTO GRADO. IN CONCLUSIONE, SECONDO IL MIO MODESTO PARERE, E’ UNA VIA MOLTO TECNICA CHE RICHIEDE DELICATEZZA E SICUREZZA,QUALITA’ POSSEDUTE DA ARRAMPICATORI ECCELSI. AMPIO SERVIZIO FOTOGRAFICO DELLA VIA NELLA GALLERIA DEL PONTIFEX.

martedì 17 luglio 2012

Corno Piccolo - Via del Canalone

Nuovo video relativo all'uscita dei Cavalieri al Corno Piccolo sulla Parete Nord lungo la Via del Canalone.
Un'uscita all'insegna della sicurezza in montagna.

http://youtu.be/03KXpW8bPxw

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