mercoledì 9 aprile 2008

DUEMILOPOLI!!!!

DOPO MOLTI SCANDALI CHE HANNO INVESTITO IL NOSTRO PAESE (CALCIOPOLI, VALLETTOPOLI ECC...) ANCHE IL MONDO DEL OOTDOOR E' STATO COLPITO. DA ALCUNI ANNI E' DI MODA FARE LA COLLEZIONE DI CIME ED IO, IN COMPAGNIA DEI CAVALIERI SILVIO E POLO E SPORADICAMENTE QUALCHE ALTRO CAVALIERE, STO' CERCANDO DI SALIRE I DUEMILA DELL'APPENNINO. NEL PERIODO STORICO IN CUI VIVIAMO E' RISAPUTO CHE IL SUCCESSO E' ALLA BASE DI TUTTO E NON IMPORTA COME LO SI RAGGIUNGE. MOLTE VOLTE, COME NEL NOSTRO CASO, CON SOTTERFUGI E TRUCCHETTI. IL CAVALIER SILVIO, PUR DI AGGIUNGERE UN'ALTRA VETTA ALLA SUA COLLEZIONE, HA CONFEZIONATO AD ARTE UNO STRATAGEMMA PER GIUSTIFICARE L'ENNESIMO INSUCCESSO ED IN PARTICOLARE HA ERETTO UN PICCOLO OMETTO SU UNA "GOBBA" DI TAVOLA ROTONDA FACENDO CREDERE CHE FOSSE LA CIMA. ORBENE, CARI CAVALIERI, ALLA PRESENZA DI TALE SITUAZIONE CORRE L 'OBBLIGO DI CHIEDERE UNA "REVISIONE STORICA" DELLE VETTE DI DUEMILA METRI SCALATE DAL NOSTRO IN QUANTO POTREBBE ESSERE DA CATTIVO ESEMPIO PER ALTRI COLLEZIONISTI E QUINDI INNESCARE UN MECCANISMO PERVERSO CHE FALSIFICHEREBBE IL TUTTO. DA QUESTO MOMENTO CARO CAVALIER SILVIO LE VETTE RAGGIUNTE IN MIA COMPAGNIA SONO OMOLOGATE LE ALTRE DEVONO ESSERE SUFFRAGATE DA UNA IDONEA DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA E/O TESTIMONIANZE ATTENDIBILI. LA PENA A CUI VAI INCONTRO E' QUELLA DI ESSERE DEPENNATO DAI COLLEZIONISTI DEI 2000.
GABRIELE - PONTIFEX MAXIMUS - TRIBUNAL GABRIELE - SANTILICHERI.

martedì 8 aprile 2008

MONTE DI CANALE MT.2.151 AL SIRENTE DA GAGLIANO ATERNO.

L'ITINERARIO PERCORRE LA CRESTA CHE UNISCE IL MONTE BRICCIALONE MT.1706 - MONTE SAN NICOLA MT.2012 - MONTE DI CANALE MT.2151.
DALLA PIAZZA DEL PAESE DI GAGLIANO ATERNO ALL'ALTEZZA DI UN ARCO PARTE UNA STRADA ASFALTATA CHE SI PERCORRE FINO AD ARRIVARE AD UNA PICCOLA CAPPELLA DEDICATA ALLA MADONNA DEL CARMINE CHE SI SUPERA E SI PARCHEGGIA IN PROSSIMITA' DI UN TORNANTE A QUOTA MT.1090. DOPO LA CAPPELLA LA STRADA DIVENTA STERRATA.SI SALGONO LIBERAMENTE VERSO DESTRA I PENDII CHE PORTANO AD UNA SELLA DOVE INZIA LA CRESTA DENOMINATA COSTA CERASOLI CHE CONDUCE AL MONTE BRICCIALONE MT.1706. SI TRAVERSA UNA PICCOLA CONCA E SEMPRE PER CRESTA SI ARRIVA SULLA VETTA DEL MONTE SAN NICOLA MT.2012 DA DOVE SI PUO' AMMIRARE UN ECCEZIONALE PANORAMA. SEGUENDO SEMPRE LA CRESTA SI ARRIVA AL MONTE DI CANALE MT.2151 DOVE SI HA UNA PANORAMICA ECCEZIONALE SUL VERSANTE NORD DEL SIRENTE CON IL NOTO CANALONE MAIORI. LA GITA E' STATA EFFETTUATA DOMENICA 06.04.2008 DAL CAVALIERE GABRIELE - DAL CAPOSPEDIZIONE MIMMO DI BARTOLOMEO E DA ACERBO ANTONIO VICE PRESIDENTE DEL CAI DI LORETO APRUTINO.LA GITA E' ANCHE UNA CLASSICA DI SCI ALPINISMO E SULLA VETTA DEL MONTE SAN NICOLA C'ERANO TRE SKI-ALP ED ALTRI TRE ESCURSIONISTI.

domenica 6 aprile 2008

Evoluzioni su croste "fresche"

Tanta neve fresca (powder profonda), molte croste, vento teso in vetta e una bella pattuglia di ski alp. Questi gli ingredienti della nostra giornata trascorsa sul Monte Rotella con partenza dalla piazza di Rocca Pia a quota 1050 m. Si tratta certamente di un fatto insolito, partire con gli sci ai piedi nel mese di aprile da una quota così bassa e certamente non ci lamentiamo.
Per la prima volta, da quando pratico lo ski Alp, mi sono trovato in mezzo ad una comitiva con ben otto componenti e mi sono sentito come la "sturmtruppen" avvistata da Silvio qualche tempo addietro.
La salita, peraltro molto piacevole per me che non ho battuto traccia, ci ha fatto subito sospettare che la discesa non sarebbe stata molto divertente. Infatti fino a quota 1600 m circa sotto i nostri sci si rompeva una crosta piuttosto spessa, che ricopriva omogeneamente un manto di neve fresca di almeno 30 cm. Man mano che si guadagnava quota la neve diventava più asciutta e più polverosa, ma alla fine il vento ci ha costretto a sostare in vetta giusto il tempo di togliere le pelli, per iniziare subito la discesa.
Come dicevo fino a quota 1600 la neve era abbastanza bella da sciare, anche se non esattamente facile, ma poi continuare a scendere una vera odissea: neanche il migliore tra noi è riuscito a fare una curva, senza rischiare una visita ortopedica d'urgenza.
Insomma non si è salvato nessuno e, a turno, tutti abbiamo toccato la neve con la punta del naso. Io personalmente ero riuscito a resistere, rimanendo in piedi sugli sci fin quasi alla fine della discesa, ma poi una massiccia operazione di "gufaggio" (funziona sempre) posta in essere dagli altri compari di gita, ha avuto i suoi effetti e pure io ho sbattuto il naso sul manto nevoso. Qualcuno però, come potrete osservare dalla foto, ha cercato anche di imitare il "pupazzo di neve", mentre altri si sono prodigati in acrobatiche ed improbabili capriole, ma sono stati più fortunati a non essere ripresi dall'obiettivo di una macchina fotografica.
La conclusione: da quando Marco S. è membro effettivo del gruppo, la giornata si conclude sempre con un buon dolce sfornato dalla signora Fiorella. Questa volta a Rocca Pia abbiamo gustato delle ottime crostatine di ricotta e cioccolato, altro che barrette, torroni, galbusera, ecc...

Tavola Rotonda!

Il giorno 5 aprile 2008 alle 11.28 alcuni Cavalieri (Polo con ciaspole e Silvio con sci;Paolo ha dovuto rinunciare a 200 metri dalla cima)hanno conquistato Tavola Rotonda.Al quarto tentativo si risolve l’ultimo grande problema alpinistico moderno.
Condizioni come sempre proibitive (nebbia,neve,a tratti vento),aggravate da un manto di neve fresca e pesante.Ma come sempre hanno aiutato il cammino i piloni delle vecchie sciovie dismesse (abbiamo avuto il sospetto che chi li le ha costruite non considerasse Tavola Rotonda un problema alpinistico così insormontabile…).
Momenti di puro terrore si sono vissuti quando un energumeno con fare minaccioso ci ha raggiunto a Guado di Coccia ,facilitato dal nostro traccione profondo una quindicina di centimetri.
Si trattava del Titolare di Tavola Rotonda,ben noto a parecchi fra noi: Matteo.Ingelosito per l’invasione del suo “protettorato”(testuale…)si preparava all’aggressione…gli antichi vincoli di conoscenza hanno scongiurato il peggio.

Anzi bisogna dire che ha ricambiato il traccione fino a Guado di Coccia con traccia meno impegnativa ma più lunga(fin quasi alla cima).
Seguiranno foto,e il film che verrà dedicato all’impresa.
Io e Polo (forse Gabriele sarà l’assistente addetto al proiettore) stiamo preparando un ciclo di conferenze… “Tavola Rotonda senza ossigeno”.

sabato 5 aprile 2008

L'ORA DEL DRAGONE


Pomeridiano da Germano nella speranza di trovare della polvere e sciare nel bosco. In realtà abbiamo trovato neve gessosa e no-bosco. Per la cronaca la condizione della neve era veramente pesante. Insomma, abbiamo fatto allenamento/palestra per il futuro. Dico abbiamo perché questa storia riguarda me e Angelo.
Nel prepararci per sciare Angelo mi incuriosisce quando mi dice, vedendomi prelevare la sua sacca da sci dalla macchina, di stare attento nel maneggiare la sacca. In effetti questa era più leggere del dovuto.
Per farla breve, questo scostumato non si è cambiato gli sci?. Ha preso un paio di Hagan Dragon. Il tutto in gran silenzio e con la complicità di Fester.
Attenzione Cavalieri, già si parla della leggenda del Cavaliere brigante della Majella che doma i draghi!

mercoledì 2 aprile 2008

LA CATTURA DI DEMONIK.

BRAVI!!!!MI AVETE PRESO!!!!DOPO UN LUNGO LAVORO DI INTELLIGENCE DELLA SQUADRA DEI CAVALIERI DELLA POLVERE (SILVIO, PASTARELLA E ANGELO) E' FINITA LA MIA LATITANZA. NON POSSO NEGARE L'EVIDENZA DELLE FOTO CHE MI RITRAGGONO NELLE VARIE MIE TRASFORMAZIONI. MI ASPETTAVO UNA DIFESA DA PARTE DEL MISTER IL MASCHERONE CHE SVIASSE UN PO' LE INDAGINI INVECE NON C'E' STATA E PERTANTO ACCETTO QUALUNQUE CONDANNA ECCETTO QUELLA DI NON POTER SCRIVERE CON LE LETTERE MAIUSCOLE. SONO CURIOSO DI SCOPRIRE A QUALE PERSONAGGIO IL CAVALIER SILVIO MI ACCOMUNERA' NEL PROSSIMO FUTURO. Gabriele - Gabriel Dimonio - Vecchia Guardia - Pontifex Maximus - Demonik - Don Gabriele - Innominabile - Tribunal Gabriele - Santilicheri e chi più ne ha più ne metta!!!!!

martedì 1 aprile 2008

...la caduta di Demonik

In effetti il camuffamento è durato per parecchi anni, ma ora....

Prima senza baffi



...poi in tenuta da lavoro!DEMONIK! hai finito di ....... scrivere in MAIUSCOLO

lunedì 31 marzo 2008

troppe coincidenze!

Riprendendo il discorso di Silvio le somiglianze sono evidenti. Giudicate voi:

domenica 30 marzo 2008

Monte amaro (direttissima)

Ore 7,30 ritrovo sotto al ponte di Villareia, componenti della spedizione: Angelo, Luca, Fabio ed il sottoscritto. Prima tappa caffe' a S. Valentino pagato da Fabio per essere arrivato in ritardo (dicono che non sia la prima volta) se Fabio fara' spesso parte del gruppo, la colazione e' assicurata!! Arrivati a passo S.Leonardo. Angelo manifesta incertezza sull'itinerario, a causa di alcune slavine tentenniamo un po', poi si decide di partire ugualmente. L'avvicinamento al canale lo facciamo a piedi, trovata la neve calziamo gli sci (oggi ho usato i miei nuovi sci da ski-alp) quindi all'ingresso del canale, chi lo conosce puo' immaginare la bellezza di questa pista naturale innevata e baciata da una splendida giornata di sole, (vedi foto scattate da Angelo) proseguiamo la marcia in ordine sparso, Luca davanti a tutti, Fabio prende il canalino di sx, io e Angelo su dritti. Arrivati a circa tre quarti di salita Angelo si ferma e scava con gli scarponi una piccola buca, io penso allarmato: "forse mi vuole lasciare qui" (vista la mia incertezza nelle virate) calziamo i ramponi e come in un' ascesa classica di alpinismo Angelo mi traccia il percorso fino allo scollinamento, "ancora una volta si dimostra generoso ed attento nell'accompagnarmi in questa bellissima salita. Arrivati in cima qualche minuto per riposare, foto di rito e poi giu'. Imbocchiamo il canalino di sx con ottima neve lavorata scovata da Fabio. In questa magnifica discesa abbiamo fatto tutto quello che si puo' fare con gli sci ai piedi: curve strette, conduzione e per finire Luca si e' esibito in una serpentina sul lato sx con serie di curve in salto (da sballo) arrivati alla macchina, crostata e poi al pub per la classica birretta.
NB.colgo l'occasione per ringraziare anche Gianluca (alias fester) che mi ha montato gli attacchi sugli sci un po'piu' avanti rendendoli perfetti.


Relazione

Monte Amaro m 2793. Salita per la classica Rava della Giumenta Bianca, più nota tra gli abruzzesi come la "direttissima".

Si tratta di uno degli intenerari con maggior dislivello e sciisticamente più belli del versante occidentale del massiccio della Majella

Località di Partenza "Fonte Fredda" a quota 1265 m, nei pressi di Passo San Leonardo (AQ) sulla SS487 che da Caramanico Terme collega a Campo di Giove.

Da Fonte Fredda salire traversando verso l'evidente canalone (Rava della Giumenta Bianca) che scende sotto la vetta del Monte Amaro e finisce nel bosco nella profonda radura provocata dalle sue slavine. Raggiunto un ampio crinale privo di vegetazione (tracce di una carrozzabile che dirige verso la cima della montagna) seguirlo fino ad entrare nel bosco di faggi dove occorre seguire i segnavia giallo rossi del sentiero estivo, fino ad uscire nella radura alla base del canalone (fare attenzione a non deviare a sinistra a quota 1590, questo sentiero conduce all'attacco della Rava del Ferro). Salire nell'ampio canale fin dove si biforca. Qui prendere il ramo di destra e raggiungere la sella a quota 2616 m, a sud della vetta di Monte Amaro, dove si apre una bella vista sull'altopiano di "Femmina Morta". Proseguire traversando a mezza costa il versante sud-est, guadagnando la sommità del Monte Amaro a 2793 m, dove esiste una costruzione semi sferica di colore rosso, denominato bivacco Pelino di proprietà del CAI di Sulmona, all'interno del quale si trova riparo in caso di maltempo.

La discesa si effettua per la via di salita, oppure per gli evidenti canali sotto la vetta con tratti OSA. Nel caso del rilevamento GPS, la salita è stata effettuata secondo la relazione, mentre la discesa, come si può intuire, è avvenuta proprio per uno dei canali in questione.

Aneddoti dal Terminillo

Ieri Terminillo.Diversamente dal Camicia una spessa coltre di neve fresca (almeno 60-70 cm) copriva l’area.
Per espresso divieto di Demonik (osservare sulla foto il nuovo taglio capelli del Dimonio,evidentemente ispirato al marito di Eva Kant) non posso fare relazioni sull’uscita (e già non so se ci saranno sanzioni per quella pubblicata su Picasa): spettano all’Innominabile!
Posso solo,cari Cavalieri,alludere,accennare,verseggiare,magari raccontare aneddoti…
Ebbene,dicevo,tanta neve.Saliti al Terminilletto,e rinunciato ad affrontare la cresta per il Terminillo un po’ di scoramento c’è stato.Ma poi siamo tornati a valle e affrontato con successo il Terminillo.
Giornata splendida.Le difficoltà derivanti dalla neve fresca sono state limitate dal fatto d’aver percorso per lo più costoni e creste (salvo discesa).I fianchi della montagna erano coperti da scariche di neve,abbiamo visto uno dei fronti di scarica muoversi lentamente.
Ma non era di questo che volevo parlarvi (non posso!).

Devo parlarvi delle conferme di soprannaturale Malignità di Demonik.
1.Erano anni che non mi bruciavo così (e non solo io).Labbra gonfie,orecchie abbrustolite…Demonik è rimasto fresco come una rosa…lui, abituato a ben altre fiamme.
2.Marco riempie sulla strada due bottiglie ad una fonte d’acqua sulfurea.Quando di tanto in tanto le apriva,io e Fausto,trattenendo i conati,pregavamo di richiuderle immediatamente.Demonik,al contrario,inalava i miasmi con evidente piacere…lui,abituato a ben altri zolfi.
3.Per stupirci con effetti speciali,e non immaginando che a qualcuno la cosa avrebbe fatto pensare non a lui ma ad un altro condottiero minore che ha operato alcuni decenni or sono,ecco che Demonik fa comparire un bosco dedicato a se stesso su una montagna fra Rieti e Antrodoco:

Poi però ci siamo stupiti di un dettaglio.
Seduti a consumare pizza e birra,il Maligno non attacca immediatamente un tavolo con quattro Donzelle di grossa taglia,lui il Grande Seduttore…che stia perdendo colpi?
Poi però abbiamo capito.Le Donzelle erano scafatissime,forse anche di più.Demonik nella sua infinita saggezza sa che un Diavolo non ha chance alcuna contro una Diavola,figuriamoci contro quattro Diavole di taglia grande…

sabato 29 marzo 2008

ENCHENAIMENT MONTE TERMINILLETTO - MONTE TERMINILLO

SABATO 29.03.2007 PER CAUSA DI FORZA MAGGIORE ABBIAMO SALITO E DISCESO LE DUE MONTAGNE CONSECUTIVAMENTE PERCHE' lA CRESTA CHE LI UNISCE ERA AFFILATISSIMA E CARICA DI NEVE FRESCA CHE SICURAMENTE NON AVREBBE RETTO IL PESO DI QUATTRO PERSONE. ABBIAMO PARCHEGGIATO LA MACCHINA NEL PARCHEGGIO NEI PRESSI DI UN GROSSO RESIDENCE. PER SALIRE AL TERMINILLETTO ABBIAMO PERCORSO SIA IN SALITA CHE IN DISCESA IL CRINALE SULLA DESTRA DELLA SEGGIOVIA CHE ERA POCO INNEVATO E QUINDI PIU' SICURO TENUTO CONTO DELL'ECCEZIONALE INNEVAMENTO ESISTENTE. UNA VOLTA SCESI DALLA PRIMA MONTAGNA CI SIAMO PORTATI PRESSO IL RIFUFIO SEBASTIANI PERCORRENDO KM.1,5 di STRADA.ABBIAMO DECISO DI SALIRE SUL MONTE TERMINILLO PERCORRENDO LA CRESTA SUD EST CHE PARTE PROPRIO SULLA SINISTRA DEL RIFUGIO. LA SALITA PER META' SI PERCORRE AGEVOLMENTE MENTRE LA SECONDA PARTE DIVENTA ALPINISTICA IN QUANTO CI SONO ALCUNI TRAVERSI ESPOSTI DA EFFETTUARE E DIVERSI TRATTI DI MISTO NON BANALI DA SUPERARE. NOI ABBIAMO TROVATO DELLE CONDIZIONI OTTIMALI E PERTANTO NON E' STATO NECESSARIO PROCEDERE IN CORDATA. COMUNQUE NELLE CONDIZIONI IN CUI L'ABBIAMO PERCORSA NOI LA VALUTAZIONE E' PD+ MENTRE CON NEVE GELATA DIVENTA AD. UNA VOLTA IN CIMA PER LA DISCESA ABBIAMO SCELTO LA VALLE DEL SOLE CHE IN CONSIDERAZIONE DELL'ORARIO E DEL MANTO NEVOSO ABBIAMO RITENUTO LA PIU' IDONEA E TALE SI RIVELATA NONOSTANTE CI FOSSERO ALCUNE PICCOLE SLAVINE SI SUPERFICIE. IL DISLIVELLO PER SALIRE AL MONTE TERMINILLETTO E DI MT.45O MENTRE QUELLO PER IL MONTE TERMINILLO E' DI MT.530.

Monte Camicia, sole e pecorino (ma non per tutti)

Finalmente è tornato il sole. Al ponte (cavalieri point) la discussione su dove e come andare si è fatta subito accesa. Il buon Fabio aveva proposto di andare sulla Majella ove si era dato appuntamento con un grande maestro dell'arte dello sci, Angelo M., e pretendeva che ci andassimo con il fuoristrada di Antonio Telli (alimentata a GPL).
In seduta straordinaria il gran consiglio, rilevato che la Majella era avvolta da una minacciosa nuvola di vaste dimensioni, che il Gran Sasso era baciato da uno stupendo sole e che la mia macchina avrebbe garantito un viaggio più confortevole ha deliberato che l'uscita si sarebbe effettuato sul Gran Sasso. Si parte.
Per la cronaca va precisato che anche questa volta il tentativo di fotografare la mannara di Castel del Monte è fallito per assenza dell'interessata.
Giunti nella piana di fonte Vetica eravamo tutti un po delusi poichè di neve, tranne nel Vradda, ve ne era pochina. Con grande gioia di Angelo si decide per il Camicia via Vradda.
Casualmente nessuno della compagnia ha portato la macchinetta fotografica in cima, ma la giornata è stata fantastica. Vi dovete fidare sulla parola. In discesa la neve si è rilevata un po pesante, ma sciabile.
Una volta ritornati al ponte (cavalieri point) ecco arrivare Walter a prelevare Angelo in quanto, entrambi, se ne sarebbero andati a Roccamorice a fare qualche viettina. Walter aveva delle difficoltà nel parcheggiare la sua macchina poichè noi avevamo occupato tutti i posti all'ombra e lui non voleva lasciare la nacchina al sole (?). Alla mia lecita domanda sul perchè Walter replica dicendo che ha del vino in macchina e che quindi.... Ma che problema c'è, il vino me lo prendo io, ma Walter si blinda in macchina con la chiusura automatica.
Alla fine salta fuori una bottiglia di Pecorino che dopo una appropriata rifregerazione ho gustato la sera stessa. Walter, sai che ti dico? La prossima volta me ne prendo due, era buono.

martedì 25 marzo 2008

http://www.youtube.com/watch?v=HpIJAPYHVhg

La musica si commenta da sè, il resto lo lascio a Voi.
In particolare invito il Grande Assente a visionare.

post scriptum: il resto lo dovete ricercare digitando wklimb (ma il resto è degno di nota)

lunedì 24 marzo 2008

I Cavalieri della Tavola Rotonda

Era Pasqua ieri.E credo che nessuno l’abbia celebrata degnamente quanto me e Marco (è il noto alpinista medievale, il Polo del blog…ma è un po’ timido informaticamente parlando).
Una Via Crucis verso Tavola Rotonda.Le Stazioni non sono state Quattordici,quante ne prescrive il rito tradizionale,ma abbiamo voluto strafare ,e sono state almeno 30 o 40,quanti sono i piloni delle due sciovie dismesse di Tavola Rotonda.Il tempo cupo e tempestoso secondo la migliore tradizione.Già alla partenza pioveva.Anzi per la verità Marco,durante l’avvicinamento in auto sotto al diluvio,entusiasmandosi nel vedere il Pescara e l’Aterno gonfi d’acqua fangosa,esultava sentendo avvicinarsi l’avveramento di certe sue profezie idro-geologiche.
Abbiamo risalito la strada di servizio della seggiovia di Campo di Giove (l’impianto era incredibilmente aperto: non c’era assolutamente nessuno e gli impianti a monte erano chiusi).

La Via Crucis è iniziata a 1650 metri, a Guado di Coccia.
Il freddo è diventato intenso,il vento forte,la pioggia neve,la visibilità scarsa.
Le ultime Stazioni,sopra i 2000 metri, sono state memorabili: visibilità vicino allo zero (già quella effettiva era scarsissima: aggiungiamo la mascherina che si copre continuamente di neve, l’alpinista medievale proprio senza occhiali(!)),principio di congelamento alle mani (inutile che vi dica che il Medievale soffiava e soffiava nei suoi guanti gonfiabili Decathlon)…si camminava nel bianco e nel gelo,spesso perdendo di vista il pilone successivo,e quindi proprio galleggiando nel niente…
Tavola Rotonda è un itinerario ideale per giornate con tempo impossibile,visto il sostegno…morale che danno i piloni fino a 2350 mt,ma…c’è un ma: è la terza volta che manco la cima! Arrivati alla stazione d’arrivo della seconda sciovia (si vede in foto),appunto a quota 2350, abbiamo provato a salire ancora una ventina di metri (quindi eravamo ad un dislivello di 50 metri dalla cima…) …poi basta: impossibile continuare…destra/sinistra,salita/discesa…non ci capivamo più niente (la bufera era montata,ed ora la neve era fitta ed a fiocchi grandi, l’influsso del Dimonio ha fatto il resto… ).
A parte tutto mi sono divertito molto (come può divertirsi un Cavaliere sui monti…),la bufera mi piace,la Pasqua è stata da ricordare.

giovedì 20 marzo 2008

Auguri e serenità a tutti

A tutti i frequentatori del blog, credenti e non , auguro di trascorrere le prossime festività serenamente e in pace con se stessi.












Nell'uovo noi ski-alp abbiamo trovato la neve (...la polvere era chiedere troppo), e siamo felici.

martedì 18 marzo 2008

Cavalieri senza cavalli

Cavalieri senza cavalli sono come galline senza galli,come piedi senza calli.
E allor perché celar le telliane destrezze,le equiti prodezze,del cavalcare le ebbrezze,e lo schiaffone di Pascal sulle cavezze?
Diciamolo,cavalieri belli (!?),noi su equini siam zimbelli,nostro campione di cavalleria è il Telli:
piglio severo,sguardo altero,vestito rossonero,ardimento da guerriero (osservi il video chi non crede sia vero),per maestro uno straniero

Nota dell'autore.Il nostro campione aveva una cavalla,Istel.Anzi la cavalla aveva il nostro campione...fino a quando non arrivò il maestro straniero,Pascal,che in un'oretta e vari ceffoni domò la bestia .Come disse Antonio,quel giorno Istel iniziò da cavallo e finì da pecora...

AUTOSOSPENSIONE DAL BLOG.

IN VISTA DELLE FESTIVITA' PASQUALI COMUNICO ALLE SS.LL. ILLUSTRISSIME LA MIA AUTOSOSPENSIONE DAL BLOG AL FINE DI EVITARE CHE QUALCHE SPROVVEDUTO CAVALIERE POSSA TRASCORRERE MALE DETTA RICORRENZA. CON L'OCCASIONE AUGURO UNA BUONA PASQUA A TUTTI VOI ED ALLE VOSTRE FAMIGLIE. QUESTA E' UNA POTESTA' CHE SPETTA SOLO A ME IN QUALITA' DI VECCHIA GUARDIA E PONTIFEX MAXIMUS. Gabriele

lunedì 17 marzo 2008

CHI DI PENNA FERISCE DI SALSICCIA PERISCE.

LA VENDETTA E' CONSUMATA!!! IL CAVALIER SILVIO E' STATO COLPITO DALLA SUA CREATURA POETICA PREDILETTA. QUEL GABRIEL DIMONIO CHE TUTTO E' FUORCHE' UN DIMONIO. E' STATO A TORTO DIPINTO COME UN EFFERATO UOMO, ANCHE SE DI TRICOLOGIA BELLA. INGIUSTAMENTE FUSTIGATORE DI CAVALIERI INVECE E' UN UOMO CON PROPENSIONE AL BENE E ALL'ALTRUISMO (messer il Mascherone può confernare) MA SE COLPITO NELL'ORGOGLIO NON CI PENSA DUE VOLTE A COLPIRE IL NEMICO COME IN QUESTO CASO IL CAVALIER SILVIO. DOPO LA PUBBLICAZIONE DEL POST SUI RAVIOLI APPOSITAMENTE FATTA DAL PONTIFEX MAXIMUS IL CAVALIER SILVIO E' CADUTO IN UNO STATO DI "CONFUSIONE ALIMENTARE" PER IL QUALE LA MEDICINA NON PREVEDE CURE AL RIGUARDO. DOV'E' FINITO L'UOMO CHE SI ALIMENTA CON BARRETTE ENERGETICHE DOC, BRODINI, BUDINI ED OMOGENEIZZATI. IL NOSTRO DALLA GITA AL MONTE MAGNOLA SI ALIMENTA CON BROCHES ALLA CREMA, PIZZA CON LE PATATE, PANINO E SALSICCIA E THE' SENZA ZUCCHERO. MI SPEGO MEGLIO. LA MATTINA LUNGO IL VIAGGIO ANZICHE' IL SOLITO MEZZO CORNETTO HA "SDIUNATO" CON UNA BROCHE ALLA CREMA. DURANTE L'ESCURSIONE, PER COLAZIONE, IN LUOGO DEI PASTICCINI DI MARCO SI E' SBRANATO UNA PIZZA CON LE PATATE. UNA VOLTA TORNATI ALL'AUTO SI E' COMPRATO UNA PANINO CON LA SALSICCIA DA UN AMBULANTE. DOPO, STRADA FACENDO, CI SIAMO FERMATI PER BERE UNA BIRRA. DIMENTICAVO. TUTTI GLI SPUNTINI SONO STATI INNAFFIATI DA THE' SENZA ZUCCHERO APPOSITAMENTE PREPARATO DA ME. PER VERIFICARE LO STATO COMATOSO DEL NOSTRO HO PRESO DALLO ZAINO UNA CONFEZIONE DI FRUTTA SECCA RICOPERTA DI CIOCCOLATO DELLA LINDL, DICO LINDL. DITEMI VOI SIGNORI CAVALIERI: CHI RIFIUTA UN'OFFERTA SIMILE?? SOLO UNO IN STATO CONFUSIONALE E LUI A CONFORTO DI CIO ' CHE DICO MI HA RISPOSTO: " NO..GRAZIE.. SONO DISTURBATO!!!.A QUESTO PUNTO SIGNORI CAVALIERI INTERCEDO PER LUI. SOCCORRETELO!! NON LASCIATELO SOLO!!! SE CONTINUA COSI' RISCHIA DI AMMALARSI DI BULIMIA E NON VERRA' PIU' IN MONTAGNA. IO, INVECE, SPERO CHE INGRASSI UN PO' COSI' ARRIVO PRIMA DI LUI. Gabriele (Pontifex Maximus).

P.S. PER DESCRIVERE LO STATO TERMINALE DEL NOSTRO PROVATE AD INDOVINARE COSA HA MANGIATO AL POSTO DELLE SOLITE BARRETTE ENERGETICHE??? IL TORRONE NATALIZIO IN PIENO PERIODO PASQUALE.

domenica 16 marzo 2008

Fucalone, schiaffatune e pallotte di riso


Solito orario e solito posto. Questa volta la meta è l'anfiteatro delle Murelle (o per lo meno l'intenzione era questa). La squadriglia è delle migliori io (pastarella?), Angelo, Marco S. e Fabio.
Una volta lasciata l'auto in corrispondenza della grande pietra che delimita la no-zone per il Pomilio ci avviamo verso le antenne costeggiando la pista. Subito notiamo un formicaio di pistaioli vestiti tutti con tutine aderentissime colorate (c'è stata una gara di slalom) e tra questi un volto a noi noto, Fester. Era caricatissimo. Dopo la comunicazione che il consiglio dei Cavalieri gli aveva decretato l'obblico di vincere riprendiamo la salita. Salendo al Blockhouse delle evidenti cornici ci invitavano a deviare verso destra. Dalla sommità la vista era come sempre emozionante. Si continua per il M. Cavallo. Una volta avvicinatoci allo strappo che precede la vetta del Focalone la fin ora tranquilla uscita si trasforma in una uscita schiaffeggiante. I primi schiaffi ci vengono dati dal tipo di neve che associata alla pendenza sostenuta ci consigliano di calzare i ramponi. Con senno del poi, per fortuna!. Man mano che si guadagnava quota un nuovo compagno si univa a noi. Il sig. vento. Era talmente sostenuto che a stento si rusciva a stare in piedi (...con i ramponi, figuriamoci con gli sci). La forza del vento ci ha fatto desistere dalla nostra meta originale (sciare nell'infiteatro delle Murelle). Il vento ha continuato a schaiffeggirci fino al Bivacco Fusco (in pessime condizioni) dove abbiamo trovato un po di riparo.
Tolte le pelli siamo scesi per il canale appena risalito. La qualità della neve non era delle migliori e la pendenza si è fatta sentire.
Una volta calzete nuovamente le pelli il vento ci ha schiaffeggiato nuovamente fino alla fine della gita. Una volta alla macchina il vento ha avuto pietà di noi e ci ha concesso di rilassarci in una calma non sperata.
Va bene che Marco (già Marcowave) è un serfista, è quindi il vento è la normalità per lui, ma diamoci una regolata.
Tutto sommato una bella sciata in condizioni OSA e un dislivello totale di circa 1400 metri.
Marco, il vivandiere, ci ha prelibato di alcune polpete di riso condite con uvetta, miele, uova e chissà cos'altro. Una bontà. Grazie Fiorella (moglie di Marco).
Dimenticavo, oggi è stato il mio compleanno (43), quindi tutti i Cavalieri che non hanno partecipato all'uscita sono creditori di una bevuta.
Pensando di fare una cosa gradita allego l'altimetrica dell'escursione.

sabato 15 marzo 2008

Magnola:la via Di Falco-Maresca-Sborgia

Rubo il mestiere a Gabriele,e relaziono sul Magnola (il Gabry oggi è impegnato).
Si parte dalla base delle piste di sci del Magnola a pochi chilometri da Ovindoli.Il cammino inizia a 1455 mt.Si risalgono le piste fino alla Capanna Brin,arrivo della cabinovia,a 1800 metri.Di lì si segue la seggiovia che piega più a destra.Arrivati alla stazione d’arrivo (1940 metri) si può optare per la via normale o per la Di Falco-Maresca-Sborgia.
La prima piega a nord-ovest,costeggia per 1.5 km i pianori “Campi della Magnola”in parallelo alla cresta del Magnola,per poi piegare ad ovest su un ripido pendio che porta in cresta,quindi tornare in direzione opposta (sud-est) verso la cima (2220 metri).
La Di Falco-Maresca-Sborgia invece non si perde in chiacchiere, e se ne frega dei “Campi della Magnola”, e dall’arrivo della seggiovia punta direttamente a ovest,sulla cresta del Magnola.
Superati alcuni colli ci si trova a circa 2050 metri,all’attacco del ripido pendio finale.
Qui si può scegliere fra un paio di valloni di 30/35° (su uno dei quali vediamo scendere degli sci-alpinisti).
La Di Falco-Maresca-Sborgia se ne frega anche del paio di valloni e punta direttamente sullo sperone roccioso che li divide.
Qui la sapienza alpinistica del Gabriele,è lui che ci ha orientati sullo sperone, è stata decisiva,ed ha trasformato un’ascensione altrimenti banale dal punto di vista tecnico (paesaggisticamente invece la cresta è comunque molto bella,se si astrae un po’ dagli impianti di sci sottostanti) in una salita molto divertente.
Lo sperone è una salita su misto,con pendenza fino a 40/45°,cresta a tratti molto affilata ed esposta (sulla foto ci si può ammirare che gattoniamo nei punti più aerei),qualche aggiramento su neve di piccoli gendarmi,qualche “gulottina”: insomma,da solo lo sperone è valsa l’uscita.
Rispetto alla via normale lo sperone della Di Falco-Maresca-Sborgia ci ha portato molto più vicini alla cima,all’altezza del Rifugio Panei.Arrivati in cima si può completare verso sud l’anello di cresta …ma su questo deve relazionare Gabriele,perché io ero con gli sci e sono sceso da uno dei valloni di cui dicevo.

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