mercoledì 25 marzo 2009
UN BLOG TROPPO SERIO!!!!! MA SIAMO SERI!!!
martedì 24 marzo 2009
cronaca dei primi tre giorni di primavera
Ormai eravamo già abituati al firn di primavera, ma Madre Natura ci ha voluto fare un bel regalo coprendo di una spessa coltre bianca quasi tutte le nostre montagne, arrivando anche sui tetti delle case in collina.
Primo giorno, 21 marzo
Già dalla mattina di venerdì, durante una trasferta a Roma per motivi di lavoro, sull'autostrada tra Pratola Peligna e Celano avevo potuto assaporare quello che sarebbe accaduto nei giorni seguenti. Per questa ragione avevo accettato l'invito di Matteo per fare un giro a Tavola Rotonda, anche se le previsioni meteo promettevano solo neve, ma poi un impegno di lavoro mi ha costretto a rinunciare a questa prima ipotesi con "ripiego" nel bosco di Passolanciano: qui, con Antonio e Silvio, per tutta la mattina di sabato non abbiamo fatto altro che riarare tutto il manto nevoso ancora vergine e poi al lavoro nel pomeriggio.
Secondo giorno, domenica 22 marzo
Dopo aver consultato ripetutamente le previsioni meteo, che non erano del tutto pessimistiche, con Marco Luca, Antonio ed il sottoscritto, ci accordiamo per incontrarci sotto al solito ponte con destinazione Pacentro per la salita al versante sud del Monte Mileto, così da essere al riparo dai forti venti settentrionali. Durante il tragitto ci chiedevamo, e speravamo, se avremmo trovato un buon innevamento ad una quota così bassa; man mano che ci avvicinavamo alla velle peligna e poi a Pacentro, abbiamo potuto constatare che l'innevamento era così abbondante da non poter parcheggiare l'auto, a meno di non doverla lasciare a qualche chilometro di distanza dell'attacco della salita. In ogni caso la scarsa visibilità e la forte nevicata in atto, ci ha fatto desistere.
Scatta il piano B. Breve consultazione e parecchia indecisione, ma poi decidiamo di salire a Campo di Giove, così da sfruttare gli impianti per fare qualche fuori pista: qui la sorpresa è stata ancora più grande, tanta era la neve caduta ed il vento forte da nord che imperversava in tutta la zona, al punto che non siamo nenache scesi dall'auto visto che gli impianti erano rimasti fermi.
A questo punto l'umore dei presenti, sopratutto di Marco e Luca, iniziava a farsi preoccupante per cui decidiamo di rimediare la giornata e ci fiondiamo nuovamente a Passolanciano, dove gli impianti avevano iniziato a girare solo in tarda mattinata.
Il piano C, finalmente, ci ha restituito il buon umore e grandi scorribande tra i faggi del luogo sulla neve in alcune aree ancora vergine. Al gruppo già nutrito di scalmanati, si è unito anche l'amico Giorgio Ferretti con il quale abbiamo condiviso un certo numero di capitomboli, mentre Luigi (ottima persona e sciatore di livello) ci ha semplicemente detto "ma che ve set' magnat', voi non siete normali"
Alla sera ero praticamente cotto.
Terzo giorno, lunedì 23 marzo
Chi può, può ... chi c'è, c'è ... mettetela come vi pare, ma quando a marzo c'è la polvere non si può perdere tempo.
Alle otto ero già a San Nicolao, un po' in ritardo rispetto ad altri ma con il vantaggio di aver trovato parte della traccia già battuta. Le mie gambe non ne volevano sapere di muoversi con la solità agilità, viste le sollecitazioni dei due giorni precedenti, al punto che più volte avevo pensato di rinunciare al Pescofalcone ...ma quando sulla cima del Rapina ho visto che uno ski alp (era Sergio D'Am.) stava già scendendo per il "cucchiaio" lasciando un bel ricamo sulla neve, ho raccolto le energie e con un'altra ora di fatica e 1500 metri di dislivello in totale sono arrivato alla testata della Rava Cupa. Intanto un altro ski alp mi aveva preceduto con molta "educazione", sciando subito accanto all'altra serpentina rientrando alla sella del Rapina, per cui nulla era pregiudicato.
Giusto il tempo di togliere le pelli (avevo il fiato sul collo di altri tre ski alp) e mettere la sciolina sulle solette, che già ero all'imbocco della Rava Cupa per disegnare il terzo ricamo sulla neve fino alla fine del canale per poi attraversare il pendio - molto carico e piuttosto rischioso - e uscita all'intaglio intermedio del bosco sulla cresta del Rapina e ancora polvere fino a quota 1100 m circa, poi neve già appesantita e poco scorrevole fino al parcheggio.
Una magnifica mattinata di sci e sole: vi lascio solo immaginare il resto della giornata che ho trascorso al lavoro; le mie gambe continuavano a mimare il movimento ritmato necessario per riemergere dalla polvere dopo ogni curva. Poi quando tutti mi chiedono dove mi sono abbronzato, rispondo che "in questo periodo mi faccio le lampade".
Anche per il quarto giorno di primavera Antonio ed io avevamo programmato una gita, ma questa mattina abbiamo opportunamente rinunciato a causa del forte vento. Peccato!!
Questa sera, mentre ero a fare acquisti per la casa presso un noto centro commerciale (talvolta bosogna soddisfare anche le esigenze delle nostre sante donne), ho incontrato quello ski alp - Sergio D'Am. - che per primo ha ricamato il "cucchiaio" ieri mattina, con il quale c'è stato subito un reciproco scambio di grandi sorrisi e pacche sulle spalle per aver condiviso la medesima gioia. Nella circostanza le nostre rispettive mogli/fidanzate si sono limitate a scuotere più volte la testa, come a voler dire "non c'è proprio nessun rimedio".
lunedì 23 marzo 2009
M.ROTELLA...CHI C'E' ....C'E'....
PESCOFALCONE



Pizzo Camino
Grande gita in un posto quasi dolomitico con tanti torrioni di roccia....Meta di ripiego perchè la scelta principale era caduta su di una vetta molto panoramica che fa da spartiacque tra la val Camonica e la Valtellina ma che prevedeva troppi sali e scendi con annessi spella e ripella....quindi abbiamo optato per il piano B...il pizzo Camino che si trova in bassa val Camonica e che si trova in posticino veramente isolato....partiamo da Schilpario dai vecchi impianti di risalita che con nostra sorpresa non sono più tanto vecchi anzi hanno messo su un impianto di nuiva generazione con tanto di pannello per il vento sulla seggiovia.....ammazzate....ste valli che prendono i fondi della regione come li fanno girare....peccato che poi c'è una pista sola di discesa...carina ma che palle...vabbè..risaliamo questo primo pezzo appunto su pista gelata...qualche piccola scivolata ci accompagna al pianoro sommitale dove con altra sorpresa troviamo una gara di tiro al bersaglio con fucili...zona delimitata con fettuccie e tano di cartelli di divieto di accesso....mah!?!?! dove siamo capitati?? in trentino?? che organizzano tutte ste minchiate?? comunque poche persone in giro che almeno non impattano troppo sulla tranquillità generale della gita....risaliamo un altro ripido pendio che da accesso ad un altra depressione da dove vediamo il passo che dovremo scavalcare per poter accedere al vallone che porta in cima al Camino... e da qui si cambia completamente ambiente...isolamento è totale,il tempo spettacolare...la neve sembra dura come cemento data dal riabbassamento della temperatura di questi gg....cosi arrivati al passo ci si apre un panorama veramente bello,quasi dolomitico con tanti torrioni da dove scendono un sacco di canalini di neve....ora con un traverso verso sinistra ci addentriamo nel canalone che ci porta alle pendici della nostra cima...grande canale che piano piano si stringe verso l'alto sotto una parete da dove si biforcano due canalini: uno a destra ed uno a sinistra....la relazione dici di salire quello di sinistra che porta fin in cima con un paio di passaggi a 70° mentre l'altro che si dovrebbe fare in discesa è a 30°/35°...attendo il compagno che mi conferma che le sue gambe non lo portano in cima e quindi nel dubbio di salire il canale di sinistra e ridiscendere dall'altro a piedi e salire quello di destra a piedi e provarlo a scendere con gli sci.....opto per la seconda....cosi mi avvio e risalgo quello di destra fino alla cresta dove deposito gli sci e proseguo fino in cma su ripido pendio...dalla cima spettacolare panorama...una bevuta e ridiscendo il pendio fino agli sci...mi preparo e provo a scendere....uhm...prima curva mica bella....seconda curva sti cazzi....mi parte via uno sci...porca trota....la neve e troppo dura ed i passaggi a piedi l'hanno resa molto disuniforme...e poi io non sono un grande sciatore....quindi sci alla mano ridiscendo fino al collega con cui iniziamo la discesa vera e propia su questo pendio ripidino e costante....seguiamo il percorso fino alla macchina con grande divertimento e soddisfazione per la giornata....
domenica 22 marzo 2009
Monte Velino...e Monte di Sevice,Costognillo,Rozza
Ci ha accompagnato il sole ed un po’ di vento in quota.Si esce a Magliano dei Marsi sull’A25,seguendo direzione Magliano fino ad un bivio a sinistra per Rosciolo.Verso l’inizio dell’abitato di Rosciolo si svolta a destra, direzione S.Maria in Valle Porclaneta. Dopo un paio di chilometri, poco prima della chiesa, si posteggia in uno slargo con cartelli del Parco e segnali di sentiero (quota 1000 slm).
Io e Angelo iniziamo il cammino alle 7.00.
Si percorrono circa 500 metri su un’ampia sterrata, quindi si imbocca il sentiero 3 (segnato giallo e rosso), piegando a nord-est, verso il ben visibile Vallone di Sevice. Il sentiero è comodo e risale il Vallone tenendosi sul suo lato destro. Abbiamo trovato neve e inforcati gli sci intorno a quota 1600, cominciando a portarci verso il centro del Vallone.Poco dopo un pendio ghiacciato ci ha costretto ai ramponi.
Nell’ultimo tratto prima del pianoro della Capanna di Sevice (quota 2139) si attenua la pendenza (e abbiamo rimesso gli sci). Svalicando nel pianoro si apre la vista sul bellissimo ambiente in quota del Velino:dapprima una sorta di conca intorno alla Capanna,poi salendo, gli ampi spazi delle cime intorno al Velino,Il Gran Sasso,i Sibillini.
Dalla Capanna si piega a destra (sud-est) per risalire il Monte di Sevice. Il sentiero estivo affronta direttamente per la massima pendenza il pendio che porta alla cima, il percorso sci-alpinistico lo aggira a sinistra. Il Monte di Sevice si raggiunge a quota 2335, e richiede una breve deviazione a destra (sud-ovest) dal percorso che punta al Monte Velino. Circa 500 metri più avanti altra breve deviazione nella stessa direzione ci porta sulla cima del Costognillo,scavalcando il ciglio di una cornice nevosa.
Si torna quindi sul percorso verso il Velino,e con qualche saliscendi si arriva alla sella su cui arriva la Valle dei Briganti (a nord-est). Una breve salita su cresta (Angelo con sci,io con ramponi) ci porta alla cima del Velino (mt 2486)..jpg)
Ritorno per la via di salita fino alla Capanna di Sevice.Poi scavalcando verso ovest il colletto che la sovrasta abbiamo percorso per circa un chilometro un’ampia cresta che porta alla cima del Monte Rozza (2064).
Da lì siamo scesi,sciando su neve abbastanza trasformata e piacevole,per i pendii che riportano al Vallone di Sevice, che abbiamo percorso fino a circa quota 1500, per poi rientrare sci in spalla sul sentiero, traversando un tratto di boscaglia e rovi. Arrivo alle 13.20,dislivello complessivo di circa 1600 metri.
Osservava Angelo sulla via del ritorno che il Vallone dell’Orso ,che corre parallelo al Vallone di Sevice ,a circa 1.5 km a sud-est,sembra una sci-alpinistica ideale,oltre che una sorta di direttissima alla cima del Velino (peraltro sembra di vedere che una sterrata ,che parte sempre da S.Maria in Valle, arriva alla base del Vallone,ad una quota di almeno 1100 metri)…sarà l’obiettivo di una prossima uscita dei Cavalieri!
venerdì 20 marzo 2009
CARONTE
mercoledì 18 marzo 2009
CONFERENZA.
RELATORI:
CAVALIER SILVIO (SALITORE DEI DUEMILA PRINCIPALI DELL'APPENNINO' ESPERTO DI FOTOMONTAGGI NONCHE' ESPERTO DI CONTENZIOSI APPENNINICI);
CAVALIER ANGELO (ESPERTO DI ORIENTAMENTO E RELAZIONI);
CAVALIER FAUSTO (COLLEZIONISTA DI CIME, CIMETTE, CUCUZZOLI ED ALTRO ANCORA);
CAVALIER PASTARELLA (NOTO CONTRAFFATTORE DI FOTO, VIDEO).
MODERATORE: CAVALIER IL MASCHERONE
SEGRETERIA: PONTIFEX MAXIMUS
martedì 17 marzo 2009
...critiche alle presentazioni video
la premessa:
sul post della traversata Maiella-vallone di Taranta ho pubblicato una presentazione delle foto più significative con una piccola colonna sonora.
i fatti:
il Mascherone mi ha contestato la scelta, a suo indiscutibile parere, della musica non appropriata o comunque non di Suo gradimento. Suggerendo ben altre melodie.
Chi sono io per contraddire "il mascherone"?
la risposta:
VOTA IL SONDAGGIO
Arriva la primavera......
Con sorpresa riusciamo a salire un pò di più di quanto non fosse con la macchina e quindi il giro che doveva essere di un certo dislivello si è accorciato un pò a vantaggio della tranquillità una volta in cima....splendida giornata di sole con temperatura calda ma non eccessivamente senza un filo di aria che ci regala una pace di altri tempi con una vista su buona parte dell'arco alpino....con calma ci dirigiamo verso la macchina compiendo n anello di rientro per rendere e gustarci un pò di più la sciata che si rileva diverntente su neve trasformata.....
Un saluto a tutti i cavalieri e rinnovo l'invito ai prodi per compiere in questi posti una gita insieme.....
UN ANELLO DI GRAN CLASSE A TORTO TRASCURATO:ALBERGO CAMPO IMPERATORE- VADO DI CORNO - MONTE AQUILA - RIFUGIO DUCA DEGLI ABRUZZI- ALBERGO.
lunedì 16 marzo 2009
Ieri e oggi.... sempre M.Ninna !!!
Siamo stati sul Monte Ninna?
_024+copia.jpg)
Beh,questa volta,no.Siamo noi questa volta che domandiamo ai gentili lettori,Cavalieri e non,se siamo stati sul Ninna…"Se non lo sapete voi!”…già mi par di udire il coro di proteste.
Scusate,però,non liquidiamo sbrigativamente una vicenda così delicata.
Sabato scorso splendida uscita sci-alpinistica in zona Monte Marsicano.Sole,neve, non polverosa ma buona,belli i paesaggi,soprattutto in quota.
Arrivati sulla cima del Marsicano ,Angelo,Marco ed io proseguiamo fino al Forcone.Qui Marco (al solito senza sci) decide di tornare indietro e ci annuncia che ha lasciato nello zaino, sulla cima del Marsicano, la cartina a lui affidata.Vabbè, io e Angelo ci diciamo che tanto vale salire tutto ciò che di salibile c’è lì intorno…ci sarà pure il Ninna!
E così facciamo,mentre Marco,Paolo e Guido dal non lontano Marsicano ci osservano perplessi ma pazienti disegnare ghirigori sulla neve vergine delle poche cime e cimette vicine al Forcone.
Ora però…ehmm,ecco…non sappiamo dove siamo saliti…e il punto è: siamo stati sul Monte Ninna?
A disposizione di chi voglia sciogliere l’enigma gli album Picasa mio e di Angelo.
I CAVALIERI DEI TIPPONI !!!!!!!
domenica 8 marzo 2009
Piccoli cavalieri crescono
sabato 7 marzo 2009
Pizzalto senza pelli ... di foca!
Durante il tragitto mi sono pure beccato una "cazziata" da un certo Eiger il quale, invano, aveva cercato di attirare la mia attenzione nei pressi di Cansano.
Arrivati sul posto constatiamo che la neve era caduta abbondante e continuava a cadere copiosamente, riducendo la visibilità a poche decine di metri. Perciò decidiamo di raggiunger Pescocostanzo per un caffè e per perdere ancora del tempo, in attesa di un miglioramento della meteo che però non ci è stato.
Alla fine decidiamo!! Ormai alle 10 passate ci avviamo verso il Pizzalto, dopo aver evitato l'assalto dei soliti pastori abruzzesi che popolano il luogo. Ma saliti i primi 100 metri, Marco scopre di non aver messo le pelli sotto i propri sci, quindi inevitabilmente sarebbe dovuto tornare indietro. Invece no!! Marco tenta l'impossibile: con uno zoccolo di una decina di centimetri sotto i piedi, percorre tutta la salita senza le pelli.
Ovviamente la discesa è stata un apocalisse. Io adirittura, con gli attrezzi ultra leggeri (?), ho fatto diversi tonfi e, adirittura, mi sono perso uno sci che Marco ha prontamente recuperato molto più a valle. Da ciò ne consegue che un pezzo di discesa l'ho fatta a piedi. Beh, tutta esperienza.
sabato 28 febbraio 2009
Traversata della Maiella
da Fonte Romana per...Fondo di Maiella per...
il Monte Macellaro per...
l'Altare dello Stincone (fortemente voluta da Silvio) e....
...discesa per la valle di Taranta
La traversata era nell'aria dall'ultima nevicata....
alle ore 08.00 inizano i primi passi nel bosco di Fonte Romana; in realtà si sarebbe dovuto partire da Fonte di Nunzio ma chi aveva provveduto a pulire la strada non aveva previsto che noi avremmo voluto parcheggiato l'auto nei pressi e quindi non ha ricavato, negli accumuli di neve a bordo strada, degli slarghi ove parcheggiare l'auto, poco importa, l'alternativa era quella di scavare noi una rientranza, quindi.....
Una volta raggiunto l'ampio anfiteatro la salita diventa più tecnica al punto che solo Angelo è riuscito a guadagnare Forchetta Maiella calzando gli sci, gli altri, chi saggiamante prima, chi dopo essere scivolati, hanno calzato i ramponi. La neve non era delle migliori, fondo ghiacciato con sopra uno strato di neve "molle e non portante".
Una volta sulla forchetta, percorrendo il vallone di Femmina Morta, si è guadagnata la cima del monte Macellaro anche se il programma originario prevedeva di toccare il Monte Amaro. Ma un po per il ritardo accumulato (di cui mi assumo la piena responsabilità), un po per la stanchezza avvertita nessuno ha contestato per il cambio di programma.
Silvio, non pago della cima raggiunta, rappresenta che vorrebbe raggiungere l'Altare dello Stincone. Questo ci porta a vincere l'istinto di buttaresi nei bei pendii che guardano la valle di Taranta e fare una deviazione, pattinando un po, per raggiungere l'ometto sull'Altare dello Stincone dove siamo rimasti tutti senza fiato per il panorama e ci siamo accorti che qualora fossimo scesi dal Macellaro (senza assecondare la richiesta di Silvio) saremmo rimasti imbrigliati in alcuni sali scendi e molto probabilmente avrenno dovuto ripellare (cosa notoriamente antipatica agli ski-alp). Bisogna mantenersi fortemente a destra per non correre questo rischio.

Dopo la deviazione ci siamo immersi nella stupenda valle di Taranta che tra panorami eccezzionali chi ha portati, non senza alcuni problemi legati alla qualità della neve, fino agli impianti per la grotta del Cavallone. Poi un piccolo tratto a piedi con sci in spalla. Fatta.
Al termine della gita, per fortuna, un grande sostenitore dei "Cavalieri", il simpatico Leonardo, ci aspettava con la sua macchina all'inizio della strada che conduce agli impianti di risalita per la grotta del Cavallone (Taranta Peligna) e da li ci ha riportato, non prima di fermarci per una biretta, a recuperare le auto.
PS: penso che siamo debitori verso Leonardo di un accurato lavaggio interno della sua auto e di una fornitura per un anno di "arbre Magique"
dislivello in salita: 1448 mt
dislivello in discesa: 1915 mt
tempo totale: circa 7 ore (con molte pause "panorama")
cielo sereno, assenza di vento.
Vallone di Taranta: traversata da Fonte Romana (1250 m) a Pian di Valle (730 m) stazione inferiore funivia Grotta del Cavallone
Salita: sfruttando una classica scialpinistica sul versante occidentale del massiccio della Majella, Fondo di Maiella, si parte dalla strada chiusa con catena nei pressi del rifugio di Fonte Romana, che si raggiunge dopo pochi minuti. Da qui si segue la segnaletica del sentiero estivo, lungo il valloncello dove scorre un piccolo ruscello, fino a raggiungere il colle nei pressi della Fonte dell'Orso.
Solitamente si parte dal ponticello nei pressi di Fonte di Nunzio, percorrendo una sterrata normalmente chiusa da una catena, che dirama verso monte che si segue nel bosco per poi lasciarla e piegare verso destra (segnavia del sentiero estivo nella faggeta), raggiungendo Fonte dell'Orso a m 1706 (1 ora circa), ma in occasione della nostra gita in tale luogo non era possibile lasciare in sosta l'autovettura, come ha già spiegato pastarella.
Una volta sul colle, proseguire traversando a mezza costa verso nord est per entrare nel canalone nel quale termina l'ampia valle glaciale di Fondo Maiella. Una volta nella valle, risalirla fino a raggiungere alcune roccette, quindi salire a destra (ripido) per uscire in una selletta, sull'importante valico di Forchetta Majella a m 2390. Nel nostro caso, dovendo proseguire per il Vallone di Femmina Morta, abbiamo preferito risalire il canale più a sinistra della Forchetta Maiella, raggiungendo il margine a nord ovest del Fondo di Femmina Morta. Da qui, senza perdere quota, si prosegue in direzione Nord entrando nella Valle di Femmina Morta, ben visibile fra il Monte Macellaro a destra ed il largo crestone che precipita nel versante occidentale della Maiella. Si risale la valle per circa 20-30 minuti, quindi si piega decisamente a destra per raggiungere la cresta del Monte Macellaro (m 2646) appena a Nord della vetta.
Discesa: Dalla cresta del M. Macellaro si scende in direzione Est verso l'imbocco del Valle di Taranta che si vede 200 metri più in basso. Entrati nella valle, dal ramo sinistro della "Y" formata dalla sua testata, si attraversa un ripido pendio fino a raggiungere la biforcazione alla base dell'Altare dello Stincone, per poi proseguire sul fondo del vallone fino alla stazione inferiore della funivia Grotta del Cavallone in località Pian di Valle a quota 732 m nel comune di Taranta Peligna.
Nel nostro caso, per soddisfare l'esigenza di "collezione" di cime appeniniche di un membro del gruppo, dal Monte Macellaro abbiamo aggirato tutta la testata del Vallone di Taranta senza perdere quota fino a raggiungere il costone al cui termine si trova proprio l'Altare dello Stincone. Da qui, prima in direzione nord e poi verso ovest, siamo scesi direttamente nel ramo sinistro della "Y" alla testata della Valle di Taranta.
Una grande traversata, panorami splendidi ed un ambiente selvaggio ed isolato del vallone.
domenica 22 febbraio 2009
ancora powder...... Monte Rotella 2129 m

Beh, ora inizio a vergognarmi! Anzi, no ...non mi vergogno affatto, al contrario condivido con Antonio la gioia di aver trascorso tre giorni consecutivi sulla coltre di neve fresca che ha coperto gran parte della nostra splendida Regione.
La stanchezza si sente nelle mie gambe, ma non intendo rinunciare. Alcune telefonate la sera prima, una delle quali ad Antonio che pure non ha inteso rinunciare, ed ecco formato il gruppo di oggi con Marco (il serfista) e Luca comparso con un nuovo attrezzo "infernale", un paio di palettoni da telemark.
Dopo una breve consultazione sotto al solito ponte, partiamo in direzione Rocca Pia raggiunta la quale, dalla piazza antistante il Municipio, ci mettiamo subito in movimento in direzione SE sui terrazzamenti alle spalle della cabina Enel. Superata "l'Esa del Gatto" si attraversa l'ampia radura fino a raggiungere il rifugio a quota 1688 m, tenendoci sempre alla destra (salendo) del Vallone di Rotella. Dal rifugio sempre in direzione SE, senza traccia obbligata si guadagna quota fino a raggiungere la depressione alla testata del Vallone di Rotella, per poi risalire l'ultimo pendio che ci separa dalla cresta del Monte Rotella sulla cui vetta è posizionata una croce metallica e, a poca distanza, un monumento agli alpini.

Durante tutta la salita, disturbata persino da una decina di ragazzotti scaricati sulla vetta da un elicottero (...), non ho fatto altro che osservare il terreno per capire dove dovevamo scendere per evitare le tracce lasciate dagli skialp del giorno prima e le croste che si erano ormai formate in alcuni tratti esposti a SO nella parte bassa della montagna. Che dire ... ad eccezione del tratto iniziale della discesa che presentava neve ventata, polvere fino alle spalle delle nuove palazzine in costruzione a ridosso della strada provinciale che conduce al Paese di Rocca Pia dove eravamo nuovamente alle 11,30, in tempo per pranzare a casa con le rispettive famiglie.
sabato 21 febbraio 2009
Tavola Rotonda
Difatti alle 7 di questa mattina, un numero ancora più consistente di partecipanti - Silvio, Fausto, Marco, Matteo, Antonio ed il sottoscritto, mentre Marco di Avezzano si è ricongiunto al gruppo a Pratola Peligna - erano presso il noto focal point diretti nuovamente a Campo di Giove. Arrivati alla base degli impianti di risalita, ultimati gli ultimi preparativi, iniziamo subito a risalire la pista da sci fino a Guado di Coccia, facendoci "beccare" ancora una volta da Nicola a bordo del suo gatto delle nevi. Mentre Marco ha lasciato il gruppo a causa di un malanno fisico, da Guado di Coccia abbiamo proseguito in direzione N fino a raggiungere la struttura in cemento presso lo ski-lift poco al di sotto di Tavola Rotonda.
Dopo una sosta ristoratrice, nel corso della quale tutti noi abbiamo consumato i famosi biscotti (quelli che danno la dipendenza) prodotti dalla mamma di Marco S., il gruppo si è diviso: Silvio e Marco S. hanno deciso di tornare sulla via percorsa in salita, mentre noi (Matteo, Antonio, Fausto ed il sottoscritto) ci siamo diretti in direzione O sulla cresta dalla quale abbiamo iniziato la discesa verso Macchia di Secina.
Superati i primi 150 m su neve ventata e ghiacciata, eccoci nuovamente sulla magnifica polvere dell'ampio pendio e quella ancora più profonda del canale attraverso il quale si raggiunge il pianoro di Macchia di Secina. Poi attraverso i boschi e radure, giù fino al parcheggio alle spalle della caserma dei Carabinieri di Campo di Giove.
Beh, che dire, anche oggi una MAGNIFICA giornata di scialpinismo in buona compagnia.
venerdì 20 febbraio 2009
Serra Carracino e la "Pescia di Baccalà"
Ieri mattina, mentre ero di "guardia" ai miei figli a casa a causa della neve, ho ricevuto un SMS tanto inaspettato, quanto gradito: Matteo, mantenendo fede ad una promessa fatta l'estate scorsa, mi invitava a fare "la Pescia di Baccalà" il giorno seguente. Beh, considerata la presenza di tanta polvere da solcare e la garanzia che offre una "guida" d'eccezione (si ricorda a tutti, come ebbe a scrivere Silvio qualche tempo fà, che Matteo è il "titolare" di Tavola Rotonda, quindi grande conoscitore di quei luoghi) ho subito accettato l'invito.Oggi ai piedi dell'impianto di risalita a Campo di Giove (quota 1150 m) eravamo in quattro: Matteo, Antonio, Marco (di Avezzano) ed il sottoscritto. Iniziamo subito a risalire la pista da sci (per fortuna battuta) fino a Guado di Coccia dove abbiamo scambiato una breve conversazione con l'altro "titolare" del luogo, Nicola ancora alle prese con il suo gatto delle nevi, per poi proseguire battendo traccia a turno fino a Serra Carracino a quota 2050 circa.
Il tempo di scattare due foto di rito ed eravamo tutti pronti per l'ambita discesa per la "Pescia di Baccalà", con il primo tratto, il più difficile, su neve ventata e ghiacciata per poi immergerci letteralmente in neve profonda e soffice del canale. Semplicemente MAGNIFICO!!Per il beneficio di tutti riporto integralmente il testo della guida "Scialpinismo nel Parco Nazionale della Maiella" di Antonio Tansella e Roberto Tonelli:
Periodo Consigliato: per l'esposizoone a mezzogiorno e la quota non elevata, l'itinerario non è sempre ben innevato; il periodo nel quale si possono trovare le condizioni migliori è normalmente gennaio - marzo. Possibilità di valanghe dopo forti nevicate. Esposizione Ovest. Valutazioone OSA.
In effetti Matteo nel corso della giornata di ieri mi faceva notare come le condizioni odierne difficilmente si sarebbero ripresentate nuovamente in questa stagione. E per questo motivo che ho subito invitato Antonio all'adunata di questa mattina, facendogli presente che avevamo a disposizione la guida per la "Pescia di Baccalà".Naturalmente al termine di questa entusiasmante discesa il nostro umore era a livelli altissimi, ma eravamo anche affamati di altra polvere, perciò abbiamo arrestato la nostra discesa a quota 1200 metri circa per riprendere, una volta rimesso le pelli, un sentiero che a mezza costa in direzione S risale fino a quota 1500 metri sulla pista da sci, poco al di sotto di Guado di Coccia, che abbiamo raggiunto con una certa fatica a causa del manto nevoso piuttosto profondo. Da qui, sulla pista battuta, abbiamo raggiunto la Serra Campanile a quota 1789 per poi scendere alla sella del Monte Porrara. Senza perdere quota e tagliando il costone in direzione SO, abbiamo raggiunto la base della piramide rocciosa del Porrara e qui nuovamente in discesa sul ripido brecciaio coperto da una magnifica polvere bianca fino alla sottostante Valle di Quartarana ed in breve la base degli impianti di risalita.
Nonostante la stanchezza per i 1500 metri circa di dislivello in salita, molti dei quali su neve profonda sulla quale abbiamo battuto traccia, al termine di questa seconda discesa si sono registrate molte manifestazioni di affetto tra i partecipanti alla gita, con tanti abbracci e strette di mano, ammirando i ricami che avevamo lasciato sul pendio appena disceso.
Tanto per far comprendere quale fosse il nostro stato d'animo, vi racconto solo quello che Antonio ci ha chiesto subito dopo il nostro arrivo alla base degli impianti. Antonio: voi sapete cos'è il sesso? Gli altri, perplessi, non hanno saputo fornire alcuna risposta, quindi Antonio spiega: il sesso è quella cosa che si pratica quando non c'è la polvere!!
Un grande ringraziamento allo straordinario Matteo che ci ha condotti magnificamente in questa avventura di oggi.Le foto delle nostre gite
- Album fotografico di Frederick Der Roten
- Album fotografico del Pontifex
- Album fotografico del "Mascherone" Vincenzo Odoardi
- Album fotografico di Polveronzola
- Album fotografico di Claudio
- Album fotografico di Bambi
- Album fotografico di Pier
- Album fotografico di Marco
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- Album fotografico di Antonio
- Album fotografico di Silvio
- Album fotografico di Angelo
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