sabato 13 agosto 2011

Corno Piccolo, Camino di Mezzo

La via è una classica,
basti pensare che la prima ascensione risale a prima del 1926 (fonte Guida dei Monti d'Italia, Grazzini, Abbate) mentre la prima discesa con gli sci è da attribuire a Enrico de Luca nell'iverno del 1983-84 (all'epoca ero attratto da altre cose...).


Già dalla salita in funivia (avevo chiesto al cav. Angelo di muoverci in un orario non "albesco") avevo intuito che avrei patito l'esposizione. Infatti il paziente cav.Angelo ha iniziato ad assicurarmi sin dalla discesa dalle scalette della stazione!!! e non sono mancati momenti di non lucidità in passaggi a dir poco banali, ma la mancata frequentazione della montagna da di questi problemi.
Nonostante tutto il gruppo fosse invaso da orde di escursionisti, passeggiatori, curiosi, ecc, la salita si è svolta in un assoluto isolamento. Il meteo è stato perfetto.




Dalla madonnina, siamo saliti diretti sul costene erboso che porta alla base della parete nord per poi traveresare giungendo all'attacco della via che è il primo canale (obliquo verso sinistra) che si incontra durante il traverso della parete Nord. Il vero camino lo si approccia poco dopo l'inizio (incassato), dopo un arco naturale di rocce incastarte che bisogna attraversare.
Ad una biforcazione del camino si prende a sinistra - d'inverno quello destro pendenza media 40/45°) - e si raggiunge così la comba ghiaiosa sotto la cima. La guida indica che non è indispensabile seguire il fondo del camino, salendo sulla sinistra se ne attenuano le difficoltà. Nel continuare la salita si prende un canalino superficiale che conduce sulla "cresta NE" poco sotto la vetta.

Durante la salita abbiamo incontrato almeno due soste lasciate probabilmente per attrezzare delle discese in doppia, ma non è escluso che ce ne siano delle altre.

alcune foto:




per tutti quelli che volessero percorrere la via in invernale:


mercoledì 10 agosto 2011

DOMANDA!!!!

LA DOMANDA CHE VI PONGO CARI CAVALIERI E' QUESTA:CHI DI VOI RESISTEREBBE AD UN LINCIAGGIO MEDIATICO CUI E' STATO SOTTOPOSTO ULTIMAMENTE IL PONTIFEX????LA RISPOSTA VE LA DO IO: NESSUNO, SOLO IL PONTIFEX RESISTE ED E' UNO DEI MOTIVI PER I QUALI RESTA AL SUO POSTO.GLI ALTRI MOTIVI VE LI ENUNCER0' PROSSIMAMEMTE!!SIETE COME QUEI MARITI CHE SI TAGLIANO L'UC...PER FARE DISPETTO ALLA MOGLIE!!!!MASSA DI DILETTANTI!!!

lunedì 8 agosto 2011

CORNO PICCOLO:salita Via Danesi;discesa Via del Canalone

verso l'attacco della Via Danesi

le prime scalette

il buco

sopra il buco

la cresta

uno dei principali candidati alla sostituzione del Pontifex

vetta

il candidato sorride (in realtà ha ghigno satanico):pregusta la discesa o la nomina a Pontifex?

discesa per la via del Canalone

venerdì 5 agosto 2011

domenica 31 luglio 2011

CORNO GRANDE:Vetta centrale e Torrione Cambi



















Bel giro delle vette Centrali del Corno Grande con Rinaldinho ed il maestro di sci di Roccaraso Andrea Ciampaglia :
Campo Imperatore-Sassone-Bivacco Bafile-forchetta del Calderone-balcone inclinato-Forchetta Gualerzi (in salita)-Vetta Centrale-Torrione Cambi-Forchetta del Calderone-balcone inclinato-via Gualerzi (in discesa)-Calderone-Passo del Cannone-Passo del Brecciaio-campo Pericoli-Forchetta di M.Aquila-campo Imperatore.

E' STATO DESTITUITO

Nello scusarci con i nostri webascoltatori interrompiamo le consuete trasmissioni di montagna per postare un comunicato interno:

IL 29 LUGLIO 2011, ALLE 21.37, IL COMITATO DI LIBERAZIONE DEI CAVALIERI HA DESTITUITO IL PONTIFEX.

Il Pontifex era il sedicente capo carismatico dei Cavalieri. Per la verità fino a ieri anche i Cavalieri, che sono buoni e non cercano guai, vista la convinzione del Pontifex, erano sedicenti seguaci del Pontifex.

L’Ordine dei Cavalieri della Polvere è in pratica una Monarchia Assoluta su base Umorale. Se il Monarca si comporta bene, tiene allegra la compagnia, offre il caffè quando è il momento , allora il Popolo gli tributa Fede Assoluta. Ma se il Monarca sgarra appena un po’… l’Assolutezza va a farsi benedire.
Ebbene …è andata a farsi benedire. Gli Umori sono cambiati.

Due essenzialmente le circostanze che hanno determinato il rovesciamento degli umori, e la Costituzione del Comitato di Liberazione.

Il Pontifex non ha presenziato alla cena convocata per il 29 luglio scorso. A nulla è valso il collegamento via telefono , a gestori unificati, che ha voluto stabilire il Pontifex con i Cavalieri durante la cena. L’inizio dell’ultimo discorso del Pontifex era toccante : “ Mie pecorelle smarrite…” , ma ormai gli umori erano cambiati, e poi quella sera l’unico smarrito era l’ex-Pontifex.

Nell’ A.D. 2010 il Pontifex non ha presenziato al cinquantesimo anniversario della nascita di un Cavaliere Fondatore. Era stato invitato con un mese di anticipo. Certo, ci si chiederà: ma avete verificato che non sia stato distolto da qualche eroica impresa? Una spedizione himalaiana, o che so, la conquista del Monte di Mezzo del Sevo, o la ripetizione in prima solitaria estiva del Monte Godi? Si, abbiamo verificato. Ma nulla di tutto questo. Il Pontifex-che-fu non presenziò perché doveva fare i pomodori.

Il Comitato di Liberazione dà mandato ai Blogger Administrator di provvedere agli oscuramenti del caso.

sabato 30 luglio 2011

Il ghiacciaio del Calderone in ottima salute di Manuel Mazzoleni


Illustri Cavalieri, vi partecipo quest'articolo di Manuel Mazzoleni sul Calderone, il ghiacciaio della nostra regione...è un piacere leggere la sua relazione da ricollegare al post di Walter













luglio 2011 luglio 2007 luglio 2003




















Il ghiaccio del Calderone in ottima ''salute''




30 luglio 2011 ore 8.44 a cura di Manuel Mazzoleni




Il ghiaccio del Calderone, il più meridionale dell'Europa intera, posto sul fondo ed il pendio settentrionale di un circo allungato posto sotto il massiccio del Corno Grande del Gran Sasso, continua a crescere. Nonostante i continui allarmarmi sullo scioglimento dei ghiacciai i dati, invece, confermano un costante aumento. Analizzando i dati fotografici e meteorologici l'Associazione “L’Aquila Caput frigoris” da oltre un decennio monitora la sua evoluzione, riscontrando appunto un costante aumento del suo spessore.
Negli ultimi anni, nonostante qualche stagione difficile (2003 e 2007 in modo particolare), il ghiacciaio continua a crescere di anno in anno. Il ghiacciaio dal punto di vista classificativo viene definito di
tipo pirenaico. In base ai rilievi effettuati negli anni 1958-60 la quota della cima più alta sovrastante il ghiacciaio (Vetta Occidentale del Corno Grande) risulta di 2912 metri sul livello del mare, mentre la quota del punto più alto del ghiacciaio era di 2867 metri
e quella del punto più basso 2676 metri, con una differenza di quota quindi di 191 metri.
La
lunghezza massima in proiezione orizzontale era di 390 metri
, la larghezza massima (trasversalmente al pendio) di 230 metri, l’inclinazione della superficie di 260 metri con massimi intorno ai 500 nella patte alta. L’alimentazione è prevalentemente diretta anche se notevoli sono gli apporti di neve trasportata dal vento o precipitata in forma di valanga dalle pendici rocciose che circondano il ghiacciaio.
Il limite effettivo delle nevi persistenti era sui 2750-2800 metri di altitudine
, ma le caratteristiche esteriori del ghiacciaio variano non soltanto di anno in anno, ma anche da stagione a stagione.
A partire dal 1929 il ghiacciaio ha costituito l’oggetto di sopralluoghi sistematici i cui risultati sono stati pubblicati anno per anno sul Bollettino del Comitato Glacialogico Italiano.


sabato 23 luglio 2011

Dal Bernina alle Dolomiti (e dintorni...)!

Come è noto ad alcuni Cavalieri, avevo programmato di tornare sul Bernina con il Cavaliere Lorenzo. Una recente "uscita" sul Corno Grande, partendo dai Prati Alti e passando per il Calderone (finalmente....), mi ha convinto a rimandare il bellissimo 4.000 e a "ripiegare" su una settimana in Alta Val Pusteria. La speranza era quella di una "vacanza" più adatta al mio inarrestabile declino; non avevo però fatti i conti con l'esuberanza incontenibile del 14enne mio compagno di viaggio. Durante il viaggio ho percepito aspettative abbastanza preoccupanti per il mio ginocchio e quindi ho pensato di "fiaccarlo" subito con una bella uscita su una vetta alpina in territorio austriaco. Abbiamo percorso in auto la Valle di Anterselva (a proposito, il lago omonimo è davvero stupendo) e giunti a Passo Stalle (confine italo-austriaco) ci siamo diretti verso l'Alemrhorn, cima di qualche metro sotto i 3.000. Circa 950 metri di dislivello con qualche "passaggetto" impegnativo per raggiungere la rocciosa forcella che consente di avvicinarsi alla cima (ovviamente le ripide e infide roccette hanno impegnato solo il sottoscritto mentre Lorenzo mi guardava perplesso....).



Tornati in albergo ci siamo goduti il meritato riposo e ci siamo dedicati ad attività (idromassaggio, sauna e bagno turco e relax vari) che dovrebbero ripugnare ad un vero Cavaliere.....Intanto Lorenzo non nascondeva un pò di delusione per l'uscita poco emozionante (in realtà io avevo patito non poco le "facili" roccette...) e mi stimolava traguardi più ambiziosi. Il giorno dopo è scoccata la scintilla!!! Amore a prima vista.....Lorenzo e le ferrate e, soprattutto, le "scalette". Siamo andati sul Monte Cristallo e abbiamo percorso la ferrata "Ivano Dibona". Dopo aver raggiunto il rifugio Lorenzi utilizzando i colorati e traballanti bidoncini biposto (davvero preoccupanti...), ci siamo lanciati sulla ferrata ed è stato davvero divertente. So che non dovrei ammetterlo e so che i veri alpinisti ripudiano le salite "dopate". Ma io non sono più un alpinista o meglio non lo sono mai stato. Ci ho solo provato....e quindi mi sono appeso alla grande ai mancorrenti, alle scalette, ai pioli!!! Perdonatemi ma è stato divertente. Fantastico ed emozionate è stato l'attraversamento del Ponte Cristallo, un ponte sospeso e traballante di 27 metri che unisce due guglie...Puro divertimento. Tornati al Rifugio avremmo voluto salire anche la ferrata "Marino Bianchi" ma perduranti tratti esposti di neve ci hanno fatto desistere (le condizioni erano davvero insidiose). Lorenzo, comunque, adora le scale e, soprattutto, ama fare foto e filmini mentre le sale e le scende; tale attitudine comporta l'utilizzo di entrambe le mani e la giustificazione era sempre la stessa: "tanto sono assicurato con il kit!". Beato lui! Io naturalmente ero abbracciato alle scale....







Il giorno successivo, con il parere contrario dell'erede, ho deciso di fare una piccola pausa e di dedicarci al cicloturismo percorrendo la mitica pista ciclabile "San Candido - Lienz" (46 km). Bella e consigliabile, è il sigillo della nostra arretratezza culturale. Le nostre piste ciclabili sono ridicole. Posti di ristoro, stazioni di soccorso, bagni ed altro caratterizzano la "loro" pista ciclabile. Le nostre?? Evitiamo insulti.....La menziono con enfasi perchè pochi chilometri prima di arrivare a Lienz si incontra una gola caratterizzata da una cascata. Risalendo il santiero che costeggia la cascata abbiamo notato un pò di gente appesa qua e là e abbiamo scoperto che è una delle ferrate più difficili, peraltro nota nel settore!! E' classificata come "estrema" e non vi nascondo che mi sarebbe piaciuto almeno provarci ma non avevamo nulla al seguito. Ve la consiglio, però. Davvero incredibile.....



Il giorno dopo il tempo ha fatto un pò di capricci ed abbiamo fatto una escursione storico-culturale sui Monti della guerra: Monte Piano e Monte Piana. Come potete intuire si tratta di cime alpinisticamente deprimenti ma sono un vero e proprio museo della guerra all'aperto. Trincee, gallerie e cunicoli impressionanti, residui bellici. Nulla però riusciva a distrarlo dal vero obiettivo: qualcosa a cui assicurare il suo kit!! E così ho dovuto trovargli qualcosa di simpatico per il giorno successivo. Vuoi soffrire?? Avrai pane per i tuoi denti. La Croda Rossa di Sesto percorrendo un paio di ferrate concatenate!! 1.050 metri di dislivello con tempo in peggioramento e privi di assicurazioni in tratti dove era vietato perdersi d'animo. Un percorso impegnativo in ambiente severo. Ovviamente l'unico che ha rischiato di perdersi d'animo sulle "facili roccette" sono stato io......Sulla cima abbiamo portato il nome dei "cavalieri della polvere" anche se le scrittura malferma testimonia stanchezza e precario equilibrio!! La discesa è stata travolgente. Nuvole nerissime e tuoni sempre più vicini hanno indotto Lorenzo a temere di rimanere incenerito sulle sue adorabili scalette e ha tentato più volte di poggiare il suo piacevole 46 sulla mia testa!!! Scendeva dalle scalette con una velocità direttamente proporzionale al panico.....Bella salita, comunque.




L'ultimo giorno volevo chiudere in bellezza e avevo scelto la "ferrata delle scalette" che sale alla Torre di Toblin. Credo vi sia evidente il motivo della scelta.....Abbiamo percorso la strada a pagamento (22 euro!) che sale al Rifugio Auronzo e abbiamo cercato di percorrere il sentiero che unisce i rifugi sottostanti le 3 cime di Lavaredo il più in fretta possibile. Troppa gente, di tutti i tipi, giapponesi compresi.....Volevamo salvaguardare la nostra identità di Cavalieri!!! Ci siamo poi diretti sotto la Torre, un vero monumento. Il tempo ha iniziato a cambiare così come il mio umore. Siamo giunti all'attacco della ferrata sotto una spaventosa parete verticale dove pendeva sinuoso un bel mancorrente che precedeva una fila interminabile di scalette (ben 17). Stanchezza, tempo instabile e qualche fantasma mi hanno indotto alla prudenza e ho deciso di rinunciare. Lo ammetto: il tempo ha poi tenuto fino alle 15 e ci siamo dovuto accontentare di vedere cordate varie salire sulle 3 cime percorrendo vie davvero dure. Ho sbaglato e Lorenzo forse non mi ha ancora perdonato. Sa che il prossimo anno sarà la prima ferrata in programma!!! Promesso. Se qualcuno vuole aggregarsi sarà il benvenuto.......

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