giovedì 23 aprile 2009
LA FINE DI UN REGNO.
MONTE MORRONE - RAVA MACARAGNA.

DOPO LA SOSTA DOVUTA PRIMA DI TUTTO PER IL RISPETTO VERSO LE PERSONE CHE SONO STATE COLPITE DAL SISMA E POI PER I CONSEGUENTI PERICOLI OGGETTIVI CHE IN MONTAGNA SI POSSONO INCONTRARE DOPO IL TERREMOTO, IN AGGIUNTA A QUELLI INSITI NELLE NORMALI ATTIVITA', TORNO A RELAZIONARE LE NOSTRE USCITE SETTIMANALI CHE SPERO POSSANO IN QUALCHE MODO AMPLIARE LE VEDUTE E LA SCELTA DEGLI ITINERARI DA PARTE DEI VISITATORI DEL SITO PERCHE' IL NOSTRO MOTTO E':PERCORRERE SEMPRE NUOVI ITINERARI.COSA MI DICE IN PROPOSITO IL SAGGIO IL MASCHERONE CHE E' NOTO PER LE SUE "REITERATE" RIPETIZIONI AL MONTE PICCA ED AL MONTE BRANCASTELLO? PER MOTIVI METEREOLOGICI E DI TEMPO LO SCORSO FINE SETTIMANA ABBIAMO PERCORSO LA "RAVA MACARAGNA" AL MONTE MORRONE CHE SECONDO ME E' A TORTO TRASCURATA PER LA RISONANZA DELLE VICINE CLASSICHE RAVE DEL MONTE AMARO.INVECE PER GLI SCI ALPINISTI (OSA) E GLI AMANTI DI PICCOZZA E RAMPONI QUESTO ITINERARIO E' DA PERCORRERE PERO' NEL PERIODO PRIMAVERILE PERCHE', ESSENDO RIVOLTA A NORD, LA NEVE NON SI TRASFORMA PRIMA DI TETTO PERIODO.SICURAMENTE BISOGNA CORTEGGIARLA PER TROVARLA NELLE CONDIZIONI IDEALI.SI PARTE DAL CIMITERO DI ROCCA CARAMANICO E PERCORRENDO LA NOTA STERRATA, DOPO AVER OLTREPASSATO SULLA SINISTRA IL SENTIERO DI RAVA DEL CONFINE (NUMEROSI SEGNI ROSSI) ED ARRIVATI SOTTO "RAVA GRANDE",OTTIMAMENTE EVIDENZIATA SULLA CARTA, SI PROSEGUE PER CIRCA 1O0 MT. FINO ALL'IMBOCCO DEL NOSTRO ITINERARIO ANCH'ESSO BEN EVIDENZIATO. ALL'INIZIO NON SEMBRA UNA RAVA MA UN VALLONCELLO PERCHE' C'E' SOLO IL BOSCO, MA DOPO 200 MT. INIZIA UN PROFONDO CANYON CHE PORTA DIRETTAMENTE, SENZA POSSIBILITA' DI SBAGLIARSI, SULLA CRESTA SOMMITALE A QUOTA 2000 MT. IN PROSSIMITA' DELLA VETTA.LA PENDENZA, ECCETTO L'INIZIO, E' COSTANTE SUI 30 - 35 GRADI MENTRE A META' C'E' UNA STRETTORIA SUI 40° A SECONDA DELL'INNEVAMENTO. LA DISCESA L'ABBIAMO EFFETTUATA PER L'ITINERARIO DI SALITA, MA SI PUO' EFFETTUARE ANCHE PER LA RAVA DI CONFINE PASSANDO PRIMA PER LA VETTA E DOPO PER IL RIFUGIO IACCIO DELLA MADONNA.
sabato 18 aprile 2009
La Rava dei Ferrari

Dopo due viaggi a vuoto, rispettivamente in data 12 per nebbia e 14 aprile per la pioggia, finalmente mercoledì 15 aprile si vede il sole, anche se con qualche passaggio veloce di accumuli nuvolosi che riducevano notevolmente la visibilità.
Insieme a Matteo (Eiger) avevamo inizialmente deciso di salire sul Monte Porrara con discesa dal Vallone Bianco, ma poi, per pura pigrizia (rischio di dover camminare a piedi per un bel tratto di strada), abbiamo ripiegato per la salita al Vallone di Femmina Morta per
Subito dopo aver iniziato la salita, dalla qualità della neve abbiamo capito che non sarebbe stata una “passeggiata”; infatti durante il tragitto si sono ascoltate parecchie imprecazioni provenienti da sedicenti sci alpinisti, che talvolta scivolavano sul manto ghiacciato e a volte sprofondavano nella neve fino al ginocchio, ma alla fine la salita è stata portata al termine. La discesa, per il canale esattamente parallelo alla Rava dei Ferrari, contrariamente alle aspettative, è stata piuttosto divertente su un manto nevoso in condizioni accettabili.
La gita è certamente bella e meritevole di considerazione.
Relazione
quota di partenza (m.): 1225
quota vetta (m.): 2526
dislivello complessivo (m.): 1301
difficoltà: OS
esposizione preval. in discesa: Ovest
località partenza: Trivio Pacentro - Campo di Giove - Passo San Leonardo
Accesso: da Sant’Eufemia a Maiella si prosegue per Passo San Leonardo ed il crocevia stradale per Campo di Giove e Pacentro. Poco prima dell’incrocio, un centinaio di metri sulla sinistra, inizia una sterrata il cui accesso è chiuso da una catena tra due pali metallici (sul palo di destra è riportata la scritta “Ferrari”).
descrizione: Si segue la sterrata che si inoltra lungamente nella faggeta in direzione ESE, oltrepassando due deviazioni alla nostra sinistra, la prima delle quali dopo poche decine di metri dall’inizio; a quota 1370m ca, in corrispondenza di una curva a gomito verso sinistra, la forestale cambia decisamente direzione puntando a NE, terminando in uno slargo (radura circolare) a quota
In occasione della gita odierna, a causa di una grossa valanga che ostruisce gran parte della parte bassa della Rava con grossi blocchi di neve, si è preferito risalire al centro del costolone che delimita la sinistra orografica della Rava dei Ferrari, pervenendo sulla cresta della Valle di Femmina Morta a quota
giovedì 16 aprile 2009
Goulotte Cherè Valle Blance
La Pasqua e'passata e come penso un po'tutti noi cavalieri ci siamo rifocillati a dovere come da tradizione.In due gg penso di aver mangiato la carne che di solito consumo per due mesi...cotta in tutti i modi possibili...griglia,piastra,padella....e chi piu' ne ha' piu'ne metta.....quindi con l'amico Roby abbiamo pensato bene di dare una smaltita a queste calorie aggiunte. Controllo incrociato sul meteo zona Bianco e'con felicita' ci viene confermata una finestra di bel tempo x Martedi....quindi si va'....propongo una classita salita di goulotte in un ambiente fantastico: la Chere'al triangle de tacul. Dopo un breve briefing su cosa portare e fare ci diamo appuntamento alle 4e15 zona casa mia. Presa l'autostrada dopo 2h30m di macchina siamo a Chamonix in coda alla biglietteria per la funivia con degli zaini non poco pesanti.Il tempo sembra propio bello e ne abbiamo conferma una volta arrivati in cima alla funivia...Tanta gente che va a fare la Valle' Blance e poca che fa'altro....noi siamo di quei pochi...
Almeno questo e' il nostro pensiero ma avvicinandoci sempre di piu'alla goulotte ci accorgiamo che dobbiamo metterci in coda ed aspettare il nostro turno. Vabbe'c'e la prendiamo con filosofia e nel cambio attrezzatura ci rilassiamo e godiamo il panorama che ci avvolge.Ok si parte.La relazione parla di difficolta'su ghiaccio pari al 4 ed infatti un po'di timore albeggia nella mia mente ma mentre salgo constato che la goulotte e'praticamente un'autostrada a due corsie con tanto di soste attrezzate per i picnic....le difficolta'sono molto inferiori date dagli innumerevoli passaggi...La dimostrazione e'la cordata davanti a noi: una guida straniera con un cliente due volte tanto me e che si muove con una lentezza disumana....proviamo a superarli ma senza buon esisto visto alcuni passaggi obbligati in strettoie di ghiaccio e roccia.Ci rassegnamo e ci godiamo la giornata.La goulotte finisce dopo il quarto tiro di corda e con altrettante calate ci ritroviamo alla base dai nostri amici sciettini...Ci sistemiamo e ci
buttiamo giu'lungo la valle'blance facendo il conto dell'ultima partenza del trenino che ci riporta a Chamonix e quindi ci concediamo solo qualche pausa per ammirare i colossi che ci sono in questo bacino....La sciata ovviamente non e'delle migliori visto il peso dello zaino ma la neve ormai molla ci permette comunque di stare tranquilli e goderci delle meritate curve....La valle'blance e'una sciatona incredibile per il posto in cui si effettua....ma non e'propio una passeggiata visto che qui siamo su di un ghiacciaio di quelli seri....infatti in giro ci sono dei crepi mica male ma le tracce sono inconfutabili e dopo un'ora e mezza arriviamo a Montenvers dove con un obrobio di scalinata passerella si arriva alla partenza della funivia e poco dopo alla stazione del trenino che ci riporta giu'a chamonix.....Alle 16 e 45 siamo alla macchina cambiati e sistemati per una passeggiatina ed una meritata birra nel centro di Chamonix dove i negozi monomarca fanno bella vista della via centrale.Rifocillati ed un po'stanchi ripartiamo verso casa e con qualche imprevisto lungo l'autostrada ( incidente ) arriviamo x la cena alle 20 e 30 con le gambe sotto il tavolo.....Una giornata veramente lunga ma anche molto bella e con tanti sogni....
domenica 12 aprile 2009
.... il 6 aprile 2009
Giornata iniziata come al solito presto. Sotto il "ponte".
Giornata di ordinaria "montagna", seguita da una giornata che difficilmente potremo dimenticare.
A 6 giorni dalla distruzione sto cercando delle parole, ho voglia di dire, di condividere, ma la confuzione nella mia mente è forte. E' mezzanote, luci accese e occhi quasi fissi al lampadario, Tv accesa e Pc acceso con la pagina dei sismi recenti dell'INGV come home-page. L'importante è non pensare. Almeno per me.
La notte del 6 la scossa mi ha sorpreso, come penso a tutti voi, nel sonno.
Sono fortunato! Siamo fortunati. Altri no. Altri ancora decisamente sfortunati.
Oggi (12.04.09) raccolgo l'invito di Angelo per un giretto sulla Maiella. Mi dice "...per cercare di rientrare nella normalità... per reaggire...". Penso che sia una buona cosa.
Iniziamo a salire nel pomeriggio, la mente non ne vuole sentire di andare in "pausa", continua a pensare.
Sul block-hause una lunga frattura del manto nevoso ci ricorda ...
Serena Pasqua a tutti voi.
Ciao.
sabato 4 aprile 2009
M.La Meta
Discesa per la bella cresta in direzione nord fino a raggiungere la sella posta prima del pendio che risale verso il m.Tartaro e poi da lì, giù per l'ampio pendio del "Biscuri" per poi raggiungere e ripercorrere le nostre tracce dell'andata.
Il tempo di arrivare alle auto e la pioggerela, che aveva sostituito il nevischio in quota, si è trasformata in un robusto scroscio temporalesco.
Partecipanti oltre al sottoscritto: il mitico Pontifex, Raimond, Mimmo (lu medic) e Vittorio da Frosinone. Tempo di percorrenza globale attorno alle sei ore e mezzo, condizioni neve buone per la progressione, anche se in qualche tratto si affondava un pò... la polvere sta cedendo il passo alla neve primaverile.
Saluti ai cavalieri.
PS.: INDOVINATE UN PO' DI COSA SI PARLAVA TORNANDO A CASA...E IL VIA ALLA
DISCUSSIONE L'HA DATO VITTORIO, CHE PUNTA ANCHE LUI AI 2000....
MA SIIIIII.....SI PARLAVA DEL M.NINNA !!!! E' STATO FATTO SI O NO !!!?????
lunedì 30 marzo 2009
Cavalieri,ora abbiamo delle responsabilità
Innanzitutto siamo esperti indiscussi di alcune montagne.
Consultando Google siamo i primi esperti al mondo sul Monte Ninna e sul Monte Costognillo: per entrambi siamo non solo in prima pagina,ma occupiamo la I e II posizione della pagina.Da tutto il mondo chi vuol andare sul Costognillo non potrà rinunciare ad un consulto dei Cavalieri della Polvere.Medesimo consulto per i tanti che vorranno raggiungere il Monte Ninna (a chi importa che nessun Cavaliere della Polvere in fondo è sicuro di dove sia?).
Ma naturalmente non è tutto.I “Cavalieri” condividono con altri esimii specialisti la prima pagina di Google su alcune delle grandi montagne della terra:Terratta,Metuccia,Rotella,Cornacchia…Cavalieri,non stupitevi se nei prossimi giorni un americano o un norvegese o un giapponese dovesse fermarvi per strada,e, abbagliato dall’adesivo dell’Ordine dei Cavalieri in bella vista sulla vostra auto, vi chiedesse “Ehi,Man…You are a Dust Rider,aren’t you? Where is Cornacchia Peack,please?”
Da non trascurare neanche la seconda pagina di Google per la Rava della Vespa,Pizzo.S.Gabriele ed il Monte Elefante.
I Cavalieri della Polvere sono poi autorità mondiali nel campo della polvere sulle montagne dell’Appenino,ma pure sul Monte Rosa e sul Gran Paradiso.Associate una montagna alla “polvere” sulla ricerca di Google (polvere sulla Maiella,polvere sulla Metuccia,ecc.) e finirete invariabilmente per imbattervi in questi celebri studiosi della polvere che sono gli omonimi Cavalieri.
Passando poi dal campo tecnico-alpinistico a quello più ampiamente culturale scopriamo che i Cavalieri della Polvere rivestono una posizione di primo piano fra gli studiosi dei rapporti fra montagne e Cavalieri:eccoli ad esempio in prima pagina nella ricerca “cavalieri sulla maiella” (un tema dibattuto da sempre) .
E’ evidente poi che i Cavalieri hanno dedicato molte energie ad alcuni cavalieri in particolare:di certo al Cavalier Pastarella (I e II posto),al Cavalier Mascherone (I e II posto),al Cavalier S.Gabriele (II e III posto).
A proposito di quest’ultimo i Cavalieri sembrano aver approfondito soprattutto i momenti di difficoltà del santo: se si clicca “S.Gabriele nella polvere” i Cavalieri della Polvere figurano al III e IV posto. Cavalieri,non stupitevi se nei prossimi giorni un prete venisse a chiedervi di illuminarlo sui momenti più difficili della vita di S.Gabriele.
Per niente apprezzati invece gli studi sul “Cavalier Silvio”…se si clicca su Google ci sono migliaia di pagine su un altro Cavalier Silvio,che nulla ha a che fare con i Cavalieri della Polvere.
In compenso i “Cavalieri della Polvere” sono i primi al mondo sul tema “cavalieri,natale e polvere” che notoriamente arrovella l’umanità da sempre.
mercoledì 25 marzo 2009
UN BLOG TROPPO SERIO!!!!! MA SIAMO SERI!!!
martedì 24 marzo 2009
cronaca dei primi tre giorni di primavera
Ormai eravamo già abituati al firn di primavera, ma Madre Natura ci ha voluto fare un bel regalo coprendo di una spessa coltre bianca quasi tutte le nostre montagne, arrivando anche sui tetti delle case in collina.
Primo giorno, 21 marzo
Già dalla mattina di venerdì, durante una trasferta a Roma per motivi di lavoro, sull'autostrada tra Pratola Peligna e Celano avevo potuto assaporare quello che sarebbe accaduto nei giorni seguenti. Per questa ragione avevo accettato l'invito di Matteo per fare un giro a Tavola Rotonda, anche se le previsioni meteo promettevano solo neve, ma poi un impegno di lavoro mi ha costretto a rinunciare a questa prima ipotesi con "ripiego" nel bosco di Passolanciano: qui, con Antonio e Silvio, per tutta la mattina di sabato non abbiamo fatto altro che riarare tutto il manto nevoso ancora vergine e poi al lavoro nel pomeriggio.
Secondo giorno, domenica 22 marzo
Dopo aver consultato ripetutamente le previsioni meteo, che non erano del tutto pessimistiche, con Marco Luca, Antonio ed il sottoscritto, ci accordiamo per incontrarci sotto al solito ponte con destinazione Pacentro per la salita al versante sud del Monte Mileto, così da essere al riparo dai forti venti settentrionali. Durante il tragitto ci chiedevamo, e speravamo, se avremmo trovato un buon innevamento ad una quota così bassa; man mano che ci avvicinavamo alla velle peligna e poi a Pacentro, abbiamo potuto constatare che l'innevamento era così abbondante da non poter parcheggiare l'auto, a meno di non doverla lasciare a qualche chilometro di distanza dell'attacco della salita. In ogni caso la scarsa visibilità e la forte nevicata in atto, ci ha fatto desistere.
Scatta il piano B. Breve consultazione e parecchia indecisione, ma poi decidiamo di salire a Campo di Giove, così da sfruttare gli impianti per fare qualche fuori pista: qui la sorpresa è stata ancora più grande, tanta era la neve caduta ed il vento forte da nord che imperversava in tutta la zona, al punto che non siamo nenache scesi dall'auto visto che gli impianti erano rimasti fermi.
A questo punto l'umore dei presenti, sopratutto di Marco e Luca, iniziava a farsi preoccupante per cui decidiamo di rimediare la giornata e ci fiondiamo nuovamente a Passolanciano, dove gli impianti avevano iniziato a girare solo in tarda mattinata.
Il piano C, finalmente, ci ha restituito il buon umore e grandi scorribande tra i faggi del luogo sulla neve in alcune aree ancora vergine. Al gruppo già nutrito di scalmanati, si è unito anche l'amico Giorgio Ferretti con il quale abbiamo condiviso un certo numero di capitomboli, mentre Luigi (ottima persona e sciatore di livello) ci ha semplicemente detto "ma che ve set' magnat', voi non siete normali"
Alla sera ero praticamente cotto.
Terzo giorno, lunedì 23 marzo
Chi può, può ... chi c'è, c'è ... mettetela come vi pare, ma quando a marzo c'è la polvere non si può perdere tempo.
Alle otto ero già a San Nicolao, un po' in ritardo rispetto ad altri ma con il vantaggio di aver trovato parte della traccia già battuta. Le mie gambe non ne volevano sapere di muoversi con la solità agilità, viste le sollecitazioni dei due giorni precedenti, al punto che più volte avevo pensato di rinunciare al Pescofalcone ...ma quando sulla cima del Rapina ho visto che uno ski alp (era Sergio D'Am.) stava già scendendo per il "cucchiaio" lasciando un bel ricamo sulla neve, ho raccolto le energie e con un'altra ora di fatica e 1500 metri di dislivello in totale sono arrivato alla testata della Rava Cupa. Intanto un altro ski alp mi aveva preceduto con molta "educazione", sciando subito accanto all'altra serpentina rientrando alla sella del Rapina, per cui nulla era pregiudicato.
Giusto il tempo di togliere le pelli (avevo il fiato sul collo di altri tre ski alp) e mettere la sciolina sulle solette, che già ero all'imbocco della Rava Cupa per disegnare il terzo ricamo sulla neve fino alla fine del canale per poi attraversare il pendio - molto carico e piuttosto rischioso - e uscita all'intaglio intermedio del bosco sulla cresta del Rapina e ancora polvere fino a quota 1100 m circa, poi neve già appesantita e poco scorrevole fino al parcheggio.
Una magnifica mattinata di sci e sole: vi lascio solo immaginare il resto della giornata che ho trascorso al lavoro; le mie gambe continuavano a mimare il movimento ritmato necessario per riemergere dalla polvere dopo ogni curva. Poi quando tutti mi chiedono dove mi sono abbronzato, rispondo che "in questo periodo mi faccio le lampade".
Anche per il quarto giorno di primavera Antonio ed io avevamo programmato una gita, ma questa mattina abbiamo opportunamente rinunciato a causa del forte vento. Peccato!!
Questa sera, mentre ero a fare acquisti per la casa presso un noto centro commerciale (talvolta bosogna soddisfare anche le esigenze delle nostre sante donne), ho incontrato quello ski alp - Sergio D'Am. - che per primo ha ricamato il "cucchiaio" ieri mattina, con il quale c'è stato subito un reciproco scambio di grandi sorrisi e pacche sulle spalle per aver condiviso la medesima gioia. Nella circostanza le nostre rispettive mogli/fidanzate si sono limitate a scuotere più volte la testa, come a voler dire "non c'è proprio nessun rimedio".
lunedì 23 marzo 2009
M.ROTELLA...CHI C'E' ....C'E'....
PESCOFALCONE



Pizzo Camino
Grande gita in un posto quasi dolomitico con tanti torrioni di roccia....Meta di ripiego perchè la scelta principale era caduta su di una vetta molto panoramica che fa da spartiacque tra la val Camonica e la Valtellina ma che prevedeva troppi sali e scendi con annessi spella e ripella....quindi abbiamo optato per il piano B...il pizzo Camino che si trova in bassa val Camonica e che si trova in posticino veramente isolato....partiamo da Schilpario dai vecchi impianti di risalita che con nostra sorpresa non sono più tanto vecchi anzi hanno messo su un impianto di nuiva generazione con tanto di pannello per il vento sulla seggiovia.....ammazzate....ste valli che prendono i fondi della regione come li fanno girare....peccato che poi c'è una pista sola di discesa...carina ma che palle...vabbè..risaliamo questo primo pezzo appunto su pista gelata...qualche piccola scivolata ci accompagna al pianoro sommitale dove con altra sorpresa troviamo una gara di tiro al bersaglio con fucili...zona delimitata con fettuccie e tano di cartelli di divieto di accesso....mah!?!?! dove siamo capitati?? in trentino?? che organizzano tutte ste minchiate?? comunque poche persone in giro che almeno non impattano troppo sulla tranquillità generale della gita....risaliamo un altro ripido pendio che da accesso ad un altra depressione da dove vediamo il passo che dovremo scavalcare per poter accedere al vallone che porta in cima al Camino... e da qui si cambia completamente ambiente...isolamento è totale,il tempo spettacolare...la neve sembra dura come cemento data dal riabbassamento della temperatura di questi gg....cosi arrivati al passo ci si apre un panorama veramente bello,quasi dolomitico con tanti torrioni da dove scendono un sacco di canalini di neve....ora con un traverso verso sinistra ci addentriamo nel canalone che ci porta alle pendici della nostra cima...grande canale che piano piano si stringe verso l'alto sotto una parete da dove si biforcano due canalini: uno a destra ed uno a sinistra....la relazione dici di salire quello di sinistra che porta fin in cima con un paio di passaggi a 70° mentre l'altro che si dovrebbe fare in discesa è a 30°/35°...attendo il compagno che mi conferma che le sue gambe non lo portano in cima e quindi nel dubbio di salire il canale di sinistra e ridiscendere dall'altro a piedi e salire quello di destra a piedi e provarlo a scendere con gli sci.....opto per la seconda....cosi mi avvio e risalgo quello di destra fino alla cresta dove deposito gli sci e proseguo fino in cma su ripido pendio...dalla cima spettacolare panorama...una bevuta e ridiscendo il pendio fino agli sci...mi preparo e provo a scendere....uhm...prima curva mica bella....seconda curva sti cazzi....mi parte via uno sci...porca trota....la neve e troppo dura ed i passaggi a piedi l'hanno resa molto disuniforme...e poi io non sono un grande sciatore....quindi sci alla mano ridiscendo fino al collega con cui iniziamo la discesa vera e propia su questo pendio ripidino e costante....seguiamo il percorso fino alla macchina con grande divertimento e soddisfazione per la giornata....
domenica 22 marzo 2009
Monte Velino...e Monte di Sevice,Costognillo,Rozza
Ci ha accompagnato il sole ed un po’ di vento in quota.Si esce a Magliano dei Marsi sull’A25,seguendo direzione Magliano fino ad un bivio a sinistra per Rosciolo.Verso l’inizio dell’abitato di Rosciolo si svolta a destra, direzione S.Maria in Valle Porclaneta. Dopo un paio di chilometri, poco prima della chiesa, si posteggia in uno slargo con cartelli del Parco e segnali di sentiero (quota 1000 slm).
Io e Angelo iniziamo il cammino alle 7.00.
Si percorrono circa 500 metri su un’ampia sterrata, quindi si imbocca il sentiero 3 (segnato giallo e rosso), piegando a nord-est, verso il ben visibile Vallone di Sevice. Il sentiero è comodo e risale il Vallone tenendosi sul suo lato destro. Abbiamo trovato neve e inforcati gli sci intorno a quota 1600, cominciando a portarci verso il centro del Vallone.Poco dopo un pendio ghiacciato ci ha costretto ai ramponi.
Nell’ultimo tratto prima del pianoro della Capanna di Sevice (quota 2139) si attenua la pendenza (e abbiamo rimesso gli sci). Svalicando nel pianoro si apre la vista sul bellissimo ambiente in quota del Velino:dapprima una sorta di conca intorno alla Capanna,poi salendo, gli ampi spazi delle cime intorno al Velino,Il Gran Sasso,i Sibillini.
Dalla Capanna si piega a destra (sud-est) per risalire il Monte di Sevice. Il sentiero estivo affronta direttamente per la massima pendenza il pendio che porta alla cima, il percorso sci-alpinistico lo aggira a sinistra. Il Monte di Sevice si raggiunge a quota 2335, e richiede una breve deviazione a destra (sud-ovest) dal percorso che punta al Monte Velino. Circa 500 metri più avanti altra breve deviazione nella stessa direzione ci porta sulla cima del Costognillo,scavalcando il ciglio di una cornice nevosa.
Si torna quindi sul percorso verso il Velino,e con qualche saliscendi si arriva alla sella su cui arriva la Valle dei Briganti (a nord-est). Una breve salita su cresta (Angelo con sci,io con ramponi) ci porta alla cima del Velino (mt 2486)..jpg)
Ritorno per la via di salita fino alla Capanna di Sevice.Poi scavalcando verso ovest il colletto che la sovrasta abbiamo percorso per circa un chilometro un’ampia cresta che porta alla cima del Monte Rozza (2064).
Da lì siamo scesi,sciando su neve abbastanza trasformata e piacevole,per i pendii che riportano al Vallone di Sevice, che abbiamo percorso fino a circa quota 1500, per poi rientrare sci in spalla sul sentiero, traversando un tratto di boscaglia e rovi. Arrivo alle 13.20,dislivello complessivo di circa 1600 metri.
Osservava Angelo sulla via del ritorno che il Vallone dell’Orso ,che corre parallelo al Vallone di Sevice ,a circa 1.5 km a sud-est,sembra una sci-alpinistica ideale,oltre che una sorta di direttissima alla cima del Velino (peraltro sembra di vedere che una sterrata ,che parte sempre da S.Maria in Valle, arriva alla base del Vallone,ad una quota di almeno 1100 metri)…sarà l’obiettivo di una prossima uscita dei Cavalieri!
venerdì 20 marzo 2009
CARONTE
mercoledì 18 marzo 2009
CONFERENZA.
RELATORI:
CAVALIER SILVIO (SALITORE DEI DUEMILA PRINCIPALI DELL'APPENNINO' ESPERTO DI FOTOMONTAGGI NONCHE' ESPERTO DI CONTENZIOSI APPENNINICI);
CAVALIER ANGELO (ESPERTO DI ORIENTAMENTO E RELAZIONI);
CAVALIER FAUSTO (COLLEZIONISTA DI CIME, CIMETTE, CUCUZZOLI ED ALTRO ANCORA);
CAVALIER PASTARELLA (NOTO CONTRAFFATTORE DI FOTO, VIDEO).
MODERATORE: CAVALIER IL MASCHERONE
SEGRETERIA: PONTIFEX MAXIMUS
martedì 17 marzo 2009
...critiche alle presentazioni video
la premessa:
sul post della traversata Maiella-vallone di Taranta ho pubblicato una presentazione delle foto più significative con una piccola colonna sonora.
i fatti:
il Mascherone mi ha contestato la scelta, a suo indiscutibile parere, della musica non appropriata o comunque non di Suo gradimento. Suggerendo ben altre melodie.
Chi sono io per contraddire "il mascherone"?
la risposta:
VOTA IL SONDAGGIO
Arriva la primavera......
Con sorpresa riusciamo a salire un pò di più di quanto non fosse con la macchina e quindi il giro che doveva essere di un certo dislivello si è accorciato un pò a vantaggio della tranquillità una volta in cima....splendida giornata di sole con temperatura calda ma non eccessivamente senza un filo di aria che ci regala una pace di altri tempi con una vista su buona parte dell'arco alpino....con calma ci dirigiamo verso la macchina compiendo n anello di rientro per rendere e gustarci un pò di più la sciata che si rileva diverntente su neve trasformata.....
Un saluto a tutti i cavalieri e rinnovo l'invito ai prodi per compiere in questi posti una gita insieme.....
UN ANELLO DI GRAN CLASSE A TORTO TRASCURATO:ALBERGO CAMPO IMPERATORE- VADO DI CORNO - MONTE AQUILA - RIFUGIO DUCA DEGLI ABRUZZI- ALBERGO.
lunedì 16 marzo 2009
Ieri e oggi.... sempre M.Ninna !!!
Le foto delle nostre gite
- Album fotografico di Frederick Der Roten
- Album fotografico del Pontifex
- Album fotografico del "Mascherone" Vincenzo Odoardi
- Album fotografico di Polveronzola
- Album fotografico di Claudio
- Album fotografico di Bambi
- Album fotografico di Pier
- Album fotografico di Marco
- Album fotografico di Fausto
- Album fotografico di Walter
- Album fotografico di Antonio
- Album fotografico di Silvio
- Album fotografico di Angelo
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