giovedì 23 aprile 2009

LA FINE DI UN REGNO.

CARI CAVALIERI ORMAI SONO UN RE SENZA SUDDITI, NON MI MERITATE!!!EMIGRERO' VERSO NUOVI LIDI.VEDASI SITO: WWW.MONTAGNA.ORG.

ALCUNE FOTO DELLA RAVA MACARAGNA.




MONTE MORRONE - RAVA MACARAGNA.


DOPO LA SOSTA DOVUTA PRIMA DI TUTTO PER IL RISPETTO VERSO LE PERSONE CHE SONO STATE COLPITE DAL SISMA E POI PER I CONSEGUENTI PERICOLI OGGETTIVI CHE IN MONTAGNA SI POSSONO INCONTRARE DOPO IL TERREMOTO, IN AGGIUNTA A QUELLI INSITI NELLE NORMALI ATTIVITA', TORNO A RELAZIONARE LE NOSTRE USCITE SETTIMANALI CHE SPERO POSSANO IN QUALCHE MODO AMPLIARE LE VEDUTE E LA SCELTA DEGLI ITINERARI DA PARTE DEI VISITATORI DEL SITO PERCHE' IL NOSTRO MOTTO E':PERCORRERE SEMPRE NUOVI ITINERARI.COSA MI DICE IN PROPOSITO IL SAGGIO IL MASCHERONE CHE E' NOTO PER LE SUE "REITERATE" RIPETIZIONI AL MONTE PICCA ED AL MONTE BRANCASTELLO? PER MOTIVI METEREOLOGICI E DI TEMPO LO SCORSO FINE SETTIMANA ABBIAMO PERCORSO LA "RAVA MACARAGNA" AL MONTE MORRONE CHE SECONDO ME E' A TORTO TRASCURATA PER LA RISONANZA DELLE VICINE CLASSICHE RAVE DEL MONTE AMARO.INVECE PER GLI SCI ALPINISTI (OSA) E GLI AMANTI DI PICCOZZA E RAMPONI QUESTO ITINERARIO E' DA PERCORRERE PERO' NEL PERIODO PRIMAVERILE PERCHE', ESSENDO RIVOLTA A NORD, LA NEVE NON SI TRASFORMA PRIMA DI TETTO PERIODO.SICURAMENTE BISOGNA CORTEGGIARLA PER TROVARLA NELLE CONDIZIONI IDEALI.SI PARTE DAL CIMITERO DI ROCCA CARAMANICO E PERCORRENDO LA NOTA STERRATA, DOPO AVER OLTREPASSATO SULLA SINISTRA IL SENTIERO DI RAVA DEL CONFINE (NUMEROSI SEGNI ROSSI) ED ARRIVATI SOTTO "RAVA GRANDE",OTTIMAMENTE EVIDENZIATA SULLA CARTA, SI PROSEGUE PER CIRCA 1O0 MT. FINO ALL'IMBOCCO DEL NOSTRO ITINERARIO ANCH'ESSO BEN EVIDENZIATO. ALL'INIZIO NON SEMBRA UNA RAVA MA UN VALLONCELLO PERCHE' C'E' SOLO IL BOSCO, MA DOPO 200 MT. INIZIA UN PROFONDO CANYON CHE PORTA DIRETTAMENTE, SENZA POSSIBILITA' DI SBAGLIARSI, SULLA CRESTA SOMMITALE A QUOTA 2000 MT. IN PROSSIMITA' DELLA VETTA.LA PENDENZA, ECCETTO L'INIZIO, E' COSTANTE SUI 30 - 35 GRADI MENTRE A META' C'E' UNA STRETTORIA SUI 40° A SECONDA DELL'INNEVAMENTO. LA DISCESA L'ABBIAMO EFFETTUATA PER L'ITINERARIO DI SALITA, MA SI PUO' EFFETTUARE ANCHE PER LA RAVA DI CONFINE PASSANDO PRIMA PER LA VETTA E DOPO PER IL RIFUGIO IACCIO DELLA MADONNA.

sabato 18 aprile 2009

La Rava dei Ferrari


Dopo due viaggi a vuoto, rispettivamente in data 12 per nebbia e 14 aprile per la pioggia, finalmente mercoledì 15 aprile si vede il sole, anche se con qualche passaggio veloce di accumuli nuvolosi che riducevano notevolmente la visibilità.

Insieme a Matteo (Eiger) avevamo inizialmente deciso di salire sul Monte Porrara con discesa dal Vallone Bianco, ma poi, per pura pigrizia (rischio di dover camminare a piedi per un bel tratto di strada), abbiamo ripiegato per la salita al Vallone di Femmina Morta per la Rava dei Ferrari.

Subito dopo aver iniziato la salita, dalla qualità della neve abbiamo capito che non sarebbe stata una “passeggiata”; infatti durante il tragitto si sono ascoltate parecchie imprecazioni provenienti da sedicenti sci alpinisti, che talvolta scivolavano sul manto ghiacciato e a volte sprofondavano nella neve fino al ginocchio, ma alla fine la salita è stata portata al termine. La discesa, per il canale esattamente parallelo alla Rava dei Ferrari, contrariamente alle aspettative, è stata piuttosto divertente su un manto nevoso in condizioni accettabili.

La gita è certamente bella e meritevole di considerazione.


Relazione

quota di partenza (m.): 1225
quota vetta (m.): 2526
dislivello complessivo (m.): 1301
difficoltà: OS
esposizione preval. in discesa: Ovest
località partenza: Trivio Pacentro - Campo di Giove - Passo San Leonardo

Accesso: da Sant’Eufemia a Maiella si prosegue per Passo San Leonardo ed il crocevia stradale per Campo di Giove e Pacentro. Poco prima dell’incrocio, un centinaio di metri sulla sinistra, inizia una sterrata il cui accesso è chiuso da una catena tra due pali metallici (sul palo di destra è riportata la scritta “Ferrari”).

descrizione: Si segue la sterrata che si inoltra lungamente nella faggeta in direzione ESE, oltrepassando due deviazioni alla nostra sinistra, la prima delle quali dopo poche decine di metri dall’inizio; a quota 1370m ca, in corrispondenza di una curva a gomito verso sinistra, la forestale cambia decisamente direzione puntando a NE, terminando in uno slargo (radura circolare) a quota 1400 m ca. Da questo punto, alla nostra destra in direzione E, si segue il sentiero segnalato con bolli di vernice gialla sulla vegetazione, pervenendo in breve ad una faggeta secolare situata su di un dosso allungato in senso Ovest-Est. Si risale la faggeta lungo la massima pendenza fin quasi al suo termine, tenendosi sul suo margine sinistro (destra orografica). Poco prima del termine della faggeta, comunque appena possibile, si piega a sinistra entrando nel canale di valanga della Rava dei Ferrari che si risale fino alla Forcella del Laghetto di Femmina Morta, caratterizzata da un grande pilastro roccioso sulla sinistra orografica.

In occasione della gita odierna, a causa di una grossa valanga che ostruisce gran parte della parte bassa della Rava con grossi blocchi di neve, si è preferito risalire al centro del costolone che delimita la sinistra orografica della Rava dei Ferrari, pervenendo sulla cresta della Valle di Femmina Morta a quota 2550 metri ca., per poi scendere nel magnifico canale senza nome esattamente parallelo, e pressoché identico, alla sinistra orografica della Rava dei Ferrari fino a raggiungere nuovamente la faggeta secolare e di nuovo il sentiero di salita.




giovedì 16 aprile 2009

Goulotte Cherè Valle Blance






La Pasqua e'passata e come penso un po'tutti noi cavalieri ci siamo rifocillati a dovere come da tradizione.In due gg penso di aver mangiato la carne che di solito consumo per due mesi...cotta in tutti i modi possibili...griglia,piastra,padella....e chi piu' ne ha' piu'ne metta.....quindi con l'amico Roby abbiamo pensato bene di dare una smaltita a queste calorie aggiunte. Controllo incrociato sul meteo zona Bianco e'con felicita' ci viene confermata una finestra di bel tempo x Martedi....quindi si va'....propongo una classita salita di goulotte in un ambiente fantastico: la Chere'al triangle de tacul. Dopo un breve briefing su cosa portare e fare ci diamo appuntamento alle 4e15 zona casa mia. Presa l'autostrada dopo 2h30m di macchina siamo a Chamonix in coda alla biglietteria per la funivia con degli zaini non poco pesanti.Il tempo sembra propio bello e ne abbiamo conferma una volta arrivati in cima alla funivia...Tanta gente che va a fare la Valle' Blance e poca che fa'altro....noi siamo di quei pochi...
Almeno questo e' il nostro pensiero ma avvicinandoci sempre di piu'alla goulotte ci accorgiamo che dobbiamo metterci in coda ed aspettare il nostro turno. Vabbe'c'e la prendiamo con filosofia e nel cambio attrezzatura ci rilassiamo e godiamo il panorama che ci avvolge.Ok si parte.La relazione parla di difficolta'su ghiaccio pari al 4 ed infatti un po'di timore albeggia nella mia mente ma mentre salgo constato che la goulotte e'praticamente un'autostrada a due corsie con tanto di soste attrezzate per i picnic....le difficolta'sono molto inferiori date dagli innumerevoli passaggi...La dimostrazione e'la cordata davanti a noi: una guida straniera con un cliente due volte tanto me e che si muove con una lentezza disumana....proviamo a superarli ma senza buon esisto visto alcuni passaggi obbligati in strettoie di ghiaccio e roccia.Ci rassegnamo e ci godiamo la giornata.La goulotte finisce dopo il quarto tiro di corda e con altrettante calate ci ritroviamo alla base dai nostri amici sciettini...Ci sistemiamo e ci
buttiamo giu'lungo la valle'blance facendo il conto dell'ultima partenza del trenino che ci riporta a Chamonix e quindi ci concediamo solo qualche pausa per ammirare i colossi che ci sono in questo bacino....La sciata ovviamente non e'delle migliori visto il peso dello zaino ma la neve ormai molla ci permette comunque di stare tranquilli e goderci delle meritate curve....La valle'blance e'una sciatona incredibile per il posto in cui si effettua....ma non e'propio una passeggiata visto che qui siamo su di un ghiacciaio di quelli seri....infatti in giro ci sono dei crepi mica male ma le tracce sono inconfutabili e dopo un'ora e mezza arriviamo a Montenvers dove con un obrobio di scalinata passerella si arriva alla partenza della funivia e poco dopo alla stazione del trenino che ci riporta giu'a chamonix.....Alle 16 e 45 siamo alla macchina cambiati e sistemati per una passeggiatina ed una meritata birra nel centro di Chamonix dove i negozi monomarca fanno bella vista della via centrale.Rifocillati ed un po'stanchi ripartiamo verso casa e con qualche imprevisto lungo l'autostrada ( incidente ) arriviamo x la cena alle 20 e 30 con le gambe sotto il tavolo.....Una giornata veramente lunga ma anche molto bella e con tanti sogni....

domenica 12 aprile 2009

.... il 6 aprile 2009

qui andrebbe il post del 5 aprile.
Giornata iniziata come al solito presto. Sotto il "ponte".
Giornata di ordinaria "montagna", seguita da una giornata che difficilmente potremo dimenticare.
A 6 giorni dalla distruzione sto cercando delle parole, ho voglia di dire, di condividere, ma la confuzione nella mia mente è forte. E' mezzanote, luci accese e occhi quasi fissi al lampadario, Tv accesa e Pc acceso con la pagina dei sismi recenti dell'INGV come home-page. L'importante è non pensare. Almeno per me.
La notte del 6 la scossa mi ha sorpreso, come penso a tutti voi, nel sonno.
Sono fortunato! Siamo fortunati. Altri no. Altri ancora decisamente sfortunati.

Oggi (12.04.09) raccolgo l'invito di Angelo per un giretto sulla Maiella. Mi dice "...per cercare di rientrare nella normalità... per reaggire...". Penso che sia una buona cosa.
Iniziamo a salire nel pomeriggio, la mente non ne vuole sentire di andare in "pausa", continua a pensare.
Sul block-hause una lunga frattura del manto nevoso ci ricorda ...


Serena Pasqua a tutti voi.

Ciao.

sabato 4 aprile 2009

M.La Meta


Sabato 04 aprile, uscita di stampo invernale con salita sul m.La Meta (mt.2242) da un canale a destra della cima. Partenza dal pianoro di Campitelli (mt.1445), raggiunte le pendici orientali della Meta, con l'ambiente interamente innevato ed in prossimità dei residui di una slavina, abbiamo "attaccato" il canale.

Lo stesso si è presentato prima largo, con una pendenza attorno ai 35 / 40 gradi per i primi 100 /150 mt. e poi laddove si restringe, abbiamo deviato verso sinistra, divertendoci a guadagnare la cresta che delimitava il canale a sinistra, tramite un tratto di un la cui pendenza si è fatta un pò più sostenuta, aggirandosi si 55 gradi.






Poi si è aperta, maestosa, la visione ravvicinata della parete nordest della Meta con la cresta finale orlata da ampie cornici (ben visibili dalle foto cliccando sul titolo) e sulla quale siamo usciti attorno ai 2200 mt. Questa collega La Meta al m.Tartaro (mt.2191) e percorrendo l'ultimo breve dislivello a sinistra del punto di uscita in direzione sud, abbiamo raggiunto la nostra cima.


Strette di mano e breva pausa dato il peggiorare incipiente del tempo, dopo il sole della mattina....










Discesa per la bella cresta in direzione nord fino a raggiungere la sella posta prima del pendio che risale verso il m.Tartaro e poi da lì, giù per l'ampio pendio del "Biscuri" per poi raggiungere e ripercorrere le nostre tracce dell'andata.

Il tempo di arrivare alle auto e la pioggerela, che aveva sostituito il nevischio in quota, si è trasformata in un robusto scroscio temporalesco.

Partecipanti oltre al sottoscritto: il mitico Pontifex, Raimond, Mimmo (lu medic) e Vittorio da Frosinone. Tempo di percorrenza globale attorno alle sei ore e mezzo, condizioni neve buone per la progressione, anche se in qualche tratto si affondava un pò... la polvere sta cedendo il passo alla neve primaverile.

Saluti ai cavalieri.

PS.: INDOVINATE UN PO' DI COSA SI PARLAVA TORNANDO A CASA...E IL VIA ALLA
DISCUSSIONE L'HA DATO VITTORIO, CHE PUNTA ANCHE LUI AI 2000....
MA SIIIIII.....SI PARLAVA DEL M.NINNA !!!! E' STATO FATTO SI O NO !!!?????

lunedì 30 marzo 2009

Cavalieri,ora abbiamo delle responsabilità

Il nostro blog ha ormai una posizione di rilievo nel web su molti e vitali temi.
Innanzitutto siamo esperti indiscussi di alcune montagne.
Consultando Google siamo i primi esperti al mondo sul Monte Ninna e sul Monte Costognillo: per entrambi siamo non solo in prima pagina,ma occupiamo la I e II posizione della pagina.Da tutto il mondo chi vuol andare sul Costognillo non potrà rinunciare ad un consulto dei Cavalieri della Polvere.Medesimo consulto per i tanti che vorranno raggiungere il Monte Ninna (a chi importa che nessun Cavaliere della Polvere in fondo è sicuro di dove sia?).
Ma naturalmente non è tutto.I “Cavalieri” condividono con altri esimii specialisti la prima pagina di Google su alcune delle grandi montagne della terra:Terratta,Metuccia,Rotella,Cornacchia…Cavalieri,non stupitevi se nei prossimi giorni un americano o un norvegese o un giapponese dovesse fermarvi per strada,e, abbagliato dall’adesivo dell’Ordine dei Cavalieri in bella vista sulla vostra auto, vi chiedesse “Ehi,Man…You are a Dust Rider,aren’t you? Where is Cornacchia Peack,please?”
Da non trascurare neanche la seconda pagina di Google per la Rava della Vespa,Pizzo.S.Gabriele ed il Monte Elefante.
I Cavalieri della Polvere sono poi autorità mondiali nel campo della polvere sulle montagne dell’Appenino,ma pure sul Monte Rosa e sul Gran Paradiso.Associate una montagna alla “polvere” sulla ricerca di Google (polvere sulla Maiella,polvere sulla Metuccia,ecc.) e finirete invariabilmente per imbattervi in questi celebri studiosi della polvere che sono gli omonimi Cavalieri.
Passando poi dal campo tecnico-alpinistico a quello più ampiamente culturale scopriamo che i Cavalieri della Polvere rivestono una posizione di primo piano fra gli studiosi dei rapporti fra montagne e Cavalieri:eccoli ad esempio in prima pagina nella ricerca “cavalieri sulla maiella” (un tema dibattuto da sempre) .
E’ evidente poi che i Cavalieri hanno dedicato molte energie ad alcuni cavalieri in particolare:di certo al Cavalier Pastarella (I e II posto),al Cavalier Mascherone (I e II posto),al Cavalier S.Gabriele (II e III posto).
A proposito di quest’ultimo i Cavalieri sembrano aver approfondito soprattutto i momenti di difficoltà del santo: se si clicca “S.Gabriele nella polvere” i Cavalieri della Polvere figurano al III e IV posto. Cavalieri,non stupitevi se nei prossimi giorni un prete venisse a chiedervi di illuminarlo sui momenti più difficili della vita di S.Gabriele.
Per niente apprezzati invece gli studi sul “Cavalier Silvio”…se si clicca su Google ci sono migliaia di pagine su un altro Cavalier Silvio,che nulla ha a che fare con i Cavalieri della Polvere.
In compenso i “Cavalieri della Polvere” sono i primi al mondo sul tema “cavalieri,natale e polvere” che notoriamente arrovella l’umanità da sempre.

mercoledì 25 marzo 2009

UN BLOG TROPPO SERIO!!!!! MA SIAMO SERI!!!

DA UN PO' DI TEMPO, PURTROPPO, DICO PURTROPPO, QUESTO BLOG E' DIVENTATO UN PALCOSCENICO DI PSEUDO POETI, NARRATORI, RELATORI FACENDO SVILIRE IL FINE SOCIALE PER IL QUALE ESSO E' NATO: NON PRENDERSI SUL SERIO.IL CAVALIER SILVIO HA FATTO SCUOLA CREANDO MOLTI ADEPTI.PECCATO!!ORMAI, ANCHE LUI SCRIVE SOLO RACCONTINI E, PIU' IN LA' ANCHE FIABE, RINNEGANDO LA SUA VOCAZIONE DI POETA CLASSICO.CHE FINE HA FATTO L'ECCELSO AUTORE DI POEMI,RIME,CANTI ECC...PENTITI FINCHE' SEI IN TEMPO,RITORNA SULLA BUONA STRADA.RITORNA CON I CAVALIERI ESCURSIONISTI PERCHE' TI DANNO ISPIRAZIONE!!! RECITA UN FAMOSO DETTO POPOLARE:"CHI LASCE LA STRADA VECCHIE PI' NA' NOVE SA CHI LASCE MA NIN SA CHI TROVE".

martedì 24 marzo 2009

cronaca dei primi tre giorni di primavera

Arriva la primavera? No, arriva la polvere!
Ormai eravamo già abituati al firn di primavera, ma Madre Natura ci ha voluto fare un bel regalo coprendo di una spessa coltre bianca quasi tutte le nostre montagne, arrivando anche sui tetti delle case in collina.

Primo giorno, 21 marzo

Già dalla mattina di venerdì, durante una trasferta a Roma per motivi di lavoro, sull'autostrada tra Pratola Peligna e Celano avevo potuto assaporare quello che sarebbe accaduto nei giorni seguenti. Per questa ragione avevo accettato l'invito di Matteo per fare un giro a Tavola Rotonda, anche se le previsioni meteo promettevano solo neve, ma poi un impegno di lavoro mi ha costretto a rinunciare a questa prima ipotesi con "ripiego" nel bosco di Passolanciano: qui, con Antonio e Silvio, per tutta la mattina di sabato non abbiamo fatto altro che riarare tutto il manto nevoso ancora vergine e poi al lavoro nel pomeriggio.

Secondo giorno, domenica 22 marzo
Dopo aver consultato ripetutamente le previsioni meteo, che non erano del tutto pessimistiche, con Marco Luca, Antonio ed il sottoscritto, ci accordiamo per incontrarci sotto al solito ponte con destinazione Pacentro per la salita al versante sud del Monte Mileto, così da essere al riparo dai forti venti settentrionali. Durante il tragitto ci chiedevamo, e speravamo, se avremmo trovato un buon innevamento ad una quota così bassa; man mano che ci avvicinavamo alla velle peligna e poi a Pacentro, abbiamo potuto constatare che l'innevamento era così abbondante da non poter parcheggiare l'auto, a meno di non doverla lasciare a qualche chilometro di distanza dell'attacco della salita. In ogni caso la scarsa visibilità e la forte nevicata in atto, ci ha fatto desistere.
Scatta il piano B. Breve consultazione e parecchia indecisione, ma poi decidiamo di salire a Campo di Giove, così da sfruttare gli impianti per fare qualche fuori pista: qui la sorpresa è stata ancora più grande, tanta era la neve caduta ed il vento forte da nord che imperversava in tutta la zona, al punto che non siamo nenache scesi dall'auto visto che gli impianti erano rimasti fermi.
A questo punto l'umore dei presenti, sopratutto di Marco e Luca, iniziava a farsi preoccupante per cui decidiamo di rimediare la giornata e ci fiondiamo nuovamente a Passolanciano, dove gli impianti avevano iniziato a girare solo in tarda mattinata.
Il piano C, finalmente, ci ha restituito il buon umore e grandi scorribande tra i faggi del luogo sulla neve in alcune aree ancora vergine. Al gruppo già nutrito di scalmanati, si è unito anche l'amico Giorgio Ferretti con il quale abbiamo condiviso un certo numero di capitomboli, mentre Luigi (ottima persona e sciatore di livello) ci ha semplicemente detto "ma che ve set' magnat', voi non siete normali".
Alla sera ero praticamente cotto.

Terzo giorno, lunedì 23 marzo
Chi può, può ... chi c'è, c'è ... mettetela come vi pare, ma quando a marzo c'è la polvere non si può perdere tempo.
Alle otto ero già a San Nicolao, un po' in ritardo rispetto ad altri ma con il vantaggio di aver trovato parte della traccia già battuta. Le mie gambe non ne volevano sapere di muoversi con la solità agilità, viste le sollecitazioni dei due giorni precedenti, al punto che più volte avevo pensato di rinunciare al Pescofalcone ...ma quando sulla cima del Rapina ho visto che uno ski alp (era Sergio D'Am.) stava già scendendo per il "cucchiaio" lasciando un bel ricamo sulla neve, ho raccolto le energie e con un'altra ora di fatica e 1500 metri di dislivello in totale sono arrivato alla testata della Rava Cupa. Intanto un altro ski alp mi aveva preceduto con molta "educazione", sciando subito accanto all'altra serpentina rientrando alla sella del Rapina, per cui nulla era pregiudicato.
Giusto il tempo di togliere le pelli (avevo il fiato sul collo di altri tre ski alp) e mettere la sciolina sulle solette, che già ero all'imbocco della Rava Cupa per disegnare il terzo ricamo sulla neve fino alla fine del canale per poi attraversare il pendio - molto carico e piuttosto rischioso - e uscita all'intaglio intermedio del bosco sulla cresta del Rapina e ancora polvere fino a quota 1100 m circa, poi neve già appesantita e poco scorrevole fino al parcheggio.
Una magnifica mattinata di sci e sole: vi lascio solo immaginare il resto della giornata che ho trascorso al lavoro; le mie gambe continuavano a mimare il movimento ritmato necessario per riemergere dalla polvere dopo ogni curva. Poi quando tutti mi chiedono dove mi sono abbronzato, rispondo che "in questo periodo mi faccio le lampade".

Anche per il quarto giorno di primavera Antonio ed io avevamo programmato una gita, ma questa mattina abbiamo opportunamente rinunciato a causa del forte vento. Peccato!!

Questa sera, mentre ero a fare acquisti per la casa presso un noto centro commerciale (talvolta bosogna soddisfare anche le esigenze delle nostre sante donne), ho incontrato quello ski alp - Sergio D'Am. - che per primo ha ricamato il "cucchiaio" ieri mattina, con il quale c'è stato subito un reciproco scambio di grandi sorrisi e pacche sulle spalle per aver condiviso la medesima gioia. Nella circostanza le nostre rispettive mogli/fidanzate si sono limitate a scuotere più volte la testa, come a voler dire "non c'è proprio nessun rimedio".

lunedì 23 marzo 2009

M.ROTELLA...CHI C'E' ....C'E'....


Una cosa è tanto più bella ...quanto più si manifesta per come te l'aspettavi !

Sintesi di una polverosissima ed assolata mattinata in quel di Rocca Pia (vedasi galleria !)

Quando mercoledì scorso ho visto delinearsi una certa situazione metereologica, ho capito subito che oggi avrei potuto "colpire" adeguatamente ed aggiungere altra polvere in carniere....

Ebbene si...., devo dire che a parte la famosa rincorsa ai 2000 , mi sta prendendo moltissimo anche la ricerca del bianco elemento in tali condizioni.

Questo non perchè non frequentassi la montagna scialpinisticamente, ma forse perchè mi ero sempre fatto "dominare" dalla giornata o dalla vetta.

Adesso voglio essere io a decidere quando e dove colpire ed in quali condizioni !!!

L'appartenenza al gruppo di patiti (da cui il nome alla congrega !) non ha fatto altro che accentuare tale nuova forma mentale !

Ore 08:45 partenza dalla piazza di Rocca Pia, arrivo in vetta alle 10:30 , pausa ed alle 11:00 discesa e ritorno alla macchina, raggiunta alle 11:45 !

Chissà se ne vò fà altra di polvere....CHISSA' ??!!!!

PESCOFALCONE









Oggi sabato 14 marzo, a distanza di un anno dalla mia prima escursione sci alpinistica (per cui devo ringraziare Angelo) esco da solo.





Esperienza bellissima, io, la montagna ed i miei pensieri.





A parte la pace che ti circonda ( si fa' per dire, il rapina e' sempre molto frequentato),trovarsi per la prima volta in completa autonomia,tracciare la salita,fermarsi a scattare una foto o semplicemente decidere se calzare i ramponi o prosequire, come ho fatto io, con sci e rampanti.





E stato veramente emozionante.Arrivare in vetta, godere del panorama e (mentre sgranocchi qualcosa da mangiare e recuperi le forze)studiare il percorso di una meritata discesa.





Un esperienza unica.





Comunque: cari amici cavalieri, tornando ai miei pensieri, credo che al di la' delle caratteristiche individuali, ex atleti con forte spirito competitivo, organizzatori o semplici amanti della natura e della buona cucina, quello che conta e' condividere con le persone amiche questo bellissimo sport.....





Scambiarsi pareri.....condividere le emozioni e gli scorci mozzafiato che ci offre..... e poi ritrovarsi a bere qualcosa tutti insieme.





Contento di essere entrato a far parte di un bel gruppo ( Cavalieri della polvere)





Pizzo Camino





Grande gita in un posto quasi dolomitico con tanti torrioni di roccia....Meta di ripiego perchè la scelta principale era caduta su di una vetta molto panoramica che fa da spartiacque tra la val Camonica e la Valtellina ma che prevedeva troppi sali e scendi con annessi spella e ripella....quindi abbiamo optato per il piano B...il pizzo Camino che si trova in bassa val Camonica e che si trova in posticino veramente isolato....partiamo da Schilpario dai vecchi impianti di risalita che con nostra sorpresa non sono più tanto vecchi anzi hanno messo su un impianto di nuiva generazione con tanto di pannello per il vento sulla seggiovia.....ammazzate....ste valli che prendono i fondi della regione come li fanno girare....peccato che poi c'è una pista sola di discesa...carina ma che palle...vabbè..risaliamo questo primo pezzo appunto su pista gelata...qualche piccola scivolata ci accompagna al pianoro sommitale dove con altra sorpresa troviamo una gara di tiro al bersaglio con fucili...zona delimitata con fettuccie e tano di cartelli di divieto di accesso....mah!?!?! dove siamo capitati?? in trentino?? che organizzano tutte ste minchiate?? comunque poche persone in giro che almeno non impattano troppo sulla tranquillità generale della gita....risaliamo un altro ripido pendio che da accesso ad un altra depressione da dove vediamo il passo che dovremo scavalcare per poter accedere al vallone che porta in cima al Camino... e da qui si cambia completamente ambiente...isolamento è totale,il tempo spettacolare...la neve sembra dura come cemento data dal riabbassamento della temperatura di questi gg....cosi arrivati al passo ci si apre un panorama veramente bello,quasi dolomitico con tanti torrioni da dove scendono un sacco di canalini di neve....ora con un traverso verso sinistra ci addentriamo nel canalone che ci porta alle pendici della nostra cima...grande canale che piano piano si stringe verso l'alto sotto una parete da dove si biforcano due canalini: uno a destra ed uno a sinistra....la relazione dici di salire quello di sinistra che porta fin in cima con un paio di passaggi a 70° mentre l'altro che si dovrebbe fare in discesa è a 30°/35°...attendo il compagno che mi conferma che le sue gambe non lo portano in cima e quindi nel dubbio di salire il canale di sinistra e ridiscendere dall'altro a piedi e salire quello di destra a piedi e provarlo a scendere con gli sci.....opto per la seconda....cosi mi avvio e risalgo quello di destra fino alla cresta dove deposito gli sci e proseguo fino in cma su ripido pendio...dalla cima spettacolare panorama...una bevuta e ridiscendo il pendio fino agli sci...mi preparo e provo a scendere....uhm...prima curva mica bella....seconda curva sti cazzi....mi parte via uno sci...porca trota....la neve e troppo dura ed i passaggi a piedi l'hanno resa molto disuniforme...e poi io non sono un grande sciatore....quindi sci alla mano ridiscendo fino al collega con cui iniziamo la discesa vera e propia su questo pendio ripidino e costante....seguiamo il percorso fino alla macchina con grande divertimento e soddisfazione per la giornata....

domenica 22 marzo 2009

Monte Velino...e Monte di Sevice,Costognillo,Rozza

Grande uscita mercoledì scorso, nel cuore del Velino, sci-alpinisticamente gratificante, paesaggisticamente stupenda, e di qualche soddisfazione anche per collezionisti di 2000 (4 soddisfazioni per la precisione).
Ci ha accompagnato il sole ed un po’ di vento in quota.
Si esce a Magliano dei Marsi sull’A25,seguendo direzione Magliano fino ad un bivio a sinistra per Rosciolo.Verso l’inizio dell’abitato di Rosciolo si svolta a destra, direzione S.Maria in Valle Porclaneta. Dopo un paio di chilometri, poco prima della chiesa, si posteggia in uno slargo con cartelli del Parco e segnali di sentiero (quota 1000 slm).
Io e Angelo iniziamo il cammino alle 7.00.
Si percorrono circa 500 metri su un’ampia sterrata, quindi si imbocca il sentiero 3 (segnato giallo e rosso), piegando a nord-est, verso il ben visibile Vallone di Sevice. Il sentiero è comodo e risale il Vallone tenendosi sul suo lato destro. Abbiamo trovato neve e inforcati gli sci intorno a quota 1600, cominciando a portarci verso il centro del Vallone.Poco dopo un pendio ghiacciato ci ha costretto ai ramponi.
Nell’ultimo tratto prima del pianoro della Capanna di Sevice (quota 2139) si attenua la pendenza (e abbiamo rimesso gli sci). Svalicando nel pianoro si apre la vista sul bellissimo ambiente in quota del Velino:dapprima una sorta di conca intorno alla Capanna,poi salendo, gli ampi spazi delle cime intorno al Velino,Il Gran Sasso,i Sibillini.

Dalla Capanna si piega a destra (sud-est) per risalire il Monte di Sevice. Il sentiero estivo affronta direttamente per la massima pendenza il pendio che porta alla cima, il percorso sci-alpinistico lo aggira a sinistra. Il Monte di Sevice si raggiunge a quota 2335, e richiede una breve deviazione a destra (sud-ovest) dal percorso che punta al Monte Velino. Circa 500 metri più avanti altra breve deviazione nella stessa direzione ci porta sulla cima del Costognillo,scavalcando il ciglio di una cornice nevosa.

Si torna quindi sul percorso verso il Velino,e con qualche saliscendi si arriva alla sella su cui arriva la Valle dei Briganti (a nord-est). Una breve salita su cresta (Angelo con sci,io con ramponi) ci porta alla cima del Velino (mt 2486).


Ritorno per la via di salita fino alla Capanna di Sevice.Poi scavalcando verso ovest il colletto che la sovrasta abbiamo percorso per circa un chilometro un’ampia cresta che porta alla cima del Monte Rozza (2064).
Da lì siamo scesi,sciando su neve abbastanza trasformata e piacevole,per i pendii che riportano al Vallone di Sevice, che abbiamo percorso fino a circa quota 1500, per poi rientrare sci in spalla sul sentiero, traversando un tratto di boscaglia e rovi. Arrivo alle 13.20,dislivello complessivo di circa 1600 metri.
Osservava Angelo sulla via del ritorno che il Vallone dell’Orso ,che corre parallelo al Vallone di Sevice ,a circa 1.5 km a sud-est,sembra una sci-alpinistica ideale,oltre che una sorta di direttissima alla cima del Velino (peraltro sembra di vedere che una sterrata ,che parte sempre da S.Maria in Valle, arriva alla base del Vallone,ad una quota di almeno 1100 metri)…sarà l’obiettivo di una prossima uscita dei Cavalieri!

venerdì 20 marzo 2009

CARONTE

Egregi Signori Cavalieri,
da troppo tempo ormai il nostro PONTIFEX MAXIMUS, Guida spirituale, illustre scialpinista, escursionista, rocciatore, impareggiabile ed ineguagliabile conquistatore di Vette e di Tette d'Abruzzo, nonchè latin lover e gentleman di alta quota, viene fatto oggetto di atti di insubordinazione e mistificazione da parte di validissimi Cavalieri che, però, mettono in discussione la Sua Autorità.
Ciò che dice il PONTIFEX MAXIMUS nostro CARONTE, si fa o non si fa...MA NON SI DISCUTE!

Vi svelo ciò che egli riporta scritto sotto i suoi berretti quando si reca in montagna:
“PER ME SI VA NE LA MONTAGNA PIACENTE
PER ME SI VA NE L’ETERNO PIACERE,
PER ME SI VA TRA LA SPERDUTA GENTE.
GIUSTIZIA MOSSE IL MIO ALTO FATTORE: FECEMI LA DIVINA POTESTATE, LA MIA
SOMMA SAPIENZA E ‘L PRIMO AMORE.
DINANZI A ME NON FUR COSE CREATE SE NON ETERNE, E IO ETERNA DURO.
Vi invito formalmente ad un ATTO DI REMISSIONE dei Vostri peccati nei Suoi confronti che ognuno di Voi dovrà apporre quale commento al POST

mercoledì 18 marzo 2009

CONFERENZA.

PER METTERE FINE UNA VOLTA PER TUTTE ALLE DISCUSSIONI, AI DUBBI ED ALLE INCERTEZZE SORTE IN OCCASIONE DELL'ULTIMA ESCURSIONE FATTA DA DUE DISTINTI GRUPPI DI CAVALIERI AL MONTE NINNA E' INDETTA UNA CONFERENZA PRESSO IL NOTO "HOTEL PROMENADE" SITO IN MONTESILVAMO, IN DATA DA DESTINARSI, DAL TITOLO:"NINNA SI NINNA NO".
RELATORI:
CAVALIER SILVIO (SALITORE DEI DUEMILA PRINCIPALI DELL'APPENNINO' ESPERTO DI FOTOMONTAGGI NONCHE' ESPERTO DI CONTENZIOSI APPENNINICI);
CAVALIER ANGELO (ESPERTO DI ORIENTAMENTO E RELAZIONI);
CAVALIER FAUSTO (COLLEZIONISTA DI CIME, CIMETTE, CUCUZZOLI ED ALTRO ANCORA);
CAVALIER PASTARELLA (NOTO CONTRAFFATTORE DI FOTO, VIDEO).

MODERATORE: CAVALIER IL MASCHERONE

SEGRETERIA: PONTIFEX MAXIMUS

martedì 17 marzo 2009

...critiche alle presentazioni video

Illustri e rispettati Cavalieri, secondo Vostra coscienza, poteva un Cavaliere sollevare dubbi senza essere ascoltato.

la premessa:
sul post della traversata Maiella-vallone di Taranta ho pubblicato una presentazione delle foto più significative con una piccola colonna sonora.

i fatti:
il Mascherone mi ha contestato la scelta, a suo indiscutibile parere, della musica non appropriata o comunque non di Suo gradimento. Suggerendo ben altre melodie.

Chi sono io per contraddire "il mascherone"?

la risposta:





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Arriva la primavera......

Ormai è arrivata la tanto attesa primavera.....con i suoi pendii belli trasformati diventati come una pista da gigante....in questa spettacolare giornata di marzo con l'amico Andrea ci dirigiamo verso una zona poco frequentata almeno dai sottoscritti a torto di altri posti blasonati ma a volte anche troppo affollati.....Verso il passo San Marco che collega la Valtellina Alle valli Bergamasche in inverno chiuso al traffico puntiamo a questa cima dall'aspetto interessante e pienamente al sole....
Con sorpresa riusciamo a salire un pò di più di quanto non fosse con la macchina e quindi il giro che doveva essere di un certo dislivello si è accorciato un pò a vantaggio della tranquillità una volta in cima....splendida giornata di sole con temperatura calda ma non eccessivamente senza un filo di aria che ci regala una pace di altri tempi con una vista su buona parte dell'arco alpino....con calma ci dirigiamo verso la macchina compiendo n anello di rientro per rendere e gustarci un pò di più la sciata che si rileva diverntente su neve trasformata.....
Un saluto a tutti i cavalieri e rinnovo l'invito ai prodi per compiere in questi posti una gita insieme.....


UN ANELLO DI GRAN CLASSE A TORTO TRASCURATO:ALBERGO CAMPO IMPERATORE- VADO DI CORNO - MONTE AQUILA - RIFUGIO DUCA DEGLI ABRUZZI- ALBERGO.





ANCHE I CAVALIERI ESCURSIONISTI SABATO 14 HANNO FATTO UNA BELLA USCITA IN MONTAGNA COME POTETE NOTARE DAL TITOLO DEL POST.PER NON INFLAZIONARE IL WEB IL PONTIFEX PUBBLICHERA' PROSSIMAMENTE UNA RELAZIONE DELLA GITA SUL SITO DEL CAI DI PESCARA.PER IL MOMENTO GUSTATEVI QUESTE FOTO!!!!

lunedì 16 marzo 2009

Ieri e oggi.... sempre M.Ninna !!!


M.Ninna 15 Marzo 2009






Ma vedi le combinazioni...... noi domenica, voi sabato ! Com'è piccolo il mondo, anche se l'ispirazione credo di averla data io !




Al di là di questo, francamente questa è una bella storia....MA BELLA VERAMENTE !


Andiamo con calma: il 26 gennaio 2008 io e Claudio andiamo per un tris di cime: Forcone, Ninna e Calanga. Saliamo sicuramente sulla prima e sulla terza inequivocavilmente ! (vedasi galleria fotografica a quella data)... ma sinceramente ho dei dubbi sul Ninna !


Infatti inizialmente credo che quella a sinistra, vista dal M.Forcone, sia la cima:
















La stessa infatti viene raggiunta ...ma poi mi vengono dei dubbi guardando una cimetta unita da una crestina impegnativa poco sotto (che poi è quella che si vede a destra !):



stabilendo che quindi il Ninna non sia quello raggiunto, ma quello posto dopo la cresta, decido che ritornerò.


Infatti ieri, 15 marzo 2009, insieme a Raimondo e Nicola, sci in spalla prima ed ai piedi dopo, risalgo i 1.200 metri, per ritornare sulla "cima non cima":














L'intenzione era di ripercorrere la cresta, ma per una serie di circostanze, tra cui una giusta valutazione di difficoltà, questo non è stato fatto !

Abbastanza contrariato, tornando verso m.Forcone dove mi aspettavano gli amici, scopro con immensa soddisfazione (carta alla mano) che secondo loro , il m.Ninna era dove ero appena stato, sia oggi e quindi anche l'anno scorso !!!!!


....adesso leggo l'articolo di Silvio......E ALLORA ?????!!!!!!!!


Comunque una discreta discesa su neve trasformata su un fondo duro è stata fatta... e questo è un dato certo.

Per il resto, vorrei omologare il Ninna, anche perchè avallato dalla convizione dei 2 compagni, che ritengo attendibili ed esperti !


Se Ninna è per me...Ninna è per TUTTI !


E via verso il Pizzone !!!!!!!!!

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