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giovedì 19 maggio 2011

... la MTB e l'inquisizione ....

... lo so che dopo i post(s) dal contenuto di pura vita di montagna parlare di MTB vi sembrerà inopportuno ma ...
... durante un giretto sulle colline verdeggianti di Città sant'Angelo (bellissime in questo periodo) nel visitare un borgo non tanto distante ho avvertito una inquietante presenza......


dopo le prime perplessità un anziano del posto mi ha confidato che si trattava di una Biker che disturbava ....


indovinate dove mi trovavo?

domenica 31 ottobre 2010

... Bike Team Bucchianico.........GO!

Si, Si, lo so che questo è uno spazio dedicato a chi va per monti. Oggi però non posso non raccontarvi di una bella giornata passata con i membri della neo costituita associazione "BIKE TEAM BUCCHIANICO" (parliamo di MTB per chi non ....) ove un nostro Cavaliere è membro.
Alla partenza eravamo circa 40, raduno alla piazza e subito giù per le dicese. Si perchè come accennato in un precedente post Bucchianico è su di un cucuzzolo e in tutto il territorio comunale l'unico spazio in pianura è la piazza principale.
Il tragitto scelto si è articolato in aperta campagna che in questo periodo ha dai colori bellissimi e ci sono stati anche dei guadi.
A dire il vero alcuni local intendi alla raccolta delle olive non hanno ben gradito il nostro transito e non sono mancati gli inviti a dare una mano nella raccolta. Ovviamante un bike che si rispetti è disposto a schiumare sangue per 10 km di salita ma non a lavorare.
Dopo il giretto siamo stati tutti ospiti nella "casa dei bandaresi" ove si è consumato un ottimo rancio con abbondante birra e/o vino.

Dopo tale premessa vi svelo un segreto. Avete notato come negli ultimi anni i Cavalieri siano perseguitati da un incubo: IL GARBINO, il vento caldo che segue ormai da lacuni anni ogni copiosa nevicata. Ho scoperto chi ne è l'artefice.
Andiamo per ordine. Un nostro membro,il cavalier Marco il vicentino ha una moglie, "ledy Fiorella", orbene, questa in realtà ha una doppia vita dagli strani comportamenti. Essa infatti, secondo vaste credenze popolari tradizionali ormai a molte culture è una donna che si ritiene sia dotata di poteri occulti, ovvero una STREGA! La strega del "garbino" per l'appunto. Anche oggi ha cercato di applicare i suoi poteri (invano) preparando una pozione dalle sembianse di un appetitoso (e buonissimo) strudel. Chi lo avesse mangiato avrebbe rinnegato l'Ordine dei Cavalieri. Ma come ormai è noto a tutti, non è facile farla ai Cavalieri che avando avuto visione in sonno delle intenzioni ha preparato l'antitodo che è stato servito a fine pranzo sotto forma di una buonissima genziana che, tra le altre cose, ha reso tutti più allegri e felici (erano finiti i bicchierini di carta piccoli...).
Ormai scoperta la "Ledy Garbino" non ha negato le evidenze, ammettendo tutto e promettendo di richiamare a se tutti il garbino in circolazione. In effetti con uno strano rituale ha invocato a se tutto il garbino presente nella nostra regione. In realtà non si è capito bene dove lo abbima imprigionato .........


Alcune foto dell'uscita, per le altre clicca qui.



venerdì 29 ottobre 2010

Bucchianico in MTB

Domenica 31 ottobre 2010

Escursione in mountain bike (medio - facile) sulle colline Bucchianichesi per unire i due fiumi che scorrono nel territorio comunale, il Foro e l'Alento.

Ritrovo ore 9.00 presso il Chiostro del Palazzo Comunale; partenza ore 9.30 da Piazza Roma dove si farà ritorno al termine della gita.

Spaghettata finale nella Sala dei banderesi: gratis per i partecipanti all'escursione, 5 € per i familiari (minori esclusi). Prenotazione: 328.5747240 (Walter)

Note: casco obbligatorio; possibilità di fare la doccia e lavaggio bici

sabato 23 ottobre 2010

Pedalare sulla luna? ...........c'è di meglio!

Si! c'è di meglio che pedalare sulla luna.
Non posso non anteporre i saluti ai ragazzi dell' EXTREME BIKE NICOLOSI che hanno organizato il primo trofeo dell'Etna e che ci hanno coccolato durnte la nostra permanenza a Nicolosi (Ct).

Nel week-end del 16 e 17 ottobre, unitamente a rappresentanti dell'Abruzzo MTB - scuola MTB "Orsetti" di Penne (nella persona di Moreno, maestro federale mtb nonchè angolano doc) e del CAI di Ascoli Piceno nell'estensione dello slow-bike - pedalare per conoscere (nella persona di Sonia, anch'essa maestra federale di mtb) ho avuto l'opportunità di pedalare sull'Etna.
Panorami e sensazioni emozionanati. Consiglio di partire è prendere contatti con l'Extreme-bike di Nicolosi (Ct) che saranno ben lieti di indicarvi luoghi e percorsi che difficilmente potrete dimenticare.
La nostra mission è durata due giorni. Il sabato abbiamo effettuato il periplo dell'Etna (quota media 1800) pedalando per circa 75 Km sulla "pedo-montana" (comodo tracciato curato dalla forestale).

Nella mattinta di domenica si è tenuto il primo trofeo dell'Etna. Solo 10 Km di dura salita che dal rifugio Sapienza (1950 mt slm) sale sulla strada di servizio degli impianti da sci al rifugio, o per meglio dire quello che ne resta, "torre del filosofo " (a circa 3000 mt sl).
Durante la salità, proprio allorquanto le forze mi stavano abbandonando (praticamente poco dopo la partenza) ho avuto la fortuna di incontrare un mio carissimo amico (!) della protezione civile che ha insitito affinchè terminassi il percorso (che altrimenti non avrei certo ultimato in tempi ragionevoli) a bordo del suo 4x4. Durante la salita vi lascio immaginare i commenti degli altri concorrenti.
Una volta che i veri bike, compresi Sonia e Moreno, hanno raggiunto la vetta, abbiamo girovagato per i crateri anche se, per effetto di una ordinanza prefettizia, non è stato possibile raggiungere il cretere centrale. La temperatura, molto rigida, non ha incentivato la nostra voglia di trasgressione (dell'ordinanza prefettizia!!) optando per altri crateri sommitali.

Un caloroso saluto a tutti gli amici siciliani conosciuti per la circostanza nella sperenza che questa estate, in occasione della consueta manifestazione "dall' Etna al Gran Sasso" siano presenti alla gara che Moreno sta preparando in un tracciato all'altezza dei più forti bike siciliani.

Come al solito per le foto clicca li, ansi no, forse è meglio di la, mannaggia ... forse è qui!.

mercoledì 4 agosto 2010

... il segreto 29er...

... Ormai i tempi sono maturi.

Tutti i membri dell'Ordine possono venire a conoscenza del segreto che si cela dietro il magico numero "29" più conosciuta come movimento eretico "29er" che recentemente ha interessato alcuni post.

Donzelle (lady Fiorella) vicine all'Ordine hanno sentenziato anche il nome " Lady Ginevra".

Chi volesse conoscescere la "29er Ginevra" che da circa una settimana mi appartiene.... clicchi qui.

domenica 1 agosto 2010

Altipiani del Sirente - Velino


Gita Grandiosa! Non ci sono altri aggettivi per definire questo magnifico giro con la MTB.
La nostra Terra, l'Abruzzo, non finirà mai di stupirmi; per quanto io abbia percorso in lungo e in largo parecchie montagne della nostra regione, sono ancora a meravigliarmi per la bellezza di luoghi isolati e fuori dai soliti "giri" che facciamo durante le nostre escursioni.
Questa volta siamo solo in due, Luca ed io. Partenza alle ore 7 da casa diretti all'altopiano delle Rocche per percorrere, finalmente, il giro dell'altopiano del Sirente - Velino che corteggiavamo già dall'esate scorsa.
Trattandosi di una gita ad anello, decidiamo di iniziare l'escursione da località Terranera dove lasciamo l'auto ed iniziamo a pedalare per 60 km dei quali solo 5/6 su asfalto, 1700 metri di dislivello e 4 ore e 40 minuti e, questa volta, senza neanche un panino per il pranzo. Alla fine, però, grande soddisfazione di entrambi.

Relazione:
Dal centro abitato di Terranera, presso il crocevia che conduce a Rocca di Mezzo, seguendo la segnaletica "Rocca di Cambio" dell'ippovia, si imbocca la strada sterrata che in leggera discesa e poi in piano conduce in breve nei pressi di Rocca di Cambio, fino a raggiungere la SR5bis dove si svolta a sinistra per poi svoltare, dopo pochi metri, di nuovo a destra sulla SP38D in direzione degli impianti di risalita di Campo Felice. Dopo qualche centinaio di metri, dopo aver percorso circa 7 chilometri dalla partenza, si svolta a destra su una stradina asfaltata inizialmente in leggera salita, che in seguito diventa sempre più ripida e sterrata. Dopo aver attraversato il bosco, a qota 1735 metri, si raggiunge il valico di Forcamiccia dal quale si scende rapidamente, su terreno accidentato e ripido, sulla piana di Campo Felice.
Alla fine della discesa, sul prato, si svolta a destra su una evidente traccia fino ad immettersi sulla strada asfaltata che seguiamo per un breve tratto svoltando a destra, fino a quando, sul lato opposto della strada, è ben visibile la carrareccia che taglia il piano in direzione sud-est fino a raggiungere un'altra strada asfaltata che seguiamo per un breve tratto in direzione sud (svolta a sinistra). Poco dopo incrociamo sulla nostra sinistra una carrareccia con la segnaletica per il rifugio "Sebastiani". Percorriamo questa strada, da quota 1550 metri ca., fino a raggiungere il predetto rifugio a quota 2102 metri. Durante il tragitto sulle prateria di quota, agnifico panorama sul Puzzillo, Cimata di Puzzillo e Costone Occidentale.
Una volta arrivati al valico dove è posto il Sebastiani, iniziamo la discesa molto tecnica (nel primo tratto spesso occorre scendere da mezzo) verso la Valle Cerchiata, Iaccetto di Pezza e Capo Pezza dove le difficoltà hanno termine. Ora attraversiamo tutta la Piana di Pezza e, raggiunto il Vado di Pezza, scendiamo velocemente su asfalto verso Rocca di Mezzo dove è possibile (anzi necessario ) rifornirsi di acqua. Aggirato il paese, che ci lasciamo alla nostra sinistra, raggiungiamo il cimitero di Rocca di Mezzo, quando ormai avremo percorso 36,5 chilometri dal punto di partenza, che costeggiamo fino ad immetterci sulla SP38 che lasciamo dopo pochi metri per immetterci, alla nostra destra, sull'ampia carrareccia in leggera salita.
Devo dire che in questo punto del percorso la tentazione di fare ritorno all'auto in sosta a Terranera è molto forte, visto che solo 4 km ci separano da essa, mentre continuando il giro ci aspettano ancora 24 chilometri.
Dopo trecento metri si entra in un fitto bosco di querce e noccioli e si inizia a scendere a lungo su fondo ciottoloso, che poi diviene erboso,lungo la Valle Cordora, ignorando la prima biforcazione alla nostra destra e la successiva alla nostra sinistra seguendo, sostanzialmente i segnavia "bianco/rossi" dipinti sui massi e sui tronchi degli alberi.
In questo luogo, benché percorsa da una evidente traccia di carrozzabile, si ha la sensazione di totale isolamento, completamente immersi nelle vegetazione e senza poter contare su punti di riferimento delle montagne vicine.
Dopo la lunga discesa (circa 8 chilometri), con brevissimi tratti di saliscendi, si perviene all'ampio e bellissimo Piano di Iano che più volte avevo osservato dalla cima del Monte Sirente, che ora è perfettamenete visibile alla nostra destra. Si attraversa il Piano percorrendo una poco evidente traccia sull'erba in direzione del laghetto e della chiesetta della Santissima Trinità visibile alla nostra sinistra, quando ormai in direzione nord sono visbili anche le vecchie case di Pagliare di Tione. Si raggiunge la chiesetta dopo una ripida salita e si svolta a sinistra sulla carrozzabile che in leggera salita in circa 2 chilometri ci porta al di sopra del borgo, molto bello e ristrutturato, di Pagliare di Tione in prossimità di un fontanile dove è possibile fare rifornimento di acqua.
Senza entrare nel borgo, a meno che non si voglia fare una visita al luogo, si prosegue sulla stessa carrozzabile attenendosi alla segnaletica dell'ippovia "Rocca di Mezzo - Terranera" fino a giungere al punto di partenza dopo altri 10 chilometri di sterrato in leggera salita e qualche saliscendi.
Per le foto clicca sul titolo del post

domenica 25 luglio 2010

MTB. Il giro del "pic nic"


Eh, sì! Un gran bel giro quello che oggi abbiamo fatto con le nostre MTB.

Per coniugare le nostre esigenze di biker a quelle delle nostre famiglie, certamente più nobili, oggi abbiamo dirottato bambini, mogli, nipoti e parenti presso l'area pic nic "montagna Spaccata" della Foresta Demaniale "Chiarano - Sparvera"; luogo dal quale potevamo, poco nobilmente, svignarcela con le nostre bici.

Alle ore 08,10 Luca, io e family eravamo già presso l'area di servizio di Brecciarola, rilevando che Marco ed il suo seguito erano in leggero ritardo che abbiamo recuperato impedendo ai nostri figli persino di scendere dalle auto. In breve tempo raggiungiamo la piana delle Cinque Miglia e ci inoltramo sulla sterrata che in 2 km conduce alla citata area pic nic dove, il tempo di far scegliere la location alle nostre mogli, ci accingiamo a partire in fretta con le bici visto che ci attendono 56 km e parecchio dislivello da coprire e tornare in tempo utile per il pranzo. Siamo in quattro: Marco, Luca, Vincenzo ed il sottoscritto.

Dopo i primi chilometri, piuttosto impegnativi, suggeriamo a Vincenzo di accorciare il percorso facendogli risalire la valle del Chiarano, mentre il resto del gruppo ha iniziato la discesa per la Valle Cupa.

Non nascondo che l'idea di consumare un lauto pasto al nostro arrivo, ha iniziato ad annebbiare la mia mente poco dopo aver percorso il 30esimo chilometro, quando eravamo a Scanno ed avevamo davanti a noi ben 17 km di salita impegnativa prima di scollinare alle Toppe di Vurgo. La senzazione di annebbiamento, un paio di chilometri prima dello scollinamento, si è trasformata in visione mistica al punto da tentare più volte di mettermi in contatto con il resto della compagnia per avvertire del nostro arrivo entro i 30/40 minuti seguenti. Naturalmente i loro cellulari non erano raggiungibili, cosa che faceva aumentare il timore di non trovare più nulla da mangiare considerato che ormai erano le ore 14 circa. Non ci restava che sperare!

Finalmente siamo alla fine delle nostre fatiche, svalicato alle Toppe di Vurgo iniziamo una veloce discesa di ulteriori 9 km che ci riportano al punto di partenza e al nostro "PIC NIC".

Per nostra fortuna il buon Sergio, che ringrazio sentitamente, si mette subito alla brace e prepara per noi l'agognato pasto. Intanto, nell'attesa, ci scoliamo un paio di bottiglie di birra, divoriamo salame, formaggio e frittate con peperoni. Che dire, come recita uno slogan di una nota azienda turistica, "MTB, il giro che ti assomiglia".


Relazione


Prima di passare alla descrizione dell'itinerario, occorre precisare che sarebbe opportuno iniziare il percorso da Scanno così da affrontare la parte più impegnativa nella prima parte della gita e non al termine, quando si è già piuttosto stanchi. Nel nostro caso, come avrete capito, abbiamo scelto il "PIC NIC" alla logica.

Dall’area pic-nic della Montagna Spaccata, un’oasi naturale gestita con cura dove sono presenti strutture per la ristorazione, si risale sul fondo del canyon all’interno di una faggeta fino dove, nella prima radura, il sentiero sale ripido alla nostra destra fino a raggiungere l'abbeveratoio "Chiarano". Si prosegue sulla traccia di carrareccia più a destra lasciando alle nostre spalle l'abbeveratoio, attraversando la faggeta ed affrontando alcuni ripidi e brevi tratti di fondo ghiaioso fino ad incrociare la strada asfaltata (chiusa al traffico) che conduce al lago Pantaniello (si è in vista di un cartello di legno che indica 6,5 km lago) che attraversiamo proseguendo con tratti anche molto duri fino ad una successiva sbarra da dove la salita diventa più dolce per arrivare al valico del Monte Curio m. 1690. Da qui inizia una discesa mozzafiato, da percorrere con molta attenzione a causa del fondo a tratti ghiaioso fino ad un successivo bivio da imboccare a dx che porta alla fonte di Valle Cupa (luogo ove Vincenzo si è separato dal resto del gruppo). Da questo punto, dopo un evidente un altro sbarramento mettallico, ancora discesa fino alla località di Jovana dove è presente una struttura agrituristica.

Si riprende a salire, fino alla conca di Mimola e l'omonima "casa cantoniera" fino ad incrociare la SR 479 sulla quale prosegue il percorso fino a raggiungere la Bocca di Pantano, dove svoltiamo a destra di nuovo su sterrato all'interno del PNALM. Dopo un tratto si scollina sulla Valle dei Campanili che si percorre in veloce discesa fino a giungere allo stazzo di Ziomass. Qui ancora una breve salita fino allo scollinamento sulla Serra Ziomass, dove si svolta decisamente a destra in discesa verso la valle del Tasso. Dopo aver percoso circa un chilometro, in corrispondenza di una curva a gomito verso destra, fermarsi per prelevare l'acqua direttamente dalla sorgente del torrente Tasso, per poi riprendere la discesa fino a Scanno. E' possibile ridurre il tratto di strada asfalta percorrendo un divertente sentiero, a tratti piuttosto esposto, che si imbocca a sinistra all'altezza di una curva a gomito a destra poco dopo località San Liborio e che conduce direttamente nel centro storico di Scanno.

Si scende verso il bivio per Frattura e si prosegue in direzione Frattura per circa 5 km su asfalto. Attraversato il centro abitato si inizia a salire lungo la pista sterrata che dal centro abitato con una lunga diagonale ed alcuni tornanti, nel mezzo della pineta, fanno guadagnare rapidamente quota. A 1530 m., lungo il percorso, si incontra la fonte delle Bregnere ottimo refrigerio durante la stagione estiva, quando l’alto grado di insolazione può far diventare faticosa l’escursione.
Il tracciato continua salendo dolcemente e costantemente fino ad incontrare lungo il percorso lo Stazzo dei Piselli (una costruzione di colore verde, usata per la monticazione estiva delle greggi). Si prosegue fino al valico di Toppe Vurgo oltrepassato il quale la strada sterrata attraversa un anfiteatro naturale con vista sulla “MONTAGNA MADRE ”.
Si scende fino ad arrivare ad un incrocio da imboccare svoltando a dx. Da qui si entra, dopo aver oltrepassato la sbarra, nella Foresta Demaniale Regionale denominata Chiarano Sparvera dove il percorso assume la caratteristica di una prateria d’altitudine con presenza di numerosi stazzi in parte utilizzati dai pastori nei periodi estivi.

Il percorso dopo aver passato la fonte della Ria (sx del senso di marcia) e l’omonimo stazzo (di colore verde acceso) si arriva ad un incrocio dove si svolta a sinistra e, con una breve discesa su asfalto, si raggiunge nuovamente l'area pic nic "montagna Spaccata".

Per le foto della gita clicca sul titolo del post.

sabato 12 settembre 2009

dalla "Cassin" al "mezzo sterzo" , il passo è breve!

Proprio così, pregiatissimi Cavalieri. Lo stesso uomo che solo pochi giorni fà si è reso protagonista di una magnifica salita sulle Dolomiti, ripetendo la via "Cassin" alla Torre Trieste, oggi ha compiuto una nuova strabiliante impresa.
Infatti il citato Cavaliere, non ancora appagato dalle sue ultime gesta, appena rientrato nella Terra di origine si è subito proposto per una gita in MTB, ben sapendo che questa è l'attività che prediligo negli ultimi due anni nella stagione secca.
Visto il livello del compare di gita (questo va fortissimo pure in bicicletta), non mi restava che scegliere una gita adeguata alla circostanza e così che, dopo aver verificato accuratamente la meteo nella zona, la scelta è caduta sul magnifico itinerario nel PNA (LM) che da Scanno culmina sulla Serra del Campitello, dopo aver attraversato la valle Jovana, passo Godi, la valle dei Campanili, i Piani di Ferrojo e la bellissima radura del Coppo di Campitello.Fatta eccezione per un paio di agguerriti "pastori abruzzesi" che ci hanno inseguito, la gita scorre senza difficoltà fino al momento di iniziare la discesa dal valico del Campitello verso lo stazzo del Campo, dove il nostro "uomo di punta" inizia a fare improbabili evoluzioni sulla ruota anteriore del suo mezzo che in breve lo costringono ad una spettacolare caduta nel canale sottostante. Beh, io che ho vissuto la scena da spettatore, vi posso garantire che non avevo ancora visto nulla di simile, neanche un altro intrepido Cavaliere era arrivato a tanto.
Accertato che il Pier era sopravvisto al capitombolo, ho dovuto constatare che la sua MTB non aveva avuto la stessa fortuna. Infatti il lato sinistro del manubrio della bici si era spezzato in due parti, con molti pezzi sparpagliati tra erba e le rocce circostanti.Tra questi anche un nuovo e costoso GPS.
Che fare? Pier decide di scendere a piedi, nonostante lo avessi avvertito che c'era da percorrere ancora tutta la discesa fino allo stazzo e poi il lungo sentiero del vallone Tempesta. Mantenendo una velicità costante di 8 kmh, in breve Pier raggiunge lo stazzo del "Campo" che gli faccio visitare per mostrargli di quale "patrimonio" sono dotati i nostri colleghi bikers di Scanno.
Evidentemente la breve sosta è stata illuminante per lo sfortunato atleta il quale, riprenedendo a scendere a piedi, ha riflettuto su quello che gli avevo detto poco prima ed ha realizzato che doveva compiere una nuova impresa. Ci siamo messi subito al lavoro, togliendo le parti in eccesso e fissando (non vi dico con cosa) la leva del freno anteriore al cannotto del manubrio, così che il Pier rimonta sulla sua MTB con "mezzo sterzo" e si lancia nell'ardua discesa nel vallone Tempesta, che non è affatto banale neache con la MTB perfettamente efficiente.
Insomma, anche se dolorante in diverse parti del corpo e con la mano destra quasi paralizzata dalla fatica e nonostante una foratura nella valle del Tasso, il nostro Cavaliere Pier ha concluso la gita fino al parcheggio dove avevamo lasciato l'auto.

Altro che "cicloescursionismo" .....

lunedì 1 settembre 2008

il giro della "past n'ghe lu tunn"

Altro che bevute di acqua fresca, visite agli stazzi e "gatti che non ci sono e topi che ballano". La verità è che abbiamo smascherato una delle più grandi "truffe" della storia dell'escursionismo: l'uso indiscriminato di pennarelli (si veda confessione di Silvio) e l'abuso di autovetture ed altri mezzi meccanici per abbreviare gli avvicinamenti alla fantomatiche cime con tanto di scritta con pennarello.
Tra l'altro, con le ultime due gite (quella di domenica 24/08 e quella di seguito descritta del 31/08), abbiamo dimostrato ampiamente come le stesse cime raggiunte dai "Cavalieri dei 2000" siano agevolmente raggiungibili con la MTB.
Ora le possibilità sono due: a) i ciclocavalieri sono fortissimi scalatori con la MTB, al punto da raggiungere cime di montagne isolate ed impervie; b) il "Cavalieri dei 2000" si sono un po' rammolliti a forza di inseguire l'agognato primato. Qual'è sarà la risposta a tale interrogativo?
Qualche tempo fa avevo promesso che non avrei scritto sul blog nessuna relazione riguardante gite in MTB, ma il Pontifex mi ha provocato con "le bevute di acqua fresca" e ora mi tocca rispondere dimostrando di poter fare le stesse escursioni che loro, i cavalieri dei 2000, fanno a piedi.
Ancora una volta, domenica 31 agosto, noi (Antonio ed il sottoscritto) ciclocavalieri dell'estate 2008 siamo stati a Scanno per completare la "mappatura" GPS dei possibili itinerari che si possono percorrere in quell'area con la MTB. Il giro lo abbiamo chiamato, un po' scherzosamente, della "past n'ghe lu tunn" (purtroppo non sono in grado di scrivere correttamente il dialetto locale) in onore dei colleghi biker di Scanno che abbiamo avuto il piacere di incontrare presso la loro base, lo stazzo del Campo, dove siamo stati invitati a pranzare con una buona pasta al tonno che i citati amici si accingevano a preparare.

Il giro a Serra del Campitello

Percorso ad anello con partenza dalla bellissima Scanno, con una parte dell'intinerario all'interno del territorio del Parco Nazionale d'Abruzzo, lunghi tratti in single track piuttosto difficile ed un breve tratto su strada asfaltata .

Si parte dal parcheggio a ridosso del centro storico nei pressi del palazzetto dello sport di Scanno. Da qui subito in discesa in direzione del lago e poco prima di raggiungere il crocevia con la strada provinciale per Frattura, svoltare a destra per una stradina inizialmente asfaltata fino all'impianto di depurazione, dopo di che si segue la strada sterrata sulla nostra destra, fino al ponte delle scalelle. Qui proseguire a sinistra iniziando una breve e ripida salita su sterrato sconnesso, che poi si spiana iniziando a risalire dolcemente il vallone di Jovana. Continuare a salire fino alla masseria del Collafrino e poi fino alla chiesetta di San Lorenzo, la cui ubicazione è in un valloncello preceduto da un breve tratto in discesa, per poi continuare a salire imboccando la strada sterrata a destra fino alla Conca di Mimola. Qui si potrebbe percorre un tratto in single track fino alla Casa di Bocca di Pantano, ma la traccia GPS continua sulla corrozabile, fino ad incrociare la SR 479 (casa Cantoniera di Mimola) sulla quale prosegue il percorso verso sinistra fino a raggiungere la citata Bocca di Pantano, dove svoltiamo a destra di nuovo su sterrato all'interno del PNALM nella valle dei Campanili. Giunti all'altezza dello stazzo di Ziomass, si affronta in salita un breve tratto fino allo scollinamento della sella di Ziomass (ottima visuale sulla sottostante valle del Tasso) dove proseguiamo sulla sterrata sempre in salita alla nostra sinistra, mentre quella di destra in discesa conduce alle sorgenti del fiume Tasso. Una volta raggiunta una vecchia cava alla nostra sinistra, proseguiamo dritti sempre in salita, ignorando la carrareccia alla nostra sinistra in piano, fino a raggiungere la sella con una bella vista panoramica sul pianoro di Ferrojo e le creste dei monti della Camosciara. Si prosegue in discesa fino a raggiungere il bivio (ignorare il primo poco evidente) con la sterrata che risale alla nostra destra sotto la faggeta fino ad arivare alla bella radura del Coppo del Campitello. Si prosegue con un breve tratto in discesa e poi di nuovo in salita sotto al bosco su un sentiero che per un tratto occorre risalire a piedi, fino a raggiungere la sella soprastante lo stazzo di Valle di Corte dove si continua sul sentiero che a mezza costa raggiunge il valico della Corte. Da qui si prosegue in discesa (fare molta attenzione e non esitare a scendere dal vostro mezzo) sul sentiero che conduce al valico del Campitello. Da qui, sempre in discesa piuttosto difficile, si raggiunge prima una selletta dove si continua a scendere verso sinistra e poi ancora in single track abbastanza impegnativo lo stazzo del Campo. Quest'ultimo ristrutturato e gestito magnificamente dal gruppo di biker di Scanno, dove è possibile fare una sosta o addirittura pernottare.

Dallo stazzo si continua a scendere sul sentiero (single track a tratti piuttosto pericoloso, con curve molto strette) che, infilandosi nel vallone di Tempesta, riporta velocemente alla masseria Parenti dove troviamo nuovamente la carrozzabile che ci riporta sulla valle del Tasso fino a "Le Prata" dove riprendiamo la statale ed in breve si raggiunge Scanno.

Come tutti voi possono facilmente rilevare, per ben due volte in pochi giorni noi ciclocavalieri abbiamo raggiunto le stesse quote e gli stessi luoghi che i "Cavalieri dei 2000" avevano raggiunto a piedi, senza neanche potersi dissetare dalle freschi sorgenti come invece noi abbiamo fatto.

Buone escursioni a tutti e puzz' nengue prima possibile, perchè comincia a mancare la neve sotto ai piedi, anzi sotto alle solette degli sci.


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domenica 24 agosto 2008

... il giro dello smazzo!

Dopo quello degli Stazzi, non potevamo (io e Luca che ha pedalato con il cambio semi rotto) che provare il più temerario giro dello "smazzo", così chiamato per la fatica cui si sottopone il biker che decide di affrontarlo. Vi garantisco, però, che sarete ampiamente ripagati di tutti gli sforzi dall'ambiente che vi circonda, discese tecniche in single track e panorami veramente mozzafiato. Mai avrei visto questi luoghi, se non a bordo di una MTB, visto le distanze che le separano dalle strade di accesso.
Al solo scopo di invogliare i più volenterosi escursionisti, riporto la descrizione dell'itinerario, sperando di essere stato abbastanza esaustivo e di non aver commesso errori nella descrizione dei luoghi.

Raggiungere Villalago attraverso la SS 479 della Valle del Sagittario, che da sulmona (oppure uscita A25 di Cocullo) conduce a Scanno. Dalla statale si gira a destra e si attraversa Villalago in direzione ovest, fino ad uscirne. Si parcheggia l'auto presso una selletta dove esiste una pinetina ed una cabina del metano al margine della strada a quota 960 m slm.

Descrizione: Si inizia con una brevissima discesa verso ovest e quindi subito a sinistra (a destra si scende verso valle dove c'è una grossa stalla) si segue la stradina oltre una sbarra metallica. Si attraversa un valloncello (da qui in alto alla vostra sinistra potete vedere la cresta sommitale dell'Argatone) e la carrozzabile comincia risalire comoda la costa a destra della Valle Preziosa. Arrivati sul crinale la traccia piega a sinistra (sud ovest) seguendo quasi in piano le paline metalliche di un invisibile metanodotto, arrivando così presso un grande fontanile in cemento a quota 1227 metri. Proseguire sempre sulla carrozzabile principale, ignorando un primo incrocio a destra (indicazioni per Macchia di Rose) e poco più in alto, dopo uno scollinamento, un altro incrocio a destra per iniziare a salire un tratto ripido e sconnesso che costringe a qualche breve tratto da percorrere a piedi. Poco più avanti prendere il ramo di destra della carrareccia e successivamente ancora a destra nell’incrocio sotto la faggeta, fino a raggiungere una evidente sella (quota 1700 m ca.) a nord della cima di Rosa Pinnola (1800 m). Nel momento in cui la carrareccia traversa in piano pochi metri sotto la sella, girare decisamente a destra su una traccia di sentiero segnalato con vernice rossa, traversando in diagonale in direzione sud-ovest leggermente in salita fino a raggiungere un pianoro circolare. Da qui continuare a scendere sulla traccia di sentiero in direzione sud effettuando un single track piuttosto difficile, entrando dopo poco sotto la faggeta. Giunti all’interno di un valloncello, occorre risalire brevemente facendo attenzione a non perdere la traccia che più avanti diventa più visibile e più agevole continuando a perdere quota sui Prati del Lupo e sotto la faggeta fino ad incrociare una evidente carrareccia dove giriamo verso destra in piano per poi continuare a perdere quota rapidamente fino a raggiungere la piana di Fonte D’Appia dove c’è l’omonimo fontanile a quota 1300 m ca. (qui occorre necessariamente fare rifornimento di acqua), entrando così nel territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo. Dal fontanile proseguiamo sulla carrozzabile in direzione sud-est inoltrandoci, dopo 500 metri circa, in un lungo tratto completamente sottobosco in salita non molto ripida. Dopo aver percorso un tratto piuttosto sconnesso, sempre in salita, giungiamo ad un bivio a quota 1600 m dove proseguiamo sulla destra per un paio di chilometri di pianura e leggere salite su un fondo sterrato molto comodo.

Da questo momento in poi la natura antica ed incontaminata del PNA inizia a mostrarsi ai vostri occhi, lasciando meravigliati anche i più esperti escursionisti.

Continuando sulla stessa carrozzabile incontriamo un ricovero per animali e dopo un altro breve tratto in salita raggiungiamo la Pietra del Principe a quota 1800 m, iniziando poi un lungo tratto in discesa fra i boschi ed ancora una lunghissima e verdeggiante valle, quella meravigliosa di Terraegna; 3 chilometri di pianura sicuramente indimendicabili. Al termine della valle, un altro breve tratto in salita e poi di nuovo in discesa verso la Valle di Prato Rosso fino a raggiungere il Rifugio “Principessa di Piemonte” (o Prato Rosso) a quota 1530 m. Davanti al rifugio girare decisamente a sinistra in leggera salita per una carrozzabile che si inoltra nel sottobosco fino a raggiungere il Coppo del Morto a quota 1714 m. Quest’ultimo tratto di discesa/salita può essere evitato, poiché scendendo dalla testata della Valle di Terraegna a quota 1680 m incrociamo una carrozzabile alla nostra sinistra che, traversando in piano, ci conduce direttamente poco sotto al Coppo del Morto, facendoci risparmiare parecchia fatica.

Dal Coppo del Morto ci si inoltra nella Valle dei Codacchi, attraversando i prati pianeggianti fin dove è possibile pedalare. A questo punto occorre scendere dalla bici e risalire a piedi la traccia di sentiero sui pratoni sottostanti la Serra del Campitello fino ad incrociare il sentiero A7 che percorriamo in discesa (verso sinistra rispetto al senso di marcia) facendo molta attenzione, senza esitare a scendere dal mezzo nei tratti più difficoltosi. Raggiungiamo così il Valico di Campitello a quota 1898 m lasciando alla nostra destra la cima della Serra del Campitello (2026 m). Da qui, in direzione est, inizia un single track in discesa molto difficile, dove occorre prestare molta attenzione, fino a raggiungere lo stazzo di Campo Rotondo a quota 1700 m.

Dallo stazzo si pedala in piano, brevi collinette e discese molto sconnesse sull’unica carrozzabile esistente davanti a voi, percorrendo la quale in direzione sud-est si raggiunge la sorgente del fiume Tasso a quota 1500 m ca, dopo aver incrociato la carrozzabile che proviene dalla Serra di Ziomass.

Dalla Sorgente, dove finalmente ci si può dissetare, continuare a scendere lungo la Valle del Tasso fino a località “Le Prata” (agriturismo) dove riprendiamo la strada provinciale e rapidamente raggiungiamo il centro abitato di Scanno, l’omonimo lago e Villalago, dopo aver percorso 51 chilometri e 1800 metri di dislivello.

In alternativa, se si hanno ancora le forze per pedalare e volendo evitare un tratto di circa 13 km di strada asfaltata, dalle sorgenti del Tasso proseguire in salita verso destra fino alla Serra di Ziomass, dove giriamo a sinistra in discesa transitando davanti all’omonimo stazzo. Continuando sulla carrozzabile attraverso la Valle dei Campanili, prima in leggera salita e poi in discesa, si raggiunge Passo Godi in località Pietrature. Qui riprendiamo la strada provinciale in direzione Scanno fino alla Casa Cantoniera di Mimola dove giriamo a destra sulla carrozzabile, attraverso la quale raggiungiamo località San Lorenzo (agriturismo, strutture rurali ed una chiesa alla nostra sinistra). Da qui in leggera salita in direzione nord, raggiungiamo la Masseria del Collafrino e poi in in discesa attraversiamo la valle delle Masserie ed il Fosso di Jovana fino a raggiungere il ponte delle Scalelle in prossimità del centro storico di Scanno, dove continuiamo a scendere verso destra fino a raggiungere le sponde del Lago di Scanno.

Buon divertimento a tutti.

martedì 12 agosto 2008

... mi tocca sempre litigare!

Talvolta mi viene il dubbio di essere noi gli "anormali", ma poi riflettendo concludo sempre che in giro c'è tanta gente strana. Insomma anche ieri ci siamo imbattuti in uno questi strani tipi. Eravamo fermi sotto un poderoso albero, al riparo da sole cocente, quando si avvicinano due giovani signori giunti sul luogo con l'autovettura (noi eravamo in mtb), uno dei quali afferma testualmente: "...siccome domani ci dobbiamo accampare qui, vi potreste spostare che dobbiamo spruzzare l'insetticida?" .
Rapidamente la mia mente elabora "..ma come in montagna l'insetticida e proprio dove siamo noi'", ed ecco pronta la risposta: "aspettate che saremo andati via!"
Per farla breve si è evitato lo scontro solo grazie alla mediazione di Matteo, che conosceva uno dei due personaggi, quello che non aveva parlato fino a quel momento.

Comunque, cattivi incontri a parte, oggi in localita' Serramonacesca si è radunato un bel gruppo di biker (Guido, Matteo, Marco, Antonio, Fabio, Luca ed il sottoscritto) per la classica gitarella a Passolanciano, dove ci siamo ristorati presso la Baita da Germano.

giovedì 17 luglio 2008

a torto trascurata....

Non me ne voglia il Pontifex, ma devo necessariamente abusare di una delle sue affermazioni più famose: "....a torto trascurata!!" Stiamo parlando del Monte Cappucciata (1801 m), di cui conoscevo a malapena l'esistenza, dalla cima della quale si può godere del migliore panorama possibile sull'intera catena orientale del Gran Sasso.
Insieme a Pastarella e Antonio T., abbiamo iniziato a pedalare dall'area attrezzata del Voltigno e, dopo avere risalito la strada carrozzabile che attraversa il voltignolo e transita davanti all'agriturismo del Voltigno, abbiamo percorso una seconda carrozzabile che risale nel bosco fino a giungere allo scollinamento dal quale si gode di una magnifica vista sulla piana del Voltigno. Dopo aver percorso un breve tratto in discesa, si inizia una traccia di sentiero alla nostra sinistra che attraversa un vallone fino alla cima del Monte Cappucciata.
Beh, lungo questo tratto di percorso, non finivamo mai di rimanere sorpresi da tanta bellezza del panorama, come testimoniano le foto che abbiamo scattato. E' proprio il caso di affermare che questa è una montagna a "torto trascurata". Così ci siamo gia' ripromessi di tornare in veste invernale, magari salendo direttamente da Villa Santa Lucia dove il pendio sembra promettere una bella sciata in condizioni di buon innevamento.
In ogni caso invito tutti voi a fare un giro, magari pomeridiano, per constatare di persona di quanto vado affermando.

domenica 13 luglio 2008

Gli "stazzi" di Scanno

Nella classica formazione ski alp - Marco Sa., Angelo D., Fabio e Luca - oggi ci siamo fatti un giretto in MTB intorno alla bellissima Scanno, percorrendo 34 km quasi interamente su sterrato in montagna, in parte all'interno del territorio del PNA.
Il percorso è lo stesso utilizzato in occasione della Gran Fondo degli Stazzi, ormai giunta alla 5^ edizione, che annualmente viene organizzata alla fine di maggio a Scanno. Itinerario molto bello, ma piuttosto impegnativo con salite ripide e prolungate, specialmente quella di 4 km circa per raggiungere il rifugio di Collerotondo, che si affronta dopo aver gia' percorso 25 km, 18 dei quali in salita. Noi abbiamo impiegato 3 ore (contro i 3,5 indicati sulla relazione), escludendo qualche breve sosta per le foto, mentre il vincitore dell'ultima edizione (colombiano di 23 anni) ne ha impiegato h 1.49. E' evidente che bisogna pedalare molto ancora e, sopratutto, ringiovanire di qualche anno.

Ma la notizia è un'altra: il noto "nepalese di Bucchianico", immediatamente dopo il suo rientro in Patria, dopo due mesi di inattivita' , mal nutrimento ed una bronchite contratta negli ultimi giorni di permanenza a Kathmandu, è salito sulla sua MTB e ci ha letteralmente umiliati, facendoci mangiare un po' di polvere. ... e dire che noi eravamo più allenati!!
Poi volevo scusarmi pubblicamente con il nostro amico Fester per non aver letto la sua mail, con la quale ci invitava a partecipare ad un raduno in MTB a Lettomanoppello. Per tutta riposta, ignorando il suo invito, io a mia volta gli ho inviato un SMS per invitarlo a partecipare alla gita a Scanno. In futuro sara' meglio comunicare direttamente a voce, così evitiamo incomprensioni.

domenica 15 giugno 2008

da solo

Dopo i mesi invernali e primaverili trascorsi in buona compagnia su è giù per i monti, oggi sono rimasto da solo in MTB.
Una bella escursione all'interno della Riserva Naturale Regionale "Genzana e Alto Gizio" dove, con mia sorpresa, ho potuto ammirare ambienti molto belli e diversi piccoli cervi a spasso per il bosco. A dire il vero questo avvistamento è stato possibile solo perchè, a quota 1300 m in corrispondenza di un fontanile, ho sbagliato strada e mi sono ritrovato a dover fare quasi due chilometri a piedi e non è stato affatto piacevole.
Il percorso presenta dei tratti piuttosto impegnativi, con i primi tre chilometri abbastanza duri ed un secondo tratto da chilometro 9 al chilometro 11, dove si trova la Fonte dell'Acero a quota 1560 m. Per il resto tutto molto bello.
La discesa niente male (quasi 32 km), con una prima parte veloce dalle Toppe di Vurgo fino a localita' Imposto (Montagna Spaccata) ed una seconda molto impegnativa dalla vecchia S.P. "Napoleonica" per Roccapia e Pettorano sul Gizio.

Per la relazione e traccia GPS clicca sul titolo del post.

domenica 8 giugno 2008

... passeggiando in bicicletta

Le insistenti piogge dell'ultima settimana hanno spazzato via ogni residua possibilità di prolungare la stagione scialpinistica fino alla metà del mese, come invece era accaduto nelle stagioni precedenti. Quindi, che fare?
Beh, sistemati scarponi e sci in apposita custodia in attesa del prossimo inverno, non dobbiamo fare altro che cambiare attrezzatura: mtb, imbrago e scarpette e pronti per la stagione estiva.
Così, mentre alcuni nostri amici preferiscono frequentare la coop, questa mattina io, Guido (sì proprio lui) e Marco, ci siamo ritrovati nuovamente sotto al solito ponte ma questa volta attrezzati con le mtb. In breve siamo in viaggio sull'autostrada e raggiungiamo Bussi sul Tirino dove iniziamo la nostra gita.
Non vi racconto cosa è accaduto durante il tragitto, ma voglio solo riportare una tipica espressione dell'uomo "chi l'ha visto" mentre eravamo impegnati nel tratto più ripido e meno ciclabile di tutto il percorso: "mo m'ha rotto lu cazz' sta strada", dopo di che l'energumento si è alzato sui pedali ed è partito come un razzo.




Relazione
Da Bussi sul Tirino a Pescosansonesco, Forca di Penne, Capo d'Acqua e rientro a Bussi lungo le sponde del Tirino.
Intinerario difficoltoso, su fondo sterrato con brevi tratti di strada asfaltata.
Dislivello 1100 m, sviluppo 42 km e 4 ore circa di percorrenza.

Da bussi sul Tirino si raggiunge il cimitero dove si imbocca la sterrata che inizia alla sinistra del muro di cinta proseguendo fino ad incontrare un bivio (km 2,7 a quota 490 m) dove proseguiamo dritti; oltrepassare la sbarra metallica iniziando ad inoltrarci nella foresta demaniale (devastata dagli incendi dell'estate 2007, ma ancora molta bella) continuando a salire sulla carrozzabile molto panoramica fino a svalicare sotto le rocce della montagna di Roccatagliata. Durante questa prima parte dell'intinerario al km 8 dalla partenza (850 m) incontriamo un casolare in cemento ed un fontanile dovepotersi eventualmente rifornire di acqua.
Continuare in discesa fino a incrociare una mulattiera che prosegue verso destra, con un breve tratto in leggera salita, poi nuovamente in discesa a tratti impegnativ, fino ad un casolare (km 10,5 dalla partenza e 650 m di quota) dove inizia un tratto di strada asfaltato che ci porta a Pescosansonesco transitando davanti alla casa dei nostri amici Mascherone e Walter .
Dal paese vecchio (km 13 e 550 m) seguire le indicazioni per Fonte Freda: il primo tratto asfaltato è in forte pendenza e poco dopo all'asfalto si sostituisce un fondo roccioso molto sconnesso; in comenso il paesaggio che ci offre il Pizzo della Croce è molto suggestivo, tra rocce aspre immediatamente soprastanti le vecchie case della parte antica di Pescosansnesco (luoghi cari al Mascherone).
Comunque il tratto ssconneso in salita è abbastanza breve e subito dopo la stradina ridiscende fino ad incontrare una sterrata più larga (km 15,6 e 750 m), che seguiremo svoltando a destra proseguendo fino a raggiungere lo scollinamento di Colle Rotondo (km 18,1 e 910 m). Questo è certamente il tratto più impegnativo della gita, con salite abbatanza ripide intervallate da breve tratti semi pianeggianti,evitando di prendere il ramo di sinistra della strada sterrata che pure conduce a Colle Rotondo, ma con un fondo molto accidentato e poco ciclabile.
Appena raggiunti lo scollinamento si raggiunge un fontanile in pietra, da dove si prosegue in discesa per circa un chilometro su fond asfaltato, fino ad incontrare sulla sinistra (in prossimità di un cartello stradale "10t" ed una casolare bianco) una strada sterrata che si segue per altri 500 metri circa fino ad un tornate sulla destra quando inizia il tratto in discesa. Qui prendiamo la carrozzabile a sinistra in leggera salita attraverso il boc, che in breve permette di raggiungere Forca di Penne (km 22 e 900 m) immediatamente sotto l'antica torre.
Ora seguire la strada asfaltata per Ofena per circa 3 km fino a contrada Delfino dove, sulla sinistra, iniziano due sterrate in prossimità di un fabbricato recintato di colore rosa. Prendere la prima stradina che incontriamo alla nostra sinistra, all'inizio con qualche breve tratto in salita, per poi iniziare una discesa molto tecnica su fondo di pietre molto sconnesso fino a raggiungere il lago artificiale di Capo D'Acqua (km 30 e 340 m). Si raggiunge ora il bivio per Capestrano ed imbocchiamo la strada statale in direzione BUssi (ci sono diverse alternative sterrate, dove però è facile perdersi) e dopo 500 metri imbocchiamo la sterrata sulla destra lungo le bellissime sponde del fiume Tirino e raggiungiamo Bussi dopo circa 42 km dalla partenza. Buon divertimento.

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