venerdì 29 gennaio 2010

Ci risiamo....... ora sono Sonia

Ore 19.20 circa. Silvio mi chiama e senza troppi giri di parole mi accusa di essere Sonia.
Ci risiamo. Devo continuare a dimostrare la mia innocenza nonchè la mia ....sessualità.
Così come non ero Alice non sono Sonia! (non me ne vogliano entrambe).
Questa moda di attribuirmi personalità che non mi appartengono - chissà perchè sollo femminili - non la comprendo, mah!
E se vi dicessi che in realtà SONO IL PONTIFEX, IL VERO PONTIFEX! CHE VOI SIATE MALEDETTI ......bla bla bla!
Anche questa volta non ho nessun elemento per dimostrare la mia innocenza se non ricorrere alla saggezza ed onestà che contraddistinguono (o almeno si spera) il gentil sesso: Sonia, aiutami tu! dimostra che io non sono te (e tu non sei me!).
Detto questo voglio rispondere a Sonia in merito al mio pseudonimo: "pastarella?", si perchè ci vuole il punto interrogativo. E' questo che fa la differenza.
Nella notte dei tempi, quando la neve cadeva ancora abbondante nel nostro feudo, i Cavalieri erano soliti, prima della crociata di turno, gratificare della loro presenza un oste in quel di San Valentino in Abruzzo Citerione (paesino medioevale posto a 457 mt s.l.m. nel versante meridionale della vallata del Pescara) il quale, provetto pasticcere e gelataio, nel vederci si dimenava per prepararci del caffè (i cui effetti colpivano indistintamente tutti i Cavalieri pochi metri di dislivello più in alto, ma la tradizione andava e va sempre rispettata).
Una mattina vedendoci entrare nella locanda prese il migliore dei dolci che aveva preparato e guidato dal suo istinto di vendidore, nel giudicarmi più in carne degli altri Cavalieri -che nella circostanza furono a torto trascurati- nel porgermi la mano che custodiva la leccornia mi si rivolse con la frase che segnò per sempre il mio destino: "Pastarella?". Il silenzio conquistò la vallata, i muscoli addominali -già pronti per il caffe- iniziarono a contrarsi e ........ "no grazie non mangio dolci...la mattina presto!". L'oste, sir Antonio, ci rimase molto male pensando di poter riferire ai compaesani che i Cavalieri della Polvere apparezzavano, oltre al caffè, anche i dolci . E invece no. Da quel giorno, per un motivo riconducibile a problemi gastro-intestinali d'altura e a storie di Cavalieri -a torto trascurati- sono "pastarella?"
Ora l'oste si limita a un reverenziale saluto.
P.S.: prova a cercare sulo blog "a torto trascurata", ........ma questa è una'ltra storia.

Fondo Majella express


Le due giornate sulle piste di Passolanciano mi avevano lasciato il "segno", al punto da desiderare ardentemente una classica salita scialpinistica sulla "madre Majella" che non ripetevo da molto tempo (la scorsa stagione, pensate un po').
Non ero certo di trovare le condizioni favorevoli, ma questa mattina ho comunque diretto la mia autovettura alle pendici del versante orientale della Majella, fino a raggiungere Fonte di Nunzio a quota 1250 m per effettuare la salita per la classica al Fondo Majella. Già durante il tragitto avevo constatato che il manto nevoso, almeno alle quote intermedie, non era molto abbondante per cui ero preoccupato di sfasciare i miei delicati attrezzi (si graffiano solo a guardarli), ma ormai non potevo cambiare la mia meta non avendo che solo poche ore a disposizione e decido di salire ugualmente.
Nel momento della rituale vestizione, ecco la sorpresa della giornata: non avevo portato le calze, ma non mi arrendo e decido di andare con i magnifici calzini da running (fino alla caviglia) che portavo ai piedi constatando che si potrebbe andare anche scalzi all'occorrenza, come se si dovesse compiere una penitenza o un pellegrinaggio.
Finalmente alla Fonte dell'Orso (1701 m) che non avevo mai visto prima (causa neve), dove giungo dopo 45 minuti di marcia serrata, il manto nevoso appare più consistente e polveroso, quindi cerco di accelerare il passo in vista di una bella sciata su polvere. Continuando la salita, però, ho dovuto constatare che la crosta aveva preso il posto della morbida polvere al punto che poco sotto la cresta sono dovuto uscire sulle roccette a destra del solito canale a nord-est del vallone, dove la neve era più morbida ed omogenea. E questa è stata la seconda sorpresa della giornata: addio bella sciata, ma solo poche decendi curve e parecchie esercizi di equilibrio fino alla citata Fonte dell'Orso dove, alla seconda strusciata ho tolto subito gli sci dai piedi e alle 11,15 ero di nuovo alla macchina.

Concludo ricordando a coloro i quali non erano presenti (grazie!!), che non bisogna "gufare" quando gli altri vanno in montagna. In effetti non mi era mai capitato, prima di oggi, di dimenticare le calze.

mercoledì 27 gennaio 2010

Il sogno

Stagione del ghiaccio un po’ particolare quest’anno con il tempo che a fatto molto il ballerino tra freddo e caldo nel mese di dicembre ma questo gennaio sembra che abbia ingranato la marcia giusta per poter regalare delle belle salite.
Dopo aver salito prima di natale una cascata a Cogne con non poca fatica nelle braccia ed aver passato tutto il periodo natalizio e buona parte di questo mese ad oziare, questa domenica mi propongono una salita di un certo ceto sociale che mi fa pensare seriamente se saro’ in grado di salirla o meno. La cascata e’ situata in quel della valle di Daone dove pochi giorni fa si e’anche svolto la solita manifestazione dell’ice climbing a livelli mondiali. Non sono mai stato in quella valle e la curiosita’e’molto alta ma anche il timore di dover rimanere appeso come un salame alla corda pure….ma alla fine cedo alla tentazione e mi faccio convincere dal socio che e’ di level superiore. Cosi dopo una sveglia ad un’ora inaccettabile per una persona normale ed esserci sparati un bel pezzo di strada, siamo ai piedi del Sogno Del Gran Scozzese.



Certo che da sotto incute un po’di timore : 300m con la parte finale su di un muro dritto come una spada che svetta nel cielo. Dopo i soliti convenienti di preparazione si parte a tiri alterni fino alla base degli ultimi due tiri finali piu’impegnativi dove cedo volentieri il passo al socio che di esperienza ne ha vendere….




A vederlo scalare non sembra neanche che stia facendo fatica ma quando tocca a me la fatica si fa sentire bella e come….Certo che sto tipo e proprio un animale mi dico…




Cosi senza accorgerci siamo alla sua fine contenti e soddisfatti della salita appena percorsa con un tempo stupendo. Una volta tornati in macchina si parte per la seconda avventura…trovare un posto dove stuzzicare qualcosa da mangiare e questa volta la fortuna e’ dalla nostra parte.. infatti troviamo in uno dei paesini sottostanti una trattoria bar dall’aspetto poco invitante ma al contrario offriva dei taglieri stupendi di salumi e formaggi con cui ci rimpizziamo alla grande…..e come al solito ci tocca tornare verso casa….
Alla prossima

domenica 24 gennaio 2010

Monte Capraro - stupenda val di Rose -

Ormai è certificato, se c'è Marco c'è anche il sole. Così è, e così è stato.

Fatta questa dovuta premessa oggi finalmente ho visitato la stupenda val "Di Rose" che, strano a dirsi, era sempre saltata dalle varie programmazioni di escursioni. Stessa cosa penso valga per Marco. Per il resto della compagnia è stata una replica (piacevole).
A ben vedere l'uscita è stata caratterizzata da alcuni episodi che andrebbero analizzati da persone serie e con i piedi a terra (e non attacati agli sci).

Primo episodio.
Poco prima della partenza i Cavalieri Silvio, Marco e Angelo hanno condiviso un rito magico. Di quelli di altri tempi! Il significato è al momento sconosciuto ai più. Esiste solo questa prova documentale:

secondo episodio: sulla strada del ritorno Marco è stato preso da un rapsus di "curva saltata stretta", solo accidentalmente ripresa:


Giudicate voi.

Passiamo all'uscita. Sono circa 1100 metri di dislivello e la difficoltà riportata in più guide è MSA.


La difficoltà sta tutta nel raggiungere Civitella Alfedena (alle ore 08.30 il termometro segnava un bel -4, mentre sull'altopiano delle cinque miglia alle 7,30 circa il termometro ha registrato -11). Una volta al paese seguire le indicazioni per la val di Rose e lasciare l'auto in un comodo parcheggio posto a ridosso dell'attacco della mulattiera ben segnata con bollini rossi. Si risale il bosco fino a quota 1700 mt ove la faggeta lascia spazio all'ampio vallone glaciale. Si iniza a salire per intuito fino a raggiungere il passo Cavuti a quota 1942 mt. Una volta svalicato il panorama è da bellissimo. Riprese le forze si scende per la selletta (pochi metri) e si inizia a salire per la facile cresta del Monte Capraro. Nella nostra uscita non è stato necessario calzare i ramponi o i rampant ma una volta in vetta la situazione non era delle più banali. La discesa avviene per la via di salita fino a che l'innevamento lo permette.

Le foto della gita:

1) album di Pastarella; 2) album di Silvio; 3) album di Angelo

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