martedì 23 agosto 2011

Ciastiel dal Crìdola

salita nella val del Crìdola

Bivacco Vaccari

Giancarlo ai preparativi

nel canalone

alla finestra della Torre Bellavista

Cengia e Castello del Crìdola

Campanile Irma,Torre Both e Crìdola

Vetta

Ste sul Dente sommitale
discesa (non facile) sul ghiaione del canalone

Ciastiel dal Cridola (m 2378)
Salita su terreno faticosamente instabile e verso la conclusione poco rassicurante ,tuttavia di semplice orientamento.
Luogo speciale che profuma di mistero. Una sorta di regno del fantastico, un diroccato maniero, protetto dalle cime circostanti, che regala impensabili scorci su vette, guglie e pareti.
I primi a mettere piede dentro il Castello furono K. Koegel e la guida J. Both il16.8.1902,seguiti l'anno successivo da N. Cozzi e nel 1904 A. Eichinger e O. Uhland, poi altri a seguire.

Da Lorenzago:
Dalla Strada nazionale 52, località fienili "Borbe", segnavia 326 (mt.1058), oppure località "Campo" sentiero █340█ (m 987), prima su strada bianca poi per comodi sentieri, ci si inoltra nell'ampia valle del Cridola, che si risale superando la copiosa sorgente fino alle ghiaie delle incombenti pareti.
Si continua in direzione della "Forcella di Tacca" , poi si prende a sinistra (direzione Est) alla q.1900 circa verso la Forca del Crìdola e in breve dopo una paretina rocciosa si arriva al Bivacco Vaccari (2050 m.).
Dal Bivacco si attacca subito il ghiaione lateralmente sovrastante,lasciando indietro le grosse pietre basali per quella più fini, fin sotto la suggestiva finestra della Torre Bellavista a dx.Ci si inerpica per il canalone che si restringe e svolta verso sx sempre più arginato dalla quinta dell'incombente Torre Cridola.
A questo punto è meglio abbandonare il solco sempre più sconvolto dalla frane e colmo di detriti,per appoggiarsi alla grande bancata di rocce detritiche sul fianco sx.Mediante una cengetta si rimontano buone roccette scalinate,un pò obliquando verso sx,come d'altronde tende lo stesso canale (1° grado).
Si raggiunge così la forcella di Torre Crìdola (2330 m.) e d'improvviso appare uno stupefacente quadro delle vette di Forni con la Cima ed il Crodòn di Giaf.
Poco prima della Forcella , proprio alla base della Torre e del suo satellite Campanile Irma, si accede verso sx al logico cengione diagonale, scartando di qua e di là le curiose merlature della cresta.
Dapprima ci si tiene a sx,sul lato del Bivacco Vaccari per una cengia di 60 m..Quando la medesima si assottiglia,in prossimità di un intagio esposto,si passa dalla parte della val di Giàf (4 m. di 1° grado,aggrappandosi con fiducia al solido roccione sulla cresta).
Quindi si prosegue verso Est di nuovo a sx delle torrette,avanzando per un'ottantina di metri lungo un'ulteriore cengia macchiata d'erba,non piana ed in giù prepititosa,ma percorribile soprattutto rasente alla roccia della linea sommitale.Si giunge così al termine della cengia, dove i contrafforti del "Castello" precipitano sui ghiaioni della Cuna con pareti a piombo esaltate da spigoli e costoloni.
Poco prima che la cengia inverta direzione,doppiando la dorsale orientale,si sale decisamente per un'erta rampa friabile,montando ad un colletto ed alla spaziosa vetta,occupata da un grande ometto di sassi.
Non resta ora che raggiungere il punto sommitale,costituito da un dente turrito.
Si traversa dunque per una cengia in direzione ovest,sul versante bivacco Vaccari;
si passa davanti ad una torretta secondaria;si raggiunge un forcellino alla base della torretta sommitale .
Si sale per una fessura , preferibilmente sporgendosi nell'esposto versante sud,superando la paretina finale di 10-15 m. (II°+).

M.Amaro 13 agosto 2011 la vittoria della determinazione di un “testardo baffone” !




Devo questo post ad un amico, che lo merita e che anzi mi da l’occasione per riaffacciarmi sul Blog, da troppo tempo a “torto trascurato”…

Tra l’altro ho visto che ne avete fatte e scritte di tutti i colori… (in verità…forse più scritte, che fatte !) ed io francamente non ho trovato mai modo di inserirmi nelle schermaglie, rimanendo silenziosamente fuori…

Tornando all’escursione, questa si è svolta sulle cime della nostra beneamata maiella e precisamente compiendo la traversata classica dal Block-Haus (Rif.Pomilio mt.1.900, veramente… da qualche tempo) a F.te Di Nunzio (mt.1.250), passando per M.Focalone (mt.2.692), Cima Pomilio (mt.2.656), Tre Portoni (mt.2.612), M.Amaro (mt.2.793), e scendendo poi per “femmina morta”, toccando “grotta canosa”, e “l’errata targa dell’Altare dello Stincone” ( lo stesso in fatti è uno sperone roccioso a quota 2.413, posto alla fine del Vallone di Taranta).

Raggiunto “fondo di femmina morta” (mt.2.440) si percorre l’ampio anfiteatro di “fondo maiella” (splendido teatro sci alpinistico in condizioni di buono e sicuro innevamento !) toccando “f.te dell’orso” (mt.1.706 con un filo d’acqua) e arrivando alla fine del sentiero, incrociando una sterrata, in prossimità di “f.te di Nunzio” (mt.1.249)

La relazione è questa, ma la notizia è che si può essere colpiti dal “solito male del secolo” … in maniera anche “molto pesante”… ed avere TESTA e GAMBE per compiere questa “sgambata” che tanto sgambata non è, con i suoi oltre 1.000 metri di dislivello complessivo ed il suo notevole sviluppo chilometrico.

Il “gesto” è stato compiuto in tempi che sicuramente non verranno ricordati da record, in quanto siamo partiti dal Pomilio alle 06:45, in vetta eravamo alle 14:00 (un’oretta di pausa) e all’auto di Rita, moglie dello stoico Valerio (questo è il nome dell’amico del cavalier Fausto) alle 16:00. E’ altrettanto vero che sicuramente questa uscita dimostra quanto la tenacia e la forza di volontà possano a volte essere la vera “medicina” per la cura di questo e di tanti altri mali !

Compagni di “avventura” sono stati tra gli altri, anche Paolo e Luca, un paio di ex colleghi e amici di una vita… con i quali si è condiviso questa splendida esperienza di vita !

domenica 21 agosto 2011

20 agosto 2011 Terminillo, Vetta Sassetelli, Monte Elefante, Monte Valloni

Quattro cime dei Reatini raggiunte in una giornata memorabile, non tanto per valore alpinistico, quanto per eventi…liturgici. Partecipanti: Il Pontifex! E senza punto esclamativo i Cavalieri Velluto, Mascherone, Simona, Polveronzola, Marco e sottoscritto.

Nessuna sa qual è la “vera” strada per andare da Pescara al Terminillo. Normalmente, seguendo il consiglio di un amico, all’andata si prende una strada, poi per il ritorno se ne segue invariabilmente un’altra, perché quelli che hai incontrato, ma anche gli amici che hai in auto, ti spiegano che hai fatto il percorso sbagliato. Naturalmente variando l’ordine dei percorsi il risultato non cambia.
All’andata : Pescara/Teramo Mare/Aquila Ovest/Antrodoco/Posta/Leonessa/Terminillo.
Al ritorno: Terminillo/Rieti/N 578 per Valle del Salto/ A24-A25 fino a Pescara
In effetti la seconda sembra migliore. Ne suggerisco una terza, che con un po’ di sterrata accorcia molto: Antrodoco/Micigliano e poi sterrata di 6/7 km che porta al Rifugio Sebastiani (da verificare lo stato del fondo, ne abbiamo percorso un breve tratto ed era fattibile).

La permanenza in auto è stata lunga. Tutti sanno che il Pontifex è una sorta di Zelig. All’andata era un giornalista di un gazzettino rionale. E intervistava il Mascherone: “ Che ne pensi della situazione italiana nel contesto socio-economico della UE?”, “Ritieni che i disordini londinesi corrispondano ad uno sfondo di autentici disagi sociali oppure siano meri atti criminali?”. E il Mascherone rispondeva!

Arrivati al Rifugio Sebastiani (1820 mt) abbiamo imboccato l’evidentissimo sentiero CAI 401, segnato in bianco-rosso, a ovest del rifugio. Il sentiero risale il pendio con una serie di zig-zag per poi piegare verso nord-ovest (destra) e portarsi sulla cresta.




E’ sempre ben segnato, evidentemente molto battuto, a tratti ripido, ma sempre agevole. Sulla sommità del Terminillo due cime di pari quota (2216): la prima che si incontra è segnata da un cippo metallico, l’altra è a due passi verso nord. Dal rifugio in 50 minuti si è in cima (ma con passo veloce anche meno).




In direzione nord-est si diparte la facile cresta che dopo circa un 1.5 km ed una ventina di minuti porta alla Vetta Sassetelli (2139).



A quel tempo il compleanno del Pontifex era trascorso da pochi giorni. I Cavalieri erano scossi dalle vicende che avevano fatto sussultare la loro Guida. Erano abbacinati e confusi dalla malvagità di Coloro che si erano scagliati contro il Sommo. Tanto confusi che avevano dimenticato che i malvagi erano loro. In una parola: erano pentiti. Avevano pertanto pensato di preparare per il Pontifex un grandioso dono. Con devozione ed alacre operosità si erano messi al lavoro. In pratica un ravvedimento operoso.
E sulla Vetta Sassetelli una processione di trepidi Cavalieri aveva offerto il dono all’intrepido Pontifex. Il quale non aveva esitato un nanosecondo ad accettarlo, indossarlo, esibirlo e sbandierarlo.



Attoniti stavano i passanti sulla cima, affrettandosi a fotografare quella che immaginavano dovesse essere un raro momento liturgico di una rara-speriamo non pericolosa- setta.



Il Pontifex, istantaneamente calato nei nuovi panni, come ci fosse nato:




Pregava


Ci Benediceva
Benediceva i Passanti
Benediceva un Cane (il Cane neo-cavaliere di Polveronzola)
Poi lo redarguiva
Parlava alle formiche
Faceva una battuta al Suo Datore di Lavoro





Il Mascherone si distrae un po’ dagli eventi prodigiosi perché ammira molto il suo nuovo copricapo: Tanto che si fotografa da solo:

Si torna quindi al Rifugio per la via di salita: obiettivo il Monte Valloni e l’Elefante.

La via normale per il Monte Elefante vorrebbe che dal rifugio si prendesse la sterrata che parte verso est, a partire dal secondo tornante verso nord della strada, per arrivare in cima dopo 1500 mt di sentiero. Noi abbiamo fatto diversamente. Riprendendo la strada verso il Terminillo (a destra uscendo dal piazzale del rifugio) si incontra dopo poche centinaia di metri, sulla sinistra, la già citata sterrata per Micigliano, la si percorre per un chilometro circa, e ci si trova sotto una breve e agevole cresta che in circa 200 metri di dislivello e non più di 500 metri di percorso porta alla cima del Valloni (2004).
In 10 minuti, andando verso nord sulla larga cresta che li congiunge si è sulla cima del Monte Elefante.
Sulla cima del Valloni un bellissimo carosello di alianti, che evidentemente da sud venivano a prendere le correnti ascensionali a nord del Monte Valloni e ci volteggiavano sopra in 4, 5 e fino a 7! Il Pontifex ascende tranquillamente alla nuova cima



Tornati a valle per la birra rituale Il Pontifex entra solennemente in un bar





Ci scusiamo per la cattiva qualità dell’audio (dovuta anche al traffico impazzito per l’Apparizione, ed ai clacson . Beh…veramente uno solo) e sottotitoliamo le storiche parole del Sommo al fortunato Barista : “Sono la Massima Autorità, attenzione! Sono il Pontifex”.
Nel bar il Pontifex ha fatto la sua ordinazione



ha abbracciato donzelle ma poi si è anche concesso alle sollecitazioni di genitori rapiti dal Sacro Evento ed ha benedetto e abbracciato bambini



e infine in un rito che si ripete da sempre ha solennemente mangiato patatine fritte.


giovedì 18 agosto 2011

... A.A.A.A. CERCASI INDULGENZA PLENARIA


".... E’ dottrina divinamente rivelata che i peccati comportino pene inflitte dalla santità e giustizia di Dio (o chi per esso!), da scontarsi sia in terra, con i dolori, le miserie, e le calamità di questa vita e soprattutto con la morte, sia nell’aldilà, [in Purgatorio], anche con il fuoco e i tormenti o con le pene purificatrici. … "

L'anno in corso è stato caratterizzato da diversi "incienti di percoso" che hanno visto attori principali Cavalieri o persone a loro care. E' di poche ore fa la notizia che la damigella Sassolino (legata sentimentalmente a un'altro Cavaliere) durante le vacanze é duvuta ricorrere a cure mediche. Direi che l'Ordine sta pagando e ha pagato, bisogna interrompere questa scia negativa.... Quindi, chiedo al Pontifex di intervenire e di pronunciare una Indulgenza Plenaria che ci purifichi e ci faccia affrontare con serenità (e attleticità) la prossima stagione invernale.Una sorta di "Perdonanza dei CAVALIERI"
Avevo pensato anche di organizzare l'apertura di una "porta santa", che bisogna però individuare. Lama Bianca, i Tre Portono del Monte Amaro... Si accettano suggerimenti.

A Sassolino faccio i migiori auguri di una pronta guarigione.

Al Pontifex chiedo di agire (se é in grado....)

martedì 16 agosto 2011

TERZA SPALLA - PARETE NORD-OVEST







MENTRE UN MANIPOLO DI CAVALIERI ERA INTENTO ALLA SCALATA DEL CORNO PICCOLO PER LA VIA DANESI PASSANDO PER IL RIFUGIO FRANCHETTI, ESCLUDENDO LA CLASSICA FERRATA VENTRICINI NON SI SA PER QUALE MOTIVO!!!!GIA' ORMAI IN QUESTO BLOG SI PARLA SOLO IN PASSATO REMOTO!!!!IL PONTIFEX ERA IMPEGNATO AD EFFETTUARE UNA BELLA ARRAMPICATA SULLA DIFFICILE PARETE SUD-OVEST DELLA TERZA SPALLA PER LA VIA "I VERMI E LA BESTIACCIA" DI 5° E 5° SUP.IL BELLO E' CHE QUESTI SIGNORI ATTACCANO E VOGLIONO SOSTITUIRE IL PONTIFEX!!!DA QUALE PULPITO VIENE LA PREDICA!!!CARI CAVALIERI RASSEGNATEVI "C'E' CHI VA AD HERZ E CHI A MEGAHERZ".COME TUTTE LE COSE ITALIANE IL MERITO VIENE OFFESO MA NON CON IL PONTIFEX CHE RIMANE AL SUO POSTO ACQUISITO SUL CAMPO!!!ALLA PROSSIMA FANTOMATICA INSURREZIONE QUALCUNO LO CACCIO A PEDATE NEL...PASSIAMO AI FATTI SERI.LA TERZA SPALLA E' QUELLA SITUATA PIU' IN BASSO (VERSO LA VAL MAONE)ED E' LA MENO FREQUENTATA SIA PER L'AVVICINAMENTO CHE PER LA DIFFICOLTA' DELLE VIE.LA NOSTRA VIA SI RAGGIUNGE SCENDENDO IL VALLONE DELL'INFERNO CHE E' QUELLO CHE SI INCONTRA PRIMA DEI CAVI DEL SENTIERO VENTRICINI.L'ARRAMPICATA SI SVOLGE LUNGO DIEDRI E FESSURE CON ROCCIA A TRATTI UN PO'ROTTA CHE RICHIEDE SOLO UN MINIMO DI ATTENZIONE.AL CONTRARIO DELLE ALTRE DUE SPALLE L'ARRAMPICATA SI SVOLGE SU PARETE VERTICALE.COMPAGNI DI GITA:ANDREA DI DONATO (A.GUIDA ALPINA)SITO WWW.WILDWORLD.IT (FOTOGALLERY)PER VEDERE LE FOTO E ATTILIO SANTUCCI AMICO DI TANTE SCALATE.AMPIO SERVIZIO NELLA GALLERIA DEL PONTIFEX.POCHE CHIACCHIERE E MOLTI FATTI.ALLA PROSSIMA!!!!!

sabato 13 agosto 2011

Corno Piccolo, Camino di Mezzo

La via è una classica,
basti pensare che la prima ascensione risale a prima del 1926 (fonte Guida dei Monti d'Italia, Grazzini, Abbate) mentre la prima discesa con gli sci è da attribuire a Enrico de Luca nell'iverno del 1983-84 (all'epoca ero attratto da altre cose...).


Già dalla salita in funivia (avevo chiesto al cav. Angelo di muoverci in un orario non "albesco") avevo intuito che avrei patito l'esposizione. Infatti il paziente cav.Angelo ha iniziato ad assicurarmi sin dalla discesa dalle scalette della stazione!!! e non sono mancati momenti di non lucidità in passaggi a dir poco banali, ma la mancata frequentazione della montagna da di questi problemi.
Nonostante tutto il gruppo fosse invaso da orde di escursionisti, passeggiatori, curiosi, ecc, la salita si è svolta in un assoluto isolamento. Il meteo è stato perfetto.




Dalla madonnina, siamo saliti diretti sul costene erboso che porta alla base della parete nord per poi traveresare giungendo all'attacco della via che è il primo canale (obliquo verso sinistra) che si incontra durante il traverso della parete Nord. Il vero camino lo si approccia poco dopo l'inizio (incassato), dopo un arco naturale di rocce incastarte che bisogna attraversare.
Ad una biforcazione del camino si prende a sinistra - d'inverno quello destro pendenza media 40/45°) - e si raggiunge così la comba ghiaiosa sotto la cima. La guida indica che non è indispensabile seguire il fondo del camino, salendo sulla sinistra se ne attenuano le difficoltà. Nel continuare la salita si prende un canalino superficiale che conduce sulla "cresta NE" poco sotto la vetta.

Durante la salita abbiamo incontrato almeno due soste lasciate probabilmente per attrezzare delle discese in doppia, ma non è escluso che ce ne siano delle altre.

alcune foto:




per tutti quelli che volessero percorrere la via in invernale:


mercoledì 10 agosto 2011

DOMANDA!!!!

LA DOMANDA CHE VI PONGO CARI CAVALIERI E' QUESTA:CHI DI VOI RESISTEREBBE AD UN LINCIAGGIO MEDIATICO CUI E' STATO SOTTOPOSTO ULTIMAMENTE IL PONTIFEX????LA RISPOSTA VE LA DO IO: NESSUNO, SOLO IL PONTIFEX RESISTE ED E' UNO DEI MOTIVI PER I QUALI RESTA AL SUO POSTO.GLI ALTRI MOTIVI VE LI ENUNCER0' PROSSIMAMEMTE!!SIETE COME QUEI MARITI CHE SI TAGLIANO L'UC...PER FARE DISPETTO ALLA MOGLIE!!!!MASSA DI DILETTANTI!!!

lunedì 8 agosto 2011

CORNO PICCOLO:salita Via Danesi;discesa Via del Canalone

verso l'attacco della Via Danesi

le prime scalette

il buco

sopra il buco

la cresta

uno dei principali candidati alla sostituzione del Pontifex

vetta

il candidato sorride (in realtà ha ghigno satanico):pregusta la discesa o la nomina a Pontifex?

discesa per la via del Canalone

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