martedì 4 febbraio 2014

1 FEBBRAIO 2014, I MONTI GEMELLI



Il Cavalier Velluto, mi ha incaricato, in qualità di suo assistente digitale, di pubblicare il seguente suo pregevolissimo post. Le foto?...ehm...le foto di questa uscita sono rarissime. In circostanze fortunose è stata rinvenuta solo la seguente immagine:
Ed ecco il post: "Raccolgo l’invito – rimprovero del Pontifex e vi racconto una gita golosa.

Il tam tam del venerdi non promette nulla di buono, nubi su tutte le catene abruzzesi e, soprattutto, pericolosi cumuli di neve con alto rischio valanghe. Cavalier Silvio oberato dal troppo lavoro, Cavalieri Paolo e Vincenzo da impegni familiari, Cavaliera Simona un po’ acciaccata.

Al dunque un esiguo manipolo di arditi, Catia, Giovanna ed il sottoscritto, si ritrovano all’ingresso dell’A14 Pescara nord, ore 6,30, mediando tra il rigore dell’Ordine e la cavalleria per le girls.

Cedo con piacere la guida a Catia, afflitto dai miei soliti pensieri mattutini, con l’unica prece di fermarci alla stazione di servizio Val Vibrata per fare colazione (e specifico che è la terza partendo da Pescara), poi mi abbandono tra le braccia di Morfeo. Mi risveglio all’uscita di San Benedetto con Catia che prima tenta di negare l’esistenza dell’autogrill e poi candidamente confessa di essersi distratta in chiacchiere con l’amica Giò.

Ripieghiamo sul bar Marco al Ascoli, dove un arzillo vecchietto ci serve il solito – cappuccino e pasta piena fino ad esplodere -.

Quindi proseguiamo per la nostra meta golosa, il monte Girella, nel complesso dei monti gemelli, luogo mitico per avere ripreso da li, qualche anno fa, assieme al Cavalier Massimo, ora Vikingo, le mie peregrinazioni alpestri………ops scusate mi sono lasciato prendere, dimenticando che l’aneddotica personale è concessa, e giustamente, solo all’immaginifico Pontifex.

Arrivati a San Giacomo parcheggiamo davanti l’hotel Remigio, dell’omonimo proprietario e ci dirigiamo per una cinquantina di metri sulla strada provinciale direzione Civitella del Tronto. Giunti quindi su uno slargo, posto a destra della strada, attraversiamo un declivio erboso ed imbocchiamo una comoda e ben visibile carrareccia che presto gira a destra, inerpicandosi su ampi prati sin sotto ai tralicci dell’alta tensione, seguendo i quali, dopo circa 10 minuti, si incontrano gli impianti sciistici.

Da li proseguiamo sulla sinistra, dove un cartello ben visibile indica la via del bosco allontanando escursionisti e scialpinisti dalle piste battute. Dopo un paio di tornantini, il solito cartello, conduce ancora a sinistra per un sentiero (oggi imbiancato) che tra alti faggi esce a mezza costa, lasciandosi sulla destra i ripetitori di Monte Piselli, quindi superiamo un colle davanti a noi e scendiamo alla base della montagna dei Fiori. Saliti sulla sommità, si apre un ampio pianoro in fondo al quale si elevano, a destra e sinistra, due cime (vette mi sembra troppo). Indecisi su quale sia il Girella, le raggiungiamo entrambe. Sull’ultima, quella con la croce per intenderci, troviamo due simpatici tipi del CAI di Macerata, con i quali scambiamo quattro chiacchiere mentre io scrocco le prelibatezze portate di quassù dalle ragazze.

Ma ecco l’imperdonabile, tra i nostri eroi della montagna citiamo solo Andrea Di Donato, che peraltro i due conoscono, ma ci dimentichiamo del Pontifexxxxx……perdono, perdono, non cadremo mai più in questo terribile errore!!!!!!

Torniamo quindi per la nota via alla macchina e per la meritata birra optiamo per Remigio, dell’omonimo Hotel, che ci intrattiene con interessanti teorie sui benefici della contingente crisi sulle economie di prossimità che ne risulterebbero assai avvantaggiate e sulle colpe degli uomini in relazione agli odierni disastri ambientali (queste ultime le ho capite di più).

Ci dirigiamo verso casa e ci raggiunge una gradita quanto inaspettata telefonata da parte del Mascherone che intrattiene prima Catia e poi Giovanna ma, incredibilmente, si dimentica di me….mha…..alla prossima. Cavalier Velluto"

giovedì 30 gennaio 2014

BEN NEVIS (SCOZIA) 2^ puntata



DA  ALCUNI ANNI  BRUNO AMMAZZALORSO, CHIACCHIERANDO PRESSO IL SUO
STABILIMENTO BALNEARE “LA LAMPARA”, MI RIPETEVA SPESSO:” DOBBIAMO ANDARE INSIEME IN SCOZIA PER SALIRE SUL BEN NEVIS”. NON GLI AVEVO MAI DETTO CHE ERA UN MIO PALLINO PERCHE’ AVEVO IN CORSO ALTRI OBIETTIVI, MA AVEVA BEN INTUITO LA MIA VOLONTA’ DI  FARE UN VIAGGIO IN QUELLA TERRA E CHE PRIMA POI  SAREMMO ANDATI. NEL MESE DI AGOSTO DELL’ANNO PASSATO, MENTRE MI RECAVO SOTTO L’OMBRELLONE, MI CHIAMA  DICENDOMI SE VOLEVO  ANDARE  IN SCOZIA
CON LUI E MIMMO. SENZA UN ATTIMO DI ESITAZIONE DO’ LA MIA ADESIONE. DECIDIAMO DI ANDARE NEL MESE DI NOVEMBRE, UN MESE NON INDICATO PERO’ L’ABBIAMO SCELTO, OLTRE CHE PER MOTIVI LOGISTICI, ANCHE PER VIVERE IL CLIMA PARTICOLARE DEL POSTO DOVE IL VENTO, LA NEBBIA E LA PIOGGIA LA FANNO DA PADRONA. CI VOLEVA MOLTA FORTUNA E L’ABBIAMO AVUTA PERCHE’ SIAMO RIUSCITI A REALIZZARE QUANTO PROGETTATO PRIMA DEL VIAGGIO IN QUANTO ABBIAMO TROVATO LE CONDIZIONI METEO MIGLIORI PER  OGNI NOSTRO OBIETTIVO. INIZIALMENTE DOVEVAMO ESSERE IN 4 O 5 E SENZA PUBBLICIZZARE LA NOSTRA INIZIATIVA CI SIAMO RITROVATI IN 14 FORMANDO UN GRUPPO ETEROGENEO CHE IN ULTIMA ANALISI, PUR AVENDO DEGLI OBIETTIVI DIFFERENTI, SI E’ INTEGRATO  BENE E OGNUNO DI NOI HA  RAGGIUNTO IL PROPRIO SCOPO PREFISSATO DEL VIAGGIO CHE DOVEVA ESSERE CULTURALE, GASTRONOMICO O SPORTIVO. IL PONTIFEX, IN BARBA AI PROPRI DETRATTORI, LI HA RAGGIUNTI TUTTI. ABBIAMO FATTO BASE SULL’ISOLA DI SKYE, A NORD OVEST DELLA SCOZIA, PRESSO UNA BELLA FATTORIA  DISTANTE 300 MT. DAL MARE A DIRETTO CONTATTO CON LE PERTURBAZIONI ATLANTICHE E LE SCOGLIERE. IMBARCATI SU UN VOLO DELLA RYANAIR AIR A PESCARA CI SIAMO RITROVATI DOPO 6 ORE A EDIMBURGO CON UNO SCALO  TECNICO A LONDRA DI CIRCA 2 ORE. ATTERRATI AD EDIMBURGO ABBIAMO PRESO IN AFFITTO UN FURGONE ED UN’AUTOVETTURA PER RECARCI SULL’ISOLA DI SKYE CHE ABBIAMO RAGGIUNTO DOPO 7 ORE DI VIAGGIO. L’ISTITUTO NATIONAL GEOGRAFHIC HA CLASSIFICATO L’ISOLA DI SKYE COME QUARTA ISOLA PIU’ BELLA DEL MONDO E NON DELUDE  LE ASPETTATIVE. LE MONTAGNE SONO COPERTE DI NEVE DA NOVEMBRE FINO A  TARDA PRIMAVERA, FIORDI PROFONDI S’INSINUANO NELLE COSTE FRASTAGLIATE. POI CASCATE D’ACQUA ALTE PIU’ DI  1000 METRI, LAGHI, FIUMI E, PER ULTIMO, IL VENTO E LA NEBBIA  CHE NON POSSONO MANCARE IN QUEI LUOGHI E A QUELLE LATITUDINI. DOPO AVER PERCORSO IL PONTE CHE COLLEGA LA TERRA FERMA SCOZZESE ALL’ISOLA, LO SGUARDO CORRE IMMEDIATO ALLA CATENA DI MONTAGNE DELLE CULLINS HILLS CHE DOMINA LA PARTE MERIDIONALE DELL’ISOLA.  (Fine seconda puntata)

mercoledì 22 gennaio 2014

BEN NEVIS (SCOZIA) ( 1^ Puntata)



PER NATURA SONO UN CURIOSO, INTELLETTUALMENTE PARLANDO E NON PERCHE’ MI PIACE SAPERE I FATTI DEGLI ALTRI!! ACCOLGO VOLENTIERI LE INNOVAZIONI ED ECCO PERCHE’ OGGI INAUGURO IL POST A PUNTATE, A SIMILITUDINE DELLA TELEVISIONE. SCUSATE….MA SONO AVANTI!!!
IL BEN NEVIS E’ LA MONTAGNA PIU’ ALTA DELLA GRAN BRETAGNA ANCHE SE LA SUA ALTEZZA E’ DI SOLI MT. 1.344. LE SUE PENDICI, PARTENDO DAL LIVELLO DEL MARE, SVILUPPANO UN BEL DISLIVELLO RENDENDO L’ASCENSIONE IMPEGNATIVA SIA SOTTO IL PROFILO FISICO CHE AMBIENTALE IN QUANTO LA MONTAGNA E’ SPESSO INVESTITA DAI VENTI DEL NORD ED AVVOLTA DALLE NUVOLE CHE CREANO NON POCHI  PROBLEMI PER L’ORIENTAMENTO. DA RAGAZZO, A CAVALLO DEGLI ANNI 60 – 70, NON MI PERDEVO MAI UNA PUNTATA DEL FAMOSO PROGRAMMA RAI DENOMINATO “AVVENTURA” DIRETTO DA BRUNO MODUGNO CON LA FAMOSA SIGLA FINALE “ A SALTY DOG “ DEI PROCOL HARUM. QUEL PROGRAMMA, INSIEME A SCRITTI DI BONATTI E MESSNER, E’ STATO IL CAPOSALDO DELLA MIA FORMAZIONE ALPINISTICA E CARATTERIALE IN QUANTO MI HA FATTO SCOPRIRE IL SIGNIFICATO DELLA PAROLA AVVENTURA CHE FINO ALLORA CONOSCEVO SOLO ATTRAVERSO I LIBRI , MA SOPRATTUTTO, MI HA FATTO SCOPRIRE LA CURIOSITA’ VERA E PROPRIA, LUOGHI ED ITINERARI. PRENDENDO SPUNTO DA QUELLA TRASMISSIONE HO PROGRAMMATO E REALIZZATO NEL CORSO DEGLI ANNI ALCUNI VIAGGI ED ASCENSIONI  ED ECCOMI QUI A RACCONTARE DI UNA BELLA TRASFERTA IN SCOZIA, IDEATA TRENTANNI ORSONO, PER EFFETTUARE L’ASCENSIONE DEL BEN NEVIS, PATRIA DELL’ARRAMPICATA SU GHIACCIO, ED  ESCURSIONI SULLE FAMOSE SCOGLIERE CHE PRECIPITANO A PICCO SUL MARE. GLI OBIETTIVI SONO SOGNI CON SCADENZA E FINO AD OGGI  HO AGITO SEMPRE SEGUENDO QUESTA STRADA  E SPERO ANCORA DI FARLO PER TANTO TEMPO PERCHE’ HAI SEMPRE UNA DIREZIONE VERSO CUI ANDARE; IN POCHE PAROLE NON NAVIGHI A VISTA MA VERSO UNA META BEN PRECISA.!! DICE UN AUTORE AMERICANO:”SE NON SAI DOVE STAI ANDANDO PROBABILMENTE FINIRAI  IN QUALCHE ALTRA PARTE”. COME POTETE SAPERE DOVE STATE ANDANDO, SE NON AVETE UNA DESTINAZIONE BEN PRECISA? IN QUALITA’ DI PONTIFEX SENTO IL DOVERE DI MOTIVARVI PERCHE’ IL BLOG SI STA GLOBALIZZANDO COME IL PIANETA,  SEMPRE MENO FIRME LOCALI A DISCAPITO DI ALTRE AUTOREVOLI DEL NORD ITALIA ALLE QUALI AUGURO IL BENVENUTO. 
IL MASCHERONE DOVE SEI? DA FONTI A TE VICINE MI DICONO CHE PASSI ANCORA LE GIORNATE TRA PASSOLANCIANO E LA RAVA DELLA VESPA; DICO IO: MA A CHE FARE? DATTI NA’ SMOSSA !! MI E’ ARRIVATA VOCE CHE FAUSTO 2000 NON SCRIVE PIU’ SUL BLOG PERCHE’ NON  HA TEMPO IN QUANTO PRENDE TROPPI APPUNTAMENTI PER ANDARE IN MONTAGNA E IL PIU’ DELLE VOLTE ANCHE SIMULTANEI; DATTI NA’ CALMATA PERCHE’ RISCHI DI AMMALARTI DI “ANSIA DA PRESTAZIONE” CHE POTREBBE RIPERCUOTERSI ANCHE SULLA TUA VITA CONIUGALE CON IL RISCHIO DI COMPROMETTERNE LA STABILITA’!! WALTER NON GIRA PIU’ I VIDEO PERCHE’ D’INVERNO, CON IL FREDDO, LA SUA MACCHINA DA PRESA NON FUNZIONA!!! COMPRANE UN’ALTRA!!! PRENDETE AD ESEMPIO IL CAVALIER SILVIO,  CHE NONOSTANTE I MOLTEPLICI IMPEGNI DI LAVORO RIESCE AD ANDARE SEMPRE IN MONTAGNA, ANCHE SE PER I SOLITI ITINERARI, PER PINACOTECHE E, PROSSIMAMENTE, ANCHE PER SANTUARI!! SCUSATE PERCHE' QUESTA "ROMANZINA DOVEVO PROPRIO FARLA"!!!                                 (Fine Prima Puntata)

P.S.: LE FOTO LE PUBBLICHERO'  ALL'ULTIMA PUNTATA


lunedì 20 gennaio 2014

SILVIO MONDINELLI A PESCARA

IL NOTO ALPINISTA HIMALAIANO SILVIO MONDINELLI CHE HA SALITO TUTTI I 14 OTTOMILA DELLA TERRA SENZA L'AUSILIO DELL'OSSIGENO TERRA' UNA CONFERENZA A PESCARA IL 25 GENNAIO 2014 - ORE 17,30 - PRESSO LA SALA CONSILIARE DEL COMUNE DI PESCARA DAL TITOLO " OLTRE I 14 OTTOMILA".

E' GRADITA LA PRESENZA DEI CAVALIERI DELLA POLVERE E DI ALTRI APPASSIONATI DI MONTAGNA.

sabato 18 gennaio 2014

tra le pagine del Libro Aperto

eccomi qua a raccontare i ricordi,  gran bella giornata il 31 dicembre 2013
e Gianbroz e il sottoscritto hanno voluto essere gli ultimi del 2013 a scendere i bei pendii del Libro Aperto
bella montagna dell'appennino tosco emiliano di circa 2000 metri

la gita parte dai "Taburri" località ai piedi della montagna ed è anche a piedi che inizia la nostra salita , una leggera spolverata notturna rivitalizza l'ambiente di inverno... ma è davvero poca ,il profumo della polvere sveglia comunque il nostro spirito e la gita inizia sul cavallo di S Antonio .....
a quota 1400 troviamo la neve e il sole e in ambiente surreale , lontano dai preparativi dei festeggiamenti prossimi, puntiamo la ripida  pagina che sembra meglio coperta dalla neve..
 la scelta si rivela giusta ma difficile ,e quella pagina , quella mattina , ci renderà la vita difficile.
sotto i pochi cm di neve si cela un fondo durissimo e sui pendii sommitali ,dove il vento ha lavorato e il sole accarezza con i suoi raggi solo in parte il ripido pendio  .
a 150 metri dalla cima siamo costretti a togliere i rampant e a mettere i ramponi , le inversioni sono al limite della sicurezza e un errore può comportare una scivolata di 400 metri.
completata la delicata operazione ci avviamo verso la sella che separa le due vette , dalla cima ovest il panorama si apre a 360 gradi ma è la piramide ghiacciata della vetta più alta a magnetizzare l'attenzione....
è proprio bella..
 Ci aspetta ora la discesa.. una tavola liscia e ghiacciata con pendenze sostenute ,
 le lamine mordono il ghiaccio e le vibrazioni penetrano in tutto il corpo , la tensione è massima ,arriva la prima curva e si deve fare,,, tutto fila liscio e la sfida continuerà per ancora parecchie centinaia di metri .cerchiamo nel canale i lati più assolati con la speranza di trovare la neve più ammollata...
finalmente la pendenza cala e torna il sorriso .
il Libro ci ha salutati così .....
ricordandoci di non sottovalutare mai nulla ,non sopravalutare mai noi stessi e essere sempre preparati tecnicamente e psicologicamente. 
la montagna sa mettere a nudo  i nostri limiti come altri ambienti non fanno.
 eccoci di nuovo tra i boschi di faggio a camminare verso valle.... a pensare alla prossima gita
a abbandonare lo sguardo sulla meraviglia che ci circonda..... a quella bellezza che salverà il mondo.
Buon Anno    Cavalieri  della Polvere   Buon Anno adorato Pianeta.




































mercoledì 1 gennaio 2014

1 gennaio 2014 - cerimonia di apertura.

Come ogni fine ed inizio anno un gruppo sparuto e "socialmente scompensato" sfidando il sonno, la digestione lenta, i borbottii di stomaco, la famiglia e chi ne ha più ne metta ha mantenuto viva la tradizione dei Cavalieri che vuole che il 31 dicembre e il 1 gennaio si trascorra in quota, nella circostanza M. Rapina.


In considerazioni delle avverse condizioni meteo il 31 dicembre si è ripiegati per una sessione augurale in PassoLanciano ove si sono raccolti, per istinto innato, diversi amici. Io, Angelo, Fausto, Caludio (detto amichevolmente il Contadino), Luca (Ufetto ma ormai potremmo cambiare il soprannome in Luca l'Errante di Bucchianico), il Pier e c'era pure Ivan che dalla Norvegia è tornato sulla Majella. In realtà dobbiamo dare atto che un nostro simpatizzante ha osato ripercorrere i pendii del M. Rapina avvolto da una coltre uniforme di nuvole/nebbia. Inutile chiedergli come sia andata. Ottimo! sarebbe la risposta (mentire sapendo di mentire).
Del 31 non vi è materiale fotografico poichè una gran nebbia avvolgeva tutto il comprensorio.

Questa mattina di buon ora abbiamo onorato la tradizione.




Poi birrettina rigenerante a San Valentino.



Che il nuovo anno possa portare a tutti Serenità e Salute.

domenica 29 dicembre 2013

il versante nord del gruppo Cusna, "le vecchie piste di Febbio"

Dopo avervi presentato i nostri bei faccioni soddisfatti della giornata ,sarei tentato di fare un bel copia e incolla della bella relazione scritta dal Gianbroz su OTT...
ah...se  ne fossi capace.....cercherò allora di descrivere  questa gita , semplice ma di soddisfazione attraverso le foto ...
 la salita ha inizio in un modo un po primaverile,anche siamo tra il Natale e la fine dell'anno di grazia (poca) 2013.. l'ambiente si può definire tutt'altro che selvaggio , anzi le traccie dell'uomo qua hanno lasciato un segno profondo e lo stato di abbandono insulta ancora di più l'ambiente .. è come vedere un elefante ucciso per le portagli via le zanne.. ucciso per soddisfare l'inutile.
 poi , salendo la neve comincia a coprire le ferite , e gli spazi riprendono gradualmente la loro naturalezza
 Gianluca è la prima volta che sale questo versante e lo vedo colpito ancora una volta dalla maestosità di questa montagna appenninica reggiana , ancora ua volta, da sud , salgono le nubi , giocando sul crinale con turbinii e sbuffi... la visibilità ancora una volta ci abbandonerà presto..
 uno sguardo ora alla pianura, dove la vita emiliana brulica di attività... stare quassù è bello, fa sentire angeli , fa quasi pensare di essere qua anche per tutti quelli che sono laggiù e che magari stanno guardando i profili innevati  di queste belle montagne.
come sempre ,potendo appoggiare lo sguardo su questi profili mi sento fortunato , poter respirare queste brezze e anche il profumo della nebbia mi fa sentire incredibilmente vivo.
 continua la salita, luca è davanti e osserva gli splendidi canali che si aprono sopra di noi..
verso il crinale si percepisce l'inverno mentre girandosi verso la pianura ancora il verde è il colore dominante di una stagione ancora una volta confusa .. basta pensare che la neve che stiamo pestando è caduta più di un mese fà , e da allora pioggia ,venti con raffiche a oltre 200 allora , poi ancora sole e gelo
 e questo è l'appennino ... montagne imprevedibili che dividono due mari..
 in quota assieme ai vecchi cavi della seggiovia arriviamo anche noi, togliamo rapidamente le pelli e come talpe usciamo ,sciando,  dalle nebbie; provando a causa della quasi nulla visibilità delle senzazioni sensopercettive estreme... Gianluca ha quasi la nausea.. ci vorrà un po di tempo per riabituarsi alla luce e alla profondità di campo...
 una parte della discesa però è ancora bella e i due cavalieri ancora una volta tracciano le belle sponde della montagna ringraziando il creato
 e ... se col sole la montagna dà il meglio dei suoi colori ,anche con le nebbie e le nuvole  sopravvive di fascino
                                                 e Gianbroz lo sà..!
  

                                        verso ovest il monte Orsaro eil monte Prampa ormai privi di neve

mercoledì 25 dicembre 2013

Monte Spigolino ,sulle traccie della vecchia via Romea

Anche se le condizioni meteorologiche non ci sono amiche crediamo che restare a casa sia peggio e così io e il caro Gianbroz ci infiliamo in auto e andiamo...e questa volta alla ricerca di un passaggio tra i boschi che ci permetta di salire lo Spigolino in modo quasi diretto, una via diretta alla vetta richiede di salire pendii fino a 45 gradi. Ma la parte alta non è un mistero,sappaimo evitare i ripidi seguendo il Fosso della Scaffa che ci accompagnerà sul crinale,poi per cresta alla cima. Ciò che non conosciamo sta sotto ...
E così, lasciata l'auto alla Capanna Tassoni ci innoltriamo nel bosco in direzione est seguendo la strada forestale che conduce al passo della Riva.
abbiamo una vecchia relazione ,cartina, altimetro, gps e tanta curiosità.
dopo qualche km arriva il momento atteso ,sappiamo che di lì a poco abbandoneremo la sicura strada e in alto la nebbia non ci lascia vedere alcun riferimento. ma altimetro e carta topografica parlano chiaro ,si svolta a destra.
ed ecco la grande sorpresa.. più a valle l'antico abitato denominato "Scaffa" si scorge tra gli alberi e sopra di noi, un sentiero ampio prende a salire vicino al bel torrente , un invito a nozze.
saliamo ora per il tratturo, sci ai piedi, incrociando prati fiabeschi intrisi da torrentelli che scorronoa valle tra le superbe faggete. poi con un brevissimo e comodo ultimo passaggio siamo improvvisamente sui prati sopra il bosco, che continua .lasciando ampi spazi prativi.
La nebbia però ci impedisce di vedere la nostra meta e la parete nord dello Spigolino , decidiamo comunque di raggiungere il crinale ,accompagnati anche da qualche breve pioggerella... la neve è pesantina  e a dire il vero si sono viste molte,moltissime, giornate migliori ma aver raggiunto l'obiettivo di trovare il passaggio cancella ogni avversità. Ora sul crinale c'è anche vento  e ,salutati due alpinisti di passaggio sulla larga dorsale,decidiamo di scendere , Sciare in appennino con la nebbia credo sia una cosa che dovrebbero provare tutti gli scialpinisti... si impara a ascoltare gli sci.. per capire su cosa stai sciando.. e cosi , improvvisando , arriviamo al bosco e poi, più giù, alla strada scarsamente innevata nella parte finale. E così, con  qualche passo a piedi raggiungiamo anche alla macchina.
Il sole fa capolino, è un arrivederci, perchè un vero cavaliere tornerà e noi torneremo ma con un progetto migliore.... Scopriamo ,tramite un vecchio abitante della zona, che il sentiero da noi percorso è il proseguimento della vecchia via chiamata "romea" e che parte da molto più a valle.. e allora anche noi partiremo da più  "a valle" da veri Cavalieri  Della Polvere!
                                             la Capanna Tassoni, rifugio aperto tutto l'anno
                                         sulla strada del passo della Riva
                                                    le faggete
                                                 il fosso della Scaffa e il vecchio tratturo     sullo sfondo lo Spigolino      
                                              torrente la Scaffa
                                           Luca non molla e sale tra la nebbia
                                         


                                      il passaggio che cercavamo

                                            il vecchio tratturo ben tenuto e sciabilissimo
                                              pausa e stivaggio sci.
                                    uno dei numerosi torrenti attraversati

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