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domenica 20 febbraio 2011

Monte Cavallaccio (Piz Chavalatsch) 2764 m

In quest'ultima giornata sulle Alpi il meteo non è certamente dalla nostra parte, ma non vogliamo certamente rinunciare alla possibilità di effettuare una nuova gita prima di ripartire. 
Dopo aver preso in considerazione quattro possibili salite, alcune delle quali ci avrebbero allontanato ulteriormente dalla strada del ritorno, mentre Annibale parte alla volta del Friuli, Mauro ed io decidiamo di onorare la Valle Venosta che ci ha ospitato effettuando la salita al Monte Cavallaccio nel Gruppo dell'Ortles - Cevedale. Così facendo avremmo certamente guadagnato tempo per il viaggio di ritorno.
Una volta individuato l'indicazione stradale per i "Masi di Montichiari", ci inerpichiamo lungo una stretta stradina asfaltata che alla fine ci conduce ad un parcheggio a monte degli ultimi masi, posti su ripidi e suggestivi prati a quota 1535 m.
    (vista sulla Valle Venosta dai Masi di Montichiari)

Dal parcheggio, in direzione sud ovest, si risalgono i ripidi prati alle spalle di una cartello con carta turistica della zona, seguendo la segnaletica n. 14. Tenendosi alla destra della recinzione dei campi innevati, in breve ci si immette sulla strada forestale che, ancora in direzione sud ovest (sinistra), si inoltra nella stratta Valle del Cavallaccio (Gutfalltal) e sale verso la "Dolferalm" a quota 2066 m. Lasciata la malga alla nostra destra si prosegue verso il fondo dell'anfiteatro, poco più in alto, dal quale normalmente per via intuiva si raggiunge la vetta per facili ed ampi dossi.
Nel nostro caso, però, le cose sono andate in maniera ben diversa. Difatti subito dopo la malga è iniziata una dura lotta con il manto nevoso, piuttosto profondo e priva di qualunque traccia di passaggi precedenti. Non potendo valutare la pendenza dei pendii soprastanti e attraverso i quali saremmo dovuti pervenire in vetta a causa della scarsa visibilità, tenuto conto che l'abbontante manto nevoso presentava non pochi rischi di valanga (marcato 3), abbiamo puntato ad una costola che abbiamo risalito con grande fatica fino ad intersecare la cresta attarverso la quale, poi, raggiungere la vetta. Tuttavia a quota 2630 m circa, poco a ovest della croce di vetta del Munwarter (Vitea Spitze) quotato 2621 m, abbiamo "gettato la spugna" per sfinimento, oltre che per la scarsa visibilità.
In effetti avevamo impiegato quasi quattro ore per raggiungere la cresta e ne avremmo impiegato almeno una quinta per raggiungere la vetta, attraverso il filo di cresta che a tratti si presentava piuttosto affilata ed esposta.
Recuperate un po' di energie, poco dopo le 13 iniziamo la discesa tenendo ben presente la traccia di salita, potendo comunque inanellare belle curve sull'abbondante manto nevoso, come detto piuttosto profondo e ancora polveroso.
In conclusione un'altra bella gita, anche se non abbiamo raggiunto la vetta del Monte Cavallaccio. 
    (Il punto della cresta dalla quale abbiamo iniziato la discesa, sullo sfondo si intravede la vetta del Monte Cavallaccio)

Per le altre foto (poche) della gita clicca qui o sul titolo del post.

giovedì 17 febbraio 2011

Punta di Mezzo (Mittereck) 2908 m

Prima di mercoledì 16 febbraio, ancora qualche dubbio sulle condizioni meteo  sull'arco alpino e alcuni inconvenienti tecnici, ma alla fine la saggia decisione: si parte!!  
E' così che mercoledì sera, Mauro ed il sottoscritto, raggiungiamo Annibale (già sul posto da alcuni giorni)  a Bressanone, dove ci limitiamo a trascorrere la notte e consumare la colazione al mattino seguente, per poi metterci di nuovo in viaggio fino a raggiungere l'alta Val Venosta e la Vallelunga, sempre sotto la pioggia battente e scarsa visibilità. Ciò nonostante, dopo aver individuato la località di partenza a Kapron, calziamo gli sci ed iniziamo la lunga gita fino alla vetta del Mittereck a quota 2908 m nelle alpi Venostane. 


Relazione: 
Da Kapron a quota 1700 m, in direzione sud, attraverso una strada forestale (perfettamente battuta) si risale la stretta Valle dei Buoi fino a raggiungere la Malga del Monte dei Buoi (Ochsenberger Alm) a quota 2162 m, ubicata in un'ampia conca dove, tra l'altro si trova una chiesetta dedicata a "St. Wendelin". Sempre in direzione sud si prosegue per il fondo della valle, puntanto ad una evidente strettoia superata la quale si perviene ad un ampio anfiteatro a quota 2461 m, dove c'è un crocefisso dedicato a "San Martino". Da questo punto, per  via intuitiva, attraverso una dorsale e pendii si raggiunge la vetta del Mittereck sulla quale si trova una grossa croce in metallo ed un ometto di pietre. La discesa si effettua per l'itinerario di salita, con possibili varianti.
Normalmente dalla vetta si gode di una bella vista sul Lago di Resia, ma nel nostro caso a malapena abbiamo potuto individuare il percorso di discesa rimanendo sempre sulla traccia di salita. Peccato!

Curiosità:
Una volta tornati in prossimità della Malga del Monte dei Buoi, alcuni nostri interrogativi hanno avuto puntuale risposta: a) perchè la strada forestale era battuta; b) che voleva dire uno strano cartello con scritto "stop"; c) a cosa servivano delle grosse slitte in legno che abbiamo visto trasportate fino alla malga trainate da un quad cingolato. 
Proprio davanti al cartello di "stop" erano ferme, una dietro l'altra, le quattro grosse slitte di legno tutte cariche di bambini ed un adulto al posto del "conducente". Alla mia domanda di come si riuscisse a frenare il mezzo, immaginando la discesa sulla strada battuta, uno dei "conducendi" con italiano molto stentato risponde: "niente frenare, chi frena arriva ultimo!!". E' così che sotto i nostri sguardi perplessi vediamo le quattro slitte partire verso valle in una corsa sfrenata....
Ora capiamo la ragione per la quale i campioni di slittino si chiamano "Armin Zoeggeler".

Il resto del pomeriggio lo trascorriamo, con qualche difficoltà, a trovare un alloggio in Valle Venosta per i successivi tre giorni. Solo dopo parecchie telefonate e la visita presso due centri di informazione, troviamo sistemazione presso l'hotel Grief di Malles dove, durante la cena, inizia una fitta consultazione sulle possibili gite da effettuare l'indomani.  

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