domenica 14 febbraio 2010

... svelato il mistero del contenuto dello zaino del Cavalier Fausto!

... nella giornata di domenica si è finalmente svelato al mondo il misterioso (e pesante) contenuto dello zaino di uno dei Cavalieri più attivi dell'Ordine, il Cavalier Fauso.

Lo zaino è stato affidato ad una commissione che all'atto dell'apertura, avvenuto alla presenza di un notaio che ha certificato il tutto, ha stilato un lungo elenco del misterioso contenuto giungendo alla determinazione che il contenuto dovesse essere secretato.

Ma si sa, solo quello che non si fa non si viene a sapere e ... .... .... un gruppo di abili hacker hanno violato il server del notaio e copiato l'elenco che vi riporto:

il 14 febbraio 2010, alle ore 10.00, in Pescara presso l'area di risulta della stazione, io sottoscritto (... omissis ...) notaio di Pescara, do atto di procedere all'apertura dello zaino in uso a tale Cavalier Fausto, il cui contenuto si riporta integralmente:


una scatoletta di tonna marca RioMare, una scatoletta di tonno Nostromo, 1 Kg di zucchero bianco, 1 Kg di zucchero di canna, un barattolo da 1 Kg di miele, 1 Kg di mele, un set di posate d'argento, 50 posate di plastica, 12 piatti di porcellana (piani, piatti e da frutta), 12 bicchieri per acqua, 12 bicchieri per vino, 3 litri di vino rosso, 1 litro di vino bianco, 1 litro di aceto, 10 bustine di lievito, 24 rotoli di carta igenica, una tovaglia da 24 persone, 2 sedie pieghevoli, 25 metri di tubo per irrigazione, 1 tenda da 12, 1 tenda da 6, 1 tenda da 3, 1 teda da bivacco, 2 ombrelli pieghevoli, 1 cucina da campo, una bobola da gas (grande), una lancia termica, 2 badili, 1 zappa, 1000 chiodi, 2 rotoli di carta vetrata, 12 palloncini di vario colore, 2 catene di luci per addobbi di natale, un poster della majella, un poster del Gran Sasso, un PC portatile, un gruppo elettrogeno portatile, 20 litri di benzina, un paio di sci, l'intera raccolta enciclopedica Treccani, una parabola satellitare, un sachetto di cemento, 20 litri di acqua non potabile, 20 litri di acqua potabile, 20 bustine di the, 100 bastoncini di cannella, 1 ago, due roccette di filo, 5 paia di guanti, 5 paia di pantaloni, un DVD contenente tutte le tracce GPS delle Dolomiti, tutti gli ultimi 100 numeri della rivista cai "la rivista" e "lo scarpone", 2 copie del regolamanto del cai.


in realtà alle 23,45 il notaio, ormai allo stremo delle sue forze andava via, ma un gran numero di persone si era radunata per visitare tutta questa roba. è stata fatta anche una foto:

...polveroso monte Palombo (per la cresta Nord-Ovest)

... questa domenica è stata una giornasa polverosa trascorsa insieme a due veterani dello ski-alp abruzzese; Fabrizio e Mauro nel feudo del monte Palombo per la cresta Nord-Ovest.

La giornata era data dal meteo come pessima, ma noi siamo stati fortunati incontrando anche un pallido sole. Le condizioni della neve erano ottime: polvere.
Non c'è da aggiungere altro.


Dislivello: circa 800 mt.
Alla data attuale il passo del Diavolo è inagibile per frana quindi bisogna fare il giro percorrendo la strada che da Cocullo porta verso Bisegna (tortuosa ma larga e ben tenuta). Si arriva, dopo aver oltrepassato il bivio per Bisegna , al primo tornante ove sulla sinistra si ha la fonte Padura (mt. 1275). L'asciata l'auto e calzati gli sci si entra nella sterrata e si imbocca una radura dopo una sbarra metallica e si inizia a risalire il bosco per il sentiero marcato con bollini arancioni. Bisogna evitare, guadagnando quota, di portarsi verso destra perchè li il bosco si infittisce e si hanno dei salti di rocce. Una volta raggiunto la fine del bosco si incontra un grosso ripetiore e, di li a poco, si raggiunge la vetta per via di cresta. Discesa per la via di salita.

sabato 13 febbraio 2010

... tanto di cappello a PolveronzolA

... le condizioni della neve non permettono di osare in itinerari più impegnativi. La scelta cade su una classica (ma sicura) escursione: il Monte Sirente per la Val d'Arano.

Solito ponte, solita ora (06.30!). Ma ecco una sorpresa. Alice ha deciso di unirsi a noi. Eccola arrivare in perfetto orario con la sua macchinina da ski-alper professionista (no, non è a Fiat Sedici, ma la Fiat Doblò). Dopo i saluti si parte!

Beh! che dire. Non sarebbe corretto dire che la cosa ci ha lasciato indifferenti. Eravamo tutti contenti per un nuovo amico, ops amica, ma la circostanza che questa riccioluta e giovane ragazza ambisse ed osasse sfidare i Cavalieri della Polvere sul proprio territorio, be! questo non è passato inosservato.

Arrivati in Val d'Arano il termometro segnava -12°. Durante i rituali preparativi chi si lamentava per le mani ghiacciate (io), chi per i piedi dolenti, chi sbagliava strada e si infilava nel maneggio pensado di cavalcare chi sa quali pendii, lei quieta quieta si prepara e ..... Si parte.

Senza farla tanto lunga siamo arrivati alla vetta e Alice era li, con noi . Dimostratndo di essere tosta ed all'alteza del rango che si impone ad un vero Cavalieri della Polvere, ma poichè faceva molto freddo la cerimonia è stata rinviata a data da fissare.


PolveronzolA, complimenti a mamma e papà. Arrivederci alla prossima Crociata.


Va registrato però un caso all'attenzione del comitato etico dell'Ordine. Un membro (su cui si mantiene uno strettissimo riserbo) ha sollevato il dubbio che un Cavaliere ricorra all'uso di sostanze dopanti prima di cimentarsi in lunghi distacchi al grosso del gruppo.
In effetti due Cavalieri in questa escursione hanno preso il volo appena dopo la partenza distaccando tutti i restanti crociati che, lemma lemma, hanno avuto modo di assaporare alcune specialità dolciarie che Alice aveva preparato per l'uscita (altro che doping!)
Non è passato inosservato quel repentino gesto di un Cavaliere che, poco prima di calzare gli sci, ha assunto una strana sostanza da una stranissima bustina che, dopo l'uso, non ha gettato (per non lasciare indizi). Indagheremo.
Certo è che se il Cavaliere accusato avesse qualcosa da dire...... parli ora o taccia per sempre.


veniamo all'uscita:
dislivello: 1000 mt, difficoltà MS, esposizione Sud/Ovest
Itinerario tranquillo, potrebbero esserci dei problemi di orientamento in caso di scarsa visibilità.
Da Ovindoli seguire le indicazioni per i prati d'Arano e lasciare l'auto nei pressi del maneggio (in caso di scarso innevamento si può proseguire per un po). Calzati gli sci seguire la strada che, in pianura, porta ad un primo bivio da imboccare verso sinistra per una sbarra metallica. Molto lentamente si inizia a prendere quota seguendo sempre la comoda strada che si lascia solo in prossimità della Bocchetta dei Prati (1600 mt). Da qui si punta verso nord/est per raggiungere la vetta, mt. 2348. Discesa per lo stesso itinerario.

lunedì 8 febbraio 2010

VERSO....VERSO....VERSO...NON C'E' VERSO DI ARRIVARE IN CIMA!!!

DA UN PO' DI TEMPO LA STORICA CORDATA COMPOSTA DAI CAVALIERI SILVIO E IL MASCHERONE NON FA ALTRO CHE RACCOGLIERE DELUSIONI SU DELUSIONI IN QUANTO NON RIESCE PIU' A RAGGIUNGERE LA CIMA DI UN DUEMILA O DI ALTRE MONTAGNE DI ALTEZZA INFERIORE.COLLEZIONANO SOLO TENTATIVI (MONTE ROTONDO, COSTONE DELLA CERASA, MONTE LE MUCCHIE ECC...).DOPO GLI AVVISTAMENTI ESTIVI NELLA VALLE DELL'ORFENTO, DOVE SI ALLENAVANO DURAMENTE, PENSAVO CHE I NOSTRI AVESSERO IN ANIMO DI EFFETTUARE DEI VERI E PROPRI EXPLOITS, INVECE HANNO RACCOLTO UN NUMERO CONSIDEREVOLE DI FALLIMENTI.ALLA LUCE DI QUANTO DETTO HO IL PRESENTIMENTO CHE QUALCOSA NON ABBIA FUNZIONATO.HANNO SBAGLIATO PREPARAZIONE? OPPURE, DA QUANTO IL CAVALIER SILVIO SI E' ISCRITTO NEL CLUB DEI DUEMILA E' STATO COLPITO DA "ANSIA DA PRESTAZIONE"? A MIO MODESTISSIMO PARERE PENSO CHE LA RICOMPOSIZIONE DELLA CORDATA, A SIMILITUDINE DELLE MINESTRE RISCALDATE, NON ABBIA AVUTO IL SUCCESSO SPERATO PERCHE' LO SPIRITO CHE ANIMA ATTUALMENTE IL MASCHERONE E' MERAMENTE CONTEMPLATIVO (VUOLE OSSERVARE LE ALBE, I FIORI, LA NEVE, GLI UCCELLI E QUANT'ALTRO SUSCITI EMOZIONI). CON QUESTO PASSO CARO CAVALIER SILVIO RISCHI DI ESSERE DEPENNATO DAL CLUB DEI 2OOO!!!NON PUOI FAR PARTE DI UN CLUB D'ELITE COLLEZIONADO SOLO GOBBETTE, CIMETTE E TENTATIVI!!!RIDATTI UNA MOSSA.RISCHI DI ESSERE CACCIATO PURE DALL'ORDINE!!CI SONO NUOVE FORZE CHE SCALPITANO!!!!

martedì 2 febbraio 2010

Forcella Rossa alle Tofane




Come giustamente dice Silvio, nel commento al post precedente, bisogna rivalutare il coefficiente di rischio delle varie uscite dei Cavalieri.


E' per questo che vi invito la prossima volta a seguirmi sulle piu' belle NERE delle Dolomiti.


Vi assicuro che questa, perlomeno per il sottoscritto, non era per niente tranquilla!

lunedì 1 febbraio 2010

Scrivere dopo quello che è successo domenica sul Gran Sanno non è facile. Non è facile perchè io e Angelo (in realtà anche altri amici) abbiamo subito un evento analogo, ma ben più furtunoso, durante l'uscita.
Va precisato che si era deciso che domenica saremmo andati alla ricerca di neve, neve da sciare all'interno del PNL. Giornata intera, di quelle lunghe.
Durante il viaggio si decide di provare sulla Serra della Terratta (v. Ciccarello e del v. Monte). Li dovrebbe esserci neve (avevamo supposto).
Neve dalla macchina (poca, quanto basta). Si sale, la neve è abbondante. La speranza di fare una grande sciata in powder è reale. Ma così non sarà.
Appena usciti dal bosco la pendenza diminuisce notelvolmente, ci si presenta davanti una conchetta oltre la quale, mi dicono (-dopo-), si attraversa un tratto quasi in piano. Angelo, come al solito, ha l'eclusiva di battere traccia (nessuno di noi in realtà ha mai rivendicato eventuali diritti di "battitore"!). Piccola pausa per riprendere fiato quando nel silenzio si ode la voce a me familiare di Angelo che urla "...valanga!....valanga!...."
Alzo lo sguardo verso l'alto e vedo Angelo (pochi metri avanti a me) che accellerando il passo si sposta verso la destra orografica liberandomi la visuale. A questo punto il tempo assume una dimensione rallentata, (si, capita proprio così), la mia vista nota una massa informa di lastroni che scende (tipo youtube per capirci). Riesco a realizzare che da li a poco sarò investito dalla neve. Mi ritornano in mente alcune nozioni lette velocemente e con poca attenzione su riviste e manualetti scaricatti da internet che suggeriscono, in caso di previsione di travolgimento, che bisogna togliersi sci e buttare i bastoncini. Con una mossa fulminea (che per chi mi conosce sa non appartenermi) riesco a togliermi gli sci e a liberarmi dei bastoncini. Ovviamente sprofondo fino alle ginocchia e penso che devo cercare di galleggiare (?). Per fortuna la neve si ferma poco distante da me. Stop. Il tempo torna a scorrere normale.
Dopo alcuni secondi di normalità, come se nulla fosse successo o che tali eventi siano all'ordine del giorno, comprendiamo che ci è andata veramente bene, ma veramente bene.
E' verosimile ritenere che Angelo abbia rotto la tensione del lastrone che ricopriva la conchetta che è venuta giù lavorata ben bene dal vento.
In realtà una valutazione del rischio era stata fatta, avevamo previsto che l'attraversamento di quel preciso punto (si, proprio quel punto!) poteva registrare degli obbiettivi pericoli atteso il costone sulla destra bello carico. Mai avremmo previsto una valanga (a bocce ferme potremmo chiamarla anche distacco) di superfice. Per fortuna la frattura non si è propagata sul lato destro altrimenti, ......meglio non pensarci.

Avremmo voluto fare un reportage fotografico del luogo, per capire e studiare, ma un colpo fortissimo di vento ci ha suggerito di togliere le pelli e scendere a dir poco rapidamente alla macchina.
Durante la salita abbiamo incontrato tre rispettabilissimi veterano delle montagne abbruzzesi, nientechepopodimeno dei mitici Fabrizio e Achille. Anche loro sono rimasti senza parole davanti al distacco e alle circostanze spazio-temporali.

Questa è una foto della location, l'uomo sulla destra è Achille (omone altro circa 1,80 mt se non di più). Per darvi un'idea, i punti A, B,C D delimitano la linea di rottura che avrà una profondità media di 50 cm per un fronte di 20, 25 mt (io dico anche 30). La linea ondulata rossa delimita la zono dove ero io, mentre Angelo era sulla destra dopo l'albero che si intravede.





Per vedere meglio la foto andate sull'album di Angelo.

Monte Rotondo

Sabato abbiamo scelto una montagna facile e vicina, da allenamento: Monte Rotondo, partenza dalla Forestale, sopra Popoli. Siamo in tre: il "Mascherone", il Cavalier Marco ed il sottoscritto.
In auto, appena superato Popoli, il “Mascherone” sbigottisce, strabuzza gli occhi…ha una visione…vede il …“Cristo-Bar”!
Lo tranquillizziamo…”Guarda che l’insegna è “Risto-Bar”.
Ma forse non si riprende completamente…

Sul cammino c’è poca neve, a tratti qualche goccia di pioggia. Chiedo ad un certo punto al “Mascherone” di ripormi per cortesia la macchinetta fotografica nello zaino.
Nel farlo il "Mascherone" mi da una sonora picozzata in testa (nel senso : la mia picozza, come al solito sistemata sul retro dello zaino, sulla mia testa).
Vabbè…succede.
Il bello però è che il “Mascherone” sembra davvero entusiasta dell’impresa. Comincia a ridere a crepapelle, e parlando e ridendo spiega che l’attrezzo ha fatto sulla mia testa un rumore “fesso”!
E da quel momento scende, ride, poi si ferma perché se cammina non può ridere abbastanza, poi si lamenta perché se ride abbastanza gli fa male lo stomaco…
Vabbè…scendendo e ridendo siamo infine sulla sterrata, vicini ormai alla Forestale.

Vediamo venirci incontro due ragazze carine in divisa verde, e tre cavalli molto belli e grandi, in livrea grigia (due dei cavalli sono sotto le forestali).
Quasi davanti a noi l’anzidetto gruppo dei cinque si scompone: il cavallo che non ha sopra forestali scarta all’indietro, bloccando tutto il gruppo.
Comincia una sorta di balletto a otto. Loro vanno avanti e indietro, in ordine sparso. Noi ci spostiamo, in ordine almeno altrettanto sparso, ora a destra ora a sinistra, avanti, indietro…
Dall’alto della sua autorità,del suo cavallo grigio, e dei suoi occhi verdi ( questo lo ha detto il Cavalier Marco, io non li ho visti) una delle ragazze forestali interviene per riportare un po’ d’ordine, e dopo aver fluidificato il traffico, spiega al Cavalier Marco, che a quel punto sembra essere diventato la causa del trambusto : ” Il cavallo si è spaventato perché non ti ha riconosciuto come un essere umano”.
Superfluo rappresentarvi la prostrazione dell’Alpinista Medievale dinanzi a cotanto imperioso e inatteso declassamento.

La mattinata si conclude al “Cristo-Bar”…

venerdì 29 gennaio 2010

Ci risiamo....... ora sono Sonia

Ore 19.20 circa. Silvio mi chiama e senza troppi giri di parole mi accusa di essere Sonia.
Ci risiamo. Devo continuare a dimostrare la mia innocenza nonchè la mia ....sessualità.
Così come non ero Alice non sono Sonia! (non me ne vogliano entrambe).
Questa moda di attribuirmi personalità che non mi appartengono - chissà perchè sollo femminili - non la comprendo, mah!
E se vi dicessi che in realtà SONO IL PONTIFEX, IL VERO PONTIFEX! CHE VOI SIATE MALEDETTI ......bla bla bla!
Anche questa volta non ho nessun elemento per dimostrare la mia innocenza se non ricorrere alla saggezza ed onestà che contraddistinguono (o almeno si spera) il gentil sesso: Sonia, aiutami tu! dimostra che io non sono te (e tu non sei me!).
Detto questo voglio rispondere a Sonia in merito al mio pseudonimo: "pastarella?", si perchè ci vuole il punto interrogativo. E' questo che fa la differenza.
Nella notte dei tempi, quando la neve cadeva ancora abbondante nel nostro feudo, i Cavalieri erano soliti, prima della crociata di turno, gratificare della loro presenza un oste in quel di San Valentino in Abruzzo Citerione (paesino medioevale posto a 457 mt s.l.m. nel versante meridionale della vallata del Pescara) il quale, provetto pasticcere e gelataio, nel vederci si dimenava per prepararci del caffè (i cui effetti colpivano indistintamente tutti i Cavalieri pochi metri di dislivello più in alto, ma la tradizione andava e va sempre rispettata).
Una mattina vedendoci entrare nella locanda prese il migliore dei dolci che aveva preparato e guidato dal suo istinto di vendidore, nel giudicarmi più in carne degli altri Cavalieri -che nella circostanza furono a torto trascurati- nel porgermi la mano che custodiva la leccornia mi si rivolse con la frase che segnò per sempre il mio destino: "Pastarella?". Il silenzio conquistò la vallata, i muscoli addominali -già pronti per il caffe- iniziarono a contrarsi e ........ "no grazie non mangio dolci...la mattina presto!". L'oste, sir Antonio, ci rimase molto male pensando di poter riferire ai compaesani che i Cavalieri della Polvere apparezzavano, oltre al caffè, anche i dolci . E invece no. Da quel giorno, per un motivo riconducibile a problemi gastro-intestinali d'altura e a storie di Cavalieri -a torto trascurati- sono "pastarella?"
Ora l'oste si limita a un reverenziale saluto.
P.S.: prova a cercare sulo blog "a torto trascurata", ........ma questa è una'ltra storia.

Fondo Majella express


Le due giornate sulle piste di Passolanciano mi avevano lasciato il "segno", al punto da desiderare ardentemente una classica salita scialpinistica sulla "madre Majella" che non ripetevo da molto tempo (la scorsa stagione, pensate un po').
Non ero certo di trovare le condizioni favorevoli, ma questa mattina ho comunque diretto la mia autovettura alle pendici del versante orientale della Majella, fino a raggiungere Fonte di Nunzio a quota 1250 m per effettuare la salita per la classica al Fondo Majella. Già durante il tragitto avevo constatato che il manto nevoso, almeno alle quote intermedie, non era molto abbondante per cui ero preoccupato di sfasciare i miei delicati attrezzi (si graffiano solo a guardarli), ma ormai non potevo cambiare la mia meta non avendo che solo poche ore a disposizione e decido di salire ugualmente.
Nel momento della rituale vestizione, ecco la sorpresa della giornata: non avevo portato le calze, ma non mi arrendo e decido di andare con i magnifici calzini da running (fino alla caviglia) che portavo ai piedi constatando che si potrebbe andare anche scalzi all'occorrenza, come se si dovesse compiere una penitenza o un pellegrinaggio.
Finalmente alla Fonte dell'Orso (1701 m) che non avevo mai visto prima (causa neve), dove giungo dopo 45 minuti di marcia serrata, il manto nevoso appare più consistente e polveroso, quindi cerco di accelerare il passo in vista di una bella sciata su polvere. Continuando la salita, però, ho dovuto constatare che la crosta aveva preso il posto della morbida polvere al punto che poco sotto la cresta sono dovuto uscire sulle roccette a destra del solito canale a nord-est del vallone, dove la neve era più morbida ed omogenea. E questa è stata la seconda sorpresa della giornata: addio bella sciata, ma solo poche decendi curve e parecchie esercizi di equilibrio fino alla citata Fonte dell'Orso dove, alla seconda strusciata ho tolto subito gli sci dai piedi e alle 11,15 ero di nuovo alla macchina.

Concludo ricordando a coloro i quali non erano presenti (grazie!!), che non bisogna "gufare" quando gli altri vanno in montagna. In effetti non mi era mai capitato, prima di oggi, di dimenticare le calze.

mercoledì 27 gennaio 2010

Il sogno

Stagione del ghiaccio un po’ particolare quest’anno con il tempo che a fatto molto il ballerino tra freddo e caldo nel mese di dicembre ma questo gennaio sembra che abbia ingranato la marcia giusta per poter regalare delle belle salite.
Dopo aver salito prima di natale una cascata a Cogne con non poca fatica nelle braccia ed aver passato tutto il periodo natalizio e buona parte di questo mese ad oziare, questa domenica mi propongono una salita di un certo ceto sociale che mi fa pensare seriamente se saro’ in grado di salirla o meno. La cascata e’ situata in quel della valle di Daone dove pochi giorni fa si e’anche svolto la solita manifestazione dell’ice climbing a livelli mondiali. Non sono mai stato in quella valle e la curiosita’e’molto alta ma anche il timore di dover rimanere appeso come un salame alla corda pure….ma alla fine cedo alla tentazione e mi faccio convincere dal socio che e’ di level superiore. Cosi dopo una sveglia ad un’ora inaccettabile per una persona normale ed esserci sparati un bel pezzo di strada, siamo ai piedi del Sogno Del Gran Scozzese.



Certo che da sotto incute un po’di timore : 300m con la parte finale su di un muro dritto come una spada che svetta nel cielo. Dopo i soliti convenienti di preparazione si parte a tiri alterni fino alla base degli ultimi due tiri finali piu’impegnativi dove cedo volentieri il passo al socio che di esperienza ne ha vendere….




A vederlo scalare non sembra neanche che stia facendo fatica ma quando tocca a me la fatica si fa sentire bella e come….Certo che sto tipo e proprio un animale mi dico…




Cosi senza accorgerci siamo alla sua fine contenti e soddisfatti della salita appena percorsa con un tempo stupendo. Una volta tornati in macchina si parte per la seconda avventura…trovare un posto dove stuzzicare qualcosa da mangiare e questa volta la fortuna e’ dalla nostra parte.. infatti troviamo in uno dei paesini sottostanti una trattoria bar dall’aspetto poco invitante ma al contrario offriva dei taglieri stupendi di salumi e formaggi con cui ci rimpizziamo alla grande…..e come al solito ci tocca tornare verso casa….
Alla prossima

domenica 24 gennaio 2010

Monte Capraro - stupenda val di Rose -

Ormai è certificato, se c'è Marco c'è anche il sole. Così è, e così è stato.

Fatta questa dovuta premessa oggi finalmente ho visitato la stupenda val "Di Rose" che, strano a dirsi, era sempre saltata dalle varie programmazioni di escursioni. Stessa cosa penso valga per Marco. Per il resto della compagnia è stata una replica (piacevole).
A ben vedere l'uscita è stata caratterizzata da alcuni episodi che andrebbero analizzati da persone serie e con i piedi a terra (e non attacati agli sci).

Primo episodio.
Poco prima della partenza i Cavalieri Silvio, Marco e Angelo hanno condiviso un rito magico. Di quelli di altri tempi! Il significato è al momento sconosciuto ai più. Esiste solo questa prova documentale:

secondo episodio: sulla strada del ritorno Marco è stato preso da un rapsus di "curva saltata stretta", solo accidentalmente ripresa:


Giudicate voi.

Passiamo all'uscita. Sono circa 1100 metri di dislivello e la difficoltà riportata in più guide è MSA.


La difficoltà sta tutta nel raggiungere Civitella Alfedena (alle ore 08.30 il termometro segnava un bel -4, mentre sull'altopiano delle cinque miglia alle 7,30 circa il termometro ha registrato -11). Una volta al paese seguire le indicazioni per la val di Rose e lasciare l'auto in un comodo parcheggio posto a ridosso dell'attacco della mulattiera ben segnata con bollini rossi. Si risale il bosco fino a quota 1700 mt ove la faggeta lascia spazio all'ampio vallone glaciale. Si iniza a salire per intuito fino a raggiungere il passo Cavuti a quota 1942 mt. Una volta svalicato il panorama è da bellissimo. Riprese le forze si scende per la selletta (pochi metri) e si inizia a salire per la facile cresta del Monte Capraro. Nella nostra uscita non è stato necessario calzare i ramponi o i rampant ma una volta in vetta la situazione non era delle più banali. La discesa avviene per la via di salita fino a che l'innevamento lo permette.

Le foto della gita:

1) album di Pastarella; 2) album di Silvio; 3) album di Angelo

venerdì 22 gennaio 2010

giovedì 21 gennaio 2010

Referendum

Ma l'avete fatto sul serio!!! Il referendum!! Ah ah ah, siete matti!!
Vorrei fare una piccola osservazione: Polveronzolo mi piace tantissimo, quindi se per favore volete aggiungerlo alla lista, mi fate un grosso piacere.
Grazie!

mercoledì 20 gennaio 2010

monti Meta e Tartaro


Finalmente una giornata di sole! Dopo un mese esatto, ci voleva il ritorno di "fortunello Marco" per avere un'altra giornata da ricordare tra le migliori della stagione.
Beh, oggi finalmente abbiamo potuto scorazzare per monti senza dove affrontare le intemperie, senza fretta di ritornare a casa per i soliti impegni ed in totale tranquillità, come non accadeva da tempo.
Il focal point, come al solito, alle ore 6,30 sotto al ponte che ormai potrà essere rinominato come "ponte dei Cavalieri" con destinazione già prefissata nella mia mente da alcuni giorni: Monte Meta e monte Tartaro, così da implementare la mia "collezione" dei 2000 dell'Appennino, anche se il caro Pastarella non era esattamente d'accordo con tale idea.
La salita al monte Meta per il canale nord-est non è stato privo di rischi, al punto che abbiamo preferito salire con i ramponi subito dopo aver superato i primi pilastri rocciosi che caratterizzano il citato canale, con l'uscita in cresta su ghiaccio vivo durissimo. Al contrario la discesa è stata entusiasmante, con alcuni tratti su neve ormai trasformata ed altri, nelle parti più in ombra, ancora polverosi fino giù al catino alla base del canale Da qui, traversando i Biscurri in direzione nord-ovest, abbiamo risalito la dorsale che conduce alla cresta nord-est del monte Tartaro a quota 2132 m ca. Anche se le condizioni della neve e l'attrezzattura al seguito sconsigliavano di proseguire, in perfetto stile "collezionista di 2000", ho tentato di raggiungere la vetta con piccozza e ramponi percorrendo la citata cresta in direzione sud-ovest, ma mi sono dovuto arrendere negli ultimi metri sotto un enorme fungo di ghiaccio posto a guardia della cima, per superare la quale avrei dovuto piantare viti da ghiaccio ed avere un bel paio di piccozze tra le mani. Non nascondo che per tornare indietro ho dovuto fare una bella sudata, con Pastarella che se la rideva per aver avuto la saggezza di rinunciare alla prima evidente difficoltà del terreno.

Relazione: Da Alfeda si raggiunge il rifugio Campitelli a quota 1445 m dove, in direzione nord-ovest si imbocca una larga pista che si inoltra nel bosco fino a raggiungere, dopo una breve discesa, una selletta dalla quale si seguono i segnali del sentiero estivo fino ad uscire in campo aoperto nella larga valle glaciale. Risalendo il lato sinistro della valle si incontrano, su di un dosso, i ruderi di un vecchio fortino, punto dal quale si gode di un ottima vista sull'intera valle, sui Biscurri e sulla Meta e sul Tartaro.
Continuano a risalire la valle sul lato sinistro in breve si raggiunge la base del canale nord-est del monte Meta che si risale direttamente fino ad uscire a destra sulla cresta, dalla quale in direzione sud-est si raggiunge la vetta (due crici e punto trinometrico) a quota 2242 m. Per la discesa si utilizza il percorso della salita o, in alternativa, uno stretto e ripido canale parallelo al precedente il cui imbocco è posto poco più a nord.
Per il Monte Tartato, come già descritto.

Partecipanti alla gita: Marco, Antonio (Pastarella) e Angelo.

Per vedere le foto clicca sul titolo del post.

martedì 19 gennaio 2010

Eccomi qua

Gentilissimi Cavalieri,
eccomi qua a scrivere, come avevo promesso, nonstante sia reduce da due esami (spero di averli passati) e sia provata nel fisico e nella mente.
Innanzi tutto vorrei ringraziare tutti quanti voi per il caloroso benvenuto, devo ammettere che non me l'aspettavo. Credo di dovere delle scuse al cavalier Pastarella? per aver fatto pensare che si trattasse di uno scherzo e che il colpevole fosse lui. Io mi sono impegnata nel tentativo di convincerli della mia esistenza ma, visto i trascorsi, gli altri cavalieri si sono dimostrati degli ossi duri. Un grazie particolare al cavalier Silvio per avermi dedicato le foto della vostra uscita: sono mervigliose! Tanto che mi avete convinta ad uscire con voi il prima possibile: il Gran Sasso e la Laga cominciano ad andarmi stretti e sento il bisogno di ampliare i miei orizzonti.
Vorrei fare una piccolissima precisazione: con gli sci me la cavo, mi hanno detto che ho stile, ma so che tecnicamente lascio molto a desiderare. Quindi grazie al cavalier Il Mascherone per il complimento ma "bravissima scialpinista" è probabilmente un tantino troppo.
Poi c'è la questione del nome d'arte. Come ho già scritto in un commento, vorrei mettere il mio ai voti se per voi non è un problema. Gradirei sapere quale di quelli che propongo vi sembra il migliore. Alcuni sono venuti in mente a me, altri mi sono stati affibiati da alcuni compagni di montagna, altri ancora sono il frutto della mente creativa di mia sorella.
"Biancaneve" e "Raperonzolo" richiamano il tema cavalleresco (Biancaneve anche "polveroso") e sono spiritosi, ma fanno molto "donzella che ha bisogno di essere salvata" e, mi dispiace se ciò ferisce il vostro orgoglio di cavalieri, ma non sono io, visto che ho la tendenza a cavarmela da sola. Però mi piacciono e se mi consigliate uno di questi mi adopererò per mettere su un'aria da damigella in pericolo...
Il terzo candidato è "Snow Wild" che forse in inglese non dice niente, quindi propongo la versione italiana "Neve Selvaggia" che ha poco a che fare con i cavalieri ma mi descrive abbastanza bene. Altro nome "Pesce Azzurro" che non c'entra niente con neve o cavalieri ma sta per alice, acciuga o aringa...
La burlona di mia sorella se ne è uscita con "aspirapolvere" e "folletto" (la marca di aspirapolvere) che ritengo siano sono molto in tema.
Se avete delle idee originali siete caldamente invitati a farvi avanti o, in ogni caso, ad esprimere un parere, alrimenti ne sceglierò uno da sola (non fatemi questo, per favore!).
Scusate se sono stata poco chiara o contorta ma il mio cervello è fuso e chiede riposo a gran voce.
Buonanotte a tutti.

Damigella Ali (almeno per il momento)

LA MATRICOLA

Un saluto a tutti i cavalieri da un cavaliere che tale ancora ci si sente, viste le scarse frequentazioni.Devo dire che in effetti mi sento come una MATRICOLA ai primi giorni di università rispetto a voi, sicuramente più blasonati di me riguardo a uscite.
Inizialmente ero spinto nelle uscite dal pensiero che in vetta avrei trovato i" mitici tarallucci"(che tanto hanno fatto scrivere) della madre del cavaliere medioevale,invece poi il fascino della "polvere "ha preso il sopravvento(in effetti Sir Angelo me lo aveva detto)
Un saluto speciale al sommo P O N T I F E X !!!!
Ma soprattutto Buona Neve a tutti !!

lunedì 18 gennaio 2010

Habemus Listam

A più riprese si è parlato su questo blog della conquista dei 2000 dell'Appennino, delle varie liste e interpretazioni intorno a cime e cimette. Le 2 o 3 liste del sottoscritto, la lista faustiana, la lista di Osti-Guerrazzi, la lista del Club dei 2000...Ebbene ora...abbiamo LA lista!
Oggi c'è un elenco adottato dagli organizzatori del "Club dei 2000" (www.club2000m.it), condiviso con Alberto Osti, autore del libro "I 2000 dell'Appennino" (Edizioni Il Lupo), e che ha ricevuto il nulla osta dalla Società Geografica Italiana SGI e dalla Federazione Italiana Escursionimo FIE - Comintato Lazio.
I 2000 ivi censiti sono 241, ne trovate l'elenco completo su http://www.club2000m.it/
Chi vuol iscriversi al Club dei 2000 potrà accedere al sito e compilare la scheda di adesione.
Vi comunico inoltre che uscirà prossimamente la seconda edizione del libro di Alberto Osti I 2000 dell'Appennino che conterrà l'elenco sopra detto delle 241 cime, frutto della collaborazione tra Osti e il Club 2000m.

Io credo che i Cavalieri, compatibilmente con gli impegni in materia di polvere, e di tutte le altre nobili arti e passioni coltivate, meritino ormai di guadagnare la parte alta della classifica dei duemilisti italiani (esiste una classifica in base al numero di cime raggiunte, consultabile sullo stesso sito)!

CARA ALICE.....

DOPO TUTTO IL BACCANO CHE HA COMPORTATO IL TUO INSERIMENTO NEI COMMENTI DI UN POST AL PUNTO CHE IL CAVALIER IL MASCHERONE GIA' TI HA DATO IL BENVENUTO, BEN SAPENDO CHE IN QUESTO LUOGO C'E' UN'AUTORITA' SUPREMA, CHE E' IL SOTTOSCRITTO "PONTIFEX MAXIMUS" CHE DA' L'ASSENSO FINALE PER L'NGRESSO ALL'ORDINE, TI INVITO A SCEGLIERE IL NOME D'ARTE E A CREARTI UN PROFILO APPONENDO UNA FOTO CHE SCANSI TUTTI GLI EQUIVOCI FIN QUI SORTI.

domenica 17 gennaio 2010

Serra di Rocca Chiarano


Dopo la grande "abbuffata" di ieri sulla Neviera del Sirente, questa mattina la neve l'abbiamo cercata con la lanterna seguendo le indicazioni di un noto ski-alper abbruzzese che aveva percorso lo stesso itinerario il giorno precedente.
Le condizioni non erano esattamente "stupende" così come le aveva descritte il citato ski-alper, ma tutto sommato abbiamo rimediato una bella sciata su neve ancora polverosa al punto da essere invogliati a risalire una parte dell'itinerario per una seconda volta. Insomma, niente di simile alla missione "stealth" del 20 dicembre scorso, ma non ci possiamo lamentare anche se sulla cresta abbiamo patito una certa frescura e ghiaccio vivo sotto le pelli.
Relazione: da Passo Godi si prosegue in direzione Villetta Barrea fino a giungere a quota 1520 m. ca in corrispondenza della stazione Meteomont del Corpo Forestale dello Stato (a dx della strada)in località Anatuccio, dove sulla nostra sinistra inizia una carrozzabile indicata sulla carta come itinerario Y3, il cui accesso è chiuso da una sbarra. Si percorre la citata carrozzabile fino a superare il secondo tornante, per poi risalire decisamente alla nostra sinistra il sentiero (segni rossi su albero) che risale la faggeta di Selva Bella. Si risale lungo una valletta ai cui lati si trovano grossi massi fino ad uscire dal bosco a quota 1950 m, continuando in campo aperto attraversando il pendio in direzione Sud-Est superando un'anticima fino a raggiungere la vetta di quota 2262 m.
In discesa puntare verso la radura di Pratello (dalla quale siamo poi risaliti nuovamente in cresta per la seconda discesa), per poi tagliare verso la destra orografica ed immettersi nuovamente per il valloncello dal quale si è saliti.
Cartografia: Monti Marsicani - Mainarde - Valle del Giovenco e Monti della Meta; edizioni Il Lupo.

Annuntio vobis gaudium magnum habemus Alice!

Alice esiste, gentili Cavalieri!
Si tratta di una graziosa ragazza bionda abruzzese bravissima scialpinista, e credo non solo!
Ogni dubbio è stato fugato ed il Cavaliere Angelo è testimone oculare.
La saluto pubblicamente a nome di tutti.
Ciao Alice, vieni a "trovarci" quando vuoi.

p.s. per i Cavalieri: "mò deteve nà calmata!"

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