sabato 20 marzo 2010

C.no Grande vetta Occ.le cresta Ovest

Illustri cavalieri, la voglia di narrare le ultime gesta è forte, ma altrettanto forte è la stanchezza ed accorgermi che il copia e incolla pare non funzionare in cotal guisa, mi induce ad inserire l'articolo già scritto, tramite un link al sito Cai Pescara.... non me ne vogliate !

http://www.caipescara.it/index.php?option=com_content&task=view&id=593&Itemid=1

alle prossime...

giovedì 11 marzo 2010

L’Adunanza

I Cavalieri eran capaci d’imprese memorabili,
in ogni arte e tenzone erano abili
a niun d’essi difettava la baldanza,
ma ciò che più li atterriva era l’ADUNANZA.

E pur il Cavaliere Bianco aveva scalato ghiaccio, roccia, sabbia e ghiaino,
et anco polvere, prati, il corno grande e il piccolino.
D’ogni attrezzatura disponea il Cavalier Rosa e d’ogni montana cosa,
di tutti li fabbricanti conosceva la brosciur,
a memoria recitava quella della Montur.
Il Cavaliere Fucsia tutti gli sport amava praticare,
di terra, di cielo, di polvere, di bike e pure di mare.
Il Cavaliere Trasparente appariva e spariva a suo piacimento:
l’ Assenza doveva al suo ardimento.
Il Cavaliere Sommo, il Pontifex, la Mente,
regnava sui Cavalieri e impressionava la gente.
Turbava i sogni delle tornite Donzelle.
Ma pur anco disturbava quelle snelle…
Queste le Glorie e le Vittorie, le Beltà e le innocenti Vanità, che mi piacque celebrar in poesia.
Ma or narro dell’Adunanza, e la serietà de lo tema vuol che lo racconto in prosa adesso sia.

Una millenaria tradizione decretava che l’adunanza si tenesse ne lo Rifugio Bianco.
La Corporazione della Montagna, con sede legale nel quartiere de lo santo caro a tutti gli alpinisti: S. Donato, prevedea una temibile prova iniziatica per arrivare a lo chiavistello de lo Rifugio, e per lo riportar ne lo tempo utile al TOSSICO BAR.

Uno de li più ardimentosi e linkati fra li Cavalieri, il Cavaliere de la Grande Maschera, prese risolutamente in carico la prova eroica-burocratica.

Lo Cavaliere superò brillantemente la prima prova: “Se un amico in zona presidenza non hai, la chiave de lo Rifugio giammai prenderai”.

Si dovea ora trovar la grotta del Genio del Parco, anche detta “Centro Visite”, in cui era custodito lo scrigno che contenea lo prezioso chiavistello. Si narrava avesse un orario a sorpresa : qualche giorno chiudea alle 15.00, qualche altro alle 19.00.
Al CGM (Cavaliere della Grande Maschera ) a questo punto venìa da ridere. Allora mandò un altro Cavaliere: “Vai tu che a me viene da ridere”, gli disse. Poi però si capì perché gli venìa da ridere. Fra un enigma ed una prova fatale, c’aveva preso gusto pur anco lui. E volea veder se lo Cavalier Delegato ai sensi dello Statuto dell’Ordine, avrìa superato la corsa contro lo tempo per arrivar alle 15.00 presso la Grotta che chiudea alle 19.00.

La terza prova era temibile: “Oh Cavalier che brami conquistar lo Rifugio, sappi che nell’impresa avrai per nemici li miglior amici”.
La profezia non tardò ad avverarsi e a indossar le vesti de lo Cavaliere Sommo.
Il Cavaliere Pontifex pronunciò infatti lo celeberrimo discorso dal titolo “Perché non fare le adunanze solo in primavera?”.
L’ispirazione de lo memorabile sermone l’avea avuta al fruttivendolo.
Era entrato, e facendo uso d’uno dei li sui più noti superpoteri, in un secondo avea individuato in una folla di 27 cristiani pigiati in un negozio piccolo, una donzella di gradevoli fattezze, e l’avea così arpionata:
“ I CAVALIERI PROPONGONO ADUNANZA IN INVERNO. TRENTA CENTIMETRI DI NEVE SU 3, MA CHE DICO…4 CHILOMETRI DI AVVICINAMENTO. DICE IL PROVERBIO : CHI CACH.. A MEZZ' LA NEVE PREST' SI SCOPRE. COSE COSÌ NON SI DOVREBBERO SOLO FARE AL DISGELO? IN PRIMAVERA?”
“In p-primavera” balbettò la donzella.

“CAVALIERI,
SONO APPARSO IN SOGNO AD UNA DONZELLA,CHE MI HA DETTO “P-PRIMAVERA”.
CAVALIERI VI ORDINO E VI INTIMO DI FARE ADUNANZE SOLO IN PRIMAVERA E D’ESTATE. L’ADUNANZA DI DOMANI NON S’HA DA FARE”

I Cavalieri, sollevati, decisero di fare l’adunanza il giorno dopo.

Tutti li Cavalieri sanno, et anco il CGM sallo (!), che quando che l’Adunanza sia convocata, una nota maledizione vuol che uno di loro vegna rotto da lo flagello contro cui Valore, Armi ed Eroismo a poco valgono: lo VIRUS.
Il Fato volle che ad esser piegato fusse proprio il CGM, che per sovrappiù beccossi anche dolori all’ossi, occhi rossi, pertossi, e ad uno scalino inciampossi.

Ma lo Cavalier tenace dall’infausto letto menò le operazioni per addivenir all’agognata Adunanza.
S’era fatto tardi, ormai i negotia volgean a chiusura, rischiavan di non arrivar le masserizie.
Infine per non rischiar l’anoressia CGM risolsessi (!) a spedir li cavalieri uno a sud, uno a nord…ma no, li Cavalieri son più di quattro, quindi uno a sud-est, uno a sud-sud-est… e così via. E ciascuno con la missione di portare lo poco c’avrìa oramai trovato.
Il valor de li Cavalieri a ben saper, lo seguito era presto a preveder.
Ciascuno portò quanti viveri eran bastevoli per tutti. Per non rischiar l’anoressia, fu una certezza la bulimia. E non si limitaro li Cavalieri alla quantità, chè da sempre eran sensibili alla beltà. Un Cavaliere , noto in ambienti chic come Sonia, portò una tovaglia rosa, e tutti grandemente dilettò la qual cosa.

Il peggio, ma non tutto, era passato.
I Cavalieri andarono al rifugio accompagnati dalla di loro mascotte.
Non puotesi dir lo nome suo poiché essa finor non volle iscriversi a lo blog. E poiché la specie sua continua a recalcitrar all’informatizzazione, li più informati dicon che la mascotte resterà anonima anche ne li tempi futuri.
La mascotte de li Cavalieri venne attaccata dai cinghiali e da altri animali. Mille coppie d’occhi (ma anche 3 occhi spaiati) brillarono nel buio. Non si seppe mai a chi appartenean i 3 occhi spaiati (ma neanche le 1000 coppie). I Cavalieri scapparon tutti, e la mascotte si salvò da sola.

Per finir in bellezza la-Corporazione-della-Montagna-con-sede-legale-nel-quartiere-del-santo-caro-a-tutti-gli-alpinisti-S. Donato avea congegnato la più ardua delle prove.
Chi è lo contrario dell’alpinista? Chi lo suo antagonista? Chi alla stessa ora si addormenta che l’alpinista esce alla tormenta? Chi predilige li paradisi artificiali e dell’alpinista deride quelli naturali?
Lo TOSSICO.
E allor la Corporazione avea deliberato che non alla-grotta-del-Genio-del-Parco-anche-detta -“Centro -Visite” si restituìa la chiave, ma al Tossico Bar de lo villaggio.
Per lo Cavalier che l’avea prelevata fu un gioco da ragazzi la restituir a lo Tossico di turno.
Avea avuto l’Illuminazione, aiutato da li vini e dalla libagione, e a lo interlocutor assorto e stralunato, tutta la simiglianza de lo montanar con lo tossico avea spiegato:
“Ché astraendo dal legger sfasamento delle ore ( perché lo tossico, dicea, è un fuso…orario) noi siam affini, ma che dico, gemellini: cerchiam paradisi, camminiam fra li fiordalisi, soffriam de l’astinenza ché de la polver non possiamo far senza…”
Lo svalvolato non lo lasciò continuar, era persuaso,intenerito, commosso, quasi innamorato, aprì il braccio per l’abbraccio, lo Cavalier non perse l’occasione, gli porse in man la chiave de l’Adunanza, mise fine alla fratellanza, e tosto si dileguò.

Il CGM, come il fato volle, non presenziò. E principiò anco a veder tutto cupo. Uno spirito maligno gli avea infuso l’idea che li Cavalieri avean congiurato contro di lui.
Poi finalmente una donzella di nome Sonia, all’orecchio gli sussurrò la verità :“Il buio che hai visto in questi giorni, è come quello che ti procura un occhiale da sole quando il sole non c’è. Quel buio non c’è, guarda invece come splende il sole!”
Lo Cavalier, fuor di metafora, ricordò di aver dimenticato indosso lo suo occhiale da sole.
Il sole tornò a splendere, e l’amicizia a scaldare.
Per celebrare lo evento lieto si convocò una nuova Adunanza, Rifugio Bianco naturalmente.
Fato volle che toccasse al CGM mettersi in azione e affrontar la nuova prova de la Corporazione…

mercoledì 10 marzo 2010

...G R A Z I E

Grazie,
Grazie a tutti, Cavalieri e non,
Grazie a tutti quelli che questa mattina non se la sono sentita di non andare al lavoro!
Grazie per non aver deciso di andare a sciare nonostante vi fossero tutte le condizioni per trovare della neve polverosa!
Grazie!
Grazie di averci lasciato il bosco tutto per noi (no, non ero solo)
Grazie per averci permesso di ararlo in lungo ed il largo.

Seplicemente GRAZIE di non essere venuti a sciare dove siamo andati noi questa mattina! e GRAZIE di averci permesso di non dover dividere lo stupendo manto nevoso da arare con altri (non ve la prendete, è semplicemnte una questione di metriquadrati da arare!!!!).

FAQ (alle domande che sicuramente ci vorreste fare):

si, c'era tanta neve
si, era polverosa anche se poi (molto poi!) si è appensantita
no, quando siamo arrivati non vi erano altre tracce
no, eravano solo noi
si, c'era anche il sole
si, quando siamo andati via il bosco era tutto arato.
si, penso che ci torneremo
no, non è opportuno dirvi dove siamo andati. Motivi di privacy!
no, nenache la prossima volta vi chiameremo .

giovedì 4 marzo 2010

IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO!!!!

"CHI CACH.. A MEZZ' LA NEVE PREST' SI SCOPRE".MI SEMBRAVA STRANO.COME MAI NESSUN COMMENTO ED, IN PARTICOLARE, NESSUNA FOTO DEL TANTO DESIDERATO EVENTO DI LAMA BIANCA. E DIRE CHE ERO DISPIACIUTO PER NON ESSERE ANDATO...E' STATO MEGLIO COSI'!!ALTRIMENTI, IN QUESTA CIRCOSTANZA, AVREI RISCHIATO DI PAGARE UNA BOLLETTA "SALATA" DEL TELEFONO.IN POCHE PAROLE IL NOSTRO, ORMAI E' SUPERFLUO NOMINARLO DATA LA SUA NOTORIETA', DOPO AVER CALDEGGIATO DA DIVERSO TEMPO L'INCONTRO ED AVERLO ORGANIZZATO COSA COMBINA ALL'ULTIMO SECONDO? SUOLA!!PENSATE CARI CAVALIERI CHE LA SERA PRIMA, SUL TARDI, MI HA TELEFONATO PER SPRONARMI AD ANDARE. MI ASSOCIO AL DOLORE DEI CAVALIERI "SUOLATI" ED IN PARTICOLARE AL CAVALIER SILVIO IL QUALE, DI CONTRO, PUO' VANTARSI DI DETENERE UN PRIMATO: L'UOMO PIU' SUOLATO DELL'ORDINE SE NON DELLA TERRA!!HA PRESO PIU' SUOLE LUI CHE TUTTI GLI ALTRI CAVALIERI MESSI INSIEME!!GLI CADE A PENNELLO UN DETTO CHE RECITA:" NON MI DISPIACE CHE MIO FIGLIO PERDE E CHE SI VUOL RIFARE" DICE UNA MAMMA!!

domenica 28 febbraio 2010

neve, sole, amici e ventoooo!....chiudete la portaaaa!

Dopo la stupenda giornata di sabato dove solo alcuni di noi hanno soddisfatto i propri istinti avevamo la speranza che la domenica ci potesse regalare un bis.
In effetti se valutiamo la gita di oggi dalla fine possiamo dire che si!, è stata una bella giornata ma l'inizio nonè stato dei migliori.

Già dalle prime ore si è capito che il meteo aveva "toppato". Si vedevano tante nuvole.
Appena scesi dalla macchina a fonte Vetica subito ci siamo uniti ad un nostro vecchio amico, il vento (e che vento!).

La salita per il vallone di Vradda è stata, come al solito, non proprio entusiasmante. A noi ci prende male il Vradda. Però si è salito. Si saliva accompagnati da forti raffiche di vento che a tratti aiutavano a salire. Una forte folata mi ha letteralmente buttato a terra poco prima del primo saltino di rocce. Vietato portare le tasche aperte

Altro amico di salita è stato il sole, sempre presente come il vento.

Arrivati alla selletta i ski-raptor (Angelo e Luca) stavano già scendendo e ci suggerivano di spellare poichè il vento era molto forte. Però noi ritardatari non potevano non notare il loro sorriso stampato sul viso. Evidentmente la neve è ottma, ho pensato. Si va avanti.

Dopo un piccolo sondaggio tra me, Marco (di Penne) e Fausto abbiamo deciso che si saliva anche noi (...e perchè noi no?). Poco più avanti però il vento ci ha respinto pesantemente e spellare è stata una vera impresa.

Sin dalle prime curve si è capito che la neve non era ottima ma straordinaria!

Ho assistito anche ad un evento strano. Un componente della cordata, in assetto da discesa, non riusciva a scendere e il vento lo spingeva in salita. Ve lo immaginate uno che scia al contario? eh! eh! eh!

Durante le fasi di ripartenza molti sono stati gli ski-aper che orbitavano nella zona, tutti respinti dal vento ma tutti con un sorriso stupendo stampato sul viso.

Un grazie particolare va al ski-raptor-fisioterapic Luca che mi ha manipolato il polso dolorante da giorni e..... sembrerebbe che lo abbia messo a posto.

Durante questa gita sono state poco le foto. Chi del gruppo le ha fatte le pubblichi direttamente nel post.

Gita: Monte Camicia per il vallone di Vradda.

sabato 27 febbraio 2010

SENZA PAROLE.




IL CAVALIER POLO SI ESIBISCE IN EVOLUZIONI GINNICHE GIOIOSE SULLA CIMA DEL MONTE ROTONDO DEL VELINO RAGGIUNTA DOPO VARI VANI TENTATIVI!!!!!

martedì 23 febbraio 2010

WWF

Premetto che scrivere non è il mio forte.
La mia materia preferita è sempre stata matematica.
Nonostante le evidenti difficoltà espressive, tenterò di buttare giù il mio personalissimo punto di vista sull'uscita di domenica.
Le previsioni del tempo per domenica erano splendide: tante palle gialle in tutto l'Abruzzo. Venerdì sera mi presento dal mio solito compagno d'avventura, un vecchietto di nome Marco, e gli comunico che domenica avremmo avuto ospiti: Cavalieri della Polvere.
Gianni (soprannominato "Lu Matt") fa: "digli di restare là".
Domanda di Marco:"ma ce le hanno le donne in montagna?". La risposta era scontata. Segue un commento spiritoso e forse venato da una puntina di gelosia: "perché noi dobbiamo condividere l'unica donna che abbiamo?". Dovete perdonarlo, è tutta colpa mia: ultimamente l'ho trascurato.
Bisogna precisare che la loro teoria è la seguente “in montagna meno si è meglio è” e, da quello che mi dicono, sembra che ad una certa età si tenda ad essere particolarmente selettivi nella scelta delle compagnie, soprattutto quando si tratta di montagna.
Per quanto riguarda gli altri due, cosa abbia spinto due Cavalieri Solitari, accaniti sostenitori del numero 2 (l'unico numero perfetto per andare in montagna) a cercare un incontro in territorio nemico, rimane un mistero. Non avevo idea di cosa passasse per la testa dei due ospiti ma con queste “invitanti” premesse la giornata si prospettava veramente felice!
A peggiorare le cose ci se è messo anche il vento caldo, aumentando il rischio valanghe e riducendo le possibilità di scelta del percorso ai minimi termini.
Comunque, carino come al solito, Marco passa la mattinata di sabato pensando ad un itinerario non banale e non troppo facile, date le notevoli abilità sciistiche dei Cavalieri in questione.
Decide per la Ovest del Corvo, partenza da Pratoselva e salita fino alla Vetta Settentrionale passando per un canalino di "40 gradi scarsi" sentenziando così il mio "svezzamento".
Segue la mia notte quasi insonne, causa preoccupazione per la difficoltà del percorso e per l'incontro imminente.
Domenica mattina le previsioni si dimostrano errate: la catena del Gran Sasso e quella della Laga sono coperte di nuvole ma parto ugualmente con Marco e Gianni.
L'incontro con Angelo e Pastarella? è alle 8 a Pratoselva e io trepidante pensavo: "Faranno a gara a chi arriva prima in vetta? Si scanneranno a vicenda? Oppure passeranno tutta la giornata in silenzio, ignorandosi?". Devo ammettere che quest'ultima ipotesi è la più rosea che mi sia venuta in mente.
Dopo le presentazioni partiamo. Com’era prevedibile Angelo, Pastarella? e Gianni ingranano la quarta e spariscono. Io mi dispero per non aver avuto la possibilità di avvisare i due Cavalieri che il soprannome “Lu Matt” non era stato scelto a caso…
Pensavo che l’uscita sarebbe continuata così e invece… Pastarella? e Angelo decidono che è arrivato il momento di aspettare e si fermano. Sorpresa! Gianni, al contrario, prosegue imperterrito come al solito.
Il brutto tempo e le cattive condizioni della neve ci obbligano a cambiare programma e a ripiegare nel Crivellaro dove Gianni si ferma e noi lo raggiungiamo. Comincia la discussione e i pareri sono discordanti: Gianni vuole proseguire dentro un canalino pieno di neve e i Cavalieri, prudenti, dopo le ultime disavventure, preferiscono fermarsi. Marco, più accomodante e conoscendo il suo amico, cerca di fare da mediatore. Si prenderanno a piccozzate? No! Contrariamente alle aspettative Gianni cede. Incredibile! Ma che diavolo sarà successo?
La discesa fila via liscia come l’olio, con neve non particolarmente bella ma neanche schifosa. Ad un certo punto fra una chiacchiera e l’altra ci scappa perfino un invito a sciare a Passo Lanciano e ad assaggiare non so quali ravioli. Ma…?! Il Pianeta ha cominciato a girare al contrario e io non me ne sono accorta? O forse si sono fumati qualcosa per strada? Boh… Lascio spazio alla libera interpretazione.
A fine sciata siamo perfino finiti in un bar a bere qualcosa. Basta! Non mi pronuncio più. A quanto pare i miei timori si sono rivelati infondati. A Gianni non ho chiesto cosa ne pensasse ma è tornato indietro contento quindi non credo ci sia bisogno d’indagare, mentre Marco mi ha dato l’ok (tende a essere iperprotettivo e forse adesso starà più tranquillo).
Avrei dovuto aspettarmelo: fra ORSI ci si intende!
Sono riuscita a scattare una foto a due esemplari piuttosto scontrosi prima che mi ringhiassero contro e si dileguassero nella nebbia.E io?
Dopo attente riflessioni sono giunta alla conferma di ciò che già sapevo: sono più orsa di tutti loro messi assieme!

SILENZIO STAMPA!!!!

COME MAI NESSUNA RELAZIONE E SERVIZIO FOTOGRAFICO DELL'USCITA DI VENERDI POMERIGGIO A LAMA BIANCA?QUESTO INATTESO SILENZIO MI FA PENSARE CHE I PARTECIPANTI SIANO STATI COLPITI DA ATTACCHI DI "SCIOLTA" A CAUSA DI CIBI DETERIORATI OPPURE L'ASSENZA DEL PONTIFEX HA CREATO UN VUOTO INCOLMABILE TALE DA NON CREARE SPUNTI PER EVENTUALI POST.A QUESTO PUNTO, COME SI SUOL DIRE, "CI HO PIACERE", COSI' UN'ALTRA VOLTA LA ORGANIZZATE IN UN GIORNO DI PRIMAVERA.IL MASCHERONE E' AVVISATO PERCHE' E' LUI IL FANS DI LAMA BIANCA.

lunedì 22 febbraio 2010

Nuovi obiettivi...club dei 2000

E' fatta...sono dentro anch'io:

e quindi di ricomincia con l'affannosa ricerca di cime, gobbe e cimette secondarie (almeno in Abruzzo) ... per quanto riguarda le altre, bisogna inziare a muoversi fuori regione.

da notare che caso ha voluto che fossi il n.100 ad iscrivermi !!!

Classifica Soci
Club 2000m. has 100 registered users

Giuseppe Albrizio
228
19.01.2010

Alberto Osti Guerrazzi
194
14.01.2010

Livio Rolle
192
14.01.2010
-
Silvio Maresca
185
04.01.2010

Remo Zavarella
178
29.01.2010
-
Claudio Carusi
177
14.01.2010

Fausto Covitti
166
22.02.2010

Alberto Casazza
159
29.06.2008
-
Daniele Carbonetti
139
14.01.2010

Doriano Rasicci
136
02.01.2010

Anita De Santis
134
17.12.2009
-

-

-

-
Angelo D'Onofrio
103
25.01.2010


Qui è un elenco delle prime posizioni con il numero cime alla data.

La mia "rincorsa" è subito sul cavalier Silvio... mentre Angelo lo vedo ancora ben lontano e cercherò di tenerlo a distanza !

A PROPOSITO : Sapete dov'è il M.VETICOSO ??!!

domenica 14 febbraio 2010

... svelato il mistero del contenuto dello zaino del Cavalier Fausto!

... nella giornata di domenica si è finalmente svelato al mondo il misterioso (e pesante) contenuto dello zaino di uno dei Cavalieri più attivi dell'Ordine, il Cavalier Fauso.

Lo zaino è stato affidato ad una commissione che all'atto dell'apertura, avvenuto alla presenza di un notaio che ha certificato il tutto, ha stilato un lungo elenco del misterioso contenuto giungendo alla determinazione che il contenuto dovesse essere secretato.

Ma si sa, solo quello che non si fa non si viene a sapere e ... .... .... un gruppo di abili hacker hanno violato il server del notaio e copiato l'elenco che vi riporto:

il 14 febbraio 2010, alle ore 10.00, in Pescara presso l'area di risulta della stazione, io sottoscritto (... omissis ...) notaio di Pescara, do atto di procedere all'apertura dello zaino in uso a tale Cavalier Fausto, il cui contenuto si riporta integralmente:


una scatoletta di tonna marca RioMare, una scatoletta di tonno Nostromo, 1 Kg di zucchero bianco, 1 Kg di zucchero di canna, un barattolo da 1 Kg di miele, 1 Kg di mele, un set di posate d'argento, 50 posate di plastica, 12 piatti di porcellana (piani, piatti e da frutta), 12 bicchieri per acqua, 12 bicchieri per vino, 3 litri di vino rosso, 1 litro di vino bianco, 1 litro di aceto, 10 bustine di lievito, 24 rotoli di carta igenica, una tovaglia da 24 persone, 2 sedie pieghevoli, 25 metri di tubo per irrigazione, 1 tenda da 12, 1 tenda da 6, 1 tenda da 3, 1 teda da bivacco, 2 ombrelli pieghevoli, 1 cucina da campo, una bobola da gas (grande), una lancia termica, 2 badili, 1 zappa, 1000 chiodi, 2 rotoli di carta vetrata, 12 palloncini di vario colore, 2 catene di luci per addobbi di natale, un poster della majella, un poster del Gran Sasso, un PC portatile, un gruppo elettrogeno portatile, 20 litri di benzina, un paio di sci, l'intera raccolta enciclopedica Treccani, una parabola satellitare, un sachetto di cemento, 20 litri di acqua non potabile, 20 litri di acqua potabile, 20 bustine di the, 100 bastoncini di cannella, 1 ago, due roccette di filo, 5 paia di guanti, 5 paia di pantaloni, un DVD contenente tutte le tracce GPS delle Dolomiti, tutti gli ultimi 100 numeri della rivista cai "la rivista" e "lo scarpone", 2 copie del regolamanto del cai.


in realtà alle 23,45 il notaio, ormai allo stremo delle sue forze andava via, ma un gran numero di persone si era radunata per visitare tutta questa roba. è stata fatta anche una foto:

...polveroso monte Palombo (per la cresta Nord-Ovest)

... questa domenica è stata una giornasa polverosa trascorsa insieme a due veterani dello ski-alp abruzzese; Fabrizio e Mauro nel feudo del monte Palombo per la cresta Nord-Ovest.

La giornata era data dal meteo come pessima, ma noi siamo stati fortunati incontrando anche un pallido sole. Le condizioni della neve erano ottime: polvere.
Non c'è da aggiungere altro.


Dislivello: circa 800 mt.
Alla data attuale il passo del Diavolo è inagibile per frana quindi bisogna fare il giro percorrendo la strada che da Cocullo porta verso Bisegna (tortuosa ma larga e ben tenuta). Si arriva, dopo aver oltrepassato il bivio per Bisegna , al primo tornante ove sulla sinistra si ha la fonte Padura (mt. 1275). L'asciata l'auto e calzati gli sci si entra nella sterrata e si imbocca una radura dopo una sbarra metallica e si inizia a risalire il bosco per il sentiero marcato con bollini arancioni. Bisogna evitare, guadagnando quota, di portarsi verso destra perchè li il bosco si infittisce e si hanno dei salti di rocce. Una volta raggiunto la fine del bosco si incontra un grosso ripetiore e, di li a poco, si raggiunge la vetta per via di cresta. Discesa per la via di salita.

sabato 13 febbraio 2010

... tanto di cappello a PolveronzolA

... le condizioni della neve non permettono di osare in itinerari più impegnativi. La scelta cade su una classica (ma sicura) escursione: il Monte Sirente per la Val d'Arano.

Solito ponte, solita ora (06.30!). Ma ecco una sorpresa. Alice ha deciso di unirsi a noi. Eccola arrivare in perfetto orario con la sua macchinina da ski-alper professionista (no, non è a Fiat Sedici, ma la Fiat Doblò). Dopo i saluti si parte!

Beh! che dire. Non sarebbe corretto dire che la cosa ci ha lasciato indifferenti. Eravamo tutti contenti per un nuovo amico, ops amica, ma la circostanza che questa riccioluta e giovane ragazza ambisse ed osasse sfidare i Cavalieri della Polvere sul proprio territorio, be! questo non è passato inosservato.

Arrivati in Val d'Arano il termometro segnava -12°. Durante i rituali preparativi chi si lamentava per le mani ghiacciate (io), chi per i piedi dolenti, chi sbagliava strada e si infilava nel maneggio pensado di cavalcare chi sa quali pendii, lei quieta quieta si prepara e ..... Si parte.

Senza farla tanto lunga siamo arrivati alla vetta e Alice era li, con noi . Dimostratndo di essere tosta ed all'alteza del rango che si impone ad un vero Cavalieri della Polvere, ma poichè faceva molto freddo la cerimonia è stata rinviata a data da fissare.


PolveronzolA, complimenti a mamma e papà. Arrivederci alla prossima Crociata.


Va registrato però un caso all'attenzione del comitato etico dell'Ordine. Un membro (su cui si mantiene uno strettissimo riserbo) ha sollevato il dubbio che un Cavaliere ricorra all'uso di sostanze dopanti prima di cimentarsi in lunghi distacchi al grosso del gruppo.
In effetti due Cavalieri in questa escursione hanno preso il volo appena dopo la partenza distaccando tutti i restanti crociati che, lemma lemma, hanno avuto modo di assaporare alcune specialità dolciarie che Alice aveva preparato per l'uscita (altro che doping!)
Non è passato inosservato quel repentino gesto di un Cavaliere che, poco prima di calzare gli sci, ha assunto una strana sostanza da una stranissima bustina che, dopo l'uso, non ha gettato (per non lasciare indizi). Indagheremo.
Certo è che se il Cavaliere accusato avesse qualcosa da dire...... parli ora o taccia per sempre.


veniamo all'uscita:
dislivello: 1000 mt, difficoltà MS, esposizione Sud/Ovest
Itinerario tranquillo, potrebbero esserci dei problemi di orientamento in caso di scarsa visibilità.
Da Ovindoli seguire le indicazioni per i prati d'Arano e lasciare l'auto nei pressi del maneggio (in caso di scarso innevamento si può proseguire per un po). Calzati gli sci seguire la strada che, in pianura, porta ad un primo bivio da imboccare verso sinistra per una sbarra metallica. Molto lentamente si inizia a prendere quota seguendo sempre la comoda strada che si lascia solo in prossimità della Bocchetta dei Prati (1600 mt). Da qui si punta verso nord/est per raggiungere la vetta, mt. 2348. Discesa per lo stesso itinerario.

lunedì 8 febbraio 2010

VERSO....VERSO....VERSO...NON C'E' VERSO DI ARRIVARE IN CIMA!!!

DA UN PO' DI TEMPO LA STORICA CORDATA COMPOSTA DAI CAVALIERI SILVIO E IL MASCHERONE NON FA ALTRO CHE RACCOGLIERE DELUSIONI SU DELUSIONI IN QUANTO NON RIESCE PIU' A RAGGIUNGERE LA CIMA DI UN DUEMILA O DI ALTRE MONTAGNE DI ALTEZZA INFERIORE.COLLEZIONANO SOLO TENTATIVI (MONTE ROTONDO, COSTONE DELLA CERASA, MONTE LE MUCCHIE ECC...).DOPO GLI AVVISTAMENTI ESTIVI NELLA VALLE DELL'ORFENTO, DOVE SI ALLENAVANO DURAMENTE, PENSAVO CHE I NOSTRI AVESSERO IN ANIMO DI EFFETTUARE DEI VERI E PROPRI EXPLOITS, INVECE HANNO RACCOLTO UN NUMERO CONSIDEREVOLE DI FALLIMENTI.ALLA LUCE DI QUANTO DETTO HO IL PRESENTIMENTO CHE QUALCOSA NON ABBIA FUNZIONATO.HANNO SBAGLIATO PREPARAZIONE? OPPURE, DA QUANTO IL CAVALIER SILVIO SI E' ISCRITTO NEL CLUB DEI DUEMILA E' STATO COLPITO DA "ANSIA DA PRESTAZIONE"? A MIO MODESTISSIMO PARERE PENSO CHE LA RICOMPOSIZIONE DELLA CORDATA, A SIMILITUDINE DELLE MINESTRE RISCALDATE, NON ABBIA AVUTO IL SUCCESSO SPERATO PERCHE' LO SPIRITO CHE ANIMA ATTUALMENTE IL MASCHERONE E' MERAMENTE CONTEMPLATIVO (VUOLE OSSERVARE LE ALBE, I FIORI, LA NEVE, GLI UCCELLI E QUANT'ALTRO SUSCITI EMOZIONI). CON QUESTO PASSO CARO CAVALIER SILVIO RISCHI DI ESSERE DEPENNATO DAL CLUB DEI 2OOO!!!NON PUOI FAR PARTE DI UN CLUB D'ELITE COLLEZIONADO SOLO GOBBETTE, CIMETTE E TENTATIVI!!!RIDATTI UNA MOSSA.RISCHI DI ESSERE CACCIATO PURE DALL'ORDINE!!CI SONO NUOVE FORZE CHE SCALPITANO!!!!

martedì 2 febbraio 2010

Forcella Rossa alle Tofane




Come giustamente dice Silvio, nel commento al post precedente, bisogna rivalutare il coefficiente di rischio delle varie uscite dei Cavalieri.


E' per questo che vi invito la prossima volta a seguirmi sulle piu' belle NERE delle Dolomiti.


Vi assicuro che questa, perlomeno per il sottoscritto, non era per niente tranquilla!

lunedì 1 febbraio 2010

Scrivere dopo quello che è successo domenica sul Gran Sanno non è facile. Non è facile perchè io e Angelo (in realtà anche altri amici) abbiamo subito un evento analogo, ma ben più furtunoso, durante l'uscita.
Va precisato che si era deciso che domenica saremmo andati alla ricerca di neve, neve da sciare all'interno del PNL. Giornata intera, di quelle lunghe.
Durante il viaggio si decide di provare sulla Serra della Terratta (v. Ciccarello e del v. Monte). Li dovrebbe esserci neve (avevamo supposto).
Neve dalla macchina (poca, quanto basta). Si sale, la neve è abbondante. La speranza di fare una grande sciata in powder è reale. Ma così non sarà.
Appena usciti dal bosco la pendenza diminuisce notelvolmente, ci si presenta davanti una conchetta oltre la quale, mi dicono (-dopo-), si attraversa un tratto quasi in piano. Angelo, come al solito, ha l'eclusiva di battere traccia (nessuno di noi in realtà ha mai rivendicato eventuali diritti di "battitore"!). Piccola pausa per riprendere fiato quando nel silenzio si ode la voce a me familiare di Angelo che urla "...valanga!....valanga!...."
Alzo lo sguardo verso l'alto e vedo Angelo (pochi metri avanti a me) che accellerando il passo si sposta verso la destra orografica liberandomi la visuale. A questo punto il tempo assume una dimensione rallentata, (si, capita proprio così), la mia vista nota una massa informa di lastroni che scende (tipo youtube per capirci). Riesco a realizzare che da li a poco sarò investito dalla neve. Mi ritornano in mente alcune nozioni lette velocemente e con poca attenzione su riviste e manualetti scaricatti da internet che suggeriscono, in caso di previsione di travolgimento, che bisogna togliersi sci e buttare i bastoncini. Con una mossa fulminea (che per chi mi conosce sa non appartenermi) riesco a togliermi gli sci e a liberarmi dei bastoncini. Ovviamente sprofondo fino alle ginocchia e penso che devo cercare di galleggiare (?). Per fortuna la neve si ferma poco distante da me. Stop. Il tempo torna a scorrere normale.
Dopo alcuni secondi di normalità, come se nulla fosse successo o che tali eventi siano all'ordine del giorno, comprendiamo che ci è andata veramente bene, ma veramente bene.
E' verosimile ritenere che Angelo abbia rotto la tensione del lastrone che ricopriva la conchetta che è venuta giù lavorata ben bene dal vento.
In realtà una valutazione del rischio era stata fatta, avevamo previsto che l'attraversamento di quel preciso punto (si, proprio quel punto!) poteva registrare degli obbiettivi pericoli atteso il costone sulla destra bello carico. Mai avremmo previsto una valanga (a bocce ferme potremmo chiamarla anche distacco) di superfice. Per fortuna la frattura non si è propagata sul lato destro altrimenti, ......meglio non pensarci.

Avremmo voluto fare un reportage fotografico del luogo, per capire e studiare, ma un colpo fortissimo di vento ci ha suggerito di togliere le pelli e scendere a dir poco rapidamente alla macchina.
Durante la salita abbiamo incontrato tre rispettabilissimi veterano delle montagne abbruzzesi, nientechepopodimeno dei mitici Fabrizio e Achille. Anche loro sono rimasti senza parole davanti al distacco e alle circostanze spazio-temporali.

Questa è una foto della location, l'uomo sulla destra è Achille (omone altro circa 1,80 mt se non di più). Per darvi un'idea, i punti A, B,C D delimitano la linea di rottura che avrà una profondità media di 50 cm per un fronte di 20, 25 mt (io dico anche 30). La linea ondulata rossa delimita la zono dove ero io, mentre Angelo era sulla destra dopo l'albero che si intravede.





Per vedere meglio la foto andate sull'album di Angelo.

Monte Rotondo

Sabato abbiamo scelto una montagna facile e vicina, da allenamento: Monte Rotondo, partenza dalla Forestale, sopra Popoli. Siamo in tre: il "Mascherone", il Cavalier Marco ed il sottoscritto.
In auto, appena superato Popoli, il “Mascherone” sbigottisce, strabuzza gli occhi…ha una visione…vede il …“Cristo-Bar”!
Lo tranquillizziamo…”Guarda che l’insegna è “Risto-Bar”.
Ma forse non si riprende completamente…

Sul cammino c’è poca neve, a tratti qualche goccia di pioggia. Chiedo ad un certo punto al “Mascherone” di ripormi per cortesia la macchinetta fotografica nello zaino.
Nel farlo il "Mascherone" mi da una sonora picozzata in testa (nel senso : la mia picozza, come al solito sistemata sul retro dello zaino, sulla mia testa).
Vabbè…succede.
Il bello però è che il “Mascherone” sembra davvero entusiasta dell’impresa. Comincia a ridere a crepapelle, e parlando e ridendo spiega che l’attrezzo ha fatto sulla mia testa un rumore “fesso”!
E da quel momento scende, ride, poi si ferma perché se cammina non può ridere abbastanza, poi si lamenta perché se ride abbastanza gli fa male lo stomaco…
Vabbè…scendendo e ridendo siamo infine sulla sterrata, vicini ormai alla Forestale.

Vediamo venirci incontro due ragazze carine in divisa verde, e tre cavalli molto belli e grandi, in livrea grigia (due dei cavalli sono sotto le forestali).
Quasi davanti a noi l’anzidetto gruppo dei cinque si scompone: il cavallo che non ha sopra forestali scarta all’indietro, bloccando tutto il gruppo.
Comincia una sorta di balletto a otto. Loro vanno avanti e indietro, in ordine sparso. Noi ci spostiamo, in ordine almeno altrettanto sparso, ora a destra ora a sinistra, avanti, indietro…
Dall’alto della sua autorità,del suo cavallo grigio, e dei suoi occhi verdi ( questo lo ha detto il Cavalier Marco, io non li ho visti) una delle ragazze forestali interviene per riportare un po’ d’ordine, e dopo aver fluidificato il traffico, spiega al Cavalier Marco, che a quel punto sembra essere diventato la causa del trambusto : ” Il cavallo si è spaventato perché non ti ha riconosciuto come un essere umano”.
Superfluo rappresentarvi la prostrazione dell’Alpinista Medievale dinanzi a cotanto imperioso e inatteso declassamento.

La mattinata si conclude al “Cristo-Bar”…

venerdì 29 gennaio 2010

Ci risiamo....... ora sono Sonia

Ore 19.20 circa. Silvio mi chiama e senza troppi giri di parole mi accusa di essere Sonia.
Ci risiamo. Devo continuare a dimostrare la mia innocenza nonchè la mia ....sessualità.
Così come non ero Alice non sono Sonia! (non me ne vogliano entrambe).
Questa moda di attribuirmi personalità che non mi appartengono - chissà perchè sollo femminili - non la comprendo, mah!
E se vi dicessi che in realtà SONO IL PONTIFEX, IL VERO PONTIFEX! CHE VOI SIATE MALEDETTI ......bla bla bla!
Anche questa volta non ho nessun elemento per dimostrare la mia innocenza se non ricorrere alla saggezza ed onestà che contraddistinguono (o almeno si spera) il gentil sesso: Sonia, aiutami tu! dimostra che io non sono te (e tu non sei me!).
Detto questo voglio rispondere a Sonia in merito al mio pseudonimo: "pastarella?", si perchè ci vuole il punto interrogativo. E' questo che fa la differenza.
Nella notte dei tempi, quando la neve cadeva ancora abbondante nel nostro feudo, i Cavalieri erano soliti, prima della crociata di turno, gratificare della loro presenza un oste in quel di San Valentino in Abruzzo Citerione (paesino medioevale posto a 457 mt s.l.m. nel versante meridionale della vallata del Pescara) il quale, provetto pasticcere e gelataio, nel vederci si dimenava per prepararci del caffè (i cui effetti colpivano indistintamente tutti i Cavalieri pochi metri di dislivello più in alto, ma la tradizione andava e va sempre rispettata).
Una mattina vedendoci entrare nella locanda prese il migliore dei dolci che aveva preparato e guidato dal suo istinto di vendidore, nel giudicarmi più in carne degli altri Cavalieri -che nella circostanza furono a torto trascurati- nel porgermi la mano che custodiva la leccornia mi si rivolse con la frase che segnò per sempre il mio destino: "Pastarella?". Il silenzio conquistò la vallata, i muscoli addominali -già pronti per il caffe- iniziarono a contrarsi e ........ "no grazie non mangio dolci...la mattina presto!". L'oste, sir Antonio, ci rimase molto male pensando di poter riferire ai compaesani che i Cavalieri della Polvere apparezzavano, oltre al caffè, anche i dolci . E invece no. Da quel giorno, per un motivo riconducibile a problemi gastro-intestinali d'altura e a storie di Cavalieri -a torto trascurati- sono "pastarella?"
Ora l'oste si limita a un reverenziale saluto.
P.S.: prova a cercare sulo blog "a torto trascurata", ........ma questa è una'ltra storia.

Fondo Majella express


Le due giornate sulle piste di Passolanciano mi avevano lasciato il "segno", al punto da desiderare ardentemente una classica salita scialpinistica sulla "madre Majella" che non ripetevo da molto tempo (la scorsa stagione, pensate un po').
Non ero certo di trovare le condizioni favorevoli, ma questa mattina ho comunque diretto la mia autovettura alle pendici del versante orientale della Majella, fino a raggiungere Fonte di Nunzio a quota 1250 m per effettuare la salita per la classica al Fondo Majella. Già durante il tragitto avevo constatato che il manto nevoso, almeno alle quote intermedie, non era molto abbondante per cui ero preoccupato di sfasciare i miei delicati attrezzi (si graffiano solo a guardarli), ma ormai non potevo cambiare la mia meta non avendo che solo poche ore a disposizione e decido di salire ugualmente.
Nel momento della rituale vestizione, ecco la sorpresa della giornata: non avevo portato le calze, ma non mi arrendo e decido di andare con i magnifici calzini da running (fino alla caviglia) che portavo ai piedi constatando che si potrebbe andare anche scalzi all'occorrenza, come se si dovesse compiere una penitenza o un pellegrinaggio.
Finalmente alla Fonte dell'Orso (1701 m) che non avevo mai visto prima (causa neve), dove giungo dopo 45 minuti di marcia serrata, il manto nevoso appare più consistente e polveroso, quindi cerco di accelerare il passo in vista di una bella sciata su polvere. Continuando la salita, però, ho dovuto constatare che la crosta aveva preso il posto della morbida polvere al punto che poco sotto la cresta sono dovuto uscire sulle roccette a destra del solito canale a nord-est del vallone, dove la neve era più morbida ed omogenea. E questa è stata la seconda sorpresa della giornata: addio bella sciata, ma solo poche decendi curve e parecchie esercizi di equilibrio fino alla citata Fonte dell'Orso dove, alla seconda strusciata ho tolto subito gli sci dai piedi e alle 11,15 ero di nuovo alla macchina.

Concludo ricordando a coloro i quali non erano presenti (grazie!!), che non bisogna "gufare" quando gli altri vanno in montagna. In effetti non mi era mai capitato, prima di oggi, di dimenticare le calze.

mercoledì 27 gennaio 2010

Il sogno

Stagione del ghiaccio un po’ particolare quest’anno con il tempo che a fatto molto il ballerino tra freddo e caldo nel mese di dicembre ma questo gennaio sembra che abbia ingranato la marcia giusta per poter regalare delle belle salite.
Dopo aver salito prima di natale una cascata a Cogne con non poca fatica nelle braccia ed aver passato tutto il periodo natalizio e buona parte di questo mese ad oziare, questa domenica mi propongono una salita di un certo ceto sociale che mi fa pensare seriamente se saro’ in grado di salirla o meno. La cascata e’ situata in quel della valle di Daone dove pochi giorni fa si e’anche svolto la solita manifestazione dell’ice climbing a livelli mondiali. Non sono mai stato in quella valle e la curiosita’e’molto alta ma anche il timore di dover rimanere appeso come un salame alla corda pure….ma alla fine cedo alla tentazione e mi faccio convincere dal socio che e’ di level superiore. Cosi dopo una sveglia ad un’ora inaccettabile per una persona normale ed esserci sparati un bel pezzo di strada, siamo ai piedi del Sogno Del Gran Scozzese.



Certo che da sotto incute un po’di timore : 300m con la parte finale su di un muro dritto come una spada che svetta nel cielo. Dopo i soliti convenienti di preparazione si parte a tiri alterni fino alla base degli ultimi due tiri finali piu’impegnativi dove cedo volentieri il passo al socio che di esperienza ne ha vendere….




A vederlo scalare non sembra neanche che stia facendo fatica ma quando tocca a me la fatica si fa sentire bella e come….Certo che sto tipo e proprio un animale mi dico…




Cosi senza accorgerci siamo alla sua fine contenti e soddisfatti della salita appena percorsa con un tempo stupendo. Una volta tornati in macchina si parte per la seconda avventura…trovare un posto dove stuzzicare qualcosa da mangiare e questa volta la fortuna e’ dalla nostra parte.. infatti troviamo in uno dei paesini sottostanti una trattoria bar dall’aspetto poco invitante ma al contrario offriva dei taglieri stupendi di salumi e formaggi con cui ci rimpizziamo alla grande…..e come al solito ci tocca tornare verso casa….
Alla prossima

domenica 24 gennaio 2010

Monte Capraro - stupenda val di Rose -

Ormai è certificato, se c'è Marco c'è anche il sole. Così è, e così è stato.

Fatta questa dovuta premessa oggi finalmente ho visitato la stupenda val "Di Rose" che, strano a dirsi, era sempre saltata dalle varie programmazioni di escursioni. Stessa cosa penso valga per Marco. Per il resto della compagnia è stata una replica (piacevole).
A ben vedere l'uscita è stata caratterizzata da alcuni episodi che andrebbero analizzati da persone serie e con i piedi a terra (e non attacati agli sci).

Primo episodio.
Poco prima della partenza i Cavalieri Silvio, Marco e Angelo hanno condiviso un rito magico. Di quelli di altri tempi! Il significato è al momento sconosciuto ai più. Esiste solo questa prova documentale:

secondo episodio: sulla strada del ritorno Marco è stato preso da un rapsus di "curva saltata stretta", solo accidentalmente ripresa:


Giudicate voi.

Passiamo all'uscita. Sono circa 1100 metri di dislivello e la difficoltà riportata in più guide è MSA.


La difficoltà sta tutta nel raggiungere Civitella Alfedena (alle ore 08.30 il termometro segnava un bel -4, mentre sull'altopiano delle cinque miglia alle 7,30 circa il termometro ha registrato -11). Una volta al paese seguire le indicazioni per la val di Rose e lasciare l'auto in un comodo parcheggio posto a ridosso dell'attacco della mulattiera ben segnata con bollini rossi. Si risale il bosco fino a quota 1700 mt ove la faggeta lascia spazio all'ampio vallone glaciale. Si iniza a salire per intuito fino a raggiungere il passo Cavuti a quota 1942 mt. Una volta svalicato il panorama è da bellissimo. Riprese le forze si scende per la selletta (pochi metri) e si inizia a salire per la facile cresta del Monte Capraro. Nella nostra uscita non è stato necessario calzare i ramponi o i rampant ma una volta in vetta la situazione non era delle più banali. La discesa avviene per la via di salita fino a che l'innevamento lo permette.

Le foto della gita:

1) album di Pastarella; 2) album di Silvio; 3) album di Angelo

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