sabato 9 ottobre 2010

2 ottobre 2010 Cima Forcone

Oh Signore dei Monti, Oh Cavaliere dei Cavalieri
Se solo cavalieri homini alle rocche salivan fino a ieri
Oggi surgon a le montagne Cavaliere e Donzelle
E il debol sesso è forte, e ne fan delle belle.
Tutto bene fin qui, oh signore, siam lieti e pur ci divertiam
Si gioca si scherza si chiacchiera e nel mentre puranco saliam.
Però , benedetto Signur, una prece dal petto d’ogni Cavalier s’ode elevar
Che Sassolino su li monti vegna, ma li allenamenti non farglieli far!

Beh, spiegherò più in là questa supplica.
Sabato 2 ottobre (sono un pò in ritardo col post!) salita a Cima Forcone (quota 2220). Partecipanti: Polveronzola, Sassolino e Cavalieri Paolo, Marco (Il Vicentino) e Silvio.

Arrivare all’ inizio del sentiero richiede qualche attenzione (se si vuole avere qualche probabilità di fare la strada giusta si consiglia comunque un conducente diverso dal sottoscritto). Si supera Guardiagrele verso Pennapiedimonte. Si prosegue dopo Pennapiedimonte in direzione Palombaro. Dopo pochi chilometri si arriva in una contrada abbastanza popolata, al principio della quale si diparte a sinistra una stradina asfaltata in salita (c’è una tabella segnaletica che indica “V. Confini”). Si imbocca la stradina e la si percorre per 2-3 chilometri, facendo attenzione ad un bivio a non andare a sinistra, verso Grotta S. Angelo bensì a destra verso Vallone Palombara. All’asfalto si sostituisce un fondo in cemento, e si arriva infine ad un parcheggio, con tabella segnaletica del Parco. Si prosegue a piedi sulla stradina (partendo da una quota di poco più di 700 metri), fino all’imbocco del sentiero vero e proprio (n. 6A sulla cartina “Majella” , Edizioni Il Lupo, ma sul terreno segnata P1 con i colori della Forestale). Si deve far attenzione a non deviare a destra sulla sterrata che pure sale a Monte D’Ugni, ma facendo un giro molto più ampio.
Il sentiero si snoda sul fondo di un suggestivo canyon, per poi “aprirsi” a quota 1700.



A quota 2030 si arriva al Rifugio Il Martellese.

Di lì si prosegue per un primo tratto verso sud, seguendo il sentiero tagliato fra i pini mughi, per approdare ad una nuova sella a quota 2200 circa. Infine si piega a sud-est per raggiungere in breve Cima Forcone.

L’uscita ha segnato il rientro del nostro Cavaliere Paolo, subito in gran forma.

Novità assoluta la presenza di ben due donzelle. Certamente un clima generale ingentilito…tanto ingentilito che già nella prima parte del cammino i tre storici Cavalieri partecipanti all’uscita si ritrovavano con nomignoli tipo Silvy, Mary, Pola. Ecco, per Cavalieri che fino ad allora avevano pensato di praticare un’attività dura e maschia…beh…uno shock. Ma non è l’unico shock.
Di Polveronzola sappiamo tutti: è allenata ed è un trattore!

Dell’altra donzella (provvisoriamente autobattezzatasi Sassolino) non sapevamo: non è allenata, ma è un trattore lo stesso! Ha condotto la salita a passo veloce, chiacchierando e ridendo. E se s’allena che figura ci facciamo noi? Di qui la preghiera in premessa!

Sassolino deve migliorare solo due-tre cosette:

-convincersi che le bacchette hanno un’utilità notevole (per ora non siamo riusciti a convincerla);

-allenarsi nel metti-togli maglia in pile:

-frequentare un corso regionale da paletto segnaletico, visto che ha deciso di contribuire di persona a migliorare la segnaletica del parco ma deve perfezionare la tecnica:

domenica 3 ottobre 2010

VALLE DELL'INFERNO con APPROCCIO PROFESSIONALE !



Dopo sole 4 ore di sonno, quando suona la sveglia .....l'inferno l'ho visto subito !!!
Ma era tale e tanta la voglia di percorrere questo itinerario per me (e non solo) nuovo, in un ambiente il cui nome già di per se è tutto un programma : Vallone dell'Inferno !

Lasciate le auto in prossimità del Vado di Corno (all'inizio della sterrata) verso le 08:30 è iniziata l'escursione, condotta dal nostro Pontifex nell'ambito di una uscita del Gruppo Gran Sasso del CAI Pescara.

Di questo gruppo promiscuo Cai e Cavalieri facevano parte oltre al succitato noto condottiero, anche Claudio "il contadino", il sottoscritto, Mimmo (in ambiti himalayani meglio conosciuto come "Lu metic"), Maria, Vittorio e Alessandro.


Dal vado quindi, tante volte punto di partenza per percorrere "il centenario", abbiamo invece preso la traccia di sentiero "geologico" (presenti ancora vecchi segnali CAI giallorossi, ma ormai dismesso) che repentinamente porta giù verso la valle, non trascurando di dare un'occhiata verso il più basso Rif.D'Arcangelo al Vaduccio.


Lo spettacolo che man mano si è aperto davanti ai nostro occhi è stato davvero IMPRESSIONANTE ! Le foto (cliccate sul titolo) non possono rendere l'idea della vastità dell'ambiente e dell'imponenza della bastionata meridionale del C.no Grande.
Praticamente per chi frequenta il Gran Sasso è come dire che c'è "una montagna nuova, nella montagna", tipicamente da noi "trascurata", percorrendo sempre sentieri e vie che partono dai 2000 mt e vanno su....

C'è anche da dire che ad ogni modo qui dentro c'è "poco da fare..." e la via della quale si parla di più è il famoso canale Hass-Acitelli, che si identifica benissimo e che è un itinerario tipicamente invernale di "notevole spessore" !



Scendendo e guadagnando sempre più il fondo del vallone si identifica la parte bassa dello stesso perdersi verso Casale San Nicola.... nel frattempo di fronte a noi si identificano dei canaloni ghiaiosi che si dipartono dalla zona in prossimità del Sassone e teoricamente sciabili da esperti... tenendo presente che l'ambito nel quale si "opera" è a fortissimo rischio valanghe !

Per quanto riguarda noi, raggiunto una quota minima (attorno ai mt. 1600) abbiamo dovuto iniziare la risalita per riguadagnare la sella di C.no Grande e questo con un primo tratto di roccia, dove la catena che era posta di ausilio originariamente, non c'è più ...!!!

Questo ha dato un'impronta leggermente alpinistica all'uscita in quanto è stata attrezzata una risalita di una trentina di metri, con l'ausilio di Mimmo, corda e Gabriele... il quale una volta che tutto il gruppo aveva passato l'ostacolo, arrampichicchiando in ottima sicurezza si è lasciato andare ad una di quelle frasi che ormai lo rendono celebre : "ma io mi trovo a mio agio qui, perchè HO UN APPROCCIO PROFESSIONALE !"....




Faticosamente per pratoni e ghiaie abbiamo riguadagnato il costone sommitale verso la Sella attorno ai mt.2300 , sul sentiero che porta alla direttissima di C.no Grande. In condizioni meteo peggiorate rispetto alla tranquilla mattinata e non prima di esserci salutati, assolutamente appagati della bella "impresa" le nostre strade si sono divise perchè mentre io e Claudio guadagnavamo M.Aquila e ne percorrevamo la cresta fino a scendere a Vado di Corno, raggiunto alle 15:00 (chiudendo quindi un anello), gli altri hanno proseguito per Campo Imperatore dove Bruno li avrebbe ricondotti alle auto.

E adesso..... si beveeeee !!!

martedì 28 settembre 2010

Riserva dello Zingaro

Non è esattamente montagna, ma è un bellissimo pezzo di natura siciliana, ed uno splendido trekking. Si parte a pochi chilometri da S. Vito Lo Capo (Trapani). La riserva si estende circa 7 chilometri dal suo ingresso nord (S. Vito) all’ingresso sud. C’è un sentiero costiero, bello e molto frequentato (sotto in nero). E c’è una rete di sentieri alti, splendidi, poco battuti, e con vertiginose viste su mare e scogliere.
Eravamo io e mia moglie, che da un po’ condivide, con mio sommo piacere, l’amore di noi Cavalieri per il cammino e la natura.
Noi abbiamo scelto di imboccare il sentiero che corre parallelo alla costa ad una quota di 300/500 metri (in viola sulla cartina), per poi chiudere l’anello percorrendo tutto il sentiero costiero nel senso inverso.
Iniziato il cammino ci siamo visti correre incontro una coppia, che ci spiegava trafelata di essere in fuga dai cinghiali. Chiaramente abbiamo pensato che a questo mondo i matti sono in gran numero. Poco dopo sono arrivati i cinghiali!
Una mamma e tre piccoli trotterellavano allegramente, incuranti della coppia in fuga, e anche della coppia non in fuga (noi). E comunque decisi a non fare a meno del sentiero, come tutti i cristiani che si rispettino. Insomma non c’era da fuggire, ma i cinghiali c’erano!
Lascio ora parlare le immagini.


Alla fine del tour avevamo fatto:
Una quindicina di chilometri
500-600 metri di dislivello
Un’esperienza indimenticabile di visioni, colori e odori
Un bagno in un mare un po’ grosso, ma limpido e caldo

giovedì 23 settembre 2010

"NBARE L'ART' E MITTILE DA PART'"




CARI CAVALIERI,IMPARATE DAL PONTIFEX;ECCO PERCHE' NON SI PERDE MAI IN MONTAGNA E RAGGIUNGE LE CIME AL PRIMO COLPO SENZA GIROVAGARE!!!
Cliccate sulla foto per ingrandire.

domenica 19 settembre 2010

La terza verita' sulla spedizione dei Monti di bagno

Rispondiamo in tre alla convocazione del cavalier Silvio: io,Claudio e Fausto.
Ritrovo: Pescara nord
trasferimento a Giulianova per raccogliere il quinto ed ultimo dei cavalieri...Alice (alias polveronzola).....
Gia' il presagio era nell'aria quando il cavalier Silvio confessava di aver sbagliato strada. :-)
Arrivati, finalmente, a Casamaina.... sosta caffe'..... come da consuetudine.
Alla partenza del sentiero N.7, con nostra grande sorpresa troviamo ad aspettarci...."LUI".


"LA GUIDA PER ECCELLENZA......L'ANTAGONISTA"....!!!

Subito,c'e' stato uno scambio di sguardi....ed e' iniziata cosi la diatriba con il Cavalier Silvio, uno diceva: " andiamo di qua......l'altro deciso,sicuro,silenzioso puntava dalla parte opposta e noi allo sbaraglio.... per assoluto rispetto seguivamo quello..."meno peloso".
Piu volte abbiamo perso la retta via e a piu' riprese,abbiamo tentato di riappacificare i loro animi....


...ma" il peloso"e il cavalier Silvio sui percorsi da intraprendere non erano mai d'accordo.
....bellissimo tragitto,bellissima compagnia....e speriamo che dopo questa verita'(...ironica)...Silvio mi chiami ancora per andare in montagna!!!..ahahahhahaha
Al nostro rientro con infinita gratitudine abbiamo stretto la zanpa a colui che, con fare sicuro,ci ha scortati fino alla macchina..."il peloso".....

Cima dei Monti di Bagno e Monte Ocre: due versioni

Relaziono sull’impresa di cui sopra. In rosso le bugie.

Partecipano i Cavalieri: Polveronzola, Marco (il vicentino), Fausto, il Contadino, il sottoscritto. Partiamo da Casamàina (pochi chilometri da Lucoli), insospettabile baluardo di civiltà, con tanto di Hotel, residence, e cuochi specialità pesce, niente poco di meno che iscritti alla Federazione Italiana Cuochi:


I Cavalieri già perfettamente concentrati, e ripercorrendo mentalmente i passaggi del progetto di conquista di questa eminente cima appenninica, si fermano in un bar di Casamàina, e prendono rapidamente un caffè.
No!! I Cavalieri intanto non sanno bene dove andranno, e quindi non saprebbero su cosa concentrarsi. E poi non sono rapidi nell’assunzione del caffè. Indugiano, e pensano tutti “Ma dove? Perché?”. Ed uno poi si attacca ad un’altalena del bar, e gli altri fanno una ragguardevole fatica a staccarlo:
Uscendo dal paese verso Lucoli, al primo tornante lasciamo l’auto, e imbocchiamo la sterrata che corrisponde all’inizio del sentiero 7A. Il sentiero segue per 200/300 metri la sterrata, poi se ne discosta piegando a nord e ricongiungendosi ad altra sterrata che sale per tornanti da quota 1600 alla quota 1900 del Valico dei Monti di Bagno. Lì sulla testata nord-ovest di una piana dominata a est dai Monti di Bagno ci sono uno stazzo, ed un laghetto circolare, secco in questa stagione (quota 1800). Da lì in una quarantina di minuti e circa 300 metri di dislivello si raggiunge la Cima dei Monti di Bagno.

No. I Cavalieri imboccano correttamente il 7A (ma perché veramente sarebbe stato difficile fare altrimenti).
Poi invece che andare decisamente a nord, come pure inequivocabilmente prescriverebbe la lettura della carta, vanno decisamente a est, condotti dal sottoscritto. Il quale, arrivati a quota 1800 circa, comincia a dichiarare la sua incompetenza territoriale. Non si trovano sentieri univoci, né stazzi, né laghetti. In compenso spuntano ovunque pezzi di sentieri, brani di sterrate, resti di laghetti. In pratica i prodi cavalieri hanno più o meno seguito il sentiero 8, sono approdati all’estremità opposta dei Monti di Bagno (sud-est invece che nord-ovest), dalle parti della Selletta di Sellacqua. Ma non lo sanno ancora, tirano a sorte una cima e vi puntano decisamente. Salendo avvistano una croce, e vi si precipitano. Giungono così al Monte D’Ocre (quota 2209):

Conquistato finalmente un punto di riferimento, guadagnano rapidamente la cresta dei Monti di Bagno, e toccano dopo una ventina di minuti la relativa cima (2073):

Dalla cima si torna per la via di salita, il sentiero 7A.
Nulla ti tutto ciò. I Cavalieri, questa volta deliberatamente, tirano dritti verso ovest, tagliando pendii e vallette, e ricongiungendosi al tratto finale del 7A.

I Cavalieri si alimentano con appropriate dosi di carboidrati e zuccheri, perfettamente calibrate allo sforzo.
Macchè! I Cavalieri si sono abbuffati di buonissimi TATONI (by Fiorella) e ottimi COOKIES (by Polveronzola), senza nessuna proporzione rispetto alle fatiche compiute . E senza trascurare di ingurgitare anche le loro educate razioni di pane e olio, o altri sobri alimenti.

Il Cavaliere procede leggero e con cadenza regolare.
Leggero si, ma per il resto il Cavaliere procede come gli pare!



giovedì 16 settembre 2010

CONCATENAMENTO 2^ E 1^ SPALLA DEL CORNO PICCOLO.






L'ULTIMA VOLTA CHE HO CONCATENATO LA 2^ E LA 1^ SPALLA DEL CORNO PICCOLO E' STATO UNA DIECINA DI ANNI FA PERCORRENDO RISPETTIVAMENTE "LE PLACCHE DEL TOTEM" E "NONNA IOLE E ZHARATUSTRA".LA COMBINAZIONE DI DUE VIE CHE MI HANNO APERTO LE PORTE DELL'ARRAMPICATA ESTREMA NON PER LE DIFFICOLTA' OGGETTIVE, MA PER LA LORO SOSTENUTEZZA E SCARSITA' DI PROTEZIONI.UN GRAZIE DI CUORE AD ANTONIO E BERNARDO CHE MI HANNO PERMESSO DI REALIZZARE QUESTO SOGNO!!!!ALTRI TEMPI!!ANCHE SE IL TEMPO PASSA INESORABILEMTE LE MOTIVAZIONI E LA VOGLIA SONO RIMASTE IMMUTATE ED, ALLORA, ECCOMI CON UNA NUOVA COMBINAZIONE. QUESTA VOLTA, PER0', PER DUE VIE PIU' FACILI:"AQUILOTTI 74" E " FEDERICI-ANTONELLI".IN UNA CALDISSIMA GIORNATA DI AGOSTO, IL SOTTOSCRITTO INSIEME AD ANTONIO, ROBERTO ED ATTILIO, FORMANDO DUE CORDATE, ABBIAMO PERCORSO LE PREDETTE VIE.L'AQUILOTTI 74 L'AVEVO GIA' SALITA DIVERSE VOLTE, UNA VOLTA ANCHE NELLA STAGIONE INVERNALE, MENTRE L'ALTRA UNA SOLA VOLTA, UNA TRENTINA DI ANNI ORSONO.QUANTI RICORDI SONO RIEMERSI DURANTE LA SCALATA.LA PROVA DEL TEMPO TRASCORSO E' STATA LA PRESENZA DI UN FRIEND (ATTREZZO PER LA PROTEZIONE) INCASTRATO IN UNA FESSURA ED IRRECUPERABILE.TRENT'ANNI FA ERA INPENSABILE CHE SI POTESSE INVENTARE TALE ATTREZZATURA!!TRA UNA RISATA ED UN'ALTRA SIAMO ARRIVATI AL CREPUSCOLO IN CIMA ALLA 1^ SPALLA E CON IL SOLE CHE FACEVA CAPOLINO SUI MONTI DELLA LAGA SIANMO SCESI A CORDA DOPPIA DALLA VIA DELLE CLESSIDRE.UNA BUONA BIRRA AI PRATI DI TIVO HA FATTO DA EPILOGO AD UNA GIONATA DA INCORNICIARE.

martedì 14 settembre 2010

il Collezionista....

Illustri Cavalieri, vorrei narrarVi un banale episodio che, ove sia ancora necessario, credo possa rendere l'idea della notorietà straripante del Cavalier Silvio, is qui montes colligit....Domenica scorsa, mentre continuavo con Lorenzo il mio peregrinare per le "normali" e le "classiche" (è stato il turno di Camicia e Tremoggia), ho condiviso alcune centinaia di metri del sentiero che conduce alla Sella di Fonte Fredda con un escursionista che mi ha riferito di recarsi sul Monte Siella. Incuriosito e intenerito dal fatto che il suo zaino recasse in evidenza stemmi e adesivi di spedizioni extraeuropee e che, quindi, la meta indicata era sintomo di un inarrestabile declino alpinistico (condizione a me familiare), ho magnificato le gioie inaspettate dell'andar per monti anonimi o innominabili. Quando mi ha riferito che, di recente, era stato sullo Iaccio dei Montoni e il Murolungo ho avuto un leggero disorientamento. Non ne avevo mai sentito parlare con tanta intensità come negli ultimi periodi e mi sono chiesto se è accaduto qualcosa che mi sfugge nel periodo in cui non sono stato "on line". Forse il Grande e il Piccolo Corno hanno ceduto al fascino dello Iaccio dei Montoni o dell'Anticima del Passo........(non mi ricordo neanche dove mi ha portato a Ferragosto!!), forse devo portare Lorenzo al Murolungo o alla Cima Zis e non perdere tempo e forze sul Gran Sasso? Poi ho capito: era un Collezionista alla conquista della cima n. 100. E' emerso allora l'orgoglio incontrollato di decantare la mia amicizia con chi è oltre quota 200!! "Chi è?" mi ha chiesto e poi ha aggiunto "Lo conosco, so chi è". Lo conosce e conosce i Cavalieri della Polvere, segue e legge il blog!! Quanta strada avete fatto e sono stato assalito dall'orgoglio di definirmi "uno dei Cavalieri" con la stessa emozione che provavo quando da piccolo, pur sedendo regolarmente in panchina, raccontavo di giocare titolare....Al gentile Federico D'Agostino, Collezionista che rincorre, un caro saluto!!!

PILLOLE DI VITA.

"UN FREGNO AL MASSIMO SI PUO' ACCOMPAGNARE CON UN MENO FREGNO, MAI CON UNO STUPIDO".

IL PONTIFEX

lunedì 13 settembre 2010

CASCO A COPPOLA.








AL CAVALIER FAUSTO 2000 UNA FAMOSA DITTA GLI HA FORNITO UN CASCO, IN AGGIUNTA AGLI ALTRI POSSEDUTI E DEPOSITATI NELLO ZAINO CONTANINER), DA UTILIZZARE E COLLAUDARE PER LE SUE MOLTEPLICI ATTIVITA'(ALPINISMO,SCI ALPINISMO,ESCURSIONISMO,CIASPOLE, FREECLIMBING,RACCHETTONI DA MARE,BOCCE ECC..).COME POTETE OSSERVARE DALLE FOTO IL CASCO E' SEMPRE "APPESO" AD UN LATO E QUESTO E' DOVUTO DAL FATTO CHE E' MUNITO DI UN SENSORE ELETTRONICO CHE DIRIGE LO STESSO NELLA DIREZIONE DA DOVE POTREBBE ARRIVARE IL PERICOLO (SASSI, CADUTA DI METEORITI ED ALTRO).

Cima di Serra Matarazzo e i Cavalieri della...

Della pioggia! Cavalieri della Pioggia.
Ieri siamo partiti alle 6 da Pescara con pioggia e cielo chiuso. Pioggia a Villareia al ponte dei Cavalieri. Pioggia a Opi. Ci siamo incamminati comunque, e dopo un po' ha smesso di piovere...ennesima conferma del detto dei Cavalieri: " alla muntagne ci s'ha da je" ( beh... su "je" ho gravi dubbi ortografici).
Eravamo in quattro: il Mascherone, il cavalier Marco e la sua simpatica consorte, la nuova Cavaliera Per-Ora-Innominata, che ha superato a pieni voti l' uscita di iniziazione!
Oltre che la pioggia, del paesaggio della Valle Inguagnera ci ha subito colpito una componente...diciamo...intestinale. La valle era cosparsa di...deiezioni animali (in verità sopra non volevo dire Cavalieri della...pioggia)!
Ai nostri lettori con problemi di costipazione la sezione fitoterapica dei Cavalieri della Polvere si sente di dare un infallibile consiglio: brucate in zona Serra Matarazzo.

Il paesaggio, malgrado la dovizia dell' odoroso ingrediente , e' davvero bello.


Ma la spedizione ha avuto un altro inconveniente : la paura delle vipere...tutta colpa del Mascherone!
Ad un certo punto, non e' chiaro perché, al Mascherone viene in mente una barzelletta. Fa una certa resistenza al racconto perché c'e' presenza di donzelle. Ma poi cede. E ci racconta di due compagni in montagna. Uno fa pipi' e viene morso da una vipera proprio li', dove meno se lo sarebbe aspettato. Il compagno chiede istruzioni ad un medico, e saputo il rimedio...decide di lasciar morire l' amico. Questo tragico epilogo ci farà pensare spesso alle vipere durante il percorso...anche perché ogni tanto la pipi' si deve pur fare...

Ed ecco la relazione.
Da Opi imbocchiamo la strada verso Forca D' Acero. Dopo una decina di chilometri si raggiunge il rifugio di Forca D' Acero (quota 1530), e ne ammiriamo la mirabile fattura ( questo rifugio sembra una casa delle streghe alla Disney, con baracche affastellate una all'altra, e oggetti incongrui disseminati dappertutto, fin sui tetti...se ricordo bene: bici, aratri, pupazzi...). Si prosegue per poco più di un chilometro, trovando sulla sinistra l'indicazione del sentiero P3 (siamo a quota 1458). Il sentiero aggira un colle e si immette sulla valle Inguagnera dopo un paio di chilometri, a quota 1520, incrociando il sentiero P7 che proviene dall' altro versante della valle. Ancora un chilometro e un centinaio di metri di dislivello e si e' al pozzo Inguagnera:


Poco dopo decidiamo di lasciare il sentiero e di puntare direttamente alla cresta, che da li' e' ben in vista. Salito un pendio pietroso e ripido ci troviamo su una sella a quota 2000 circa. Ascendiamo su una cima vicina, a nord-est rispetto alla sella...ma non e' la nostra. Torniamo alla sella, saliamo verso sud- ovest e in qualche minuto siamo su Cima di Serra Matarazzo.
Ma anche Cima Nella:

Ma anche Cima Presepe:
Vabbe' un po' di confusione sui nomi. E in tempi come questi, di battesimi di cime, i Cavalieri potrebbero avanzare istanza di battesimo su questa cima: Cima della Polvere, o Cima Cadepo' ad esempio.
Siamo tornati seguendo questa volta il sentiero quasi integralmente, solo tagliando il tratto che passa per il Valico Inguagnera, a quota 1804.
La nuova Cavaliera Per-Ora-Innominata, tornati in auto, ci ha deliziato con memorabili pastarelle, a base di miele, uova, burro, frutta secca, cannella.
Questi commoventi dolcetti ora siedono alla destra delle ciambelline di Marco e della crostata di Polveronzola.


Ed ecco, gentilmente offerta dalla loro autrice, la ricetta delle "rondelle del Cavaliere":

...PER LA FROLLA:
130 gr di burro
150 gr di miele
1 uovo
250 gr di farina 00
...PER LA FARCIA:

50 gr di cioccolato fondente
5o gr di noci
50 gr di nocciole tostate
50 gr di mandorle tostate
30 gr di pinoli
50 gr pistacchi
...e qualunque altro tipo di frutta POSSA PIACERE..
80 gr di marmellata d'uva
...buccia di limone grattugiata
..due cucchiaini di cannella in polvere


......COME PROCEDERE:

preparare l'impasto della frolla mischiando gli ingredienti molto velocemente per non scaldarlo..
..stenderlo su carta da forno ,dando forma rettangolare..
nel frattempo triturare tutta la frutta secca e gli altri ingredienti del ripieno...stenderlo sulla sfoglia...
...aiutandosi con la carta forno arrotolare il tutto e formare un cilindro...metterlo in congelatore per 30 minuti circa.......una volta rassodato tagliare a fette e infornare a 180° per 15 minuti circa...


Infine volevo proporre un quiz geologico a lettori e Cavalieri.
La zona era piena di una sorta di “terrazzamenti”, o meglio, cordonature fatte con accumuli di pietre (non so se si vedono bene sulla foto). Secondo voi è un fenomeno naturale (per me si)?



martedì 7 settembre 2010

M.Prena via dei laghetti 05.09.10


Ero andato per il M.Veticoso...e visto che c'ero... abbiamo fatto anche la "Laghetti" al Prena !

Scherzi a parte era l'occasione per "levarmi" un 2.000 troppo inutile da solo e l'ho unito alla promessa fatta a Federico per salire al M.Prena tramite la suddetta via, detta ultimamente anche "via dei traditori"...il Pontifex sa il perchè...ma lo stesso Pontifex ci ha poi fatto più che compagnia "nell' ascensione" (come lui stesso definisce spesso le salite.. e che il Parac...di Federico prende in giro per questo !!!)

Siamo partiti dalle miniere (che pena per arrivare lì...per la strada e per i miei problemi per percorrerla..) laddove inizia l'itinerario che o aggira il m.Veticoso o lo sale (cosa che ho fatto io)per poi scendere direttamente all'inizio della via.


Qui ci siamo ritrovati e abbiamo continuato insieme per la via, che per far onore al nome era piena di laghetti d'acqua !
.

Soddisfatti in vetta, dopo all'incirca 4 ore dalla partenza e dopo "aver dato uno strappo" ad un paio di escursionisti in difficoltà in uno dei passaggi chiave. Discesa per la normale, "beccando" un pò di pioggia mentre il tempo si metteva al "nero"... ma niente di grave !
.

Partecipanti all'uscita :il sottoscritto, il Pontifex, Il Parac...(Ops..Federico),Giuseppe (atletico amico del Pontifex)

lunedì 6 settembre 2010

I POTERI DEL WEB E......DEL PONTIFEX!!

CARI CAVALIERI ORMAI SIAMO UNA REALTA'GRAZIE ANCHE E SOPRATTUTTO AL PONTIFEX CHE CI HA SDOGANATI DALL'ANONIMATO IN QUANTO LA SUA NOTORIETA' VARCA ANCHE I CONFINI DEL WEB!!!EFFETTUANDO UN'ARRAMPICATA ALLA VIA ASTERIX AL TORRIONE CAMBI HA FATTO LA PIACEVOLE CONOSCENZA CON IL CAMOSCIO FAUSTO DEL GRUPPO "CAMOSCI D'ABRUZZO" IL QUALE LO HA RICONOSCIUTO A PRIMA VISTA,ESCLAMANDO:" TU SEI IL PONTIFEX DEI CAVALIERI DELLA POLVERE".DOPO AVER SCATTATO DELLE FOTO HA DETTO CHE PER FESTEGGIARE L'EVENTO AVREBBE INSERITO L'INCONTRO NEL RELATIVO POST DA PUBBLICARE NEL LORO SITO.IL CAMOSCIO FAUSTO E' STATO DI PAROLA E, A TAL PROPOSITO, CONSULTARE IL SITO:WWW.CAMOSCIDABRUZZO.IT LINK:ESCURSIONI - TUTTE - TITOLO DEL POST:"18.08.2010 BIVACCO BAFILE MT.2669".

E' tutto vero, ho verificato personalmente! Ecco cosa ha scritto il signor Fausto dell'incontro con il nostro Pontifex:

...anche se oggi ho fatto il giretto da solo, in verità sono circondato da tantissimi arrampicatori... ce ne sono veramente tanti... tanto per cambiare, vado ad attaccare "bottone" con qualcuno...

...e chi incontro?? Il mitico Pontifex (alias Gabriele) dei Cavalieri della polvere!!! Loro oggi fanno una via di 3°-4°...bravissimi...

(aggiornamento post di Angelo)

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