sabato 4 aprile 2009

M.La Meta


Sabato 04 aprile, uscita di stampo invernale con salita sul m.La Meta (mt.2242) da un canale a destra della cima. Partenza dal pianoro di Campitelli (mt.1445), raggiunte le pendici orientali della Meta, con l'ambiente interamente innevato ed in prossimità dei residui di una slavina, abbiamo "attaccato" il canale.

Lo stesso si è presentato prima largo, con una pendenza attorno ai 35 / 40 gradi per i primi 100 /150 mt. e poi laddove si restringe, abbiamo deviato verso sinistra, divertendoci a guadagnare la cresta che delimitava il canale a sinistra, tramite un tratto di un la cui pendenza si è fatta un pò più sostenuta, aggirandosi si 55 gradi.






Poi si è aperta, maestosa, la visione ravvicinata della parete nordest della Meta con la cresta finale orlata da ampie cornici (ben visibili dalle foto cliccando sul titolo) e sulla quale siamo usciti attorno ai 2200 mt. Questa collega La Meta al m.Tartaro (mt.2191) e percorrendo l'ultimo breve dislivello a sinistra del punto di uscita in direzione sud, abbiamo raggiunto la nostra cima.


Strette di mano e breva pausa dato il peggiorare incipiente del tempo, dopo il sole della mattina....










Discesa per la bella cresta in direzione nord fino a raggiungere la sella posta prima del pendio che risale verso il m.Tartaro e poi da lì, giù per l'ampio pendio del "Biscuri" per poi raggiungere e ripercorrere le nostre tracce dell'andata.

Il tempo di arrivare alle auto e la pioggerela, che aveva sostituito il nevischio in quota, si è trasformata in un robusto scroscio temporalesco.

Partecipanti oltre al sottoscritto: il mitico Pontifex, Raimond, Mimmo (lu medic) e Vittorio da Frosinone. Tempo di percorrenza globale attorno alle sei ore e mezzo, condizioni neve buone per la progressione, anche se in qualche tratto si affondava un pò... la polvere sta cedendo il passo alla neve primaverile.

Saluti ai cavalieri.

PS.: INDOVINATE UN PO' DI COSA SI PARLAVA TORNANDO A CASA...E IL VIA ALLA
DISCUSSIONE L'HA DATO VITTORIO, CHE PUNTA ANCHE LUI AI 2000....
MA SIIIIII.....SI PARLAVA DEL M.NINNA !!!! E' STATO FATTO SI O NO !!!?????

lunedì 30 marzo 2009

Cavalieri,ora abbiamo delle responsabilità

Il nostro blog ha ormai una posizione di rilievo nel web su molti e vitali temi.
Innanzitutto siamo esperti indiscussi di alcune montagne.
Consultando Google siamo i primi esperti al mondo sul Monte Ninna e sul Monte Costognillo: per entrambi siamo non solo in prima pagina,ma occupiamo la I e II posizione della pagina.Da tutto il mondo chi vuol andare sul Costognillo non potrà rinunciare ad un consulto dei Cavalieri della Polvere.Medesimo consulto per i tanti che vorranno raggiungere il Monte Ninna (a chi importa che nessun Cavaliere della Polvere in fondo è sicuro di dove sia?).
Ma naturalmente non è tutto.I “Cavalieri” condividono con altri esimii specialisti la prima pagina di Google su alcune delle grandi montagne della terra:Terratta,Metuccia,Rotella,Cornacchia…Cavalieri,non stupitevi se nei prossimi giorni un americano o un norvegese o un giapponese dovesse fermarvi per strada,e, abbagliato dall’adesivo dell’Ordine dei Cavalieri in bella vista sulla vostra auto, vi chiedesse “Ehi,Man…You are a Dust Rider,aren’t you? Where is Cornacchia Peack,please?”
Da non trascurare neanche la seconda pagina di Google per la Rava della Vespa,Pizzo.S.Gabriele ed il Monte Elefante.
I Cavalieri della Polvere sono poi autorità mondiali nel campo della polvere sulle montagne dell’Appenino,ma pure sul Monte Rosa e sul Gran Paradiso.Associate una montagna alla “polvere” sulla ricerca di Google (polvere sulla Maiella,polvere sulla Metuccia,ecc.) e finirete invariabilmente per imbattervi in questi celebri studiosi della polvere che sono gli omonimi Cavalieri.
Passando poi dal campo tecnico-alpinistico a quello più ampiamente culturale scopriamo che i Cavalieri della Polvere rivestono una posizione di primo piano fra gli studiosi dei rapporti fra montagne e Cavalieri:eccoli ad esempio in prima pagina nella ricerca “cavalieri sulla maiella” (un tema dibattuto da sempre) .
E’ evidente poi che i Cavalieri hanno dedicato molte energie ad alcuni cavalieri in particolare:di certo al Cavalier Pastarella (I e II posto),al Cavalier Mascherone (I e II posto),al Cavalier S.Gabriele (II e III posto).
A proposito di quest’ultimo i Cavalieri sembrano aver approfondito soprattutto i momenti di difficoltà del santo: se si clicca “S.Gabriele nella polvere” i Cavalieri della Polvere figurano al III e IV posto. Cavalieri,non stupitevi se nei prossimi giorni un prete venisse a chiedervi di illuminarlo sui momenti più difficili della vita di S.Gabriele.
Per niente apprezzati invece gli studi sul “Cavalier Silvio”…se si clicca su Google ci sono migliaia di pagine su un altro Cavalier Silvio,che nulla ha a che fare con i Cavalieri della Polvere.
In compenso i “Cavalieri della Polvere” sono i primi al mondo sul tema “cavalieri,natale e polvere” che notoriamente arrovella l’umanità da sempre.

mercoledì 25 marzo 2009

UN BLOG TROPPO SERIO!!!!! MA SIAMO SERI!!!

DA UN PO' DI TEMPO, PURTROPPO, DICO PURTROPPO, QUESTO BLOG E' DIVENTATO UN PALCOSCENICO DI PSEUDO POETI, NARRATORI, RELATORI FACENDO SVILIRE IL FINE SOCIALE PER IL QUALE ESSO E' NATO: NON PRENDERSI SUL SERIO.IL CAVALIER SILVIO HA FATTO SCUOLA CREANDO MOLTI ADEPTI.PECCATO!!ORMAI, ANCHE LUI SCRIVE SOLO RACCONTINI E, PIU' IN LA' ANCHE FIABE, RINNEGANDO LA SUA VOCAZIONE DI POETA CLASSICO.CHE FINE HA FATTO L'ECCELSO AUTORE DI POEMI,RIME,CANTI ECC...PENTITI FINCHE' SEI IN TEMPO,RITORNA SULLA BUONA STRADA.RITORNA CON I CAVALIERI ESCURSIONISTI PERCHE' TI DANNO ISPIRAZIONE!!! RECITA UN FAMOSO DETTO POPOLARE:"CHI LASCE LA STRADA VECCHIE PI' NA' NOVE SA CHI LASCE MA NIN SA CHI TROVE".

martedì 24 marzo 2009

cronaca dei primi tre giorni di primavera

Arriva la primavera? No, arriva la polvere!
Ormai eravamo già abituati al firn di primavera, ma Madre Natura ci ha voluto fare un bel regalo coprendo di una spessa coltre bianca quasi tutte le nostre montagne, arrivando anche sui tetti delle case in collina.

Primo giorno, 21 marzo

Già dalla mattina di venerdì, durante una trasferta a Roma per motivi di lavoro, sull'autostrada tra Pratola Peligna e Celano avevo potuto assaporare quello che sarebbe accaduto nei giorni seguenti. Per questa ragione avevo accettato l'invito di Matteo per fare un giro a Tavola Rotonda, anche se le previsioni meteo promettevano solo neve, ma poi un impegno di lavoro mi ha costretto a rinunciare a questa prima ipotesi con "ripiego" nel bosco di Passolanciano: qui, con Antonio e Silvio, per tutta la mattina di sabato non abbiamo fatto altro che riarare tutto il manto nevoso ancora vergine e poi al lavoro nel pomeriggio.

Secondo giorno, domenica 22 marzo
Dopo aver consultato ripetutamente le previsioni meteo, che non erano del tutto pessimistiche, con Marco Luca, Antonio ed il sottoscritto, ci accordiamo per incontrarci sotto al solito ponte con destinazione Pacentro per la salita al versante sud del Monte Mileto, così da essere al riparo dai forti venti settentrionali. Durante il tragitto ci chiedevamo, e speravamo, se avremmo trovato un buon innevamento ad una quota così bassa; man mano che ci avvicinavamo alla velle peligna e poi a Pacentro, abbiamo potuto constatare che l'innevamento era così abbondante da non poter parcheggiare l'auto, a meno di non doverla lasciare a qualche chilometro di distanza dell'attacco della salita. In ogni caso la scarsa visibilità e la forte nevicata in atto, ci ha fatto desistere.
Scatta il piano B. Breve consultazione e parecchia indecisione, ma poi decidiamo di salire a Campo di Giove, così da sfruttare gli impianti per fare qualche fuori pista: qui la sorpresa è stata ancora più grande, tanta era la neve caduta ed il vento forte da nord che imperversava in tutta la zona, al punto che non siamo nenache scesi dall'auto visto che gli impianti erano rimasti fermi.
A questo punto l'umore dei presenti, sopratutto di Marco e Luca, iniziava a farsi preoccupante per cui decidiamo di rimediare la giornata e ci fiondiamo nuovamente a Passolanciano, dove gli impianti avevano iniziato a girare solo in tarda mattinata.
Il piano C, finalmente, ci ha restituito il buon umore e grandi scorribande tra i faggi del luogo sulla neve in alcune aree ancora vergine. Al gruppo già nutrito di scalmanati, si è unito anche l'amico Giorgio Ferretti con il quale abbiamo condiviso un certo numero di capitomboli, mentre Luigi (ottima persona e sciatore di livello) ci ha semplicemente detto "ma che ve set' magnat', voi non siete normali".
Alla sera ero praticamente cotto.

Terzo giorno, lunedì 23 marzo
Chi può, può ... chi c'è, c'è ... mettetela come vi pare, ma quando a marzo c'è la polvere non si può perdere tempo.
Alle otto ero già a San Nicolao, un po' in ritardo rispetto ad altri ma con il vantaggio di aver trovato parte della traccia già battuta. Le mie gambe non ne volevano sapere di muoversi con la solità agilità, viste le sollecitazioni dei due giorni precedenti, al punto che più volte avevo pensato di rinunciare al Pescofalcone ...ma quando sulla cima del Rapina ho visto che uno ski alp (era Sergio D'Am.) stava già scendendo per il "cucchiaio" lasciando un bel ricamo sulla neve, ho raccolto le energie e con un'altra ora di fatica e 1500 metri di dislivello in totale sono arrivato alla testata della Rava Cupa. Intanto un altro ski alp mi aveva preceduto con molta "educazione", sciando subito accanto all'altra serpentina rientrando alla sella del Rapina, per cui nulla era pregiudicato.
Giusto il tempo di togliere le pelli (avevo il fiato sul collo di altri tre ski alp) e mettere la sciolina sulle solette, che già ero all'imbocco della Rava Cupa per disegnare il terzo ricamo sulla neve fino alla fine del canale per poi attraversare il pendio - molto carico e piuttosto rischioso - e uscita all'intaglio intermedio del bosco sulla cresta del Rapina e ancora polvere fino a quota 1100 m circa, poi neve già appesantita e poco scorrevole fino al parcheggio.
Una magnifica mattinata di sci e sole: vi lascio solo immaginare il resto della giornata che ho trascorso al lavoro; le mie gambe continuavano a mimare il movimento ritmato necessario per riemergere dalla polvere dopo ogni curva. Poi quando tutti mi chiedono dove mi sono abbronzato, rispondo che "in questo periodo mi faccio le lampade".

Anche per il quarto giorno di primavera Antonio ed io avevamo programmato una gita, ma questa mattina abbiamo opportunamente rinunciato a causa del forte vento. Peccato!!

Questa sera, mentre ero a fare acquisti per la casa presso un noto centro commerciale (talvolta bosogna soddisfare anche le esigenze delle nostre sante donne), ho incontrato quello ski alp - Sergio D'Am. - che per primo ha ricamato il "cucchiaio" ieri mattina, con il quale c'è stato subito un reciproco scambio di grandi sorrisi e pacche sulle spalle per aver condiviso la medesima gioia. Nella circostanza le nostre rispettive mogli/fidanzate si sono limitate a scuotere più volte la testa, come a voler dire "non c'è proprio nessun rimedio".

lunedì 23 marzo 2009

M.ROTELLA...CHI C'E' ....C'E'....


Una cosa è tanto più bella ...quanto più si manifesta per come te l'aspettavi !

Sintesi di una polverosissima ed assolata mattinata in quel di Rocca Pia (vedasi galleria !)

Quando mercoledì scorso ho visto delinearsi una certa situazione metereologica, ho capito subito che oggi avrei potuto "colpire" adeguatamente ed aggiungere altra polvere in carniere....

Ebbene si...., devo dire che a parte la famosa rincorsa ai 2000 , mi sta prendendo moltissimo anche la ricerca del bianco elemento in tali condizioni.

Questo non perchè non frequentassi la montagna scialpinisticamente, ma forse perchè mi ero sempre fatto "dominare" dalla giornata o dalla vetta.

Adesso voglio essere io a decidere quando e dove colpire ed in quali condizioni !!!

L'appartenenza al gruppo di patiti (da cui il nome alla congrega !) non ha fatto altro che accentuare tale nuova forma mentale !

Ore 08:45 partenza dalla piazza di Rocca Pia, arrivo in vetta alle 10:30 , pausa ed alle 11:00 discesa e ritorno alla macchina, raggiunta alle 11:45 !

Chissà se ne vò fà altra di polvere....CHISSA' ??!!!!

PESCOFALCONE









Oggi sabato 14 marzo, a distanza di un anno dalla mia prima escursione sci alpinistica (per cui devo ringraziare Angelo) esco da solo.





Esperienza bellissima, io, la montagna ed i miei pensieri.





A parte la pace che ti circonda ( si fa' per dire, il rapina e' sempre molto frequentato),trovarsi per la prima volta in completa autonomia,tracciare la salita,fermarsi a scattare una foto o semplicemente decidere se calzare i ramponi o prosequire, come ho fatto io, con sci e rampanti.





E stato veramente emozionante.Arrivare in vetta, godere del panorama e (mentre sgranocchi qualcosa da mangiare e recuperi le forze)studiare il percorso di una meritata discesa.





Un esperienza unica.





Comunque: cari amici cavalieri, tornando ai miei pensieri, credo che al di la' delle caratteristiche individuali, ex atleti con forte spirito competitivo, organizzatori o semplici amanti della natura e della buona cucina, quello che conta e' condividere con le persone amiche questo bellissimo sport.....





Scambiarsi pareri.....condividere le emozioni e gli scorci mozzafiato che ci offre..... e poi ritrovarsi a bere qualcosa tutti insieme.





Contento di essere entrato a far parte di un bel gruppo ( Cavalieri della polvere)





Pizzo Camino





Grande gita in un posto quasi dolomitico con tanti torrioni di roccia....Meta di ripiego perchè la scelta principale era caduta su di una vetta molto panoramica che fa da spartiacque tra la val Camonica e la Valtellina ma che prevedeva troppi sali e scendi con annessi spella e ripella....quindi abbiamo optato per il piano B...il pizzo Camino che si trova in bassa val Camonica e che si trova in posticino veramente isolato....partiamo da Schilpario dai vecchi impianti di risalita che con nostra sorpresa non sono più tanto vecchi anzi hanno messo su un impianto di nuiva generazione con tanto di pannello per il vento sulla seggiovia.....ammazzate....ste valli che prendono i fondi della regione come li fanno girare....peccato che poi c'è una pista sola di discesa...carina ma che palle...vabbè..risaliamo questo primo pezzo appunto su pista gelata...qualche piccola scivolata ci accompagna al pianoro sommitale dove con altra sorpresa troviamo una gara di tiro al bersaglio con fucili...zona delimitata con fettuccie e tano di cartelli di divieto di accesso....mah!?!?! dove siamo capitati?? in trentino?? che organizzano tutte ste minchiate?? comunque poche persone in giro che almeno non impattano troppo sulla tranquillità generale della gita....risaliamo un altro ripido pendio che da accesso ad un altra depressione da dove vediamo il passo che dovremo scavalcare per poter accedere al vallone che porta in cima al Camino... e da qui si cambia completamente ambiente...isolamento è totale,il tempo spettacolare...la neve sembra dura come cemento data dal riabbassamento della temperatura di questi gg....cosi arrivati al passo ci si apre un panorama veramente bello,quasi dolomitico con tanti torrioni da dove scendono un sacco di canalini di neve....ora con un traverso verso sinistra ci addentriamo nel canalone che ci porta alle pendici della nostra cima...grande canale che piano piano si stringe verso l'alto sotto una parete da dove si biforcano due canalini: uno a destra ed uno a sinistra....la relazione dici di salire quello di sinistra che porta fin in cima con un paio di passaggi a 70° mentre l'altro che si dovrebbe fare in discesa è a 30°/35°...attendo il compagno che mi conferma che le sue gambe non lo portano in cima e quindi nel dubbio di salire il canale di sinistra e ridiscendere dall'altro a piedi e salire quello di destra a piedi e provarlo a scendere con gli sci.....opto per la seconda....cosi mi avvio e risalgo quello di destra fino alla cresta dove deposito gli sci e proseguo fino in cma su ripido pendio...dalla cima spettacolare panorama...una bevuta e ridiscendo il pendio fino agli sci...mi preparo e provo a scendere....uhm...prima curva mica bella....seconda curva sti cazzi....mi parte via uno sci...porca trota....la neve e troppo dura ed i passaggi a piedi l'hanno resa molto disuniforme...e poi io non sono un grande sciatore....quindi sci alla mano ridiscendo fino al collega con cui iniziamo la discesa vera e propia su questo pendio ripidino e costante....seguiamo il percorso fino alla macchina con grande divertimento e soddisfazione per la giornata....

domenica 22 marzo 2009

Monte Velino...e Monte di Sevice,Costognillo,Rozza

Grande uscita mercoledì scorso, nel cuore del Velino, sci-alpinisticamente gratificante, paesaggisticamente stupenda, e di qualche soddisfazione anche per collezionisti di 2000 (4 soddisfazioni per la precisione).
Ci ha accompagnato il sole ed un po’ di vento in quota.
Si esce a Magliano dei Marsi sull’A25,seguendo direzione Magliano fino ad un bivio a sinistra per Rosciolo.Verso l’inizio dell’abitato di Rosciolo si svolta a destra, direzione S.Maria in Valle Porclaneta. Dopo un paio di chilometri, poco prima della chiesa, si posteggia in uno slargo con cartelli del Parco e segnali di sentiero (quota 1000 slm).
Io e Angelo iniziamo il cammino alle 7.00.
Si percorrono circa 500 metri su un’ampia sterrata, quindi si imbocca il sentiero 3 (segnato giallo e rosso), piegando a nord-est, verso il ben visibile Vallone di Sevice. Il sentiero è comodo e risale il Vallone tenendosi sul suo lato destro. Abbiamo trovato neve e inforcati gli sci intorno a quota 1600, cominciando a portarci verso il centro del Vallone.Poco dopo un pendio ghiacciato ci ha costretto ai ramponi.
Nell’ultimo tratto prima del pianoro della Capanna di Sevice (quota 2139) si attenua la pendenza (e abbiamo rimesso gli sci). Svalicando nel pianoro si apre la vista sul bellissimo ambiente in quota del Velino:dapprima una sorta di conca intorno alla Capanna,poi salendo, gli ampi spazi delle cime intorno al Velino,Il Gran Sasso,i Sibillini.

Dalla Capanna si piega a destra (sud-est) per risalire il Monte di Sevice. Il sentiero estivo affronta direttamente per la massima pendenza il pendio che porta alla cima, il percorso sci-alpinistico lo aggira a sinistra. Il Monte di Sevice si raggiunge a quota 2335, e richiede una breve deviazione a destra (sud-ovest) dal percorso che punta al Monte Velino. Circa 500 metri più avanti altra breve deviazione nella stessa direzione ci porta sulla cima del Costognillo,scavalcando il ciglio di una cornice nevosa.

Si torna quindi sul percorso verso il Velino,e con qualche saliscendi si arriva alla sella su cui arriva la Valle dei Briganti (a nord-est). Una breve salita su cresta (Angelo con sci,io con ramponi) ci porta alla cima del Velino (mt 2486).


Ritorno per la via di salita fino alla Capanna di Sevice.Poi scavalcando verso ovest il colletto che la sovrasta abbiamo percorso per circa un chilometro un’ampia cresta che porta alla cima del Monte Rozza (2064).
Da lì siamo scesi,sciando su neve abbastanza trasformata e piacevole,per i pendii che riportano al Vallone di Sevice, che abbiamo percorso fino a circa quota 1500, per poi rientrare sci in spalla sul sentiero, traversando un tratto di boscaglia e rovi. Arrivo alle 13.20,dislivello complessivo di circa 1600 metri.
Osservava Angelo sulla via del ritorno che il Vallone dell’Orso ,che corre parallelo al Vallone di Sevice ,a circa 1.5 km a sud-est,sembra una sci-alpinistica ideale,oltre che una sorta di direttissima alla cima del Velino (peraltro sembra di vedere che una sterrata ,che parte sempre da S.Maria in Valle, arriva alla base del Vallone,ad una quota di almeno 1100 metri)…sarà l’obiettivo di una prossima uscita dei Cavalieri!

venerdì 20 marzo 2009

CARONTE

Egregi Signori Cavalieri,
da troppo tempo ormai il nostro PONTIFEX MAXIMUS, Guida spirituale, illustre scialpinista, escursionista, rocciatore, impareggiabile ed ineguagliabile conquistatore di Vette e di Tette d'Abruzzo, nonchè latin lover e gentleman di alta quota, viene fatto oggetto di atti di insubordinazione e mistificazione da parte di validissimi Cavalieri che, però, mettono in discussione la Sua Autorità.
Ciò che dice il PONTIFEX MAXIMUS nostro CARONTE, si fa o non si fa...MA NON SI DISCUTE!

Vi svelo ciò che egli riporta scritto sotto i suoi berretti quando si reca in montagna:
“PER ME SI VA NE LA MONTAGNA PIACENTE
PER ME SI VA NE L’ETERNO PIACERE,
PER ME SI VA TRA LA SPERDUTA GENTE.
GIUSTIZIA MOSSE IL MIO ALTO FATTORE: FECEMI LA DIVINA POTESTATE, LA MIA
SOMMA SAPIENZA E ‘L PRIMO AMORE.
DINANZI A ME NON FUR COSE CREATE SE NON ETERNE, E IO ETERNA DURO.
Vi invito formalmente ad un ATTO DI REMISSIONE dei Vostri peccati nei Suoi confronti che ognuno di Voi dovrà apporre quale commento al POST

mercoledì 18 marzo 2009

CONFERENZA.

PER METTERE FINE UNA VOLTA PER TUTTE ALLE DISCUSSIONI, AI DUBBI ED ALLE INCERTEZZE SORTE IN OCCASIONE DELL'ULTIMA ESCURSIONE FATTA DA DUE DISTINTI GRUPPI DI CAVALIERI AL MONTE NINNA E' INDETTA UNA CONFERENZA PRESSO IL NOTO "HOTEL PROMENADE" SITO IN MONTESILVAMO, IN DATA DA DESTINARSI, DAL TITOLO:"NINNA SI NINNA NO".
RELATORI:
CAVALIER SILVIO (SALITORE DEI DUEMILA PRINCIPALI DELL'APPENNINO' ESPERTO DI FOTOMONTAGGI NONCHE' ESPERTO DI CONTENZIOSI APPENNINICI);
CAVALIER ANGELO (ESPERTO DI ORIENTAMENTO E RELAZIONI);
CAVALIER FAUSTO (COLLEZIONISTA DI CIME, CIMETTE, CUCUZZOLI ED ALTRO ANCORA);
CAVALIER PASTARELLA (NOTO CONTRAFFATTORE DI FOTO, VIDEO).

MODERATORE: CAVALIER IL MASCHERONE

SEGRETERIA: PONTIFEX MAXIMUS

martedì 17 marzo 2009

...critiche alle presentazioni video

Illustri e rispettati Cavalieri, secondo Vostra coscienza, poteva un Cavaliere sollevare dubbi senza essere ascoltato.

la premessa:
sul post della traversata Maiella-vallone di Taranta ho pubblicato una presentazione delle foto più significative con una piccola colonna sonora.

i fatti:
il Mascherone mi ha contestato la scelta, a suo indiscutibile parere, della musica non appropriata o comunque non di Suo gradimento. Suggerendo ben altre melodie.

Chi sono io per contraddire "il mascherone"?

la risposta:





VOTA IL SONDAGGIO


Arriva la primavera......

Ormai è arrivata la tanto attesa primavera.....con i suoi pendii belli trasformati diventati come una pista da gigante....in questa spettacolare giornata di marzo con l'amico Andrea ci dirigiamo verso una zona poco frequentata almeno dai sottoscritti a torto di altri posti blasonati ma a volte anche troppo affollati.....Verso il passo San Marco che collega la Valtellina Alle valli Bergamasche in inverno chiuso al traffico puntiamo a questa cima dall'aspetto interessante e pienamente al sole....
Con sorpresa riusciamo a salire un pò di più di quanto non fosse con la macchina e quindi il giro che doveva essere di un certo dislivello si è accorciato un pò a vantaggio della tranquillità una volta in cima....splendida giornata di sole con temperatura calda ma non eccessivamente senza un filo di aria che ci regala una pace di altri tempi con una vista su buona parte dell'arco alpino....con calma ci dirigiamo verso la macchina compiendo n anello di rientro per rendere e gustarci un pò di più la sciata che si rileva diverntente su neve trasformata.....
Un saluto a tutti i cavalieri e rinnovo l'invito ai prodi per compiere in questi posti una gita insieme.....


UN ANELLO DI GRAN CLASSE A TORTO TRASCURATO:ALBERGO CAMPO IMPERATORE- VADO DI CORNO - MONTE AQUILA - RIFUGIO DUCA DEGLI ABRUZZI- ALBERGO.





ANCHE I CAVALIERI ESCURSIONISTI SABATO 14 HANNO FATTO UNA BELLA USCITA IN MONTAGNA COME POTETE NOTARE DAL TITOLO DEL POST.PER NON INFLAZIONARE IL WEB IL PONTIFEX PUBBLICHERA' PROSSIMAMENTE UNA RELAZIONE DELLA GITA SUL SITO DEL CAI DI PESCARA.PER IL MOMENTO GUSTATEVI QUESTE FOTO!!!!

lunedì 16 marzo 2009

Ieri e oggi.... sempre M.Ninna !!!


M.Ninna 15 Marzo 2009






Ma vedi le combinazioni...... noi domenica, voi sabato ! Com'è piccolo il mondo, anche se l'ispirazione credo di averla data io !




Al di là di questo, francamente questa è una bella storia....MA BELLA VERAMENTE !


Andiamo con calma: il 26 gennaio 2008 io e Claudio andiamo per un tris di cime: Forcone, Ninna e Calanga. Saliamo sicuramente sulla prima e sulla terza inequivocavilmente ! (vedasi galleria fotografica a quella data)... ma sinceramente ho dei dubbi sul Ninna !


Infatti inizialmente credo che quella a sinistra, vista dal M.Forcone, sia la cima:
















La stessa infatti viene raggiunta ...ma poi mi vengono dei dubbi guardando una cimetta unita da una crestina impegnativa poco sotto (che poi è quella che si vede a destra !):



stabilendo che quindi il Ninna non sia quello raggiunto, ma quello posto dopo la cresta, decido che ritornerò.


Infatti ieri, 15 marzo 2009, insieme a Raimondo e Nicola, sci in spalla prima ed ai piedi dopo, risalgo i 1.200 metri, per ritornare sulla "cima non cima":














L'intenzione era di ripercorrere la cresta, ma per una serie di circostanze, tra cui una giusta valutazione di difficoltà, questo non è stato fatto !

Abbastanza contrariato, tornando verso m.Forcone dove mi aspettavano gli amici, scopro con immensa soddisfazione (carta alla mano) che secondo loro , il m.Ninna era dove ero appena stato, sia oggi e quindi anche l'anno scorso !!!!!


....adesso leggo l'articolo di Silvio......E ALLORA ?????!!!!!!!!


Comunque una discreta discesa su neve trasformata su un fondo duro è stata fatta... e questo è un dato certo.

Per il resto, vorrei omologare il Ninna, anche perchè avallato dalla convizione dei 2 compagni, che ritengo attendibili ed esperti !


Se Ninna è per me...Ninna è per TUTTI !


E via verso il Pizzone !!!!!!!!!

Siamo stati sul Monte Ninna?


In questo blog di montagna, relazioni & affini uno normalmente cerca risposte… "Voglio andare sul Monte Ninna…vediamo un po’ se i Cavalieri della Polvere hanno consigli utili…”.
Beh,questa volta,no.Siamo noi questa volta che domandiamo ai gentili lettori,Cavalieri e non,se siamo stati sul Ninna…"Se non lo sapete voi!”…già mi par di udire il coro di proteste.
Scusate,però,non liquidiamo sbrigativamente una vicenda così delicata.
Procediamo con calma,e vediamo se qualcuno riesce a sciogliere questo dubbio che attanaglia alcuni Cavalieri smarriti.
Sabato scorso splendida uscita sci-alpinistica in zona Monte Marsicano.Sole,neve, non polverosa ma buona,belli i paesaggi,soprattutto in quota.
Arrivati sulla cima del Marsicano ,Angelo,Marco ed io proseguiamo fino al Forcone.Qui Marco (al solito senza sci) decide di tornare indietro e ci annuncia che ha lasciato nello zaino, sulla cima del Marsicano, la cartina a lui affidata.Vabbè, io e Angelo ci diciamo che tanto vale salire tutto ciò che di salibile c’è lì intorno…ci sarà pure il Ninna!
E così facciamo,mentre Marco,Paolo e Guido dal non lontano Marsicano ci osservano perplessi ma pazienti disegnare ghirigori sulla neve vergine delle poche cime e cimette vicine al Forcone.
Ora però…ehmm,ecco…non sappiamo dove siamo saliti…e il punto è: siamo stati sul Monte Ninna?
A disposizione di chi voglia sciogliere l’enigma gli album Picasa mio e di Angelo.

I CAVALIERI DEI TIPPONI !!!!!!!

CON TUTTA LA NEVE CHE C'E' IN GIRO SCEGLIETE GLI ITINERARI DOVE BISOGNA "INCOLLARE" GLI SCI ED ANCHE PER UN BEL PEZZO DEL PERCORSO TRA, L'ALTRO, SITUATO META' NEL BOSCO ED ANCHE SENZA NEVE!!!!PER QUESTA VOLTA L'AMMONIZIONE, LA PROSSIMA LA RADIAZIONE DALL'ORDINE!!!!DA ULTIME NOTIZIE APPURATE SEMBRA CHE IL CAVALIER SILVIO QUESTA VOLTA VOGLIA STABILIRE UN PRIMATO INSUPERABILE:SALIRE I DUEMILA DELL'APPENNINO CON GLI SCI IN SPALLA!!!!

domenica 8 marzo 2009

Piccoli cavalieri crescono


Presidio CAI al rifugio P.Barrasso al M.Rapina ed ottima occasione per regalare ad un cavaliere in "quasi erba" la possibilità di vivere una 2 giorni in ambiente invernale.

Non è mancato niente di quanto ci si possa aspettare da una tale esperienza: ambiente invernale con nevicata tra venerdì e sabato, "tempo da lupi" alla partenza , con nevischio, temperatura attorno allo zero e cielo plumbeo. Pernotto al rifugio, con giusta cena davanti a prezioso camino acceso. Notte in sacco a pelo con temperatura esterno sui -4 ed all'interno attorno ai 5.

Sveglia all'alba, e condizioni meteo favolose dopo la notte di ulteriore vento e neve, colazione e salita con ciaspole (parlo del cavalierino) fino in cima al Rapina (ore 08:45 si era su !).

Discesa (prima della "carriera") su neve fresca su ottimo fondo.....(da parole di Federico: "come si fa a scendere male su una neve così ! ")

Infine "lavoro"al rifugio, per fornire ospitalità con una tazza di thè fumante ai numerosissimi escursionisti e sci-alpinisti che hanno affollato la montagna in una giornata ottimale per il tempo e per la qualità della neve !Pranzo e discesa alle 14:30 su neve in ottimo stato di trasformazione con tanto di zaino sulle spalle (come in salita, d'altronde) e con discreto stile....(atr che lu padr..)

Che dire ?! Grande entusiasmo da parte sua ed ancor di più per me! Credo e spero di aver costruito insieme un bel ricordo di vita !

Entusiasmo che ho voluto condividere con Voi Cavalieri, dato l'amore comune per la montagna, la neve, lo sci....la VITA !

E' stato nostro gradito compagno Claudio, amico da sempre.

Alle prossime.















sabato 7 marzo 2009

Pizzalto senza pelli ... di foca!

Questa mattina non avevo voglia di andare al lavoro, ma neanche di andare in montagna, visto gli elementi atmosferici in azione. Comunque, avendo ormai la mattinata libera, mi sono avviato di buon ora verso il mio solito bar (tanto per perdere un po' di tempo) quando ho ricevuto la telefonata di Marco S. e, subito dopo, concordiamo di vederci direttamente nei pressi dl "Bosco di Sant'Antonio".
Durante il tragitto mi sono pure beccato una "cazziata" da un certo Eiger il quale, invano, aveva cercato di attirare la mia attenzione nei pressi di Cansano.
Arrivati sul posto constatiamo che la neve era caduta abbondante e continuava a cadere copiosamente, riducendo la visibilità a poche decine di metri. Perciò decidiamo di raggiunger Pescocostanzo per un caffè e per perdere ancora del tempo, in attesa di un miglioramento della meteo che però non ci è stato.
Alla fine decidiamo!! Ormai alle 10 passate ci avviamo verso il Pizzalto, dopo aver evitato l'assalto dei soliti pastori abruzzesi che popolano il luogo. Ma saliti i primi 100 metri, Marco scopre di non aver messo le pelli sotto i propri sci, quindi inevitabilmente sarebbe dovuto tornare indietro. Invece no!! Marco tenta l'impossibile: con uno zoccolo di una decina di centimetri sotto i piedi, percorre tutta la salita senza le pelli.
Ovviamente la discesa è stata un apocalisse. Io adirittura, con gli attrezzi ultra leggeri (?), ho fatto diversi tonfi e, adirittura, mi sono perso uno sci che Marco ha prontamente recuperato molto più a valle. Da ciò ne consegue che un pezzo di discesa l'ho fatta a piedi. Beh, tutta esperienza.

sabato 28 febbraio 2009

Traversata della Maiella

da Fonte Romana per...
Fondo di Maiella per...
il Monte Macellaro per...
l'Altare dello Stincone (fortemente voluta da Silvio) e....
...discesa per la valle di Taranta

La traversata era nell'aria dall'ultima nevicata....
alle ore 08.00 inizano i primi passi nel bosco di Fonte Romana; in realtà si sarebbe dovuto partire da Fonte di Nunzio ma chi aveva provveduto a pulire la strada non aveva previsto che noi avremmo voluto parcheggiato l'auto nei pressi e quindi non ha ricavato, negli accumuli di neve a bordo strada, degli slarghi ove parcheggiare l'auto, poco importa, l'alternativa era quella di scavare noi una rientranza, quindi.....
Una volta raggiunto l'ampio anfiteatro la salita diventa più tecnica al punto che solo Angelo è riuscito a guadagnare Forchetta Maiella calzando gli sci, gli altri, chi saggiamante prima, chi dopo essere scivolati, hanno calzato i ramponi. La neve non era delle migliori, fondo ghiacciato con sopra uno strato di neve "molle e non portante".
Una volta sulla forchetta, percorrendo il vallone di Femmina Morta, si è guadagnata la cima del monte Macellaro anche se il programma originario prevedeva di toccare il Monte Amaro. Ma un po per il ritardo accumulato (di cui mi assumo la piena responsabilità), un po per la stanchezza avvertita nessuno ha contestato per il cambio di programma.
Silvio, non pago della cima raggiunta, rappresenta che vorrebbe raggiungere l'Altare dello Stincone. Questo ci porta a vincere l'istinto di buttaresi nei bei pendii che guardano la valle di Taranta e fare una deviazione, pattinando un po, per raggiungere l'ometto sull'Altare dello Stincone dove siamo rimasti tutti senza fiato per il panorama e ci siamo accorti che qualora fossimo scesi dal Macellaro (senza assecondare la richiesta di Silvio) saremmo rimasti imbrigliati in alcuni sali scendi e molto probabilmente avrenno dovuto ripellare (cosa notoriamente antipatica agli ski-alp). Bisogna mantenersi fortemente a destra per non correre questo rischio.
Dopo la deviazione ci siamo immersi nella stupenda valle di Taranta che tra panorami eccezzionali chi ha portati, non senza alcuni problemi legati alla qualità della neve, fino agli impianti per la grotta del Cavallone. Poi un piccolo tratto a piedi con sci in spalla. Fatta.
Al termine della gita, per fortuna, un grande sostenitore dei "Cavalieri", il simpatico Leonardo, ci aspettava con la sua macchina all'inizio della strada che conduce agli impianti di risalita per la grotta del Cavallone (Taranta Peligna) e da li ci ha riportato, non prima di fermarci per una biretta, a recuperare le auto.
PS: penso che siamo debitori verso Leonardo di un accurato lavaggio interno della sua auto e di una fornitura per un anno di "arbre Magique"

dislivello in salita: 1448 mt
dislivello in discesa: 1915 mt
tempo totale: circa 7 ore (con molte pause "panorama")
cielo sereno, assenza di vento.


Relazione

Vallone di Taranta: traversata da Fonte Romana (1250 m) a Pian di Valle (730 m) stazione inferiore funivia Grotta del Cavallone

Salita: sfruttando una classica scialpinistica sul versante occidentale del massiccio della Majella, Fondo di Maiella, si parte dalla strada chiusa con catena nei pressi del rifugio di Fonte Romana, che si raggiunge dopo pochi minuti. Da qui si segue la segnaletica del sentiero estivo, lungo il valloncello dove scorre un piccolo ruscello, fino a raggiungere il colle nei pressi della Fonte dell'Orso.

Solitamente si parte dal ponticello nei pressi di Fonte di Nunzio, percorrendo una sterrata normalmente chiusa da una catena, che dirama verso monte che si segue nel bosco per poi lasciarla e piegare verso destra (segnavia del sentiero estivo nella faggeta), raggiungendo Fonte dell'Orso a m 1706 (1 ora circa), ma in occasione della nostra gita in tale luogo non era possibile lasciare in sosta l'autovettura, come ha già spiegato pastarella.

Una volta sul colle, proseguire traversando a mezza costa verso nord est per entrare nel canalone nel quale termina l'ampia valle glaciale di Fondo Maiella. Una volta nella valle, risalirla fino a raggiungere alcune roccette, quindi salire a destra (ripido) per uscire in una selletta, sull'importante valico di Forchetta Majella a m 2390. Nel nostro caso, dovendo proseguire per il Vallone di Femmina Morta, abbiamo preferito risalire il canale più a sinistra della Forchetta Maiella, raggiungendo il margine a nord ovest del Fondo di Femmina Morta. Da qui, senza perdere quota, si prosegue in direzione Nord entrando nella Valle di Femmina Morta, ben visibile fra il Monte Macellaro a destra ed il largo crestone che precipita nel versante occidentale della Maiella. Si risale la valle per circa 20-30 minuti, quindi si piega decisamente a destra per raggiungere la cresta del Monte Macellaro (m 2646) appena a Nord della vetta.

Discesa: Dalla cresta del M. Macellaro si scende in direzione Est verso l'imbocco del Valle di Taranta che si vede 200 metri più in basso. Entrati nella valle, dal ramo sinistro della "Y" formata dalla sua testata, si attraversa un ripido pendio fino a raggiungere la biforcazione alla base dell'Altare dello Stincone, per poi proseguire sul fondo del vallone fino alla stazione inferiore della funivia Grotta del Cavallone in località Pian di Valle a quota 732 m nel comune di Taranta Peligna.

Nel nostro caso, per soddisfare l'esigenza di "collezione" di cime appeniniche di un membro del gruppo, dal Monte Macellaro abbiamo aggirato tutta la testata del Vallone di Taranta senza perdere quota fino a raggiungere il costone al cui termine si trova proprio l'Altare dello Stincone. Da qui, prima in direzione nord e poi verso ovest, siamo scesi direttamente nel ramo sinistro della "Y" alla testata della Valle di Taranta.

Una grande traversata, panorami splendidi ed un ambiente selvaggio ed isolato del vallone.

domenica 22 febbraio 2009

ancora powder...... Monte Rotella 2129 m


Beh, ora inizio a vergognarmi! Anzi, no ...non mi vergogno affatto, al contrario condivido con Antonio la gioia di aver trascorso tre giorni consecutivi sulla coltre di neve fresca che ha coperto gran parte della nostra splendida Regione.
La stanchezza si sente nelle mie gambe, ma non intendo rinunciare. Alcune telefonate la sera prima, una delle quali ad Antonio che pure non ha inteso rinunciare, ed ecco formato il gruppo di oggi con Marco (il serfista) e Luca comparso con un nuovo attrezzo "infernale", un paio di palettoni da telemark.
Dopo una breve consultazione sotto al solito ponte, partiamo in direzione Rocca Pia raggiunta la quale, dalla piazza antistante il Municipio, ci mettiamo subito in movimento in direzione SE sui terrazzamenti alle spalle della cabina Enel. Superata "l'Esa del Gatto" si attraversa l'ampia radura fino a raggiungere il rifugio a quota 1688 m, tenendoci sempre alla destra (salendo) del Vallone di Rotella. Dal rifugio sempre in direzione SE, senza traccia obbligata si guadagna quota fino a raggiungere la depressione alla testata del Vallone di Rotella, per poi risalire l'ultimo pendio che ci separa dalla cresta del Monte Rotella sulla cui vetta è posizionata una croce metallica e, a poca distanza, un monumento agli alpini.
Durante tutta la salita, disturbata persino da una decina di ragazzotti scaricati sulla vetta da un elicottero (...), non ho fatto altro che osservare il terreno per capire dove dovevamo scendere per evitare le tracce lasciate dagli skialp del giorno prima e le croste che si erano ormai formate in alcuni tratti esposti a SO nella parte bassa della montagna. Che dire ... ad eccezione del tratto iniziale della discesa che presentava neve ventata, polvere fino alle spalle delle nuove palazzine in costruzione a ridosso della strada provinciale che conduce al Paese di Rocca Pia dove eravamo nuovamente alle 11,30, in tempo per pranzare a casa con le rispettive famiglie.

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