giovedì 15 ottobre 2009

... giusto! ... un po di serietà


Nel tardo pomeriggio di ieri (14 ottobre 2009) un trittico di coraggiosi Cavalieri (Antonio, Angelo e Marco), incuranti delle intemperie, con disprezzo delle eventuali consegunenze, fermati solo dalla scarsa "aderenza" hanno posizionato il Vessillo dell'Ordine nel bianco piazzale di Mammarosa che si è fatto ammirare in una bellissima veste bianca con vista sul mare!

Infatti, verlo le ore 18.30, con temperature di circa -4 (dico MENO QUATTRO!) e 15 cm di tappeto bianco i tre hanno goduto di una splendita vista sul mare adriatico e sul gruppo del Gran Sasso con i piedi (ancora estivi) sulla neve accarezzati da un megnifico tramonto.

La stagione invernale 2009-2010 è iniziata.

domenica 11 ottobre 2009

Un pò di serietà

Vorrei riportare un pò di serietà su questo blog. Soprattutto riportare alle vere arti l'attenzione di chi si era distratto col video del post precedente.

Un comitato di Cavalieri si è riunito pochi giorni or sono a Bucchianico per la festa della birra : apparentemente erano lì solo per bere smodate quantità di birra e ingerire Bratwurst, fagioli, stinchi di maiale, crauti, Kebab e così via…

In realtà stavano soppesando, da fini cultori di arti e tradizioni popolari quali sono, l’esibizione canora di una giovane promessa :

E quella di un altrettanto celebre e impegnativo uomo di spettacolo, Sette Pecore:

sabato 10 ottobre 2009

Roba che fa male...!!!

Pontifex, illustri cavalieri, che ne pensate?
direte...ma che c'entra?
oggi l'uscita al Parco mi ha ispirato questa ricerca...
sarà stata la compagnia del Grande Assente...
mi raccomandoiil VOLUME!

giovedì 8 ottobre 2009

Fausto e i 129 2.000 d'Abruzzo: Grazie !



Illustri cavalieri,

Non posso che ringraziarvi per aver vissuto con me un momento che visto “fine a se stesso” forse dice “poco” …ma che se assunto come punto di partenza per tornare indietro a ripercorrere tutte le cime, mi ha aperto una galleria di ricordi !

Grazie anche a coloro che non erano con me, ma che comunque sono stati miei compagni di salite in tutti questi anni.

Grazie al "mio Abruzzo", nel quale sono orgoglioso di essere nato e che con questa “scusa” ho percorso in lungo e in largo per scalare le sue maggiori elevazioni.

Per un traguardo raggiunto l’auspicio è che nascano nuove mete, nuovi obiettivi per raggiungere i quali, non venga mai a mancare la forza,la volontà, la determinazione, il cuore e non ultima anche l’amicizia e la condivisione di una grande passione che ci lega: “l’andar per monti !”

E’ già stato detto tanto sull’evento ed io approfitto solo, come già fatto sulla cima dell’ultima “fatica”, per dedicare tutte le 129 cime, alla mia famiglia, che pazientemente “condivide con me” questa passione ed a mia suocera, che non sentirò più la mattina quando alle 05:00, e fin che Dio vorrà, mi alzerò per andare in montagna !

Fausto

martedì 6 ottobre 2009

VII edizione dell'oktober fest a Bucchianico

Su sollecitazione di un misterioso cavaliere, per la serata di giovedì 8 ottobre p.v. è indetta una riunione del Cavalieri della Polvere in piazza Roma a Bucchianico, dove per il settimo anno consecutivo si svolgerà una magnifica manifestazione chiamata "oktober fest a Bucchianico", dove sarà possibile assaporare ottima birra e buone pietanze.

Non posso, però, garantire la presenza della donzella della foto sopra. Sicuramente ci sarà la birra.

domenica 4 ottobre 2009

Rocca Chiarano

Ieri, sabato 3 ottobre, ascensione a Rocca Chiarano. Condotti dal Pontifex abbiamo toccato la cima alle 11.00 circa, il sottoscritto, Il Mascherone, il Cavalier Marco, e Roberto.
Non sto a dirvi del percorso, del continuo bramire dei cervi (ne abbiamo contati molte decine), dei primi brillanti colori d’autunno. Vi dico invece del Pontifex.

Prima di partire ci ha voluti benedire ( non so perché…ma continuava a mostrarci le mani coperte da mezzi guanti, e per la verità se le guardava e riguardava anche lui…mi ricorda qualcuno… ) :



Sulla cima nonostante il freddo e un discreto vento, malgrado tutti noi gli sconsigliassimo di farlo ( si è anzi irritato non poco) …l’operazione si annunciava lunga… ha cominciato a scartare un suo copricapo solenne, e ha insistito per celebrare il raggiungimento della cima in modo degno al suo rango:

venerdì 2 ottobre 2009

I Cavalieri sul Monte Ninna


Cari Cavalieri

e' con grande piacere che voglio presentarvi il film sull'ascesa al Monte Ninna.

Sara' presentato al prossimo Filmfestival di Montagna che si svolgera' a Trento.

Per celebrare i 129 duemila scalati dal nostro Cavaliere Fausto, ho deciso di anticiparvelo in anteprima mondiale.


Ninna Celebration

27 settembre 2009 : storica giornata per i Cavalieri della Polvere.
Fausto ha raggiunto col Ninna la sua 129° e ultima cima over 2000 d’Abruzzo, e chiude così, meritatamente,un ciclo fatto di tenacia e passione per la montagna. Naturalmente è già pronto a nuovi cicli…



Il Comitato dei CDP, riunito quasi al completo sulla cima della predetta montagna (il Mascherone assente è apparso sulla solita nuvoletta; quasi presente il Grande Assente, che è sempre meno assente; il Pontifex osservava a distanza le operazioni), con delibera n. 10567 certifica la regolarità della conquista, avvenuta ai sensi dell’elenco dei 2000 d’Abruzzo recepito dal CAI di Pescara.


Non si confonda l’impresa faustiana con le conquiste fatte dal sottoscritto ai sensi dell’elenco Osti-Guerrazzi, “I 2000 dell’Appenino” (l’elenco ristretto di 100 cime, non quello esteso di 223). Il sottoscritto però ora ho abbandonato Osti-Guerrazzi e abbracciato l’elenco di Giuseppe Albrizio , “Club dei 2000”. E non si pensi a differenze da poco. Un esempio: per l’elenco CAI sulla cresta che si diparte dal Marsicano verso nord c’è solo Cima Cappella, per Osti-Guerrazzi non c’è nulla, per Albrizio ci sono Anticima nord del Marsicano, Cima Cappella Sud e Cima Cappella Nord: differenze vitali, come potete ben capire. Tutto chiaro, no?

Ma torniamo all’impresa. Come in guerra e nei momenti epici della vita l’uomo tira fuori il meglio e il peggio…così i Cavalieri nella conquista del Ninna.
E’ venuto fuori lo spirito solidale e di condivisione.
Ad un certo punto si è presentata un’imprevista e ardua difficoltà: il “Ninna Step” . E’ stata tutta una gara di solidarietà:




















E quando il Cavalier Fausto raggiunge la sua meta i Cavalieri vengono presi da irrefrenabile e incondizionata gioia. Ecco il Cavalier Walter mentre si rallegra irrefrenabilmente:




Il Cavalier Fausto ha appena toccato la cima…ed ecco, i Cavalieri tutti si precipitano a immortalarlo. Qui sotto vediamo il Cavalier Walter che nel precipitarsi è stato più veloce del suo pantalone :


E però i Cavalieri possono diventare impredivedibilmente, senza motivo e senza preavviso, dispettosi e cattivi.
Ad un certo punto, poco prima di toccare la cima, un manipolo di Cavalieri…incuranti di tutto quanto detto finora…il traguardo epico, la “Solidarietà della Polvere”, ecc. … comincia a fare le bizze: “ Ma che c’andiamo a fare sul Monte Ninna?”, “ Ma perché mai dobbiamo fare un giro del genere…per finire dove poi? Sul Ninna??”. Insomma detto fatto…inscenano una deplorevole manifestazione:

martedì 29 settembre 2009

UN PONTIFEX DA ESPORTAZIONE!!!!


UN PONTIFEX CHE SI RISPETTI, OLTRE A DARE IL BUON ESEMPIO NELLA CONDOTTA DI VITA DELL'ORDINE E SOPRATUTTO STIMOLARE NEL VERSO GIUSTO I CAVALIERI AL PUNTO DI TOCCARLI NEL PROPRIO ORGOGLIO (VEDASI L'ULTIMA STRIGLIATA), DEVE FUNGERE DA AMBASCIATORE PRESSO NUOVE REALTA', SPECIALMENTE IN QUELLE CHE COINVOLGONO GIOVANI. DI RECENTE,E' STATO INVITATO AD UNA GARA DI BULDER A PENNE E, NELL'OCCASIONE, TOLTE LE VESTI DI GARANTE DEI CACCIATORI DI GOBBETTE E CIMETTE,SI E' IMMERSO SUBITO NELLA NUOVA REALTA' AL PUNTO CHE DUE VALENTI GIOVANI ALPINISTI PRESENTI, HANNO PRETESO DI FARSI FOTOGRAFARE INSIEME.IL PIU' GIOVANE, QUELLO CON LA MAGLIETTA VERDE PER CAPIRSI, HA 18 ANNI ED E' DI TERAMO. QUEST'ESTATE HA SALITO IL PILONE CENTRALE DEL M.TE BIANCO, LA BONATTI E LA VIA DEGLI SVIZZERI AL GRAN CAPUCIN ,LO SPERONE FRENDO ALL'AGUILLE DE MIDI E PER FINERE LA FARFALLA AL PARETONE DEL GRAN SASSO. L'ALTRO, INVECE, OLTRE ALLA FARFALLA, TRA L'ALTRO FATTA CON IL GIOVANE PREDETTO, HA RIPETUTO LA VIA PIU' DIFFICILE DEL GRAN SASSO: "DI NOTTE LA LUNA" AL PIZZO INTERMESOLI. CARO IL MASCHERONE, LEI, A QUELLA ETA', ERA ANCORA UN LUPETTO DEGLI SCAUT.

mercoledì 23 settembre 2009

Ecco il logo definitivo di Ski-alper

Ski-alper si nasce? No, si diventa con il tempo...


18/09 | di Redazione |

Dopo una serie di prove alla fine l'omino nero alla Depero con i pini innevati ha indossato lo zaino rosso ed è un po' meno ingobbito, però sale, sale...
Questo omino verrà stampato su adesivi a forma di scudetto che verranno applicati ai caschi Starlight dell'iniziativa «Salva la tua fantasia». Si tratta di un'idea che portiamo avanti da qualche anno e che finalmente si è concretizzata grazie alla collaborazione con la Camp.
Dovrebbe essere questo il battesimo del logo Ski-alper che oltre ad apparire sulla rivista circolerà sul capo degli scialpinisti che intenderanno effettuare le escursioni con il casco sulla testa, almeno in discesa. Altri adesivi saranno a disposizione per gli amanti di questo tipo di gadget.
Sarà uno dei metodi per fare sì che ci si senta veramente una community, quella degli utilizzatori delle pelli per salire senza distinzione di livello o di età e di sesso.
Ci stiamo rendendo conto che molti approdano allo ski-alp poiché stufi delle piste affollate. Qualcuno arriva dal fondo stufo dell'anello battuto. Qualcun altro ha proprio iniziato a sciare con le pelli...

domenica 20 settembre 2009

i tre borghi con la mtb

Come direbbe il Pontifex, questo che vi propongo è un giro di "gran classe", mediamente impegnativo, che permette di attraversare gli altipiani ed alcuni dei borghi ubicati alle pendici del Gran Sasso, come Calascio, Castel del Monte e Santo Stefano di Sessanio.

Questa mattina, dopo aver trascorso buona parte del mio tempo nella consultazione della meteo (le previsioni davano brutto) e tentato inutilmente di caricare una traccia sul mio GSP, poco prima dell'ora di pranzo mi sono deciso è sono partito da solo alla volta di Calascio dove ha inizio l'itinerario che si svolge quasi interamente su sterrato, allo scoperto e sempre al di sopra dei mille metri slm, fino a raggiungere i 1645 m della sella di San Cristoforo.
Relazione: Raggiunta Calascio si posteggia l'auto in prossimità del fontanile sulla SP7, in corrispondenza del crocevia per Castel del Monte. Da questo punto con la MTB si imbocca il sentiero in discesa alla sx del fontanile, che inizialmente è scalettato e sassoso, fino a raggiungere il laghetto di pesca sportiva, dal quale si prosegue sulla carrareccia fino ad incrociare nuovamente la SP7 dove si svolta a sx in discesa. Si prosegue brevemente sulla provinciale fino al cartello di legno che indica l'azienda sperimentale "San Marco", dove si prosegue sulla carrareccia alla nostra destra in leggera discesa. Una volta raggiunto il piano sottostante, si ignorano prima la strada che alla nostra sinistra conduce al centro "San Marco" e poi una carrozzabile alla nostra destra, fino a raggiungere l'incrocio con la carrareccia che proviene da Ofena, dove si prosegue a sinistra. Si prosegue passando nella valle Polmonara fino a raggiungere la SS 17 bis, quando ormai si è giunti a Castel del Monte che si attraversa proseguendo in direzione Campo Imperatore, dopo aver fatto la consueta sosta alle "Scimmie del Lago" gestito da due giovani donzelle.

Superato l'abitato di Castel del Monte, in corrispondenza di un'ampia curva a destra dove c'è anche un piazzale, si imbocca la strada (asfaltata nei primi 20 metri) sulla sinistra che in salita in breve ci conduce alle pendici del Monte Bolza. Con alcuni saliscendi ed un tratto più impegnativo su fondo sconnesso, si raggiunge la sella di San Cristoforo dalla quale si scorge la piana di Campo Imperatore ed il Monte Prena. In corripondenza di un fontanile secco ed un ricovero metallico, si gira a sinistra in discesa su fondo inizialmente ghiaioso e poi in piano su comoda strada bianca fino ad una biforcazione in corrispondenza della Fonte del Cane a 1530 m. Qui si prosegue a destra ancora in piano fino a raggiungere la strada asfaltata che collega Santo Stefano di Sessanio a Campo Imperatore, proseguendo a sinistra verso San Stefano che avvistiamo dopo un breve saliscendi. Si prosegue in discesa fino ad un tornante a destra, dove si imbocca in piano la strada bianca a sinistra che si percorre fino a raggiungere una biforcazione a destra in salita abbastanza impegnativa (proseguendo a sinistra si raggiunge direttamente Calascio) che in breve ci porta ad avvistare la Rocca di Calascio e la chiesa esagonale della Madonna della Pietà. Attraversato i ruderi della Rocca si percorre il sentiero che in discesa attraversa l'antico borgo per poi imboccare l'unica strada semi asfaltata che in breve ci riporta a Calascio.

Come dicevo un "giro di gran classe", anche se ho sbagliato strada percorrendo 10 km in più del necessario, mi sono beccato due scrosci di acqua e ho dovuto trattenere il fiato per la paura quando mi sono trovato completamente allo scopersto sulla Costa di Bolza con roboanti tuoni che mi giravano attorno. Ma alla fine mi sono proprio divertito.
Per le foto della gita clicca sul titolo del post o album picasa.

PIZZINO URBI ET ORBI

Sommessamente riferisco un messaggio urbi et orbi affidatomi dal Pontifex, il quale ha voluto anche farci grazioso dono di una sua foto recente. Parrebbe che per il futuro il Pontifex intenda intervenire sul blog solo con la mediazione di sacerdoti a lui devoti, cui affiderebbe i suoi pizzini.
Ecco il primo pizzino:



BENEDICO VOI TUTTI, CAVALIERI DELLA POLVERE, CAVALIERI NELLA POLVERE, CAVALIERI QUANTO MENO IMPOLVERATI.
AVETE TUTTI PECCATO, PER VOSTRA COLPA, VOSTRA GRANDISSIMA COLPA.
CHI E’ ANDATO PER GOBBETTE, CHI PER CIMETTE, CHI CON BICICLETTE.
CHI DOVEVA LAVORARE, CHI CERCAVA IL PIZZONE, CHI E’ ANDATO TROPPO AL MARE.
CAVALIERE, EGO TE ABSOLVO A PECCATIS TUIS
MO’ PERO’ DATTI UNA MOSSA E IMPEGNATI PER LA RIPRESA AUTUNNALE.

E CHE LA MONTAGNA SIA CON TE
AMEN

giovedì 17 settembre 2009

Monte Bianco, dieci anni più tardi


A volte per comprendere il significato di un espressione occorre tempo, molto tempo. Ma se l'enigma del sorriso della Gioconda è ancora irrisolto, quello del Giocondo Cavaliere è stato da me compreso ben 10 anni più tardi!

L'illustre Cavaliere fu da me ritratto in una sorta di dormiveglia mentre sghignazzava, all'epoca incomprensibilmente, nella branda del Rifugio del Goûter. La quota, penserete...invece no!


Egli si apprestava, insieme a Silvio e al sottoscritto, a compiere un'impresa in cui divertimento, spensieratezza ed amicizia furono i collanti che la resero per niente epica ma sicuramente indimenticabile.
In realtà il Grande Assente se la rideva compiaciuto perchè ripensava alla choc causato ad un malcapitato pseudo alpinista giapponese petomane che, per buona parte della salita fino al rifugio di Tete Rousse sparava verso di noi bombe nipponiche e si infilava sempre la mano nei pantaloni, con un sorriso ebete, per una grattatina. Alla fine Il Grande Assente, dopo aver maltollerato il vile affronto, centrato da una bomba nell'orgoglio, con un sol colpo che non ammetteva replica redarguì lo sgiagurato empio e ristabilì ex auctoritate la giusta gerarchia sulla materia contesa. Tale fu il fragoroso smacco che il giapponese si inchiodò al Rifugio di Tete Rousse per meditare sul fatto. Tornò, fortemente scosso, a valle.

La notte portò la neve ed il pomeriggio seguente una lunga traccia fino alla capanna Vallot, dopo un mattino trascorso fra telefonate su ombrelloni riluttanti ad aprirsi in Calabria ed una ricca omlette.
La notte ancora dopo alle 2.00 tutto il Gouter era in fermento per l'ascensione, partenza alle 2.45. L'accesso ai "bagni" richiedeva l'uso dei ramponi da applicare alle ciabatte in dotazione e techiche di passaggi su ghiaccio di provata esperienza. Forse la parte più pericolosa dell'intera ascensione. Cose strane accaddero quella notte quale il miracoloso allungamento di circa 15/20 cm della piccozza del Grande Assente. Ma ormai nulla poteva essere più di ostacolo e, rimosso ogni indugio, nel freddo vento della notte fonda ci incamminammo con le torce frontali accese. Il buio era carico di magia e numerose lucette ci seguivano. Quelle che ci anticipavano le trovammo ferme laddove terminavano le nostre tracce del giorno prima. Mentre Italo consultava carte e bussola, dalla borraccia uscì granita invece dell'acqua.


Alle 7.30 un vento furioso ci attendeva sull'anticima. L'adrenalina era fortissima, il panorama straordinario, e le cordate continuavano a salire.

Quali pensieri attraversarono la mente del Grande Assente mentre si esponeva irragionevolmente in piedi come crocifisso sulla cresta al furioso vento a quota 4.803 ancora oggi, a volte, me lo chiedo. Una mistica visione? Un contatto con il Grande Centro? Non potendo beneficiare dei suoi ricordi che, per sua ammissione, non ci sono vivendo una sorta di trance, occorrerà ancora del tempo per poter comprendere...semmai ciò potrà accadere.

















La discesa in giornata di 2.500 mt fino al trenino a cremagliera pieno di turisti che non tolleravano l'odore dei rifugi che portavamo addosso, il ritorno dalla Francia fino a Courmayer, e la sera una ricca portata di funghi porcini a cena.




Poi, mentre i cuscini già accoglievano il sonno del Grande Assente, dal piazzale dell'albergo il Cavalier Silvio ed io sorseggiando una grappa ci perdevamo con lo sguardo lungo la sagoma scura della Cresta di Peuterey fino alla cima del Bianco.


Ma il sonno non fu di giovamento al Grande Assente nè interruppe il suo stato di trance. Il giorno dopo si sbizzarrì in una guida forsennata fino a casa smanettando continuamente con il cambio della radio sul volante alla ricerca di disco music ascoltata ad un volume impossibile, mentre continuavano a pervenire gli aggiornamenti sul numero degli ombrelloni che si rifiutavano ancora di aprirsi.

sabato 12 settembre 2009

dalla "Cassin" al "mezzo sterzo" , il passo è breve!

Proprio così, pregiatissimi Cavalieri. Lo stesso uomo che solo pochi giorni fà si è reso protagonista di una magnifica salita sulle Dolomiti, ripetendo la via "Cassin" alla Torre Trieste, oggi ha compiuto una nuova strabiliante impresa.
Infatti il citato Cavaliere, non ancora appagato dalle sue ultime gesta, appena rientrato nella Terra di origine si è subito proposto per una gita in MTB, ben sapendo che questa è l'attività che prediligo negli ultimi due anni nella stagione secca.
Visto il livello del compare di gita (questo va fortissimo pure in bicicletta), non mi restava che scegliere una gita adeguata alla circostanza e così che, dopo aver verificato accuratamente la meteo nella zona, la scelta è caduta sul magnifico itinerario nel PNA (LM) che da Scanno culmina sulla Serra del Campitello, dopo aver attraversato la valle Jovana, passo Godi, la valle dei Campanili, i Piani di Ferrojo e la bellissima radura del Coppo di Campitello.Fatta eccezione per un paio di agguerriti "pastori abruzzesi" che ci hanno inseguito, la gita scorre senza difficoltà fino al momento di iniziare la discesa dal valico del Campitello verso lo stazzo del Campo, dove il nostro "uomo di punta" inizia a fare improbabili evoluzioni sulla ruota anteriore del suo mezzo che in breve lo costringono ad una spettacolare caduta nel canale sottostante. Beh, io che ho vissuto la scena da spettatore, vi posso garantire che non avevo ancora visto nulla di simile, neanche un altro intrepido Cavaliere era arrivato a tanto.
Accertato che il Pier era sopravvisto al capitombolo, ho dovuto constatare che la sua MTB non aveva avuto la stessa fortuna. Infatti il lato sinistro del manubrio della bici si era spezzato in due parti, con molti pezzi sparpagliati tra erba e le rocce circostanti.Tra questi anche un nuovo e costoso GPS.
Che fare? Pier decide di scendere a piedi, nonostante lo avessi avvertito che c'era da percorrere ancora tutta la discesa fino allo stazzo e poi il lungo sentiero del vallone Tempesta. Mantenendo una velicità costante di 8 kmh, in breve Pier raggiunge lo stazzo del "Campo" che gli faccio visitare per mostrargli di quale "patrimonio" sono dotati i nostri colleghi bikers di Scanno.
Evidentemente la breve sosta è stata illuminante per lo sfortunato atleta il quale, riprenedendo a scendere a piedi, ha riflettuto su quello che gli avevo detto poco prima ed ha realizzato che doveva compiere una nuova impresa. Ci siamo messi subito al lavoro, togliendo le parti in eccesso e fissando (non vi dico con cosa) la leva del freno anteriore al cannotto del manubrio, così che il Pier rimonta sulla sua MTB con "mezzo sterzo" e si lancia nell'ardua discesa nel vallone Tempesta, che non è affatto banale neache con la MTB perfettamente efficiente.
Insomma, anche se dolorante in diverse parti del corpo e con la mano destra quasi paralizzata dalla fatica e nonostante una foratura nella valle del Tasso, il nostro Cavaliere Pier ha concluso la gita fino al parcheggio dove avevamo lasciato l'auto.

Altro che "cicloescursionismo" .....

mercoledì 9 settembre 2009

Per Rialzare Un Pò il Tiro





In risposta al disappunto del post precedente eccovi serviti....
Il giorno tanto atteso sta per arrivare….il meteo ha promesso un fronte di alta pressione con aria fresca che ci dara’ la condizione ideale per affrontare la gita tanto agognata che da un paio di mesi a questa parte cercavamo di organizzare: La CASSIN alla Torre TRIESTE. Una via simbolo per l’ambiente in cui e’dislocata,per il tipo di roccia ed anche per la sua difficolta’. Cosi ci organizziamo al meglio valutando sia il dormire all’attacco che al rifugio Vazzoler. La scelta e’ricaduta sul rifugio per motivi di orari e tempistiche strette( il socio il giorno prima si e’sparato lo spigolo del velo…) e che poi si e’ rivelata un ottima scelta visto anche le temperature un po’basse che al mattino,con partenza a freddo,ci avrebbero ammazzato mentre con un’ora di cammino abbiamo avuto il tempo di digerire la cena e scaldarci un po’ per questo viaggio. I primi tiri vanno via lisci ma una sosta di una probabile ritirata ci inganna al 4 tiro e ci fa deviare erroneamente in un punto morto che mi costringe ad un traverso su roccia un po’di dubbia qualita’per tornare sulla giusta via.Il tutto ci fara’perdere una mezz’ora. Comunque in quattro ore siamo al cancello che ci eravamo prefissati: la seconda cengia dove ci attendono altri 10 tiri x la cima. Quindi con serenita’di non dover ne scendere col buio o bivaccare da qualche parte iniziamo la scalata sul pilastro iper slanciato della torre dove la qualita’ della roccia aumenta esponenzialmente. Qui pero’inizia anche il mio calvario….la stanchezza si fa sentire visto il mio periodo di inattivita’e sulle braccia arrivano i crampi che mi portero’fino a casa. Dopo 8 e mezza siamo in cima con un panorama fantastico, una piccola pausa per rifocillarci e ci prepariamo per la discesa da questo colosso che viene considerata una delle piu’complesse delle dolomiti. Noi optiamo per le calate in doppia dalla via sportiva di Nadali che ci deposita direttamente sulla 2 cengia con 8 doppie ( anche 7,noi per paura che non arrivasse alla sosta ci siamo fermati prima e ne abbiamo fatta 1 in piu’). Doppie comode ma con un po’ di patema vista l’esposizione della parete e il timore dell’incastro corde. Tante’che affianco alle nostre calate erano presenti altre calate a chiodi su cui un paio di corde si erano incastrate e abbandonate… Da qui seguiamo le indicazioni della vecchia discesa ma parlando del piu’ e del meno non ci accorgiamo che abbiamo imboccato il canale sbagliato e ci e’toccato fare altre 5 doppie in un ambiente dove trovarsi con il cattivo tempo non lo consiglio a nessuno. In queste doppie le corde hanno deciso di fare i capricci e calata dopo calata si ingrovigliavano sempre di piu’aumentando il rischio di arrivare giu’tardi. Una volta usciti dal canale abbiamo compreso il perche’la sera prima alle 22 vedevamo delle luci che scendevano dal sentiero d’attacco….il tempo vola via come nulla in quei posti se non ci si da’una mossa. Cosi entusiasti giriamo le scarpe verso valle, ed in meno di 45m siamo alla macchina da dove salutiamo per l’ultima volta la torre con l’arrivederci al prox anno. Partiamo pronti per passare da casa del Lore,lavarci,mangiare e partire per Milano con arrivo alle 01 di notte dormire 4h e svegliarmi per andare a lavoro…..stanco ma con in mente delle sensazioni stupende….

DATEVI UNA MOSSA!!!!

CARI CAVALIERI DA UN PO' DI TEMPO VOLEVO DARVI UNA STRIGLIATA ED E' ARRIVATO IL MOMENTO PROPRIO DOPO LA CENA CONVIVIALE DELL'ORDINE PERCHE'IN QUELLA CIRCOSTANZA HO MESSO A FUOCO DIVERSI ASPETTI NEGATIVI CHE RISALTANO DALLE SS.LL.IN PRIMIS, L'APATIA E L'ABBASSAMENTO DEL LIVELLO SPORTIVO DI ALCUNI DI VOI. ORMAI MI SONO RASSEGNATO, E CREDO ANCHE QUALCUNO DI VOI, ALLA MALATTIA CRONICA CHE HA COLPITO IL CAVALIER SILVIO CHE, COME E' NOTO, E' QUELLA DI CONQUISTARE SOLO CIMETTE AL PUNTO TALE DA MERITARSI IL NOMIGNOLO DI "UOMO DELLE CIMETTE".IL SUO GIOCO AL RIBASSO STA TRASCINANDO CON SE' ALCUNI ILLUSTRI CAVALIERI TRA I QUALI IL NOTO "IL MASCHERONE" CHE PER NON ESSERE DA MENO SCALA SOLO GOBBETTE E, DI CONSEGUENZA, SI E' CONQUISTATO SUL CAMPO L'APPELLATIVO DI "UOMO DELLE GOBBETT".I BIKERS, DA NOTIZIE ASSUNTE IN QUELLA SEDE, HANNO CONFESSATO DI PASSEGGIARE CON LE LORO BICI SULLA STRADA PARCO E SULLA RIVIERA RINUNCIANDO AD ANDARE ANCHE PER LE SAGRE.NELLA STESSA SERATA E' GIRATA VOCE CHE UN CAVALIERE HA INTRAPRESO LA STRADA "DEL'ESCURSIONISMO EROTICO" ANDANDO A CAMMINARE IN FAMOSE CALE MARINE FREQUENTATE DA NUDISTI.URGE APPURARE SE DETTE CALE SONO FREQUENTATE DA UOMINI O DONNE, CON LA CONSEGUENTE ESPULSIONE DALL'ORDINE, NEL CASO FOSSERO SOLO UOMINI.ALLA PRESENZA DI TALE SITUAZIONE CHE MORTIFICA IN NOSTRO BLOG, SOLO IL PONTIFEX MAXIMUS,TIENE ALTO IL NOME E SOPRATUTTO IL LIVELLO TECNICO DELLO STESSO.PROVA NE E'CHE ULTIMAMENTE E' TORNATO AD ARRAMPICARE CON LA SPERANZA DI DARE UN BUON ESEMPIO A TUTTI VOI. GODETEVI QUESTE FOTO SCATTATE SULLA VIA "DUE GENERAZIONI" E "MALLUCCI-GERI-LAGOMARSINO" SULLA 2^ SPALLA DEL CORNO PICCOLO.

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