mercoledì 24 ottobre 2012

20 Ottobre 2012-Via Cieri, Monte Infornace

L’aria è cambiata. Nè Pontifex né Antipontifex. Con questo motto il giorno 20 ottobre 2012 si è riunita una cellula anarco-insurrezionalista dei Cavalieri (Cavalieri Angelo, Mascherone, Velluto, Paolo, sottoscritto e Cavaliere Simona e Catia).

Le vicende sono note. Recentemente un gruppo di Cavalieri aveva voltato gabbana, e, dopo regolari elezioni, aveva designato…un nuovo Despota. Ma le elezioni non erano così regolari, e poi si è scoperto che l’Antipontifex non si era neanche candidato, gli stessi elettori hanno negato di aver votato, il Pontifex si è di certo arrabbiato, i Cavalieri ribelli si sono spaventati, e hanno rivoltato gabbana.

All’incirca gli stessi Cavalieri hanno di nuovo cambiato idea, e nell’ultima uscita hanno scoperto la libertà e la democrazia. Se questa volta il Pontifex non dice niente, ce la possiamo fare…

Finalmente il Cavalier Angelo è tornato fra noi. Lo scorso luglio il Cavalier Angelo, reduce da un incidente dagli effetti non banali, disperava di tornare in montagna. ..da settembre imperversa per valli e monti. Chiunque può cominciare a scorgere una certa somiglianza:

La meta era la Via Cieri, una facile via di roccia.
La Cavaliera Simona è in quella fase, che ognuno di noi Cavalieri ha conosciuto, nella quale si lasciano i sentieri e si abbraccia, letteralmente, la roccia.
Nell’abbraccio il pensiero più soave è: “Ma che c…ci sto a fare quassù?”. Però la Cavaliera in questione è la stessa che dopo aver sperimentato la Direttissima del Corno Grande, in una successiva e dignitosissima uscita sul Morrone ci ha apostrofati: “Ma questa uscita è una c..ata! Poco sfidante!” (PS queste parolacce sono una mia licenza poetica. La Cavaliera non ne proferisce alcuna). Segno evidente che il morbo del verticale già la possiede. Ed ha tutte le capacità per verticalizzarsi.
Nella nostra salita ha giustamente chiesto assistenza, che il nostro Bat-Cavaliere ha ottimamente prestato:

Ancora il giorno successivo la situazione era questa:















Sulla sommità dell'Infornace si è ripetuto un fenomeno bizzarro: c’è un Cavaliere che spesso sulle cime , Dio solo sa perché, assume le sembianze di un Teletubbies:


Ora, anche se non c’entra niente, vorrei darvi consigli sulla dieta da osservare in montagna. Per tanti motivi attinenti fisiologia e metabolismo di alta quota, in montagna è bene portare pane e olio. Fatelo…e qualsiasi compagno d’uscita con un medio senso dell’umanità non potrà non impietosirsi, ed offrirvi tutto ciò di cui dispone. Ed ecco un esempio degli effetti finali…elenco cosa ho mangiato sulla cima del Monte Infornace, tutto offerto da Cavalieri caritatevoli: torta alla cioccolata, torta mele e cannella, fichi secchi, Cuneesi cioccolata e rhum, frutta secca, tarallucci al vino rosso, the ai frutti di bosco, strudel. Se il pane e olio non vi sembra una buona idea…

Il Cavalier Nicola è il più mistico fra i Cavalieri. Sin dal principio ha iniziato un Cammino di autoflagellazione e sacrificio estremo.
Il 27 ottobre del 2010, benché infilzato da un bastoncino all’altezza del polmone destro, ha continuato la marcia fra sofferenze indicibili:

Nella stessa giornata gli è comparsa la prima aureola…un po’ storta ma sempre aureola:


Il 17 marzo 2012, con alle spalle una storia di pellegrinaggi duri ma su sentieri CAI, è asceso improvvisamente all’Herron-Franchetti, e lì ha conosciuto nuove dimensioni dell’Essere:

Poco dopo appariva così in visione ad alcuni Cavalieri:


Poi c’è stata una parentesi a cui non avremmo mai voluto assistere: la caduta nella mondanità del Cavaliere Mistico. Posava continuamente dinanzi l’obiettivo del Cavalier Silvio, vestiva alla moda...
Infine il Cavalier Velluto ha perfino lanciato una finissima, e fighissima, ghetta in velluto :


Ma Mistico&Trend non è un connubio che possa durare. Tant’è che abbiamo visto il Cavalier Velluto molto assorto nelle ultime uscite. Ora è risorto:

Il Cavalier Velluto finalmente è tornato a flagellarsi e macerarsi come si deve: i Cavalieri della Polvere hanno finalmente il loro Mistico Ufficiale.

La Cavaliera Catia si è procurata una piccola ferita ad un dito, e in men che non si dica il Cavalier Mascherone ha visionato la parte, estratto un fazzolettino, avvoltolato a mò di cartoccio, e incappucciato la ferita:










Un gioco da ragazzi per il Cavalier Mascherone, anche detto Viny, e il suo parafarmacistico zaino. Può fare molto di più… OKI, Voltaren, Bentelan sublinguale, cortisone intramuscolo, aspirina, tachipirina, spirulina…







Va detto che la Cavaliera Catia ora frequenta un corso di roccia, e da codesto corso è tornata alquanto agguerrita:


Ed ecco la relazione.

Dalla strada che taglia Campo Imperatore,si imbocca una pista posta a circa un km ad est del bivio di S.Stefano di Sessanio. Si procede verso nord, rimanendo a est de La Canala, vasto vallone ghiaioso che nasce sul versante sud del Prena.
Risalendo il letto di ghiaia, giunti quasi alla sua estremità nord, si raggiunge una piccola costruzione (presa d'acqua) vicino ad un albero. Salendo dietro questa costruzione, in prossimità di un muro a secco, si scorgono le indicazioni per la via "Cieri". La via è contrassegnata da segnali giallorossi. E’ una via facile e divertente, con passaggi di primo e secondo grado, mai esposti.L’ultimo tratto, fino alla cima, è ancora più agevole.
Più aereo invece il tratto di cresta del Centenario, dal Monte Infornace(2469) verso ovest, fino alla Forchetta di S. Colomba(2260), con alcuni tratti attrezzati.
Dalla Forchetta abbiamo imboccato l’ampio canale sottostante. Discesa agevole fino ad un bel pulpito intorno a quota 2000. Lì le strade del Cavalier Velluto e la nostra si sono divise…
Ma ha avuto ragione il Cavalier Velluto che ha guadagnato la Piana senza difficoltà. Noi, che al pulpito abbiamo piegato a est verso il fondo del canale, abbiamo dovuto affrontare un saltino di circa 15 metri:

UN BELL'ANELLO, PREZIOSO PER IL DUEMILISTA E NON, NEI MONTI ERNICI

Ormai il “duemilismo” è una malattia cronica sociale che colpisce l’escursionista e tra non molto verrà inserito nel vocabolario della lingua italiana. Da quando è stato istituito il Club dei 2000 c’è una rincorsa spasmodica alla conquista di vette di tale altezza che forse offusca il mero piacere di salire le montagne;comunque, ognuno è libero di scegliere di andare per monti per qualsivoglia motivo, l’importante che soddisfi le proprie aspettative e non crei crucci o complessi. Nella sua attività il Pontifex ha incontrato due collezionisti di 2000 che meritano una citazione e plauso per la loro voglia e volontà e sono, rispettivamente, il Cavalier Silvio, già seduto sul trono avendo salito tutti i 2000, e Mimmo Di Bartolomeo che prossimamente siederà al suo fianco. Il primo, soprannominato dal Pontifex il “Cacciatore dei 2000”, perché sempre alla continua ricerca di un 2000 da conquistare nel corso di una stessa escursione.Dopo avere salito un 2000, domandava sempre se nelle vicinanze ci fosse ancora qualche 2000 da poter raggiungere. Mimmo Di Bartolomeo, soprannominato dal Pontifex il “Duemilista d’assalto”, invece, pianifica tutto a tavolino per concatenare in una sola gita più cime di 2000 metri. Entrambi sono degli innovatori perché hanno apportato delle concrete novità in tema di strategia e precisamente: il Cavalier Silvio l’uso sistematico delle barrette energetiche per l’alimentazione e per ogni duemila aveva un tipo di barretta (fino 2000 metri un tipo, da 2000 a 2100 un altro tipo e cosi via). Dopo la conquista di tutti i 2000 pare che abbia cessato l’utilizzo di tale sostanze, per lo meno in mia presenza, e si sia rifugiato nella semplice alimentazione di pane e olio forse per disintossicarsi (doping????).Mimmo di Bartolomeo ha inventato la figura del “Centurione”, una sorta di navigatore dei rally automobilisti, che studia la logistica durante l’escursione e, se necessario, prende lo zaino del recordman per agevolarlo fisicamente come nell’escursione in discorso.Il “Centurione” viene arruolato dopo prove selettive di affidamento sia caratteriale che fisico. Il primo e l’unico di cui si può fidare è Massimo Luciani che lo accompagna nelle sue scorribande ai confini dell’Abruzzo convenzionalmente denominato “impero” per distinguerlo da altre regioni con montagne di 2000 metri. Mimmo, poi, ha inventato un singolare tipo di allenamento che rimarrà unico nella storia dell’alpinismo che consiste nel fare spedizioni himalayane come allenamento per conquistare cime di 2000 metri.Il “Centurione” mi ha confidato che vuole concatenare i 2000 in un’unica soluzione di continuità.Buona Fortuna ed in “BOCCA AL LUPO”!!!! Sabato scorso sono stato testimone di quanto anzidetto in quanto abbiamo effettuato una bella gita nei monti Ernici con partenza e arrivo a Rendinara (Valle Roveto). Un anello che ci ha consentito di raggiungere la cima di tutti i 2000 di quel gruppo montuoso (Ginepro, Passeggio, Fragara, Pratillo e Pizzo Deta) percorrendo la bella Valle del Rio con tutti i colori autunnali evidenziati da una bellissima di sole.AMPIO SERVIZIO FOTOGRAFICO NELLA GALLERIA DEL PONTIFEX.







venerdì 19 ottobre 2012

Chi va in bici e chi ad arrampicare










Mentre l'altra mattina mi recavo ad arrampicare con il caro Carlo, che come sempre si esprimeva alla grande, finalmente ho capito cosa va facendo Pastarella, in compagnia di Angelo, su e giù per le terre con la bici.

Ho inserito un filmato della mattinata a Roccamorice.
Per vederlo cliccate sul link sottostante.
http://www.youtube.com/watch?v=6iKWCgeKP6Y&list=UUtgjvLf_eSk8nvne_HY7V7Q&index=1&feature=plcp

Un caro saluto a Pastarella ed Angelo

giovedì 18 ottobre 2012

CAVALLO PAZZO (CRAZY HORSE) ALLA 2^ SPALLA DEL CORNO PICCOLO





SONO PROPRIO CONTENTO DI AVER FATTO QUESTA VIA DI ARRAMPICATA, LA CENTESIMA DEL GRAN SASSO CHE HO PERCORSO , DEDICATA AL MITICO CAVALLO PAZZO, CAPO GUERRIERO SIOUX CHE INSIEME A GERONIMO, CAPO GUERRIERO APACHE, HA INFLUITO SULLA MIA FORMAZIONE CARATTERIALE E CULTURALE, AVENDO LETTO MOLTO IN PROPOSITO, AL PUNTO CHE ANCH’IO SONO DIVENTATO UN CAPO (IL PONTIFEX).DA LORO HO SOPRATTUTTO IMPARATO LA CULTURA DELL’ALLENAMENTO SISTEMATICO IN QUANTO PUR AVENDO ENTRAMBI UN INNATO TALENTO PER IL COMBATTIMENTO SI SOTTOPONEVAMO AD ALLENAMENTI MASSACRANTI E SONO RIUSCITI A RIMANERE IN VITA STANDO SEMPRE IN PRIMA LINEA. LORO  ERANO CAPI INDISCUSSI INVECE IL PONTIFEX, OGNI TANTO VACILLA, VIENE COLTO DA IMBOSCATE ORGANIZZATE DA ALCUNI CAVALIERI PERCHE’ FRUSTRATI DALLA ELEVATA POTENZA (MEGAHERTZ) DEL SOMMO , MENTRE LORO VIAGGIANO AD UNA POTENZA NORMALE (HERTZ) E I RISULTATI SONO SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI. GLI ATTACCHI SI RIVELANO UN “FUOCO DI PAGLIA”. TUTTO CIO’ PREMESSO, LA VIA SI SNODA TRA LA VIA DEL VECCHIACCIO E LA MARSILI-SIVITILLI ALLA SECONDA SPALLA DEL CORNO PICCOLO ED E’ CLASSIFICA TD+ CON TRATTI DI 6B (7° GRADO). E’ CARATTERIZZATA DA UN’ARRAMPICATA PRETTAMENTE SU PLACCA COMPATTA DOVE LE PROTEZIONI POSSIBILI SONO GLI SPIT, GIA’ IN LOCO, SALVO UNA FESSURA OBLIQUA (5+) NEL TRATTO FINALE DELLA VIA DOVE SI POSSONO METTERE DEI FRIENDS OLTRE AGLI SPIT PRESENTI COMUNQUE DISTANTI TRA LORO. DEVO RINGRAZIARE I COMPAGNI DI CORDATA (ANTONIO D’ARCANGELO E ROBERTO D’ORAZIO) CHE MI HANNO ACCOMPAGNATO SU QUESTA BELLA VIA CHE HA RAPPRESENTATO PER ME IL CORONAMENTO DI UNA STAGIONE ECCEZIONALE SOTTO IL PROFILO ARRAMPICATORIO NONCHE’ LA CENTESIMA VIA DI ARRAMPICATA PERCORSA AL GRAN SASSO.PER QUESTI MOTIVI ALLA FINE DELLA GIORNATA CI SIAMO ABBUFFATI CON PANINI E BIRRA DA “COCCIA D’ARGENTO” A MONTORIO AL VOMANO CON LA MODICA SOMMA DI 10,00 EURO. L’OCCASIONE E’ PROPIZIA PER PARLARE DI ANTONIO E ROBERTO, COMPAGNI DI CORDATA DA LUNGO TEMPO, CON I QUALI HO IL PIACERE DI CONDIVIDERE DELLE BELLE GIORNATE IN MONTAGNA ED ANCHE LORO, SECONDO IL MIO “AUTOREVOLE “ GIUDIZIO, HANNO DEI PRIMATI PERSONALI INSUPERABILI. ANTONIO, ALPINISTA DI LUNGO CORSO, AVRA’ EFFETTUATO PIU’ DI MILLECINQUECENTO ASCENSIONI SU VIE DI ROCCIA (CHIARAMENTE TENENDO CONTO DELLE RIPETIZIONI), COSA CHE NEL CENTRO ITALIA, SALVO I PROFESSIONISTI, COSTITUISCE UN PRIMATO IN AGGIUNTA A QUELLO DEL NUMERO DI RIPETIZIONI EFFETTUATE AD UNA VIA: PIU’ DI CENTO VOLTE IL VECCHIACCIO E LE PLACCHE DEL TOTEM. ROBERTO, INVECE, TALENTUOSO POLISPORTIVO ECCELLENTE, A TUTT’OGGI, HA PRATICATO E PRATICA, AD ALTO LIVELLO, MOLTEPLICI SPORTS ( SCI, SCI ALPINISMO, MARATONA, CORSA CAMPESTRE,CICLISMO, MOUNTAINBIKE, CICLOCROSS, VOLO CON DELTAPLANO, PARAPENDIO, VELA. ECC.).ATTUALMENTE IL SUO SPORT PREFERITO E’ L’ARRAMPICATA ED AGEVOLMENTE VIAGGIA SUL 7A IN FALESIA E IN MONTAGNA PERCORRE VIE ED (ESTREMAMENTE DIFFICILE) ANCHE DA CAPOCORDATA.FACCIO PRESENTE CHE TUTTI E TRE MESSI INSIEME FACCIAMO LA SOMMA COMPLESSIVA DI ANNI 173 (CENTOSETTANTATRE) E NON E’ POCO TENENDO CONTO DEL TASSO DI DIFFICOLTA’ DELLA VIA!!!!!AMPIO SERVIZIO FOTOGRAFICO NELLA GALLERIA DEL PONTIFEX.

mercoledì 17 ottobre 2012

FINESTRA e Canale Bergonzini

Canale Bergonzini

Fox in salita nel Canale

il Canale svolta a sx

Si risale il ramo di sx

il canale si allarga

si raggiunge la cresta

verso la Finestra


Panorama dalla Finestra

Io alla Finestra

canale dall'alto

parte finale della salita alla Finestra

lunedì 15 ottobre 2012

la cascata del Macellaro ...

Di certo questo è tra i posti più suggestivi e selvaggi della Majella che io abbia visitato.





















(in viola la traccia percorsa da noi, in giallo il sentiero n. 8)


Partendo da Fara san Martino per il vallone di santo Spirito, si percorre inizialmente il sentiero n. 8
(CAI) e già da subito si ha un anticipo di quello che da li a poco si andrà ad incontrare.

Per la descrizione dell'itinerario ritengo, per debito di riconoscenza, rinviare alla descrizione pubblicata sul sito auaa.it (clicca qui) da cui è stata presa l'idea dell'escursione.
L'itinerario si sviluppa inizialmente su una traccia ben evidente e poi, essendo letteralmente immersi nel canyon (vallone delle Mandrelle) intuitivamente si arriva alla base della cascata che, per il momento non si può superare. A dire il vero Angelo e Carlo hanno già individuato una via per riuscire a scavalcare il salto (circa 50 mt). Unica richiesta avanzata è trovare qualcuno che gli porti il materiale alla base! E' stato commentato che per bellezza dei posti non sarebbe fuori luogo una "ferratina" che permetterebbe di ricollegare l'itinerario al sentiero per cima Pomilio e al Grande Assente di praticare la sua nuova passione anche sulla Majella.




Nell'itinerario si incontra anche una scaletta metallica (con tanto di targhetta di ringraziamento) per aggirare un saltino all'interno di una grossa caverna le cui pareti sono i lembi del canyon che quasi si toccano.


Per visualizzare le altre foto: clicca aecche e naecche.


domenica 14 ottobre 2012

Persi... di vista !!!!


Oggi bellissima uscita sul Corno grande per la direttissima insieme ad Angelo. Compagni d'eccezione Andrea Daprai(recordman)ed il suo amico Mirko(quest'anno 8° al trofeo Mezzalama). Noi quattro arriviamo al rifugio Mussolini dove ci attendono Andrea e Armando del soccorso alpino del corpo forestale dell'Aquila. Scendiamo dalle macchine per le presentazioni,vedo Andrea e Mirko in tutina tecnica e scarpette da running (comincio a preocuparmi). Si parte e Angelo dice ai nostri compagni: "andate pure con il vostro passo !....non vi preoccupate per noi" Risposta di Daprai: "andiamo tutti insieme!" Dopo dieci minuti,ad un ritmo per noi insostenibile pensando di dover arrivare in cima al Corno Grande,rallentiamo. In breve si formano due gruppetti,noi del primo svalicando la sella del monte Aquila scorgiamo in lontananza quelli del secondo che coorrono. Andrea il forestale rimasto con noi serafico mi dice: "stanno rompendo il passo!" A quel punto prendo coscienza che l'idea di Angelo di rallentare è stata la soluzione migliore. Quando arriviamo in cima ci complimentiamo con i tre che con tranquillità sono saliti per la direttissima in 58 minuti (nemmeno affannati). Foto di rito e discesa. Bella la giornata trascorsa insieme all'amico Angelo ,al simpatico Andrea e ai tre atleti di grande livello e simpatia.

giovedì 11 ottobre 2012

"VITE (ANNIBALE) MANTE' CANN' (CAVALIER SILVIO) E CANN' MANTE' VITE"

IN RIFERIMENTO AL PENULTIMO POST.
E ' FINITA LA PACE CARI CAVALIERI!! CON IL RIENTRO TRA I RANGHI DEL CAVALIER SILVIO RIEMERGE L'ANNOSO FALSO PROBLEMA CHE, TRA L'ALTRO, E' LO SPACCATO DELLA NAZIONE: PONTIFEX SI , PONTIFEX NO. LE COSE CHE FUNZIONANO IN ITALIA NON VANNO BENE, LA MERITOCRAZIA IN ITALIA E' UN OPZIONAL ED E' PER QUESTO IL PONTIFEX, PERSONA CAPACE, RAPPRESENTATIVA, NON RACCOMANDATO PER RICOPRIRE LA CARICA IN UN PAESE DOVE SI RACCOMANDANO PURE PER UN CERTIFICATO ANAGRAFICO DEVE ESSERE IN QUALCHE MODO RIMOSSO.LO DICO UNA VOLTA PER TUTTE, PER L'ULTIMA VOLTA, NON INTENDO NE' DIMETTERMI (IN ITALIA NON SI E' DIMESSO MAI NESSUNO!!) NE' TANTOMENO ESSERE RIMOSSO (GLI INCIUCI SONO PASSATI DI MODA).IL MIO IPOTETICO SOSTITUTO CHE DOVREBBE ESSERE ? IL MITICO ANNIBALE!! LUI NEGA QUESTA POSSIBILITA' ED  IN CUOR SUO VORREBBE PRENDERE IL MIO POSTO. E' CONSAPEVOLE DEI PROPRI LIMITI E CREA SOLO MALUMORE NELL'ORDINE, CREANDO UN IPOTETICO FRONTE ANTIPONTIFEX. GLI ALTRI CAVALIERI NON ABBOCCANO ALLE PROVOCAZIONI  DEL CAVALIER SILVIO AL QUALE AUGURO DI FARE, PROSSIMAMENTE, AFFARI  IN QUALCHE PAESE TROPICALE IN MODO CHE IN ESTATE LAVORA IN ITALIA ED IN INVERNO VA A "SVERNARE" LONTANO  LASCIANDOCI UN ATTIMINO IN PACE,ANCHE SE I SUOI POST SONO SIMPATICI PERO' SOVVERSIVI PERCHE' ANTIPONTIFEX.

Quei maledetti rifiuti al rifugio Garibaldi

Cari Cavalieri vi riporto un post di una lettrice uscito sul blog "Il Pensiero" per sensibilizzare tutti al rispetto dei nostri monti e delle nostre misere e rare strutture presenti.
Conserviamo quel poco che abbiamo!!
 
Pensate ad una camminata in montagna, i verdi prati di Campo Pericoli, un panorama mozzafiato e il Corno Grande che svetta sul cielo d’Abruzzo. Pensate anche al rifugio Garibaldi, la più antica costruzione alpinistica degli Appennini, situato a quota 2230 mt in una zona denominata Conca dell’Oro. – Ci siete?- Ora pensate all’inciviltà dell’uomo, al suo disprezzo per la natura. – Cosa viene fuori?- Il totale di questa unione ci è stato fornito da alcuni lettori, alpinisti e semplici amanti della montagna. Partendo dalla cima più alta del Gran Sasso è possibile trovare rifiuti di ogni genere, lattine, tonno in scatola, fazzoletti e bottiglie di plastica. Scendendo più a valle si arriva al Rifugio Garibaldi, chiuso per una “fantomatica” ristrutturazione; mai finita! Nell’edificio ci sono due stanze,una chiusa ed una sempre aperta per eventuali emergenze. Lo spettacolo che si presenta agli occhi dei turisti non è dei migliori; sacchi di calce, bottiglie di vetro, bicchieri di carta, confezioni di biscotti, reti metalliche. Eppure quel posto ha un importante valore storico, costruito nel 1886, fu il primo rifugio degli Appennini ed uno dei lavoratori partecipò alla spedizione dei mille. Sulla porta c’è scritto – Chi apre serra- come per dire rispettate le regole e non sporcate l’ambiente- ma evidentemente la maggior parte delle persone non sa leggere o lo ignora totalmente. I vecchi gestori dicevano che questo era un luogo di memoria, un presidio per educare le persone al rispetto della natura, alla solidarietà e all’aiuto reciproco, un posto dove ci si immedesimava con la natura e tutte le sue risorse. Perché abbandonare una meraviglia del genere? Perché lasciare la montagna in balia di qualche grezzo e incivile escursionista? Perché non sensibilizzare le persone al rispetto della natura? Quel luogo potrebbe tornare ad essere un oasi di pace, relax, posto d’incontri e di vecchie storie di pastori.Come cantava Ivan Graziani – “Gran, Gran Sasso, che parli con le stelle, le lacrime asciughi sono sempre quelle, Grande Sasso conserva il tuo mistero e ogni sogno fatto li vivrò davvero”. I sogni ci sono, perché non farli avverare?
 
Mattia Di Valentino

lunedì 8 ottobre 2012

6 ottobre 2012, Via dei Laghetti

Sabato 6 ottobre 2012: prima gita sociale clandestina dei Cavalieri.

Alle ore 6.30 dieci Cavalieri giovani e forti si sono radunati all'insaputa del Pontifex, e sotto l'egida di Annibale, l'Antipontifex.
I Cavalieri, ma non Annibale, si sono assembrati nel luogo caro alla loro protettrice, Santa Filomena.
Evidentemente Annibale ha subodorato una complicità fra la Santa e il Santo, ed ha chiesto di essere prelevato, Lui solo, presso altro luogo fortemente simbolico: IKEA.
Un segno dei tempi: da Filomena, Santa Mediterranea a IKEA, Divinità Nordeuropea.
Annibale, ed i Cavalieri Paolo,Nicola, Vincenzo, Fausto, Marco da Teramo, Carlo, e sottoscritto, nonché le Cavaliere Polveronzola, e l'aspirante Catia hanno eletto la Via dei Laghetti a meta di questo Viaggio di rottura con la Tradizione (leggi: con il Pontifex).
Mentre noi rompevamo con la Tradizione, la Tradizione arrampicava su Cavallo Pazzo, via del Corno Piccolo.
Altro segno del Rovesciamento dei Tempi: il Sulfureo antagonista del Pontifex, il corrosivo Annibale, sceglie una soave "Via dei Laghetti" mentre l' ecumenico ed ex-saggio Pontifex cavalca un Cavallo Pazzo.
Condotti con mano sicura da Annibale arrampichiamo la Via dei Laghetti.
In vari passaggi assicuriamo Catia e i Cavalieri che chiedono assistenza.
Marco da Teramo continua a piegare allegramente e con sicurezza per varianti che fanno la sua Via dei Laghetti un grado più alto della Via degli altri; e come quando si tuffa con gli sci a serpeggiare per canalini ripidi,  gioiosamente dice che lui non sa sciare, non sa arrampicare, non sa fare...
Carlo Climber passeggia elegantemente dove gli altri Cavalieri si aggrappano disperati.
Annibale interrompe la sua vigile conduzione solo per fare foto. Ma fa foto solo a Cavalieri donne. Ma fra un tiro ed una sicura le donne passano ogni 5 minuti. Ergo: ogni 5 minuti Annibale lascia corde, moschettoni, mezzi barcaioli, li affida al primo Cavaliere che passa e si dedica all'ars fotoamatoria.
Il Mascherone Vincenzo si sacrifica, e fa un turno da tutor di Catia (e' tradizione che i Cavalieri proteggano le donzelle dalle attenzioni del Pontifex. Ma l'Antipontifex non è da meno e la prudenza non è mai troppa).
Catia alle prime prese con la roccia, è brava e avanza tenace, e si estasia mentre la Via si snoda nell'ambiente selvaggio dentro le visceri del Prena. E noi non possiamo che condividere il piacere di questa bellissima Via.
Il Cavalier Paolo manca da un semestre, ma ha la stessa forma fisica dell'ultima uscita.
Sul Cavalier Velluto mantengo il massimo riserbo, perché è rimasto silenziosissimo e assorto.
La Cavaliera Alice sale spedita perche' ha fatto scuola di roccia, ed ha frequentato anche un seminario "L'arrampicata con zaino carico fino a dieci kg di dolci, oltre a tutto il resto".
Il Cavalier Fausto di tanto in tanto, per motivi che gli studiosi tuttora indagano, urla: "Patroooclooo!".
A mezza via due bellissime aquile hanno volteggiato sui Cavalieri. A me e' parsa semplicemente una fortuna, un raro spettacolo della natura. Ma ho visto Cavalieri agitarsi, incupirsi e confabulare, il Condottiero toccarsi parti innominabili. Io non ne capisco nulla ma ho sentito parlare di calcio, presagi, 2 a zero... Doveva esserci da qualche parte una terza aquila...

Per gentile concessione del Cavalier-Condottier Annibale riporto la relazione tecnica:

Bella via caratterizzata dalla presenza di numerosi laghetti dalle limpide acque.
L'itinerario si svolge quasi sempre sul fondo di un canale dove numerose cascatelle formano delle pozze di acqua trasparente (i Laghetti), questi salti a volte possono essere aggirati sui lati, a volte vanno superati direttamente con passaggi alpinistici fino al III grado.
A parte la difficoltà alpinistica occorre fare molta attenzione alla roccia poiché a tratti è coperta di pietrisco e può essere scivolosa. Per questo la salita va affrontata con adeguata preparazione tecnica e materiale adeguato (imbraco, corda, ecc.).
"I Laghetti" sono alimentati da acqua di fusione o dalle piogge.
E' indispensabile sapersi muovere su roccia, ma nonostante la via presenti passaggi impegnativi, a differenza della via Brancadoro, non è mai esposta.
I tre passaggi di III° grado sono degli infidi salti di due-tre metri che impongono molta attenzione.
Difficoltà: PD (alpinistica con passaggi di II e III grado)

Accesso:
Raggiunta la piana di Campo Imperatore nei pressi del bivio per Santo Stefano di Sessanio, inizia una sterrata che si inoltra in direzione di Monte Prena e Monte Infornace.
Questa pista costeggia un piccolo casale per pastori e quindi passa nei pressi di un fontanile (Fonte S. Lorenzo, 1657 mt).

Salita:
Parcheggiata l'auto poco più avanti si segue verso sinistra il fiume di ghiaia (la Canala) incontrando in successione prima due casaletti vicini, quindi si oltrepassa l'inizio della via Cieri (altro itinerario che porta su Monte Prena) ed infine si raggiunge la presa dell'acquedotto (+/- 1810 mt) dove inizia la via.
Questa si svolge all'interno di un ampio canalone con paretine e numerosi passaggi di II e III grado, sempre allietati dalla presenza di numerose pozze d'acqua.
 La prima difficoltà (Cengetta ad S) si incontra subito e si estrinseca in comodi, brevissimi passaggi di 2° grado.
Subito all´inizio, dopo qualche roccetta, infatti si trova sulla sx il primo salto, bagnato da un rivolo di acqua.
Il primo salto bagnato finisce su di un terrazzino e poi riprende piegando a destra con una cengetta (Cengetta ad S).
Dopo il primo ramo della cengetta (obliquo da sx a dx),si svolta a sx con un saltino che obbliga ad un passaggetto scomodo.
Ora la rampetta (secondo ramo della cengetta) va da dx a sx per circa dieci metri.
Si svolta ancora facilmente verso dx e con un'altra rampetta (terzo ramo della cengetta) si raggiunge una zona rocciosa piana,comoda con le prime pozze d'acqua.

La via continua incassata nel canale, alternando roccette a passaggi di I°-II° grado.
La roccia è a tratti ottima, molto compatta e levigata dall´acqua.
In particolare dopo un po' si incontra un tratto in cui occorre traversare sulla parete di dx,alti sopra una pozza d'acqua in basso sulla sx.
Ancora una rampetta sulla dx con delle grosse clessidre al di sopra (spesso bagnata, 10m. II°).
Segue un muretto di meno di tre metri con buone prese e senza difficoltà particolari (III°).
Passaggi più facili portano ad una biforcazione dalla quale si prosegue verso dx superando una liscia placchetta appoggiata a uno spigolo, quasi a formare un diedro, che va superata forzando il passaggio in aderenza, senza appoggi per i piedi e con un solo buon appiglio per la mano destra, subito dietro lo spigolo (III+°).
Il terzo passaggio più impegnativo, anche questo non privo di qualche difficoltà, è uno stretto camino che precede un masso incastrato.
Uno dei lati del camino è completamente lisciato dall´acqua. E' possibile passare sia all'interno che all'esterno del  masso incastrato (III°).
Si perviene ad una zona più coricata.
Ancora un saltino facile (II°)
Poi un salto va superato sul diedrino di sx,con appoggi lisci a dx (II°+).
Si continua per roccette e passaggi di I-II grado anche divertenti, a volte su roccia compatta e abbastanza liscia.
 Il canale conduce, con ripide rampe ad una forcella della Cresta Sud-Est (2329 m.) dove ci si ricongiunge con la via Brancadoro proveniente da destra (bella vista sulla cresta Est e sul Monte Camicia ). Si sale ancora per roccette sul filo,poi per ghiaie si superano  noiosi e lunghi pendii, obliquando verso sinistra, e si raggiunge la vetta.

Per la discesa, dalla croce si continua sulla cresta, verso Sud-Ovest, incontrando varie strette insellature con ripidi panorami sulla Comba detritica Ovest del Prena e sull'alto Vallone di Fossaceca..
Si supera un'anticima a quota 2499 e si scende con due brevi tratti attrezzati fino a raggiungere la sella di q.2419 , interposta tra Infornace e Prena.
Si scende ora decisamente verso Sud nel vallone della Canala  per vaghe tracce,pendii ghiaiosi,roccette e dossi erbosi , piegando progressivamente verso dx fino a raggiungere una selletta erbosa (2179 m) posta alla base di un colossale monolito giallastro che costituisce l'anticima Sud dell'Infornace.
Seguendo ancora  vaghe tracce e sporadici ometti verso Sud, a zig-zag tra erba e ghiaie, si raggiunge infine una conca  lungo la via dei Laghetti,ricongiungendosi con l'itinerario di salita e ritrovando i bolli giallorossi della via.
La via segnalata però viene seguita in discesa solo per 50 metri circa, perchè la si  abbandona  poco più in basso risalendo ad una selletta della sx orografica,con un breve risalita di pochi metri (cerchio di vernice gialla su una roccia).
Traversando alla medesima quota o in lievissima discesa in direzione Est su pendii ripidi, si raggiunge infine una lunga dorsale morenica discendente dalla sella tra il Prena e M.Veticoso.
Seguendo la dorsale in direzione sud-Ovest si raggiunge nuovamente la presa dell'acquedotto (1810 m) ed in breve il punto di partenza.

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